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martedì 11 febbraio 2014

Il Lumaclub

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

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Il Lumaclub

Nicolas era seduto al suo tavolo e stava mangiando velocemente: era sceso piuttosto tardi rispetto ai compagni e cercava di recuperare il tempo perduto abbuffandosi. Mentre trangugiava velocemente la propria colazione, ragazzi e ragazze gli sfilavano davanti salutandolo con ampi sorrisi, che ricambiava puntualmente.
La partita di Quidditch gli aveva attribuito una grande popolarità, come si coglieva dagli sguardi dei compagni Griffondoro, ma anche una buona dose di intolleranza da parte dei Serpeverde. Infatti spesso al suo passaggio saettavano risatine malefiche e commenti sul suo abbigliamento e sul suo portamento goffo, attenzioni a cui il ragazzo non sembrava attribuire troppo peso.
- Ciao Etty! - salutò la compagna.
- Ciao Nicky! Tutto bene? -
- Sì! E tu? Ormai te lo posso chiedere solo a lezione, non ti vedo mai in giro - scherzò il ragazzo.
La ragazza si fece cupa in volto.
- Hai ragione Nicky, ma ultimamente ho qualche problema a casa e... -
- Ma non ti devi giustificare facevo per dire, scusami... Che succede a casa tua? -
- Ehm! Niente d’importante, tranquillo... - sorrise un po’ imbarazzata Etty.
- Ok! - fece pensieroso - Cambiando discorso, oggi è il primo giorno che ho pozioni dopo la sconfitta dei Serpeverde, credi che il professore sarà risentito? - chiese con un pizzico d’ansia.
- Non credo, Lumacorno non mi sembra un grandissimo sportivo - lo rassicurò la ragazza.
- Speriamo - sospirò Nick.
- Non riesci proprio ad amarla questa materia - rise Etty.
- In realtà è lei che non ama me! - puntualizzò Nicolas. Risero entrambi.
- Buongiorno miei cari studenti - entrò trillando il corpulento professore di Pozioni.
- Stamattina affronteremo un antidoto piuttosto complesso, ma non vi preoccupate basterà fare attenzione ai dosaggi - il professore sorrise nelle guance piene.
Nicolas fece un’espressione buffamente rassegnata che fece ridere silenziosamente Etty, poi cercò di concentrarsi il più possibile sulla spiegazione.
La lavagna si stava riempiendo di fitte indicazioni per la composizione del preparato, mentre la mandibola di Nicolas si apriva leggermente ad ogni riga che compariva sulla superficie nera.
Alla fine della spiegazione la mandibola di Nick stava per lussarsi e cadere sul freddo pavimento dell’aula di Pozioni.
Nicolas cercò di recuperare un po’ di contegno, mentre Etty ormai riusciva a stento a trattenere le risate, e, dopo un lungo sospiro, radunò gli ingredienti della pozione e si fece coraggio. Cominciò a pesare sulla sua bilancina d’argento i vari ingredienti, commentando a mezza voce.
- Ok 87 g, gasp! Mi è scivolato un po’ di saliva di Drago, vabbè solo una goccia... questo Cardo di Scozia è un po’ appassito… aspetta che gli do una sistematina “Ravvivo”... allora cosa diceva? Che l’Elleboro è velenoso? Beh, non vorrei esagerare, ecco dovrebbe bastare... -
Passò a miscelarli.
- Ecco i primi tre ingredienti, no! Ho dimenticato il cardo, aspetta lo aggiungo subito - e il fiore venne inghiottito nel calderone con un piccolo spruzzo - ora mescolo... -
Cominciò a mescolare guardando nel calderone dei compagni, ma dopo qualche giro orario Nicky si rianimò di colpo.
- Ma adesso quanti giri ho fatto?!?! Sette? Allora altri tre e poi cambio... ma perché mi distraggo sempre... -
Aspettò un po’ di tempo come consigliato dalle indicazioni alla lavagna, poi lo prese un dubbio.
- Ma giri al contrario nel senso 10 giri antiorari, 3 orari e 2 antiorari oppure prima i 2 orari, poi i 3 antiorari e poi ancora 10 orari? - per un attimo sembrò volere alzare la mano per chiederlo all’insegnante, ma poi si guardò in giro e vedendo tutti gli altri impegnati e sicuri delle loro manovre sembrò esitare e abbassò la mano.
- Etty - sussurrò.
- Che c’è? - chiese la ragazza impegnata.
- Silenzio! - intimò il professore dal fondo della classe - Vi ho parlato dei rischi che i rumori possono provocare a questo antidoto... -
- Niente - sussurrò Nicolas, mentre anche la sua pozione sembrò volerlo ammonire con un prolungato “fzzz!”.
Il preparato stava diventando sempre più melmoso e dopo l’aggiunta della polvere di Ammanite prese una strana tonalità verde acido. L’ultima mescolata fu infine fatale, perché la sostanza diventò una gelatina maleodorante e terribilmente collosa.
Nicky guardò scoraggiato il suo peltro, alzò la mano e pronunciò con una nota funerea nella voce: - Professore forse è meglio non assaggiarlo, vero? -.
- Ah! Ah! Ah! - rise bonariamente il professor Lumacorno - Mio caro Nicolas le pozioni non sono certo il tuo forte fortunatamente sei abile in altro, non è vero? - gli strizzò l’occhio.
Passò ad esaminare il contenuto del peltro.
- Beh! Dovremo fare in modo che tu migliori, ma troverò il modo non temere -.
Nicolas era ammutolito da quando aveva cominciato le lezioni di Pozioni il professore non si era mai espresso con lui se non con qualche grugnito e un paio di sbuffi di disapprovazione.
La lezione finì e Nicolas, raccolti i propri ingredienti, stava per lasciare l’aula con Etty.
- Nicolas! - lo chiamò il professore - Volevo invitarti a una piccola festicciola venerdì sera prossimo, ci sarai vero? -.
Nicolas sempre più spaesato balbettò un “sì”, che il professore non si fece sfuggire.
- Ottimo! Ottimo! - disse gonfiando le guance compiaciuto - A presto allora! - e se ne andò.
- Questa poi... - fece Nicolas esterrefatto.
- Cosa non fa la fama! - disse asciutta la ragazza.
- Credi che abbia sbagliato ad accettare l’invito... vedi mi ha preso completamente in contropiede -
- Figurati Nicky! Anzi... hai fatto bene, anche se ti avverto che non c’è sempre gente simpaticissima a questi ritrovi -
- Che intendi? –
- Figli di Papà, gente che si vanta del proprio sangue e delle proprie conoscenze... -
- Temo proprio di aver sbagliato ad accettare questo invito - fece l’altro scoraggiato - perché non vieni con me? -.
- Primo: non sono usa ad andare dove non sono invitata; secondo: darei un’idea sbagliata; terzo: ho altro da fare! -
- Mi spiace -
- Oh! Scusami tanto Nicolas, continuo a prendermela con te, ma non è così, credimi... vai e divertiti, ok? -
- Proverò - sospirò il ragazzo, poi si rianimò - Idea sbagliata, che idea sbagliata? -.
Etty rise.


"Volevo invitarti a una piccola festicciola venerdì sera prossimo, ci sarai vero?" 




