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lunedì 14 aprile 2014

Chi sono i nemici?

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

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Immagine dal web


Chi sono i nemici?

- Sono contenta di stare da te qualche giorno, c’è un po’ di tensione dai cugini - fece riconoscente Wendy, mentre giocava sul pavimento con il gatto dell’amica.
- Anch’io sono felice di averti qui, a parte Walter ogni tanto, non è che abbia grandi conversazioni - rispose Sandy, spiegando un ampio abito ottocentesco.
- Pensavo di trovare anche Lisa stasera -
- Strano, non te l’ha detto? -
- Cosa? -
- Lisa parte sempre appena rientra da Hogwarts, se ne va con i suoi su un’isoletta del pacifico “Per una tintarella adatta” - imitò l’amica, Wendy rise.
- E Nat è partito anche lui - continuò con noncuranza la ragazza castana.
- No, lui è qui - rispose con altrettanta noncuranza Sandy, mentre lisciava con la mano i merletti sul corpetto.
- Non è bellissimo - fece entusiasta la bionda, sbattendo gli occhioni color prato, mentre mostrava l’abito.
- Sì, certo - rispose titubante l’altra - ma non lo dovrò indossare io, vero? -
- No, questo è mio -. Wendy tirò un sospiro.
- Questo è tuo! - e Sandy indicò un abito identico a quello che aveva in mano.
- Come mai uguali? -
- Per la coreografia, un’idea di mia madre, adora le coreografie impeccabili alle feste! -
La smorfia di Wendy palesò chiaramente il suo pensiero.

Il salone centrale di Villa Field era splendente e traboccante di gente. Tutte le signore indossavano abiti di velluto in raso color pervinca, con grandi parrucche bianche dagli ampi boccoli, mentre splendide maschere veneziane nascondevano loro il volto.
Anche gli uomini erano vestiti con giacche e pantaloni blu savoia, orlati di broccato dorato, portavano parrucche mascoline, con codini stretti da un fiocco di raso del medesimo colore della giacca e con il viso celato da maschere altrettanto sfarzose.
Le ragazze invece vestivano tutte di un bel rosso veneziano con merletti e fiocchi, le loro parrucche erano brune a boccoli e anch’esse portavano sul volto maschere elaborate, ma tutte identiche. I ragazzi, che a loro si accompagnavano, vestivano di amaranto, parrucche e maschere simili a quelle degli uomini.
- Ma è meraviglioso! - esclamò Wendy con la voce artefatta dalla maschera, scendendo dal grande scalone centrale.
- Sì, mia madre fa sempre le cose in grande -
- Ora capisco perché parlavi di coreografia -
- Non hai ancora visto il meglio -
- Ciao Raymond! - le due ragazze salutarono in coro uno tra le decine di giovanotti vestiti di amaranto.
- Ciao! Certo che se non foste due Portatrici non vi avrei mai potuto riconoscere tra tutte le altre donzelle, - Ray si guardò intorno - sono proprio curioso di sapere cosa ha in mente tua madre -
- Lo vedrai! - la voce di Sandy rimbombò raggiante - Intanto prendi un sorso di champagne - allungò veloce la mano su un vassoio fluttuante che volteggiava lì vicino, agguantando un bicchiere di cristallo colmo di liquido paglierino e spumeggiante.
- Eccoti Walter! - lo salutò Wendy.
- Ciao - si guardò intorno - sembra una serata davvero perfetta, anch’io ne assaggio un bicchiere, mi fai compagnia Raymond -
- Ne ho appena preso uno - tentò di scansare il ragazzo Serpeverde.
- Suvvia, Ray! Non fare il guastafeste - e Sandy porse un nuovo calice.
- Non ti ho mai vista così emozionata ad una festa di tua madre, Sandy. Questa deve essere speciale -
- Sono felice perché c’è Wendy - la strinse al gomito - stasera le voglio mostrare tutte le meraviglie di questo incredibile e affettato nostro mondo snob! -
- È una buona idea - sorrise Raymond - magari ti aiuterò -
- Vedremo... - le ammiccò Sandy - Questa bevanda è divina vero? Lo producono dei folletti di Champagne per le nostre aziende: è così leggero! - e dicendo questo porse l’ennesimo calice all’amico.

