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lunedì 14 aprile 2014

Chi sono i nemici?

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

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Immagine dal web


Chi sono i nemici?

- Sono contenta di stare da te qualche giorno, c’è un po’ di tensione dai cugini - fece riconoscente Wendy, mentre giocava sul pavimento con il gatto dell’amica.
- Anch’io sono felice di averti qui, a parte Walter ogni tanto, non è che abbia grandi conversazioni - rispose Sandy, spiegando un ampio abito ottocentesco.
- Pensavo di trovare anche Lisa stasera -
- Strano, non te l’ha detto? -
- Cosa? -
- Lisa parte sempre appena rientra da Hogwarts, se ne va con i suoi su un’isoletta del pacifico “Per una tintarella adatta” - imitò l’amica, Wendy rise.
- E Nat è partito anche lui - continuò con noncuranza la ragazza castana.
- No, lui è qui - rispose con altrettanta noncuranza Sandy, mentre lisciava con la mano i merletti sul corpetto.
- Non è bellissimo - fece entusiasta la bionda, sbattendo gli occhioni color prato, mentre mostrava l’abito.
- Sì, certo - rispose titubante l’altra - ma non lo dovrò indossare io, vero? -
- No, questo è mio -. Wendy tirò un sospiro.
- Questo è tuo! - e Sandy indicò un abito identico a quello che aveva in mano.
- Come mai uguali? -
- Per la coreografia, un’idea di mia madre, adora le coreografie impeccabili alle feste! -
La smorfia di Wendy palesò chiaramente il suo pensiero.

Il salone centrale di Villa Field era splendente e traboccante di gente. Tutte le signore indossavano abiti di velluto in raso color pervinca, con grandi parrucche bianche dagli ampi boccoli, mentre splendide maschere veneziane nascondevano loro il volto.
Anche gli uomini erano vestiti con giacche e pantaloni blu savoia, orlati di broccato dorato, portavano parrucche mascoline, con codini stretti da un fiocco di raso del medesimo colore della giacca e con il viso celato da maschere altrettanto sfarzose.
Le ragazze invece vestivano tutte di un bel rosso veneziano con merletti e fiocchi, le loro parrucche erano brune a boccoli e anch’esse portavano sul volto maschere elaborate, ma tutte identiche. I ragazzi, che a loro si accompagnavano, vestivano di amaranto, parrucche e maschere simili a quelle degli uomini.
- Ma è meraviglioso! - esclamò Wendy con la voce artefatta dalla maschera, scendendo dal grande scalone centrale.
- Sì, mia madre fa sempre le cose in grande -
- Ora capisco perché parlavi di coreografia -
- Non hai ancora visto il meglio -
- Ciao Raymond! - le due ragazze salutarono in coro uno tra le decine di giovanotti vestiti di amaranto.
- Ciao! Certo che se non foste due Portatrici non vi avrei mai potuto riconoscere tra tutte le altre donzelle, - Ray si guardò intorno - sono proprio curioso di sapere cosa ha in mente tua madre -
- Lo vedrai! - la voce di Sandy rimbombò raggiante - Intanto prendi un sorso di champagne - allungò veloce la mano su un vassoio fluttuante che volteggiava lì vicino, agguantando un bicchiere di cristallo colmo di liquido paglierino e spumeggiante.
- Eccoti Walter! - lo salutò Wendy.
- Ciao - si guardò intorno - sembra una serata davvero perfetta, anch’io ne assaggio un bicchiere, mi fai compagnia Raymond -
- Ne ho appena preso uno - tentò di scansare il ragazzo Serpeverde.
- Suvvia, Ray! Non fare il guastafeste - e Sandy porse un nuovo calice.
- Non ti ho mai vista così emozionata ad una festa di tua madre, Sandy. Questa deve essere speciale -
- Sono felice perché c’è Wendy - la strinse al gomito - stasera le voglio mostrare tutte le meraviglie di questo incredibile e affettato nostro mondo snob! -
- È una buona idea - sorrise Raymond - magari ti aiuterò -
- Vedremo... - le ammiccò Sandy - Questa bevanda è divina vero? Lo producono dei folletti di Champagne per le nostre aziende: è così leggero! - e dicendo questo porse l’ennesimo calice all’amico.

Gli invitati erano giunti tutti e cominciarono le danze.
- Coraggio Wendy ora tocca a noi - la incitò la ragazza tirandola lontano da Raymond - Tu e Walter dovete comporre la fila dall’altro lato.
- Ok! - fece il ragazzo piuttosto su di giri, forse contagiato dall’euforia dell’amica, posando il quarto calice vuoto.
- Sandy io non ballo! - esclamò contrariata Wendy.
- Ma tu non dovrai ballare, devi solo occupare un cerchio rosso -.
Sul bel pavimento di marmo, infatti, erano apparsi cerchi luminosi del colore dei quattro abiti che animavano la serata.
- È un incantesimo stupefacente, credimi! - fece allegra la ragazza, di cui si scorgeva solo il bel verde degli occhi.
Wendy si posizionò sul cerchio con una visibile insicurezza, mentre Sandy si allontanava da lei di un cerchio pervinca alla sua destra, occupandone uno rosso e facendole ampi e rassicuranti gesti.
Partì un gioioso minuetto.
Non era chiaro se si muovessero i cerchi portando con sé i ballerini, o i ballerini portando con sé i cerchi, comunque tutti si mossero in perfetto sincronismo, componendo fantastiche geometrie, esaltate dai quattro colori che si ripetevano in modo ritmico, come in un gigantesco caleidoscopio.
Lo spettacolo era così coinvolgente che anche Wendy non poté fare a meno di allargarsi in un sorriso. Nonostante non avesse passione per la danza, si muoveva aggraziata come tutte le altre ragazze grazie all’incantesimo e ciò l’aveva un po’ rassicurata.
- È lei - la indicò un giovane in amaranto ad un uomo leggermente più alto di lui vestito in Blu savoia.
- Come fai ad esserne così certo? Sono tutte uguali! -
- Fidati! - ammiccò il ragazzo con un tono di spavalderia, mentre sembrava calcolare qualcosa con attenzione. Poi avanzò verso i ballerini con l’aria di uno che voglia saltare al volo su una giostra e disse all’uomo - Aspettami dove d’accordo - detto questo spinse un giovanotto, piuttosto rubicondo, dal proprio cerchio, prendendone il posto.
- Ehi! - protestò questo.
- Mi spiace amico, toccava a me! - gli fece un cenno, mentre l’incantesimo cominciava a farlo muovere in sincrono con gli altri.
Finalmente il ragazzo e Wendy si trovarono di fronte in una serie di giri accoppiati. I palmi delle mani destre appoggiati erano il perno dei loro giri, ma mentre il ragazzo fissava oltre la maschera di lei, Wendy non staccava gli occhi dai suoi piedi, benché sapesse di non essere lei a muoverli con quella armonia. Il ragazzo al di fuori delle mosse indotte le strinse lievemente la mano e la ragazza alzò finalmente lo sguardo negli occhi di lui. Lo fissò piena di meraviglia, mentre lo sguardo di lui sorrise.
Cambio di mano, altri due giri. I due li fecero sempre non staccandosi gli occhi di dosso, lei con uno sguardo interrogativo, lui come divertito. Si separarono, altri giri con altri compagni di danza, ma Wendy rimase con lo sguardo fisso sul misterioso ragazzo, che continuava a fissarla.
Gli archi e il clavicembalo finirono la melodia e tutti, ballerini e spettatori, applaudirono del meraviglioso spettacolo.
Wendy si fece largo tra gli ospiti, cercando di mantenere il contatto visivo, mentre il ragazzo, dopo un ultimo fuggevole sguardo, si allontanava verso l’ampio terrazzo.
- Chiedo scusa, scusate - Wendy si apriva un varco nella folla, mentre Sandy seguiva la scena a distanza.
- Ehi, Sandy! Dov’è finita Wendy?! - fece Raymond, lievemente barcollante.
- Arriverà subito, è andata in bagno, credo che tutti quei volteggi le abbiano fatto venire un po’ il capogiro -
- La capisco, credo che seguirò il suo esempio -
- Sì, bravo! Ti vedo un po’ instabile... i bagni degli uomini sono di là - le indicò Sandy, mentre Ray seguiva barcollando la direzione indicata.