- Eccoti, Nicolas! - gli venne incontro il professor Lumacorno - Sei arrivato... speravo venissi con la signorina Weasley... quest’anno sono riuscito ad averla alle mie festicciole un'unica volta – fece pensieroso - Comunque ecco qui uno dei tuoi compagni, ovviamente il tuo talentuoso compagno di Quidditch: il signor Dayton! -.
- Ciao Knightly - fece sorridente Nat.
- C-ciao! - balbettò, sorpreso Nicolas.
- Oh! Blaise! - esclamò Lumacorno - Vi lascio... - trillò Lumacorno e si allontanò.
- E così gli onori della performance agonistica ti hanno portato al Lumaclub - fece disinvolto Nat, sorbendo la sua Burrobirra.
- Così pare - sussurrò Nick.
- Cominciavo a disperare di essere l’unico Griffondoro a parteciparvi -
- Ah! - esclamò Nicolas con un evidente tono di delucidazione nella voce - Ecco perché mi stai rivolgendo la parola... -
- Spiritoso Knightly, davvero spiritoso! - fece l’altro in un tono un po’ secco.
- Dai non te la prendere, non vorrai negare il fatto che ciò sia per me un’incredibile rarità! -
- No, infatti, ma tu mi snervi con il tuo perbenismo, sarà che sei calmo posato e non sopporto la gente melensa -
- Tenterò di essere un po’ più arrogante e aggiungerò qualche frase sarcastica per andarti a genio - sorrise divertito l’altro.
- Piantala di essere accondiscendente con me -
- Ok! -
- Piantala ho detto! -
- Ok! - confermò l’altro con uno sbuffo.
I due si guardarono e risero all’unisono.
- Come diavolo hai fatto Knightly!? Ti sei guadagnato anche una terza possibilità... -
- Terza? -
- Già! La prima bruciata con “l’incidente” sul Lago nero, - fremette - la seconda bruciata con la storia della scopa e incenerita con il litigio sulla lettera... e ora la terza - contò sulle dita.
- Sei incredibilmente magnanimo - disse sarcastico Nicolas, come da promessa.
- Sei fortunato: è incredibilmente raro, no anzi unico, che dia ad un ragazzo una terza possibilità - puntualizzò il ragazzo.
- Ad un ragazzo? - sottolineò Nicolas.
- Certo “un ragazzo”. - chiarì Nat - Si sa che alle ragazze do infinite possibilità - ammiccò.
- Ah? - fece l’altro chiarito - E quante possibilità hai dato a Lisa fino ad ora - fece sornione.
- Infinite ovvio! Ah! Visto che siamo in argomento vorrei precisare che tra me e Lisa non c’è assolutamente quel tipo di rapporto -
- Che strano la mia mandibola aveva travisato tutto - sorrise l’altro, bevendo anche lui un sorso di Burrobirra.
- Ehi così mi vai davvero a genio - commentò la battuta di Nick e continuò - Già! Perdona quel cazzotto, ma vedi io e Lisa siamo cresciuti insieme, è la mia vicina di casa, nonché la mia migliore amica. Certo siamo stati anche insieme un paio di mesi, ma per capire che era davvero troppo strano ed eravamo troppo amici per provare qualcosa di diverso -
- Ti dirò la verità, la mia mandibola continua a non capire... -
Nat rise di gusto.
- Non mi piacevi e non potevo accettare che ti avvicinassi “così” alla mia quasi-sorellina! - gli diede una forte pacca sulla schiena, tale da fare andare un intero sorso di Burrobirra di traverso a Nicolas, che cominciò a tossire rumorosamente, cercando di respirare.
- Ehi! Andate proprio d’accordo... - sorrise loro gioviale Lumacorno - Mi è venuta un’idea geniale, mio caro Nicolas! Perché non ti fai aiutare in pozioni da Nat, è di certo uno dei miei allievi più brillanti - e gli strizzò l’occhio.
- Si può fare - annuì Nat.
- Perfetto! - poi si voltò verso il ragazzo alle sue spalle e lo spinse al suo fianco - Hai visto Raymond? Eccoti Nicolas... -.
Nat e Nick si guardarono con aria interrogativa.
- Ci conosciamo professore - sbuffò il ragazzo dalla capigliatura accesa.
- Oh! Raymond non sarai arrabbiato per la sconfitta dei Serpeverde... - rise bonario - dopotutto tu ti sei fatto valere! Raymond non solo è un abile cercatore, ma è figlio di una prestigiosa Casata, quasi tutti i suoi parenti lavorano per il Ministero in incarichi prestigiosi - tentò di adularlo.
- Già anche Knigtly ha dei natali prestigiosi, non gliene ha parlato? – fece un ghigno rivolto al ragazzo. Nick impallidì e Nat se ne accorse.
- No, in realtà no! – sorrise Lumacorno con uno sguardo ingolosito.
- Sì, ma Nicolas diventa lungo e noioso quando parla dei suoi e poi dovevo presentargli una ragazza, voi ci scuserete – ammiccò di intesa Nat, verso il professore.
- Con rammarico ma in effetti: “ubi maior, minor cessat”, dove ci sono questioni più importanti, quelle meno importanti devono lasciare il passo! - approvò l’abbondante professore.
- Benissimo! Allora Nick credo che nessuno ti abbia mai presentato Sandy! -
- No, in effetti! Piacere sono Nicolas! - porse la mano alla ragazza bionda.
- Finalmente ci conosciamo! - prendendogliela con grazia, il fascino della ragazza sembrò offuscare per un attimo le luci della sala.
– È un vero piacere conoscere ogni tanto un gentiluomo - sorrise dolcemente.
- Ehi! Non ti ricordi che la ragione per cui vengo a queste noiose feste è per tenerti compagnia? - protestò Nat.
- Sì, scusa! Hai ragione se non altro mi rendi sopportabile questo supplizio - si scusò la bionda con un sorriso affascinante.
- Perché vieni se non ti piace? - fece stupito Nicolas.
- Obbligo dei genitori, mia madre è ossessionata con il Lumaclub “È per il tuo futuro” mi ripete in continuazione - disse disgustata - mentre vedere questi ricconi viziati che si riempiono di moine è una tale noia! Senza offesa Nat -
- Nessuna offesa dolcezza! -
Sandy rise.
- Eccoti Walter! È incredibilmente raro vederti a queste manifestazione dell’Ego - salutò Nat.
- È vero, ma vedi Lisa mi ha chiesto di tenerti d’occhio con Sandy e così... - le guance di Walter sembrarono imporporarsi.
- Ciao Walt! - lo salutò visibilmente felice Nicolas.
- Ciao Nicky! Tutto bene! Bella partita! - il ragazzo Corvonero si ricompose nel suo solito contegno.
- Te la sei defilata Knightly, come al solito! - disse la voce piena di sfida di Raymond Embrace.
I quattro ragazzi volsero lo sguardo al nuovo arrivato, ma sobbalzarono improvvisamente perché un fulmine era caduto poco distante e un tuono aveva squarciato con forza l’aria, mentre un terribile acquazzone aveva cominciato a battere furiosamente sui vetri della stanza, sospinto da terribili folate di vento.
- Che pioggia! Sembra più un temporale estivo che una pioggia di fine autunno - commentò Nat.
- Ha qualcosa di inquietante - sussurrò Sandy.
- Non fare la bambina - la prese in giro l’altro.
Alle spalle di Nicolas si era avvicinato Raymond.
- Hai sempre una scappatoia Knightly, da cosa stai fuggendo? - gli disse a bassa voce.
- Cosa vuoi da me, Emberce? -
- A questo punto preferirei non avere niente a che fare con te, ma tu mi servi e al momento opportuno farai ciò che ti chiedo... - un ghigno perfido gli tagliò la faccia.
- Io non ci scommetterei troppo - fece beffardo Nicolas.
- Staremo a vedere! - lo rassicurò il Serpeverde.
- Mi è venuto un enorme mal di testa, credo di essermi sacrificata abbastanza per il “mio futuro” - annunciò la ragazza bionda - me ne vado a letto... mi accompagneresti Nat? -
- E lasciare questa incantevole festa? ... Ovviamente! - rispose il ragazzo decisamente entusiasta di andarsene - Vieni anche tu Knightly? -.
- Volentieri! - rispose risoluto Nicolas saettando Raymond, che lo fissava con sicurezza.
- Cosa cavolo vuole da te, quell’Emberce? - gli chiese Nat appena usciti dall’ufficio di Lumacorno, dove si era tenuta la festa.
- Non saprei - rispose con semplicità Nick - forse non ama i damerini - gli lanciò una sorridente frecciata.
- Stai imparando di già, con le lezioni di Pozioni vedremo se potrò fare di te il mio prezioso pupillo - sorrise contento Nat.
- Certo che voi due siete alquanto strani - commentò improvvisamente Sandy - Ok. Vi lascio ai vostri virili discorsi e vado a letto. Bye! - e fece un cenno con la mano, allontanandosi verso la propria Sala Comune.
- Riguardati - le consigliò Nick.
Altro cenno della manina bianca, che sparì dietro un angolo.
- Sandy ha ragione Nat, ogni volta che ho cercato di mantenere un comportamento educato e corretto nei tuoi confronti: ti arrabbiavi; mentre ora che ti scaglio ogni sorta di frecciatine: ti faccio contento - fece stupito e riflessivo Nicolas.
- Che vuoi! - replicò con semplicità - Apprezzo la schiettezza e il carattere! -
- Ma uno può essere schietto anche quando è gentile - bofonchiò l’altro.
- Non me la dai a bere, amico! Tu sei gentile perché credi che, così facendo, nessuno ti darà fastidio! -. 
Nicolas rimase ammutolito.
- Vedi io sono uno che sembra insensibile, ma le cose le capisce al volo - rise spavaldo.


Incubo

- No… no! Attenta! Scappate!!! -
Nicky spalancò gli occhi terrorizzato, la fronte madida di sudore freddo. Si sedette di scatto sul letto, con lo sguardo vuoto, cercando di recuperare il fiato.
Così immerso nella penombra, privo degli occhiali e dell’inseparabile cappellino, appariva ancora più gracile e indifeso del solito, non sembrava neppure Nick.
Si strinse nelle spalle, respirando affannosamente, e blaterò spaventato – Poteva… potevo… -.
Si riscosse con un movimento energico della testa.
– È meglio che torni a dormire.
E si ricoricò, ma non ne seguì un sonno tranquillo.


Continua...

domenica 9 febbraio 2014

Serpeverde contro Griffondoro

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

Serpeverde contro Griffondoro

Dal giorno di Halloween Etty dedicava molto meno tempo al suo amico straniero e a volte spariva per ore senza farsi trovare. Nicolas non si interrogava sul fatto e approfittava di quei momenti per cercare qualcosa in tutti gli annuari degli anni frequentati da James Potter, ma la ricerca non sembrava facile.
Era come al solito nella sua stanza e sfogliava il penultimo anno di frequenza del padre del suo beniamino, mentre parlava a Lio, che entusiasta trillava ogni volta che vedeva qualcuno di conosciuto e cioè ogni studente di Griffondoro, due terzi di Tassorosso, metà di Corvonero e qualche scarsa eccezione tra i Serpeverde.
- Ho capito Lio, conosci praticamente tutti! Ma non potresti essere più chiaro se tra loro c’è o no mio padre? Forse è Nicolas Patterson dei Corvonero? - disse speranzoso mostrando un bel ragazzone dal colorito florido e dalle guance piene, sovrastate da pesanti occhiali.
Lio trillò e becchettò sull’annuario.
- Ho capito, lo conosci ma è lui? -.
- Uh! Uh! -.
Nicolas segnava il nome, l’anno e la casa di appartenenza sul taccuino ormai ricoperto da decine di Nicolas, per cui ogni volta Lio aveva mostrato il medesimo comportamento.
- Non è possibile che Nicolas sia un nome tanto popolare! - chiuse il libro e si stese supino rimuginando questo pensiero.
In effetti il professor Rüf aveva appena spiegato le origini e lo sviluppo dell’alchimia, insistendo sul suo protagonista più noto Nicolas Flamel, creatore della Pietra Filosofale, da allora il nome Nicolas aveva avuto un vero boom demografico, per cui molti maghi avevano dato quel nome illustre e fortunato ai loro pargoli.
- Non dimentichiamoci poi che è anche il nome del Fantasma protettore dei Griffondoro, per cui metà di quelli che ho segnato appartengono alla mia casa! - sospirò Nick, concludendo un suo pensiero.
- Caspita è tardi! Ho l’allenamento di Quidditch! -.

A sollevare Nicolas dalle assenze di Etty c’erano anche i numerosi allenamenti di Quidditch, a cui la squadra era sottoposta con grande energia dal nuovo capitano, in previsione del grande scontro con Serpeverde.
- Non è semplicemente uno scontro contro un’altra Casa di Hogwarts ma vi ricordo che è quasi uno scontro di pensieri tra chi sostiene Voi-Sapete-Chi e Harry - diceva sempre Seamus. Ginny non si prodigava in grandi discorsi, ma sapeva avere il cipiglio giusto del leader, forse non andava forte in diplomazia.
Nicolas era già pronto in divisa sul campo, mentre gli altri uscivano dagli spogliatoi.
- Ciao Nicolas! -
- Ciao Seamus! -
- Ciao Nick! - in coro.
- Jimmy! Ritchie! - fece un cenno in risposta.
- Ehi Nicky - sorrise Demelza.
- Ciao! - ricambiò il ragazzo.
- Eccoti Nicolas! - disse Ginny.
- Capitano! - sorrise gentile.
- Ciao Nat... - sbuffò Nicolas quando Nat lo colpì apposta con una spallata.
- Devo aver urtato qualcosa - fece strafottente Nat.
Ginny lo trafisse con lo sguardo, Nicolas le fece cenno di lasciar perdere.
- Ehi tu! Non è un allenamento pubblico! Sparisci! - fece Ginny verso le tribune, da dove un ragazzo Serpeverde stava andandosene pigramente.
- Emberce... - mormorò Nicolas seguendolo con lo sguardo.
- Ok Knightly, ai cerchi! - ordinò Ginny.
Nicolas volteggiò con grazia nella sua posizione.
Demelza e Nat volavano davvero bene insieme e si intendevano alla perfezione, Seamus era più goffo e non particolarmente veloce. Jimmy e Ritchie si divertivano come matti a usare come bersaglio gli altri giocatori.
Ad un certo punto si accanirono giocosamente contro Nick che respingeva abilmente con la coda della scopa i bolidi che i due gli scagliavano. L’acredine di Nat contro il ragazzo greco si faceva sentire nei tiri in porta sempre scagliati con precisione e ferocia, seguiti, se erano gol e quindi raramente, da un eccesso di entusiasmo ed una serie di prese in giro verso il portiere, che scrollava felice le spalle.
- Come cavolo fai a non arrabbiarti - disse a un certo punto spazientita Ginny.
- Semplice! Penso che gioca dalla nostra parte! - e sorrise radioso.
Ginny era ammutolita.
Alla fine dell’allenamento Nicolas si fece discreto vicino a Ginny.
- Scusa capitano, posso suggerirti una cosa? -
- Certo -
- Non sarebbe meglio far giocare Demelza esterna e Nat interno? -
- Temo che così l’attacco sia sbilanciato in forza sulla destra e i forzuti cacciatori di Serpeverde escludano la mia cacciatrice -
- Forse, ma Demelza è veloce a scartare, specie gli attacchi sulla destra, e così potremmo sfruttare l’ambidestra di Nat -
- Nat è ambidestro? –
- Sì, non l’hai notato? Credo che non lo voglia far notare prima della sfida... una specie di arma segreta -.
Ginny ammutolì.

