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sabato 10 maggio 2014

Epilogo

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

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Immagine da Web tratta da Harry Potter i doni della morte - II parte

Epilogo

Nicky era seduta dietro un alto bancone ed esaminava sorridente il contenuto di un ordine appena arrivato: “Calmante per bacchette - 100 flaconi”. Con cura lo prese e lo infilò nello scaffale dietro di lei, una boccetta per volta.
- Ciao mamma! - entrò improvvisamente un ragazzino di circa dieci anni, coperto di fango e foglie secche.
- Nicolas! - eclamò la donna - Cosa ti è successo!? -
- Oh, niente... sono caduto - il ragazzino abbassò lo sguardo nocciola colpevole.
- Nicolas... - lo richamò la madre con un tono di rimprovero.
- Due idioti dicevano che tu non dovevi vivere qui perché sei una babbana! - urlò il piccolo con lacrime di rabbia agli angoli degli occhi.
Nicky gli fece un sorrisone affettuoso e lo strinse a sé, coccolandolo al seno. 
- Che sciocco sei stato, Nick! - disse asciugandogli gli occhi - Ma te ne sono grata -.
Poi si rivolse all’angolo del negozio dove l’anziano Olivander, lucidava alcune bacchette.
- Signor Olivander, potrebbe dare una pulita a mio figlio? -
Con un sorriso compassionevole, l’uomo gettò un Gratta e Netta al bambino, che venne ripulito istantaneamente.
- Ma, mamma, come fai a sopportare tutto questo? - fece imbronciato Nicolas.
In quel momento entrarono una ragazzina sui tredici anni e una di otto, che si tenevano per mano.
- Ciao ma’! -
- Ciao mamma! -
- Ciao, avete catturato tanti onischi? - chiese la madre affettuosa, baciandole entrambe sulla fronte.
- No - fece amareggiata la più grande. La mamma sorrise, come sicura di quel risultato.
- Ma come fai tu a prenderne così tanti? -
- Quando sarai più grande, te lo mostrerò - rispose la donna pratica.
Nicolas scrutava imbronciato sua madre, che ancora non gli aveva risposto. Nicky se ne accorse.
- Vedi Nicolas, è vero io non ho poteri magici, ma secondo te c’è un incantesimo che farebbe cambiare idea ai tuoi amici? - chiese tenera.
- Non sono miei amici - borbottò Nick.
- D’accordo, ma c’è un incantesimo simile? -
Nicolas rimase pensoso, mentre la sorella più grande alzava la mano per rispondere.
- Dicci Sara! - disse la donna non levando gli occhi dal maschietto.
- Non c’è un incantesimo, ma esiste la maledizione Imperio - fece saccente la ragazzina.
- Ma non farebbe cambiare idea a quei ragazzi, non farebbe capire loro che sbagliano giusto? -
- Giusto - confermò Sara con un deciso movimento del capo.
- Vedi Nicolas io non ho poteri magici, ma mi è stato concesso il potere di far cambiare il male in bene - e guardò l’anziano che sorrideva nell’angolo del negozio, mentre lustrava le sue bacchette.
- Non credi che sia molto meglio - strizzò l’occhio al figlio.
Il bambino sgranò gli occhi nocciola - Me lo dai anche a me, mamma, quel potere? - domandò supplice.
- Sto cercando di dartelo, Nicolas - sospirò nei suoi capelli mentre lo baciava nuovamente.
- Sorpresa! - disse entrando un uomo alto e castano, lievemente brizzolato.
- Papà! - esclamarono i tre bambini, correndo intorno al nuovo arrivato.
Nat prese in braccio la più piccola, mentre diede la mano destra a Nicolas e prese sotto braccio Sara. Sua moglie contemplava la scena, sorridendo un po’ imbronciata.
- Ehi non c’è spazio per me! - si lamentò. 
- Io credo che qui sulla mia faccia ci sia spazio per te - ribatté Nat.
- Sciocco - rise la donna e gli diede un bacio sulla guancia.
- Ok! Truppa su a lavarvi tutti! Fra poco mamma chiude il negozio e viene a darvi da mangiare! -
Nat mise giù la bimba e sfidò i suoi figli: - Il primo che arriva non prepara il tavolo! - e scattò sulle scale.
- Ma papà non è giusto - vociarono i bambini alle sue spalle, correndogli dietro.
- È un bambino! - rise Nicky.
- Buona sera! - una famigliola entrò nel negozio di bacchette.
- Ciao Ginny! Ciao Harry! - esclamò la donna, tendendo le mani verso la cliente.
- Ciao Nicky, siamo qui per la bacchetta di Albus! - fece la signora Potter, prendendo le mani della Signora Dayton nelle sue e stringendole calorosamente. 
- Non è troppo tardi? - chiese preoccupato Harry.
- Assolutamente no! - rispose Nicky e si rivolse al giovane cliente - Ciao Albus! Allora ti è arrivata la lettera per Hogwarts, speriamo che Nicolas ti raggiunga il prossimo anno -.
Il ragazzino annuì timido con i suoi grandi occhioni verdi.
- Mi raccomando tienilo fuori dai guai, ok? - gli strizzò l’occhio. 
Mentre le due donne parlavano, Olivander si avvicinò ad Harry silenzioso.
- Grazie ancora signor Potter per avermi concesso la custodia cautelare -
- Glielo avrò ripetuto un migliaio di volte, deve ringraziare Nicky e Nat - sorrise l’uomo, spettinandosi la zazzera nera.
La bacchettaia, dopo aver misurato per bene il suo cliente, si spostò dietro il bancone.
- Allora secondo me abbiamo tanta Terra e anche una bella scintilla di Fuoco - pensò ad alta voce la donna, tirando fuori una scatolina amaranto.
- Provala - disse porgendo una bella bacchetta mogano al bambino.
Albus la scosse dall’alto verso il basso e scintille viola e rosse si accesero dalla punta, danzando per la stanza.
- Perfetta - disse soddisfatta la donna.
Dopo qualche chiacchiera mentre imbustava la bacchetta, il trio si allontanò salutando calorosamente la bacchettaia.
Olivander si avvicinò silenzioso e disse: - Ancora non capisco come tu faccia al primo colpo... -
- Forse, signor Olivander, ho ancora un po’ di magia in me - fece tranquilla la donna.
L’anziano si allontanò, annuendo.
- O forse - continuò la donna, mentre girava l’insegna da “Aperto” a “Chiuso” - c’è più magia nei babbani di quanto i maghi pensino -. La donna gli sorrise dolcemente e Olivander rimase pensieroso.
Nicky ruppe il silenzio - Allora si ferma a cena? -.