Gli invitati erano giunti tutti e cominciarono le danze.
- Coraggio Wendy ora tocca a noi - la incitò la ragazza tirandola lontano da Raymond - Tu e Walter dovete comporre la fila dall’altro lato.
- Ok! - fece il ragazzo piuttosto su di giri, forse contagiato dall’euforia dell’amica, posando il quarto calice vuoto.
- Sandy io non ballo! - esclamò contrariata Wendy.
- Ma tu non dovrai ballare, devi solo occupare un cerchio rosso -.
Sul bel pavimento di marmo, infatti, erano apparsi cerchi luminosi del colore dei quattro abiti che animavano la serata.
- È un incantesimo stupefacente, credimi! - fece allegra la ragazza, di cui si scorgeva solo il bel verde degli occhi.
Wendy si posizionò sul cerchio con una visibile insicurezza, mentre Sandy si allontanava da lei di un cerchio pervinca alla sua destra, occupandone uno rosso e facendole ampi e rassicuranti gesti.
Partì un gioioso minuetto.
Non era chiaro se si muovessero i cerchi portando con sé i ballerini, o i ballerini portando con sé i cerchi, comunque tutti si mossero in perfetto sincronismo, componendo fantastiche geometrie, esaltate dai quattro colori che si ripetevano in modo ritmico, come in un gigantesco caleidoscopio.
Lo spettacolo era così coinvolgente che anche Wendy non poté fare a meno di allargarsi in un sorriso. Nonostante non avesse passione per la danza, si muoveva aggraziata come tutte le altre ragazze grazie all’incantesimo e ciò l’aveva un po’ rassicurata.
- È lei - la indicò un giovane in amaranto ad un uomo leggermente più alto di lui vestito in Blu savoia.
- Come fai ad esserne così certo? Sono tutte uguali! -
- Fidati! - ammiccò il ragazzo con un tono di spavalderia, mentre sembrava calcolare qualcosa con attenzione. Poi avanzò verso i ballerini con l’aria di uno che voglia saltare al volo su una giostra e disse all’uomo - Aspettami dove d’accordo - detto questo spinse un giovanotto, piuttosto rubicondo, dal proprio cerchio, prendendone il posto.
- Ehi! - protestò questo.
- Mi spiace amico, toccava a me! - gli fece un cenno, mentre l’incantesimo cominciava a farlo muovere in sincrono con gli altri.
Finalmente il ragazzo e Wendy si trovarono di fronte in una serie di giri accoppiati. I palmi delle mani destre appoggiati erano il perno dei loro giri, ma mentre il ragazzo fissava oltre la maschera di lei, Wendy non staccava gli occhi dai suoi piedi, benché sapesse di non essere lei a muoverli con quella armonia. Il ragazzo al di fuori delle mosse indotte le strinse lievemente la mano e la ragazza alzò finalmente lo sguardo negli occhi di lui. Lo fissò piena di meraviglia, mentre lo sguardo di lui sorrise.
Cambio di mano, altri due giri. I due li fecero sempre non staccandosi gli occhi di dosso, lei con uno sguardo interrogativo, lui come divertito. Si separarono, altri giri con altri compagni di danza, ma Wendy rimase con lo sguardo fisso sul misterioso ragazzo, che continuava a fissarla.
Gli archi e il clavicembalo finirono la melodia e tutti, ballerini e spettatori, applaudirono del meraviglioso spettacolo.
Wendy si fece largo tra gli ospiti, cercando di mantenere il contatto visivo, mentre il ragazzo, dopo un ultimo fuggevole sguardo, si allontanava verso l’ampio terrazzo.
- Chiedo scusa, scusate - Wendy si apriva un varco nella folla, mentre Sandy seguiva la scena a distanza.
- Ehi, Sandy! Dov’è finita Wendy?! - fece Raymond, lievemente barcollante.
- Arriverà subito, è andata in bagno, credo che tutti quei volteggi le abbiano fatto venire un po’ il capogiro -
- La capisco, credo che seguirò il suo esempio -
- Sì, bravo! Ti vedo un po’ instabile... i bagni degli uomini sono di là - le indicò Sandy, mentre Ray seguiva barcollando la direzione indicata.