Immagine dal Web - tratta dal film "Harry Potter e l'Ordine della Fenice"


Era arrivato il grande giorno della sfida, lo stadio di Qudditch della scuola si divideva tra il verde-argento dei Serpeverde e il rosso-oro dei Griffondoro.
La giornata era fredda e ventosa, mentre grossi nuvoloni minacciavano una pioggia incessante.
- Molto bene ragazzi è la nostra occasione di far mangiare la polvere ai Serpeverde e ai loro coretti contro i Nati-Babbani, difendiamo il vero spirito di Hogwarts! - Ginny caricò la propria squadra che si lanciò determinata in mezzo al vento freddo di quella giornata novembrina.
- Nat tu giocherai al centro, Seamus sulla destra e Demelza sulla sinistra. Ah, Nat! Tira in porta come se tirassi contro Nicolas -
- Perfetto! - ghignò il ragazzo, anche Nicolas sorrise sotto i baffi.
Madama Bum intimò - Gioco corretto, vero Tiger! - mentre un ragazzone nerboruto, capitano dei Serpeverde, stritolava con piacere la manina di Ginny.
- Via! -.
- Dayton riesce subito a conquistare la Pluffa e a passarla a Demelza Robins che, nel frattempo, si è facilmente smarcata da Igor Rooster -.
Gli scambi in campo erano veloci.
- Ecco una bella azione dei Serpeverde, ma incredibile parata di Knightly che blocca la Pluffa e schiva di pochissimo un bolide direttogli da Goyle. Tutto da rifare! -
- Ottimo Micheal - sorrise la McGranitt al ragazzo del settimo anno di Corvonero che teneva la cronaca della partita.
- Grazie professoressa! - rispose il ragazzo e continuò - Ora è Griffondoro ad attaccare: Finnigan passa a Dayton, Dayton a Robins e ancora a Dayton, bellissimo passaggio smarcante. Gol! 10 a 0 per Griffondoro -.
La partita era arrivata a 60 a 0 quando incominciò a piovere con enormi scrosci, mentre fulmini saettavano sopra lo stadio. Un paio di volte Ginny era quasi riuscita a prendere il boccino, ma Raymond Emberce, nuovo cercatore Serpeverde, era riuscito a intralciarla e il boccino era scomparso.
Ora con l’acqua a catinelle trovare il bagliore dorato era davvero difficile.
La partita continuava e, mentre gli anelli di Griffondoroerano diventati impenetrabili, i sinistri di Nat erano imprendibili e il punteggio era velocemente raddoppiato a favore dei Griffondoro. Presi da una frustrazione incredibile, i Serpeverde diventarono molto più violenti e in particolare Goyle sembrava non volesse che Knightly uscisse indenne dalla partita.
- Sembra che Weasley abbia visto qualcosa di dorato! – urlò il cronista.
Ginny si era infatti lanciata in picchiata nei turbini di acqua e vento sulla scia imprecisa del Boccino, Raymond era alle sue spalle e la stava raggiungendo velocemente. Ginny stava per afferrare la sferetta alata, ma improvvisamente un fulmine colpì la coda della scopa, disarcionandola a pochi metri d’altezza. Embarce ne approfittò per afferrare il boccino e regalare 150 punti a Serpeverde, gli unici.
- Serpeverde conquista il boccino, ma Griffondoro vince la partita per 160 a 150 punti! – esclamò il Corvonero Micheal dalla tribuna.
Dal mare oro e rosso si alzò un boato di ovazione, molto diverso dai tuoni che continuavano a cadere lì intorno.
Presto le tribune sgombrarono e i giocatori corsero nei propri spogliatoi.
- Tutto bene Ginny? - fecero in coro Demelza e Nicolas.
- Sì, grazie! Mi dispiace non aver preso il Boccino, li avremmo davvero schiacciati! - fremette piena di rabbia Ginny.
- Un colpo di sfortuna, se non fosse stato per quel fulmine... meno male che tu ne sei uscita indenne - la rincuorò Demelza.
- Già, questo è un bene! - disse ancora pallida Ginny, era evidente che si fosse presa un bello spavento.
Semus si stava complimentando con Nat per l’ottima prestazione.
- Nat sei stato proprio in gamba! - si unì Ginny - E non dimentichiamo il nostro acchiappa-tutto: Nick dove hai imparato a manovrare così una scopa? -
- Ad Arcadia... - arrossì Nicolas, gli altri risero tutti.

Quando arrivarono alla Sala Comune li accolse un’ovazione corale di festeggiamento, Nat e Nicolas vennero caricati sulle spalle e portati in trionfo. Nicky apparve incredibilmente imbarazzato e cercò di svincolarsi velocemente, al contrario di Nat che si beava delle acclamazioni, ma sapeva anche dirigerle verso gli altri compagni di squadra intonando coretti per i battitori, per gli altri cercatori e non ultimo il Capitano.
- Qualcosa non va, Nick? - gli si fece vicino Etty.
- Tutto bene! - sorrise Nicolas.
- Perché non sei con gli altri a festeggiare? - insistette la ragazza.
- Dovresti aver capito che non amo stare al centro dell’attenzione - arrossì l’altro.
- In effetti, l’ho notato, ma saresti festeggiato con il resto della squadra -
- Hai ragione, ma è come se facessi ancora fatica a sentirmi parte di questo mondo, vorrei tanto immergermene completamente, ma una parte di me ne rimane sempre esclusa - disse meditabondo Nicolas e si giustificò improvvisamente - scusa sono solo sciocchezze -.
Etty deglutì e non ebbe più il coraggio di rispondere.

Continua

giovedì 6 febbraio 2014

L'interessante scoperta

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

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L’interessante scoperta

La visita ad Hogsmade era state deludente, creando anche un dissidio tra Nicolas e il proprio famiglio, da qualche giorno Lio non si faceva vedere nella stanza del ragazzo e anche l’arrivo della scopa nuova non riuscì a far ritrovare il buon umore a Nicolas.
Uscì abbacchiato dalla Sala di ritrovo dei Griffondoro, dopo aver concluso i compiti. La sera prima aveva riparato un’altra bacchetta e desiderava spedirla, permettendogli anche di far visita a Lio rifugiato in guferia. Quando vi arrivò Lio gli si avvicinò, sempre e comunque pronto al proprio dovere.
- Non ho intenzione di inviare te! Ti voglio qui vicino... Tu mi devi perdonare Lio. Avevo nutrito tanta speranza e quella clamorosa scoperta è stata più dolorosa di un ceffone... Non dovevo comunque comportarmi così... - sospirò - Mi perdoni? - e lo accarezzò affettuosamente sotto il becco. Lio sembrò soddisfatto e gli beccettò amichevolmente il dito, poi ritornò a poltrire sul suo trespolo, mentre Nicky sceglieva felice un gufo della scuola, per la spedizione ad Arcadia.
- Ci vediamo più tardi, magari dopo cena, Ok?! -
- Uh! - fece Lio e si sistemò meglio sul trespolo.
Nicky scese per le scale e intanto meditava ad alta voce.
- Non mi dovrei abbattere tanto, anzi dovrei impegnarmi nella mia ricerca. Dunque Silente ha vissuto a Hogwarts per molto tempo: dovrei fare una visita al castello, chissà... potrei trovare indizi interessanti -.
Detto ciò il ragazzo si lanciò alla scoperta di Hogwarts. Percorse corridoi, visitò aule, scoprì strani personaggi animati nei quadri e scambiò quattro chiacchiere con loro, senza però attirare troppa curiosità su di sé.
A un certo punto si trovò nella sala dei trofei e subito si lanciò sulle coppe e le medaglie di Quidditch. In bella mostra c’era la coppa vinta l’anno prima dai Griffondoro, con inciso il nome dei vari membri della squadra. Nicky ne scorse qualcuno.
- Vediamo... portiere: Ronald Weasley... eccolo qui il nostro capitano: Ginevra Weasley, ha giocato come cercatrice e cacciatrice, è davvero in gamba. E... ah! Eccolo qui in fondo: cercatore Harry Potter! - fece in tono ammirato.
Continuò a scorrere i vari trofei a un certo punto si bloccò e lesse a mezza voce.
- Cercatore: James Potter! Deve essere il padre di Harry, avevano lo stesso ruolo, probabilmente si ass... - la sua voce si spense, sgranò gli occhi e scattò come una saetta verso l’uscita dalla stanza dei trofei.
Si lanciò a tutta velocità per i corridoi salì e scese scale, salutò con un cenno veloce i quadri con cui aveva chiacchierato poco prima, percorse il largo corridoio e finalmente rallentò proprio davanti all’entrata della biblioteca. Entrò in silenzio e si avvicinò alla bibliotecaria, a cui chiese con cortesia un’informazione, la bibliotecaria gli indicò uno scaffale in fondo a destra. Nicky ringraziò e lo raggiunse, con calma fece passare i grandi volumi color notte con incise date in caratteri dorati, si fermò e ne estrasse uno. Dopodiché si mise a uno dei lunghi tavoli di lettura e aprì il voluminoso libro sussurrando appena.
- Bansy... no... Robertson... no! Troppo avanti! - tornò indietro con le pagine - Ah! Ecco P... Patterson... Plummer... Potter James, trovato - quando scorse la foto, ammutolì di stupore, poi aggiunse sempre pianissimo.
- Ecco perché Lio credeva di conoscere Harry, perché Harry assomiglia moltissimo a suo padre ... -
Richiuse il libro, chiese il permesso di portarlo con sé e gli fu accordato, uscì dalla biblioteca rimuginando a bassa voce.
- Allora Lio conosceva il signor Potter, il problema è che ora lui è morto e ritorno ancora al punto di partenza: due indizi, Silente e Potter, ma ancora nessun risultato! -.