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sabato 1 marzo 2014

Solo

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

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Immagine da web - Il potere di Raymond

Solo

Il Natale era pressoché alle porte, ma niente a Hogwarts suggeriva aria di festa e di calore natalizio. La situazione si faceva di settimana in settimana sempre più opprimente, dopo Nicolas altri studenti erano stati puniti durante le ore di Difesa contro le Arti Oscure da studenti stessi, che, impratichiti con la maledizione Imperio, stavano cominciando ad affrontare la maledizione Crucio. Neville aveva subito la prima “lezione dimostrativa” per essersi opposto apertamente e direttamente contro l’insegnante.
Questo aveva reso sempre più pericoloso ritrovarsi per le riunioni all’ES, ma anche più necessario. La maledizione subita da Paciock aveva sortito gli effetti opposti e il ragazzo organizzava con maggiore caparbietà numerose uscite notturne con Ginny, Luna, Semus e Micheal Steeval, durante le quali lasciavano sui muri della scuola, in particolare nei pressi dell’ufficio del Preside, slogan per l’iscrizione al particolare circolo privato.
Il Cavillo nel frattempo continuava i propri attacchi nei confronti del nuovo Ministro, riportava continuamente, dati alla mano, le uccisioni tra Nati-babbani, i Babbani e gli oppositori storici di Voi-Sapete-Chi, elogiava pubblicamente Radio Potter e faceva continui appelli alla fedeltà verso Harry. Luna Lovegood veniva per questo attaccata spesso in corridoio da molte battute, ma anche da veri e propri incantesimi, molto crudeli. Ginny fu punita per aver risposto ad uno di quegli attacchi con una spettacolare Fattura Orcolvolante, che gli costò però due ore di presenza come cavia nella lezione del professor Carrow, durante la quale Goyle si guadagnò i suoi primi dieci punti per i Serpeverde in sette anni e Neville una profonda ferita sulla guancia destra.
Nicolas aveva uno sguardo carico di preoccupazione e si muoveva lentamente nella propria stanza, si allacciò il mantello e si infagottò dentro, poiché i rigori dell’inverno inglese si facevano sempre più implacabili. A fatica staccò gli occhi, profondamente segnati da notti insonni, dal trespolo vuoto di Lio, poi con estrema lentezza si mise sulla spalla la borsa e uscì dalla sua stanza.
Da qualche settimana Etty lo cercava tutte le mattine, ma incrociando il suo sguardo che faceva un diniego silenzioso, apprendeva la notizia che più le premeva, gli rispondeva con il tentativo di un sorriso rassicurante, per non mortificarlo ulteriormente, e cercava di discutere con l’amico del più e del meno. Però alla prima occasione buona entrambi facevano di tutto per separarsi, almeno per evitare di dover fingere che tutto stesse andando tranquillamente.
Anche i pomeriggi con Nat erano diventati sempre più radi e corti, ora che il maggiore dei due ragazzi frequentava sempre più spesso la cacciatrice dei Griffondoro. Inoltre i loro dialoghi si limitavano sempre di più a questa nuova relazione. Nicolas sembrava un po’ infastidito da quella continua argomentazione e si rifugiava in biblioteca tra i libri di storia della magia, macinando pagine e pagine, alla ricerca di qualche notizia sulla “Setta dei quattro poteri”, ma nessun fatto storico ne riportava notizia alcuna.
Dopo aver abbandonato la sua stanza, aveva raggiunto la biblioteca semi-deserta e, piegato su un enorme volume dal titolo “Classi, Club e Circoli Magici: tutte le Storie sotterranee” del professor J. Nova, scorreva con attenzione il capitolo sulle sette. Lo raggiunse un Nat sorridente.
- Ciao! Che fai? -
- Gioco a gobbiglie - rispose con un certo sarcasmo tra sé e sé il ragazzo greco.
- Spiritoso! Lo vedo che leggi, ma cosa? - si interessò l’amico.
- Un libro di Storia della Magia -
- Altra materia più interessante non l’avevi? -
- No... -
- Ehi! Hai un pessimo aspetto, dormi male? -
- Cosa ti serve Nat? - gli rispose sbuffando Nicolas finalmente alzando la testa dal volume.
- Ma che hai?! Sono settimane che sei inavvicinabile, ne parlavamo ieri io e Demy -
- Bene allora puoi continuare a parlarne con Demy e lasciarmi leggere! - rispose nervosamente il ragazzo più giovane.
- Ma si può sapere che ti ho fatto? -
Si udì un risolino alle loro spalle. Nat si girò nervoso.
- Che cavolo vuoi Emberce! -
A quel nome anche Nicolas si voltò, inquadrando il ragazzo Serpeverde che con aria di sfida sfogliava un libro, fissando Nat.
- Io niente... - fece in tono falso l’altro.
- Bene, allora ti consiglio di farti i fatti tuoi e di starci alla larga, possibilmente! - grugnì Nat.
- Raymond io ho bisogno di parlarti invece - affermò Nicolas, mentre l’altro Griffondoro sembrò rimanere di sasso a quell’affermazione del Compagno di casa.
- Non saprei Knightly sono appena stato minacciato - disse con un ghigno rivolto a Nat.
- Non dire assurdità, hai tempo adesso? -
- Io sì, ma non vorrei distrarti dalla tua discussione... -
- Ciao Nat, ci vediamo - fece di botto Nicolas, recuperò il suo libro e se ne andò, seguito dal passo elegante e sicuro di Raymond, lasciando Nat tremante di rabbia.
I due ragazzi si chiusero nelle classe vicina alla biblioteca, dove si erano lasciati l’ultima volta.
- Allora ci hai ripensato? - fece sornione Raymond.
- La storia che mi hai raccontato fa acqua da tutte le parti, più ci ripenso più credo che tu abbia qualche serio problema - fece irritato Nicolas.
- Allora spiegami perché siamo in questa stanza a parlarne - gli occhi ambrati di Raymon squadrarono la figura infagottata del ragazzo più giovane.
- Fatto primo: non c’è nulla che testimoni l’attività di questa Setta; fatto secondo: se anche fosse esistita una tale setta, ho letto milioni di storie di invasati che credevano le cose più folli; fatto terzo: la meravigliosa epoca dopo Merlino e Morgana di cui mi avevi parlato sembra non esserci mai stata; fatto quarto: io non sento affatto tutto questo potere che dovrei avere -.
Raymon rise e rise sinceramente, come lo scoppiettio improvviso di un caminetto.
- Per quanto vuoi ignorare la realtà, Knightly? - smise di ridere. Nicolas lo fissò senza proferire una parola.
- Va bene, procediamo come vuoi tu! Il fatto che non ci siano testimonianze storiche di questa setta, dimostra il grande potere che essa ha sempre avuto. Per definizione una setta mantiene il più assoluto riserbo sulle sue azioni e se riesce a mantenerlo dimostra la sua potenza. Se ti interessa però c’è un evento documentato: la distruzione del Tempio dedicato agli Elementi intorno al 1500, se non erro, con quelli che erano creduti i suoi sacerdoti all’interno -
- Nel 1518, con all’interno i quattro sacerdoti, custodi del tempio - rispose senza pensare Nicolas.
- Vedo che questo evento ti ha colpito - osservò con un sorrisetto compiaciuto l’altro e continuò - anche il fatto che il periodo di pace e tranquillità non sia documentato è facile da spiegare: quando mai la pace fa notizia? -
- Hai saltato un passaggio: la setta di esaltati! - puntualizzò Nicolas.
- Beh! Su questo dovresti verificare con i tuoi occhi, anche se il fatto che non si sia alleata con Tu-Sai-Chi in questi tempi, mi sembra una buona dimostrazione, anzi io per primo ti invito a contrastarlo, come loro invitano me -
- E perché non si schierano apertamente contro -
- Prima di tutto “segretezza”, anche con il Signore Oscuro la setta deve garantire la sua esistenza e poi non hanno ancora il potere dei quattro elementi - accompagnando le parole con un ampio gesto del palmo aperto che indicava il proprio interlocutore.
- Sarebbe una bella mano per Harry Potter - pensò Nicolas.
- Sì, sono d’accordo - annuì l’altro.
- E la tua ultima argomentazione invece è proprio assurda... e tu lo sai - lo scrutò attentamente.
- Che intendi? - disse sincero l’altro.
- Non dirmi che davvero quella classe del settimo anno è riuscita a controllarti con le sue scarse maledizioni Imperio, appena imparate! Un altro sì, ma tu, no! Se è così dovrò obliarti subito dalla memoria tutto quello che ci siamo detti sulla Setta dei quattro poteri -
- Come sai che ho solo finto di resistere alla maledizione Imperio? - mormorò il ragazzo senza voce.
- Ne ero sicuro, la maledizione Imperio attinge direttamente dall’unico elemento d’aria, per questo è così potente e sempre per questo era impossibile che tu cedessi sotto il tuo stesso elemento. E credo anche di avere intuito il perché tu abbia finto... -
- Ho sentito subito di poter resistere facilmente agli ordini impostimi nella testa, ma mi è sembrato più saggio assecondarli e fingere di resistervi in modo da prendere tempo e allo stesso tempo soddisfarli in quello che mi costava poco -
- L’avevo immaginato... - e rifletté ad alta voce - Aria e acqua gli elementi razionali. A proposito evita che ti puniscano con la maledizione Crucio: sfrutta l’elemento diretto del fuoco ed essendo il tuo elemento opposto ti farebbe davvero molto male. Anzi non farti proprio punire in qualsiasi modo o mi terrai in pensiero - disse serio.
- In pensiero? Per questo ti eri arrabbiato dopo le lezioni di Babbanologia... Perché? -
- Tu ed io siamo legati. Ci tengo a te - gli sorrise.
Nicolas era ammutolito e un po’ imbarazzato, cambiò argomento.
- Hai detto che aria e acqua sono elementi razionali, che intendevi? -
- Il tuo potere si concentra nella sfera razionale, tutti gli incantesimi che sfruttano questo potere ti risultano immediatamente apprendibili: Trasfigurazione ad esempio, per non parlare di Occlumanzia e di Legimanzia, in cui saresti insuperabile se ti applicassi, come Walter d’altro canto. Terra e fuoco sono elementi emotivi. Io e Sandy siamo invece molto empatici: percepiamo le emozioni di chi ci sta attorno. Lo siamo, al contrario di voi, in modo istintivo. E' un vantaggio dei nostri poteri. Ogni elemento a grandi potenzialità, ma anche limiti. Comunque affronteremo ogni cosa a suo tempo. Allora sei disponibile ad unirti a me? -
Nicolas era confuso e disorientato.
- Stai correndo troppo, non so neppure cosa mi stai chiedendo... Grazie intanto per aver risposto alle mie domande, ma ora devo andare... - e si avvicinò alla porta.
- Certo che la fuga ti riesce sempre molto bene, con me, con Nat, con Etty e poi non credi a quanto ti dico riguardo ai rapporti di amicizia dei portatori... - disse ironico.
- No, non c’entra - tentò di ribattere insicuro Nicolas.
- Allora ciao, tanto so che ci rivedremo presto! - sorrise Raymond. Nicolas uscì dalla porta e si allontanò a grandi passi.
- Quando non ne potrai più degli incubi, tornerai e seguirai il tuo destino - pensò ad alta voce il ragazzo Serpeverde rimasto solo.