- Mi scusi, ma noi ci conosciamo? - chiese Wendy al ragazzo che aveva seguito sul terrazzo.
- Come dice? - fece il giovane a cui si era rivolta - No, credo di no, lei è dei Malfoy? - il ragazzo alzò la maschera rivelando un pallido volto sconosciuto a Wendy.
- No, non sono dei Malfoy, mi scusi l’avevo scambiata per qualcun altro - Wendy abbassò lo sguardo intristito.
- Nessun problema! Anzi è sempre un modo ingenuo e intrigante per avvicinare sconosciuti alle feste. - le sorrise ammiccante l’altro - Adoro la compagnia che trovo in queste feste è sempre molto “calda” - le si avvicinò con uno strano sguardo.
Wendy arretrò.
- Cercavi me, cara! - fece una voce artefatta da una maschera.
Wendy era incerta, forse non voleva cadere dalla padella alla brace, ma probabilmente pensò che tra un pericolo incerto e uno certo, era meglio il primo.
- Sì, infatti ti avevo scambiato per questo signore -
- Festa divertente e ottimo Brandy spumante, bisogna stare attenti a non berne troppo - sorrise la voce del ragazzo che l’aveva soccorsa, mentre il giovane pallido li superava seccato per tornare alla festa.
Wendy si avvicinò alla balaustra, forse per allontanarsi dal nuovo sconosciuto, e tentò di respirare la lieve brezza estiva.
- La ringrazio dell’intervento tempestivo -
- Veramente ti stavo aspettando - disse il ragazzo sollevando la maschera - Sei tu che non hai visto che stringevo l’angolo - spiegò Nat.
- Allora eri davvero tu! - Wendy non sapeva se credere ai suoi occhi - Come hai fatto a riconoscermi?! -
- Non abbocco più ai tuoi travestimenti, Knightly! - rispose sornione l’altro.
- Non capisco... allora non sei arrabbiato con me? Perchè Sandy non mi ha detto che venivi? Perché non hai risposto alle mie lettere? -
- Quanto mi secca avere sempre ragione - Nat lo disse più verso una statua nell’ombra che a Wendy, poi si volse alla ragazza - Non mi è arrivata nessuna tua lettera e da ciò che mi chiedi immagino che non te ne sia arrivata nessuna delle mie... -
- No! Ma chi... -
- Non lo immagini? Alto, capelli rossi e accento snob, sei sicura di non avere nessuna idea? -
- Ray?E perché lo farebbe... - ma si ammutolì subito.
- Sono grato che ti sia zittita da sola - commentò sarcastico il ragazzo.
- Ma Ray non vive con me - Wendy non notò il moto di sollievo di Nat - non avrebbe potuto intercettare sempre la tua posta -
- Non è il solo che terrebbe lontana una Portatrice da chi non lo è - fece la statua nascosta nell’ombra.
- Ehi, eravamo d’accordo che avresti aspettato! -
- Ti ricordo che non abbiamo tutto questo tempo e abbiamo moltissime cose di cui parlare - replicò quello che invece era un uomo vestito in blu, come gli altri.
- E lui chi è? Lo conosci Nat? - chiese Wendy confusa.
- Ti fidi di me? - Nat prese delicatamente i polsi della ragazza, che ebbe un sussulto.
- Ti fidi vero? - la guardò negli occhi. La ragazza annuì senza capire.
- Sono Luke Locke, tuo zio - rispose l’uomo.
Dal salone provenivano risa e nuove note allegre, qualcuno mandò in pezzi una pila di bicchieri di cristallo, che fu ricostruita in un colpo di bacchetta.
- Nat - Wendy guardò terrorizzata il compagno di Casa, allontanandosi da entrambi gli uomini - Nat, lui ha ucciso i miei genitori - balbettò arretrando mentre cercava la bacchetta tra le pieghe dell’abito.
- No, ascolta ti hanno ingannata - Nat cercò di convincerla.
- Voleva il potere di mio padre, l’ha braccato come un animale - fece con una nota acuta nella voce puntando il dito.
- Te l’avevo detto che avrei dovuto spiegarle prima le cose - il ragazzo rimproverò l’uomo.
- O avanti, Wendy! Non fare la bambina, leggimi nel pensiero e verifica tu stessa, non abbiamo tempo per queste idiozie! -
- Leggere nel pensiero? - chiese Wendy tenendo la bacchetta puntata un po’ su Nat e un po’ sullo zio.
- Ovviamente - bofonchiò Luke spazientito, usando una serie di termini poco aggraziati per definire i membri della setta, arrivando alla conclusione - Non ti hanno insegnato Legimanzia: temevano l’avresti usata su di loro! Che idiota a non pensarlo! - si rimproverò - Sì, Nat, forse avevi ragione era meglio che tu le spiegassi le cose prima -
- Bravo, Luke! Che dici ora è un po’ tardi - replicò Nat con scherno, poi si rivolse a Wendy.
- Ascoltami, basati solo sui fatti, ok? Le mie lettere non ti sono arrivate, giusto? Neppure quelle di Lisa dal Pacifico, immagino? -
Wendy cominciava a recuperare il suo raziocinio, annuendo, Nat continuò.
- Ammesso che Ray abbia escogitato tutto questo solo perché non mi vuole tra i piedi, tu hai in ogni modo sentito una sola campana, giusto? Ora ti propongo di non fare altro che di ascoltare la storia che ti racconterà tuo zio e di tirare le tue conclusioni, ti pare ragionevole? -
- Ragionevole - confermò la ragazza - ma tengo la bacchetta pronta -
- Come se non ne potessi fare a meno - sbuffò Luke, spazientito.
- Ok, sentirò la tua storia e solo perché Nat garantisce per te - fece fredda la ragazza.
- Allora, cominciamo a dire che tuo padre e io siamo nati in una famiglia decisamente invasata! I tuoi nonni, cara Wendy, erano "impazziti", convinti della superiorità della razza pura. Benché i valori della nobiltà e della purezza ci fossero stati indotti fin dalla più tenera età, fortunatamente non attecchirono molto. Tanto più che i compagni di giochi di infanzia di tuo padre erano di parere molto diverso ed ebbero su Lyonel un’influenza maggiore dei severi insegnamenti ricevuti in famiglia. Grazie al cielo tuo padre si intromise parecchio nella mia educazione, facendomi aprire gli occhi sulla realtà delle cose. Comunque per la loro “cattiva influenza” su Lyonel, “certe compagnie” furono allontanate da noi... -
- Chi erano gli amici di infanzia? - interruppe la ragazza.
- È curioso come i fili di una storia si intreccino in un’altra, ma i compagni di giochi di Lyonel erano James Potter e Sirius Black. - Luke sorrise e riprese - Ad ogni modo avendo perso i suoi migliori amici, Lyonel giocò bene la sua parte per mantenere una certa autonomia e si dimostrò allineato con gli ideali del nome che portava. Per capire meglio come stavano le cose, visto che la mia famiglia è maestra di segreti, cercò di dimostrarsi un buon “Custode dei Quattro Poteri” e vedere con i propri occhi dove la pazzia dei miei poteva arrivare -
- Questo è quello che pensi tu, magari papà cambiò idea e diventò Custode perché ne capì l’importanza -
- Oh! Mio Dio! È già diventata un’invasata - Luke alzò gli occhi al cielo. Wendy strinse le labbra contrariata.
- Procediamo con ordine. Abbiamo detto che Lyonel, lontano dalle amicizie, ritornò all’ortodossia del suo sangue, o così credettero i nostri genitori, soprattutto vedendolo entrare nella storica casata dei Serpeverde. A Hogwarts tuo padre si sentì libero dalla famiglia e dal suo destino opprimente, rivide gli amici da cui era stato allontanato e incontrò professori che gli si affezionarono, tra cui Albus Silente. Silente probabilmente conosceva la leggenda dei “Quattro Poteri” e la sua setta, credo che la considerasse poco più che una storiella, ma sapeva che in alcune famiglie era un credo molto presente, per questo fu molto vicino a mio fratello -
- Ma la leggenda è vera -
- Sì, ma Silente non ha mai avuto modo di verificarla: la segretezza è un’arma fondamentale! Inoltre credo che non gli interessasse granché! Comunque Lyonel era intelligente, abile e carismatico e convertì dal suo profondo parte della setta dei Quattro Poteri, creando una frattura al suo interno, specie nei membri più giovani, che si allearono a lui per un progetto grandioso -
- Cioè? - chiese Wendy.
- Quello di spezzare il Potere dei Quattro - fece Luke con un lampo di trionfo.
- Tu vuoi distruggerci - Wendy indietreggiò puntando la bacchetta contro Luke. Anche Nat le si affiancò come se avesse appreso solo ora una bieca verità del suo alleato.
- Calma ragazzi, anche se uccidessi i Quattro Portatori non servirebbe a nulla - fece Luke pratico e leggero, ma i ragazzi si irrigidirono ancora di più in posizione di difesa.
- Andiamo Wendy, non c’è bisogno che ti dica che questo potere è un fardello, lo sai da te! Inoltre tu che sei tanto carina e gentile ti sarai accorta che il tuo potere a volte prende il sopravvento in modo distruttivo. Ti stanno allenando, vero? Tutti i giorni, ne sono sicuro. Più il tuo potere è forte, meno è forte la tua parte umana e i tuoi buoni sentimenti. Il vento è un potere distruttivo come il fuoco, si nutre di ambizione e del gusto della vittoria. È un potere razionale e razionalmente ti porterà a pensare che se tu domini, porterai pace e armonia agli altri. Quello dell’aria è un potere pericoloso, forse il più pericoloso -
- Andiamo Luke, stai esagerando! Lei non farebbe male ad una mosca - replicò Nat.
- Nicolas Susanne no, ne sono convinto, ma tu non immagini quanto possa essere terribile la Portatrice dell’Aria -
- Come pensavate di distruggere il Potere dei Quattro? - si intromise Wendy.
- Quello era il vero problema, alla fine giungemmo alla conclusione che non c’era modo: prima o dopo sarebbero sempre rinati un Custode e quattro Portatori. Allora ci promettemmo di continuare negli anni a istruire nuovi membri della setta alternativa. Essi avrebbero individuato i nuovi Custodi e li avrebbero convinti del pericolo dei Quattro Poteri, così da convincerli a bloccarne i poteri -
- È possibile? - chiese Wendy.
- Il Custode protegge i Portatori, ne unisce il destino, ma può anche bloccarli. Per questo tuo padre venne ucciso, prima di poterlo fare -
- Come venne ucciso mio padre? - chiese Wendy.
- In realtà non lo so. Eravamo scappati nel mondo babbano per fuggire alle persecuzioni della “storica” setta dei Quattro Poteri. Non dovevamo usare i nostri poteri perché la setta è talmente inserita nel Ministero che avrebbe subito rilevato le nostre tracce, quindi ci eravamo dati un appuntamento fisso in un luogo conosciuto solo da noi, aspettando che i Portatori nascessero. Durante uno dei nostri incontri fummo attaccati, ancora ignoro come ci abbiano scoperti, Lyonel mi protesse e rimase ferito. Lo portai in un ospedale babbano, sperando non facessero troppe domande. Qui incontrammo una giovane e affascinante tirocinante in medicina, tua madre, non so come, ma capì che eravamo in pericolo e non per colpa nostra. Ci diede una mano. Da cosa nasce cosa e i due si innamorarono, ma questo mandò in bestia Dolores Umbridge, una donna brutta, stupida e antipatica, di dieci anni più vecchia di tuo padre, ma, per le stupide manie dei miei genitori, la sua promessa sposa. La Umbridge perse la testa e fece di tutto per trovare mio fratello. Quando poi nacqui tu, decisero di scappare in un altro paese, perché la Portatrice era più facile da individuare per la setta... - l’uomo si morse la lingua.
- Per colpa mia... - mormorò sconvolta la ragazza.
- No, Wendy - Luke perse ogni espressione sarcastica - per colpa di pazzi che credono che il tuo Potere sia più importante di te, credi davvero che una bambina di meno di un anno possa avere colpa di qualcosa? - le sorrise - In realtà è stata colpa mia: sapevo che Olivander, quel vecchio pazzo, aveva una passaporta per Arcadia, un’isoletta sperduta e poco conosciuta. Nessuno della setta avrebbe sospettato che Lyonel avrebbe usato il passaporta di uno di loro. A tuo padre piacque l’idea, ma qualcosa andò storto e io non li rividi più -
- Wendy, sta arrivando Ray! Sparite! - sopragiunse Sandy, a volto scoperto.
- Nat, quando...? Come potrò rivederti? - Wendy lo chiese senza pensarci.
- Troverò un mondo, tranquilla, non sei la sola capace di strategie. A presto - le fece l’occhiolino e scappò via con Luke che fece un cenno alla nipote.
- Siete qui - arrivò un Ray decisamente sbronzo - vi cercavo -.
- O povero Ray, credo che sia meglio per te andare a casa - fece affettuosa Sandy.
- Magnifica festa, comunque - mise un braccio intorno alle spalle di Wendy - e tu sei fantastica! -
- Ok, è decisamente ora per te di andare a casa - così dicendo Walter lo caricò su una spalla e lo condusse verso l’uscita.
Le due ragazze si avvicinarono al grande scalone, dove la madre di Sandy salutava gli ultimi ospiti.
- Noi saliamo mamma, siamo a pezzi - le sorrise la ragazza bionda.
- D’accordo Sandy - la baciò sulla fronte - tu e Ray siete stati proprio carini a far compagnia a tua cugina Guendaline per tutta la sera -.
- È una cara ragazza - la bionda ammiccò a Wendy - speriamo solo che non si sia presa una cotta per Ray -
- La tua idea del Carnevale veneziano è stata apprezzata da tutti, mi dovrai aiutare più spesso con le feste - fece la madre orgogliosa alla figlia.
- Credo che sia troppo faticoso per me, mamma, non capisco come tu ci riesca! Buonanotte! -
- Buonanotte care -
- Allora è stata tua l’idea delle maschere - fece stupita Wendy.
- Mia e di Nat - le strinse la mano, mentre Wendy avvampava.