Nicky era in camera sua, seduto sul letto, sfogliava l’annuario di Hogwarts dell’ultimo anno che James Potter aveva passato nella scuola. Nella prima metà del volume c’erano le foto degli studenti in ordine alfabetico, mentre nella seconda metà c’erano varie foto di gruppo: dai diversi circoli alle squadre di Quidditch, alle foto delle classi o quelle animate da numerosi soggetti delle diverse Case, ma alcune riportavano solo gruppi di amici.
Nicky le guardò attentamente, puntando il dito a volte sull’immagine animata di James Potter, a volte su quella di Silente.
Si soffermò a lungo su un’immagine titolata “I Malandrini”, dove comparivano cinque ragazzi sorridenti. Il volto, ormai familiare a Nicky, di James era il secondo da destra. Il primo a sinistra era un ragazzino bassetto e grassoccio con i capelli color topo e due occhietti acquosi.
- Che sorriso ebete! Come si chiamava... (lo sguardo veloce sulla didascalia) Peter Minus! Direi che il titolo di Minus gli calza... – commentò sarcastico Nicky con una smorfia, sembrava che quel ragazzino dall’aria servile non suscitasse troppo la simpatia del giovane griffondoro.
Lo sguardo passò al secondo da sinistra un giovane un po’ pallido e trasandato, ma con uno sguardo dolce e intelligente, sorrideva ai compagni vicini e salutava Nicky, che assunse la stessa espressione dolce e bonaria di colui che stava guardando.
- Questo... Remus Lupin (sempre con una scorsa alle piccole parole scritte sul fondo della foto)... questo nome non mi è nuovo, mi pare me ne abbia parlato Etty!
- Anche questo nome non mi è nuovo... Sirius Black... sicuramente sembra più spavaldo di Lupin, sarà che è un bel ragazzo! - disse osservando il ragazzo moro tra Lupin e Potter, con un sorriso affascinante e carico di una profonda fiducia in sé stesso.
- Magari avessi io metà della sicurezza che ha lui, o lui - indicò James, che nella foto sorrideva lanciando sguardi ardenti alla ragazza che cingeva con un braccio. La ragazza era molto bella, con dei lunghi capelli fulvi e due splendidi occhi verdi. Nicky si soffermò su quello sguardo, aggrottò la fronte come se frugasse in ricordi profondi.
- Perché mi sembra di conoscerla? - si domandò pensieroso - ... Lily Evans... il nome non mi dice nulla... eppure... - lasciò spalancata la pagina e si alzò di scatto dal letto.
Andò alla finestra, l’aprì, si affacciò e portò il pollice e l’indice, congiunti in un cerchio, alla bocca, emettendo un acuto fischio, che si diffuse come una folata nell’aria. Lasciando spalancata la finestra, riprese il suo posto sul letto e ripuntò gli occhi sulla foto appena esaminata, sostando sugli sguardi che si scambiavano James e Lily. Si colpì la fronte con la palma aperta in un movimento repentino.
- Che idiota! Sono fidanzati! Deve essere la madre del signor Potter, ecco perché mi ricordava qualcuno! -
In quel momento Lio planò sul letto del padrone.
- Eccoti Lio! Guarda qua! Conosci qualcuno qui dentro? - gli girò la foto in modo che l’animale la vedesse dritta. Lio trillò subito di gioia e beccò con dolcezza le figure partendo da destra. Prima Lily, poi James, seguito da Sirius e ancora Remus, ma quando incrociò lo sguardo acquoso di Peter, Lio arruffò le penne sdegnato e con gli artigli graffiò la superficie fatata.
Nicky strappò subito via all’animale l’annuario, perché sembrava proprio che il gufo non fosse abbastanza soddisfatto del suo deturpamento.
- Fermo! Sei impazzito che ti prende!!! -
Lio emise dei suoni minacciosi contro il libro tra le mani del ragazzo e poi volò via come offeso a morte.
- Ma cosa gli è preso... non l’ho mai visto comportarsi così! Possibile che in questi giorni non riusciamo ad andare d’accordo? - aprì il volume alla nota pagina e con la bacchetta puntata sulla pagina lacerata pronunciò - Reparo! -.
La pagina ritornò com’era. Nicky la lasciò aperta e trasse dal fondo del baule un piccolo taccuino, penna e inchiostro, poi copiandoli dall'annuario vi tracciò i nomi di Minus, Lupin, Black, Potter, Evans. Infine tracciò due lineette diagonali sugli ultimi due nomi e sospirò:
- Da loro non potrei certo saper nulla, speriamo invece che gli altri siano ancora vivi, magari... -.

Immagine da Web - I malandrini


Continua

lunedì 3 febbraio 2014

Finalmente a Hogsmeade… forse!

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

Leggi il I capitolo

Leggi il capitolo precedente


Immagine dal web

Finalmente a Hogsmeade

Nicolas aveva preparato tutto per la sua uscita a Hogsmeade e stava ripassando i particolari con Lio nella solitudine della sua stanza.
- Spero solo di riuscire a staccarmi dal gruppo il tempo necessario per risolvere le due questioni che ci premono - spiegò al pennuto - ma soprattutto spero di avere il coraggio di ingannare la McGranitt - sospirò rammaricato.
- Mi serve il permesso per uscire da Hogwarts, solo che il mio tutore è la Timeos - spiegava al gufo, o forse più a se stesso, per darsi un po’ di coraggio e una buona giustificazione per acquietarsi la coscienza - non mi è stato mai particolarmente difficile, né penoso, falsificare i permessi provenienti dall’Istituto S. Ermenegilda, ma se i Carrow facessero un controllo scoprirebbero l’inganno della McGranitt... certo se non dovessi andare per forza a Hogsmeade... - il ragazzo prese un’espressione risoluta - No! Devo andare! Non c’è altra soluzione! -.
Nicolas uscì determinato dalla Torre dei Griffondoro, percorrendo silenziosamente corridoi e scale dell’enorme edificio in pietra, finalmente si trovò di fronte all’ufficio dell’Insegnante di Trasfigurazione.
“Toc! Toc!”.
- Avanti - fece la voce severa della professoressa, oltre la porta di noce.
- Permesso - entrò timoroso Nicolas.
- Buongiorno Nicolas, posso aiutarti? -
- Sì, professoressa... vede sono qui perché oggi pomeriggio c’è l’uscita per Hogsmeade... -
- Ah! Giusto! Capiti a proposito Nicolas anch’io desideravo parlartene, accomodati -.
Nicolas si sedette di fronte alla scrivania dell’anziana insegnante.
- Io volevo chiederle se Lei non poteva fare niente per farmi avere un permesso firmato dai genitori che mi avrebbe attribuito, vede io ho l’autorizzazione del mio Istituto ma, se avvenisse un controllo... -
- Vedi, credo che sia meglio per entrambi che tu non vada - disse asciutta la professoressa McGranitt, senza alcun preambolo.
Nicolas apparve tranquillo.
- L’avevo pensato anch’io e non sarebbe un problema... non nego che mi sarebbe piaciuto visitare un villaggio diverso dal mio... -
- Capisco sia un sacrificio, Nicolas, ma nelle nostre condizioni è meglio essere prudenti. Questa situazione non durerà per sempre - e il suo sguardo si soffermò un’istante su un piccolo portaritratto della sua scrivania, il cui contenuto era invisibile dalla posizione di Nick - o almeno lo spero! - sospirò.
- Anche per me sarebbe stato naturale evitare questo rischio - fece comprensivo il ragazzo - poi però ho pensato a un'altra cosa... - fece una pausa, con lo sguardo basso, sbirciava senza darlo a vedere la reazione dell’insegnante.
- Non crede che sarebbe ancora più sospetto il fatto che uno studente, dopo anni lontano, ritorni in patria e non sia desideroso di farsi un giro nell’unico villaggio magico del Regno Unito? -.
La professoressa McGranitt apparve pensosa.
- Forse la cosa passerebbe inosservata, ma l’altro ieri Raymond Emberce mi ha chiesto se avevo il permesso per visitare Hogsmeade... - Nicolas scrutò in tralice la reazione della donna, le cui labbra erano diventate sottilissime.
- Questo complica le cose - soppesò - la tua riflessione è giusta Nicolas, vedremo cosa fare, sarò presente io con Gazza all’uscita oggi pomeriggio, accompagnati con un gruppo folto, siamo intesi? -
- D’accordo professoressa - annuì seriamente il ragazzo, senza far trasparire nessuna emozione.
- Puoi andare -
- Grazie professoressa, mi spiace di arrecarle tanto disturbo -.
Le labbra della McGranit ricomparvero in un accenno di sorriso.
- Non preoccuparti Nicolas, è un mio dovere. Buona giornata -.
Nicolas salutò, uscì e si allontanò dall’ufficio. Si diresse verso il parco a recuperare un po’ di aria fresca.
Quando fu nel parco Lio gli planò su una spalla, Nicolas era pallido.
- L’ho manipolata, Lio. Sono una persona orribile! - disse arrabbiato tra i denti.

All’ora dell’uscita Nicolas si era unito ai compagni di Quidditch, Demelza Robins, il sostituto di Dean Thomas, Seamus Finningan, Jimmy Peaks e Ritchie Coote, ovviamente Ginny Weasley, a cui si erano aggiunti Etty, Neville, Luna Lovegood, le gemelle Patil e altri ragazzi che Nicolas conosceva solo di vista.
L’uscita fu naturalissima, la McGranitt controllava chi aveva dato il permesso e nessuno ebbe alcun dubbio che Nick non fosse in regola.
L’insegnante però non poté fare a meno di fissare Raymond Emberece con un certo sospetto, ma forse questo non se ne avvide perché a sua volta scrutava, come al solito ogni movimento di Nicolas, a confermare la versione che il ragazzo greco aveva dato alla professoressa di Trasfigurazione.
Nicolas inarcò un angolo della bocca.
La McGranitt ogni ventina di studenti faceva a tutti il medesimo discorso: rimanere uniti, ubbidire agli addetti alla vigilanza del Ministero, non creare scontri e, in caso di Dissennatori, ritirarsi nel primo negozio aperto, cercando il sostegno di un mago adulto.
Durante il percorso Nick ebbe modo di conoscere meglio i suoi compagni di squadra, era sempre molto attento nel porre delle domande, probabilmente perché ne temeva il ritorno, ma era molto abile a sviare le risposte spinose, con una naturalezza e addirittura con toni di ingenua spontaneità, al di fuori di ogni sospetto.
Hogsmade era tetro, molto lontano da come era comparso negli aneddoti di Etty. Poche persone giravano per le strade e molti negozi erano chiusi, mentre finestre e porte sembravano sbarrate.
- Sì, è irriconoscibile di questi tempi - sospirò carica di tristezza Etty quasi rispondendo all’espressione di Nicolas.
- Dai, Nick, devi comunque vedere il Negozio di Scherzi di Zonko! -
La vetrina del Negozio di Scherzi era quella più luminosa e colorata di tutte, sembrava che lì dentro il periodo di terrore non fosse mai entrato e sembrava deridere tutte le atre vetrine, in particolare il buio negozio di pegni di fronte.
Molti ragazzi di Hogwarts affollavano gli scaffali, preparati per la festività di Halloween, provavano scherzi e cercavano i costumi dell’ultima ora. Quando il gruppo entrò, Ginny urlò di contentezza.
- Fred! - corse verso l’alto ragazzo rosso dietro al bancone - Non mi aspettavo di vederti! -
- Cavolo con la storia dell’orecchio di George, non posso più fare uno dei miei tiri preferiti, a che serve un gemello se poi non è uguale a te! - sbuffò, ma era una smorfia divertita, contento di vedere la sorella minore.
- Ciao Neville! Luna! Seamus! Demelza! Altri! - sorrise a tutti gli ex-compagni di Hogwarts.
- Non pensavo di trovarti qui! - continuò Ginny - Come stanno gli altri? - chiese improvvisamente preoccupata.
- Bene! - rassicurò - l’unica cosa preoccupante è come sempre la spruzzolosi di Ron, non sappiamo se sia in via di guarigione o no... - fece serio per un piccolissimo istante Fred, ma subito tornò allegro - Sono qui perché oggi è un giorno di scherzi speciale e volevo dare una mano alla nuova attività! George è rimasto al negozio di Diagon Alley... Servitevi in abbondanza solo per oggi prezzi speciali per gli studenti Griffondoro! - ammiccò a tutti e tre.
Il gruppo si disperse per il negozio: Etty e Nicolas discussero su quale costume poteva prendere Nicolas per la serata, Jimmie, Ritchie e Seamus stavano scegliendo i fuochi d’artificio a freddo del Dottor Filibuster, Demelza e le gemelle Patil si perdevano in urletti per delle Puffole Pigmee, mentre Luna, Neville e Ginny sparirono nel retrobottega con Fred.
- Le cose a scuola non vanno niente bene - fece cupo Neville alla domanda di Fred.
- Infatti a poco a poco quei tre stanno creando un clima di tensione e divisione - aggiunse Ginny - sono terribilmente abili a far sembrare che questo sia il naturale svolgersi degli eventi! -.
- La stessa tecnica che hanno attuato al Ministero - osservò il gemello Weasley - Avete già pensato di ricostituire l’ES? -.
- Sì, stiamo facendo girare la voce tra persone fidate, oggi vogliamo parlarne anche ad altri - fece Neville.
- L’unico problema è fare in modo che Nicolas si allontani, non ci fidiamo ancora di lui - Ginny sbirciò da dietro la tenda la nuca del ragazzo.
- Nicolas? Credo che Nick-Quasi-senza-Testa vi appoggerebbe in pieno, certo se vi procurate un'ascia ben affilata - scherzò Fred.
- No... è un nuovo arrivato, per questo non ci fidiamo, non ci sembra particolarmente inserito nella nostra lotta. Già è spaesato di suo, ci manchiamo noi a complicargli le cose - chiarì Neville.
- Anche se è evidente che i segreti li sa mantenere - disse Luna perdendosi in un pensiero tutto suo.
- Invece sentite qui, per dare un po’ di reali informazioni e mantenere viva la speranza Jordan ha avuto un’idea grandiosa. - disse Fred con un’espressione luminosa - Comunicheremo con chiunque voglia fare della resistenza al Ministero e, ovviamente, a Voi-Sapete-Chi attraverso una frequenza radio clandestina -.
- Fantastico! - esclamò Neville.
- Stiamo facendo girare la voce: la prima trasmissione è prevista per metà Novembre, quando saremo sicuri di non essere intercettati, quindi tutte le sere accendete la radio, la prima parola per trovare la frequenza sarà “ES” ovviamente! - e fece l’occhiolino.

