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domenica 20 aprile 2014

Chi la fa l'aspetti

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

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Leggi il capitolo precedente


Immagine da web

Chi la fa l’aspetti

- Allora, mia cara, te la sentiresti di provare - fece cortese Olivander.
Wendy aveva ascoltato attentamente cosa il fabbricante di bacchetta volesse da lei. La ragazza non rispose, ma stette zitta a contemplare il proprio riflesso in un lungo specchio posto di fronte a lei.
Dall’altra parte dello specchio Emily Emberce e Dolores Umbridge scrutavano la Portatrice dell’Aria.
- E se dovesse smarrirsi nel tentativo? - disse la donna più giovane.
- Poco male, se non fa rinvenire il Custode a poco ci serve questa generazione di Portatori, dovremmo comunque aspettare la prossima... - rispose con cortesia la Umbridge, quasi parlasse del tempo.
- Ma gli altri poteri sarebbero indeboliti dall’assenza di uno di loro -
- Deboli o forti sono inutili se non si uniscono - fece con un tono più secco la donna più anziana.
- Sembra quasi che in fondo non ti dispiacerebbe se quella ragazza si perdesse oltre il velo -
- Non dire sciocchezze - rise la donna - desidero che la missione sia portata a termine quanto te, ma se dovesse rifiutare... -
- Accetto - la voce di Wendy dall’altra parte dello specchio interruppe bruscamente la conversazione delle due donne.
- Tuo padre ne sarebbe fiero - fece con gioia Olivander - ora te lo posso dire perché non mi sembra più di condizionarti, ma sono così felice all’idea di poter far tornare tuo padre -.
- Olivander sarebbe in grado di convincere anche me - commentò Emily.
- Non è un bugiardo, crede davvero a quanto dice - spiegò Dolores.
- Posso ritirarmi ora - chiese Wendy.
- Si vai pure, mia cara, per te comincerà un duro allenamento - la congedò l’uomo.

Wendy si chiuse nella sua stanza, precipitandosi allo scrittoio. Vergò velocemente queste parole su un piccolo biglietto di pergamena: “Ho bisogno di vederti, al più presto. NSW”.
Alzò gli occhi e sospirò nello specchio davanti a lei.
- Nat -.
La ragazza salì in guferia.
- Vorrei sapere per quale motivo, ogni volta che devo spedire un messaggio non trovo mai Lio! - disse tra sé la ragazza visibilmente seccata.
Si affacciò agli archi che davano sul grande parco della tenuta Umbridge ed emise un lungo fischio, ma il grosso pennuto antracite non comparve.
- Perché non usi uno tra le decine di gufi degli zii - rispose una voce calma alle sue spalle.
- Ormai uso sempre un altro pennuto - rispose seccata - ma ho il mio gufo e vorrei poterlo usare quando ne ho voglia - Wendy sembrava una bambina viziata.
Ray per niente infastidito dai capricci della ragazza le prese la mano.
- Lio è solo un po’ vecchio e ha bisogno di più riposo, ti comprerò un gufo tutto tuo e terrai Lio come famiglio, solo per compagnia -
- A volte vorrei che le cose non cambiassero - fece pensierosa.
- Non starai pensando ancora a Nat? - disse quasi scontroso il ragazzo.
- Cosa c’entra Nat? -
- Al contrario di lui, io vorrei che le cose tra voi tornassero esattamente come prima, quando eravate amici, almeno tu non ti tormenteresti per quell’idiota -
- Che sciocchezze, non stavo pensando a niente di simile - rispose a tono la ragazza.
- Sul serio? Allora mandiamo il tuo messaggio, a chi lo devi mandare? - fece con curiosità pratica.
- A Sandy - rispose Wendy - volevo parlarle di una cosa che mi ha chiesto Olivander -
- So cosa ti ha chiesto Olivander - disse il ragazzo prendendo il messaggio di Wendy e legandolo alla zampa di una civetta.
- So che lo sai - sorrise Wendy - mi servirà tutto l’aiuto dei Poteri -
- Sei spaventata? - le chiese guardandola con apprensione.
- Molto -
- Sai per non smarrirti là dentro dovresti creare un legame emotivo più forte con chi ti aspetterà da questa parte - sorrise Ray in modo fascinoso.
- Che intendi dire - chiese Wendy, sinceramente smarrita.
- Questo... -
Raymond strinse le mani intorno alla vita di Wendy, avvicinandone il corpo contro di sé e abbassando le sue labbra su quelle della ragazza.
Improvvisamente un fruscio d’ali e Lio si trovò davanti ai due ragazzi.
- Eccoti, Lio! Ti cercavo, dove eri finito? - fece Wendy tra lo stupito e l’euforico.
- Già, ce lo chiedevamo... - disse Raymond decisamente stizzito.
- Vorrei sapere dove te ne sparisci ultimamente - lo riproverò affettuosamente Wendy - e non arruffare le piume con me, sei ingiustificabile! -
- Vi lascio alla rimpatriata... Ci vediamo domani Wendy, magari riprenderemo il discorso - la stuzzicò.
- Ciao Raymond - la ragazza lo salutò con noncuranza, presa dal suo gufo.
Wendy aspettò che Raymond scendesse tutte le scale e poi si tuffò ad abbracciare il suo pennuto.
- Tu sei il gufo più bravo, intelligente e amabile che esista -.
Il gufo sembrava quasi spaventato, ma felice di aver aiutato la sua padroncina.
- Ma perché ha tirato fuori Nat? - rifletté a bassa voce la ragazza, guardando il punto dove era sparito il suo ospite.
Ray era entrato in una delle stanze segrete della casa, dove erano riuniti i membri della Setta.
- Come vi è sfuggito quello stupido animale? - chiese il ragazzo sgarbatamente.
- Aveva mandato il messaggio e si chiedeva dov’era, non ci aspettavamo che vi interrompesse... - si giustificò Emily dispiaciuta.
- Allora quel messaggio per Sandy? - Ray continuò contrariato.
- A quanto pare vuole confrontarsi con la Portatrice della Terra sul recupero del padre - spiegò Olivander.
- Speriamo che quella ragazza non la dissuada -
- Emily cara, te l’ho già spiegato: l’Aria rappresenta la volontà dei Quattro e nessun altro potere la può dissuadere, la Terra invece ne è il cuore, anzi... questo confronto le farà bene perché le potrebbe offrire un po’ di coraggio in più e di spirito di sacrificio per suo padre - concluse il fabbricante.
- Io preferirei averla vicino e non mandarla a chiacchierare con Sandy, specie della scuola -
- Che c’è Ray? Credi che pensi ancora a quel ragazzo? -
- L’hai sentita tu stessa sospirare il suo nome in camera sua! - fece stizzito il ragazzo rosso.
- Ehm! Sarebbe difficile procurarsi un capello di quel ragazzo? - chiese sorridendo la Umbridge.
- No, me ne occupo io - anche Ray sorrise in risposta.

Le due ragazze Portatrici erano nel grande terrazzo di Villa Field.
- È successo qualcosa di grave, dal tuo messaggio sembrava di sì... -
- Olivander mi ha spiegato che potrei riuscire a recuperare la vita di mio padre -
- Cosa? Come? - fece strabiliata la ragazza.
- C’è una specie di velo nell’ufficio dei Misteri, al Ministero della Magia, oltre il quale ci sono le anime di coloro il cui corpo è ancora in vita, come quello di mio padre -
- Perché non è stato risvegliato prima? - chiese con sospetto Sandy.
- Perché nessun mago o babbano può oltrepassare quel velo senza morire - fece cupa Wendy.
- E allora... -
- A quanto sembra il Potere dell’Aria è tanto potente che potrebbe spingere la Legimanzia oltre il velo e io potrei convincere l’anima di mio padre a tornare al di qua del velo -
- Ma l’anima di tuo padre non è stata - e Sandy la guardò preoccupata - divorata dai Dissenatori? -
- Infatti le anime morte vengono proiettate dietro questo velo, diciamo che funziona all’inverso dei fantasmi. L’anima dei fantasmi è ancora qui, ma il loro corpo è scomparso. I corpi sono corruttibili e scompaiono da morti. Se invece i corpi sono vivi, le anime, che sono eterne e non possono scomparire, sono trascinate in quella sorta di limbo oltre il velo -
- Terribile! - fece inorridita la ragazza bionda.
- Già! - sospirò Wendy.
- E tu cosa intendi fare? -
- Andrò a recuperare l’anima di mio padre è ovvio! -
- Eppure mi nascondi qualcosa, se fosse tutto così facile, come un incantesimo di legimanzia, perché saresti così spaventata -
- Comincio a non sopportare più la sensibilità emotiva della Terra... - commentò con un sorrisetto la ragazza.
- ... e il mio personale intuito femminile! - scherzò l’altra - Allora qual è l’inghippo? -
- Potrei perdermi... il mio pensiero oltre il velo in mezzo a tutta quell’emotività disperata e senza senso potrebbe perdersi -
- Saresti come dissennata? - fece Sandy sempre più inorridita - No, non puoi andare laggiù -.
- Mio padre è laggiù Sandy e io potrei salvarlo, come potrei continuare a vivere sapendo una cosa simile? - spiegò la ragazza fissandosi le mani in grembo.
- Come posso aiutarti? - sospirò l’amica.
Wendy le sorrise e scrisse un appunto su un pezzo di carta che passò alla ragazza.
“Mi controllano, ascoltano le mie conversazioni e sanno sempre dove mi trovo. Distruggilo”.
Sandy la guardò con aria interrogativa e si guardò intorno.
- Tu devi solo starmi vicina - la distrasse Wendy dall’atteggiamento sospetto che aveva assunto.
- Ma lo vuoi fare anche se ... - e bruciò il bigliettino che le aveva passato.
- È mio padre! - la guardò con una sorta di rimprovero.
- Vorrei fare qualcosa di più in questo frangente - fece con uno sguardo d’intesa.
- Credo che Olivander abbia pensato ad allenamenti extra per i “Quattro Poteri” - intanto scrisse su un altro foglietto senza farsi scorgere.
“Devo parlare con Nat”.
- Allenamenti extra? - chiese Sandy, leggendo il biglietto e scrivendo “Come? Se ti controllano?”.
- Sì, mi spiace costringerti a lavorare durante le vacanze - Wendy lesse e rispose “Dobbiamo studiare un modo”.
- Figurati, è un piacere - e incendiò il biglietto.
- Grazie - rispose Wendy, lanciandole uno sguardo di acceso ringraziamento.