- Mi scusi, ma noi ci conosciamo? - chiese Wendy al ragazzo che aveva seguito sul terrazzo.
- Come dice? - fece il giovane a cui si era rivolta - No, credo di no, lei è dei Malfoy? - il ragazzo alzò la maschera rivelando un pallido volto sconosciuto a Wendy.
- No, non sono dei Malfoy, mi scusi l’avevo scambiata per qualcun altro - Wendy abbassò lo sguardo intristito.
- Nessun problema! Anzi è sempre un modo ingenuo e intrigante per avvicinare sconosciuti alle feste. - le sorrise ammiccante l’altro - Adoro la compagnia che trovo in queste feste è sempre molto “calda” - le si avvicinò con uno strano sguardo.
Wendy arretrò.
- Cercavi me, cara! - fece una voce artefatta da una maschera.
Wendy era incerta, forse non voleva cadere dalla padella alla brace, ma probabilmente pensò che tra un pericolo incerto e uno certo, era meglio il primo.
- Sì, infatti ti avevo scambiato per questo signore -
- Festa divertente e ottimo Brandy spumante, bisogna stare attenti a non berne troppo - sorrise la voce del ragazzo che l’aveva soccorsa, mentre il giovane pallido li superava seccato per tornare alla festa.
Wendy si avvicinò alla balaustra, forse per allontanarsi dal nuovo sconosciuto, e tentò di respirare la lieve brezza estiva.
- La ringrazio dell’intervento tempestivo -
- Veramente ti stavo aspettando - disse il ragazzo sollevando la maschera - Sei tu che non hai visto che stringevo l’angolo - spiegò Nat.
- Allora eri davvero tu! - Wendy non sapeva se credere ai suoi occhi - Come hai fatto a riconoscermi?! -
- Non abbocco più ai tuoi travestimenti, Knightly! - rispose sornione l’altro.
- Non capisco... allora non sei arrabbiato con me? Perchè Sandy non mi ha detto che venivi? Perché non hai risposto alle mie lettere? -
- Quanto mi secca avere sempre ragione - Nat lo disse più verso una statua nell’ombra che a Wendy, poi si volse alla ragazza - Non mi è arrivata nessuna tua lettera e da ciò che mi chiedi immagino che non te ne sia arrivata nessuna delle mie... -
- No! Ma chi... -
- Non lo immagini? Alto, capelli rossi e accento snob, sei sicura di non avere nessuna idea? -
- Ray?E perché lo farebbe... - ma si ammutolì subito.
- Sono grato che ti sia zittita da sola - commentò sarcastico il ragazzo.
- Ma Ray non vive con me - Wendy non notò il moto di sollievo di Nat - non avrebbe potuto intercettare sempre la tua posta -
- Non è il solo che terrebbe lontana una Portatrice da chi non lo è - fece la statua nascosta nell’ombra.
- Ehi, eravamo d’accordo che avresti aspettato! -
- Ti ricordo che non abbiamo tutto questo tempo e abbiamo moltissime cose di cui parlare - replicò quello che invece era un uomo vestito in blu, come gli altri.
- E lui chi è? Lo conosci Nat? - chiese Wendy confusa.
- Ti fidi di me? - Nat prese delicatamente i polsi della ragazza, che ebbe un sussulto.
- Ti fidi vero? - la guardò negli occhi. La ragazza annuì senza capire.
- Sono Luke Locke, tuo zio - rispose l’uomo.
Dal salone provenivano risa e nuove note allegre, qualcuno mandò in pezzi una pila di bicchieri di cristallo, che fu ricostruita in un colpo di bacchetta.
- Nat - Wendy guardò terrorizzata il compagno di Casa, allontanandosi da entrambi gli uomini - Nat, lui ha ucciso i miei genitori - balbettò arretrando mentre cercava la bacchetta tra le pieghe dell’abito.
- No, ascolta ti hanno ingannata - Nat cercò di convincerla.
- Voleva il potere di mio padre, l’ha braccato come un animale - fece con una nota acuta nella voce puntando il dito.
- Te l’avevo detto che avrei dovuto spiegarle prima le cose - il ragazzo rimproverò l’uomo.
- O avanti, Wendy! Non fare la bambina, leggimi nel pensiero e verifica tu stessa, non abbiamo tempo per queste idiozie! -
- Leggere nel pensiero? - chiese Wendy tenendo la bacchetta puntata un po’ su Nat e un po’ sullo zio.
- Ovviamente - bofonchiò Luke spazientito, usando una serie di termini poco aggraziati per definire i membri della setta, arrivando alla conclusione - Non ti hanno insegnato Legimanzia: temevano l’avresti usata su di loro! Che idiota a non pensarlo! - si rimproverò - Sì, Nat, forse avevi ragione era meglio che tu le spiegassi le cose prima -
- Bravo, Luke! Che dici ora è un po’ tardi - replicò Nat con scherno, poi si rivolse a Wendy.
- Ascoltami, basati solo sui fatti, ok? Le mie lettere non ti sono arrivate, giusto? Neppure quelle di Lisa dal Pacifico, immagino? -
Wendy cominciava a recuperare il suo raziocinio, annuendo, Nat continuò.
- Ammesso che Ray abbia escogitato tutto questo solo perché non mi vuole tra i piedi, tu hai in ogni modo sentito una sola campana, giusto? Ora ti propongo di non fare altro che di ascoltare la storia che ti racconterà tuo zio e di tirare le tue conclusioni, ti pare ragionevole? -
- Ragionevole - confermò la ragazza - ma tengo la bacchetta pronta -
- Come se non ne potessi fare a meno - sbuffò Luke, spazientito.
- Ok, sentirò la tua storia e solo perché Nat garantisce per te - fece fredda la ragazza.
- Allora, cominciamo a dire che tuo padre e io siamo nati in una famiglia decisamente invasata! I tuoi nonni, cara Wendy, erano "impazziti", convinti della superiorità della razza pura. Benché i valori della nobiltà e della purezza ci fossero stati indotti fin dalla più tenera età, fortunatamente non attecchirono molto. Tanto più che i compagni di giochi di infanzia di tuo padre erano di parere molto diverso ed ebbero su Lyonel un’influenza maggiore dei severi insegnamenti ricevuti in famiglia. Grazie al cielo tuo padre si intromise parecchio nella mia educazione, facendomi aprire gli occhi sulla realtà delle cose. Comunque per la loro “cattiva influenza” su Lyonel, “certe compagnie” furono allontanate da noi... -
- Chi erano gli amici di infanzia? - interruppe la ragazza.
- È curioso come i fili di una storia si intreccino in un’altra, ma i compagni di giochi di Lyonel erano James Potter e Sirius Black. - Luke sorrise e riprese - Ad ogni modo avendo perso i suoi migliori amici, Lyonel giocò bene la sua parte per mantenere una certa autonomia e si dimostrò allineato con gli ideali del nome che portava. Per capire meglio come stavano le cose, visto che la mia famiglia è maestra di segreti, cercò di dimostrarsi un buon “Custode dei Quattro Poteri” e vedere con i propri occhi dove la pazzia dei miei poteva arrivare -
- Questo è quello che pensi tu, magari papà cambiò idea e diventò Custode perché ne capì l’importanza -
- Oh! Mio Dio! È già diventata un’invasata - Luke alzò gli occhi al cielo. Wendy strinse le labbra contrariata.
- Procediamo con ordine. Abbiamo detto che Lyonel, lontano dalle amicizie, ritornò all’ortodossia del suo sangue, o così credettero i nostri genitori, soprattutto vedendolo entrare nella storica casata dei Serpeverde. A Hogwarts tuo padre si sentì libero dalla famiglia e dal suo destino opprimente, rivide gli amici da cui era stato allontanato e incontrò professori che gli si affezionarono, tra cui Albus Silente. Silente probabilmente conosceva la leggenda dei “Quattro Poteri” e la sua setta, credo che la considerasse poco più che una storiella, ma sapeva che in alcune famiglie era un credo molto presente, per questo fu molto vicino a mio fratello -
- Ma la leggenda è vera -
- Sì, ma Silente non ha mai avuto modo di verificarla: la segretezza è un’arma fondamentale! Inoltre credo che non gli interessasse granché! Comunque Lyonel era intelligente, abile e carismatico e convertì dal suo profondo parte della setta dei Quattro Poteri, creando una frattura al suo interno, specie nei membri più giovani, che si allearono a lui per un progetto grandioso -
- Cioè? - chiese Wendy.
- Quello di spezzare il Potere dei Quattro - fece Luke con un lampo di trionfo.
- Tu vuoi distruggerci - Wendy indietreggiò puntando la bacchetta contro Luke. Anche Nat le si affiancò come se avesse appreso solo ora una bieca verità del suo alleato.
- Calma ragazzi, anche se uccidessi i Quattro Portatori non servirebbe a nulla - fece Luke pratico e leggero, ma i ragazzi si irrigidirono ancora di più in posizione di difesa.
- Andiamo Wendy, non c’è bisogno che ti dica che questo potere è un fardello, lo sai da te! Inoltre tu che sei tanto carina e gentile ti sarai accorta che il tuo potere a volte prende il sopravvento in modo distruttivo. Ti stanno allenando, vero? Tutti i giorni, ne sono sicuro. Più il tuo potere è forte, meno è forte la tua parte umana e i tuoi buoni sentimenti. Il vento è un potere distruttivo come il fuoco, si nutre di ambizione e del gusto della vittoria. È un potere razionale e razionalmente ti porterà a pensare che se tu domini, porterai pace e armonia agli altri. Quello dell’aria è un potere pericoloso, forse il più pericoloso -
- Andiamo Luke, stai esagerando! Lei non farebbe male ad una mosca - replicò Nat.
- Nicolas Susanne no, ne sono convinto, ma tu non immagini quanto possa essere terribile la Portatrice dell’Aria -
- Come pensavate di distruggere il Potere dei Quattro? - si intromise Wendy.
- Quello era il vero problema, alla fine giungemmo alla conclusione che non c’era modo: prima o dopo sarebbero sempre rinati un Custode e quattro Portatori. Allora ci promettemmo di continuare negli anni a istruire nuovi membri della setta alternativa. Essi avrebbero individuato i nuovi Custodi e li avrebbero convinti del pericolo dei Quattro Poteri, così da convincerli a bloccarne i poteri -
- È possibile? - chiese Wendy.
- Il Custode protegge i Portatori, ne unisce il destino, ma può anche bloccarli. Per questo tuo padre venne ucciso, prima di poterlo fare -
- Come venne ucciso mio padre? - chiese Wendy.
- In realtà non lo so. Eravamo scappati nel mondo babbano per fuggire alle persecuzioni della “storica” setta dei Quattro Poteri. Non dovevamo usare i nostri poteri perché la setta è talmente inserita nel Ministero che avrebbe subito rilevato le nostre tracce, quindi ci eravamo dati un appuntamento fisso in un luogo conosciuto solo da noi, aspettando che i Portatori nascessero. Durante uno dei nostri incontri fummo attaccati, ancora ignoro come ci abbiano scoperti, Lyonel mi protesse e rimase ferito. Lo portai in un ospedale babbano, sperando non facessero troppe domande. Qui incontrammo una giovane e affascinante tirocinante in medicina, tua madre, non so come, ma capì che eravamo in pericolo e non per colpa nostra. Ci diede una mano. Da cosa nasce cosa e i due si innamorarono, ma questo mandò in bestia Dolores Umbridge, una donna brutta, stupida e antipatica, di dieci anni più vecchia di tuo padre, ma, per le stupide manie dei miei genitori, la sua promessa sposa. La Umbridge perse la testa e fece di tutto per trovare mio fratello. Quando poi nacqui tu, decisero di scappare in un altro paese, perché la Portatrice era più facile da individuare per la setta... - l’uomo si morse la lingua.
- Per colpa mia... - mormorò sconvolta la ragazza.
- No, Wendy - Luke perse ogni espressione sarcastica - per colpa di pazzi che credono che il tuo Potere sia più importante di te, credi davvero che una bambina di meno di un anno possa avere colpa di qualcosa? - le sorrise - In realtà è stata colpa mia: sapevo che Olivander, quel vecchio pazzo, aveva una passaporta per Arcadia, un’isoletta sperduta e poco conosciuta. Nessuno della setta avrebbe sospettato che Lyonel avrebbe usato il passaporta di uno di loro. A tuo padre piacque l’idea, ma qualcosa andò storto e io non li rividi più -
- Wendy, sta arrivando Ray! Sparite! - sopragiunse Sandy, a volto scoperto.
- Nat, quando...? Come potrò rivederti? - Wendy lo chiese senza pensarci.
- Troverò un mondo, tranquilla, non sei la sola capace di strategie. A presto - le fece l’occhiolino e scappò via con Luke che fece un cenno alla nipote.
- Siete qui - arrivò un Ray decisamente sbronzo - vi cercavo -.
- O povero Ray, credo che sia meglio per te andare a casa - fece affettuosa Sandy.
- Magnifica festa, comunque - mise un braccio intorno alle spalle di Wendy - e tu sei fantastica! -
- Ok, è decisamente ora per te di andare a casa - così dicendo Walter lo caricò su una spalla e lo condusse verso l’uscita.
Le due ragazze si avvicinarono al grande scalone, dove la madre di Sandy salutava gli ultimi ospiti.
- Noi saliamo mamma, siamo a pezzi - le sorrise la ragazza bionda.
- D’accordo Sandy - la baciò sulla fronte - tu e Ray siete stati proprio carini a far compagnia a tua cugina Guendaline per tutta la sera -.
- È una cara ragazza - la bionda ammiccò a Wendy - speriamo solo che non si sia presa una cotta per Ray -
- La tua idea del Carnevale veneziano è stata apprezzata da tutti, mi dovrai aiutare più spesso con le feste - fece la madre orgogliosa alla figlia.
- Credo che sia troppo faticoso per me, mamma, non capisco come tu ci riesca! Buonanotte! -
- Buonanotte care -
- Allora è stata tua l’idea delle maschere - fece stupita Wendy.
- Mia e di Nat - le strinse la mano, mentre Wendy avvampava.