Continua...

domenica 23 marzo 2014

Attenzione a Nicky!

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

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Immagine da web - Battaglia a Hogwarts


Attenzione a Nicky!

Nicolas e Nat furono tra i primi a prendere posto in Sala Comune e quando giunsero Natalie e Lisa le assalirono con una miriade di domande.
Natalie si stava perdendo in una miriade di dissertazioni sui personaggi che avevano affollato la Stanza delle Necessità, tra gli altri i gemelli Weasley, Jordan Lee, Oliver Baston, Alice Spinnet e altri nomi, tanto che Lisa la interruppe bruscamente per sintetizzare che tutti gli ex-affiliati all’ES e tutti i componenti dell’Ordine della Fenice erano giunti a Hogwarts per dar battaglia su invito e passaparola degli attuali membri dell’ES.
- Dov’è Etty? - chiese in ansia il ragazzo greco.
- Sono qui, Nicky! - esclamò una voce gioviale alle sue spalle.
Nicolas si girò e si allargò in un enorme sorriso, strozzando un urlo di giubilo quando vide Dannis Canon.
- Dannis! - gli corse incontro.
- Nick! - accorciò le distanze l’altro.
Si abbracciarono.
- Ti vedo in forma, non dirmi che mi preoccupavo inutilmente - gli diede un colpetto alla spalla, mentre Dannis tornava a circondare con un braccio Etty.
- Sto bene, alla grande! -
- Ciao Colin! - Nicolas strinse la mano anche al fratello dell’amico - Sono così felice di sapervi sani e salvi! -.
Nel frattempo anche gli altri li avevano raggiunti e Nat salutò con affetto il suo compagno di corso.
- Ti devo ringraziare Nicolas! Mi hai procurato una bacchetta splendida! - gli sorrise il ragazzo da sotto i lunghi capelli coloro topo.
- Allora funziona, mi fa enormemente piacere - disse quasi sollevato.
- È Harry! - esclamò Lisa dando un colpetto a Nicolas e distraendo il gruppo.
Il ragazzo si sistemò il berretto e si aggiustò gli occhiali seguendo con lo sguardo quel ragazzo che non doveva essere tanto più vecchio di lui, ma che racchiudeva negli occhi verdi e lucenti maturità e coraggio, stanchezza e tempra. Dopo di lui seguirono una serie di adulti e di giovani, sicuramente ex-studenti. Nicolas seguì in particolare una coppia di sposi di mezza età, seguiti da due ragazzi identici e un terzo che ricordava la fisionomia dei precedenti personaggi, tutti con capelli rosso acceso.
- È la famiglia di Ginny? - mormorò Nicolas a Nat, lui gli rispose con un cenno affermativo.
- Il Professor Lupin! - esclamò improvvisamente il cacciatore Griffondoro.
Nicky sgranò gli occhi verso l’uomo indicato da Nat.
Era alto, sembrava piuttosto malato e delle evidenti cicatrici gli solcavano il pallore del viso, ma l’espressione era sempre quella dolce e pacata, che Nicolas aveva incrociato sugli annuari scolastici, anche se in quella serata possedeva un bagliore determinato.
Harry si mise a percorrere il tavolo dei Griffondoro, come a cercare qualcuno, sicuramente, concentrato come era, non notava l’agitazione che provavano gli studenti ad intercettare brevemente il suo sguardo.
Fu la Professoressa McGranitt a dare le disposizioni dell’evacuazione, ma Ernie si alzò d’impeto manifestando il desiderio di combattere, applaudito da molti dei Griffondoro.
- Se siete maggiorenni, potete restare - rispose a tono la McGranitt.
- Sì! - esclamò soddisfatto Nat.
- Da quando sei maggiorenne? - gli chiese disorientato Nicolas.
- Da circa quattro ore - verificò il ragazzo al proprio orologio.
- Buon compleanno! Ma non credi che sia un modo un po’ troppo ardito di festeggiare? -
Nat gli rispose con un ghigno spavaldo, mentre la McGranitt manifestava l’ansia di fare uscire gli studenti sani e salvi.
Harry ripercorse i propri passi sempre alla ricerca di qualcuno.
- Chi starà cercando? - si rivolse al ragazzo neomaggiorenne, ma la risposta venne spontanea da Etty:
- Hermione e Ron di certo! -
Improvvisamente una voce fredda, acuta e spietata invase tutto il Salone. Gli studenti si guardarono intorno spaventati senza capire da che parte provenisse. Si strinsero tra loro per la paura. Il braccio sulla spalla di Etty rafforzò la presa, Lisa si accostò a Nat, anche Nicolas per un attimo ebbe l’impulso di nascondersi dietro l’amico, ma resistette e si impettì.
Fu chiaro a tutti che a parlare fosse Voldemort. L’ultimatum era implacabile e allettante: consegnare Harry Potter e avere salva la vita oppure la loro distruzione. Un silenzio tombale si riversò nell’affollato Salone, ogni sguardo su Harry.
Pansy Parkinson, il carlino dei Serpeverde, si scagliò contro il Prescelto suggerendo di consegnarlo. Nicolas, dopo aver cercato inutilmente la bacchetta, strinse i pugni dalla rabbia e tentò di mettersi tra Harry e i Serpeverde. Notò di non essere l’unico ad avere quell’impeto: tutti i suoi compagni puntarono la propria bacchetta in difesa del proprio eroe-amico.
- Grazie, signorina Parkinson uscirai per prima dalla Sala con il signor Gazza. Il resto della tua casa è pregato di seguirti - imperò la voce tagliente della McGranitt. Nicolas ebbe un moto di entusiasmo verso la propria insegnante.
Dopo i Corvonero, furono diversi i Tassorosso minorenni che si fermarono irremovibili alla loro tavolata, la McGranitt intimò di andarsene e ripeté l’ordine anche a Dannis, a lui e a Peaks.
- Vattene Knightly! Non hai neppure la bacchetta! - si accalorò Nat.
- Già ringrazia i Carrow! Comunque hai visto che posso farne a meno - ringhiò l’altro in risposta.
- Non voglio perdere tempo a proteggerti, vai con Etty, Lisa, Natalie e Dannis! Subito! - si erse in tutta la sua altezza contro il ragazzino.
Nicolas sbuffò.
- Cerca di tornare vivo o te ne pentirai! - lo minacciò e seguì gli altri studenti.
Lo sguardo occhialuto si spostò da Nat a Lupin, che si riuniva con gli adulti. Nicolas, seguendo lo stormo di studenti spaventati, inciampò e cadde. Riprese a seguire il gruppo, distante rispetto ai suoi amici, ma tutto d’un tratto si nascose nell’ombra del corridoio, in attesa.
Lupin e un mago alto di colore, seguiti da altri studenti e il padre di Ginny, si diressero verso il massiccio portone della scuola, diretti al parco. Nicolas sorrise e si lanciò all’inseguimento del drappello.
Si fermarono fuori dalla porta, il mago di colore diede le direttive.
- Arthur, tu e il tuo gruppo vi piazzerete al portone. Penserai a coprirci in posizione centrale arretrata -
- Ok, Kingsley! - annuì il padre di Ginny.
- Tu, Remus, prenderai quella posizione a sinistra, presumo che i Mangiamorte arriveranno da lì, da lì e da laggiù - disse indicando un punto vicino al portone, uno nei pressi della foresta nera e un punto che arrivava dal centro del parco dove si ergeva un grosso platano - io con i miei ragazzi mi posizionerò sulla destra, in modo da prenderli alle spalle. Attenzione, avrete protezione dalle torri, se riuscite, spingete i Mangiamorte contro le mura in modo che gli attacchi dall’alto siano più efficaci! Occhio alla testa - una schiera di denti bianchissimi si accese in un sorriso nel buio.
- Ci proveremo, signor Shacklebolt! - gli rispose uno degli studenti.