Nicolas raggiunse il dipinto della Signora Grassa, ma ad aspettarlo fuori c’era Nat.
- È da un sacco che ti aspetto! - gli fece il ragazzo appoggiato al muro di pietra - Dove ti sei nascosto con il tuo nuovo amico? -
- Ciao Nat -
- Seguimi per cortesia - intimò il cacciatore Griffondoro.
Nat si allontanò verso il piccolo laboratorio di pozioni, quasi personale, e cominciò attaccando l’amico - “Ciao Nat”!? Mi tratti come un idiota e poi ti ripresenti e mi dici “Ciao Nat”?! - il ragazzo era visibilmente alterato. - Senza contare che te ne vai in giro con quel Serpeverde subdolo e sinistro. Inoltre quando lo definisco “tuo amico”, invece di indignarti, mi rispondi “Ciao Nat”, ma che ti è preso Knighty mi sembra che tu sia in un mondo tutto tuo! -
Nicolas, che appariva già spossato dopo il dialogo con Raymond, riuscì comunque ad ergersi in tutta la sua altezza e contrastare il suo accusatore.
- In primo luogo io vedo chi voglio e quando voglio, senza alcun bisogno di avere una sorta di controllo. Secondo Raymond è meno mefistofelico di quello che pensi, anzi! -
- Siamo arrivati a questo, difendiamo “Raymond”? E con che tono! Mi sembra che tu stia diventando un’altra persona e quella persona non mi piace! -
- Puoi anche non fartela piacere, non ne hai bisogno, hai altre compagnie... -
Nat gli rise quasi in faccia: - Oddio un’altra scenata di gelosia! Come se non ci fosse già Lisa a fare la gelosa -.
- Io non sono... - Nicolas si trattenne dal ricoprirlo di chissà quali imprecazioni. - Non c’entra affatto la gelosia!! Tu mi chiedi se io vivo in un altro mondo? Tu?! Da quando ti sei imbarcato in questa tua romantica avventura, per cui ti auguro ogni bene - fece con finta vocetta mielosa - non ti accorgi che il mondo ci sta crollando letteralmente addosso: le punizioni terribili, le riunioni tra gli studenti sempre più osteggiate, notizie di morte e distruzione da ogni dove, la lettera di Colin che non arriva... -
- Allora è questo il problema, sei in questo stato nevrotico perché non ti arrivano notizie da Ann -
Se Nicolas avesse potuto uccidere con lo sguardo, Nat sarebbe stato incenerito in quel momento.
- Piantala di tirare fuori Ann ogni momento - Nicolas era visibilmente sconvolto e cominciò a straparlare - Tu non capisci niente, non sai niente, smettila di parlarne a sproposito, non voglio più sentirne parlare. Lei è... io sono... Non palarmene più, non voglio più che parli di lei, tu non ne devi più parlare, hai capito?! -.
Nicolas si allontanò con le lacrime agli occhi e Nat rimase fermo e incapace di reagire.
Il ragazzo greco entrò nella propria stanza, sbattendo la porta, si mise a rovesciare la sedia e la stampella della divisa. Si gettò carponi ai piedi del letto, con la testa appoggiata sul materasso, gridando nelle coperte.
- Basta parlare di Ann! Non voglio più sentirlo quel nome! Ogni volta che lo sento pronunciare così lo sento sempre più estraneo, come se mi strapassero un pezzo di me ogni volta e lo gettassero lontano... Come fa a non capire che mi manca, mi manca così tanto che mi manca il respiro... -
Improvvisamente le coperte si alzarono come percorse da una folata di vento sotto le lenzuola e la stanza fu invasa da una corrente che fece mulinare i fogli di carta di pergamena che erano appoggiati nel baule aperto. Nicolas per lo stupore si calmò, così come il lieve turbine nella stanza. Si asciugò le abbondanti lacrime, che nel frattempo aveva soffocato nel letto, e si sedette esterrefatto.
- Devo calmarmi o impazzirò! Sono davvero nei pasticci! Devo recuperare il mio controllo e il mio distacco altrimenti potrebbe essere davvero pericoloso per tutti quelli che mi stanno attorno - e si strinse nelle spalle. Poi si buttò sul letto sfinito e sicuramente senza accorgersene si addormentò.
Si svegliò per il freddo verso l’una e mezza. Si mise velocemente il pigiama al buio e si avvolse in due vestaglie di lana. Stette per un po’ silenzioso e supino sul letto, meditando sul suo baldacchino.
- Adesso mi ci vorrà una vita per addormentarmi - sbuffò.
Scese i pochi gradini che lo portavano al livello della Sala Comune e aprì la porta silenziosamente.
Nella grande stanza circolare non si vedeva nessuno, ma provenivano bisbigli di due persone diverse da dietro il divano davanti al camino. Erano Nat e Demelza.
- Nicky non è come te, Nat. È introverso e timido, tiene tutto per sé. È normale che ad un certo punto e con una simile tensione sbotti, dovresti capirlo non tormentarlo - diceva piano Demelza accarezzando con dolcezza i capelli mossi e castani del ragazzo. Nat inclinò la testa appoggiata sulla spalla di lei, per guardarla negli occhi.
- Ma perché li devo sempre capire io? So bene che la situazione è messa male, ma è così terribile se cerchiamo di vivere con un po’ di serenità lo stesso? -
Demelza gli sorrise e scosse la testa in senso negativo. Nat continuò.
- Voglio bene a quel ragazzo, ho capito che è spaventato, ma non capisco da che cosa e lui non me lo vuole dire. E poi mi ha fatto imbestialire con quell’accusa contro noi due -
- Forse non gli piaccio... -
- No, ti assicuro che quello non è il problema, so che ti stima e molto -
- Davvero?! - fece sorpresa la ragazza e rifletté meglio - Forse si sente lasciato in disparte, prima aveva stretto un legame con Dannis e se ne andato, poi con Etty, ma lei è una ragazza ed entrambi soffrono per Canon, parlarne tra loro potrebbe essere ancora più doloroso. Tu eri il suo unico amico e adesso ti sei un po’ allontanato. Ne avrà risentito un po’ -
- Non troppo visto che ne ha trovato subito un altro -
- Ora chi è geloso di chi? - fece Demelza sorridente.
- Non mi piace Emberce, mi sembra che voglia qualcosa da lui, e mi sento sempre spinto a un istinto di protezione nei suoi confronti e non capisco perché! -
- Forse lo vedi come un fratellino minore - Demelza continuava ad accarezzargli la testa, mentre lo sguardo di Nat era perso nelle fiamme del camino.
- No, non direi: non lo sento affatto come un fratellino. Lui è un amico fantastico, quando sto con lui tira fuori il meglio di me e non capisco come faccia. La cosa ancora più strana e che riesce ad irritarmi con una velocità impressionante, ma anche ad entusiasmarmi altrettanto velocemente - il ragazzo stava tentando di esprimere un pensiero che probabilmente ponderava da tempo, ma Demelza sembrava non aver afferrato. Nat se ne accorse, si alzò dal divano e si inginocchiò presso il camino.
Nicolas sulla porta si ritrasse per non far scorgere la sua presenza.
- È come un soffio sulle braci: il ceppo può scoppiettare improvvisamente, l’irritazione, ma farsi anche più vivo e caloroso -
Demelza era ammirata.
- Che parole splendide - fece con sguardo appassionato e un velo di commozione.
- In effetti... - arrossì Nat.
I due tacquero e Nicolas si rifugiò come un’ombra dietro alla porta, lasciando i due ragazzi intenti ad altre occupazioni.
Gli occhiali di Nicolas si appannarono e due grossi lacrimoni scesero lungo le guance accese.
- Come farò a tenerlo lontano e vicino allo stesso tempo? Non può sapere nulla, ma non posso rinunciare alla sua amicizia. La sua, quella di Etty, di Dannis... -.
Si sdraiò sul letto e con lo sguardo perso nel buio sospirò.
- Cosa devo fare? -