Continua...

giovedì 3 aprile 2014

Partenze

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

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Olivander in Harry Potter e i doni della morte II - Immagine dal web


Partenze

Un capannello di studenti di Hogwarts circondava un ragazzo, pronto per partire, come si intuiva dai bagagli ai suoi piedi.
- È stato un vero piacere conoscerti - lo abbracciarono Lisa, Natalie, Sandy ed Etty.
Etty lo lasciò con un - Grazie ancora, di tutto! -
Andreas le ammiccò in gesto d’intesa.
- Mi raccomando Dannis, questa ragazza è d’oro, guai a te se te la lasci scappare! - si cinsero con il braccio sinistro mentre si strinsero a pugno la mano destra, come amici da tempo.
- D’accordo - arrossì, ricambiando il saluto, il giovane dai capelli color topo.
Andreas scambiò una stretta vigorosa con Walter e Raymond.
- Nat, mi raccomando, siamo intesi?- gli sussurrò nell’orecchio, gettando un’occhiata fugace ad Ann.
Il ragazzo gli rimandò un’occhiata e un sorriso a metà.
- Ottimo! - lo interpretò l’altro.
Toccò a Nicolas Susanne stringerlo con affetto.
- Mi mancherai tantissimo! -
- Anche tu, ma non temere, verrò ancora a trovarti! -
- Ci conto! - rispose la ragazza.
- Poi adesso non hai più scuse per non sommergermi di posta! Vero Lio, ti voglio vedere spesso - accarezzò il pennuto sulla spalla della ragazza.
- Stanne certo! - gli sorrise l’altra.
Il ragazzo le diede un bacio al centro della fronte.
- Oramai sei a casa, Ann! -
- Già! - fece Nicky guardando il resto degli amici - Grazie Andreas -.
- E di cosa? - salutò con un cenno tutti e partì su di una carrozza trainata da cavalli invisibili.
- Vai, Lio, accompagnalo alla stazione - Ann incitò il proprio gufo, che non si fece ripetere la cosa due volte.
- A proposito di essere a casa, hai scoperto qualcosa di interessante sulle tue origini? - fece gioviale Lisa, come per distrarla.
- Ho trovato mio padre sugli annuari di Hogwarts, era di Serpeverde - rispose l’altra senza staccare lo sguardo dal punto in cui era scomparsa la carrozza di Andreas, poi si voltò sorridendo senza un’ombra di malinconia - Lo vuoi vedere? -
- Certo - fece quasi sorpresa la ragazza.

In una biblioteca semi-deserta, visto la sospensione degli esami per quell’anno, Nicolas mostrava alla nutrita combriccola un annuario di un’abbondante ventina di anni prima.
- È lui - disse indicando un alto ragazzo castano.
- Non ti somiglia molto - commentò Dannis.
- Ha la stessa capigliatura - osservò Etty scompigliando gli abbondanti capelli all’amica, in un gesto d’affetto.
- Lo stesso modo di sorridere - si lasciò sfuggire Nat.
Lisa notò un brivido scuotere la ragazza seduta accanto a lei e intervenne prontamente.
- Però non ha la bella boccuccia carnosa della nostra Nicky, quella deve essere di sua madre -
- Hai scoperto nulla di lei? - chiese Sandy, guardando a sua volta la fotografia.
- No, purtroppo - Nicolas Susanne scosse la testa - Presumo solo si chiamasse Susanne, la McGranitt mi sta aiutando a rintracciarli entrambi, ma sembra che mio padre sia scomparso misteriosamente dal mondo magico tre anni prima della mia nascita. Agli atti non compare né che si sia sposato, né che abbia avuto me -
- E perché credi si chiamasse Susanne? - chiese Etty attenta.
- Per via del libro che ho fin dal mio ritrovamento, l’ho riletto... Il protagonista si chiamava Lyonel, mentre la giovane di cui si innamora si chiama Susanne. Susanne non ha poteri magici, per questo i due vengono osteggiati... -
- Questo forse spiegherebbe il perché tuo padre è scomparso dal mondo magico, forse è stato diseredato... - commentò Walter.
-... oppure si è dato ad una fuga d’amore - concluse più romanticamente Sandy.
- Sono ipotesi che ho fatto anch’io, per questo credo che mia madre si chiamasse Susanne. Altrimenti le coincidenze sarebbero davvero troppe -
- Decisamente plausibile. - si espresse Raymond - E chi sarebbe il nemico della favola? - fece curioso.
- Questo aspetto è interessante - rifletté Nicky - non parla di famiglie rivali, ma di un terribile rospo che, ambizioso del regno del principe Lyonel e invidioso del suo amore per la bella Susanne, tenta di uccidere la ragazza, ma Lyonel rinuncia al suo regno e fugge con la sua amata lontano e il rospo si divora le zampe dalla rabbia -
- Però ottiene il regno - disse poco soddisfatto del finale Dannis.
- O no... - si corresse Nicky - la favola spiega che nessuno può sedere sul trono di Lyonel, a causa di un incantesimo che lo stesso rospaccio aveva lanciato -
- Ben gli sta, allora - plause il ragazzo.
- Purtroppo il finale reale è ben diverso, forse era la speranza dei miei: una nuova vita lontana... - disse pensosa Nicolas Susanne.
Un piccolo gufo della scuola entrò, sfrecciando sopra le loro teste, e andò a posarsi davanti a Nicky.
- Per me? - fece la ragazza, levando il messaggio dalla zampetta e aprendolo.
- Devo andare nell’ufficio del Preside, forse la McGranitt ha scoperto qualcosa - rispose agli sguardi inquisitori degli amici.
- Ti accompagno! - si offrì Raymond - Solo fuori dall’ufficio - precisò.
- Ok - rispose l’altra con un’occhiata fuggevole a Nat, muto e indifferente.
- Andiamo allora - uscirono dalla stanza verso il corridoio.
La luce rossa e oro del tramonto si allungava sul pavimento in pietra dei corridoi accendendoli di una tinta calda, a cui rispondevano le fiamme delle torce lungo le pareti.
- Allora signorina Locke la scuola è quasi finita dove andrai al termine delle lezioni? -
- Mi hanno proposto di abitare con loro sia Lisa che Etty, persino la professoressa McGranitt mi ha proposto di rimanere a Hogwarts... -
- E se anch’io mi offrissi di ospitarti? - la interruppe gentile.
Nicky si bloccò sbalordita, poi riprese a camminare.
- Non credo sia conveniente, non mi sembra una buona idea -
- Conveniente? Intendi dire che un ragazzo ospiti una ragazza? Guarda che non vivo da solo, c’è tutta la mia famiglia... Credo che tu sia stata profondamente condizionata dalla mentalità di Arcadia – insinuò divertito.
- È un fatto che io non ti sia indifferente Raymond e sinceramente non vorrei nutrire queste speranze - disse Nicky con sguardo basso, ma con fermezza.
- Al di là del mio personalissimo interesse, non pensi che sia opportuno ritornare ai nostri allenamenti per possedere una maggior dimestichezza dei nostri poteri? -
- Il mio potere mi spaventa, vorrei saperlo controllare meglio, ma credo che ci serva una guida per farlo... -
- Arrivati... - concluse il ragazzo - ma riprenderemo questo discorso! -
Nicky oltrepassò il varco, sguarnito del gargoyle distrutto nella battaglia, salì per la scala bloccata e bussò al massiccio portone di legno. La porta si aprì e Nicky vide la professoressa che appoggiava la propria bacchetta sulla scrivania, alla quale era seduta.
- Accomodati, cara - le fece cenno indicando la poltrona a sinistra.
La ragazza si avvicinò e prese posto, notando che nella poltrona a destra era seduto un uomo anziano, avvizzito e stanco, con grandi occhi incolori, che sembravano mandare un luminoso alone lunare. Nicolas Susanne si strinse nelle spalle, come colta da un brivido.
- Ti presento il signor Olivander, penso che tu ne abbia sentito parlare... -
- Oh - fece Nicky, guardando più attentamente l’uomo, - è il più autorevole Costruttore di bacchette d’Inghlterra -
- Esatto - assentì la McGranitt, mentre Oivander mostrava imbarazzo e una punta d’orgoglio.
- Ho voluto farti incontrare il Signor Olivander per due questioni, la prima era la questione del tuo sostentamento, in Inghilterra non è permesso il lavoro minorile, tuttavia la tua abilità come riparatrice di bacchette non è bene che vada perduta e il Signor Olivander si è dato disponibile di completare la tua istruzione, se tu lo vorrai...
La seconda, del tutto inaspettata quanto mai provvidenziale, è che il Signor Olivander conosceva tuo padre - la McGranitt le sorrise, mantenendo il suo contegno.
Nicolas Susanne fissò Olivander con un nuovo brillio nello sguardo.
- Davvero? Mi potrebbe raccontare tutto? La prego... -
- Certo, bambina sono qui per questo - il vecchio guardò la Preside come suggerirle una qualche idea.
- Vi ho fatto preparare un salottino in cui potrete parlare liberamente e con tranquillità - si aprì una botola tra le due poltrone in cui scendeva una scala illuminata da torce, al termine della quale si intravedeva un altro ambiente più ampio, immerso in una luce dorata.
I due scesero sicuri per la scala e presero posto su due poltrone disposte l’una di fronte all’altra. La scala che li aveva condotti lì scomparve, mentre un’altra porta li avrebbe fatti uscire.
Olivander si mise comodo, si schiarì la voce, bevve un sorso dalla tazza di tè che gli stava davanti, disposta su di un tavolino, e cominciò a parlare lentamente ma con chiarezza.
- Tuo padre era figlio della nobile casata dei Locke, una famiglia antichissima e potente di purosangue, qualcuno racconta che risalisse addirittura dalla stirpe di Merlino. Egli era il pupillo dei suoi genitori, colui che poteva apprendere un’arte magica che solo nella sua famiglia poteva essere trasmessa. Infatti diventò “Custode dei Quattro Poteri”.-
- Mio padre era il Custode - non si trattenne la ragazza.
- Sai di cosa sto parlando? - chiese Olivander scrutandola con i suoi occhi sbiaditi.
- Sì, me ne ha parlato Raymond Emberce. Mi ha raccontato l’origine dei “Quattro Poteri” e della sua setta, come funzionano e a cosa servono -
- Ottimo, forse Raymond, il Portatore del fuoco, ti ha anche spiegato, che prima compare un Custode e poi i Portatori dei Poteri -.
La ragazza annuì.
- È una cosa terribilmente insolita che nella famiglia dei Custodi sia nata una Portatrice, ma credo che forse tutto questo sia dovuto a tua madre -
- In che senso? -
- Procediamo con ordine. Abbiamo detto che Lyonel apprese l’antico sacerdozio e assunse il ruolo di Custode, ma purtroppo suo fratello minore, invidioso del suo prestigio e di un potere che non poteva avere, lo contrastò in ogni modo. Lyonel, un ragazzo generoso, non volle entrare in diretto contrasto con il fratello minore e scappò di casa, lasciando titoli e onori, ma spezzando il cuore ai suoi genitori -.
Olivander bevve un altro sorso di tè e guardò la ragazza che era completamente rapita dal racconto.
- Si rintanò nel mondo babbano, sicuro che il fratello e un piccolo gruppo deviante della setta, che si unì a quest’ultimo, non lo avrebbero trovato. L’intento del Custode era quello di non usare la magia, sapeva infatti che ogni intervento magico era registrato al Ministero, e sapeva anche che suo fratello Luke ne poteva controllare i registri. Lyonel sapeva che la sua posizione richiedeva un matrimonio con una rappresentante della casata Umbridge, ma si innamorò di una giovane babbana, il suo nome era Susanne. Si sposò con lei solo un anno dopo, ma suo fratello, grazie ai suoi agganci al Ministero sia magico che babbano, li scovò e impedì la loro fuga in un altro paese. Riuscirono a mandare via solo te attraverso una vecchia Passaporta che collegava l’Inghilterra ad Arcadia. Tua madre morì nella retata, mentre tuo padre subì un destino peggiore: fu baciato dai Dissennatori al servizio di Luke -
Nicolas Susanne si portò le mani alla bocca con un gridolino strozzato di orrore.
- Mi dispiace cara - disse desolato Olivander abbassando gli occhi pallidi.
- Lei ne è proprio sicuro? Come fa ad esserne... -
- Vedi, bambina, fui io a suggerire a tuo padre di fuggire attraverso la Passaporta, con cui andavo a trovare il mio amico Arboreos. Mi ricordo quando venne da me con sua moglie, sua figlia, Wendy, e un gufo. Mi supplicò di aiutarlo a scappare, prima che suo fratello e la parte di setta deviata vi trovassero. Quando mi svegliai, tramortito dall’attacco improvviso di Luke, trovai il corpo di tua madre esamine, la mia Passaporta incenerita, tu scomparsa, ti credetti morta e distrutti i tuoi resti nel rogo intorno, mentre i Dissenatori volteggiavano intorno a tuo padre. Fu uno spettacolo terribile! -.
Gli occhi di Olivander contemplavano la fiamma di una torcia, spenti e opachi, quasi incapaci di versare lacrime, che invece avevano inondato quelli di Nicolas Susanne Wendy.
- I tuoi genitori hanno fatto di tutto per salvarti e ci sono riusciti, rendi grande il loro sacrificio con una vita piena, d’accordo mia cara Wendy? -
La ragazza riuscì solamente ad annuire tra le lacrime.
- Ho detto alla Preside McGranitt di mettersi in contatto con dei tuoi cugini: i tuoi parenti più prossimi in vita. Beh! In realtà ci sarebbe Luke, tuo zio, ma è da anni che è ricercato per il suo crimine ed è sparito da tempo, forse è morto -
Wendy si era calmata.
- Quindi ho dei parenti? -
- Certamente e credo saranno felici di accoglierti -
- Perché ha detto che è per via di mia madre se sono Portatrice? -
- Oh, è solo un’ipotesi a cui sto pensando da quando ho saputo di te. La famiglia Locke era purosangue da generazioni, questo scontro di sangue con una babbana deve aver creato uno squilibrio della magia tale che ha fatto sì che nella medesima famiglia comparissero un Custode, un garante dei Poteri, e un Portatore, un esecutore dei Poteri. Una condizione rischiosa e allo stesso tempo fortunata, forse -
- Come sa tante cose? -
- Mia cara io sono uno dei membri dell’antica setta, ovviamente quella che vuole promuovere la pace e la prosperità che solo l’unione dei Poteri possono garantire -
- Capisco... avrei tante cose da domandare, ma ora mi scoppia la testa - fece stravolta la ragazza.
- Avremo tempo e modo non ti preoccupare, tempo e modo -.