Gli allenamenti non cominciarono il giorno seguente, come invece si aspettava Wendy. Il ritardo venne attribuito all’assenza di Raymond, a Londra per un paio di giorni.
La Portatrice dell’Aria era impaziente di mettersi alla prova con il nuovo incantesimo, ormai sentiva l’impellenza di salvare il padre, ora che sapeva di potervi riuscire.
- Perchè non comincia a istruirmi sulla Legimanzia da sola - chiese la ragazza al maestro.
- Meglio che ci siano tutti i Poteri presenti, sarà più facile e veloce - rispose il vecchio sorridendo.
- Wendy cara c’è una visita per te - li interruppe la cugina Emily.
- È Sandy? - fece contenta la ragazza.
- No, è un ragazzo, non l’ho mai visto - fece pensierosa la donna.
Wendy scese nella sala dove un alto ragazzo castano attendeva, dando le spalle all’ingresso.
- Salve - fece timidamente la ragazza entrando nell’ampio salone luminoso.
- Buongiorno Locke! - rispose Nat.
Wendy era a bocca aperta, sbalordita.
- Che ci fai qui? - si riscosse.
- Bell’accoglienza per un compagno di Casa che non vedi dalla fine della scuola - rispose Nat.
- Wendy cara vi ho fatto servire il tè in terrazzo - sorrise Emily.
- Grazie mille - si rivolse la ragazza non riuscendo a togliere gli occhi dall’amico.
I due uscirono e presero posto nelle poltrone in vimini dalle eleganti linee un po’ barocche.
- Sono sconvolta, non mi aspettavo una visita -
- Oh, sì! È vero Wendy, non ti ho più risposto - fece con tono un po’ superbo e superficiale - ma ho avuto un po’ da fare e quindi, anzi in realtà non posso trattenermi tanto... -
- E perché tutto ad un tratto sei venuto a trovarmi, grazie Blessy - Wendy fece un sorriso cortese all’elfa che le stava servendo il tè.
- Mi ha chiesto Emberce di venire a trovarti - rispose Nat con noncuranza, ignorando la creatura bitorzoluta che gli porgeva la tazza.
- Ray? -
- Sì, mi ha detto che ti avrebbe fatto molto piacere vedermi e non mi tiro indietro ai desideri di una ragazza - le sorrise sfrontato.
- È stato cortese - fece sorridendo la ragazza.
- Sì - confermò il ragazzo - cosa mi racconti, come ti trovi qui? -
- Molto bene, i cugini di mio padre sono persone adorabili e devo rivelare che mi viziano in tutto - fece Wendy con il tono da bambina capricciosa e compiaciuta che adoperava conversando con i suoi cugini.
- Vedo - assentì Nat - Wendy facciamo due passi per il parco? - propose.
- Sì -.
La ragazza illustrava all’ospite i pregi della Villa e delle piante del parco.
- Perché volevi vedermi? - la interruppe Nat con un tono quasi seccato.
- C’eravamo detti che saremmo rimasti in contatto - chiarì Wendy con un tono imbarazzato.
- Sai, Wendy, sono tornato con Demelza - fece Nat con tono freddo e distaccato - lei nutre un’alta stima di te ma è un po’ gelosa, quindi non credo che ci rivedremo spesso -
- Con Demelza? - fece Wendy in un tono un po’ cupo.
- Sì, credo che sia la ragazza perfetta per me - si crogiolò il ragazzo.
- È una bravissima ragazza - annuì Wendy un po’ forzatamente.
Al ritorno alla villa, Wendy era pensierosa.
- A cosa stai pensando? - chiese Nat.
- Pensavo a Ray: è stato proprio carino a chiederti di venire a trovarmi -
- Pensa mi è comparso davanti all’improvviso con questa richiesta, quasi fosse una preghiera, quando gli ho promesso che ci avrei pensato è sparito, non ha voluto sapere altro da me -
- Quindi non sapeva nulla di Demelza - disse Wendy con mezzo sorrisetto.
- Assolutamente - confermò con sicurezza Nat.
Wendy gli fece un largo sorriso di cortesia.
- Mi ha fatto proprio bene vederti, Nat. Salutami Demelza! Spero di vedervi presto entrambi -
- Proverò a convincere la mia Melzina - fece Nat in tono affettuoso e sognante.
Wendy si sforzò di mantenersi composta e lo salutò.
- Allora Wendy cara è andato via il tuo amico? - le chiese interessata Emily.
- Adesso, adesso - sospirò Wendy.
- Sei stata felice di rivederlo? -
- Diciamo che mi ha chiarito un grosso dubbio - le sorrise forzatamente la ragazza.
- Cugina posso invitare qui Sandy in vista dei nuovi allenamenti? -
- Certo Wendy cara, sai che adoro quella ragazza. Non vuoi invitare anche Walter? -
- Giusto, anche Walter! Grazie, siete sempre così gentili con me. Ora credo che mi ritirerò in camera mia, sono un po’ stanca -
- Oh, certo vai pure cara - la salutò la donna. Quando la ragazza sparì dalla cima delle scale si dileguò anche il dolce sorriso affettato sul volto della zia di Raymond per lasciare posto ad un ghigno diabolico.
Wendy era in camera sua pensierosa. Sfogliava senza troppa attenzione il libro di Pozioni. Presa da un pensiero si fermò alla pagina della pozione Polisucco. Sorrise con distrazione e dopo qualche minuto scrisse un biglietto.
“Cara Sandy,
la cugina Emily mi ha dato il permesso di invitarti qui per qualche giorno, ricordi gli allenamenti di cui abbiamo parlato? Inoltre ho bisogno di raccontarti nei particolari un’altra faccenda. Ti ricordi i dubbi che avevamo su Nat? Ho risolto tutto!
A presto.
NSW”

I membri storici della “Setta dei Quattro Poteri” rimasero delusi dal fatto che Wendy, benché avesse da subito padroneggiato l’Occlumanzia, impiegasse tanto tempo ad apprendere la Legimanzia, al contrario di Walter che diede subito ottimi risultati. Olivander tendeva a giustificarla agli occhi dei suoi soci, dicendo che le ultime emozioni con cui l’avevano tempestata, l’avevano confusa e distratta. In realtà la ragazza aveva appreso l’incantesimo immediatamente, ma fingendo di non riuscire a padroneggiarlo otteneva due risultati. Da un lato prendeva tempo, dall’altro tentava di leggere i pensieri di Olivander e dei suoi cugini a loro insaputa, per cogliere qualche ricordo che li incastrasse, ma senza successo.
Questo avrebbe potuto finalmente convincere la ragazza dell’innocenza nelle intenzioni del suo maestro e dei suoi tutori, ma Wendy aveva anche notato chiari salti temporali nei loro pensieri. Per lei fu l’evidente prova che essi togliessero dalla loro mente i ricordi pericolosi al cospetto dei due legimente e quindi che avessero indubbiamente qualcosa da nascondere.
Il giorno seguente alla visita di Nat tornò Raymond.
- Ciao Ray! - lo salutò entusiasta Wendy - Sai chi è venuto a trovarmi? Nat! -
- Alla fine è venuto, allora? - chiese Raymond ridondante - Vedo che ne sei contenta -
- Mi ha fatto piacere chiarirmi con lui, dopotutto durante il periodo della scuola eravamo stati molto amici -
- E adesso? - fece sereno e tranquillo il ragazzo.
- Diciamo che non siamo più così affiatati, ma siamo in rapporti cordiali - rispose Wendy.
- E ti basta? - chiese Ray, facendosi più interessato.
- Credo proprio che lo faremo bastare - fece scherzosa e rilassata la ragazza.
Raymond la guardò con intensità e calore, tanto che Wendy arrossì.
- Cambiando discorso, dovrebbero venire anche Walter e Sandy. Finalmente cominceremo i famosi allenamenti di Legimanzia! - disse Wendy con ritrovato entusiasmo – Oh ciao Sandy! -
- Ciao Wendy! - rispose al saluto la bionda ragazza dei Tassorosso, accompagnata dalla padrona di casa.
- Wendy cara - la cugina Emily richiamò la ragazza - hai lasciato questo in bagno - e le restituì il ciondolo con impresso il suo nome d’infanzia: “Nicolas”.
- Oh, grazie! - rispose grata la ragazza - Dove l’avevo dimenticato? -
- Sul lavabo del bagno vicino alla serra - le sorrise Emily.
- Che testa! Mi sono rinfrescata il viso e il collo dalla calura e l’ho lasciato lì. Scusa Emily -
- Di niente, cara - e la donna si allontanò.
Wendy si voltò un po’ sconvolta verso l’amica.
- Sandy ti ho mai fatto vedere il mio posto preferito nel parco? - fece con entusiasmo, ignorando Ray.
- Il roseto? - chiese l’amica.
- No, è un posto nuovo, me l’ha fatto scoprire ieri Walter. Te lo mostro subito, scusaci Ray, ma devo anche parlarle di cose da ragazze – fece un gran sorriso prendendo Sandy per mano.
Ray non fece in tempo a ribattere che le due amiche erano uscite nel Parco.
Wendy guidò l’amica nel boschetto di aceri, qui si fermò in una piccola radura con due tronchi riversi. Si sedette su uno di essi e, mentre Sandy si accomodava al suo fianco, si levò il ciondolo, appoggiandolo accanto a dove si era appena seduta.
- Ti va di stare qui un po’ in silenzio ad ascoltare la natura? - fece sognante Wendy.
- Certo - rispose tranquilla la ragazza, cominciandosi a rilassare.
Invece Wendy si alzò di scatto e, prendendo la mano dell’amica, la condusse silenziosamente in un altro luogo. Una grande pianta ombreggiava tutta la zona ricoperta da felci, che si affacciavano su uno specchio di acqua purissima.
- Ok, eccoci -
- Bellissimo questo posto -
- E soprattutto lontano da orecchie indiscrete - sorrise Wendy.
- Come puoi esserne sicura? - sussurrò la ragazza prudente.
- Ho chiesto a Walter di cercare con lo spioscopio un luogo del parco che fosse sicuro - e indicò un piccolo spioscopio immobile su una roccia - lui non è seguito e pedinato come me... -
- Come sei riuscita a chiederlo, altri bigliettini? - la interruppe ammirata Sandy.
- No, non posso usarne troppi: potrei diventare sospetta. Tra due legimente comunicare in segreto è molto facile. Per questo motivo, penso, hanno aspettato tanto ad insegnarmelo - ammiccò la ragazza.
- Perché la scenetta nel bosco degli aceri? -
- Emily nel ridarmi il mio ciondolo ha pensato “Guarda di non perdertelo stupida ragazzina” e poi le sono passate nella mente una serie di immagini, che mi hanno suggerito l’idea che loro sanno dove mi trovo per via di quel ciondolo -
- Una specie di segnalatore della tua posizione... - rifletté Sandy - Pensi che riescano a sentire anche quello che dici? -
- Forse, la prudenza non è mai troppa! Ecco come hanno fatto a rintracciare mio padre in passato! - e meditò ancora - Anche se deve essere a corto raggio: ricordi alla tua festa? Lo indossavo ma forse non potevano raggiungermi fin lì. Ci è andata bene! - poi aggiunse - Allora domani andrai a Londra, vorrei venire con voi -
- Se tu potessi venire con noi, sarebbe tutto molto più semplice - ammiccò Sandy.
- Vi aspetterò con ansia - fece Wendy visibilmente agitata.
- Speriamo solo che tu abbia ragione sulla Pozione Polisucco - sottolineò l’amica.
- Non temere, ne sono assolutamente certa. È un grande pozionista! - rispose sicura Wendy - E ora torniamo al ciondolo, prima che qualcuno ci venga a cercare -.