Nicolas era stato attento a nascondersi dietro ai ragazzi più vicini all’ex-insegnante di Hogwarts, dando molto poco nell’occhio.
Il gruppo di Lupin si dispose nei pressi di una torre, l’uomo diede un bagliore con la bacchetta verso la cima, dall’alto rispose un altro bagliore.
- Perfetto ragazzi, il professor Vitious è pronto a dare battaglia. Fra una decina di minuti si scatenerà l’inferno, potete ancora ritirarvi, siete ancora così giovani... - disse sospirando e guardando gli occhi lucenti nella notte - ma sappiate che è la causa giusta e se anche dovessimo morire, io sarò orgoglioso di farlo in questo luogo meraviglioso e al vostro fianco -
- Professore, anche per me è un onore combattere al suo fianco. È stato uno dei miei insegnanti migliori - disse un ragazzo alto e prestante vicino a lui
- Grazie, Oliver -.
Tutti estrassero la bacchetta, Nicolas fece solo una mossa simile.
Improvvisamente scattarono tutti: un tremito percorse la terra e un’enorme sagoma si avvicinò da dietro le mura del castello, nei pressi della Foresta Proibita, le oltrepassò sbriciolandole come fossero la cinta di un castello di sabbia.
- Fermo, Groppino! Ora devi stare qui e pestare tutti gli uomini brutti e incappucciati che vedi arrivare da fuori, capito? - una figura si muoveva sul braccio di quell’essere enorme e mostruoso.
- Ma prima mi devi lasciare nel castello... - non aveva finito di dire ciò che il gigante prese l’uomo barbuto che gli stava parlando, un‘altra cosa pelosa e li scagliò in una delle vetrate centrali dell’edificio.
La mezzanotte stava scoccando. Cominciarono ad arrivare i Mangiamorte. Lampi rossi e verdi accesero l’aria tutt’intorno al castello.
Dall’alto delle torri arrivarono una pioggia di incantesimi che si riversavano sugli uomini incappucciati.
La maggior parte di essi puntarono con decisione al portone principale e, come aveva previsto Kingsley, vennero presi tra i fuochi suoi e del gruppo di Arthur.
La schiera di Lupin si difendeva dall’avanzata di alcuni uomini che erano comparsi misteriosamente ai piedi del grande Platano irrequieto al centro del Parco di Hogwarts.
I mangiamorte continuarono ad avanzare numerosi e cominciarono i primi caduti nelle schiere degli studenti di Hogwarts.
Il professor Lupin allontanò due ragazzi dalla traiettoria di due corpi incappucciati, scaraventati contro il castello da una manata di Grop. Nicolas approfittò della distrazione generale per ritornare con una potente folata una serie di incantesimi nemici, abbattendo tre maghi.
Lupin condusse il suo gruppo su un frangente più riparato verso la foresta, quando da una posizione inaspettata alle sue spalle comparvero una decina di Mangiamorte che li attaccarono alle spalle.
Nicolas si lanciò tra loro e il suo gruppo alzando un muro di vento così potente da respingere i lampi verdi e gli stessi mangiamorte contro le secolari piante della foresta.
Il gruppo spaventato si sparpagliò a coppie distribuendosi dietro diverse rocce, distribuite nei dintorni.
- Grazie - fece disorientato Lupin - ... ma tu non hai diciassette anni! - esclamò poi guardando il ragazzino che gli aveva appena salvato la vita.
- Purtroppo no - rispose sinceramente l’altro, gettando con un altro portentoso getto d’aria un mangiamorte tra le mani di Grop.
- Vattene subito! - gli intimò Lupin più preoccupato che adirato, mentre entrambi si prodigavano ad attaccare, l’uno scagliava lampi rossi, l’altro ne aumentava la velocità e la gettata.
- Lo farò volentieri - sorrise Nicolas deciso - quando lei mi dirà se conosceva mio padre o mia madre e i loro nomi -
Lupin era sempre più disorentato da quel curioso ragazzino.
- So per certo che conosceva almeno uno dei due, mio padre si chiamava Nicolas... - insistette il ragazzo. Lupin scagliò, pensoso, due lampi rossi contro altri Mangiamorte.
- Lumos! - accese la bacchetta in faccia allo studente - Non mi viene in mente nessun Nicolas che potrebbe essere tuo padre -.
La delusione si dipinse sul volto del ragazzo per pochi secondi, poi improvvisamente sorrise.
- Aspetti - ed emise un lungo fischio.
- No! Rivelerai la nostra posizioni ai nemici... - una serie di incantesimi colpirono le rocce dietro cui si erano riparati fino ad allora, ma la sferragliata venne interrotta a causa degli affilati artigli di Lio che si abbatterono a gran velocità in picchiata sulla schiera che aveva attaccato la difesa amica, per poi posarsi innocui sul braccio di Nicolas.
- Virgilio - mormorò Lupin, guardando l’animale.
- Esatto - approvò Nick.
Shacklebolt e l’altro gruppo, approfittando della confusione, presero una posizione più favorevole e strinsero sui fianchi gli avversari, dando respiro a Lupin e al ragazzo greco.
L’ex-professore guardò ancora il volto di Nicolas.
- Allora sei il figlio di Lyonel Locke -
- Lyonel Locke? Ma la medaglietta? -
- Sì, Lyonel portava una medaglietta con scritto “Nicolas”... c’era un motivo... - Lupin parlava lentamente come se stesse ripescando in ricordi lontani.
Si separarono repentinamente perché le rocce vennero sbriciolate da un incantesimo. Nicolas corse verso il lago, Lio volò alto.
- Vattene via, ragazzo! Non puoi sopravvivere! - gli urlò Lupin.
Tre anatemi si stavano abbattendo sul figlio di Locke, ma un nuovo strano colpo di vento li spinse contro la foresta proibita.
- Forse sì - si schiarì la voce Lupin stupefatto.
- Remus! Stanno per entrare... - lo chiamò Kingsley - raduna i tuoi e puntiamo a quel gruppo dai due lati - incitò l’uomo indicando un punto in cui oscure sagome nere si avvicinavano.
I due scattarono seguiti dalla piccola squadra che si muoveva in formazione di copertura. Sull’altro lato il gruppo di Shacklebolt faceva lo stesso.
- Dolohov è mio - ringhiò Lupin verso gli alleati, riconoscendo uno dei Mangiamorte.
Alcuni rinforzi si unirono alle tre squadre, che avevano già subito alcune perdite.
Nicolas seguiva i gruppi lievemente a distanza, nascondendosi nell’ombra del castello. L’assalto sui due fronti ebbe successo, ma il gruppo di Lupin si trovò con la Foresta Proibita alle spalle, dalla quale uscirono improvvisamente una folla di ragni enormi. Il panico divise la schiera degli studenti che stavano retrocedendo velocemente.
Senza esitare un attimo Nicolas fece alzare un vento che investì il suo gruppo da sinistra, riversandosi poi sulle creature a otto zampe, che infastidite deviarono puntando verso il ragazzo. Il ragazzo impallidì e rimase pietrificato al suo posto. I ragni inaspettatamente deviarono ancora, come spaventati, e si diressero verso il muro del castello arrampicandosi lungo le pareti. La terra tremava tutta intorno al castello e Nicolas si girò improvvisamente per capire cosa avesse fatto fuggire le creature mostruose.
Lupin si girò a causa di un urlo stridulo, giusto per vedere il corpo di Nicolas, scagliato con violenza dall’enorme mano di un gigante molto più grosso di Grop, sbattere contro la base di una torre di Hogwarts, che gli rovinò addosso seppellendolo.