Wendy uscì dall'ufficio della nuova Preside apparentemente nauseata e lievemente barcollante, come in preda ad una forte crisi di vertigini. Appoggiò la fronte contro la pietra fredda del corridoio e cominciò a inspirare profondamente.
- Ehi? Tutto bene? - fece un tono preoccupato alle sue spalle, che le fece venire la pelle d'oca.
- Credo di no... - si sforzò di sorridere la ragazza -... risposte, troppe risposte -.
Nat sorrise – Non era quello che stavi cercando? -
- Mmm – mugolò Wendy – forse non me ne aspettavo così tante, tutte assieme, con un implemento di orrori vari -.
Wendy teneva ancora la fronte sulla pietra e continuava a boccheggiare.
- Orrori vari? Prima di raccontarmi tutto è meglio che ti faccia sedere e bere qualcosa di fresco... Ok? Ora appoggiati a me – le offrì il braccio e la spalla Nat.
- Sì, grazie. Sento proprio il bisogno di una boccata d'aria – disse debolmente la ragazza, cercando di staccarsi dal muro che la sorreggeva.
Wendy Locke, alias Nicola Susanne Knightly, si lasciò sostenere per la vita dal compagno di Casa e condurre fuori. Nessuno dei due poteva scorgere il rossore sul volto dell'altro compagno, mentre percorrevano i corridoi praticamente abbracciati.
Trovarono posto nei pressi del Lago nero sotto gli ombrosi salici.
- Stai meglio? - fece ancora preoccupato Nat.
- Un po', grazie – gli sorrise la ragazza, appoggiata al tronco maggiore, mentre inspirava l'aria fresca ad occhi ancora chiusi.
- Cattive notizie? - chiese preoccupato il ragazzo Griffondoro.
- Pessime, ma credo di non essere in grado in questo momento di ripeterle – la ragazza ebbe un tremito al mento e deglutì per inghiottire un singhiozzo.
- È stata una bella festa, vero? - Nat cambiò goffamente argomento.
- Non saprei: non amo le feste, non mi piace ballare e mi sentivo assolutamente a disagio in un simile abbigliamento – Nicky era visibilmente arrossita e aveva un tono imbarazzato, benché sincero.
Nat rise divertito. 
- La faccia di Andreas quando ti ha vista, pensavo gli cadessero gli occhi! - una risata gli riempì ancora la gola.
- Non prendermi in giro, sarò apparsa ridicola – disse la ragazza contrariata.
- Mi sono sentito un idiota – fece Nat con lo sguardo basso, improvvisamente serio, anzi cupo.
- Cosa? Ma tu stavi benissimo in abito da cerimonia – esclamò la ragazza d'impulso e subito arrossì.
Quelle parole distesero le rughe sulla fronte crucciata di Nat, ma non una certa amarezza nel tono di voce.
- Non riesco a spiegarmi come abbia fatto a non capire nulla... interi pomeriggi a studiare pozioni, ad allenarci a Quidditch, ho visto anche la tua schiena... - arrossirono visibilmente entrambi – e mi chiedevo perché mi sembravi addirittura contento... contenta... di quei segni -
- Ero sollevata perché ti avevano distratto, un istante prima pensavo di morire – ricordò la ragazza.
- Come ho potuto non accorgermi... - fece ancora sconsolato il Griffondoro.
- Nessuno, se non per casi lampanti, ha mai capito la mia identità, né ad Arcadia, né qui... credo che ormai sia una mia abilità spiccata fugare i sospetti, inoltre l'aggiunta di qualche accorgimento di trasfigurazione ha sempre completato l'opera. Anche la mia passione per il Quidditch, sebbene genuina, ha aiutato a darmi il perfetto profilo di un maschio adolescente. - Nicky guardò il compagno ancora accigliato e provò a giustificarsi ancora – Mi dispiace di non avervi detto la verità, ma mantenere il segreto era necessario non solo per me, ma anche per la McGranitt e il segretario che avevano contraffatto i miei documenti... il fatto che nessuno di voi sapesse la verità ha aiutato anche a me a non farmi tradire -
- Perché Embrace lo sapeva, allora? Perché a lui l'hai detto?! - fece Nat secco, guardandola fisso negli occhi.
- Ray ti ha detto questo? - chiese stupita di rimando.
- No, me l'ha fatto intendere, non è un tipo diretto! - rispose infastidito.
- Ray l'aveva capito... - cominciò imbarazzata la Griffondoro.
- Mi pare che nessuno avesse mai avuto sospetti – la interruppe brusco Nat.
- … non perché fosse intuibile! - chiarì piccata – sospettava della mia identità inglese, diciamo che siamo parenti alla lontana. Lui stesso era stato sviato dal mio travestimento, ha trovato la soluzione scartando tutte le ipotesi possibili. Inoltre io non sapevo che avesse scoperto la verità -
- Non te l'aveva detto? - fece stupito Nat.
- No – rispose sicura – pensava l'avrei evitato visto che sapeva – aggiunse guardando il Lago.
- L'avresti fatto? - chiese curioso il ragazzo.
- Probabilmente sì – confermò Ann.
- Avrei voluto saperlo ugualmente – fece amaro il compagno.
- Non l'ho mai detto a nessuno – replicò la ragazza incredula per tanta insistenza e anche un po' amareggiata.
- A me l'avresti dovuto dire – alzò la voce l'altro.
- Soprattutto a te non l'avrei mai detto!- anche la ragazza si arrabbiò.
- Io dovevo saperlo saperlo prima di tutti gli altri, avrei dovuto saperlo dal primo giorno, dal primo momento, bastava che lo sapessi e ti avrei lasciato stare... io... - Nat apparve sconvolto, Susanne si calmò subito vedendolo così turbato.
- Nat... ma cosa ti prende? - gli si avvicinò cercando con gli occhi colmi di preoccupazione lo sguardo del ragazzo puntato a terra.
Il Griffondoro alzò gli occhi, erano lucidi e profondamente addolorati. Le poggiò il palmo desto sulla guancia – Io, io ti ho picchiato – mormorò contrito – ti ho maltrattato, non posso pensare di aver fatto una cosa simile, per due volte.
Nicky gli sorrise dolcemente, prese la mano tra le sue e gli mostrò lo zigomo.
- Vedi? Non c'è nessun segno, è tutto passato Nat. Non sono mai stati pugni violenti, non sei duro quanto pensi – scherzò – oppure non hai desiderato farmi veramente del male, non ho alcun dubbio al riguardo. E come non c'è nessun livido sul mio viso, non c'è ombra di rancore in me, anzi credo che il secondo pugno me lo sarei data anch'io! - rise e aggiunse – Ma se io non ti porto rancore, perché dovresti portarlo tu a te stesso?! -
Nat era completamente perso nel discorso della ragazza, ipnotizzato dallo sguardo profondo e sincero che non aveva mai potuto cogliere prima nel suo amico Knightly.
- Scusami – riuscì a dire infine Nat.
- Sì, ti perdono dall'alto della mia immensa misericordia – scherzò la ragazza per alleggerire la tensione.
- Dimmi era per questo motivo che non volevi ritornare amici come prima – si alzò e aiutò l'amico a rialzarsi, sembrava sollevata.
- Tu vorresti davvero ritornare a essere amici come prima? - rispose enigmatico Nat.
- Certo, assolutamente – fece stupita e un po' disorientata Susanne.
- Ci penserò, ma vorrei che anche tu pensassi attentamente se è ciò che vuoi veramente -.
Susanne era sempre più confusa e fece per chiedere – Che intendi d... - ma Nat l'abbracciò improvvisamente dicendole sopra la testa – Arrivederci Knightly! - poi senza guardarla si allontanò velocemente, girandosi solo dopo un centinaio di metri, salutandola con la mano.
Susanne, rossa in volto e assolutamente sconvolta, rispose al saluto del ragazzo sorridente, l'unico suono che si poteva avvertire era il battito martellante del suo cuore. Era così forte che avrebbe potuto increspare le piatte acque del lago.