Continua...

giovedì 6 febbraio 2014

L'interessante scoperta

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

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L’interessante scoperta

La visita ad Hogsmade era state deludente, creando anche un dissidio tra Nicolas e il proprio famiglio, da qualche giorno Lio non si faceva vedere nella stanza del ragazzo e anche l’arrivo della scopa nuova non riuscì a far ritrovare il buon umore a Nicolas.
Uscì abbacchiato dalla Sala di ritrovo dei Griffondoro, dopo aver concluso i compiti. La sera prima aveva riparato un’altra bacchetta e desiderava spedirla, permettendogli anche di far visita a Lio rifugiato in guferia. Quando vi arrivò Lio gli si avvicinò, sempre e comunque pronto al proprio dovere.
- Non ho intenzione di inviare te! Ti voglio qui vicino... Tu mi devi perdonare Lio. Avevo nutrito tanta speranza e quella clamorosa scoperta è stata più dolorosa di un ceffone... Non dovevo comunque comportarmi così... - sospirò - Mi perdoni? - e lo accarezzò affettuosamente sotto il becco. Lio sembrò soddisfatto e gli beccettò amichevolmente il dito, poi ritornò a poltrire sul suo trespolo, mentre Nicky sceglieva felice un gufo della scuola, per la spedizione ad Arcadia.
- Ci vediamo più tardi, magari dopo cena, Ok?! -
- Uh! - fece Lio e si sistemò meglio sul trespolo.
Nicky scese per le scale e intanto meditava ad alta voce.
- Non mi dovrei abbattere tanto, anzi dovrei impegnarmi nella mia ricerca. Dunque Silente ha vissuto a Hogwarts per molto tempo: dovrei fare una visita al castello, chissà... potrei trovare indizi interessanti -.
Detto ciò il ragazzo si lanciò alla scoperta di Hogwarts. Percorse corridoi, visitò aule, scoprì strani personaggi animati nei quadri e scambiò quattro chiacchiere con loro, senza però attirare troppa curiosità su di sé.
A un certo punto si trovò nella sala dei trofei e subito si lanciò sulle coppe e le medaglie di Quidditch. In bella mostra c’era la coppa vinta l’anno prima dai Griffondoro, con inciso il nome dei vari membri della squadra. Nicky ne scorse qualcuno.
- Vediamo... portiere: Ronald Weasley... eccolo qui il nostro capitano: Ginevra Weasley, ha giocato come cercatrice e cacciatrice, è davvero in gamba. E... ah! Eccolo qui in fondo: cercatore Harry Potter! - fece in tono ammirato.
Continuò a scorrere i vari trofei a un certo punto si bloccò e lesse a mezza voce.
- Cercatore: James Potter! Deve essere il padre di Harry, avevano lo stesso ruolo, probabilmente si ass... - la sua voce si spense, sgranò gli occhi e scattò come una saetta verso l’uscita dalla stanza dei trofei.
Si lanciò a tutta velocità per i corridoi salì e scese scale, salutò con un cenno veloce i quadri con cui aveva chiacchierato poco prima, percorse il largo corridoio e finalmente rallentò proprio davanti all’entrata della biblioteca. Entrò in silenzio e si avvicinò alla bibliotecaria, a cui chiese con cortesia un’informazione, la bibliotecaria gli indicò uno scaffale in fondo a destra. Nicky ringraziò e lo raggiunse, con calma fece passare i grandi volumi color notte con incise date in caratteri dorati, si fermò e ne estrasse uno. Dopodiché si mise a uno dei lunghi tavoli di lettura e aprì il voluminoso libro sussurrando appena.
- Bansy... no... Robertson... no! Troppo avanti! - tornò indietro con le pagine - Ah! Ecco P... Patterson... Plummer... Potter James, trovato - quando scorse la foto, ammutolì di stupore, poi aggiunse sempre pianissimo.
- Ecco perché Lio credeva di conoscere Harry, perché Harry assomiglia moltissimo a suo padre ... -
Richiuse il libro, chiese il permesso di portarlo con sé e gli fu accordato, uscì dalla biblioteca rimuginando a bassa voce.
- Allora Lio conosceva il signor Potter, il problema è che ora lui è morto e ritorno ancora al punto di partenza: due indizi, Silente e Potter, ma ancora nessun risultato! -.