- Sei terribile Nicolas, deciditi! - lo rimproverò scherzosamente Etty - Secondo me sarebbe divertente vederti vestito da fatina - e rise di gusto a quell’immagine.
- No, ti assicuro non sarebbe molto divertente - fece sarcastico l’altro - e sicuramente non per me! - sghignazzò.
- Ok alla fine prenderò... il costume da... Lupo solitario con ululati! - fece deciso.
- Finalmente! - esclamò Etty con un sorriso.
I ragazzi si ricompattarono per pagare ed uscire.
- Dove andiamo adesso? - chiese Nicolas
- Mielandia! - fece Seamus.
- I tre manici! - ribatterono coralmente Jimmy e Ritchie.
Ginny e Neville si scambiarono un’occhiata di intesa, rivolgendosi in fondo alla fila, dove Nicolas ed Etty stavano ancora discutendo del costume.
- Starai scherzando! - fece Etty prostrata.
- Eeeh... che in effetti non mi ci vedo Lupo... forse un po’ orso - si giustificò Nicolas squadrando poco convinto il suo acquisto.
- Senti io torno indietro e vedo se me lo possono cambiare -.
Ginny ebbe un lampo di trionfo negli occhi e fu subito al loro fianco.
- Che c’è Nicolas, non sei convinto del costume? -
- In effetti, non troppo - avvampò il ragazzo - cioè lui è bellissimo sono io che... - e si zittì.
- Credo che non ci sarà nessun problema a cambiarlo - fece Ginny convinta - per Fred è sempre meglio un cliente soddisfatto! - lo rassicurò.
- Ok... torno indietro con te - disse Etty.
- No! - fecero coralmente Ginny e Nicolas.
- Intendevo dire che lo accompagno io, così sarà trattato bene - si giustificò Ginny.
- No, non dovete preoccuparvi, mi arrangio, dopo tutto la colpa è mia, mi sentirei in difetto, costringendovi a seguirmi - fece impensierito Nicolas.
- La McGranitt ha detto che bisogna stare uniti - apostrofò Etty.
- Ma ho visto Walter con altri Corvonero entrare adesso, mi unirò a loro - aggiunse velocemente Nicolas.
- Ottimo! Tutto risolto! - chiuse i giochi Ginny - Allora ci vediamo dopo a Mielandia -.
- Meglio ai Manici - insistette Jimmy.
- Beh! Decidetevi così Nick ci può ritrovare - sorrise Etty.
- Bene lì allora - fece Neville ad alta voce e aggiunse a Nicolas - a Mielandia! -.
- A dopo! - salutò allegramente Nicolas, allontanandosi.
- Ha funzionato il Mufflatio non verbale che vi ho lanciato? - chiese a bassissima voce Neville a Ginny.
- Alla perfezione - sorrise Ginny.
Nicolas aspettò che il gruppo scomparisse dietro una curva per scivolare nel negozio di fronte a quello di scherzi.

In un “Tre manici di scopa” non particolarmente affollato, anche se a dispetto degli altri bar di Hogsmeade era quello più frequentato, Ginny, Neville e Luna presentavano agli altri l’idea di far parte dell’ES, circondati evidentemente da un incantesimo Mufflatio.
Alla fine della presentazione dei tre ragazzi, Etty era raggiante.
- Che meraviglia! Mi sembrerà di fare qualcosa di utile per Dannis! ... e anche per Harry, ovviamente - arrossì, abbassando gli occhi.
- Dobbiamo dare un chiaro segnale a tutti, compreso al Ministero, che Hogwarts non è in mano loro - fece determinata Ginny.
- O almeno non totalmente - aggiunse Neville.
- Anche se non è una sciocchezza... partecipare potrebbe richiedere di rischiare molto - disse Luna anche se il tono non era grave come la sentenza avrebbe imposto.
- Esatto, fare parte dell’ES non è un gioco! E forse sarà piuttosto duro - fece seria Ginny - Ma non dobbiamo dimenticare che molta gente sta rischiando tutto per questa causa -.
Gli altri erano seri e pensosi, ma annuirono a queste parole, forse pensando ai propri cari e ai compagni scappati dalla scuola.
- Nicolas sarà felice di questa proposta - affermò convinta Etty.
- Ecco questo è un altro punto di cui dobbiamo parlare, non ci fidiamo di Nicolas, o meglio - si corresse Ginny intuendo lo sguardo accigliato di Etty, Neville e persino di Luna - lui non conosce tutta la nostra storia, è già confuso di questo cambiamento e non ci appare particolarmente “integrato”, non vogliamo caricarlo anche di una guerra non sua! -.
Etty rimase ammutolita, sicuramente non si aspettava un giudizio simile sul suo amico.
- Ora se ci state dovete firmare questa pergamena - Neville trasse un contratto che risaliva a due anni prima, già firmato da altri, compreso Harry Potter stesso, molti “oh” di ammirazione salirono alla vista di quella firma.
Ad uno, ad uno, tutti i partecipanti di quel tavolo firmarono.
- Molto bene! Non ci sarà bisogno di nessun Oblivion - sorrise Ginny a Luna.
- Oblivion? - domandò Etty.
- Sì, stiamo attenti a cancellare ogni traccia: se qualcuno di voi avesse rifiutato gli avremmo cancellato questo particolare ricordo, per la nostra, ma soprattutto per la sua sicurezza - ammiccò Neville - Luna è bravissima! -.
- Forse si è esercitata su sé stessa - bisbigliò ironico Ritchie al suo amico Jimmy.
- È vero - assicurò ingenuamente Luna - ma non ricordo se ha funzionato! -.
Tutti al tavolo risero, tranne Etty.
- Sei sicura di riuscire a non dire niente a Nick? - domandò con fare indagatorio Ginny.
- Certo! - rassicurò Etty - Ma su di lui vi sbagliate - aggiunse cupa.

Nicolas era appena uscito, piuttosto soddisfatto, dal Negozio di pegni, si infilò in un vicoletto deserto e buio e fischiò il richiamo del suo gufo. Dopo un paio di minuti arrivò il grosso pennuto antracite, che si appoggiò sull’avambraccio presentatogli dal padrone.
- Tutto fatto Lio! -
- Uh - fece cupo Lio in risposta.
- Al diavolo Lio! Ho dovuto farlo - tagliò corto al rimprovero del suo famiglio - Ok! Mostrami dove hai visto quel tale, ma con discrezione -.
Lio spiccò il volo dal braccio del suo padrone, uscì dal vicolo e si appollaiò sull’insegna di un negozio di sartoria sull’angolo del vicolo, facendo uno strano movimento con il capo in su e in giù, quasi a dire “sì”. Nicolas si affacciò sulla deserta via traversa.
Lio ripartì in volo posandosi su di un altro incrocio, ripetendo il gesto precedente. Nicolas si mosse velocemente e arrivò sotto l’incrocio. Per la terza volta il suo gufo spiccò il volo posandosi all’incrocio con un altro vicoletto, ma questa volta scosse il capo rapace, arruffando le penne. Nicolas si appiattì dietro un riparo. Da quel vicolo uscirono due addetti alla vigilanza, avvolti in scuri mantelli.
Solo quando si furono allontanati, Lio fece un verso di assenso e al comparire di Nicolas dal suo nascondiglio, ripetè il gesto del via libera.
- A volte penso che ti manchi solo la parola, Lio - lo vezzeggiò il padroncino.
Il gufo fece un trillo di conferma e si lanciò con maggiore entusiasmo.
- Siamo vicini - ne dedusse Nicolas, lanciandosi più velocemente nel vicolo.
Lio si era appollaiato sopra un'altra insegna, ma era evidentemente agitato, ripetendo il cenno consueto.
Nicolas era raggiante, uscì allo scoperto e si trovò di fronte a una bacheca di legno con infissi una decina di volantini, tra cui i manifesti che riportavano ritratto e taglia di Harry Potter.
Lio volò soddisfatto sulla spalla di Nick, continuando ad indicargli il manifesto dell’Indesiderabile Numero Uno.
Nicolas era impietrito e ammutolito.
- Ehi! Che ci fai tu in giro da solo! - gli urlò contro un addetto alla vigilanza, sbucato alle sue spalle.
- Niente, signore! Mi sono attardato ad una vetrina e cercavo di raggiungere i miei amici - rispose pronto Nick, evidentemente aveva già preparato quella risposta se l’evenienza gli si fosse presentata.
Fece un timido cenno di saluto e ritornò sui suoi passi.
- Che diavolo ti è preso Lio abbiamo visto migliaia di quei manifesti da quando siamo sbarcati in Inghilterra... - mormorò all’uccello sulla sua spalla, quando fu abbastanza lontano dall’uomo che lo aveva interrogato.
- Uh! - sembrò apostrofarlo Lio.
Nicolas rifletté per un momento.
- È vero! - fece stampandosi il palmo della mano sulla fronte - la tua gabbia era coperta per via del professor Avius! -. Nicolas rimase pensoso poi sbottò.
- Non ha senso! Tu non puoi aver mai visto Harry Potter prima del nostro arrivo qui, e sicuramente non nel periodo che interessa a noi...- sospirò - ...a quell’epoca non solo era un bambino, ma aveva una vita babbana! - Lio sembrò un po’ contrariato e volò via verso Hogwarts, mentre Nicky rimase assorto ed enormemente contrariato.