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domenica 30 marzo 2014

Ballo a Hogwarts

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

Leggi il I capitolo

Leggi il capitolo precedente


Immagine da Web - tratta da "Harry Potter e il calice di fuoco"


Ballo a Hogwarts

Le discussioni erano state numerose, chi pro, chi contro. Festeggiare la fine del terrore che aveva attanagliato tutto il mondo inglese sembrava quasi doveroso, ma portare rispetto e lutto alle tante morti che avevano costellato quella vittoria del bene sul male sembrava altrettanto imperativo.
Si scelse di indire un ballo per festeggiare i coraggiosi studenti, che volevano gioire dopo tanto dolore e acclamare il loro eroe, Harry Potter.
La storia di Nicky era ben poca cosa in confronto allo strabiliante anno del Ragazzo Sopravvissuto e il fatto che tutta la sua vicenda non fosse al centro dell’attenzione era per lei un sollievo. Solo il gruppo più ristretto dei legami di Nicolas Susanne sembrava risentire in modo forte della sua storia. Nat non era più andato a trovarla nei giorni che era rimasta in infermeria, mentre Raymond non se ne allontanava quasi mai, come Etty.
Con grandissimo stupore della ragazza, una delle sue più grandi fan diventò Lisa. Certo negli ultimi tempi i loro rapporti erano molto più distesi, anzi tra loro si era instaurata persino una buona intesa, ma quando Lisa conobbe nei particolari la storia della ragazza, sicuramente da Nat, ne rimase entusiasta.
- Tanti anni in veste da uomo, hai bisogno di una completa rieducazione femminile - la guardava con i grandi occhi chiari colmi di entusiasmo - sarò io la tua Pigmalione! -.
Nicky sorrideva bonaria, forse non intendendo nei dettagli quello che avrebbe significato.
Per cominciare Lisa non le permise più di indossare l’inseparabile cappellino. Gli occhiali sparirono non appena Nicky assicurò di non aver alcun problema di vista. Le era stata subito fornita un’uniforme femminile, che però la ragazza bionda non riusciva a farle portare. In compenso le fece eliminare il maglioncino che aveva sempre indossato sotto la camicia, per confondere le forme femminili.
Il ballo fu la molla che fece scattare un entusiasmo ancora più fervente in Lisa.
La ragazza greca stava leggendo un vecchio libro di favole, quando una montagna di tulle e seta le cadde davanti. Nicolas Susanne la guardò con curiosità.
- Serve una mano? - si propose.
- Non solo quella - disse la ragazza bionda, spuntando dagli strati di tessuto multicolore - mi servi tutta... Nella tua stanza! - le ordinò.
Nicky obbediente guidò Lisa in camera sua, poco dopo furono raggiunte anche da Etty e Sandy.
- Allora cosa vuoi metterti al ballo? -
- Credo che dovrò accontentarmi della divisa scolastica - sorrise Nicky imbarazzata.
- Non dire scemenze -
- Il mio guardaroba è piuttosto limitato - lo spalancò per mostrarne la penuria.
Un paio di mantelli di Hogwarts penzolavano vicino a tre giacche scolastiche invernali e due per la mezza stagione, dal taglio decisamente maschile. Ripiegate in tre pile c’erano alcune camice con lo stemma di Griffondoro, pullover, qualche paio di jeans, abbondanti maglioni, T-shirt, due tute da Quidditch e il completo per la partita.
- Come eri vestita, quando Nat ti ha vista ragazza? -
- Come? - domandarono in coro le altre, tra le quali una Nicky bordeaux.
- Quando Nat mi ha raccontato la tua storia, non ho impiegato molto a ricomporre i pezzi... - spiegò, poi si rivolse verso le altre ragazze - Durante una passeggiata Nat aveva sentito e visto ai limiti della Foresta proibita una misteriosa ragazza cantare in una strana lingua, immagino fosse greco, l’ha cercata per giorni, completamente perso! - poi si rivolse a Nicky sospettosa - Mi sono anche accorta che Nat invece di quella storia non ricorda più nulla... -
Nicolas si fece cupa in volto.
- L’ho obliviato -
- Nicky come hai potuto?! - la rimproverò Etty.
- Lo so! Ho fatto una cosa orribile... ma avevo paura... -
- ...Che notasse in te una certa somiglianza con la ragazza che aveva visto? - le suggerì dolce Sandy.
Nicolas era sempre più rossa in volto e sembrava volesse penetrare con lo sguardo la pietra sotto i suoi pedi.
- Non fa niente Nicky, se e quando vorrai parlarne saremo qui, ok? - le sorrise Sandy con delicatezza.
- Avevo paura, - deglutì senza alzare lo sguardo - avevo paura di tradirmi, di confessargli che ero io la ragazza che cercava -.
Le tre ragazze la guardarono inclinando la testa con dei sorrisetti romantici ed espressioni comprensive.
- Bando alle ciance, vediamo cosa avevi addosso -.
Ann attirò con la bacchetta il tendaggio bianco e se lo trasfigurò addosso, facendolo diventare una tunica, fissata da bottoni dorati, che un attimo prima erano anelli.
- Sicuramente Nat non è stato attratto dal tuo abito - aggiunse la bionda un po’ delusa, ma con un pizzico di malizia.
- Il bianco però ti dona tantissimo - disse estasiata Sandy.
- Sì, ma non si deve sposare - tagliò corto l’altra, tuffandosi nel mare di abiti che aveva portato.
- Temevo già per la misura... tu sei più alta di noi, ma con la tua capacità di trasfigurare non ci saranno problemi! - fece sempre più pragmatica la giovane Griffondoro - Allora cominciamo con questo! -.
Passarono più di un’ora in allegria e chiacchiericci, Nicky, ormai esausta di provare abiti, si era rinfilata la vecchia divisa e adesso erano sedute tutte sul letto a parlare dei preparativi della festa.
- Sapete chi mi ha invitato? - fece Lisa un po’ pensierosa.
- Metà scuola? - sorrise Nicky di rimando.
- Qualcuno sì... - fece con una smorfietta compiaciuta - Ma mi ha invitato Walter dei Corvonero, non me lo sarei mai aspettato -
- Che scoop! - esclamò Etty - Se lo sapesse Natalie... -
- Finalmente si è fatto coraggio - commentò Nicky annuendo.
- Tu sapevi di questo interesse - fece Sandy alla ragazza.
- Ho passato parecchio tempo con Walter, lui ed io siamo abbastanza simili, per me erano evidenti certi atteggiamenti che teneva non appena compariva Lisa - sorrise con fare saggio.
- Gli stessi atteggiamenti che hai tu con Nat? - suggerì Lisa.
- Oppure con Raymond? - incalzò Etty.
- È vero con chi andrai al ballo? - fece di rimando Sandy.
- Toc! Toc! - si sentì bussare alla porta.
- Proprio sul più bello - sbuffò Lisa - chi è il seccatore? -
- Lisa un po’ di cortesia - la rimproverarono Sandy ed Etty.
- Posso entrare? Sono Dannis... -
- Vieni, vieni -
- Aspetta un attimo Dan... - avvertì Nicky, ma in ritardo perché come pronunciò quelle parole, Dannis aveva già tentato due balzi sui pochi gradini, che erano improvvisamente diventati un breve scivolo micidiale.
- Lo temevo soltanto: ora è confermato - disse Nicky soccorrendo il compagno.
- Ma che diavolo... - imprecò Dannis, mentre Etty e Ann lo sollevavano da terra e lo accompagnavano a sedersi in Sala comune, seguite dalle altre due.
- Funziona come le scale dei nostri dormitori - osservò Sandy.
- Com’è possibile Nat è entrato in questa stanza, c’ero anch’io e non... - Lisa fu come colpita da un pensiero - Il tappeto rosso! - guardò Nicky - Hai fatto in modo che si indurisse seguendo i gradini e noi non ci siamo accorti di nulla -
- Per questo motivo non hai voluto che Nat ti accompagnasse a letto dopo il Crucio - si spiegò Etty.
Nicolas Susanne non badò molto alle spiegazioni e annuì velocemente.
- Cosa eri venuto a dirci Dannis? -
Il ragazzo era ancora dolorante e si massaggiava la schiena con entrambi i palmi.
- Veramente cercavo solo te Nicky. Hai una visita! Ti aspetta giù in Sala Grande -.
La ragazza era molto stupita e non si fece ripetere due volte il messaggio, anche le altre amiche la seguirono curiose.
Nicolas Susanne, in cima alla grande scalinata che portava all’atrio principale, vide in piedi davanti al Portone della Sala Grande un ragazzo non più alto di lei, dai capelli corvini e dalla pelle olivastra che la fissava sorridente.
- Andreas! - esclamò precipitandosi giù per le scale.
- Ann! - rispose l’altro venendole incontro.
Si abbracciarono a lungo.
- Non posso credere che tu sia qui! Sapevo che avresti commesso qualche sciocchezza, quando ho letto la tua lettera, ma pensavo ti limitassi a sguinzagliare tuo padre! -
- Dovevo accertarmi che tu fossi sana e salva, non mi sarei fidato degli occhi di nessun altro e tu sai bene perché! Anche se continuo a notare che alcuni vecchi vizi li mantieni - le disse squadrando la divisa maschile.
- Mi devo abituare ai nuovi abiti - si giustificò la ragazza - Quanto ti fermi? -
- Non molto purtroppo, mi hanno tenuto molto tempo fermo sulla frontiera, non volevano farmi passare, ma con la caduta di questo “Tu-sai-qualcuno”, hanno ricominciato ad allacciare i contatti con il continente -
- Capisco - fece pensosa - Resterai per il ballo di dopodomani? -
- Posso farti da cavaliere? - fece un grazioso inchino.
- Devi! - rispose sorridente Ann.
La ragazza si ricordò improvvisamente di avere i suoi amici alle spalle.
- O scusa non ti ho presentato i miei amici. Loro li conosci epistolarmente: sono Etty e Dannis - si rivolse ai due ragazzi spiegando - è stato Andreas l’intermediario delle nostre lettere, mi dispiace di non averti detto la verità - disse mortificata guardando Etty.
L’altra le sorrise, scuotendo la testa.
- Non mi hai mentito, hai detto che Ann avrebbe letto la mia lettera e così è stato - aggiunse verso Andreas - Ti devo ringraziare di cuore per il favore che ci hai fatto! -
- Anch’io volevo ringraziarti, sei stato prezioso in un momento difficile - disse Dannis porgendogli la mano.
- È stato un vero piacere - Andreas ricambiò la stretta con vigore.
- Lei è Lisa e lei è Sandy, ragazze davvero in gamba! Lui è Andreas, l’unico a scoprire la mia identità ad Arcadia e ad aiutarmi a difenderla, rischiando grosso in alcuni casi... -
- È un vero piacere - disse cortese Sandy.
- Sarò curiosa di scoprire come hai fatto a scoprire chi era la nostra Nicky - fece Lisa, strizzandogli l'occhio in segno di intesa.
- È una storia divertente... - Andreas guardò malizioso Nicolas con occhi lucenti.
- Non ci provare Andreas, me lo hai promesso tempo fa! - lo saettò la ragazza.
- Tu mi hai abbandonato ad Arcadia e sarebbe quello che ti meriti - la stuzzicò Andreas - ma d’accordo non la racconterò... -
Nicolas Susanne trasse un lungo sospiro di sollievo, mentre la delusione si dipingeva sugli altri amici incuriositi.
- ...per adesso - disse con fare scherzosamente minaccioso il ragazzo greco.
Tutti scoppiarono a ridere.
- Sarò curioso di sentirla anch’io questa storiella - fece la voce di Nat alla base della scalinata.
- Ciao Nat - disse Nicky trepida.
- Ciao io sono Nat - si autopresentò il maggiore dei ragazzi Griffondoro.
Andreas allargò il suo sorriso mediterraneo, alzando gli occhi ridenti sullo sguardo dell’alto ragazzo.
- Piacere io sono Andreas - gli strinse la mano - sarò lieto di raccontarvi il simpatico aneddoto, magari al ballo! -
- Rimani al ballo? - chiese Nat, sospettoso.
- Giusto per quello. Devo ritornare ad Arcadia presto, mio padre non può più stare lontano dal suo lavoro -
- Che lavoro fa tuo padre? - domandò incuriosita Lisa.
- È nel corpo diplomatico di Arcadia - rispose l’altro.
- Signor Eirenes - si intromise gentilmente la professoressa McGranitt - la sua stanza è pronta, l’abbiamo alloggiata nell’ala degli ospiti -
- Grazie mille, Preside! - replicò Andreas, poi si rivolse a Nicky - Mi accompagni a mettere a posto i bagagli? -
- Certamente - assicurò l’amica.
- Ci vediamo a cena - li salutarono gli altri.
- E come sta Lio? - chiese Andreas allontanandosi con Nicky.