Sandy e Walter erano andati insieme a Londra per degli acquisti e per svagarsi un po’. Wendy era stata convinta a non seguirli per non smarrire la propria concentrazione, un po’ troppo altalenante in questo periodo.
- Sai una cosa Ray - ruppe il silenzio Wendy - non appena arriverà Walter voglio parlargli chiaramente -
- Riguardo a cosa? - fece incuriosito il ragazzo.
- Riguardo a Sandy... - spiegò la ragazza - vorrei che loro due formassero una coppia, stanno bene insieme, per questo non ho insistito per andare con loro -
- E Lisa? - fece stupito il ragazzo.
- Lisa non è una Portatrice, non potrebbe mai capire Walter come lo capisce Sandy - rispose Wendy in un tono molto “rayniano”.
- Vuoi forse dire che noi...? - fece stupefatto Raymond.
- Mi pare chiaro! - gli sorrise Wendy un po’ maliziosamente - Però, Ray, ricordati che io devo mantenermi concentrata, quindi sarà meglio per tutti se non mi perdo in distrazioni - sospirò un po’ languidamente.
- Sarà difficile - fece un sorriso spavaldo e sornione il ragazzo - ma mi impegnerò, almeno fino a quando non avrai liberato tuo padre... - promise Ray.
- Siamo d’accordo - sorrise tranquilla - Sono tornati! - esclamò la ragazza.
- Ciao Wendy, ciao Ray! -
- Ciao ragazzi! - li accolse Wendy - Vi siete divertiti? -
- Molto! Peccato non sei venuta Wendy, ti saresti divertita - la ragazza appoggiò con un tocco di bacchetta le decine di buste che aveva con sé.
- Emily ci ha fatto preparare il tè - disse Ray.
I ragazzi seguirono l’adolescente rosso, prendendo posto sul bel terrazzo di Villa Umbridge. Si scambiarono chiacchiere riguardo Londra e alla sua rinascita dopo la caduta di Tu-Sai-Chi per una mezz’oretta. Ad un certo punto Walter guardò preoccupato il suo orologio magico.
- Fra un po’ devo tornare a casa, ho dovuto sbrigare un paio di commissioni per i miei -
- Prima ti andrebbe di fare due chiacchiere con me nel parco? - gli chiese Wendy.
- D’accordo - fece incuriosito l’altro Portatore.
- Io sono a pezzi e andrò subito a farmi un bagno caldo! - decise la ragazza bionda.
- Io andrò a casa subito, invece - disse Raymond - Vado a salutare gli zii -.
- Vieni Walter - Wendy invitò il ragazzo a seguirlo.
Si ritrovarono nella radura degli aceri. Wendy appoggiò il suo ciondolo vicino ad un pappagallino magico che cominciò a parlare con la sua voce e con quella di Walter.
Poi entrambi i ragazzi si allontanarono, giungendo allo specchio di acqua sorgiva, circondato da floride felci.
- Allora? Sei proprio tu Nat? - chiese la ragazza a Walter.
- Fra dieci minuti scoprirai che sono proprio io! Temevo che quel tè durasse in eterno - rise il ragazzo, in un modo molto più allegro e spensierato del giovane Walter.
- Avrei scommesso che avresti avuto a casa una scorta di Pozione Polisucco! Sapevo che ti saresti messo alla prova, facendola! -
- Sono o no il più giovane e straordinario pozionista che tu abbia incontrato, Knightly? -
- Sicuramente il più vanitoso! - rispose a tono la ragazza.
- Ah! È così che si trattano gli amici che rischiano tanto solo per poterti parlare - fece falsamente offeso il ragazzo.
- Che sciocco è stato Ray! - esclamò la ragazza guardando l'amico.
- Su questo sono d’accordo a priori, anche se non so a cosa tu ti riferisca in particolare! - Nat fece la sua occhiata ironica, con i lineamenti di Walter, che però cominciavano a scomparire.
- Ha commesso un sacco di errori, quando ha preso le tue sembianze, però mi ha suggerito il modo per incontrarti - fece saccente Wendy.
- Errori? - chiese l’altro.
- Prima di tutto tu non mi hai mai chiamato per nome, mai “Locke” e mai e poi mai “Wendy”, neanche quando sapevi che erano il mio vero nome. Secondo, non mi permetteresti di fare un complimento a Ray... -
- Come se lo meritasse - fece Nat, con un tono e una voce che diventava sempre più suo.
- Terzo - Wendy continuò persa nel proprio discorso - tu hai una mimica facciale completamente diversa, tieni sempre gli occhi fissi su quello che guardi, non hai gli occhi sfuggenti come i miei o quelli di Raymond. Alzi sempre il sopracciglio destro, quando fai una battuta sulle ragazze. Muovi le mani in modo diverso, tracciando sempre dei piccoli semicerchi quando parli. Saluti sempre gli elfi domestici, quando li incontri. E poi tu mi hai sempre guardato in un altro modo che... - la ragazza aveva alzato gli occhi e incontrato lo sguardo nocciola di Nat, che aveva soppiantato quello cobalto di Walter.
- Ecco, con quello sguardo - la ragazza tentò di smorzare la tensione con un tocco di ironia.
- Sono preoccupato, Knightly, molto preoccupato! - la scrutò il ragazzo - Tu che sei seguita e ascoltata ovunque, praticamente prigioniera. Ray che si trasforma in me per plagiarti. Devi andartene da qui! -
- Non posso, ti ricordo che ho chiesto asilo politico e loro sono i miei tutori! -
- Luke è il tuo parente più prossimo, se solo potesse farsi avanti -
- Devi dire a Luke che presto farò tornare indietro mio padre -
- Tuo padre è morto - protestò Nat.
- È vivo! È stato dissennato, ma questo Luke non poteva saperlo -
- Come puoi riportarlo indietro? -
- È una storia lunga... diciamo solo che sono la Portatrice dell’Aria e sono sua figlia - tagliò corto la ragazza.
- È pericoloso? - chiese Nat stringendole lo sguardo addosso, dubbioso.
- È Legimanzia avanzata, niente di particolare - mentì Wendy.
- Hai la stessa espressione di quando mi parlavi di Ann, mi stai raccontando un’altra frottola? - fece un po’ alterato Nat.
Wendy abbassò il capo.
- È un po’ pericoloso, ma lui è mio padre, Nat - lo guardò con un’espressione implorante.
- Posso riuscire a farti cambiare idea? - chiese pratico Nat.
- Credo proprio di no - fece risoluta la ragazza.
- Posso fare qualcosa per aiutarti a uscirne illesa? - domandò il ragazzo insistente.
Wendy lo guardò e arrossì violentemente, forse ripensava a cosa Raymond le aveva detto in guferia.
- Cosa posso fare? - la incalzò Nat - Sicuramente c’è qualcosa, altrimenti non saresti diventata la copia timida di un peperone rosso. Io potrei fare qualcosa che però ti imbarazza chiedermi - fece sornione Nat, con il suo sguardo furbo.
- Allora cos’è? - insistette.
Wendy taceva, cercando di mantenersi calma e di recuperare il suo colore naturale. Nat le si avvicinò, guardandola seriamente.
- Non fare la bambina! Sono qui, significa che tengo a te, no? Pensi che abbia paura ad affrontare qualche pericolo? - la guardava da vicino quasi a volerle leggere nello sguardo cosa poteva fare per aiutarla.
- Davvero vuoi fare qualcosa? - le chiese timida la ragazza.
- Sono qui - ripeté - perché sarei venuto, se no? -
- Allora fermami se non sei d’accordo? - detto questo chiuse gli occhi, cercando di riempire lo spazio tra il suo e il profilo del ragazzo.
Nat, sebbene sorpreso, favorì il movimento della ragazza. I due si baciarono a fior di labbra.
Le braccia di Nat sulla schiena di Wendy. Le mani di Wendy intorno alla nuca di Nat. Ancora un bacio e un altro. Si separarono molto lentamente, sciogliendosi dall’abbraccio.
- È un piacere darti una mano, chiedimi pure tutto l’aiuto che ti serve - scherzò Nat.
Wendy era ancora rossa in viso, decisamente imbarazzata della propria spavalderia.
- E non osare chiedere aiuto ad altre persone - cercò di farla ridere Nat.
Wendy abbassò lo sguardo colpevole e confessò.
- Ho dovuto fare la smorfiosa con Raymond, per tenerlo a debita distanza per un po’ - Nat grugnì - ma appena avremo liberato mio padre si farà avanti. È ovvio che vogliano unire sentimentalmente i Quattro Poteri -
- Ci inventeremo qualcosa, possibilmente di doloroso, per tenerti lontano quel tipo - fece seccato Nat.
Wendy sorrise finalmente.
- Come ti dovrò chiamare, adesso? Wendy lo escludo - si domandò Nat.
- Una volta mi hai chiamato Nicky, dopo il Crucio di Carrow. Stavo malissimo, ma il fatto che tu mi avessi chiamato Nicky, per un istante mi aveva fatto star meglio - ricordò trepida la ragazza.
- Ok, Nicky - lo disse con molta dolcezza.
- Dobbiamo andare: la registrazione sta per finire - disse di nuovo arrossita, controllando il suo orologio magico.
- Accidenti ti avrei aiutato volentieri un altro po’ - fece scherzosamente sconsolato Nat, preparandosi a bere la fialetta di Pozione Polisucco. Wendy lo fermò con un altro bacio.
- Mi sei mancato, mi mancherai ancora - allontanò il viso da un Nat decisamente sorpreso.
- Adesso bevi -.