- Si sta svegliando - fece Etty china su di un letto dell’infermeria.
Dannis si alzò di scatto dalla sedia, sporgendosi. Anche Nat, seduto su una poltroncina sul fondo del letto, raddrizzò la schiena concentrandosi sui movimenti della persona stesa davanti a lui.
Nicolas con uno sguardo smarrito, tentò di alzarsi ma con un mugugno di dolore ritornò ad appoggiare la testa sul cuscino.
- Aspetta non avere fretta! Rimettiti giù! Hai dormito per tre giorni - disse dolcemente Etty, con uno sguardo materno.
- Tre giorni? La battaglia... Harry... Hogwarts! - Nicolas si alzò di scatto, con una smorfia di dolore e con un’aria colma di preoccupazione.
- Voi state bene - scrutò il volto degli amici intorno al suo letto.
Etty era indenne, nonostante l’aria stanca, Nat aveva una ferita sulla guancia, un braccio intorno al collo e un’espressione severa, quasi arrabbiata, Dannis aveva uno sguardo colmo di dolore e due profonde occhiaie.
- Non tutti stiamo bene - rispose la ragazza, accarezzando la mano di Dannis - ma ne parleremo più tardi, ora stenditi per favore, prima che qualche osso decida di non rinsaldarsi perfettamente - e così dicendo sistemò il cuscino dietro la schiena, accompagnando con delicatezza le spalle al guanciale.
Nicolas deglutì un groppo in gola, fissando Dannis.
- Colin... - mormorò.
Dannis abbassò lo sguardo, lo stesso fece Nicolas.
- Dan mi faresti un piacere - lo distrasse Etty - avvertiresti la McGranitt? Dille che si è svegliata... -
A quelle parole Nicolas si guardò il pigiama e d’istinto si strinse nelle spalle. Poi con lo sguardo pieno di paura guardò prima Etty poi Nat.
- Già, Knightly - fece l’antico tono aspro e sarcastico di Nat - spiegaci: da quando sei una ragazza!? -.