Era finalmente giunta la sera del ballo. Sebbene Hogwarts era ancora in parte distrutta, i professori avevano impiegato tutta la loro perizia per creare un’atmosfera lucente e impeccabile.
Fatine volavano colorate e brillanti in ogni angolo, fiori Solaris rampicanti avvolgevano le colonne, proiettando, grazie ai pistilli luminosi e le corolle trasparenti, ombre colorate e un profumo delizioso. Globi dorati volteggiavano e trasmettevano la musica che una piccola orchestra stava eseguendo sul palco della Sala Grande.
Studenti e studentesse erano avvolti in preziosi abiti da cerimonia, orgogliosi e trepidanti. Molti ancora si attardavano per gli ultimi dettagli nei dormitori.
- Buonasera miei cari ospiti - disse la voce gioviale di Andreas a Nat e Dannis - le nostre dame sono scese? -
- Non ancora... - sorrise Dannis.
- Oh! Ciao Harry, Ron, Hermione, Ginny! - fece cenno al quartetto.
- Ciao Dannis - fece Harry Potter - ciao Nat e tu sei? -
- Andreas Eirenes, in visita dalla Grecia. Lei è l’eroe della serata - tese la mano con ammirazione.
- Questa scuola e i suoi studenti sono i veri eroi - replicò l’altro con una stretta, guardando con intensità Dannis.
- Gli inglesi sono un popolo coraggioso e modesto - fece galante il greco - sono estasiato di aver avuto la possibilità di incontrarla -
- Grazie - fece imbarazzato l’altro - Allora a dopo - disse stringendo con affetto la spalla di Dannis.
- È incredibilmente in gamba - commentò il giovane Canon ammirato.
- Già - confermò Nat.
- Ancora non posso credere che vedrò la piccola Ann vestita da signorina, sono ancora convinto che scenderà in tutta da Quidditch - rise coinvolgendo nella risata contagiosa anche gli altri due.
- Guarda che ti ho sentito! -
I ragazzi si voltarono verso la cima della scalinata, seguendo il tono di rimprovero della ragazza.
Nicolas Susanne indossava un semplicissimo abito in raso di una delicata tinta pesca. L’abito lasciava scoperte le spalle e accennava a una stretta manica, appena delineata. Il tessuto aderiva al busto e ai fianchi per scendere in una gonna a sirena. I capelli erano semi raccolti in un fermaglio di madreperla della stessa tinta dell’abito, da cui sfuggivano, sapientemente acconciati, due ciuffi che le incorniciavano il viso e le accarezzavano le guance avvampate. Scendeva con molta attenzione, forse temendo di rovinare a terra in modo imbarazzante. I ragazzi erano a bocca aperta.
- Bravi! Ammirate il mio capolavoro - disse con orgoglio Lisa.
Assai più appariscente dell’amica, la ragazza bionda aveva un’elaborata acconciatura di boccoli dorati e di perline. Indossava con disinvoltura un abito che richiamava lo splendido colore degli occhi e aveva una scollatura più audace.
Scese anche Etty raggiante nel suo abito a larghe spalline, scollatura alta e gonna in leggero tulle color canarino. Appariva come una graziosa ballerina.
Anche l’amica Tassorosso faceva parte dello splendente quartetto. I lunghi capelli ricadevano a boccoli sulla schiena scoperta dalla scollatura all’americana dell’abito in velluto verde scuro, che faceva risaltare splendidamente l’oro dei capelli, il verde smeraldo dello sguardo e la pelle dalla tinta lievemente caffelatte. Un’ampia gonna ne nascondeva i piedini, sicuramente rialzati in scarpe con il tacco.
- Incroyable! - esclamò Andreas entusiasta rivolto ad Ann.
- Andreas non è mai un buon segno quando parli in francese! - commentò la ragazza senza alzare lo sguardo dai gradini che percorreva tremante.
- Carissima non starai scendendo in trampoli - fece divertito l’altro notando l’incertezza della ragazza.
Lisa due gradini dietro lei sbuffò - Macchè! Ha voluto indossare a ogni costo delle insulse scarpette paperine -
Ann si girò verso la bionda - Lisa ti faccio notare che già così ho le mie difficoltà... -
Quel breve momento di distrazione le fu fatale: incespicò nei suoi passi a pochi gradini dall’arrivo. Nat la prese al volo, agguantandola sotto le braccia.
Il volto della ragazza emerse dalla camicia di Nat di un colore addirittura vinaccia.
- Sì, è stato decisamente meglio non metterti sui tacchi - rise Lisa che aveva raggiunto con eleganza la base della scala. Anche gli altri scoppiarono in una risata complice.
Nat l’aiutò a mettersi in posizione eretta, mentre lei era rimasta rigida quanto un blocco di marmo.
- Tutto a posto? - le chiese gentilmente cercando di guardarla negli occhi.
- Sì, grazie! Scusami tanto - disse sfuggendo dal tocco del ragazzo e raggiungendo il proprio cavaliere che era ancora piegato dalle risate.
Li raggiunse poco dopo uno splendido Walter in abito da cerimonia blu cobalto, che per un attimo fece ingolfare nelle parole persino la disinvolta Lisa.
La combriccola prese posto in due tavolini che furono avvicinati tra loro per permettere a tutti i ragazzi di poter parlare tra loro comodamente.
- Possiamo unirci a voi? - chiese Raymond Emberce a braccetto di Natalie.
- Certamente - li accolse calorosamente Andreas, alzandosi e avvicinando con un tocco di bacchetta un paio di sedie.
- Andreas Eirenes - porse la mano a Raymond e fece il baciamano ad un’impressionata Natalie. I due si presentarono con cortesia.
- Silenzio! - li ammutolì Lisa - C’è il discorso di Harry! -.
Il mago fu accolto da un fragoroso applauso.
- Care amiche, cari amici - fece un imbarazzato Harry - sono salito qui unicamente per ringraziarvi. Io non ho sconfitto Voldemort! Fortuna e coincidenze hanno portato alla sua distruzione, ma soprattutto il vostro coraggio, che è stato il mio coraggio, il vostro affetto che è stata la forza che mi ha spinto ad affrontarlo. Senza Hogwarts, i suoi professori, i suoi studenti, i suoi amici, non avrei mai conosciuto quella che considero la mia famiglia più autentica e senza famiglia da difendere nessun uomo può diventare un eroe. A questo punto il mio cuore vorrebbe che elencassi una per una le vittime cadute sotto il potere di quel mago oscuro; vorrebbe che ne raccontassi la vita, i pregi, ogni aspetto che ci mancherà di loro; vorrebbe che ricordassi ogni familiare e ogni amico che lascia. Ma allo stesso tempo il mio cuore non riesce a reggere il dolore di una simile memoria. Ne voglio ricordare uno per tutti, colui che più di ogni altro ha il merito di questa vittoria: Albus Silente. Lo voglio ricordare in un unico modo, concludendo questo discorso e invitandovi a mangiare! -
Harry sorrise dietro alle lacrime trattenute nei grandi occhi smeraldo. La platea rise, asciugandosi qualche lacrima e partì un lunghissimo applauso con standing-ovation. Sui tavolini rotondi apparvero dal nulla stuzzichini e gustosi antipasti.
- Coraggio Andreas raccontaci di come hai scoperto il segreto di Nicky! - lo incitò Lisa, che non stava più nella pelle dalla curiosità.
- No, Andreas ti prego - lo supplicò la ragazza.
- Sì, dai! Raccontaci - fecero di rimando tutti gli altri.
- Cara, vedi? Insistono. Io avevo promesso di non rivelarlo a nessuno, non di non raccontarlo a chi già sapesse - sorrise sornione e cominciò il racconto.
- Immagino che ormai vi siano palesi alcune abitudini che la nostra Ann aveva per non farsi scoprire e tra queste il fatto di farsi il bagno o la doccia prima o dopo tutti gli altri -
- Uh! - strillò eccitata Natalie.
- Infatti - riprese il ragazzo greco - e la cosa che mi lasciò strabiliato dopo aver scoperto il suo segreto era la totale naturalezza con cui riuscisse a far apparire una scelta ben precisa come una cosa del tutto casuale e non voluta. Benché sia sempre stata incredibilmente prudente, una domenica mattina non poteva certo immaginare che, mentre lei si beava nel bagno deserto ad un’ora improponibilmente mattiniera, io mi ero svegliato e mi ero deciso a fare una cosa che a nessuno ad Arcadia verrebbe mai in mente: svegliarsi presto e farsi un bagno -
- O no! - fece arrossita Etty.
- Invece sì, mia cara Etty! Io entravo nel salone della vasca mentre Ann usciva dall’acqua, credo che ora, trascorsi tre anni, - squadrò l’amica - l’immagine sarebbe decisamente più gratificante... -
Nicolas Susanne gli diede una gomitata nello stomaco, mozzandogli il fiato.
- Touché, ma chère! Non è stato molto cavalleresco questo commento - fece Andreas massaggiandosi la pancia.
- Assolutamente poco cavalleresco - assicurò Ann, tra le risate generali.
La ragazza però non riuscì a fare a meno di guardare sottecchi Nat, l’unico che non stava ridendo, ma guardava davanti a sé. Ann però non notò la presa più forte che Nat diede al suo calice, mentre non sfuggì ad Andreas.
- Finalmente le danze! - esclamò entusiasta il greco - Natalie mi concederesti il primo ballo? -
- Certo - ma guardò incerta Ann, che le sorrise e le fece un cenno di consenso.
Walter porse la mano a Lisa, Nat a Sandy e Dannis, meno disinvolto di tutti, fece lo stesso con Etty. Rimasero Raymond e Ann.
- Signorina Locke vuole... -
- Non pensarci minimamente, perché credi che Andreas non l’abbia fatto? - lo guardò con ovvietà Ann.
- Capisco... facciamo due passi fuori - propose in alternativa.
- D’accordo - fece con tranquillità la ragazza.
Si avviarono sulla grande balconata su cui si affacciava la Sala Grande.
- Come stai? - chiese con scioltezza Ray.
- Bene, grazie - rispose con calma.
- Tipo simpatico Andreas... -
- ... e generoso. Persona straordinaria - lo disse guardando Andreas che ballava con grazia.
- Ti volevo dare una cosa -
- Cosa? - fece la ragazza presa in contropiede.
- O meglio restituire quello che era tuo - trasse dalla tasca una catenina dorata e una medaglietta incisa: “Nicolas”.
- L’hai riscattato - fece la ragazza colma di stupore - Grazie -
- Posso? - ma non aspettò la risposta e glielo allacciò al collo - Mi raccomando, non lasciarlo mai più è un pezzo importante della tua storia -
- Grazie davvero, Ray - lo guardò con gratitudine, rigirando tra le dita il ciondolo.
- Ora vado a prenderti da bere -
- Grazie di nuovo -.
Nicolas Susanne rimase a guardare il parco che ancora portava tracce della recente distruzione, una fresca brezza le scosse i capelli e lei si strinse nelle spalle.
- Allora è vero che non sei abituata a questo clima -.
La ragazza si voltò, ma non riuscì ad alzare lo sguardo su Nat se non per pochi istanti.
- Il clima di Arcadia è molto più caldo - spiegò - ma questo vento mi piace -
- Per te è la serata dei regali - guardò la medaglietta al collo, le mani della ragazza corsero a coprirla, gli occhi ancora bassi, come colpevoli.
- O meglio delle restituzioni - e le porse la sua bacchetta.
- La mia bacchetta! Come? Quando? Pensavo di non rivederla mai più - la voce si incrinò in una nota più acuta, gravida di emozione.
Nat sorrise e rispose - Ero nella Torre dei Corvonero ed è stata la prima cosa che ho pensato quando ho visto i Carrow conciati come salami... a parte di farmi una bella risata, s’intende -.
Risero.
- Così Adreas e io abbiamo un aneddoto in comune - fece Nat scrutando l’orizzonte. Nicky rimase in silenzio sempre più imbarazzata.
- Ripensando a quella volta non capivo perché mi sembrassi tanto sollevato - sbuffò alterato - io non sono stato tanto sveglio da capire il tuo segreto - strinse i pugni amaro.
- Nat... io, io... non volevo e volevo... avevo paura di... - balbettò la ragazza.
Nat scorse la sagoma di Raymond che si avvicinava.
- Ritorno dalla mia dama, sempre che sia stata lasciata libera dai suoi mille pretendenti - e fece per allontanarsi.
- Nat, tu credi che sia impossibile ritornare ad essere amici come prima? - lo trattenne Ann con una supplica.
- Come prima? - il ragazzo sospirò e si girò guardandola per un istante - Me lo sono chiesto, ma... no, non credo sia possibile ritornare ad essere amici come prima - e la lasciò, mentre Ray ritornava con due bicchieri.
- Scusami, Andreas mi ha trattenuto - si giustificò il ragazzo Serpeverde.
Nat rientrò nella Sala Grande e ritornò a guardare i due ragazzi appena lasciati.
- Io non me ne preoccuperei se fossi in te - gli spuntò alle spalle Andreas.
- Di cosa parli? -
- Ann sa essere una grandissima amica, per tre anni siamo stati inseparabili. Scoprendo il suo segreto mi ero completamente innamorato di lei, così forte, così determinata -
Nat lo squadrava in silenzio, una ruga contratta sulla fronte. Andreas lo guardò e rise.
- Sì mio caro Nat, abbiamo molte cose in comune, ma non la più importante. Lei lo aveva capito naturalmente, ma riusciva a dominarsi, senza tradire per un attimo un atteggiamento ambiguo, non voleva né feririmi, né illudermi. Sebbene la sua situazione non fosse facile, non ho mai dovuto asciugare una sua lacrima, ma neppure raccogliere un suo moto eccessivo di entusiasmo. È così razionale, mi ha sempre snervato questo aspetto! -
Nat non si perdeva una sillaba cercando di capire dove volesse arrivare il ragazzo greco.
- Poi appari tu e lei perde il controllo, fatica a comporre una frase, non riesce a guardarti negli occhi e posso sentire il suo cuore accelerare. Guardala ora con Ray: gentile e disponibile, come lo è con tutti, come lo è sempre stata anche con me. Con te è un’altra storia, come dite voi “cotta”?! No, fossi in te non mi preoccuperei, non mi preoccuperei neanche un po’ -.