Nicky era in camera sua, seduto sul letto, sfogliava l’annuario di Hogwarts dell’ultimo anno che James Potter aveva passato nella scuola. Nella prima metà del volume c’erano le foto degli studenti in ordine alfabetico, mentre nella seconda metà c’erano varie foto di gruppo: dai diversi circoli alle squadre di Quidditch, alle foto delle classi o quelle animate da numerosi soggetti delle diverse Case, ma alcune riportavano solo gruppi di amici.
Nicky le guardò attentamente, puntando il dito a volte sull’immagine animata di James Potter, a volte su quella di Silente.
Si soffermò a lungo su un’immagine titolata “I Malandrini”, dove comparivano cinque ragazzi sorridenti. Il volto, ormai familiare a Nicky, di James era il secondo da destra. Il primo a sinistra era un ragazzino bassetto e grassoccio con i capelli color topo e due occhietti acquosi.
- Che sorriso ebete! Come si chiamava... (lo sguardo veloce sulla didascalia) Peter Minus! Direi che il titolo di Minus gli calza... – commentò sarcastico Nicky con una smorfia, sembrava che quel ragazzino dall’aria servile non suscitasse troppo la simpatia del giovane griffondoro.
Lo sguardo passò al secondo da sinistra un giovane un po’ pallido e trasandato, ma con uno sguardo dolce e intelligente, sorrideva ai compagni vicini e salutava Nicky, che assunse la stessa espressione dolce e bonaria di colui che stava guardando.
- Questo... Remus Lupin (sempre con una scorsa alle piccole parole scritte sul fondo della foto)... questo nome non mi è nuovo, mi pare me ne abbia parlato Etty!
- Anche questo nome non mi è nuovo... Sirius Black... sicuramente sembra più spavaldo di Lupin, sarà che è un bel ragazzo! - disse osservando il ragazzo moro tra Lupin e Potter, con un sorriso affascinante e carico di una profonda fiducia in sé stesso.
- Magari avessi io metà della sicurezza che ha lui, o lui - indicò James, che nella foto sorrideva lanciando sguardi ardenti alla ragazza che cingeva con un braccio. La ragazza era molto bella, con dei lunghi capelli fulvi e due splendidi occhi verdi. Nicky si soffermò su quello sguardo, aggrottò la fronte come se frugasse in ricordi profondi.
- Perché mi sembra di conoscerla? - si domandò pensieroso - ... Lily Evans... il nome non mi dice nulla... eppure... - lasciò spalancata la pagina e si alzò di scatto dal letto.
Andò alla finestra, l’aprì, si affacciò e portò il pollice e l’indice, congiunti in un cerchio, alla bocca, emettendo un acuto fischio, che si diffuse come una folata nell’aria. Lasciando spalancata la finestra, riprese il suo posto sul letto e ripuntò gli occhi sulla foto appena esaminata, sostando sugli sguardi che si scambiavano James e Lily. Si colpì la fronte con la palma aperta in un movimento repentino.
- Che idiota! Sono fidanzati! Deve essere la madre del signor Potter, ecco perché mi ricordava qualcuno! -
In quel momento Lio planò sul letto del padrone.
- Eccoti Lio! Guarda qua! Conosci qualcuno qui dentro? - gli girò la foto in modo che l’animale la vedesse dritta. Lio trillò subito di gioia e beccò con dolcezza le figure partendo da destra. Prima Lily, poi James, seguito da Sirius e ancora Remus, ma quando incrociò lo sguardo acquoso di Peter, Lio arruffò le penne sdegnato e con gli artigli graffiò la superficie fatata.
Nicky strappò subito via all’animale l’annuario, perché sembrava proprio che il gufo non fosse abbastanza soddisfatto del suo deturpamento.
- Fermo! Sei impazzito che ti prende!!! -
Lio emise dei suoni minacciosi contro il libro tra le mani del ragazzo e poi volò via come offeso a morte.
- Ma cosa gli è preso... non l’ho mai visto comportarsi così! Possibile che in questi giorni non riusciamo ad andare d’accordo? - aprì il volume alla nota pagina e con la bacchetta puntata sulla pagina lacerata pronunciò - Reparo! -.
La pagina ritornò com’era. Nicky la lasciò aperta e trasse dal fondo del baule un piccolo taccuino, penna e inchiostro, poi copiandoli dall'annuario vi tracciò i nomi di Minus, Lupin, Black, Potter, Evans. Infine tracciò due lineette diagonali sugli ultimi due nomi e sospirò:
- Da loro non potrei certo saper nulla, speriamo invece che gli altri siano ancora vivi, magari... -.

Immagine da Web - I malandrini


Continua

lunedì 3 febbraio 2014

Finalmente a Hogsmeade… forse!

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

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Immagine dal web

Finalmente a Hogsmeade

Nicolas aveva preparato tutto per la sua uscita a Hogsmeade e stava ripassando i particolari con Lio nella solitudine della sua stanza.
- Spero solo di riuscire a staccarmi dal gruppo il tempo necessario per risolvere le due questioni che ci premono - spiegò al pennuto - ma soprattutto spero di avere il coraggio di ingannare la McGranitt - sospirò rammaricato.
- Mi serve il permesso per uscire da Hogwarts, solo che il mio tutore è la Timeos - spiegava al gufo, o forse più a se stesso, per darsi un po’ di coraggio e una buona giustificazione per acquietarsi la coscienza - non mi è stato mai particolarmente difficile, né penoso, falsificare i permessi provenienti dall’Istituto S. Ermenegilda, ma se i Carrow facessero un controllo scoprirebbero l’inganno della McGranitt... certo se non dovessi andare per forza a Hogsmeade... - il ragazzo prese un’espressione risoluta - No! Devo andare! Non c’è altra soluzione! -.
Nicolas uscì determinato dalla Torre dei Griffondoro, percorrendo silenziosamente corridoi e scale dell’enorme edificio in pietra, finalmente si trovò di fronte all’ufficio dell’Insegnante di Trasfigurazione.
“Toc! Toc!”.
- Avanti - fece la voce severa della professoressa, oltre la porta di noce.
- Permesso - entrò timoroso Nicolas.
- Buongiorno Nicolas, posso aiutarti? -
- Sì, professoressa... vede sono qui perché oggi pomeriggio c’è l’uscita per Hogsmeade... -
- Ah! Giusto! Capiti a proposito Nicolas anch’io desideravo parlartene, accomodati -.
Nicolas si sedette di fronte alla scrivania dell’anziana insegnante.
- Io volevo chiederle se Lei non poteva fare niente per farmi avere un permesso firmato dai genitori che mi avrebbe attribuito, vede io ho l’autorizzazione del mio Istituto ma, se avvenisse un controllo... -
- Vedi, credo che sia meglio per entrambi che tu non vada - disse asciutta la professoressa McGranitt, senza alcun preambolo.
Nicolas apparve tranquillo.
- L’avevo pensato anch’io e non sarebbe un problema... non nego che mi sarebbe piaciuto visitare un villaggio diverso dal mio... -
- Capisco sia un sacrificio, Nicolas, ma nelle nostre condizioni è meglio essere prudenti. Questa situazione non durerà per sempre - e il suo sguardo si soffermò un’istante su un piccolo portaritratto della sua scrivania, il cui contenuto era invisibile dalla posizione di Nick - o almeno lo spero! - sospirò.
- Anche per me sarebbe stato naturale evitare questo rischio - fece comprensivo il ragazzo - poi però ho pensato a un'altra cosa... - fece una pausa, con lo sguardo basso, sbirciava senza darlo a vedere la reazione dell’insegnante.
- Non crede che sarebbe ancora più sospetto il fatto che uno studente, dopo anni lontano, ritorni in patria e non sia desideroso di farsi un giro nell’unico villaggio magico del Regno Unito? -.
La professoressa McGranitt apparve pensosa.
- Forse la cosa passerebbe inosservata, ma l’altro ieri Raymond Emberce mi ha chiesto se avevo il permesso per visitare Hogsmeade... - Nicolas scrutò in tralice la reazione della donna, le cui labbra erano diventate sottilissime.
- Questo complica le cose - soppesò - la tua riflessione è giusta Nicolas, vedremo cosa fare, sarò presente io con Gazza all’uscita oggi pomeriggio, accompagnati con un gruppo folto, siamo intesi? -
- D’accordo professoressa - annuì seriamente il ragazzo, senza far trasparire nessuna emozione.
- Puoi andare -
- Grazie professoressa, mi spiace di arrecarle tanto disturbo -.
Le labbra della McGranit ricomparvero in un accenno di sorriso.
- Non preoccuparti Nicolas, è un mio dovere. Buona giornata -.
Nicolas salutò, uscì e si allontanò dall’ufficio. Si diresse verso il parco a recuperare un po’ di aria fresca.
Quando fu nel parco Lio gli planò su una spalla, Nicolas era pallido.
- L’ho manipolata, Lio. Sono una persona orribile! - disse arrabbiato tra i denti.