Continua...

lunedì 17 marzo 2014

Hogwarts sotto assedio

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

Leggi il I capitolo

Leggi il capitolo precedente


Hogwarts sotto assedio

Erano passati quasi un paio mesi dall’esecuzione pubblica fasulla, ma di punizioni simili se ne erano ripetute ancora e a più tornate, tanto che il calmante di bacchetta calava velocemente e nulla si poteva fare per gli studenti personalmente puniti dai Carrow.
Dopo le vacanze di Pasqua Ginny non era più tornata a scuola, come molti altri studenti. Alcuni per scelta dei genitori: la Scuola di Magia e Stregoneria non era più considerata un luogo sicuro; altri studenti, come Luna in precedenza, erano stati rapiti per impedire ai genitori azioni sovversive contro il Ministero.
Voci sempre più numerose bisbigliavano che Harry Potter si stesse muovendo contro i piani di Lord Voldemort, qualcuno aveva insinuato una sua apparizione a Goldric Hollow, altri avevano sentito che dei ghermidori lo avevano preso e portato al Quartier generale dell’Oscuro Signore, ma il Prescelto era riuscito a fuggire.
Hogwarts tratteneva il fiato in ascolto di ogni sussurro che parlasse del proprio beniamino, ma nel frattempo si stringeva al proprio capo della resistenza: Neville.
Rimasto solo, senza Ginny e Luna, il ragazzo difendeva a bacchetta tratta e con coraggio da leone tutti i mezzo-sangue della Scuola, tirandosi gli odi e le continue punizioni dei Carrow. La sua posizione era sempre più in bilico.
Una sera Radio Potter aveva trasmesso la notizia di un attacco in piena regola dei Mangiamorte contro l’anziana signora Paciock, Neville, in ascolto con il resto del’ES, si era decisamente inquietato, poi improvvisamente la voce della nonna aveva interrotto River nella radio cronaca con un: - Lei, giovanotto, non sta spiegando bene il movente!!! Se sei in ascolto mio caro nipote volevano prendermi per fermare te! Ma tu devi continuare, sei straordinario! I tuoi sono orgogliosi di te, io sono orgogliosa di te!! Continua così! Ti farò avere una mia lettera da qualcuno di fidato... - e finalmente River era riuscito a recuperare la trasmissione.
Applausi e pacche sulle spalle si scaricarono addosso ad un imbarazzato e quanto mai commosso Neville, nell’apprendere che la nonna era al sicuro, ma soprattutto per quella inattesa prova di stima.
Dopo questo tentativo di rapimento, il giovane Griffondoro aveva organizzato una continua sorveglianza, tramite Orecchie Oblunghe, dell’ufficio dei due vice-presidi, per anticipare nuovi rapimenti e offensive. Fu Etty a cogliere le cattive intenzioni dei Carrow nei confronti di Neville: volevano farlo sparire dalla Scuola, il come non era ancora deciso.
Paciock li precedette e sparì da Hogwarts, andando a vivere nella Stanza delle Necessità all’insaputa degli odiati professori, che lo credettero finalmente fuggito. Non troppo tempo dopo si unirono in pianta stabile altri studenti di Hogwarts, minacciati dai medesimi insegnanti.
La scuola stava vivendo la sua ora più cupa.
Uno dei pochi studenti che viveva ancora nelle “autorizzate” mura scolastiche era Nicolas, che riusciva a mantenersi nell’anonimato e nell’indifferenza generale.
Dopo la punizione impartitagli personalmente da Amycus Carrow si manteneva tranquillo e quasi indifferente a tutto ciò che gli succedeva intorno, mostrando lontananza e distacco dagli amici Griffondoro ribelli. Questo comportamento gli fece ottenere il bene placito dei Carrow, che se ne disinteressarono totalmente.
Nicolas teneva aggiornati i ragazzi rifugiati con le notizie della scuola e si sobbarcava gran parte dei turni per il controllo dell’ufficio nemico.
Nat e lui non avevano più riparlato della punizione. Sebbene il ragazzo più grande sentisse la responsabilità della terribile punizione, che aveva costretto l’amico a letto per una settimana, era il più giovane a guardarlo in colpa come fosse stato lui a commettere contro il maggiore un torto immenso, di conseguenza tra loro era caduto un opprimente imbarazzo.

Come molte sere precedenti Nicolas aveva cenato velocemente e si era riparato in una scanalatura del corridoio, seduto in ascolto, con un filo color carne che gli penzolava dai lobi e che percorreva la parete lungo il corridoio, insinuandosi sotto la porta dell’ufficio dei Carrow.
- Ne sei sicuro? - gracchiava con voce stranamente stridula Amycus.
- Me lo ha detto il Signore Oscuro in persona, Potter sta venendo a Hogwarts! - rincalzava la sorella a voce ancora più acuta.
- Quello Steeval aveva ragione a proposito della Gringott, Potter è evaso e il Signore Oscuro è certo che stia venendo qui - spiegò ancora l’agitata nota roca della donna.
Nicolas fece un larghissimo sorriso e trasse di tasca il suo galeone ES.
- Devo informare subito gli altri - mormorò tra sé e mandò il messaggio “Harry Potter sta venendo qui”.
- Vorrà combattere a fianco dei suoi amici più fidati - ipotizzò Carrow e aggiunse - si troverà spiazzato quando vedrà che li abbiamo dimezzati - rise in modo diabolico.
- Il Signore Oscuro ha detto con certezza che tenterà di entrare nella Torre di Corvonero, e ha ordinato di fermarlo e di chiamarlo non appena l’avremmo preso - fece con orgoglio Alecto.
A Nicolas tremarono le mani, che lasciarono sfuggire la monetina dorata. Il ragazzo si lanciò per recuperarla in fretta e mandare un nuovo messaggio all’ES, ma fu afferrato con forza alle spalle.
- Ecco qui un piccolo sovversivo - gli occhietti di Gazza rotearono di felicità nelle orbite.

Nat camminava nervoso lungo Stanza delle Necessità.
- Che c’è Nat? - gli chiese Lisa, notandone l’irrequietezza.
- Trovo molto strano che Knightly non sia ancora qui - borbottò.
- Ma sai che ultimamente sparisce per ore e non si sa più dove trovarlo -
- Ma la notizia l’avrà ricevuta anche lui - disse Nat scocciato mostrando il galeone alla bionda.
- Sai che se non è al suo turno di guardia è praticamente introvabile - replicò la ragazza con ovvietà.
- Il turno di guardia? - fece pensieroso Nat e poi si rivolse ad alta voce verso Steeval - Ehi, Terry, chi c’era al turno di guardia dai Carrow? -
- Nicky, mi pare - cercò conferma nello sguardo degli altri Corvonero.
- Questa storia non mi piace... vado a cercarlo -
- Stai attento Nat! - gli gridò Lisa.

Dopo qualche istante dalla cattura, il ragazzo greco fu lanciato con violenza sul pavimento dell’ufficio dei Carrow, dove un eccitato custode riferiva di averlo colto mentre origliava, la bacchetta di Nicolas mostrata come un trofeo.
Delle funi, comparse dal nulla, stritolarono il ragazzo da capo a piedi tappandogli la bocca.
- E così per essere una spia lo eri... - gli occhi iniettati di sangue di Amycus lo trafissero.
- ... ma dalla parte sbagliata - aggiunse Alecto - Sei fortunato Knightly: l’arrivo del tuo beniamino protrarrà di qualche ora la tua fine, ma forse non lo sei così tanto... - sorrise malignamente.
- Se quel Potter non stesse venendo qui ora... - l’uomo si sfregò le mani, passandosi la lingua su denti giallognoli.
- Ci divertiremo dopo, fratello, ora vai ad avvisare Piton, mentre io attendo il nostro ospite dai Corvonero.
- Posso tenere la bacchetta? - chiese Gazza in modo servile.
- No, potrebbe tornarci utile... - disse Amycus e gliela strappò di mano infilandosela all’interno del mantello.
- Ora usciamo - l’insegnante di Babbanologia lo disse rivolto a Nicky, come una madre lo potrebbe dire ai suoi figli sulla porta di casa prima di uscire per una serata di gala - sai noi dobbiamo accendere il nostro personale anti-furto nel caso qualcuno voglia entrare, forse ti creerà qualche fastidio - la bocca si distorse in un ghigno perfido, come quella del fratello.
- A dopo - dissero coralmente. Si spensero le fiaccole e dalla lama di luce in corridoio si vide la bacchetta di Alecto che toccava il pavimento. La superficie fu percorsa da un riverbero di calore e di elettricità che si allargava a macchia d’olio. Nicolas con un’espressione di orrore vide avvicinarsi sempre di più quel pericolo. Riuscì, benché legato come un salame, a tirarsi in piedi, puntellandosi sulla parete dietro di lui, mentre l’incantesimo invadeva il piano di pietra, ricoperto di tappeto.
Nicolas si concentrò, tentando, nonostante la morsa delle funi, di inspirare profondamente. La chiazza di fuoco ed elettricità lo stava per raggiungere. Poi a pochi centimetri dai piedi si fermò, o meglio fu respinta in ondine che rifluirono, come l’acqua fermata da un forte soffio di aria. I piedi di Nicolas erano circondati da una sorta di corrente d’aria che sospingeva l’incantesimo creando una corona di scintille. Perle di sudore imperlarono la fronte del ragazzo, probabilmente non avrebbe resistito per molto. Si guardò intorno valutando la distanza tra la sua posizione e la scrivania di Amycus, la più vicina.
Si concentrò ancora di più, un getto d’aria partì dai suoi piedi, tracciando un segmento, subito il ragazzo balzò alla fine del segmento d’aria, nel punto dove era arrivato, creando un nuovo piccolo isolotto di corrente che spazzava l’alone di fuoco. Barcollò ma resse l’equilibrio, un altro salto e avrebbe raggiunto la scrivania.
Fletté le ginocchia, per quello che le corde gli consentivano, nuovo getto d’aria e nuovo balzo. Il ginocchio cozzò dolorosamente contro la scrivania e subito Nicolas riversò il suo corpo sul piano in mogano, sollevando i piedi dal malefico pavimento.
Stramazzò per la fatica.

Nat percorreva il corridoio centrale con circospezione, avanzava silenzioso nelle lunghe ombre serali. Un suono metallico lo fece rabbrividire, si abbassò per vedere da dove proveniva. Aveva calciato un galeone d’oro, come notò alla luce della bacchetta accesa. Le normali scritte del conio erano modificate in “Tutti coloro che vogliono combattere al fianco di Harry si materializzino alla Testa di Porco”. Nat strinse la moneta con sguardo allertato e spense la bacchetta.
Arrivò alla porta dell’ufficio dei Carrow e origliò all’interno un respiro smorzato ma faticoso.
- Alohomora! -
Nicolas si riprese a quelle parole, mettendosi a sedere sulla scrivania. Ma la porta non si aprì.
Nat dall’altra parte era spazientito.
- Knightly spero che tu non sia svenuto vicino alla porta altrimenti levati! - gridò verso il pomolo dorato.
Lo sguardo di Nicolas si dilatò, più di quanto non lo fosse già per via del buio, e il ragazzo si ripiegò su stesso, dando le spalle alla porta.
- Bombarda! -. Nat comparve dietro alla porta ceduta ai suoi piedi.
Camminò sopra il piano di legno senza neppure accorgersi che facendolo evitava la scossa di fuoco che percorreva il pavimento. Nicolas lo guardava terrorizzato.
- Se la situazione non fosse tragica, saresti persino comico - rise guardandolo alla luce della bacchetta. Fece per fare un passo fuori dalla superficie legnosa della porta, ma Nicolas con un prolungato mugugno gli fece volare addosso un libro di Magia oscura che lo colpì al petto.
- Certo che non hai molto senso dell’umorismo - lo scrutò accigliato - stavo scherzando - e fece per fare un passo verso di lui.
Nicolas mugugnò ancora e con una nuova portentosa folata di vento fece cadere un cactus carnivoro sopra il pavimento. La pianta sfrigolò e prese fuoco ai piedi di Nat, che impallidì.
- Adesso ho capito cosa volevi dirmi - disse guardando i resti della pianta e aggiunse rivolgendosi all’amico - e del perché sei lì sopra -. 
Si fermò a pensare, poi trionfante gli puntò addosso la bacchetta - Levicorpus! -
Nicolas si rovesciò a testa in giù, acquistando ancora di più la parvenza di un salame appeso al soffitto di una cantina babbana, e fu appoggiato più o meno delicatamente sulla porta rovesciata su cui si ergeva Nat.
Il ragazzo con un colpo di bacchetta lo liberò dalla stretta delle funi e finalmente Nicolas riprese a respirare a pieni polmoni.
- Grazie Nat! - disse liberandosi dalle funi - Ora dobbiamo correre! Tu sai dov’è la Torre dei Corvonero? -
- No! -
- Dobbiamo trovarla e fermare Harry - così dicendo attirò a sé con una folata il cappellino che era caduto sul pavimento, quando Nat l’aveva sollevato da terra.
- Credo che tu mi debba parecchie spiegazioni - disse Nat sbigottito.
- Le avrai, ti prometto che le avrai - e corsero a perdifiato lungo il corridoio.
Poco lontano dalla loro Torre si imbatterono nella professoressa McGranitt.
- Non oso chiedervi perché non siate nelle vostre stanze, signori... -
- Professoressa - la interruppe bruscamente Nicolas - sa dov’è la Torre di Corvonero, dobbiamo avvertire Harry di un agguato -
- Non so come tu sappia tutto ciò Nicolas, ma sappi che l’agguato a Harry è stato sventato e ora abbiamo l’urgenza di evacuare la scuola e di difenderla - continuò pratica - anzi visto che volete rendervi utili, andate a chiamare tutti i ragazzi Griffondoro nella loro Torre e dite loro di scendere nella Sala Grande il prima possibile -.
Confusi e stupiti i due ragazzi presero la direzione conosciuta, mentre l’insegnante ritornava sui suoi passi, lanciando incantesimi alle armature dei corridoi perché si preparassero alla difesa della scuola.
- Questa notte sarà campale, amico! - disse eccitato Nat.
- Speriamo che vada tutto liscio - sospirò Nicolas, aggrottando la fronte pensieroso.