Continua...


domenica 23 febbraio 2014

L'ES

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

Leggi il I capitolo

Leggi il capitolo precedente


Immagine da Web - Il primo ES


L’ES

- Non ci sono più dubbi, Nicolas si è guadagnato l'invito all’ES - affermò Neville.
- Dubito che dopo quello che ha passato vorrà solo pensare di rimettersi in quella situazione - sbuffò Ginny - forse dovremmo semplicemente lasciarlo stare -.
- Non desisterà, è evidente che sente la “causa” esattamente come noi - insistette il ragazzo.
- Tu dici? - intercalò la ragazza rossa - Da quanto ho sentito durante la punizione mi è sembrato piuttosto rassegnato -
- Un’intera classe del settimo anno, più un insegnante senza troppi scrupoli, anzi senza nessuno scrupolo, davanti e ti sembra strano che sia rimasto in silenzio -
- Mi viene in mente qualcuno che non sarebbe stato zitto - ribadì Ginny.
- Non siamo tutti come Harry! - la ammonì Neville - E non era tanto rassegnato, io ho visto come è riuscito a contrastare la maledizione Imperio e l’ho visto fare una sola volta nella vita. Questo non denota certo rassegnazione! - Neville era determinato, Ginny sospirò pensosa.
- Sono d’accordo con Neville e non capisco le tue perplessità Ginny: è innegabile che Nicolas sappia tenere un segreto - Luna espresse trasognata il suo pensiero.
- Sì, ha diritto di partecipare agli incontri se vuole - ammise Ginny.
- Ok! Sarà lui a scegliere se entrare o no nell’ES - pattuì Neville - A pranzo gliene parlerò! -.

Nicolas camminava in silenzio con gli occhi bassi a fianco di Nat, che cercava di intavolare una chiacchierata faceta senza troppi risultati. Erano giunti all’entrata del Salone Grande, quando si imbatterono in un capannello di Serpeverde.
- Ehi Knightly! Dovremmo ringraziarti per averci risparmiato una vista così penosa come quella di te nudo - rise Blaise Zabini.
Nat scattò verso di loro con la mano alla bacchetta, ma Nicolas lo trattenne per il braccio facendogli un cenno con la testa verso il fondo del corridoio.
Pansy, avendo colto l’incertezza dei due, rincarò la dose: - Nat la prossima volta fatti punire, credo che ci offriresti uno spettacolo migliore! -.
- Signorina Parkinson, Signor Zabini non sapete che è contro il Regolamento scolastico deridere i compagni, 10 punti in meno a Serpeverde per questa mancanza di rispetto e chiedete scusa - dietro ai Serpeverde, di rimpetto a Nicolas e Nat, si ergeva fiera e livida la professoressa McGranitt.
- Ci scusi professoressa - fecero i due ragazzi per nulla dispiaciuti.
- Non a me! Ai vostri compagni - sottolineò la donna.
Blaise e Pansy fecero un’espressione inorridita voltandosi verso Nicolas, che guardava da un’altra parte, e Nat, che aveva impresso un sorrisino compiaciuto.
- Non sento nulla - insistette l’insegnante.
- Chiediamo scusa - dissero in un lieve mormorio i due ragazzi.
- Temo di non aver colto le vostre parole - disse Nat, fingendo di essere capitato lì per caso e non sapendo veramente cosa potessero aver mai detto Blaise e Pansy. La McGranitt gli tirò uno sguardo severo ma ebbe un piccolo fremito all’angolo della bocca.
- Scusa - semi-articolarono ancora.
- Non credo... - stava per dire Nat, quando Nicolas si intromise perentorio - Sì, scuse accettate! Ci si vede! - e si mosse velocemente oltre la porta del Salone.
- Ehi! - lo seguì Nat, tirando un’eloquentissima occhiataccia ai Serpeverde. La McGranitt li osservò allontanarsi con uno sguardo preoccupato.

- Che cosa ti è preso, mi stavo divertendo! - sbuffò Nat alle spalle di Nicolas.
- Io no! - replicò l’altro.
- Non hanno preso in giro solo te, ma anche me - osservò il ragazzo più alto - era mio diritto esigere delle scuse decorose -
- Pensi davvero che ti avrebbero rivolto mai delle scuse decorose? Gente che non sa neppure dove stia di casa... -
- Il chiedere scusa? -
- Il decoro! - chiarì Nicolas - Non mi piace essere al centro dell’attenzione e non voglio che le persone si interessino a me! -
- Non ti capisco: prima fai quella uscita memorabile a Babbanologia, di cui tutti stanno parlando, poi mi dici che non vuoi essere al centro dell’attenzione? Non mi sembra un buon piano! - disse ironico Nat.
- La finalità era un’altra -
- Ah sì?! E qual era? - lo interrogò l’altro con un’espressione poco convinta.
Nicolas si sedette, si strofinò gli occhi dietro gli occhiali, aspettò che Nat prendesse posto accanto a lui e cominciò:
- Ho fatto quell’intervento a Babbanologia per dimostrare all’intera classe come i presupposti della Carrow fossero infondati, come la sua teoria non abbia basi e come neppure lei sappia giustificare quei presupposti. Ho voluto semplicemente dimostrare con la logica come fosse facile portarla a contraddirsi. Ora chiunque fosse presente in quella classe con una sola briciola di lucidità non sarà più disposto a dar retta a quella donna. Questa era l’utilità!
Rispondere per le rime a un gruppetto di Serpeverde o gettarmi in una stregua difesa della mia persona durante una punizione porterebbe a due conclusioni: un plauso alle mie parole da parte dei miei amici oppure un aumento della punizione. Due risultati per nulla utili! - concluse Nicolas.
Nat era sbalordito.
- Come riesci a controllarti in questa maniera. È spaventoso! -
- La spontaneità è un atteggiamento enormemente sopravvalutato - asserì Nicolas con una durezza che suonava così strana nella sua voce.
- Quindi tu non sei mai spontaneo? - Nat ora era visibilmente preoccupato, mentre Nicolas gli rispose con un’occhiata eloquente.
- Spesso si fa coincidere il concetto di sincerità con quello di spontaneità, ma sono due cose diverse - fece rassicurante Nicolas.
- Ehi! Per un attimo mi hai spaventato - rise Nat.
- Buongiorno! - li fece sussultare una voce improvvisa dietro di loro. Ginny si sedette accanto a Nicolas, mentre Neville prese posto vicino a Nat.
- Ciao Nicolas stai bene? - chiese il ragazzo tondetto con uno sguardo compreso.
- Abbastanza bene Neville - rispose.
- Mi dispiace non averti difeso durante la lezioni di Difesa contro le Arti Oscure -.
Nicolas sorrise e scosse la testa.
- Non avresti potuto far altro che peggiorare la situazione! Quell’uomo ti odia, anche se ignoro il perché, e avresti solo aumentato il numero delle vittime da uno a due... è stato meglio così, in fondo poteva capitarmi di peggio -
- È stato comunque orribile - disse Neville arrabbiato con gli occhi fissi sul tavolo.
- Senti Nicky, hai mai sentito parlare dell’ES? - cambiò discorso Ginny.
- Sì, me ne ha parlato Etty, non era un gruppo di studio, alternativo alle direttive del ministero, per imparare a difendersi dai maghi oscuri? -
- Non avrei potuto dirlo meglio - si stupì Neville.
- Etty è sempre molto chiara - spiegò Nicolas.
- Lo abbiamo riaperto - venne al sodo Ginny.
- L’ES? - fece Nat incredulo.
- Non c’è più Harry che lo tiene, ovviamente, ma il vecchio gruppo sta insegnando alcuni trucchetti ai nuovi studenti, ci informiamo su quello che avviene fuori da qui e cerchiamo di prepararci a una qualche possibile evenienza che potrebbe capitare - spiegò Neville.
- Da quanto lo avete aperto? - chiese Nat interessato.
- Da fine ottobre - rispose Ginny - Ora lo vogliamo allargare anche a te e a Nicolas -.
Nicolas era silenzioso stava meditando qualcosa.
- Io ci sto! - esclamò Nat.
- Abbassa la voce - lo ammonì Neville - ovvio che il tutto esige il massimo della segretezza -
- Tu Nicolas? - Ginny si rivolse cauta verso l’altro che ancora rimaneva taciturno.
- A cosa devi pensare, non vorrai tirarti indietro - lo ammonì Nat.
- Pensavo che dovremmo ridurre le nostre ripetizioni di pozioni - sorrise Nicolas - Certo che accetto! -.
Neville fece un largo sorriso, Ginny si limitò ad estrarre una pergamena.
- Ok! Firmate qui! -
Nicolas e Nat firmarono e Ginny ripose velocemente la pergamena.
- Una curiosità - fece Nicolas meditabondo - se avessimo rifiutato di partecipare, come avreste fatto ad assicuravi che non ne parlassimo con nessuno -.
Ginny strinse gli occhi sospettosa.
- Luna era pronta a obliarvi - Neville indicò il tavolo dei Corvonero con Luna che faceva un cenno con la mano.
- Ottimo - si rasserenò Nicolas - Non che nutrissi dubbi, ma preferisco la gente che sa quello che sta facendo. Dove ci troviamo? -.
Ginny finalmente sorrise.
- Vi accompagnerà Etty, quando ci sarà il prossimo incontro. E adesso mangiamo - fece Neville sorridente indicando la tavola imbandita che era nel frattempo apparsa davanti a loro.