All’ora dell’uscita Nicolas si era unito ai compagni di Quidditch, Demelza Robins, il sostituto di Dean Thomas, Seamus Finningan, Jimmy Peaks e Ritchie Coote, ovviamente Ginny Weasley, a cui si erano aggiunti Etty, Neville, Luna Lovegood, le gemelle Patil e altri ragazzi che Nicolas conosceva solo di vista.
L’uscita fu naturalissima, la McGranitt controllava chi aveva dato il permesso e nessuno ebbe alcun dubbio che Nick non fosse in regola.
L’insegnante però non poté fare a meno di fissare Raymond Emberece con un certo sospetto, ma forse questo non se ne avvide perché a sua volta scrutava, come al solito ogni movimento di Nicolas, a confermare la versione che il ragazzo greco aveva dato alla professoressa di Trasfigurazione.
Nicolas inarcò un angolo della bocca.
La McGranitt ogni ventina di studenti faceva a tutti il medesimo discorso: rimanere uniti, ubbidire agli addetti alla vigilanza del Ministero, non creare scontri e, in caso di Dissennatori, ritirarsi nel primo negozio aperto, cercando il sostegno di un mago adulto.
Durante il percorso Nick ebbe modo di conoscere meglio i suoi compagni di squadra, era sempre molto attento nel porre delle domande, probabilmente perché ne temeva il ritorno, ma era molto abile a sviare le risposte spinose, con una naturalezza e addirittura con toni di ingenua spontaneità, al di fuori di ogni sospetto.
Hogsmade era tetro, molto lontano da come era comparso negli aneddoti di Etty. Poche persone giravano per le strade e molti negozi erano chiusi, mentre finestre e porte sembravano sbarrate.
- Sì, è irriconoscibile di questi tempi - sospirò carica di tristezza Etty quasi rispondendo all’espressione di Nicolas.
- Dai, Nick, devi comunque vedere il Negozio di Scherzi di Zonko! -
La vetrina del Negozio di Scherzi era quella più luminosa e colorata di tutte, sembrava che lì dentro il periodo di terrore non fosse mai entrato e sembrava deridere tutte le atre vetrine, in particolare il buio negozio di pegni di fronte.
Molti ragazzi di Hogwarts affollavano gli scaffali, preparati per la festività di Halloween, provavano scherzi e cercavano i costumi dell’ultima ora. Quando il gruppo entrò, Ginny urlò di contentezza.
- Fred! - corse verso l’alto ragazzo rosso dietro al bancone - Non mi aspettavo di vederti! -
- Cavolo con la storia dell’orecchio di George, non posso più fare uno dei miei tiri preferiti, a che serve un gemello se poi non è uguale a te! - sbuffò, ma era una smorfia divertita, contento di vedere la sorella minore.
- Ciao Neville! Luna! Seamus! Demelza! Altri! - sorrise a tutti gli ex-compagni di Hogwarts.
- Non pensavo di trovarti qui! - continuò Ginny - Come stanno gli altri? - chiese improvvisamente preoccupata.
- Bene! - rassicurò - l’unica cosa preoccupante è come sempre la spruzzolosi di Ron, non sappiamo se sia in via di guarigione o no... - fece serio per un piccolissimo istante Fred, ma subito tornò allegro - Sono qui perché oggi è un giorno di scherzi speciale e volevo dare una mano alla nuova attività! George è rimasto al negozio di Diagon Alley... Servitevi in abbondanza solo per oggi prezzi speciali per gli studenti Griffondoro! - ammiccò a tutti e tre.
Il gruppo si disperse per il negozio: Etty e Nicolas discussero su quale costume poteva prendere Nicolas per la serata, Jimmie, Ritchie e Seamus stavano scegliendo i fuochi d’artificio a freddo del Dottor Filibuster, Demelza e le gemelle Patil si perdevano in urletti per delle Puffole Pigmee, mentre Luna, Neville e Ginny sparirono nel retrobottega con Fred.
- Le cose a scuola non vanno niente bene - fece cupo Neville alla domanda di Fred.
- Infatti a poco a poco quei tre stanno creando un clima di tensione e divisione - aggiunse Ginny - sono terribilmente abili a far sembrare che questo sia il naturale svolgersi degli eventi! -.
- La stessa tecnica che hanno attuato al Ministero - osservò il gemello Weasley - Avete già pensato di ricostituire l’ES? -.
- Sì, stiamo facendo girare la voce tra persone fidate, oggi vogliamo parlarne anche ad altri - fece Neville.
- L’unico problema è fare in modo che Nicolas si allontani, non ci fidiamo ancora di lui - Ginny sbirciò da dietro la tenda la nuca del ragazzo.
- Nicolas? Credo che Nick-Quasi-senza-Testa vi appoggerebbe in pieno, certo se vi procurate un'ascia ben affilata - scherzò Fred.
- No... è un nuovo arrivato, per questo non ci fidiamo, non ci sembra particolarmente inserito nella nostra lotta. Già è spaesato di suo, ci manchiamo noi a complicargli le cose - chiarì Neville.
- Anche se è evidente che i segreti li sa mantenere - disse Luna perdendosi in un pensiero tutto suo.
- Invece sentite qui, per dare un po’ di reali informazioni e mantenere viva la speranza Jordan ha avuto un’idea grandiosa. - disse Fred con un’espressione luminosa - Comunicheremo con chiunque voglia fare della resistenza al Ministero e, ovviamente, a Voi-Sapete-Chi attraverso una frequenza radio clandestina -.
- Fantastico! - esclamò Neville.
- Stiamo facendo girare la voce: la prima trasmissione è prevista per metà Novembre, quando saremo sicuri di non essere intercettati, quindi tutte le sere accendete la radio, la prima parola per trovare la frequenza sarà “ES” ovviamente! - e fece l’occhiolino.