Continua...

giovedì 6 febbraio 2014

L'interessante scoperta

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

Leggi il I capitolo

Leggi il capitolo precedente

L’interessante scoperta

La visita ad Hogsmade era state deludente, creando anche un dissidio tra Nicolas e il proprio famiglio, da qualche giorno Lio non si faceva vedere nella stanza del ragazzo e anche l’arrivo della scopa nuova non riuscì a far ritrovare il buon umore a Nicolas.
Uscì abbacchiato dalla Sala di ritrovo dei Griffondoro, dopo aver concluso i compiti. La sera prima aveva riparato un’altra bacchetta e desiderava spedirla, permettendogli anche di far visita a Lio rifugiato in guferia. Quando vi arrivò Lio gli si avvicinò, sempre e comunque pronto al proprio dovere.
- Non ho intenzione di inviare te! Ti voglio qui vicino... Tu mi devi perdonare Lio. Avevo nutrito tanta speranza e quella clamorosa scoperta è stata più dolorosa di un ceffone... Non dovevo comunque comportarmi così... - sospirò - Mi perdoni? - e lo accarezzò affettuosamente sotto il becco. Lio sembrò soddisfatto e gli beccettò amichevolmente il dito, poi ritornò a poltrire sul suo trespolo, mentre Nicky sceglieva felice un gufo della scuola, per la spedizione ad Arcadia.
- Ci vediamo più tardi, magari dopo cena, Ok?! -
- Uh! - fece Lio e si sistemò meglio sul trespolo.
Nicky scese per le scale e intanto meditava ad alta voce.
- Non mi dovrei abbattere tanto, anzi dovrei impegnarmi nella mia ricerca. Dunque Silente ha vissuto a Hogwarts per molto tempo: dovrei fare una visita al castello, chissà... potrei trovare indizi interessanti -.
Detto ciò il ragazzo si lanciò alla scoperta di Hogwarts. Percorse corridoi, visitò aule, scoprì strani personaggi animati nei quadri e scambiò quattro chiacchiere con loro, senza però attirare troppa curiosità su di sé.
A un certo punto si trovò nella sala dei trofei e subito si lanciò sulle coppe e le medaglie di Quidditch. In bella mostra c’era la coppa vinta l’anno prima dai Griffondoro, con inciso il nome dei vari membri della squadra. Nicky ne scorse qualcuno.
- Vediamo... portiere: Ronald Weasley... eccolo qui il nostro capitano: Ginevra Weasley, ha giocato come cercatrice e cacciatrice, è davvero in gamba. E... ah! Eccolo qui in fondo: cercatore Harry Potter! - fece in tono ammirato.
Continuò a scorrere i vari trofei a un certo punto si bloccò e lesse a mezza voce.
- Cercatore: James Potter! Deve essere il padre di Harry, avevano lo stesso ruolo, probabilmente si ass... - la sua voce si spense, sgranò gli occhi e scattò come una saetta verso l’uscita dalla stanza dei trofei.
Si lanciò a tutta velocità per i corridoi salì e scese scale, salutò con un cenno veloce i quadri con cui aveva chiacchierato poco prima, percorse il largo corridoio e finalmente rallentò proprio davanti all’entrata della biblioteca. Entrò in silenzio e si avvicinò alla bibliotecaria, a cui chiese con cortesia un’informazione, la bibliotecaria gli indicò uno scaffale in fondo a destra. Nicky ringraziò e lo raggiunse, con calma fece passare i grandi volumi color notte con incise date in caratteri dorati, si fermò e ne estrasse uno. Dopodiché si mise a uno dei lunghi tavoli di lettura e aprì il voluminoso libro sussurrando appena.
- Bansy... no... Robertson... no! Troppo avanti! - tornò indietro con le pagine - Ah! Ecco P... Patterson... Plummer... Potter James, trovato - quando scorse la foto, ammutolì di stupore, poi aggiunse sempre pianissimo.
- Ecco perché Lio credeva di conoscere Harry, perché Harry assomiglia moltissimo a suo padre ... -
Richiuse il libro, chiese il permesso di portarlo con sé e gli fu accordato, uscì dalla biblioteca rimuginando a bassa voce.
- Allora Lio conosceva il signor Potter, il problema è che ora lui è morto e ritorno ancora al punto di partenza: due indizi, Silente e Potter, ma ancora nessun risultato! -.

