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domenica 23 febbraio 2014

L'ES

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

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Immagine da Web - Il primo ES


L’ES

- Non ci sono più dubbi, Nicolas si è guadagnato l'invito all’ES - affermò Neville.
- Dubito che dopo quello che ha passato vorrà solo pensare di rimettersi in quella situazione - sbuffò Ginny - forse dovremmo semplicemente lasciarlo stare -.
- Non desisterà, è evidente che sente la “causa” esattamente come noi - insistette il ragazzo.
- Tu dici? - intercalò la ragazza rossa - Da quanto ho sentito durante la punizione mi è sembrato piuttosto rassegnato -
- Un’intera classe del settimo anno, più un insegnante senza troppi scrupoli, anzi senza nessuno scrupolo, davanti e ti sembra strano che sia rimasto in silenzio -
- Mi viene in mente qualcuno che non sarebbe stato zitto - ribadì Ginny.
- Non siamo tutti come Harry! - la ammonì Neville - E non era tanto rassegnato, io ho visto come è riuscito a contrastare la maledizione Imperio e l’ho visto fare una sola volta nella vita. Questo non denota certo rassegnazione! - Neville era determinato, Ginny sospirò pensosa.
- Sono d’accordo con Neville e non capisco le tue perplessità Ginny: è innegabile che Nicolas sappia tenere un segreto - Luna espresse trasognata il suo pensiero.
- Sì, ha diritto di partecipare agli incontri se vuole - ammise Ginny.
- Ok! Sarà lui a scegliere se entrare o no nell’ES - pattuì Neville - A pranzo gliene parlerò! -.

Nicolas camminava in silenzio con gli occhi bassi a fianco di Nat, che cercava di intavolare una chiacchierata faceta senza troppi risultati. Erano giunti all’entrata del Salone Grande, quando si imbatterono in un capannello di Serpeverde.
- Ehi Knightly! Dovremmo ringraziarti per averci risparmiato una vista così penosa come quella di te nudo - rise Blaise Zabini.
Nat scattò verso di loro con la mano alla bacchetta, ma Nicolas lo trattenne per il braccio facendogli un cenno con la testa verso il fondo del corridoio.
Pansy, avendo colto l’incertezza dei due, rincarò la dose: - Nat la prossima volta fatti punire, credo che ci offriresti uno spettacolo migliore! -.
- Signorina Parkinson, Signor Zabini non sapete che è contro il Regolamento scolastico deridere i compagni, 10 punti in meno a Serpeverde per questa mancanza di rispetto e chiedete scusa - dietro ai Serpeverde, di rimpetto a Nicolas e Nat, si ergeva fiera e livida la professoressa McGranitt.
- Ci scusi professoressa - fecero i due ragazzi per nulla dispiaciuti.
- Non a me! Ai vostri compagni - sottolineò la donna.
Blaise e Pansy fecero un’espressione inorridita voltandosi verso Nicolas, che guardava da un’altra parte, e Nat, che aveva impresso un sorrisino compiaciuto.
- Non sento nulla - insistette l’insegnante.
- Chiediamo scusa - dissero in un lieve mormorio i due ragazzi.
- Temo di non aver colto le vostre parole - disse Nat, fingendo di essere capitato lì per caso e non sapendo veramente cosa potessero aver mai detto Blaise e Pansy. La McGranitt gli tirò uno sguardo severo ma ebbe un piccolo fremito all’angolo della bocca.
- Scusa - semi-articolarono ancora.
- Non credo... - stava per dire Nat, quando Nicolas si intromise perentorio - Sì, scuse accettate! Ci si vede! - e si mosse velocemente oltre la porta del Salone.
- Ehi! - lo seguì Nat, tirando un’eloquentissima occhiataccia ai Serpeverde. La McGranitt li osservò allontanarsi con uno sguardo preoccupato.

- Che cosa ti è preso, mi stavo divertendo! - sbuffò Nat alle spalle di Nicolas.
- Io no! - replicò l’altro.
- Non hanno preso in giro solo te, ma anche me - osservò il ragazzo più alto - era mio diritto esigere delle scuse decorose -
- Pensi davvero che ti avrebbero rivolto mai delle scuse decorose? Gente che non sa neppure dove stia di casa... -
- Il chiedere scusa? -
- Il decoro! - chiarì Nicolas - Non mi piace essere al centro dell’attenzione e non voglio che le persone si interessino a me! -
- Non ti capisco: prima fai quella uscita memorabile a Babbanologia, di cui tutti stanno parlando, poi mi dici che non vuoi essere al centro dell’attenzione? Non mi sembra un buon piano! - disse ironico Nat.
- La finalità era un’altra -
- Ah sì?! E qual era? - lo interrogò l’altro con un’espressione poco convinta.
Nicolas si sedette, si strofinò gli occhi dietro gli occhiali, aspettò che Nat prendesse posto accanto a lui e cominciò:
- Ho fatto quell’intervento a Babbanologia per dimostrare all’intera classe come i presupposti della Carrow fossero infondati, come la sua teoria non abbia basi e come neppure lei sappia giustificare quei presupposti. Ho voluto semplicemente dimostrare con la logica come fosse facile portarla a contraddirsi. Ora chiunque fosse presente in quella classe con una sola briciola di lucidità non sarà più disposto a dar retta a quella donna. Questa era l’utilità!
Rispondere per le rime a un gruppetto di Serpeverde o gettarmi in una stregua difesa della mia persona durante una punizione porterebbe a due conclusioni: un plauso alle mie parole da parte dei miei amici oppure un aumento della punizione. Due risultati per nulla utili! - concluse Nicolas.
Nat era sbalordito.
- Come riesci a controllarti in questa maniera. È spaventoso! -
- La spontaneità è un atteggiamento enormemente sopravvalutato - asserì Nicolas con una durezza che suonava così strana nella sua voce.
- Quindi tu non sei mai spontaneo? - Nat ora era visibilmente preoccupato, mentre Nicolas gli rispose con un’occhiata eloquente.
- Spesso si fa coincidere il concetto di sincerità con quello di spontaneità, ma sono due cose diverse - fece rassicurante Nicolas.
- Ehi! Per un attimo mi hai spaventato - rise Nat.
- Buongiorno! - li fece sussultare una voce improvvisa dietro di loro. Ginny si sedette accanto a Nicolas, mentre Neville prese posto vicino a Nat.
- Ciao Nicolas stai bene? - chiese il ragazzo tondetto con uno sguardo compreso.
- Abbastanza bene Neville - rispose.
- Mi dispiace non averti difeso durante la lezioni di Difesa contro le Arti Oscure -.
Nicolas sorrise e scosse la testa.
- Non avresti potuto far altro che peggiorare la situazione! Quell’uomo ti odia, anche se ignoro il perché, e avresti solo aumentato il numero delle vittime da uno a due... è stato meglio così, in fondo poteva capitarmi di peggio -
- È stato comunque orribile - disse Neville arrabbiato con gli occhi fissi sul tavolo.
- Senti Nicky, hai mai sentito parlare dell’ES? - cambiò discorso Ginny.
- Sì, me ne ha parlato Etty, non era un gruppo di studio, alternativo alle direttive del ministero, per imparare a difendersi dai maghi oscuri? -
- Non avrei potuto dirlo meglio - si stupì Neville.
- Etty è sempre molto chiara - spiegò Nicolas.
- Lo abbiamo riaperto - venne al sodo Ginny.
- L’ES? - fece Nat incredulo.
- Non c’è più Harry che lo tiene, ovviamente, ma il vecchio gruppo sta insegnando alcuni trucchetti ai nuovi studenti, ci informiamo su quello che avviene fuori da qui e cerchiamo di prepararci a una qualche possibile evenienza che potrebbe capitare - spiegò Neville.
- Da quanto lo avete aperto? - chiese Nat interessato.
- Da fine ottobre - rispose Ginny - Ora lo vogliamo allargare anche a te e a Nicolas -.
Nicolas era silenzioso stava meditando qualcosa.
- Io ci sto! - esclamò Nat.
- Abbassa la voce - lo ammonì Neville - ovvio che il tutto esige il massimo della segretezza -
- Tu Nicolas? - Ginny si rivolse cauta verso l’altro che ancora rimaneva taciturno.
- A cosa devi pensare, non vorrai tirarti indietro - lo ammonì Nat.
- Pensavo che dovremmo ridurre le nostre ripetizioni di pozioni - sorrise Nicolas - Certo che accetto! -.
Neville fece un largo sorriso, Ginny si limitò ad estrarre una pergamena.
- Ok! Firmate qui! -
Nicolas e Nat firmarono e Ginny ripose velocemente la pergamena.
- Una curiosità - fece Nicolas meditabondo - se avessimo rifiutato di partecipare, come avreste fatto ad assicuravi che non ne parlassimo con nessuno -.
Ginny strinse gli occhi sospettosa.
- Luna era pronta a obliarvi - Neville indicò il tavolo dei Corvonero con Luna che faceva un cenno con la mano.
- Ottimo - si rasserenò Nicolas - Non che nutrissi dubbi, ma preferisco la gente che sa quello che sta facendo. Dove ci troviamo? -.
Ginny finalmente sorrise.
- Vi accompagnerà Etty, quando ci sarà il prossimo incontro. E adesso mangiamo - fece Neville sorridente indicando la tavola imbandita che era nel frattempo apparsa davanti a loro.