Immagine tratta da Harry Potter i doni della morte - parte II


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giovedì 6 marzo 2014

Bacchette e spie

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

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Knigtly spia… o no?

Bacchette e spie

- Nicky dove te ne vai così di fretta? -.
Etty rincorreva le lunghe falcate del compagno attraverso i corridoi di Hogwarts.
- Vado a chiedere ai professori Carrow di ridarmi il mio materiale magico -.
Etty lo bloccò per il braccio e gli sibilò a bassissima voce:
- Sei impazzito. Non si ritorna mai sul luogo del crimine -
- Non credi che sarebbe sospetto se io non battessi ciglio per quel sequestro -
- Questa pretesa potrebbe metterli sul chi vive e magari... - si ammutolì capendo il preciso calcolo che l’amico aveva fatto.
- ... nasconderebbero meglio il pacchetto, già è una possibilità che avevo pensato, ma oramai... - e fece un largo sorriso.
- A volte mi spaventi terribilmente: sei machiavellico! -
- Macchia... cosa? -
- Un babbano ingegnoso... un giorno te ne parlerò... -
- Ah! Un complimento... Vieni con me? - notando che la ragazza continuava a seguirlo.
- Credi che sia meglio di no? -
- Decisamente meglio di no -
- Ok, allora mi trovi in biblioteca. Il pacchetto l’hai spedito vero? -
- Stamattina ho enucleato il tutto e prima di colazione l’ho spedito ad un fasullo indirizzo di Arcadia, ovviamente ho mandato Lio, non può sbagliare! - fece l’occhiolino.
- Ottimo! A dopo! -
- A dopo! - il ragazzo rispose al gesto e riprese la propria direzione.
Arrivato alla stessa porta, aperta lo stesso giorno, anche se nelle sue prime ore, bussò.
- Avanti! - grugnì una voce dall’atra parte.
Nicolas entrò e trovò entrambi i professori che stavano per sedersi alle relative scrivanie. Sembravano entrambi piuttosto nervosi.
- Knightly ti aspettavamo! -
- Buongiorno professori - cominciò con una titubanza che doveva essere simulata - ieri ho ricevuto questo bigliettino e vorrei chiederne la ragione - mostrò a loro l’annuncio del sequestro del materiale “Tocco di fata”.
I due insegnanti sghignazzarono, come compiaciuti di una marachella.
- La tua attività di bacchettaio non può essere più svolta a scuola! -
- Perché? - fece basito Nicolas.
- Lo riteniamo uno spreco di tempo portato via ai tuoi studi - disse la professoressa Carrow con una nota di falsa premura nella voce - e inoltre ci sembra un comportamento eversivo... - indirizzò al ragazzo un lampo di sospetto.
- Quindi - specificò il fratello - se ti dovessimo cogliere a riparare bacchette, sappi che incorrerai in una punizione severa -.
- Ma come posso mantenermi negli studi, non ho altro denaro se non i proventi della mia professione! - Nicolas era sopraffatto.
- A questo proposito vorremmo farti una vantaggiosa proposta: - sorrise maligna la donna - potresti controllare per noi i tuoi compagni e se vedi qualche irregolarità, o qualche azione che potrebbe sembrarti sovversiva nei confronti del Preside o del Ministero, dovresti farcela sapere immediatamente, ne riceveresti un premio in denaro, diciamo una borsa di studio aggiuntiva! -.
Nicolas li guardò con uno sguardo di puro odio. Le candele dello studio dei Carrow improvvisamente cominciarono a traballare come sottoposte ad un soffio di vento e le pagine di un libro aperto si sfogliarono.
- Maledetti spifferi - imprecò Amycus Carrow.
- Quando ti serve ci trovi qui - lo congedò Alecto con un orribile sorriso.
Nicolas uscì fremente e corse al primo bagno dove rivide la sua colazione.
- Ora sono proprio nei guai! - affermò pulendosi la bocca.

- Torni dai tuoi per le feste? - chiese Etty interrompendo la sua relazione di Antiche Rune.
- Eh? - chiese Nicolas - No, no, starò qui. Tu torni a casa? - aggiunse il ragazzo greco.
- Sì, non vedo l’ora! A casa mia si fa sempre un’enorme festa per la Vigilia, con milioni di regali per tutti, vado a pattinare sul ghiaccio con i miei cugini e insieme giriamo tutti i mercatini magici del mio quartiere. Compriamo sempre quantità industriali di dolci. Ehi! Perché non vieni a casa mia? -
Nicolas si trovò spiazzato di fronte a quell’invito.
- Oh no, grazie, non posso accettare... - fece rosso in volto.
- Ti meriti un po’ di divertimento Nicolas! - lo rimproverò la ragazza con vivacità.
- Non posso proprio Etty -
- Perché? -
- Prima di tutti devo essere rintracciabile a Hogwarts per ogni eventualità “liesca”, poi devo assolutamente recuperare lo studio di dicembre e inoltre le bacchette... -
- Ok! Ho capito uomo d’affari! - lo prese in giro la compagna - Però mi mancherai - gli sorrise Etty.
- Anche tu Etty, ma promettimi che ti divertirai, perché anche tu lo meriti - e le scompigliò affettuosamente la frangia.
- Promesso! - Etty intravide Nat alle spalle di Nicolas - Ciao Nat, tu cosa fai a Natale? Resti o torni? -
- Torno! -
- Oh! Povero Nicky tutto solo alle feste! - fece compresa Etty.
- Non torni a casa Knightly? -
- Ehm! No! -
- Comunque anche Neville e molti del ... - diede un’occhiata silenziosa ad un galeone sul tavolo - rimangono, quindi non sarai troppo solo, anzi potresti esercitarti nel Patronus: sei un vero schifo! - lo prese in giro bonariamente il ragazzo più alto.
Nicolas fece una linguaccia scherzosa in risposta.
- Non te la prendere Nicky, Nat lascia sola anche me! Ci divertiremo senza lui - appuntò Demelza, sopraggiunta nel frattempo, dando un colpetto al gomito del suo ragazzo.
- Illusa! Knightly è... - Nat si spense ricordando improvvisamente qualcosa, forse il suo ultimo litigio con l’amico.
- È...? - cercò di continuare la cacciatrice Griffondoro.
- ... un totale impiastro a tenere compagnia alle ragazze! Ovvio! - rise l’altro.
- Potrei offendermi! Io sto benissimo con Nicolas! - fece falsamente offesa Etty.
- Ma tu sei una ragazza strana - la prese in giro Nat - almeno quanto lui! - e Nat gli strizzò l’occhio, ma Nicolas era completamente assente dalla discussione, con lo sguardo perso nel vuoto.
Improvvisamente si voltò con uno scatto verso i compagni che lo guardavano in attesa.
- Ciao Walter! - Nicolas salutò il ragazzo che era capitato silenziosamente dietro il gruppetto e di cui nessuno si era accorto.
- Ciao a tutti, Nicolas avresti tempo per me? Vorrei chiederti un parere... -
- Sì, certo! Ragazzi ci si vede più tardi - Nicky chiuse i libri e si allontanò dalla biblioteca, a fianco del giovane Corvonero.
- Non vi sembra che quei due si comportino in modo strano? E come se fossero amici, ma allo stesso tempo non si conoscessero... - disse pensosa Etty guardandoli allontanarsi.
- Loro due insieme non mi preoccupano e del terzo che non mi fido - commentò Nat, notando che ai due si stava aggiungendo Raymond Emberce.