- Sei terribile Nicolas, deciditi! - lo rimproverò scherzosamente Etty - Secondo me sarebbe divertente vederti vestito da fatina - e rise di gusto a quell’immagine.
- No, ti assicuro non sarebbe molto divertente - fece sarcastico l’altro - e sicuramente non per me! - sghignazzò.
- Ok alla fine prenderò... il costume da... Lupo solitario con ululati! - fece deciso.
- Finalmente! - esclamò Etty con un sorriso.
I ragazzi si ricompattarono per pagare ed uscire.
- Dove andiamo adesso? - chiese Nicolas
- Mielandia! - fece Seamus.
- I tre manici! - ribatterono coralmente Jimmy e Ritchie.
Ginny e Neville si scambiarono un’occhiata di intesa, rivolgendosi in fondo alla fila, dove Nicolas ed Etty stavano ancora discutendo del costume.
- Starai scherzando! - fece Etty prostrata.
- Eeeh... che in effetti non mi ci vedo Lupo... forse un po’ orso - si giustificò Nicolas squadrando poco convinto il suo acquisto.
- Senti io torno indietro e vedo se me lo possono cambiare -.
Ginny ebbe un lampo di trionfo negli occhi e fu subito al loro fianco.
- Che c’è Nicolas, non sei convinto del costume? -
- In effetti, non troppo - avvampò il ragazzo - cioè lui è bellissimo sono io che... - e si zittì.
- Credo che non ci sarà nessun problema a cambiarlo - fece Ginny convinta - per Fred è sempre meglio un cliente soddisfatto! - lo rassicurò.
- Ok... torno indietro con te - disse Etty.
- No! - fecero coralmente Ginny e Nicolas.
- Intendevo dire che lo accompagno io, così sarà trattato bene - si giustificò Ginny.
- No, non dovete preoccuparvi, mi arrangio, dopo tutto la colpa è mia, mi sentirei in difetto, costringendovi a seguirmi - fece impensierito Nicolas.
- La McGranitt ha detto che bisogna stare uniti - apostrofò Etty.
- Ma ho visto Walter con altri Corvonero entrare adesso, mi unirò a loro - aggiunse velocemente Nicolas.
- Ottimo! Tutto risolto! - chiuse i giochi Ginny - Allora ci vediamo dopo a Mielandia -.
- Meglio ai Manici - insistette Jimmy.
- Beh! Decidetevi così Nick ci può ritrovare - sorrise Etty.
- Bene lì allora - fece Neville ad alta voce e aggiunse a Nicolas - a Mielandia! -.
- A dopo! - salutò allegramente Nicolas, allontanandosi.
- Ha funzionato il Mufflatio non verbale che vi ho lanciato? - chiese a bassissima voce Neville a Ginny.
- Alla perfezione - sorrise Ginny.
Nicolas aspettò che il gruppo scomparisse dietro una curva per scivolare nel negozio di fronte a quello di scherzi.

In un “Tre manici di scopa” non particolarmente affollato, anche se a dispetto degli altri bar di Hogsmeade era quello più frequentato, Ginny, Neville e Luna presentavano agli altri l’idea di far parte dell’ES, circondati evidentemente da un incantesimo Mufflatio.
Alla fine della presentazione dei tre ragazzi, Etty era raggiante.
- Che meraviglia! Mi sembrerà di fare qualcosa di utile per Dannis! ... e anche per Harry, ovviamente - arrossì, abbassando gli occhi.
- Dobbiamo dare un chiaro segnale a tutti, compreso al Ministero, che Hogwarts non è in mano loro - fece determinata Ginny.
- O almeno non totalmente - aggiunse Neville.
- Anche se non è una sciocchezza... partecipare potrebbe richiedere di rischiare molto - disse Luna anche se il tono non era grave come la sentenza avrebbe imposto.
- Esatto, fare parte dell’ES non è un gioco! E forse sarà piuttosto duro - fece seria Ginny - Ma non dobbiamo dimenticare che molta gente sta rischiando tutto per questa causa -.
Gli altri erano seri e pensosi, ma annuirono a queste parole, forse pensando ai propri cari e ai compagni scappati dalla scuola.
- Nicolas sarà felice di questa proposta - affermò convinta Etty.
- Ecco questo è un altro punto di cui dobbiamo parlare, non ci fidiamo di Nicolas, o meglio - si corresse Ginny intuendo lo sguardo accigliato di Etty, Neville e persino di Luna - lui non conosce tutta la nostra storia, è già confuso di questo cambiamento e non ci appare particolarmente “integrato”, non vogliamo caricarlo anche di una guerra non sua! -.
Etty rimase ammutolita, sicuramente non si aspettava un giudizio simile sul suo amico.
- Ora se ci state dovete firmare questa pergamena - Neville trasse un contratto che risaliva a due anni prima, già firmato da altri, compreso Harry Potter stesso, molti “oh” di ammirazione salirono alla vista di quella firma.
Ad uno, ad uno, tutti i partecipanti di quel tavolo firmarono.
- Molto bene! Non ci sarà bisogno di nessun Oblivion - sorrise Ginny a Luna.
- Oblivion? - domandò Etty.
- Sì, stiamo attenti a cancellare ogni traccia: se qualcuno di voi avesse rifiutato gli avremmo cancellato questo particolare ricordo, per la nostra, ma soprattutto per la sua sicurezza - ammiccò Neville - Luna è bravissima! -.
- Forse si è esercitata su sé stessa - bisbigliò ironico Ritchie al suo amico Jimmy.
- È vero - assicurò ingenuamente Luna - ma non ricordo se ha funzionato! -.
Tutti al tavolo risero, tranne Etty.
- Sei sicura di riuscire a non dire niente a Nick? - domandò con fare indagatorio Ginny.
- Certo! - rassicurò Etty - Ma su di lui vi sbagliate - aggiunse cupa.

Nicolas era appena uscito, piuttosto soddisfatto, dal Negozio di pegni, si infilò in un vicoletto deserto e buio e fischiò il richiamo del suo gufo. Dopo un paio di minuti arrivò il grosso pennuto antracite, che si appoggiò sull’avambraccio presentatogli dal padrone.
- Tutto fatto Lio! -
- Uh - fece cupo Lio in risposta.
- Al diavolo Lio! Ho dovuto farlo - tagliò corto al rimprovero del suo famiglio - Ok! Mostrami dove hai visto quel tale, ma con discrezione -.
Lio spiccò il volo dal braccio del suo padrone, uscì dal vicolo e si appollaiò sull’insegna di un negozio di sartoria sull’angolo del vicolo, facendo uno strano movimento con il capo in su e in giù, quasi a dire “sì”. Nicolas si affacciò sulla deserta via traversa.
Lio ripartì in volo posandosi su di un altro incrocio, ripetendo il gesto precedente. Nicolas si mosse velocemente e arrivò sotto l’incrocio. Per la terza volta il suo gufo spiccò il volo posandosi all’incrocio con un altro vicoletto, ma questa volta scosse il capo rapace, arruffando le penne. Nicolas si appiattì dietro un riparo. Da quel vicolo uscirono due addetti alla vigilanza, avvolti in scuri mantelli.
Solo quando si furono allontanati, Lio fece un verso di assenso e al comparire di Nicolas dal suo nascondiglio, ripetè il gesto del via libera.
- A volte penso che ti manchi solo la parola, Lio - lo vezzeggiò il padroncino.
Il gufo fece un trillo di conferma e si lanciò con maggiore entusiasmo.
- Siamo vicini - ne dedusse Nicolas, lanciandosi più velocemente nel vicolo.
Lio si era appollaiato sopra un'altra insegna, ma era evidentemente agitato, ripetendo il cenno consueto.
Nicolas era raggiante, uscì allo scoperto e si trovò di fronte a una bacheca di legno con infissi una decina di volantini, tra cui i manifesti che riportavano ritratto e taglia di Harry Potter.
Lio volò soddisfatto sulla spalla di Nick, continuando ad indicargli il manifesto dell’Indesiderabile Numero Uno.
Nicolas era impietrito e ammutolito.
- Ehi! Che ci fai tu in giro da solo! - gli urlò contro un addetto alla vigilanza, sbucato alle sue spalle.
- Niente, signore! Mi sono attardato ad una vetrina e cercavo di raggiungere i miei amici - rispose pronto Nick, evidentemente aveva già preparato quella risposta se l’evenienza gli si fosse presentata.
Fece un timido cenno di saluto e ritornò sui suoi passi.
- Che diavolo ti è preso Lio abbiamo visto migliaia di quei manifesti da quando siamo sbarcati in Inghilterra... - mormorò all’uccello sulla sua spalla, quando fu abbastanza lontano dall’uomo che lo aveva interrogato.
- Uh! - sembrò apostrofarlo Lio.
Nicolas rifletté per un momento.
- È vero! - fece stampandosi il palmo della mano sulla fronte - la tua gabbia era coperta per via del professor Avius! -. Nicolas rimase pensoso poi sbottò.
- Non ha senso! Tu non puoi aver mai visto Harry Potter prima del nostro arrivo qui, e sicuramente non nel periodo che interessa a noi...- sospirò - ...a quell’epoca non solo era un bambino, ma aveva una vita babbana! - Lio sembrò un po’ contrariato e volò via verso Hogwarts, mentre Nicky rimase assorto ed enormemente contrariato.