- Etty è tre volte che passiamo davanti questo stupido arazzo, sai dove stiamo andando vero? - fece ironico Nat.
- Sì - rispose Etty, mentre apriva una porta che era magicamente comparsa all’improvviso.
- Che posto è? - chiese stupefatto Nicolas entrando in un’ampia stanza con due lati coperti da librerie, un manichino al centro, due grandi casse sul fondo traboccanti di cuscini, morbidi tappeti in terra e un bel camino acceso.
Seduti su dei divani c’erano una quindicina di persone che Nicolas conosceva di vista, molte erano quelle con cui aveva bevuto una Burrobirra ad Halloween e la maggior parte erano di Griffondoro.
- Benvenuti! Siamo quasi pronti, ma prima volevamo vedere se Radio Potter trasmetteva stasera -
- Ssh! Eccola! - disse un ragazzo del settimo anno di Corvonero.
Etty spinse i due ragazzi a sedersi sui divani vicino ad una grossa radio di legno.
- Cari amici rieccoci ritrovati a Radio Potter per chiarirci un po’ le idee riguardo al nuovo Ministero della Magia che ci dirige - fece un voce fresca e gioviale attraverso i microfoni della radio, lo speaker non aveva molti più anni dei ragazzi silenziosi all’ascolto della frequenza magica.
- Innanzitutto salutiamo i nostri consueti collaboratori che ci offrono notizie di prima mano dalla realtà che ha infestato il primo organo del nostro Paese. Buonasera Royal, buonasera Romulus! -
- Buonasera River – risposero coralmente due voci più adulte.
- Prima di entrare nel vivo del programma dobbiamo ricordare nuovi caduti nella scia di sangue che i Mangiamorte stanno lasciando dietro di loro. I maghi Isaia Siddon, Rebecca Barton, Michael Applebay, tre morti che il Ministero attribuisce a incidenti nella loro attività di Auror, ma che sappiamo bene uccisi da Mangiamorte per la loro decisione di non sottomettersi al volere del Primo Ministro e quindi di Voi-Sapete-Chi. Un minuto di silenzio per queste ottime persone -.
Nella stanza piombò un silenzio intenso e raccolto, l’unico rumore era il crepitio basso del fuoco.
- Cosa hai da dirci di nuovo Royal? - chiese la voce fresca del conduttore allo scadere del minuto.
- Prima di tutto voglio continuare a ripetere su queste frequenze che l’attuale Primo Ministro Pius O’Tusoe è una marionetta nelle mani di Voi-Sapete-Chi, decisamente sotto incanto Imperio, quindi ogni discorso pronunciato o scritto sulla Gazzetta del Profeta... -
- Detta anche “Bollettino di disinformazione ufficiale”, scusa l’intromissione - si interpose River.
- Non importa, ben detto comunque - confermò Royal - dicevo che i proclami ufficiali del Ministero sono tutti controllati e orientati da Voi-Sapete-Chi e la sua cricca di Mangiamorte -
- Quindi i continui attacchi da parte di feroci Babbani o Nati-Babbani contro i maghi sono solo illazioni per spaventarci e farci odiare delle persone innocenti -
- Esattamente, mosse strategiche per portarci all’esasperazione e consegnare i Nati-Babbani nelle grinfie di quella miserabile istituzione che è la Commissione per il censimento dei Nati-Babbani. La realtà è che moltissimi tra i Nati-babbani sono in fuga, alcuni sono giovanissimi maghi, che spariscono all’insaputa dei loro genitori, per non metterli in pericolo -.
A Etty si riempirono gli occhi di lacrime.
- Attualmente le uniche fonti di informazione certe a parte la nostra clandestina Radio è “Il Cavillo” di Lovegood -
- Purtroppo sì e speriamo che il signor Lovegood sia prudente nelle proprie edizioni, anzi chiedo a chiunque sia in ascolto di organizzarsi per la sua incolumità - sentenziò Royal.
- Lo diciamo anche nei confronti di sua figlia Luna, che come è noto, ora è a Hogwarts -
- Certamente - confermò Royal.
- Passiamo ora alla nostra rubrica “Amici di Potter”, allora Romulus, qualche novità sull’uomo con la saetta? -
Ginny trattenne il respiro e si fece più vicina alla radio.
- Sicuramente Harry è ancora libero e in circolazione, questo è sicuro! -
- Ma è la voce di Lupin - esclamò Nat.
Ginny lo fulminò all’istante, mentre Nicolas si fece ancora più attento.
- Come avevamo ipotizzato è quasi sicuramente l’autore di un bel po’ di confusione avvenuta nel Ministero all’inizio di settembre. Ricorderete che c’era stata una fuga massiccia di Nati-Babbani durante i feroci interrogatori della nuova Commissione ministeriale ad opera di un mago sotto le spoglie di un noto Mangiamorte: Yaxley! Abbiamo ragione di credere che quello fosse il travestimento di Harry Potter - disse soddisfatta la voce di Lupin-Romulus.
- Secondo te perché era al Ministero? - chiese River.
- Questo non lo sappiamo, ma è sicuro che il ragazzo ha un piano e sa come muoversi, ci auguriamo solo che abbia un po’ di fortuna nel realizzarlo. Siamo assolutamente certi che le capacità non gli manchino - la voce all’altro capo era raggiante.
- Dobbiamo quindi nutrire una forte fiducia in lui -
- Senza dubbio! -
- Grazie Romulus e ora qualche accenno al vero Nemico Numero Uno, ce ne parla Foro Romano -
- Allora amici radioascoltatori, come saprete ed è meglio ricordare, il nome di Voi-Sapete-Chi è stato reso tabù. Questa è un’abile mossa per trovare coloro, che non volendo nutrire un morboso timore per quello sciocco nome, che sembra la marca di un detergente per lapidi, lo dicevano senza tanti problemi - fece una voce ridente.
I ragazzi intorno alla radio non seppero trattenere un ampio sorriso divertito.
- Chiamarlo per nome è coraggioso - intervenne River.
- Lo era, adesso è un po’ stupido, a meno che voi non vogliate trovarvi in casa un paio di Mangiamorte - spiegò la voce - nel caso vi consiglierei di farvi trovare pronti -.
- Si dice in giro che Tu-Sai-Chi è ovunque -
- Giusto River! Attenzione il detergente non ha il potere dell’ubiquità, però a lui piace far credere di essere ovunque, inoltre non esce troppo allo scoperto, quindi non abbiate un’esagerata paura di incontrarlo per strada! Mentre adesso la cosa più importante da fare è cercare di proteggere i babbani che abitano vicino a voi, i Nati-babbani e i Maghinò -
- Ottimo consiglio Foro Romano, ora dobbiamo chiudere, però vi consigliamo vivamente di tenervi informati con noi o con “Il Cavillo”! La prossima parola d’ordine sarà “Fenice” - River chiuse la trasmissione.
- Allora quella era la voce di Lupin? - fece come motivo di conversazione Nicolas verso Nat.
- Sì - confermò il ragazzo.
- Lupin è un autorevole membro dell’Ordine della Fenice - spiegò il Corvonero che aveva trovato la frequenza radio - un uomo meraviglioso! Ma tu lo conoscevi Nicolas? -
- Oh, no! Me ne aveva accennato una volta Nat, mi ha detto che è stato professore qui a Hogwarts - cadde dalle nuvole Nick.
- Presto Harry ritornerà a Hogwarts - si intromise fiero Neville.
- Perché dovrebbe tornare? - chiese Seamus.
- Perché sa che qui troverà un esercito pronto a combattere al suo fianco e non dubito che Hogwarts potrebbe essere uno dei campi di battaglia per lo scontro finale, magari con tutto l’Ordine - affermò deciso Neville.
Nicolas sussultò con gli occhi brillanti.
- Non esagerare Neville e torniamo con i piedi per terra - disse pratica Ginny - per ora credo che la cosa migliore da fare sia tenerci pronti a difendere in primo luogo i nostri compagni di scuola - lo sguardo preoccupato su Luna.
- Già! Mettiamoci al lavoro! -
Nicolas notò che Etty era rimasta in silenzio, seduta vicino alla radio, mentre gli altri si preparavano alla lezione di Difesa delle Arti Oscure.
- Ehi, Etty! Stai bene? -
Etty scosse la testa.
- No, non sto bene. Ho una grandissima paura per Dannis e Colin -
- Non ti preoccupare, li avrebbero citati se gli fosse successo qualcosa -
- È vero Nicky, ma loro non possono sapere tutto quello che accade - Etty tirò su col naso.
Nicolas gli porse un fazzolettino in silenzio.
Dopo qualche minuto disse trionfante: - Forse c’è un modo per riuscire a mettersi in contatto con lui! -
- Dici davvero? -
- Sicuro! Scrivi una lettera per lui, penserò io a fargliela recapitare in tutta sicurezza -.