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martedì 25 febbraio 2014

Mezze verità

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

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Mezze verità

Immagine dal Web - Il capitano Ginny
La partita contro i Corvonero si avvicinava e gli allenamenti di Quidditch si avvicendavano sempre di più.
Nicolas era ancora tra i pali della porta quando i suoi compagni si diressero verso gli spogliatoi per cambiarsi. Ginny guardò un po’ preoccupata nella direzione del suo portiere.
- Nicolas ora basta! Vieni a farti una doccia calda! - gli urlò.
- Ancora qualche scambio, ora Nat mi ha incantato la Pluffa come si deve e voglio provare qualche tiro ad effetto -
- Non esagerare - si allontanò scuotendo la testa rossa.
Ritchie e Jimmy si fermarono sulla porta degli spogliatoi maschili e fecero cenno al loro capitano.
- Il giorno che Nicolas non si fermerà più a lungo degli altri in campo, credo che mi ubriacherò di Burrobirra - rise Jimmy.
- Ti faccio notare che lo hai già fatto e Nick non c’entrava affatto - ribatté Ritchie.
- A voi l’abnegazione fa un baffo vero? - li punzecchiò Demelza ed entrò nello spogliatoio seguita da Ginny.
Dopo venti minuti Nicolas raggiunse lo spogliatoio.
- Fa un freddo diabolico - si strinse nel mantello sportivo della divisa e si frizionò le spalle.
- Stavi ancora un po’ la fuori - lo derise Jimmy, già pronto per uscire. Ritchie lo seguì subito con Seamus e tutti e tre uscirono con in spalla il proprio manico.
- Ci vediamo ragazzi! -
- Ciao Nicky, buona doccia -
- Se è calda lo sarà! - gli strizzò l’occhio mentre si levava il mantello infangato e lo gettava da lavare.
- Ehi, Knightly! -
- Ciao Nat! -
- Andava bene la Pluffa -
- Fin troppo! Una meraviglia, me lo devi insegnare quell’incantesimo -
- Se mi prometti di non esagerare, non riesci a smetter di giocare a Quidditch, eh? -
- Adoro volare, non smetterei mai -
- Ok! Ti saluto! Buona doccia! -
- Ciao Nat, a dopo! -
Nat gli diede un colpetto sulla spalla e uscì, stringendosi nel mantello per proteggersi dal vento gelido.
Dopo qualche minuto era arrivato in sala comune, dove trovò i suoi due battitori intenti a lustrare il loro manico di scopa, fischiettando.
- Ehi, Nat! Non hai portato il tuo manico? -
- No, perché? -
- Ginny ci ha ribaltato per via delle nostre scope, in effetti i rametti erano tutti scombinanti e ne abbiamo risentito in volo, pensavamo ce l’avesse anche con te! -
- È vero, ora che ci penso mi ha urlato qualcosa a proposito - guardò fuori, la notte era già scesa e il vento continuava a sferzare le cime della Foresta proibita.
- Con questo freddo preferirei evitare, se solo Nick avesse con sé il Galeone -
- Shh! - Jimmy lo zittì e gli tirò un’occhiataccia, guardandosi intorno per capire se qualcuno avesse sentito - Certo che tu non sei tanto affidabile! -
- Già! Scusa! Torno giù almeno risalirò con il nostro portiere - e scomparve dietro il ritratto in fondo al tunnel.
In poco tempo fu di nuovo nello spogliatoio, i vestiti di Nicolas erano ancora vicino al suo armadietto, pronti ad aspettarlo. Nat si diresse nelle docce.
- Ehi Nick ho... - rimase fermo impietrito.
Gli era apparsa la schiena nuda di Nicolas, mentre il ragazzo si tirava sulle spalle l’accappatoio rosso e giallo dei Griffondoro. Ma in quel brevissimo tratto di tempo, Nat catturò grossi squarci rossi che tagliavano diagonalmente in modo scomposto la pelle bianchissima dell’amico, facendo apparire il giovane dorso ancora più minuto e delicato.
Nicolas, stretto nel proprio accappatoio, cercò gli occhiali sul ripiano del bagno e li inforcò su capelli bagnati e appiattiti.
Aveva un aspetto terribile, pallido come se ogni goccia di sangue fosse improvvisamente defluita dal volto.
- Che significa? - chiese Nat sconvolto.
- Che significa cosa? - rispose tremante l’altro.
- Cosa sono quei segni - fece Nat avvicinandosi al ragazzo con il dito puntato verso la sua schiena.
- I segni sulla mia schiena? - soggiunse piano, mentre il sangue cominciò lentamente a scorrere sulle sue guance.
Nat annuì confuso e taciturno.
- Niente! Punizioni - rispose Nicky con semplicità.
- Punizioni? E chi? Quando? Come? - fece sempre più confuso il ragazzo maggiore - Qui? -
Nicolas scosse la testa - Ad Arcadia -
- A scuola? -
- Prima -
- I tuoi! -
- No, no! -
- Chi? -
- La persona che mi ha allevato -
- Una governante? -
- Una specie! -
- Ma... ma... perché? E i tuoi? -
- Non seguivo le regole - fece semplicemente - Ora potrei cambiarmi senza avere il tuo sguardo addosso? - chiese in modo perentorio.
- Ma come è possibile che non me ne sia... - si interruppe - Hai sempre fatto la doccia dopo di noi e anche in dormitorio o ti incontravo che entravi mentre gli altri uscivano o che uscivi, mentre gli altri entravano - spiegò a sé stesso.
- Sai non mi piace avere gli occhi addosso e di certo avrei parecchi “attenzioni” a fare la doccia con gli altri ragazzi. Ora se puoi andare dall’altra parte degli armadietti e sederti, mentre mi cambio... Ti ripeto: non desidero essere una bestia rara per nessuno - disse seccamente.
- Certo, certo - fece timidamente Nat.
- È strana questa mancanza di reazione sui miei imperativi, sembri un agnellino - la voce scherzosa di Nicolas raggiunse Nat al di qua degli armadietti, mentre il ragazzo era ancora pallido con le mani appoggiate sulle ginocchia e gli occhi bassi.
- Mi senti Nat? - fece Nicky e comparve al lato del ragazzo, vestito di tutto punto mentre ancora con la punta della bacchetta gettava sui capelli un soffio di aria calda che li scompigliava.
- Io, io non immaginavo... -
- Mi sembra abbastanza normale. Arcadia è molto diversa dall’Inghilterra, moltissimi diritti che avete qui voi, là non ci sono, l’educazione non è garantita a tutti e spesso si basa su concetti medievali -
- Cosa avevi fatto? -
- Oh! Tante cose: i due segni più bassi li ho ricevuti quando una notte ho rubato il cibo per due bambini che erano stati costretti al digiuno per una marachella, tre segni li ho presi quando ho preso di nascosto una scopa per volare, poi... -
- È terribile! -
- Beh! L’avrei riportata! - si giustificò Nicky.
- Sciocco! Quello che ti hanno fatto è terribile! Per questo motivo sei così controllato e misterioso, hai imparato a non fidarti di nessuno -
- Qui pensavo che le cose fossero diverse e all’inizio ci credevo davvero, ci sono tante persone buone e accoglienti, ma poi questo governo... -
- Ti prometto Nicolas che vedrai l’Inghilterra come era prima, un posto dove potrai stare tranquillo. Harry Potter sconfiggerà Tu-sai-chi e noi gli daremo una mano se la chiederà -
- Ti credo Nat! Ora potresti non raccontare a nessuno di questa storia? Sai la fama del fenomeno da baraccone è pesante! - gli sorrise con uno sguardo pieno di tenerezza.
Nat annuì.

Etty bussò alla porta di Nicolas.
- Prego vieni pure -
Il ragazzo fece spazio alla compagna mentre faceva i tre gradini per salire nella solitaria stanzetta.
- Ci chiedavamo come fosse... - si guardava intorno curiosa Etty.
- Non so come sono le altre quindi non so dirti le differenze -.
Nicolas rispose seguendo lo sguardo della ragazza intorno alla sua stanza.
- Identiche solo più grandi, per contenere altri tre letti comodamente - e aggiunse sorridendo - come quelle dei ragazzi immagino, anche se qualche mia compagna fa credere loro che le nostre abbiano qualche comodità in più -
- Una bugia che non regge molto appena un ragazzo verifica - sorrise Nicolas.
- Ma non può! Le scale che portano alle camere delle ragazze diventano scivoli se un ragazzo prova a violarle -
- Non lo sapevo - fece sorpreso Nicky.
- Si vede che tu sei un bravo ragazzo e non hai mai provato a salire - gli ammiccò Etty.
- Già - accennò l’altro.
- Veniamo al dunque - disse Etty e trasse un foglio di pergamena, piegato a metà.
- Ti ricordo che altre due persone leggeranno questa lettera, sei sicura che non ti scocci -
- Non ho scritto niente di cui debba vergognarmi - fece limpidamente Etty - Da qui ad Arcadia e di nuovo in Inghilterra... -
- Mi dispiace dovrai attendere un po’ per leggere la risposta -
- Per questo non ti preoccupare, non potrei neppure pensare di leggere una risposta se non fosse per la tua corrispondenza in greco. Pensavo solo che per Lio sarà un viaggio lungo e faticoso -
- Lio è in gamba e certamente sarà in grado di scovare Dannis ovunque egli si trovi - e accarezzò il gufo appollaiato sulla stampella della divisa, attento alle loro parole.
- Grazie Nicolas, ti devo un enorme favore e a te, Lio - anche lei accarezzò il pennuto che strinse i grandi occhi, come un gatto durante le fusa.
- Siamo felicissimi di poterti aiutare -
- Spero solo di renderti il favore un giorno... un’ultima curiosità la persona che leggerà la mia lettera ad Arcadia è forse la famosa Ann? -
- Ann leggerà la tua lettera - annuì pensieroso Nicky.
- Mi fido di lei! Grazie ancora - lo lasciò, sorridente.
Nicolas si sedette per terra, spiegò la lettera e cominciò a leggerla, mentre la trascriveva nei caratteri greci in un foglio di brutta.
- Sai Lio, ora l’unico mio dubbio sarà la reazione che potrebbe portare questa lettera, o meglio la mia spiegazione a questo strano scambio di posta. Non potrò certo mentire... Spero che non si preoccupi troppo e non provi qualche strano incantesimo per “aiutarmi” -.
Lio sembrò annuire dal suo trespolo.

Continua...

domenica 16 febbraio 2014

Esercizi di punizione

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

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- Ehi Knightly era buono il pavimento?! -

Esercizi di punizione

- Nicolas hai letto il giornale! - urlò Etty alle spalle del compagno di classe.
- Ma non ti lamentavi proprio ieri dell’inutilità della Gazzetta del Profeta? -
- E infatti continuo a lamentarmene, ma io sto parlando del Cavillo! -
- “Il Cavillo”? Mai sentito -
- In effetti Il Cavillo non è mai stato un giornale, per così dire, “molto credibile” - disse mimando con le mani le virgolette.
- Allora? - fece Nicolas senza raccapezzarsi più nel discorso.
- Leggi tu stesso! -.
Nicolas prese in mano, scettico, la rivista, dove a tenere il segno c’era una magica mollettina per capelli.
- E questa? - domandò con un sorriso divertito.
Etty tergiversò.
– Non è forse l’ultima moda lanciata da Lisa e Sandy? - continuò il ragazzo saettandola con uno sguardo malizioso.
Etty si mise sulla difensiva: - È che ho tante mollette per capelli e non le uso più, quindi... -
- Già, da quando Sandy e Lisa hanno lanciato tre settimane fa la moda delle fasce di perline cangianti – sottolineò, divertito, Nicolas.
- Smettila di prendermi in giro e leggi l’articolo - gli diede una spallata Etty.
- Scusa, ma è troppo divertente, come se tu dovessi essere anti-conformista per forza - continuò il ragazzo.
- Tu stai frequentando troppo Dayton -
- Già forse è vero, ma qualcun altro non si fa più vedere in giro... - e finalmente abbassò lo sguardo sul giornale. - “Harry Potter, paladino contro il Ministero Oscuro” - lesse borbottando tra sé, meravigliato.
- Visto? Non è magnifico? -
Nicolas continuava a leggere velocemente le righe che gli si paravano davanti: - E senti qui “Se volete contrastare Voi-Sapete-Chi dovete allearvi con Harry Potter, cosa che il Cavillo ha fatto, fa e farà sempre!”. Caspita un attacco in piena regola -
- Già spero solo che il padre di Luna sappia il fatto suo - sospirò pensierosa Etty.
- Il padre di Luna? Luna Lovegood? -
- Sì, è suo padre il Direttore de Il Cavillo -
- Ecco perché hai parlato di “poco credibile” - sorrise Nicolas.
- Decisamente troppo Dayton! - sbuffò - Che fine hai fatto fare al dolce e gentile Nicolas! - abbaiò la ragazza a Nat, che passava in quel momento dietro di loro.
- Non ti preoccupare è sempre lui: ieri è arrossito almeno diciassette volte -
- Non per ricordarvelo ma io sono presente! - disse Nicolas bordeaux.
- Eccolo rosso di nuovo - sbuffò Nat e risero tutti e tre.