- Ciao a tutti! - salutò allegro Nicolas.
- Ehi! Ce ne hai messo di tempo! - appuntò Etty.
- Scusate, ma non riuscivo a decidermi... e poi temo di non aver capito bene dove dovevamo trovarci - fece imbarazzato il ragazzo greco.
- Mi sa che è stata colpa mia - si giustificò Neville - temo di averti sviato -.
- O non importa - lo giustificò Nicolas, mentre Etty lanciò un’occhiataccia a Neville.
- Ehi! Nicky dove hai lasciato gli altri ragazzi? - chiese attenta Etty.
- Gli altri? Ah sì, i Corvonero! Si sono fermati a una vetrina e io li ho preceduti - inventò Nick su due piedi - Allora non siete ancora andati a Mielandia? Perché non ci andiamo subito, allora? - accampò subito il ragazzo, temendo che gli altri si accorgessero che nessun Corvonero era stato lasciato poco indietro.
- No, Nick prendi una Burrobirra e siediti con noi un attimo - fece Ginny forse per un piccolo senso di colpa che sentiva nei suoi confronti.
In quel momento entrò il gruppo di Corvonero con cui si accompagnava Walter.
Nicolas prese la palla al balzo e salutò Walter con un cenno. Water ricambiò educatamente e prese posto con i suoi amici.
- Ok! Una Burrobirra la prendo volentieri, anche se non so cosa sia! - esclamò Nicolas apparendo decisamente di buon umore.

Tutti gli studenti erano rientrati da Hogsmeade e le loro borse erano state perquisite, Gazza si era proposto di perquisirli fisicamente ma l’idea illividì le sottili labbra della professoressa McGranitt che autorizzò i ragazzi a salire nelle proprie stanze per prepararsi alla serata.
- Ehi Nick sei pallido! - disse Etty al ragazzo.
- Ah, davvero? In effetti ho un forte mal di testa - rispose Nicolas.
- Per questo sei rimasto molto silenzioso dopo “I tre manici” - gli sorrise Etty.
- Forse la Burrobirra mi fa uno strano effetto - scherzò Nick, Etty rise.
E attraversarono il buco della Signora Grassa dietro agli altri compagni.
- Oh scusa! - fece Nicolas, avendo urtato la schiena di qualcuno.
- Figurati se non eri tu a starmi tra i piedi! - esclamò sarcastico Nat.
- Giusto tu Nat! - gli sorrise Nicolas, sorprendendo l’altro, - Ho i soldi per il manico, così quando arriverà potrai pagarlo subito. Quanto avevamo detto... - e gli snocciolò la cifra esatta nel palmo della mano.
Nat ripresosi subito dall’iniziale smarrimento, sorrise sornione come sempre.
- Vedi che ho ragione, tu vuoi raggirarci, ma io non sono un idota... -
- Come vuoi Nat... oggi non intendo contraddirti - e si allontanò, ritornando da Etty.
- Ben fatto! - gli sorrise la ragazza - una volta non pensavo fosse tanto antipatico - disse Etty rivolta a Nat.
- Credo che ci sia qualcosa in me che lo disturbi, forse non lo sa neppure lui... - lo giustificò Nicky.
- Cambiando discorso: non mi hai detto da cosa ti travestirai - lo punzecchiò la ragazza.
- Ovvio da Lupo ululante! - ammiccò l’altro - Alla fine era la scelta giusta! -.
- Non ci posso credere Nicky! - rimase esterrefatta la ragazza.
Nicolas la salutò e chiuse dietro di sé la porta della camera. Il sorriso svanì dal volto di Nick non appena la porta fu chiusa.
- Nat ha ragione! Manipolo e inganno le persone e maltratto l’unico essere vivente che mi è vicino - pensando ad alta voce portò la mano destra al collo, ma la dovette fermare la catenina non c’era più.



Continua


Incontro 12 - 27 gennaio

Premessa
Ognuno deve pensare ad un Vangelo in cui secondo la propria opinione Gesù si comporta da amico-fratello...

Attività
Il gruppo viene diviso a coppie.
A ogni coppia viene assegnato un Vangelo di quelli indicati sotto, la coppia lo deve leggere e poi mimare alle altre coppie in 5 minuti, senza usare le parole. 
Alla scadenza dei 5 minuti ogni coppia scrive su un biglietto quale Vangelo è e consegna all'educatrice il proprio responso.

Vangeli scelti:
  • "Venite e Vedrete" (Gv 1,35-39) non indovinato
  • Resurrezione di Lazzaro (Gv 11, 1-12.17.20-27.32-53) indovinato!
  • Zaccheo (Lc 19,1-10) indovinato!
Vangeli di riserva:
  • La peccatrice (Lc 7,36-55)
  • L'adultera (Gv 8,1-12)
  • Guarigione del servo del centurione (Mt 8, 5-13)
  • Tabor (Mc 9,2-9)
Condivisione:
Ogni Vangelo sia quelli pensati prima, sia quelli mimati ci presenta un Gesù amico e fratello dell'uomo, che immagine è quella proposta? Cosa ci insegna questa figura?

  • Sul Vangelo di Giovanni "Venite e vedrete" Gesù appare amico perché invita gli apostoli (appena conosciuti) a casa, non dando una formula o una risposta preconfezionata, ma invitando a condividere la vita reale che lui vive.
  • Su Vangelo che racconta di Zaccheo si nota il fatto che Gesù cerchi Zaccheo sulla pianta, lo chiami per nome e vada a trovarlo a casa sua proprio come farebbe un vero amico, senza ascoltare le "voci di paese".
  • La condivisione più lunga è quella sul Vangelo della Resurrezione di Lazzaro. Ci sono molte domande in proposito. Perché Gesù non ha guarito immediatamente Lazzaro? Perché Gesù non è rimasto con lui? Perché piange se poi lo resuscita? Gesù in questo brano sembra "farsi un po' vedere", nel senso che usa il miracolo per fare capire a chi è intorno cosa significa la resurrezione cosa che succederà più avanti a lui stesso. Vero, ma l'educatrice spiega anche che Gesù rischia molto per andare a trovare Lazzaro, perché già qualcuno cercava di catturarlo proprio dove Lazzaro viveva, per questo motivo probabilmente non si trattiene a casa del suo amico malato, per questo motivo non va subito a trovarlo e sempre per questo motivo non entra in casa di Marta e Maria, ma le incontra per strada, lo stavano tendendo! Il discorso del miracolo è diverso: Gesù non fa mai miracoli perché ha i super poteri, Gesù, quando fa i miracoli, li fa perché c'è una relazione di fede e di amore da parte delle persone, fa i miracoli quando le persone sono pronte a coglierli, non c'è mai miracolo-Gesù, ma c'è sempre Gesù-persona-miracolo, per questo motivo Giovanni non li chiama miracoli, ma SEGNI, perché il segno è qualcosa che deve essere "letto" da qualcuno che non l'ha scritto… Gesù piange perché la morte è un distacco tra Dio e l'uomo, Lazzaro è in quel momento nel punto più lontano da Dio, perché Gesù non ha ancora riscattato l'uomo dalla morte.
  • I vangeli pensati dai giovani erano: Lazzaro, la trasfigurazione, le nozze di Canan, la moltiplicazione dei pani e dei pesci, Zaccheo.



Preghiera: Gesù fratello amico: Signore della Pace
Dalla Lettera ai Filippesi (Fil 2, 1-11)
Se c’è pertanto qualche consolazione in Cristo, se c’è conforto derivante dalla carità, se c’è qualche comunanza di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con l’unione dei vostri spiriti, con la stessa carità, con i medesimi sentimenti. Non fate nulla per spirito di rivalità o per vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso, senza cercare il proprio interesse, ma anche quello degli altri. Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

Dal Messaggio del Santo Padre Francesco per la 57a Giornata Mondiale della Pace:
“Gesù riprende dal principio il progetto del Padre, riconoscendogli il primato su ogni cosa. Ma il Cristo, con il suo abbandono alla morte per amore del Padre, diventa principio nuovo e definitivo di tutti noi, chiamati a riconoscerci in Lui come fratelli perché figli dello stesso Padre. Egli è l’Alleanza stessa, lo spazio personale della riconciliazione dell’uomo con Dio e dei fratelli tra loro. […] Chi accetta la vita di Cristo e vive in Lui, riconosce Dio come Padre e a Lui dona totalmente se stesso, amandolo sopra ogni cosa. L’uomo riconciliato vede in Dio il Padre di tutti e, per conseguenza, è sollecitato a vivere una fraternità aperta a tutti. In Cristo, l’altro è accolto e amato come figlio o figlia di Dio, come fratello o sorella, non come un estraneo, tantomeno come un antagonista o addirittura un nemico. Nella famiglia di Dio, dove tutti sono figli di uno stesso Padre, e perché innestati in Cristo, figli nel Figlio, non vi sono “vite di scarto”. Tutti godono di un’eguale ed intangibile dignità. Tutti sono amati da Dio, tutti sono stati riscattati dal sangue di Cristo, morto in croce e risorto per ognuno. È questa la ragione per cui non si può rimanere indifferenti davanti alla sorte dei fratelli.”

Commento: Per essere come fratelli, per vivere come fratelli dobbiamo seguire la logica della croce non ci sono altre vie. Questo significa sottomettersi all'altro e questa logica evangelica è terribile, difficile, impossibile da afferrare per una logica umana, eppure il Papa ci dice che è l'unica strada per raggiungere realmente la pace. I giovani sono scettici perché l'idea di sottomettersi indica un cedere debole all'altro, mentre sono più per un discorso di uguaglianza tra le parti. Questo Vangelo è proprio difficile! Eppure Gesù si è lasciato uccidere pur di non prevalere sull'uomo, Lui che avrebbe potuto in qualunque modo "non soccombere" (vedi Lettera di San Paolo). La strada tracciata è quella e noi non la capiamo ma è l'unica fatta di vero amore e vera pace. Un giovane cita "la libertà finisce dove inizia la libertà di un altro" come esempio che impedisce ad un uomo di "sottomettersi" a un altro uomo. Questo è il pensiero illuminista moderno, ma vede il prossimo, "il fratello", come limite alla nostra libertà, la logica cristiana è completamente ribaltata vede nel fratello il luogo dove io esercito la mia libertà attraverso l'amore "Ama e fa' ciò vuoi" esprime semplicemente Sant'Agostino.
Tosto questo Vangelo, ma è questa la strada che si deve percorrere se si vuole essere cristiani, è dura, difficile e bisogna maturarla a lungo, ma è la migliore che abbiamo davanti… se ne trovate una migliore seguitela!