Continua...


domenica 16 febbraio 2014

Esercizi di punizione

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

Leggi il I capitolo

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- Ehi Knightly era buono il pavimento?! -

Esercizi di punizione

- Nicolas hai letto il giornale! - urlò Etty alle spalle del compagno di classe.
- Ma non ti lamentavi proprio ieri dell’inutilità della Gazzetta del Profeta? -
- E infatti continuo a lamentarmene, ma io sto parlando del Cavillo! -
- “Il Cavillo”? Mai sentito -
- In effetti Il Cavillo non è mai stato un giornale, per così dire, “molto credibile” - disse mimando con le mani le virgolette.
- Allora? - fece Nicolas senza raccapezzarsi più nel discorso.
- Leggi tu stesso! -.
Nicolas prese in mano, scettico, la rivista, dove a tenere il segno c’era una magica mollettina per capelli.
- E questa? - domandò con un sorriso divertito.
Etty tergiversò.
– Non è forse l’ultima moda lanciata da Lisa e Sandy? - continuò il ragazzo saettandola con uno sguardo malizioso.
Etty si mise sulla difensiva: - È che ho tante mollette per capelli e non le uso più, quindi... -
- Già, da quando Sandy e Lisa hanno lanciato tre settimane fa la moda delle fasce di perline cangianti – sottolineò, divertito, Nicolas.
- Smettila di prendermi in giro e leggi l’articolo - gli diede una spallata Etty.
- Scusa, ma è troppo divertente, come se tu dovessi essere anti-conformista per forza - continuò il ragazzo.
- Tu stai frequentando troppo Dayton -
- Già forse è vero, ma qualcun altro non si fa più vedere in giro... - e finalmente abbassò lo sguardo sul giornale. - “Harry Potter, paladino contro il Ministero Oscuro” - lesse borbottando tra sé, meravigliato.
- Visto? Non è magnifico? -
Nicolas continuava a leggere velocemente le righe che gli si paravano davanti: - E senti qui “Se volete contrastare Voi-Sapete-Chi dovete allearvi con Harry Potter, cosa che il Cavillo ha fatto, fa e farà sempre!”. Caspita un attacco in piena regola -
- Già spero solo che il padre di Luna sappia il fatto suo - sospirò pensierosa Etty.
- Il padre di Luna? Luna Lovegood? -
- Sì, è suo padre il Direttore de Il Cavillo -
- Ecco perché hai parlato di “poco credibile” - sorrise Nicolas.
- Decisamente troppo Dayton! - sbuffò - Che fine hai fatto fare al dolce e gentile Nicolas! - abbaiò la ragazza a Nat, che passava in quel momento dietro di loro.
- Non ti preoccupare è sempre lui: ieri è arrossito almeno diciassette volte -
- Non per ricordarvelo ma io sono presente! - disse Nicolas bordeaux.
- Eccolo rosso di nuovo - sbuffò Nat e risero tutti e tre.