- Etty è tre volte che passiamo davanti questo stupido arazzo, sai dove stiamo andando vero? - fece ironico Nat.
- Sì - rispose Etty, mentre apriva una porta che era magicamente comparsa all’improvviso.
- Che posto è? - chiese stupefatto Nicolas entrando in un’ampia stanza con due lati coperti da librerie, un manichino al centro, due grandi casse sul fondo traboccanti di cuscini, morbidi tappeti in terra e un bel camino acceso.
Seduti su dei divani c’erano una quindicina di persone che Nicolas conosceva di vista, molte erano quelle con cui aveva bevuto una Burrobirra ad Halloween e la maggior parte erano di Griffondoro.
- Benvenuti! Siamo quasi pronti, ma prima volevamo vedere se Radio Potter trasmetteva stasera -
- Ssh! Eccola! - disse un ragazzo del settimo anno di Corvonero.
Etty spinse i due ragazzi a sedersi sui divani vicino ad una grossa radio di legno.
- Cari amici rieccoci ritrovati a Radio Potter per chiarirci un po’ le idee riguardo al nuovo Ministero della Magia che ci dirige - fece un voce fresca e gioviale attraverso i microfoni della radio, lo speaker non aveva molti più anni dei ragazzi silenziosi all’ascolto della frequenza magica.
- Innanzitutto salutiamo i nostri consueti collaboratori che ci offrono notizie di prima mano dalla realtà che ha infestato il primo organo del nostro Paese. Buonasera Royal, buonasera Romulus! -
- Buonasera River – risposero coralmente due voci più adulte.
- Prima di entrare nel vivo del programma dobbiamo ricordare nuovi caduti nella scia di sangue che i Mangiamorte stanno lasciando dietro di loro. I maghi Isaia Siddon, Rebecca Barton, Michael Applebay, tre morti che il Ministero attribuisce a incidenti nella loro attività di Auror, ma che sappiamo bene uccisi da Mangiamorte per la loro decisione di non sottomettersi al volere del Primo Ministro e quindi di Voi-Sapete-Chi. Un minuto di silenzio per queste ottime persone -.
Nella stanza piombò un silenzio intenso e raccolto, l’unico rumore era il crepitio basso del fuoco.
- Cosa hai da dirci di nuovo Royal? - chiese la voce fresca del conduttore allo scadere del minuto.
- Prima di tutto voglio continuare a ripetere su queste frequenze che l’attuale Primo Ministro Pius O’Tusoe è una marionetta nelle mani di Voi-Sapete-Chi, decisamente sotto incanto Imperio, quindi ogni discorso pronunciato o scritto sulla Gazzetta del Profeta... -
- Detta anche “Bollettino di disinformazione ufficiale”, scusa l’intromissione - si interpose River.
- Non importa, ben detto comunque - confermò Royal - dicevo che i proclami ufficiali del Ministero sono tutti controllati e orientati da Voi-Sapete-Chi e la sua cricca di Mangiamorte -
- Quindi i continui attacchi da parte di feroci Babbani o Nati-Babbani contro i maghi sono solo illazioni per spaventarci e farci odiare delle persone innocenti -
- Esattamente, mosse strategiche per portarci all’esasperazione e consegnare i Nati-Babbani nelle grinfie di quella miserabile istituzione che è la Commissione per il censimento dei Nati-Babbani. La realtà è che moltissimi tra i Nati-babbani sono in fuga, alcuni sono giovanissimi maghi, che spariscono all’insaputa dei loro genitori, per non metterli in pericolo -.
A Etty si riempirono gli occhi di lacrime.
- Attualmente le uniche fonti di informazione certe a parte la nostra clandestina Radio è “Il Cavillo” di Lovegood -
- Purtroppo sì e speriamo che il signor Lovegood sia prudente nelle proprie edizioni, anzi chiedo a chiunque sia in ascolto di organizzarsi per la sua incolumità - sentenziò Royal.
- Lo diciamo anche nei confronti di sua figlia Luna, che come è noto, ora è a Hogwarts -
- Certamente - confermò Royal.
- Passiamo ora alla nostra rubrica “Amici di Potter”, allora Romulus, qualche novità sull’uomo con la saetta? -
Ginny trattenne il respiro e si fece più vicina alla radio.
- Sicuramente Harry è ancora libero e in circolazione, questo è sicuro! -
- Ma è la voce di Lupin - esclamò Nat.
Ginny lo fulminò all’istante, mentre Nicolas si fece ancora più attento.
- Come avevamo ipotizzato è quasi sicuramente l’autore di un bel po’ di confusione avvenuta nel Ministero all’inizio di settembre. Ricorderete che c’era stata una fuga massiccia di Nati-Babbani durante i feroci interrogatori della nuova Commissione ministeriale ad opera di un mago sotto le spoglie di un noto Mangiamorte: Yaxley! Abbiamo ragione di credere che quello fosse il travestimento di Harry Potter - disse soddisfatta la voce di Lupin-Romulus.
- Secondo te perché era al Ministero? - chiese River.
- Questo non lo sappiamo, ma è sicuro che il ragazzo ha un piano e sa come muoversi, ci auguriamo solo che abbia un po’ di fortuna nel realizzarlo. Siamo assolutamente certi che le capacità non gli manchino - la voce all’altro capo era raggiante.
- Dobbiamo quindi nutrire una forte fiducia in lui -
- Senza dubbio! -
- Grazie Romulus e ora qualche accenno al vero Nemico Numero Uno, ce ne parla Foro Romano -
- Allora amici radioascoltatori, come saprete ed è meglio ricordare, il nome di Voi-Sapete-Chi è stato reso tabù. Questa è un’abile mossa per trovare coloro, che non volendo nutrire un morboso timore per quello sciocco nome, che sembra la marca di un detergente per lapidi, lo dicevano senza tanti problemi - fece una voce ridente.
I ragazzi intorno alla radio non seppero trattenere un ampio sorriso divertito.
- Chiamarlo per nome è coraggioso - intervenne River.
- Lo era, adesso è un po’ stupido, a meno che voi non vogliate trovarvi in casa un paio di Mangiamorte - spiegò la voce - nel caso vi consiglierei di farvi trovare pronti -.
- Si dice in giro che Tu-Sai-Chi è ovunque -
- Giusto River! Attenzione il detergente non ha il potere dell’ubiquità, però a lui piace far credere di essere ovunque, inoltre non esce troppo allo scoperto, quindi non abbiate un’esagerata paura di incontrarlo per strada! Mentre adesso la cosa più importante da fare è cercare di proteggere i babbani che abitano vicino a voi, i Nati-babbani e i Maghinò -
- Ottimo consiglio Foro Romano, ora dobbiamo chiudere, però vi consigliamo vivamente di tenervi informati con noi o con “Il Cavillo”! La prossima parola d’ordine sarà “Fenice” - River chiuse la trasmissione.
- Allora quella era la voce di Lupin? - fece come motivo di conversazione Nicolas verso Nat.
- Sì - confermò il ragazzo.
- Lupin è un autorevole membro dell’Ordine della Fenice - spiegò il Corvonero che aveva trovato la frequenza radio - un uomo meraviglioso! Ma tu lo conoscevi Nicolas? -
- Oh, no! Me ne aveva accennato una volta Nat, mi ha detto che è stato professore qui a Hogwarts - cadde dalle nuvole Nick.
- Presto Harry ritornerà a Hogwarts - si intromise fiero Neville.
- Perché dovrebbe tornare? - chiese Seamus.
- Perché sa che qui troverà un esercito pronto a combattere al suo fianco e non dubito che Hogwarts potrebbe essere uno dei campi di battaglia per lo scontro finale, magari con tutto l’Ordine - affermò deciso Neville.
Nicolas sussultò con gli occhi brillanti.
- Non esagerare Neville e torniamo con i piedi per terra - disse pratica Ginny - per ora credo che la cosa migliore da fare sia tenerci pronti a difendere in primo luogo i nostri compagni di scuola - lo sguardo preoccupato su Luna.
- Già! Mettiamoci al lavoro! -
Nicolas notò che Etty era rimasta in silenzio, seduta vicino alla radio, mentre gli altri si preparavano alla lezione di Difesa delle Arti Oscure.
- Ehi, Etty! Stai bene? -
Etty scosse la testa.
- No, non sto bene. Ho una grandissima paura per Dannis e Colin -
- Non ti preoccupare, li avrebbero citati se gli fosse successo qualcosa -
- È vero Nicky, ma loro non possono sapere tutto quello che accade - Etty tirò su col naso.
Nicolas gli porse un fazzolettino in silenzio.
Dopo qualche minuto disse trionfante: - Forse c’è un modo per riuscire a mettersi in contatto con lui! -
- Dici davvero? -
- Sicuro! Scrivi una lettera per lui, penserò io a fargliela recapitare in tutta sicurezza -.

Continua...