Preghiera comunitaria: Vogliamo venire dietro a te

Noi vogliamo venire dietro a te, Gesù. 
Vogliamo continuare a seguirti, passo, passo, sulla via della Croce 
portando nel cuore ogni fratello come amico. 
Noi vogliamo essere per te amici fedeli, ma tu, Signore Gesù, 
non permettere che ci lasciamo afferrare dalla paura e dalla stanchezza. 
Infondici l’ardore del tuo Spirito per aderire a te 
e con te dare la vita in forza di quell’amore più grande 
che abbraccia ogni creatura. 
Amen.  (Anna Maria Canopi)

Padre nostro

sabato 1 febbraio 2014

Hagrid

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

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"...ma pensa bene a cosa vuoi fare della tua vita, senza fartelo dire dagli altri! "

Hagrid

Etty e Nicolas, dopo la partenza di Dannis e dopo l’ultimo scontro con Nat, erano molti uniti. Parlare con Etty aiutava Nicolas a capire come andavano le cose prima dell’avvento di Voldemort. Il ragazzo cominciava a sentire una forte ammirazione per Harry Potter e Silente e a sentire un forte disprezzo per i Mangiamorte e l’attuale Ministero, dietro il quale persino i giovani studenti di Hogwarts capivano esserci i seguaci del Signore Oscuro.
Inoltre le lezioni della professoressa Alecto erano divenute ancora più irritanti grazie allo strano comportamento del compagno di banco di Nicolas, infatti sebbene Raymond Emberce lo ignorasse completamente, spesso Nick lo sorprendeva a osservarlo nei corridoi e in Sala Grande ed era capitato che durante le lezioni, di punto in bianco, gli avesse domandato in tono inquisitorio delle sue origini e della sua famiglia, mettendo Nicolas terribilmente in imbarazzo e facendogli balbettare che quello non era il momento per parlarne visto che erano a lezione.
Mentre in Trasfigurazioni, Incantesimi e Artimanzia era uno studente brillante, in Pozioni, Cura delle Crature magiche e Difesa contro le Arti Oscure era mediocre, ma se per quest’ultima materia la cosa cominciava a non preoccuparlo, anzi appariva per i Griffondoroquasi un vanto, gli scarsi risultati nelle altre due materie sembravano pesargli come macigni.
Il professor Hagrid, in genere amato da tutti gli studenti non Serpeverde, in quel periodo stava insegnando alla classe del quarto anno a prendersi cura di orrende creature chiamate Schiopodi Sparacoda, una specie di orribili crostacei ciechi che lanciavano inaspettatamente fumi orrendi e pericolosissime fiamme dalla coda, facendo scendere il gradimento del professore tra gli studenti.
Nicolas sembrava detestare quelle creature raccapriccianti, ma la cosa buffa era che anche queste sembravano detestarlo con animosità, appena si avvicinava alla loro cassa questi cominciavano ad agitarsi in feroci mugolii sinistri e alzavano le code in segno di attacco, più di una volta il mantello di Nicolas aveva preso fuoco, facendo sbiancare il povero ragazzo.
- Nicky - gli disse benignamente il professore dopo l’ennesimo incendio - c’è qualcosa in te che li fa uscire fuori di matto, povere bestiole, non è che ci hai qualcosa addosso che li disturba? -
Nicolas perplesso, guardando gli abiti dei compagni e concentrandosi sui suoi, scosse la testa.
- Non credo professore -
- Forse è il cappellino... - fece Natalie con tono incerto.
- Ma certo, forse è quello! - confermò raggiante il professore - Toglilo Nicky, vediamo se funziona -
Nicolas incerto si levò il suo solito cappellino scuro afflosciato sulla nuca, da cui uscirono abbondanti capelli dalle mille sfumature castane, e incerto si avvicinò alla cassa. Gli Schiopodi Sparacoda però si animarono ancora di più e furibondi cominciarono a lanciare come impazziti altissime fiammate, distruggendo le loro casse. Finalmente liberi composero una mandria imbufalita e corsero minacciosi contro Nicolas, che terrorizzato scappò cercando rifugio verso il Lago nero.
Anche il professor Hagrid si lanciò in soccorso del ragazzo, che presto sarebbe stato raggiunto dalle creature informi. Nicolas, nella sua corsa scoordinata e buffa, inciampò e cadde a pelle di leopardo steso sull’erba bagnata, mentre gli orrendi crostacei lo stavano per ricoprire.
- Petrificus Totalus! - urlò una voce profonda come l’abisso, proveniente dal Lago nero.
- Nooo! Walter! Perché non l’hai lasciato divorare da quelle bestiacce - fece un’altra voce tra le risate a crepapelle proveniente dalla stessa direzione.
- Non dire scemenze Nat! - rispose severo Walter, aiutando Nicolas a rialzarsi, che nel frattempo lanciò un’occhiata inviperita al compagno di Casa.
- Grazie mille Walter! È la seconda volta che mi soccorri -
- Sei incredibilmente bravo a cacciarti nei guai - gli sorrise Walter.
Nel frattempo sopraggiunse Hagrid.
- Bravissimo Walter! Ora chiudiamo gli Schiopodi nelle loro casse prima che l’incantesimo finisca - fece affannato il professore - E tu Nicolas perdonami, non pensavo si infuriassero così -.
La lezione era finita ma l’enorme professore di Cura delle Creature magiche insistette per invitare Nicolas nel suo capanno per bere un buon tè ristoratore e calmante, vista la brutta esperienza. Nicolas ancora un po’ scosso e tremante accettò l’invito entrando nel capanno ai margini della Foresta Proibita.
L’ambiente era molto accogliente, sebbene in disordine. Era un’unica stanza circolare con un grande fuoco che ardeva sulla parete, un tavolaccio al centro e in un angolo un enorme letto ricoperto da una trapunta fatta in patchwork. Hagrid lo fece accomodare su di un grande sgabello, gli mise davanti una tazza grande come un secchio e un piatto di biscotti che sembravano estremamente pastosi. Il ragazzo guardò il piatto, guardò il faccione sorridente di Hagrid, riguardò il piatto e, infine, ne prese uno un po’ perplesso.
- Allora Nicky come ti sembra Hogwarts? -
- Una meraviglia professore, anche se mi raccontano che ha avuto tempi migliori - rispose educatamente il ragazzo.
- Eh, già! - fece cupo il gigante, poi cambiò discorso, forse sopraffatto da un ricordo doloroso - Ma eri tu che chiedevi al Cedro di darti del legno da bacchetta? - chiese Hagrid scrutando il volto del ragazzino.
- Sì, ero io, - arrossì visibilmente - non potevo? - chiese con un filo di voce, cercando di sfuggire al suo sguardo.
- Certo, certo - rispose allegro il gigante - ma conosco poche persone che si procurano il legno da bacchetta in quel modo e nessuno poi ha la tua età, ma costruisci bacchette? - domandò leggero Hagrid.
- Per lo più le riparo, mi ci vuole molto tempo per riprodurne una -
- Caspita, credo che tu sia il più giovane in questo mestiere, chi ti ha insegnato tuo padre? Tuo nonno? - fece Hagrid sempre più curioso sull’argomento.
- No - Nicky sembrò farsi evasivo nel rispondere - il custode... è molto famoso in Grecia e nel Mediterraneo, si chiama Arboreos! -
- Ah! Lo conosco è amico di Olivander, infatti la tecnica è la stessa... e da grande pensi di continuare questo mestiere, è molto nobile... - disse il gigante, dopodiché buttò giù una lunga sorsata di tè.
- Pensavo di sì, soprattutto perché è un mestiere abbastanza raro e qualcuno lo deve fare, anche se ultimamente... - si ammutolì.
- Ultimamente... - incalzò l’altro.
- ... bè! Pensavo... sarà impossibile, naturalmente... pensavo l’auror - e arrossì.
- Perché no, al diavolo, chi dice che devi fare per forza il costruttore di bacchette! Se desideri altro! - fece con forza Hagrid
- Però il mio maestro non vorrà che la sua arte vada persa, lui non ha eredi a cui trasmetterla, e poi è un lavoro indispensabile... - ribatté Nicky fissandosi le ginocchia. Hagrid lo squadrò.
- Il primo di una famiglia numerosa, vero? - concluse - Bravo ragazzo, ma pensa bene a cosa vuoi fare della tua vita, senza fartelo dire dagli altri! Ok!? - Nicky annuì.
- Professore, questa mia attività di fabbricatore di bacchette... vede il Preside Piton - qui Hagrid fece una smorfia come se gli avessero lanciato contemporaneamente una decina di maledizioni Cruciatus - non vuole che si sappia in giro, quindi non gli dica che lo sa... - finì speranzoso Nicolas.
- Ci mancherebbe che io faccio la spia a quello là - disse quasi offeso, poi gli rivolse un’occhiata carica di affetto attraverso il pelame.
- Vorrei capire perché i miei Schiopodi ce l’hanno tanto con te... - fece pensieroso - comunque ho trovato un buon affare al banco dei pegni di Hogsmade “Incantesimi di Terza”, queste uova, sembrerebbero uova di fate, che ne dici forse sono meglio degli Schiopodi -.
Nicolas fece un sorriso smagliante alla proposta di Hagrid e il professore avvedutosene ne fu molto compiaciuto.
- Ora è meglio che vada, devo fare i compiti e devo sistemare un paio di bacchette - disse Nicolas, bevendo l’ultimo sorso di tè.
– Spero che tu torni ancora a trovarmi, non sei bravo con le Creature magiche, ma sei un bravo ragazzo -
- Grazie, professore -.

Nicolas era immobile, affondato nella poltrona e completamente immerso in un pensiero, fissava il fuoco del caminetto della Sala Comune e si faceva passare da un dito all’altro della mano destra la medaglietta d’oro con inciso il proprio nome.
- Che peccato Nick che quelle orribili creature non siano riuscite a farti la festa – lo burlò Nat appena arrivato alle sue spalle.
Nicolas lo ignorò, alzandosi per ravvivare un po’ il fuoco del cammino, soffiando lievemente sulle braci che si fecero splendenti e dettero subito dopo una bella fiamma scoppiettante.
Nat alzò la voce.
- Ehi! Damerino! Subito dopo Halloween arriva il tuo ordine, vedi di avere i soldi pronti -.
Nicolas si fece buio in viso e, rimessosi a sedere, ricominciò a giochinare con la sua medaglietta, nel tentativo di ignorare il ragazzo più grande.
- Mi hai capito?! – urlò Nat sul naso a Nick dopo aver girato verso sé con violenza la poltrona, presa per i braccioli.
Occhi negli occhi Nicolas arrossì per l’estrema vicinanza e per l’improvvisa azione del compagno, ma si ricompose subito fissando glaciale lo sguardo del compagno.
- Non ti preoccupare i soldi ci saranno... - mormorò in risposta - E ora ti secca proprio lasciarmi in pace? – chiese retoricamente Nick.
Nat colpito da quello sguardo e dalla freddezza di quelle parole si allontanò.
- Damerino! – finse di ridergli dietro, forse per dimostrare di fronte agli altri Griffondoro di avere avuto lui l’ultima parola.
- I soldi ci saranno... – bisbigliò Nicolas, stringendo forte nella mano destra la medaglietta.