La notizia sul Cavillo passò velocemente di mano in mano, di orecchio in orecchio e per molti non fu motivo di gioia come lo era stato per Etty.
Quando la professoressa di Babbanologia entrò in aula, fu chiaro a tutti che non era di buon umore.
- Allora oggi affronteremo un altro problema che capita spesso quando si ha a che fare con i babbani... - grugnì la donna dietro alla cattedra - ... la loro natura debole li spinge sempre a mentire. Questo succede anche a chi non ha il sangue puro, la natura babbana prevale nella menzogna anche in una piccola goccia di sangue -.
La mano di Etty era svettata sopra le teste della classe, ma l’insegnante la stava ignorando volutamente.
Anche Nicolas alzò la mano.
- Sì, Knightly? - fece la donna.
- Non metterti nei guai Knightly - mormorò piano Raymond.
- Volevo chiedere un chiarimento... -
- Certo! Dimmi -
- Lei intende dire che i Nati-Babbani tendono a mentire? -
- Esattamente Nicolas - disse trionfante l’insegnante.
- E anche i Mezzo-Sangue? -.
Etty lo traffisse con uno sguardo colmo di disgusto.
- Tendenzialmente sono bugiardi, sì! -
- Mentre i Purosangue sono sinceri? -
- Come? - domandò imbarazzata l’insegnante.
- I Purosangue dicono la verità? Se no che differenza ci sarebbe tra le razze magiche di cui ci parla? -
- Sì, dicono la verità - disse titubante l’insegnante, che non capiva dove l’allievo voleva arrivare.
- Silente era un Purosangue - concluse Nicolas - e lui sosteneva che non c’è alcuna differenza tra le razze magiche. Il signor Lovegood, mi pare sia Purosangue, è anch’egli allineato con le idee di Silente - meditava ad alta voce Nick. Poi la stoccata finale - Lei è Purosangue? Se lo fosse sareste in contraddizione, oppure non lo è? -.
Etty stava osservando la scena in silenzio, ammutolita, come tutti i compagni di corso.
Alecto Carrow era furibonda, il labbro inferiore le tremava vistosamente e non riusciva a rispondere alle parole del ragazzo.
- Ma forse sto “cavillando” troppo - concluse il ragazzo con un tocco di ironia.
- Knightly sei in punizione!! - ingiunse infine la professoressa - Verrai nel mio ufficio alla fine delle lezioni! - si risedette in cattedra e soggiunse con un tono piuttosto infantile e poco intelligente - E comunque per tua informazione le eccezioni ci sono sempre -.
La lezione si concluse in quel momento.
- Nicolas sei stato meraviglioso! - si complimentò Etty con gli occhi che le brillavano.
- Di’ la verità: pensavi che stessi dicendo qualcosa che non avresti approvato - sorrise il compagno.
- Chissà che ti aspetta in punizione - rabbrividì, glissando, la ragazza.
- Non sarà poi tanto terribile, temo di più il fatto di saltare le ripetizioni di pozioni con Nat... -
- Ma sei completamente fuori! - gli gridò alle spalle Raymond.
- Scusa ma che ti importa? - chiese Nicolas.
- Non ti rendi conto che la Carrow te la farà pagare!?! -
- Continuo a non capire cosa te ne importi - insistette Nicolas.
- Va bene! Allora fai quello che vuoi! - se ne andò sdegnato il serpeverde.
- Che strano ragazzo! - commentò Etty - Però ha ragione: la Carrow sarà molto vendicativa per quello scherzetto -.
- Pazienza - concluse Nicolas, scrutando turbato il punto dove era scomparso Raymond.

Il pomeriggio Nicolas si recò nell’ufficio della vice-preside. Bussò.
- Avanti - disse la voce sgradevole della donna.
Nicolas entrò e impallidì. La stanza era buia, con pesanti drappi scuri appesi alle pareti, inquietanti oggetti magici erano sparsi sulla scrivania e sulle cassettiere.
- Nicolas Knightly! - sorrise malignamente - Vieni pure! -
Nicky si avvicinò.
- Hai perso la lingua? Eppure stamattina funzionava bene! - fece con sarcasmo e continuò - Nessuno studente deve fare certe insinuazioni nei riguardi del suo professore. Ho pensato a lungo alla tua punizione e con il professor Carrow abbiamo trovato un buon compromesso, quindi rinvieremo questo momento a domani, alla prima lezione della mattina del professor Carrow in Difesa contro le Arti Oscure. Puoi andare! -.
- Salterei Incantesimi... - provò ad obbiettare lo studente.
- Ti giustificherò io con il professor Vitious, non ci saranno problemi. E ora esci -.
Nicolas annuì senza una parola e uscì.

- Ciao Nicky, aspetti qualcuno? - domandò Neville al ragazzo che era fermo vicino all’ingresso dell’Aula di Difesa contro le Arti Oscure.
- Temo di sì. Il professor Carrow -
- Non ci starai prendendo un po’ troppo gusto a provocare quei due? - lo mise in guardia Paciock.
Nicolas scosse la testa.
- In realtà sono qui per via della punizione, sembra che la debba subire durante questa lezione - chiarì il giovane Griffondoro.
Neville apparve spaventato: - Non avranno intenzione di... -
- Di...? -
- Fai attenzione Nicolas, ho un bruttissimo presentimento - riuscì a dire Neville poco prima dell’arrivo dell’insegnante.
Quando Carrow vide Nicolas un lungo ghigno gli aprì la faccia.
- Bene Nicolas, lingua troppo lunga? Non ti sarai fatto influenzare negativamente da Paciock - tirò uno sguardo maligno al compagno di Casa appena allontanatosi.
- Vieni, vieni dentro, oggi ci sarai molto utile - e lo invitò ad entrare in aula, con un’espressione assai poco rassicurante.
- Oggi, per la sua insolenza, Knightly dovrà subire una punizione esemplare e questo fatto ci permette di avere una cavia per l’approfondimento che stavamo facendo sugli Anatemi senza perdono - disse con interesse molto poco scientifico l’insegnante.
Nicolas impallidì, mentre tutti i ragazzi di Griffondoro inorridirono.
- Qualche giorno fa vi ho insegnato la maledizione Imperio, molto bene, vediamo come funziona su un mago -.
- Professore lei non può fare una cosa del genere! - si oppose Neville - È una cosa disgustosa, inutile e soprattutto illegale! -.
- Ti informo, Paciock, che ho avuto dal Ministro in persona un esonero speciale a scopo didattico, quindi taci, altrimenti verrai qui a fare compagnia al tuo caro Knightly - sorrise, estasiato all’idea - Allora chi desidera cominciare? -.
Moltissime mani serpeverde si alzarono. Nicolas era bianco come un cencio e seguiva ogni passaggio con il terrore nello sguardo, incapace di proferire una qualsiasi parola.
- Perfetto Goyle, comincia tu! -.
Goyle era entusiasta. - Cosa devo fargli fare? -
- Quello che vuoi ragazzo, libera l’immaginazione - ghignò il professore.
Goyle era spaesato, forse non era abituato a pensare a qualcosa, gli suggerì poche parole nell’orecchio una compagna di classe che sembrava un carlino. A Goyle piacque il suggerimento perché gli brillò lo sguardo.
- Imperio! - ingiunse e Nicolas ebbe un fremito - Lecca il pavimento! -.
Nicolas sembrava in preda a due resistenze, una che lo spingeva a terra, l’altra che lo tratteneva in piedi.
- Avanti Goyle, un po’ più di impegno! Non devi permettergli di aprirsi un varco nella sua volontà, sforzati un po’ di più - lo riprese l’insegnante.
Goyle si concentrò di più, assumendo un’espressione da limone strizzato dal colore paonazzo, in realtà molto comica, se la situazione non fosse stata tanto terribile.
Nicolas cedette sulle ginocchia, ma l’incantesimo non riuscì a spingerlo a carponi.
- Provaci tu Tiger - disse il professore.
Tiger trasse determinato la sua bacchetta e la puntò sul ragazzo in ginocchio.
- Imperio! Lecca il pavimento! -
Nicolas caracollò sulle mani e fu travolto in uno sforzo che da una parte lo faceva avvicinare al pavimento, dall’altro lo voleva allontanare, in uno strano esercizio di flessioni al rovescio. Infine l’incantesimo riuscì a far dare da parte di Nicolas una leccatina al pavimento. I Serpeverde scoppiarono in una fragorosa risata di trionfo.
- Molto bene, ragazzo - espresse la sua approvazione l’insegnante - Pansy vuoi provare? -
- Ma non le sembra di averlo già umiliato abbastanza?! - gridò feroce Seamus, con le lacrime agli occhi e le mani che gli tremavano.
- Finnigan vuoi partecipare anche tu? Non necessariamente come esecutore... - fece con perfidia l’adulto, mentre Seamus abbassò lo sguardo.
- Ehi! Pansy - una voce sul fondo dell’aula urlò - fagli baciare Paciock! -.
Una forte ilarità si scatenò tra le altre serpi.
Zabini intervenne: - Deve essere una punizione per Knightly o un premio per Neville? -
I Serpeverde risero ancora più forte in quella che sembrava una sagra di paese di fronte a uno spettacolo comico.
Pansy strinse gli occhietti maligni e sorrise.
- Imperio. Spogliati – disse con malizia.
Acclamazioni e fischi si alzarono dalla classe, con battiti di mani e gridolini femminili.
Nicolas, che nel frattempo si era alzato da terra, si portò le mani, con sostenuta resistenza, al bottone del mantello.
- Forza Pansy, non abbiamo tutta la giornata! – le mise fretta Carrow.
Pansy si concentrò di più e ripeté: - Spogliati! -.
Con molta fatica il mantello di Nicolas cadde a terra, facendo rabbrividire il ragazzo, poi insapettatamete si bloccò e rimase fermo e immobile come un blocco di cemento.
Carrow si stupì, ma finse di essere lui a interrompere la dimostrazione.
- Va bene, basta - disse lieve - Ci siamo divertiti abbastanza, Pansy sciogli l’incantesimo -.
A malincuore la ragazza abbassò la bacchetta e Nicolas, come svegliatosi da un sogno ad occhi aperti, si strinse infreddolito nelle spalle.
- Puoi andare Nicolas, immagino che tu ora sia comunque consapevole di quello che è successo qui. Sei fortunato che i miei studenti non siano ancora molto pratici dell’incantesimo, altrimenti non saresti riuscito a resistere così tanto. E ora che sai cosa ti aspetta, spero che terrai chiusa quella tua boccaccia. Ora lascia quest’aula -.
Nicolas raccolse il proprio mantello e fece per uscire in silenzio, ma i ragazzi di Serpeverde non erano ancora soddisfatti.
- Ehi! Knightly era buono il pavimento? - chiese sarcastico uno.
- Già la prossima volta che ti fai punire, dimmelo che mi faccio una lunga passeggiata nel recinto dei Thestral - aggiunse un altro, mentre metà della classe rideva a crepapelle.
Neville incontrò lo sguardo del compagno di Casa e subito lo abbassò. Nicolas uscì.