Nicky era in camera sua, seduto sul letto, sfogliava l’annuario di Hogwarts dell’ultimo anno che James Potter aveva passato nella scuola. Nella prima metà del volume c’erano le foto degli studenti in ordine alfabetico, mentre nella seconda metà c’erano varie foto di gruppo: dai diversi circoli alle squadre di Quidditch, alle foto delle classi o quelle animate da numerosi soggetti delle diverse Case, ma alcune riportavano solo gruppi di amici.
Nicky le guardò attentamente, puntando il dito a volte sull’immagine animata di James Potter, a volte su quella di Silente.
Si soffermò a lungo su un’immagine titolata “I Malandrini”, dove comparivano cinque ragazzi sorridenti. Il volto, ormai familiare a Nicky, di James era il secondo da destra. Il primo a sinistra era un ragazzino bassetto e grassoccio con i capelli color topo e due occhietti acquosi.
- Che sorriso ebete! Come si chiamava... (lo sguardo veloce sulla didascalia) Peter Minus! Direi che il titolo di Minus gli calza... – commentò sarcastico Nicky con una smorfia, sembrava che quel ragazzino dall’aria servile non suscitasse troppo la simpatia del giovane griffondoro.
Lo sguardo passò al secondo da sinistra un giovane un po’ pallido e trasandato, ma con uno sguardo dolce e intelligente, sorrideva ai compagni vicini e salutava Nicky, che assunse la stessa espressione dolce e bonaria di colui che stava guardando.
- Questo... Remus Lupin (sempre con una scorsa alle piccole parole scritte sul fondo della foto)... questo nome non mi è nuovo, mi pare me ne abbia parlato Etty!
- Anche questo nome non mi è nuovo... Sirius Black... sicuramente sembra più spavaldo di Lupin, sarà che è un bel ragazzo! - disse osservando il ragazzo moro tra Lupin e Potter, con un sorriso affascinante e carico di una profonda fiducia in sé stesso.
- Magari avessi io metà della sicurezza che ha lui, o lui - indicò James, che nella foto sorrideva lanciando sguardi ardenti alla ragazza che cingeva con un braccio. La ragazza era molto bella, con dei lunghi capelli fulvi e due splendidi occhi verdi. Nicky si soffermò su quello sguardo, aggrottò la fronte come se frugasse in ricordi profondi.
- Perché mi sembra di conoscerla? - si domandò pensieroso - ... Lily Evans... il nome non mi dice nulla... eppure... - lasciò spalancata la pagina e si alzò di scatto dal letto.
Andò alla finestra, l’aprì, si affacciò e portò il pollice e l’indice, congiunti in un cerchio, alla bocca, emettendo un acuto fischio, che si diffuse come una folata nell’aria. Lasciando spalancata la finestra, riprese il suo posto sul letto e ripuntò gli occhi sulla foto appena esaminata, sostando sugli sguardi che si scambiavano James e Lily. Si colpì la fronte con la palma aperta in un movimento repentino.
- Che idiota! Sono fidanzati! Deve essere la madre del signor Potter, ecco perché mi ricordava qualcuno! -
In quel momento Lio planò sul letto del padrone.
- Eccoti Lio! Guarda qua! Conosci qualcuno qui dentro? - gli girò la foto in modo che l’animale la vedesse dritta. Lio trillò subito di gioia e beccò con dolcezza le figure partendo da destra. Prima Lily, poi James, seguito da Sirius e ancora Remus, ma quando incrociò lo sguardo acquoso di Peter, Lio arruffò le penne sdegnato e con gli artigli graffiò la superficie fatata.
Nicky strappò subito via all’animale l’annuario, perché sembrava proprio che il gufo non fosse abbastanza soddisfatto del suo deturpamento.
- Fermo! Sei impazzito che ti prende!!! -
Lio emise dei suoni minacciosi contro il libro tra le mani del ragazzo e poi volò via come offeso a morte.
- Ma cosa gli è preso... non l’ho mai visto comportarsi così! Possibile che in questi giorni non riusciamo ad andare d’accordo? - aprì il volume alla nota pagina e con la bacchetta puntata sulla pagina lacerata pronunciò - Reparo! -.
La pagina ritornò com’era. Nicky la lasciò aperta e trasse dal fondo del baule un piccolo taccuino, penna e inchiostro, poi copiandoli dall'annuario vi tracciò i nomi di Minus, Lupin, Black, Potter, Evans. Infine tracciò due lineette diagonali sugli ultimi due nomi e sospirò:
- Da loro non potrei certo saper nulla, speriamo invece che gli altri siano ancora vivi, magari... -.

Immagine da Web - I malandrini


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