Continua 

venerdì 31 gennaio 2014

Un rapporto difficile


Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

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Un rapporto difficile

Erano passati un paio di giorni dall’arrivo della lettera da Arcadia e ancora il barbagianni che l’aveva recata non era ripartito con la risposta.
Nicolas, infatti, non solo si era impegnato a organizzare il controllo del “qualcuno” visto da Lio a Hogsmade e che sembrava, fortunatamente, vivere stabilmente nel villaggio magico, ma aveva dovuto riparare tutte le bacchette arretrate per fronteggiare la spesa del nuovo manico di scopa e che non sarebbero comunque bastate per sopperire all’inaspettato acquisto del Calmante per bacchette.
Ben presto il ragazzo sarebbe potuto uscire con il resto della scuola per la gita del fine settimana nell’unico luogo inglese interamente abitato da maghi e questo pensiero sembrava consolarlo dal fatto che non sapeva dove tirare fuori altri soldi e dal fatto che Nat non gli perdonava il semplice fatto di esistere, inoltre questo risentimento era evidentemente peggiorato dalla forte simpatia che Lisa provava nei suoi confronti.
Era una mattina in cui Nicolas era sceso tra i primi per la colazione e aveva trovato al posto che in genere occupava lui la bella ragazza bionda, causa di tanti sospiri tra i Griffondoro.
- Buongiorno Nicolas - sorrise la ragazza.
- Ciao Lisa, dormito bene? - rispose Nick.
- Non troppo, ultimamente stavo andando così bene in trasfigurazione e incantesimi, riuscivo ad eseguire gli esercizi con estrema facilità, ma questa mia abilità sta improvvisamente calando e non capisco perché... - fece accigliata.
- Magari ti serve solo un po’ di esercizio - la consolò Nick.
- Magari se tu mi aiutassi, sarebbe meglio - ammiccò la ragazza.
Il volto di Nicolas si imporporò notevolmente, il ragazzo si concentrò su un’invisibile macchiolina della tovaglia e si schiarì la voce.
- Ehm... scusa Lisa... non vorrei darti l’impressione sbagliata... peccare di presunzione... o altro… - Nicolas prese una strana e acuta nota imbarazzata nella voce - ma ho l’impressione che io... sì, insomma... - e rise alzando gli occhi al cielo - mi sembra impossibile - scuotendo la testa - io... possa in qualche modo... piacerti? - quest’ultima parola la mormorò a bassissima voce, ma sempre con un tono un po’ acuto.
Lisa non poté far a meno di sorriderne, perché era davvero buffo.
- Scusa, non volevo ridere... - si controllò - comunque volevo precisare che non è un’impressione e che, di fatto, vorrei poterti conoscere un po’ meglio per decidere se confermare o no questa impressione - sorrise attraete.
- Oh! - fece cupo Nicky.
- Oh?! - domandò Lisa - In genere non è su un’affermazione simile che i ragazzi reagiscono a questo modo - fece perplessa.
Nicolas d’un tratto era incredibilmente serio e triste, molto triste.
- Mi dispiace - disse con uno sguardo comprensivo a Lisa.
- Non capisco - rise nervosamente Lisa - forse non capisci bene ancora la nostra lingua... - disse sorpresa e incredula - Sei sicuro di aver capito ciò che ho detto? -
- Sì - fece Nicolas, guardando intensamente gli occhi grigi e velati della ragazza, e continuò con un tono carico di tensione e preoccupazione - non può esserci tra noi che amicizia, Lisa, nulla di più ed è possibile che questa sarà, visto questo dialogo, compromessa per sempre, quando si chiarirà la situazione inglese -.
La ragazza era ammutolita e confusa.
- Ma di che diavolo stai parlando? Non capisco cosa tu voglia dire! - fece arrabbiata.
- Non posso spiegarti ora, spero di poterlo fare più in là, ma ciò non cambia il fatto che... -
- No, guarda, quella parte l’ho capita fin troppo bene - e si alzò - devo andare a rileggere il mio tema, scusami! -.
Con la sua bella camminata flessuosa, anche se particolarmente nervosa in quel momento, si allontanò velocemente.
- Sempre più difficile - sospirò Nicolas, con un’espressione così triste che sembrava invecchiato.
Alla tavola dei Serpeverde l’intera scena era stata seguita dagli occhi ambrati di Raymond, che ne sorrideva, sebbene da quella distanza era decisamente poco probabile che ne avesse colto il dialogo.

Anche se aveva mangiato in abbondanza Nicolas era salito presto nella Torre dei Griffondoro. La Sala comune era deserta per via dell’ora e del fatto che gli ultimi caldi raggi di ottobre riscaldavano ancora un po’ il parco di Hogwarts, spingendo molti degli studenti blasonati di oro e scarlatto ad accoccolarsi ancora per poco al sole.
Nicolas, con qualche libro di Magia, un paio di pergamene pulite, penne e calamaio posati davanti, stava rileggendo con attenzione un foglio. Così concentrato nella lettura si accorse all’ultimo momento dell’ingresso nella Sala Comune di Nat e Lisa, nascondendo velocemente il foglio della sua attenzione nel libro di Trasfigurazione e lanciando uno sguardo di sottecchi a una Lisa che appariva piuttosto glaciale.
Un lampo passò nello sguardo di Nat.
- Ciao Knightly! Progetti di fregare qualcun altro oggi? -
- No - disse freddamente l’altro, cominciando a raccogliere le sue cose nella borsa.
Altri Griffondoro ritornavano dal parco e si fermarono curiosi, dopo il saluto provocatorio di Nat.
- Te ne vai di già? Non credo... Wingardium leviosa - con una mossa fulminea Nat aveva tirato fuori la bacchetta e aveva fatto fluttuare, lontano dalla portata di Nicolas, le sue pergamene nuove.
- Divertente Nat, ma forse un po’ infantile - aveva commentato sarcastico Nick, ma mentre osservava le proprie pergamene volteggiare ed estraeva la bacchetta per un contro incantesimo, non si accorse che con un incantesimo non verbale Nat aveva richiamato la pergamena nascosta poco prima e cominciava a leggerla ad alta voce al pubblico Griffondoro.
- “Mia carissima Ann, è semplicemente meraviglioso ...” - Nicolas si lanciò furibondo verso Nat.
- Impendimenta! - lo bloccò l’altro divertendosi un mondo - dicevo “...poterti scrivere nella lingua che abbiamo imparato insieme...”-
I risolini e i mormorii divertiti facevano da sottofondo alla lettura di Nat.
- Ac... -
- Silencio - rispose prontamente Nat al tentativo di Nicolas e aggiunse con un ghigno - un po’ di rispetto sto leggendo, ah ecco il punto “... Ultimamente sto pensando a te sempre più spesso e...
- Accio! - fece sicura la voce di Etty, mentre la sua mano si impossessava della pergamena, e aggiunse - Sei un idiota Nat! -, restituendo la lettera al legittimo proprietario.
Nicolas era davvero molto arrabbiato e, preso da una forte frustrazione, tentò di lanciare una fattura Orcovolante, ma si trovò a testa in giù per via di un “Levicorpus” non verbale di Nat che lo minacciò:
- Non dovresti metterti contro di me, ragazzino! -
Poi lo lasciò andare bruscamente, facendolo cadere di schiena sul duro e freddo pavimento di pietra, attutito solo dal tappeto con il leone rampante che copriva gran parte del pavimento.
Nat se ne andò ridendo della grossa, seguito da una Lisa ancora più livida di quando era entrata. Gli altri, dopo aver assistito alla scena, ripresero le loro mete, chiacchierando vivacemente tra loro.
Nicolas era supino e dolorante, stava cercando di riprendersi dalla botta, quando gli apparve la piccola mano bianca di Etty che lo invitava ad alzarsi.
- Grazie! - tentò di sorridere, con scarsi risultati.
- Figurati! - rispose l’altra invece con un bel sorriso consolatore.
- No, davvero grazie! Grazie di tutto! -.
Da una parte Nicolas era grato, ma nello stesso tempo faticava a trattenere un pianto, certamente di rabbia.
- Nicky non badargli, capisco che ha ferito la tua intimità, a cui sei evidentemente attaccato, vista la tua riservatezza, ma prestargli il fianco così lo soddisfa ancora di più! -
- Certo, hai ragione Etty! Presterò più attenzione! - lo disse con un tono di rimprovero a se stesso molto ruvido.
- Dopo tutto non è successo niente di grave - tentò ancora di consolarlo.
- No, infatti! - rispose meccanicamente Nicolas - Ora devo andare a lezione -.
Mise in ordine la sua borsa e oltrepassò il dipinto della Signora Grassa.

Nicolas stava ritornando dalla guferia, quando incrociò Lisa per la terza volta quel giorno.
- Ciao - fece il ragazzo a occhi bassi.
La ragazza tirò avanti senza salutare, come se non si fosse accorta del compagno e del saluto.
Lisa si era improvvisamente fermata e si girò a guardare il ragazzo che, stupito, la stava guardando a sua volta.
- Sai cosa mi dà veramente fastidio? – disse in un tono arcigno e seccato - Stamattina sembrava che fosse una questione di Stato, non potevi dirmi semplicemente che stavi con un’altra? -
- Lisa... -
- Lasciami finire - lo interruppe bruscamente - Cosa pensavi “Manteniamo l’affascinante alone di mistero, così se il rapporto a distanza non riesce, c’è sempre la biondina invaghita”? -
- Mi dispiace... - disse Nicolas a bassa voce.
- Pensavo tu fossi diverso, che vedessi oltre quello che vedono tutti? Invece... -
- Invece sono come tutti gli altri, Lisa - disse con sarcasmo e aggiunse - te compresa... -
Lisa gli rispose una parolaccia e i due si allontanarono nelle direzioni opposte.
- Ciao “Ann”! - fece il tono irritante e ironico di Nat, che aveva raggiunto per un’altra scala Lisa.
Nicolas si girò verso quel saluto, per un attimo stupito, poi decisamente furibondo. Si lanciò con foga verso Nat con la bacchetta sguainata, lanciando all’impazzata fatture e proteggendosi dai contro-incantesimi del compagno.
Una delle fatture riuscì a colpire il ghigno di Nat, sbattendolo per terra.
In un attimo Nicolas era sopra di lui con la bacchetta puntata.
- Non permetterti mai più di pronunciare quel nome in mia presenza! -.
Nat era senza parole. Lisa, che era rasente il muro per evitare gli incantesimi, era rimasta di sasso, quasi fosse stata colpita da un incantesimo della pastoia.
Nicolas rimise al suo posto la bacchetta e se ne andò pallido e irato.

Continua