Continua 

martedì 11 febbraio 2014

Il Lumaclub

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

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Il Lumaclub

Nicolas era seduto al suo tavolo e stava mangiando velocemente: era sceso piuttosto tardi rispetto ai compagni e cercava di recuperare il tempo perduto abbuffandosi. Mentre trangugiava velocemente la propria colazione, ragazzi e ragazze gli sfilavano davanti salutandolo con ampi sorrisi, che ricambiava puntualmente.
La partita di Quidditch gli aveva attribuito una grande popolarità, come si coglieva dagli sguardi dei compagni Griffondoro, ma anche una buona dose di intolleranza da parte dei Serpeverde. Infatti spesso al suo passaggio saettavano risatine malefiche e commenti sul suo abbigliamento e sul suo portamento goffo, attenzioni a cui il ragazzo non sembrava attribuire troppo peso.
- Ciao Etty! - salutò la compagna.
- Ciao Nicky! Tutto bene? -
- Sì! E tu? Ormai te lo posso chiedere solo a lezione, non ti vedo mai in giro - scherzò il ragazzo.
La ragazza si fece cupa in volto.
- Hai ragione Nicky, ma ultimamente ho qualche problema a casa e... -
- Ma non ti devi giustificare facevo per dire, scusami... Che succede a casa tua? -
- Ehm! Niente d’importante, tranquillo... - sorrise un po’ imbarazzata Etty.
- Ok! - fece pensieroso - Cambiando discorso, oggi è il primo giorno che ho pozioni dopo la sconfitta dei Serpeverde, credi che il professore sarà risentito? - chiese con un pizzico d’ansia.
- Non credo, Lumacorno non mi sembra un grandissimo sportivo - lo rassicurò la ragazza.
- Speriamo - sospirò Nick.
- Non riesci proprio ad amarla questa materia - rise Etty.
- In realtà è lei che non ama me! - puntualizzò Nicolas. Risero entrambi.
- Buongiorno miei cari studenti - entrò trillando il corpulento professore di Pozioni.
- Stamattina affronteremo un antidoto piuttosto complesso, ma non vi preoccupate basterà fare attenzione ai dosaggi - il professore sorrise nelle guance piene.
Nicolas fece un’espressione buffamente rassegnata che fece ridere silenziosamente Etty, poi cercò di concentrarsi il più possibile sulla spiegazione.
La lavagna si stava riempiendo di fitte indicazioni per la composizione del preparato, mentre la mandibola di Nicolas si apriva leggermente ad ogni riga che compariva sulla superficie nera.
Alla fine della spiegazione la mandibola di Nick stava per lussarsi e cadere sul freddo pavimento dell’aula di Pozioni.
Nicolas cercò di recuperare un po’ di contegno, mentre Etty ormai riusciva a stento a trattenere le risate, e, dopo un lungo sospiro, radunò gli ingredienti della pozione e si fece coraggio. Cominciò a pesare sulla sua bilancina d’argento i vari ingredienti, commentando a mezza voce.
- Ok 87 g, gasp! Mi è scivolato un po’ di saliva di Drago, vabbè solo una goccia... questo Cardo di Scozia è un po’ appassito… aspetta che gli do una sistematina “Ravvivo”... allora cosa diceva? Che l’Elleboro è velenoso? Beh, non vorrei esagerare, ecco dovrebbe bastare... -
Passò a miscelarli.
- Ecco i primi tre ingredienti, no! Ho dimenticato il cardo, aspetta lo aggiungo subito - e il fiore venne inghiottito nel calderone con un piccolo spruzzo - ora mescolo... -
Cominciò a mescolare guardando nel calderone dei compagni, ma dopo qualche giro orario Nicky si rianimò di colpo.
- Ma adesso quanti giri ho fatto?!?! Sette? Allora altri tre e poi cambio... ma perché mi distraggo sempre... -
Aspettò un po’ di tempo come consigliato dalle indicazioni alla lavagna, poi lo prese un dubbio.
- Ma giri al contrario nel senso 10 giri antiorari, 3 orari e 2 antiorari oppure prima i 2 orari, poi i 3 antiorari e poi ancora 10 orari? - per un attimo sembrò volere alzare la mano per chiederlo all’insegnante, ma poi si guardò in giro e vedendo tutti gli altri impegnati e sicuri delle loro manovre sembrò esitare e abbassò la mano.
- Etty - sussurrò.
- Che c’è? - chiese la ragazza impegnata.
- Silenzio! - intimò il professore dal fondo della classe - Vi ho parlato dei rischi che i rumori possono provocare a questo antidoto... -
- Niente - sussurrò Nicolas, mentre anche la sua pozione sembrò volerlo ammonire con un prolungato “fzzz!”.
Il preparato stava diventando sempre più melmoso e dopo l’aggiunta della polvere di Ammanite prese una strana tonalità verde acido. L’ultima mescolata fu infine fatale, perché la sostanza diventò una gelatina maleodorante e terribilmente collosa.
Nicky guardò scoraggiato il suo peltro, alzò la mano e pronunciò con una nota funerea nella voce: - Professore forse è meglio non assaggiarlo, vero? -.
- Ah! Ah! Ah! - rise bonariamente il professor Lumacorno - Mio caro Nicolas le pozioni non sono certo il tuo forte fortunatamente sei abile in altro, non è vero? - gli strizzò l’occhio.
Passò ad esaminare il contenuto del peltro.
- Beh! Dovremo fare in modo che tu migliori, ma troverò il modo non temere -.
Nicolas era ammutolito da quando aveva cominciato le lezioni di Pozioni il professore non si era mai espresso con lui se non con qualche grugnito e un paio di sbuffi di disapprovazione.
La lezione finì e Nicolas, raccolti i propri ingredienti, stava per lasciare l’aula con Etty.
- Nicolas! - lo chiamò il professore - Volevo invitarti a una piccola festicciola venerdì sera prossimo, ci sarai vero? -.
Nicolas sempre più spaesato balbettò un “sì”, che il professore non si fece sfuggire.
- Ottimo! Ottimo! - disse gonfiando le guance compiaciuto - A presto allora! - e se ne andò.
- Questa poi... - fece Nicolas esterrefatto.
- Cosa non fa la fama! - disse asciutta la ragazza.
- Credi che abbia sbagliato ad accettare l’invito... vedi mi ha preso completamente in contropiede -
- Figurati Nicky! Anzi... hai fatto bene, anche se ti avverto che non c’è sempre gente simpaticissima a questi ritrovi -
- Che intendi? –
- Figli di Papà, gente che si vanta del proprio sangue e delle proprie conoscenze... -
- Temo proprio di aver sbagliato ad accettare questo invito - fece l’altro scoraggiato - perché non vieni con me? -.
- Primo: non sono usa ad andare dove non sono invitata; secondo: darei un’idea sbagliata; terzo: ho altro da fare! -
- Mi spiace -
- Oh! Scusami tanto Nicolas, continuo a prendermela con te, ma non è così, credimi... vai e divertiti, ok? -
- Proverò - sospirò il ragazzo, poi si rianimò - Idea sbagliata, che idea sbagliata? -.
Etty rise.