La notizia sul Cavillo passò velocemente di mano in mano, di orecchio in orecchio e per molti non fu motivo di gioia come lo era stato per Etty.
Quando la professoressa di Babbanologia entrò in aula, fu chiaro a tutti che non era di buon umore.
- Allora oggi affronteremo un altro problema che capita spesso quando si ha a che fare con i babbani... - grugnì la donna dietro alla cattedra - ... la loro natura debole li spinge sempre a mentire. Questo succede anche a chi non ha il sangue puro, la natura babbana prevale nella menzogna anche in una piccola goccia di sangue -.
La mano di Etty era svettata sopra le teste della classe, ma l’insegnante la stava ignorando volutamente.
Anche Nicolas alzò la mano.
- Sì, Knightly? - fece la donna.
- Non metterti nei guai Knightly - mormorò piano Raymond.
- Volevo chiedere un chiarimento... -
- Certo! Dimmi -
- Lei intende dire che i Nati-Babbani tendono a mentire? -
- Esattamente Nicolas - disse trionfante l’insegnante.
- E anche i Mezzo-Sangue? -.
Etty lo traffisse con uno sguardo colmo di disgusto.
- Tendenzialmente sono bugiardi, sì! -
- Mentre i Purosangue sono sinceri? -
- Come? - domandò imbarazzata l’insegnante.
- I Purosangue dicono la verità? Se no che differenza ci sarebbe tra le razze magiche di cui ci parla? -
- Sì, dicono la verità - disse titubante l’insegnante, che non capiva dove l’allievo voleva arrivare.
- Silente era un Purosangue - concluse Nicolas - e lui sosteneva che non c’è alcuna differenza tra le razze magiche. Il signor Lovegood, mi pare sia Purosangue, è anch’egli allineato con le idee di Silente - meditava ad alta voce Nick. Poi la stoccata finale - Lei è Purosangue? Se lo fosse sareste in contraddizione, oppure non lo è? -.
Etty stava osservando la scena in silenzio, ammutolita, come tutti i compagni di corso.
Alecto Carrow era furibonda, il labbro inferiore le tremava vistosamente e non riusciva a rispondere alle parole del ragazzo.
- Ma forse sto “cavillando” troppo - concluse il ragazzo con un tocco di ironia.
- Knightly sei in punizione!! - ingiunse infine la professoressa - Verrai nel mio ufficio alla fine delle lezioni! - si risedette in cattedra e soggiunse con un tono piuttosto infantile e poco intelligente - E comunque per tua informazione le eccezioni ci sono sempre -.
La lezione si concluse in quel momento.
- Nicolas sei stato meraviglioso! - si complimentò Etty con gli occhi che le brillavano.
- Di’ la verità: pensavi che stessi dicendo qualcosa che non avresti approvato - sorrise il compagno.
- Chissà che ti aspetta in punizione - rabbrividì, glissando, la ragazza.
- Non sarà poi tanto terribile, temo di più il fatto di saltare le ripetizioni di pozioni con Nat... -
- Ma sei completamente fuori! - gli gridò alle spalle Raymond.
- Scusa ma che ti importa? - chiese Nicolas.
- Non ti rendi conto che la Carrow te la farà pagare!?! -
- Continuo a non capire cosa te ne importi - insistette Nicolas.
- Va bene! Allora fai quello che vuoi! - se ne andò sdegnato il serpeverde.
- Che strano ragazzo! - commentò Etty - Però ha ragione: la Carrow sarà molto vendicativa per quello scherzetto -.
- Pazienza - concluse Nicolas, scrutando turbato il punto dove era scomparso Raymond.

Il pomeriggio Nicolas si recò nell’ufficio della vice-preside. Bussò.
- Avanti - disse la voce sgradevole della donna.
Nicolas entrò e impallidì. La stanza era buia, con pesanti drappi scuri appesi alle pareti, inquietanti oggetti magici erano sparsi sulla scrivania e sulle cassettiere.
- Nicolas Knightly! - sorrise malignamente - Vieni pure! -
Nicky si avvicinò.
- Hai perso la lingua? Eppure stamattina funzionava bene! - fece con sarcasmo e continuò - Nessuno studente deve fare certe insinuazioni nei riguardi del suo professore. Ho pensato a lungo alla tua punizione e con il professor Carrow abbiamo trovato un buon compromesso, quindi rinvieremo questo momento a domani, alla prima lezione della mattina del professor Carrow in Difesa contro le Arti Oscure. Puoi andare! -.
- Salterei Incantesimi... - provò ad obbiettare lo studente.
- Ti giustificherò io con il professor Vitious, non ci saranno problemi. E ora esci -.
Nicolas annuì senza una parola e uscì.

- Ciao Nicky, aspetti qualcuno? - domandò Neville al ragazzo che era fermo vicino all’ingresso dell’Aula di Difesa contro le Arti Oscure.
- Temo di sì. Il professor Carrow -
- Non ci starai prendendo un po’ troppo gusto a provocare quei due? - lo mise in guardia Paciock.
Nicolas scosse la testa.
- In realtà sono qui per via della punizione, sembra che la debba subire durante questa lezione - chiarì il giovane Griffondoro.
Neville apparve spaventato: - Non avranno intenzione di... -
- Di...? -
- Fai attenzione Nicolas, ho un bruttissimo presentimento - riuscì a dire Neville poco prima dell’arrivo dell’insegnante.
Quando Carrow vide Nicolas un lungo ghigno gli aprì la faccia.
- Bene Nicolas, lingua troppo lunga? Non ti sarai fatto influenzare negativamente da Paciock - tirò uno sguardo maligno al compagno di Casa appena allontanatosi.
- Vieni, vieni dentro, oggi ci sarai molto utile - e lo invitò ad entrare in aula, con un’espressione assai poco rassicurante.
- Oggi, per la sua insolenza, Knightly dovrà subire una punizione esemplare e questo fatto ci permette di avere una cavia per l’approfondimento che stavamo facendo sugli Anatemi senza perdono - disse con interesse molto poco scientifico l’insegnante.
Nicolas impallidì, mentre tutti i ragazzi di Griffondoro inorridirono.
- Qualche giorno fa vi ho insegnato la maledizione Imperio, molto bene, vediamo come funziona su un mago -.
- Professore lei non può fare una cosa del genere! - si oppose Neville - È una cosa disgustosa, inutile e soprattutto illegale! -.
- Ti informo, Paciock, che ho avuto dal Ministro in persona un esonero speciale a scopo didattico, quindi taci, altrimenti verrai qui a fare compagnia al tuo caro Knightly - sorrise, estasiato all’idea - Allora chi desidera cominciare? -.
Moltissime mani serpeverde si alzarono. Nicolas era bianco come un cencio e seguiva ogni passaggio con il terrore nello sguardo, incapace di proferire una qualsiasi parola.
- Perfetto Goyle, comincia tu! -.
Goyle era entusiasta. - Cosa devo fargli fare? -
- Quello che vuoi ragazzo, libera l’immaginazione - ghignò il professore.
Goyle era spaesato, forse non era abituato a pensare a qualcosa, gli suggerì poche parole nell’orecchio una compagna di classe che sembrava un carlino. A Goyle piacque il suggerimento perché gli brillò lo sguardo.
- Imperio! - ingiunse e Nicolas ebbe un fremito - Lecca il pavimento! -.
Nicolas sembrava in preda a due resistenze, una che lo spingeva a terra, l’altra che lo tratteneva in piedi.
- Avanti Goyle, un po’ più di impegno! Non devi permettergli di aprirsi un varco nella sua volontà, sforzati un po’ di più - lo riprese l’insegnante.
Goyle si concentrò di più, assumendo un’espressione da limone strizzato dal colore paonazzo, in realtà molto comica, se la situazione non fosse stata tanto terribile.
Nicolas cedette sulle ginocchia, ma l’incantesimo non riuscì a spingerlo a carponi.
- Provaci tu Tiger - disse il professore.
Tiger trasse determinato la sua bacchetta e la puntò sul ragazzo in ginocchio.
- Imperio! Lecca il pavimento! -
Nicolas caracollò sulle mani e fu travolto in uno sforzo che da una parte lo faceva avvicinare al pavimento, dall’altro lo voleva allontanare, in uno strano esercizio di flessioni al rovescio. Infine l’incantesimo riuscì a far dare da parte di Nicolas una leccatina al pavimento. I Serpeverde scoppiarono in una fragorosa risata di trionfo.
- Molto bene, ragazzo - espresse la sua approvazione l’insegnante - Pansy vuoi provare? -
- Ma non le sembra di averlo già umiliato abbastanza?! - gridò feroce Seamus, con le lacrime agli occhi e le mani che gli tremavano.
- Finnigan vuoi partecipare anche tu? Non necessariamente come esecutore... - fece con perfidia l’adulto, mentre Seamus abbassò lo sguardo.
- Ehi! Pansy - una voce sul fondo dell’aula urlò - fagli baciare Paciock! -.
Una forte ilarità si scatenò tra le altre serpi.
Zabini intervenne: - Deve essere una punizione per Knightly o un premio per Neville? -
I Serpeverde risero ancora più forte in quella che sembrava una sagra di paese di fronte a uno spettacolo comico.
Pansy strinse gli occhietti maligni e sorrise.
- Imperio. Spogliati – disse con malizia.
Acclamazioni e fischi si alzarono dalla classe, con battiti di mani e gridolini femminili.
Nicolas, che nel frattempo si era alzato da terra, si portò le mani, con sostenuta resistenza, al bottone del mantello.
- Forza Pansy, non abbiamo tutta la giornata! – le mise fretta Carrow.
Pansy si concentrò di più e ripeté: - Spogliati! -.
Con molta fatica il mantello di Nicolas cadde a terra, facendo rabbrividire il ragazzo, poi insapettatamete si bloccò e rimase fermo e immobile come un blocco di cemento.
Carrow si stupì, ma finse di essere lui a interrompere la dimostrazione.
- Va bene, basta - disse lieve - Ci siamo divertiti abbastanza, Pansy sciogli l’incantesimo -.
A malincuore la ragazza abbassò la bacchetta e Nicolas, come svegliatosi da un sogno ad occhi aperti, si strinse infreddolito nelle spalle.
- Puoi andare Nicolas, immagino che tu ora sia comunque consapevole di quello che è successo qui. Sei fortunato che i miei studenti non siano ancora molto pratici dell’incantesimo, altrimenti non saresti riuscito a resistere così tanto. E ora che sai cosa ti aspetta, spero che terrai chiusa quella tua boccaccia. Ora lascia quest’aula -.
Nicolas raccolse il proprio mantello e fece per uscire in silenzio, ma i ragazzi di Serpeverde non erano ancora soddisfatti.
- Ehi! Knightly era buono il pavimento? - chiese sarcastico uno.
- Già la prossima volta che ti fai punire, dimmelo che mi faccio una lunga passeggiata nel recinto dei Thestral - aggiunse un altro, mentre metà della classe rideva a crepapelle.
Neville incontrò lo sguardo del compagno di Casa e subito lo abbassò. Nicolas uscì.