"Volevo invitarti a una piccola festicciola venerdì sera prossimo, ci sarai vero?" 




- Eccoti, Nicolas! - gli venne incontro il professor Lumacorno - Sei arrivato... speravo venissi con la signorina Weasley... quest’anno sono riuscito ad averla alle mie festicciole un'unica volta – fece pensieroso - Comunque ecco qui uno dei tuoi compagni, ovviamente il tuo talentuoso compagno di Quidditch: il signor Dayton! -.
- Ciao Knightly - fece sorridente Nat.
- C-ciao! - balbettò, sorpreso Nicolas.
- Oh! Blaise! - esclamò Lumacorno - Vi lascio... - trillò Lumacorno e si allontanò.
- E così gli onori della performance agonistica ti hanno portato al Lumaclub - fece disinvolto Nat, sorbendo la sua Burrobirra.
- Così pare - sussurrò Nick.
- Cominciavo a disperare di essere l’unico Griffondoro a parteciparvi -
- Ah! - esclamò Nicolas con un evidente tono di delucidazione nella voce - Ecco perché mi stai rivolgendo la parola... -
- Spiritoso Knightly, davvero spiritoso! - fece l’altro in un tono un po’ secco.
- Dai non te la prendere, non vorrai negare il fatto che ciò sia per me un’incredibile rarità! -
- No, infatti, ma tu mi snervi con il tuo perbenismo, sarà che sei calmo posato e non sopporto la gente melensa -
- Tenterò di essere un po’ più arrogante e aggiungerò qualche frase sarcastica per andarti a genio - sorrise divertito l’altro.
- Piantala di essere accondiscendente con me -
- Ok! -
- Piantala ho detto! -
- Ok! - confermò l’altro con uno sbuffo.
I due si guardarono e risero all’unisono.
- Come diavolo hai fatto Knightly!? Ti sei guadagnato anche una terza possibilità... -
- Terza? -
- Già! La prima bruciata con “l’incidente” sul Lago nero, - fremette - la seconda bruciata con la storia della scopa e incenerita con il litigio sulla lettera... e ora la terza - contò sulle dita.
- Sei incredibilmente magnanimo - disse sarcastico Nicolas, come da promessa.
- Sei fortunato: è incredibilmente raro, no anzi unico, che dia ad un ragazzo una terza possibilità - puntualizzò il ragazzo.
- Ad un ragazzo? - sottolineò Nicolas.
- Certo “un ragazzo”. - chiarì Nat - Si sa che alle ragazze do infinite possibilità - ammiccò.
- Ah? - fece l’altro chiarito - E quante possibilità hai dato a Lisa fino ad ora - fece sornione.
- Infinite ovvio! Ah! Visto che siamo in argomento vorrei precisare che tra me e Lisa non c’è assolutamente quel tipo di rapporto -
- Che strano la mia mandibola aveva travisato tutto - sorrise l’altro, bevendo anche lui un sorso di Burrobirra.
- Ehi così mi vai davvero a genio - commentò la battuta di Nick e continuò - Già! Perdona quel cazzotto, ma vedi io e Lisa siamo cresciuti insieme, è la mia vicina di casa, nonché la mia migliore amica. Certo siamo stati anche insieme un paio di mesi, ma per capire che era davvero troppo strano ed eravamo troppo amici per provare qualcosa di diverso -
- Ti dirò la verità, la mia mandibola continua a non capire... -
Nat rise di gusto.
- Non mi piacevi e non potevo accettare che ti avvicinassi “così” alla mia quasi-sorellina! - gli diede una forte pacca sulla schiena, tale da fare andare un intero sorso di Burrobirra di traverso a Nicolas, che cominciò a tossire rumorosamente, cercando di respirare.
- Ehi! Andate proprio d’accordo... - sorrise loro gioviale Lumacorno - Mi è venuta un’idea geniale, mio caro Nicolas! Perché non ti fai aiutare in pozioni da Nat, è di certo uno dei miei allievi più brillanti - e gli strizzò l’occhio.
- Si può fare - annuì Nat.
- Perfetto! - poi si voltò verso il ragazzo alle sue spalle e lo spinse al suo fianco - Hai visto Raymond? Eccoti Nicolas... -.
Nat e Nick si guardarono con aria interrogativa.
- Ci conosciamo professore - sbuffò il ragazzo dalla capigliatura accesa.
- Oh! Raymond non sarai arrabbiato per la sconfitta dei Serpeverde... - rise bonario - dopotutto tu ti sei fatto valere! Raymond non solo è un abile cercatore, ma è figlio di una prestigiosa Casata, quasi tutti i suoi parenti lavorano per il Ministero in incarichi prestigiosi - tentò di adularlo.
- Già anche Knigtly ha dei natali prestigiosi, non gliene ha parlato? – fece un ghigno rivolto al ragazzo. Nick impallidì e Nat se ne accorse.
- No, in realtà no! – sorrise Lumacorno con uno sguardo ingolosito.
- Sì, ma Nicolas diventa lungo e noioso quando parla dei suoi e poi dovevo presentargli una ragazza, voi ci scuserete – ammiccò di intesa Nat, verso il professore.
- Con rammarico ma in effetti: “ubi maior, minor cessat”, dove ci sono questioni più importanti, quelle meno importanti devono lasciare il passo! - approvò l’abbondante professore.
- Benissimo! Allora Nick credo che nessuno ti abbia mai presentato Sandy! -
- No, in effetti! Piacere sono Nicolas! - porse la mano alla ragazza bionda.
- Finalmente ci conosciamo! - prendendogliela con grazia, il fascino della ragazza sembrò offuscare per un attimo le luci della sala.
– È un vero piacere conoscere ogni tanto un gentiluomo - sorrise dolcemente.
- Ehi! Non ti ricordi che la ragione per cui vengo a queste noiose feste è per tenerti compagnia? - protestò Nat.
- Sì, scusa! Hai ragione se non altro mi rendi sopportabile questo supplizio - si scusò la bionda con un sorriso affascinante.
- Perché vieni se non ti piace? - fece stupito Nicolas.
- Obbligo dei genitori, mia madre è ossessionata con il Lumaclub “È per il tuo futuro” mi ripete in continuazione - disse disgustata - mentre vedere questi ricconi viziati che si riempiono di moine è una tale noia! Senza offesa Nat -
- Nessuna offesa dolcezza! -
Sandy rise.
- Eccoti Walter! È incredibilmente raro vederti a queste manifestazione dell’Ego - salutò Nat.
- È vero, ma vedi Lisa mi ha chiesto di tenerti d’occhio con Sandy e così... - le guance di Walter sembrarono imporporarsi.
- Ciao Walt! - lo salutò visibilmente felice Nicolas.
- Ciao Nicky! Tutto bene! Bella partita! - il ragazzo Corvonero si ricompose nel suo solito contegno.
- Te la sei defilata Knightly, come al solito! - disse la voce piena di sfida di Raymond Embrace.
I quattro ragazzi volsero lo sguardo al nuovo arrivato, ma sobbalzarono improvvisamente perché un fulmine era caduto poco distante e un tuono aveva squarciato con forza l’aria, mentre un terribile acquazzone aveva cominciato a battere furiosamente sui vetri della stanza, sospinto da terribili folate di vento.
- Che pioggia! Sembra più un temporale estivo che una pioggia di fine autunno - commentò Nat.
- Ha qualcosa di inquietante - sussurrò Sandy.
- Non fare la bambina - la prese in giro l’altro.
Alle spalle di Nicolas si era avvicinato Raymond.
- Hai sempre una scappatoia Knightly, da cosa stai fuggendo? - gli disse a bassa voce.
- Cosa vuoi da me, Emberce? -
- A questo punto preferirei non avere niente a che fare con te, ma tu mi servi e al momento opportuno farai ciò che ti chiedo... - un ghigno perfido gli tagliò la faccia.
- Io non ci scommetterei troppo - fece beffardo Nicolas.
- Staremo a vedere! - lo rassicurò il Serpeverde.
- Mi è venuto un enorme mal di testa, credo di essermi sacrificata abbastanza per il “mio futuro” - annunciò la ragazza bionda - me ne vado a letto... mi accompagneresti Nat? -
- E lasciare questa incantevole festa? ... Ovviamente! - rispose il ragazzo decisamente entusiasta di andarsene - Vieni anche tu Knightly? -.
- Volentieri! - rispose risoluto Nicolas saettando Raymond, che lo fissava con sicurezza.
- Cosa cavolo vuole da te, quell’Emberce? - gli chiese Nat appena usciti dall’ufficio di Lumacorno, dove si era tenuta la festa.
- Non saprei - rispose con semplicità Nick - forse non ama i damerini - gli lanciò una sorridente frecciata.
- Stai imparando di già, con le lezioni di Pozioni vedremo se potrò fare di te il mio prezioso pupillo - sorrise contento Nat.
- Certo che voi due siete alquanto strani - commentò improvvisamente Sandy - Ok. Vi lascio ai vostri virili discorsi e vado a letto. Bye! - e fece un cenno con la mano, allontanandosi verso la propria Sala Comune.
- Riguardati - le consigliò Nick.
Altro cenno della manina bianca, che sparì dietro un angolo.
- Sandy ha ragione Nat, ogni volta che ho cercato di mantenere un comportamento educato e corretto nei tuoi confronti: ti arrabbiavi; mentre ora che ti scaglio ogni sorta di frecciatine: ti faccio contento - fece stupito e riflessivo Nicolas.
- Che vuoi! - replicò con semplicità - Apprezzo la schiettezza e il carattere! -
- Ma uno può essere schietto anche quando è gentile - bofonchiò l’altro.
- Non me la dai a bere, amico! Tu sei gentile perché credi che, così facendo, nessuno ti darà fastidio! -. 
Nicolas rimase ammutolito.
- Vedi io sono uno che sembra insensibile, ma le cose le capisce al volo - rise spavaldo.


Incubo

- No… no! Attenta! Scappate!!! -
Nicky spalancò gli occhi terrorizzato, la fronte madida di sudore freddo. Si sedette di scatto sul letto, con lo sguardo vuoto, cercando di recuperare il fiato.
Così immerso nella penombra, privo degli occhiali e dell’inseparabile cappellino, appariva ancora più gracile e indifeso del solito, non sembrava neppure Nick.
Si strinse nelle spalle, respirando affannosamente, e blaterò spaventato – Poteva… potevo… -.
Si riscosse con un movimento energico della testa.
– È meglio che torni a dormire.
E si ricoricò, ma non ne seguì un sonno tranquillo.


Continua...

domenica 9 febbraio 2014

Serpeverde contro Griffondoro

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

Serpeverde contro Griffondoro

Dal giorno di Halloween Etty dedicava molto meno tempo al suo amico straniero e a volte spariva per ore senza farsi trovare. Nicolas non si interrogava sul fatto e approfittava di quei momenti per cercare qualcosa in tutti gli annuari degli anni frequentati da James Potter, ma la ricerca non sembrava facile.
Era come al solito nella sua stanza e sfogliava il penultimo anno di frequenza del padre del suo beniamino, mentre parlava a Lio, che entusiasta trillava ogni volta che vedeva qualcuno di conosciuto e cioè ogni studente di Griffondoro, due terzi di Tassorosso, metà di Corvonero e qualche scarsa eccezione tra i Serpeverde.
- Ho capito Lio, conosci praticamente tutti! Ma non potresti essere più chiaro se tra loro c’è o no mio padre? Forse è Nicolas Patterson dei Corvonero? - disse speranzoso mostrando un bel ragazzone dal colorito florido e dalle guance piene, sovrastate da pesanti occhiali.
Lio trillò e becchettò sull’annuario.
- Ho capito, lo conosci ma è lui? -.
- Uh! Uh! -.
Nicolas segnava il nome, l’anno e la casa di appartenenza sul taccuino ormai ricoperto da decine di Nicolas, per cui ogni volta Lio aveva mostrato il medesimo comportamento.
- Non è possibile che Nicolas sia un nome tanto popolare! - chiuse il libro e si stese supino rimuginando questo pensiero.
In effetti il professor Rüf aveva appena spiegato le origini e lo sviluppo dell’alchimia, insistendo sul suo protagonista più noto Nicolas Flamel, creatore della Pietra Filosofale, da allora il nome Nicolas aveva avuto un vero boom demografico, per cui molti maghi avevano dato quel nome illustre e fortunato ai loro pargoli.
- Non dimentichiamoci poi che è anche il nome del Fantasma protettore dei Griffondoro, per cui metà di quelli che ho segnato appartengono alla mia casa! - sospirò Nick, concludendo un suo pensiero.
- Caspita è tardi! Ho l’allenamento di Quidditch! -.