Continua 

sabato 15 febbraio 2014

Pozioni con Nat

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

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Immagine da Web - Un comunissimo laboratorio di pozioni magiche

Pozioni con Nat


Nicolas era seduto in Sala comune, già vestito e pronto, revisionava i propri compiti.
- Dormito male? -
Nicolas sobbalzò alla domanda di Etty.
- Ehi! Non volevo spaventarti... -
- Ehm! Direi che “dormire male” sarebbe un eufemismo. - sbadigliò sguaiatamente - Chiedo scusa! -
- Vedo - sorrise Etty - ti sei divertito allora ieri sera! -
- In un certo senso... - ammise Nicolas.
- Quale senso? - chiese interessata Etty.
- Buongiorno Knightly, ti ha tenuto sveglio il temporale - si avvicinò Nat sorridente.
Nicolas sorrise dell’espressione allarmata della compagna di corso.
- Allora ti aspetto puntuale qui in Sala Comune alle 15.00 - riprese Nat non curante.
- Vedremo se riuscirò ad accontentarti - disse falsamente indolente Nick.
- Ottimo! Porta tutto il materiale! - puntualizzò l’altro puntando l’indice a pistola e facendo l’occhiolino, poi si allontanò.
- Mi devi raccontare qualcosa? - chiese sbigottita Etty rivolta all’amico, cominciando ad avviarsi verso il piano inferiore.
- Abbiamo trovato un punto di incontro: se lo contraddico è contento... - chiarì l’altro.
- E l’appuntamento? -
- Mi darà lezioni di Pozioni -
- Beh! Dicono che sia molto bravo -
- Così dice il professor Lumacorno -
- La fama... - concluse Etty con un sospiro.
- La fama! - confermò il ragazzo.

Nicolas aveva già occupato un angolo del tavolo grande in Sala Comune e stava concludendo gli esercizi di artimanzia.
- Già qui? - sopraggiunse il capo castano e ondulato di Nat.
- Ciao Nat, siediti pure... - disse Nicolas scostandosi di lato.
- Non staremo qui, prendi tutto e seguimi - e con un gesto si allontanò verso il ritratto, mentre Nicolas recuperava velocemente il suo materiale.
- Dove stiamo andando? -
- Fra poco lo vedrai - si fermò davanti la porta di una classe - Prima i bambini - gli disse facendo cenno di entrare.
Nicolas sorrise benignamente e aggiunse sarcastico - Poi le signore? - ed evitò velocemente il colpo alla spalla che gli stava tirando Nat.
- Scherzavo! -
- Anch’io! Se no ti avrei preso! -
Scoppiarono a ridere.
Nat si volse sicuro in una porta laterale dell’aula.
- Vieni -
- Caspita! -
Nicolas si trovava in un piccolo laboratorio di Pozioni, simile a quello nei sotterranei, ma più luminoso e ovviamente meno affollato.
- Eccoci nel mio regno -
- Ma i professori sanno di questo posto? -
- Certo, “questo posto” è adibito a tutti gli studenti Griffondoro che vogliono esercitarsi in pozioni, ma non siamo in tantissimi a saperlo e ancora meno ad usarlo -
- Immagino - commentò Nicolas.
- Non ti posso insegnare ad apprezzare Pozioni - fece alzando gli occhi la cielo, poi aggiunse con un ghigno - ma ti posso dare qualche dritta. Cominciamo? -
- Certo -.

- Sei la persona più distratta che conosca. Ora capisco perché sei tanto bravo a volare: hai sempre la testa tra le nuvole! -.
Nicolas aveva un’espressione abbattuta.
- Mi vuoi dire a cosa pensi mentre prepari una pozione? -
- A una marea di cose... Per esempio prima, mentre dovevo contare i giri della pozione, ho notato come le bollicine avessero preso la forma del profilo di Vitiuos -.
Nat scoppiò a ridere e impiegò parecchio tempo prima di smettere.
- Oh cielo! Sei un caso disperato! Dovresti avere un pensatoio tutto tuo dove metterci tutto il gran daffare che hai lì dentro - puntò l’indice sulla fronte di Nick - prima di metterti davanti al peltro e almeno riusciresti a focalizzarti su un unico pensiero: quello di preparare una pozione e non una specie di scoria nucleare! -
Nick mugolò in segno di protesta.
- Come riesci a fare una trasfigurazione con la bacchetta? Eppure ho sentito in giro che sei bravo -
- È più facile! Devi pensare a tante cose insieme: il movimento della bacchetta, l’oggetto da trasfigurare, come era prima, come diventerà dopo, tutti i suoi dettagli... -
- La tua testa non funziona in modo molto sensato, te ne rendi conto vero? -
- A volte sì, non so perché mi viene più facile ciò che è più difficile e più difficile ciò che è più facile – rispose pensoso Nicolas.
- Facciamo una pausa è meglio! - così dicendo Nat trasse dalla tasca un paio di confezioni di Cioccorane e ne lanciò una al compagno di studi.
- Ehi! Hanno una nuova confezione, non le ho mai viste così! - esclamò Nick guardando la carta verde scuro cangiante.
- Le ho comprate ad Halloween a Mielandia, mi piace sempre averne una scorta - confermò Nat.
- Anche le carte sono diverse ho trovato... Severus Piton? -
- Davvero non avevo mai trovato nessun professore di Hogwarts, Silente a parte, ovviamente. Fammi vedere chi ho io - Nat trasse la carta e la guardò inorridito.
- Che c’è Nat? Chi hai? -
- Adolf Vissar! -
- E chi sarebbe? -
- Era una specie di uomo politico svitato, che continuò a proporre Leggi contro i Nati-Babbani e le specie magiche diverse dai maghi. Finì la sua vita al San Mungo perché completamente sciroccato! Ora lo propongono come modello per il “suo impegno civico a favore di una nuova società” - Nat stava leggendo il retro della figurina, mentre il mago squadrava Nicolas al di sopra del ghigno bieco.
- Mettila via, per favore! - disse nauseato il ragazzo più giovane.
- Per molte cose sembrerebbe ancora il mondo che conoscevamo, ma se gratti appena la superficie ti accorgi che non è affatto così - Nat era cupo.
- E del nostro Preside che ne pensi? - cercò di distrarlo Nicolas.
- Lo apprezzavo come insegnante di Pozioni ed è stato il professore migliore di Difesa contro le Arti Oscure che abbiamo avuto, Lupin a parte... -
- Lupin? - domandò Nicolas, una luce negli occhi che Nat non notò.
- Sì, è stato il mio professore al secondo anno, uomo in gamba! -
- Che fine ha fatto? -
- Tutti gli anni abbiamo cambiato il professore di Difesa contro le Arti Oscure, speriamo che la tradizione si mantenga, userei volentieri la testa di Carrow come batacchio del portone di Hogwats -
- Che brutta immagine! - inorridì Nicolas.
- Forse ho un tantino esagerato, ma quella specie di mago scatena in me gli istinti peggiori -
- Magari è proprio ciò che vuole -
- È altamente probabile, ma è più forte di me! -
- Ma Lupin che fine fece? - chiese ancora Nicolas.
- Perché ti interessa tanto? - rimase colpito Nat.
- Non mi hai raccontato la fine della storia - Nicolas mascherò il suo interesse con uno sbuffo.
- Alcuni genitori non lo ritennero più un insegnante idoneo -
- Che intendi dire? -
- Senti Knightly mi hai preso per l’inserto Gossip della Gazzetta del Profeta, sono fatti del professor Lupin! - si alterò il ragazzo.
- Scusa Nat - ammise mortificato Nicolas.
- Non mi piace parlare di quella storia, ci rimasi molto male -
- Riprendiamo la nostra lezione? - chiese educato l’altro.
- Non ricominciare ad essere accondiscendente! Però, sì, meglio rimettersi al lavoro - e aggiunse pensoso - Dovremo trovare il modo di insegnarti a rimanere concentrato su una sola cosa per volta, credo che la questione potrà risolversi solo con la pratica! -
- Nat volevo chiederti se hai per caso preso tu i miei... - Lisa interruppe la frase a metà notando Nat in compagnia di Nicolas.
- Ciao Lisa - salutò cortese il ragazzo greco.
- Ciao Lisa, se intendi i tuoi appunti di Storia della Magia, sì, temo di averli presi io - frugò nella sua borsa e trasse una serie di foglietti paglierini rilegati con un nastrino rosa, che si accompagnava benissimo alle lettere scritte con un inchiostro violetto brillante.
Lisa era ancora ferma ad osservare l’inaspettato visitatore del laboratorio di Nat.
- Sto dando alcune lezioni di Pozioni a Knightly, me l’ha chiesto il professor Lumacorno - spiegò Nat.
- Davvero?! Beh! Scusa vado di fretta! - prese il plico di appunti e uscì velocemente dalla stanza.
- Credo che sia ancora arrabbiata con te - sorrise sornione Nat.
- Mi dispiace - ammise Nicolas.
- Sai Lisa non è abituata a ricevere un rifiuto, ma le passerà e si sentirà molto sciocca, è fatta così! Certo che la tua Ann deve essere proprio una ragazza fuori dal comune -
- Non immagini quanto... - sospirò pensieroso Nicolas.
- Per un attimo ho temuto che mi lanciassi una serie di anatemi senza perdono - lo interruppe Nat.
- Cosa? - Nicolas cadde dalle nuvole.
- Ho pronunciato quel nome, - chiarì l’altro - mi avevi fortemente sconsigliato dal riprovarci -
- È vero, - sorrise Nicky - scusami per quella volta: avevo davvero perso le staffe -
- Non ti preoccupare, sono cosciente di essere spesso un idiota... ma dimmi un po’: lei è carina? -
- Temo di non essere molto imparziale - arrossì Nicolas - ma credo che non ti piacerebbe -
- Questo si chiama “sviare gli avversari”, Knightly -
Nicolas rise sonoramente con fare sicuro - Non credo proprio -.
- Cos’è la tieni rinchiusa in una torre e sei l’unico essere umano che la va a trovare? -
- Ehi, Nat! Così mi potrei offendere - rise ancora Nicolas.
- Da quanto tempo non la vedi? - chiese curioso l’altro.
- Un’infinità - sospirò Nicky.
- Caspita dovete avere un rapporto molto solido, da nozze d’argento! Mi tieni nascosta la tua vera età? -
- Cosa stai dicendo? - mise il broncio l’altro.
- Dai, mi sembra folle! Come fai a esserle così legato? -
Nicolas si caricò di uno sguardo pieno di malinconia e di tenerezza - Ann è lontana da qui, ma non mi abbandona mai. - poi si riscosse imbarazzato - Riprendiamo la lezione? -
Nat era rimasto visibilmente colpito da tutto quel discorso.
- Sai un po’ ti invidio, ora vorrei proprio conoscerla questa Ann -.
Nicolas arrossì di nuovo.
- Ti dirò, Nat, anche a me farebbe tanto piacere fartela conoscere... -
- Stai attento Knightly potrebbe anche piacermi! - lo sfidò divertito l’altro.
Nicolas tacque e per l’ennesima volta gli si imporporò il viso.