A sollevare Nicolas dalle assenze di Etty c’erano anche i numerosi allenamenti di Quidditch, a cui la squadra era sottoposta con grande energia dal nuovo capitano, in previsione del grande scontro con Serpeverde.
- Non è semplicemente uno scontro contro un’altra Casa di Hogwarts ma vi ricordo che è quasi uno scontro di pensieri tra chi sostiene Voi-Sapete-Chi e Harry - diceva sempre Seamus. Ginny non si prodigava in grandi discorsi, ma sapeva avere il cipiglio giusto del leader, forse non andava forte in diplomazia.
Nicolas era già pronto in divisa sul campo, mentre gli altri uscivano dagli spogliatoi.
- Ciao Nicolas! -
- Ciao Seamus! -
- Ciao Nick! - in coro.
- Jimmy! Ritchie! - fece un cenno in risposta.
- Ehi Nicky - sorrise Demelza.
- Ciao! - ricambiò il ragazzo.
- Eccoti Nicolas! - disse Ginny.
- Capitano! - sorrise gentile.
- Ciao Nat... - sbuffò Nicolas quando Nat lo colpì apposta con una spallata.
- Devo aver urtato qualcosa - fece strafottente Nat.
Ginny lo trafisse con lo sguardo, Nicolas le fece cenno di lasciar perdere.
- Ehi tu! Non è un allenamento pubblico! Sparisci! - fece Ginny verso le tribune, da dove un ragazzo Serpeverde stava andandosene pigramente.
- Emberce... - mormorò Nicolas seguendolo con lo sguardo.
- Ok Knightly, ai cerchi! - ordinò Ginny.
Nicolas volteggiò con grazia nella sua posizione.
Demelza e Nat volavano davvero bene insieme e si intendevano alla perfezione, Seamus era più goffo e non particolarmente veloce. Jimmy e Ritchie si divertivano come matti a usare come bersaglio gli altri giocatori.
Ad un certo punto si accanirono giocosamente contro Nick che respingeva abilmente con la coda della scopa i bolidi che i due gli scagliavano. L’acredine di Nat contro il ragazzo greco si faceva sentire nei tiri in porta sempre scagliati con precisione e ferocia, seguiti, se erano gol e quindi raramente, da un eccesso di entusiasmo ed una serie di prese in giro verso il portiere, che scrollava felice le spalle.
- Come cavolo fai a non arrabbiarti - disse a un certo punto spazientita Ginny.
- Semplice! Penso che gioca dalla nostra parte! - e sorrise radioso.
Ginny era ammutolita.
Alla fine dell’allenamento Nicolas si fece discreto vicino a Ginny.
- Scusa capitano, posso suggerirti una cosa? -
- Certo -
- Non sarebbe meglio far giocare Demelza esterna e Nat interno? -
- Temo che così l’attacco sia sbilanciato in forza sulla destra e i forzuti cacciatori di Serpeverde escludano la mia cacciatrice -
- Forse, ma Demelza è veloce a scartare, specie gli attacchi sulla destra, e così potremmo sfruttare l’ambidestra di Nat -
- Nat è ambidestro? –
- Sì, non l’hai notato? Credo che non lo voglia far notare prima della sfida... una specie di arma segreta -.
Ginny ammutolì.

Immagine dal Web - tratta dal film "Harry Potter e l'Ordine della Fenice"


Era arrivato il grande giorno della sfida, lo stadio di Qudditch della scuola si divideva tra il verde-argento dei Serpeverde e il rosso-oro dei Griffondoro.
La giornata era fredda e ventosa, mentre grossi nuvoloni minacciavano una pioggia incessante.
- Molto bene ragazzi è la nostra occasione di far mangiare la polvere ai Serpeverde e ai loro coretti contro i Nati-Babbani, difendiamo il vero spirito di Hogwarts! - Ginny caricò la propria squadra che si lanciò determinata in mezzo al vento freddo di quella giornata novembrina.
- Nat tu giocherai al centro, Seamus sulla destra e Demelza sulla sinistra. Ah, Nat! Tira in porta come se tirassi contro Nicolas -
- Perfetto! - ghignò il ragazzo, anche Nicolas sorrise sotto i baffi.
Madama Bum intimò - Gioco corretto, vero Tiger! - mentre un ragazzone nerboruto, capitano dei Serpeverde, stritolava con piacere la manina di Ginny.
- Via! -.
- Dayton riesce subito a conquistare la Pluffa e a passarla a Demelza Robins che, nel frattempo, si è facilmente smarcata da Igor Rooster -.
Gli scambi in campo erano veloci.
- Ecco una bella azione dei Serpeverde, ma incredibile parata di Knightly che blocca la Pluffa e schiva di pochissimo un bolide direttogli da Goyle. Tutto da rifare! -
- Ottimo Micheal - sorrise la McGranitt al ragazzo del settimo anno di Corvonero che teneva la cronaca della partita.
- Grazie professoressa! - rispose il ragazzo e continuò - Ora è Griffondoro ad attaccare: Finnigan passa a Dayton, Dayton a Robins e ancora a Dayton, bellissimo passaggio smarcante. Gol! 10 a 0 per Griffondoro -.
La partita era arrivata a 60 a 0 quando incominciò a piovere con enormi scrosci, mentre fulmini saettavano sopra lo stadio. Un paio di volte Ginny era quasi riuscita a prendere il boccino, ma Raymond Emberce, nuovo cercatore Serpeverde, era riuscito a intralciarla e il boccino era scomparso.
Ora con l’acqua a catinelle trovare il bagliore dorato era davvero difficile.
La partita continuava e, mentre gli anelli di Griffondoroerano diventati impenetrabili, i sinistri di Nat erano imprendibili e il punteggio era velocemente raddoppiato a favore dei Griffondoro. Presi da una frustrazione incredibile, i Serpeverde diventarono molto più violenti e in particolare Goyle sembrava non volesse che Knightly uscisse indenne dalla partita.
- Sembra che Weasley abbia visto qualcosa di dorato! – urlò il cronista.
Ginny si era infatti lanciata in picchiata nei turbini di acqua e vento sulla scia imprecisa del Boccino, Raymond era alle sue spalle e la stava raggiungendo velocemente. Ginny stava per afferrare la sferetta alata, ma improvvisamente un fulmine colpì la coda della scopa, disarcionandola a pochi metri d’altezza. Embarce ne approfittò per afferrare il boccino e regalare 150 punti a Serpeverde, gli unici.
- Serpeverde conquista il boccino, ma Griffondoro vince la partita per 160 a 150 punti! – esclamò il Corvonero Micheal dalla tribuna.
Dal mare oro e rosso si alzò un boato di ovazione, molto diverso dai tuoni che continuavano a cadere lì intorno.
Presto le tribune sgombrarono e i giocatori corsero nei propri spogliatoi.
- Tutto bene Ginny? - fecero in coro Demelza e Nicolas.
- Sì, grazie! Mi dispiace non aver preso il Boccino, li avremmo davvero schiacciati! - fremette piena di rabbia Ginny.
- Un colpo di sfortuna, se non fosse stato per quel fulmine... meno male che tu ne sei uscita indenne - la rincuorò Demelza.
- Già, questo è un bene! - disse ancora pallida Ginny, era evidente che si fosse presa un bello spavento.
Semus si stava complimentando con Nat per l’ottima prestazione.
- Nat sei stato proprio in gamba! - si unì Ginny - E non dimentichiamo il nostro acchiappa-tutto: Nick dove hai imparato a manovrare così una scopa? -
- Ad Arcadia... - arrossì Nicolas, gli altri risero tutti.

Quando arrivarono alla Sala Comune li accolse un’ovazione corale di festeggiamento, Nat e Nicolas vennero caricati sulle spalle e portati in trionfo. Nicky apparve incredibilmente imbarazzato e cercò di svincolarsi velocemente, al contrario di Nat che si beava delle acclamazioni, ma sapeva anche dirigerle verso gli altri compagni di squadra intonando coretti per i battitori, per gli altri cercatori e non ultimo il Capitano.
- Qualcosa non va, Nick? - gli si fece vicino Etty.
- Tutto bene! - sorrise Nicolas.
- Perché non sei con gli altri a festeggiare? - insistette la ragazza.
- Dovresti aver capito che non amo stare al centro dell’attenzione - arrossì l’altro.
- In effetti, l’ho notato, ma saresti festeggiato con il resto della squadra -
- Hai ragione, ma è come se facessi ancora fatica a sentirmi parte di questo mondo, vorrei tanto immergermene completamente, ma una parte di me ne rimane sempre esclusa - disse meditabondo Nicolas e si giustificò improvvisamente - scusa sono solo sciocchezze -.
Etty deglutì e non ebbe più il coraggio di rispondere.

Continua