- Ciao a tutti! - salutò allegro Nicolas.
- Ehi! Ce ne hai messo di tempo! - appuntò Etty.
- Scusate, ma non riuscivo a decidermi... e poi temo di non aver capito bene dove dovevamo trovarci - fece imbarazzato il ragazzo greco.
- Mi sa che è stata colpa mia - si giustificò Neville - temo di averti sviato -.
- O non importa - lo giustificò Nicolas, mentre Etty lanciò un’occhiataccia a Neville.
- Ehi! Nicky dove hai lasciato gli altri ragazzi? - chiese attenta Etty.
- Gli altri? Ah sì, i Corvonero! Si sono fermati a una vetrina e io li ho preceduti - inventò Nick su due piedi - Allora non siete ancora andati a Mielandia? Perché non ci andiamo subito, allora? - accampò subito il ragazzo, temendo che gli altri si accorgessero che nessun Corvonero era stato lasciato poco indietro.
- No, Nick prendi una Burrobirra e siediti con noi un attimo - fece Ginny forse per un piccolo senso di colpa che sentiva nei suoi confronti.
In quel momento entrò il gruppo di Corvonero con cui si accompagnava Walter.
Nicolas prese la palla al balzo e salutò Walter con un cenno. Water ricambiò educatamente e prese posto con i suoi amici.
- Ok! Una Burrobirra la prendo volentieri, anche se non so cosa sia! - esclamò Nicolas apparendo decisamente di buon umore.

Tutti gli studenti erano rientrati da Hogsmeade e le loro borse erano state perquisite, Gazza si era proposto di perquisirli fisicamente ma l’idea illividì le sottili labbra della professoressa McGranitt che autorizzò i ragazzi a salire nelle proprie stanze per prepararsi alla serata.
- Ehi Nick sei pallido! - disse Etty al ragazzo.
- Ah, davvero? In effetti ho un forte mal di testa - rispose Nicolas.
- Per questo sei rimasto molto silenzioso dopo “I tre manici” - gli sorrise Etty.
- Forse la Burrobirra mi fa uno strano effetto - scherzò Nick, Etty rise.
E attraversarono il buco della Signora Grassa dietro agli altri compagni.
- Oh scusa! - fece Nicolas, avendo urtato la schiena di qualcuno.
- Figurati se non eri tu a starmi tra i piedi! - esclamò sarcastico Nat.
- Giusto tu Nat! - gli sorrise Nicolas, sorprendendo l’altro, - Ho i soldi per il manico, così quando arriverà potrai pagarlo subito. Quanto avevamo detto... - e gli snocciolò la cifra esatta nel palmo della mano.
Nat ripresosi subito dall’iniziale smarrimento, sorrise sornione come sempre.
- Vedi che ho ragione, tu vuoi raggirarci, ma io non sono un idota... -
- Come vuoi Nat... oggi non intendo contraddirti - e si allontanò, ritornando da Etty.
- Ben fatto! - gli sorrise la ragazza - una volta non pensavo fosse tanto antipatico - disse Etty rivolta a Nat.
- Credo che ci sia qualcosa in me che lo disturbi, forse non lo sa neppure lui... - lo giustificò Nicky.
- Cambiando discorso: non mi hai detto da cosa ti travestirai - lo punzecchiò la ragazza.
- Ovvio da Lupo ululante! - ammiccò l’altro - Alla fine era la scelta giusta! -.
- Non ci posso credere Nicky! - rimase esterrefatta la ragazza.
Nicolas la salutò e chiuse dietro di sé la porta della camera. Il sorriso svanì dal volto di Nick non appena la porta fu chiusa.
- Nat ha ragione! Manipolo e inganno le persone e maltratto l’unico essere vivente che mi è vicino - pensando ad alta voce portò la mano destra al collo, ma la dovette fermare la catenina non c’era più.



Continua


sabato 1 febbraio 2014

Hagrid

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

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"...ma pensa bene a cosa vuoi fare della tua vita, senza fartelo dire dagli altri! "

Hagrid

Etty e Nicolas, dopo la partenza di Dannis e dopo l’ultimo scontro con Nat, erano molti uniti. Parlare con Etty aiutava Nicolas a capire come andavano le cose prima dell’avvento di Voldemort. Il ragazzo cominciava a sentire una forte ammirazione per Harry Potter e Silente e a sentire un forte disprezzo per i Mangiamorte e l’attuale Ministero, dietro il quale persino i giovani studenti di Hogwarts capivano esserci i seguaci del Signore Oscuro.
Inoltre le lezioni della professoressa Alecto erano divenute ancora più irritanti grazie allo strano comportamento del compagno di banco di Nicolas, infatti sebbene Raymond Emberce lo ignorasse completamente, spesso Nick lo sorprendeva a osservarlo nei corridoi e in Sala Grande ed era capitato che durante le lezioni, di punto in bianco, gli avesse domandato in tono inquisitorio delle sue origini e della sua famiglia, mettendo Nicolas terribilmente in imbarazzo e facendogli balbettare che quello non era il momento per parlarne visto che erano a lezione.
Mentre in Trasfigurazioni, Incantesimi e Artimanzia era uno studente brillante, in Pozioni, Cura delle Crature magiche e Difesa contro le Arti Oscure era mediocre, ma se per quest’ultima materia la cosa cominciava a non preoccuparlo, anzi appariva per i Griffondoroquasi un vanto, gli scarsi risultati nelle altre due materie sembravano pesargli come macigni.
Il professor Hagrid, in genere amato da tutti gli studenti non Serpeverde, in quel periodo stava insegnando alla classe del quarto anno a prendersi cura di orrende creature chiamate Schiopodi Sparacoda, una specie di orribili crostacei ciechi che lanciavano inaspettatamente fumi orrendi e pericolosissime fiamme dalla coda, facendo scendere il gradimento del professore tra gli studenti.
Nicolas sembrava detestare quelle creature raccapriccianti, ma la cosa buffa era che anche queste sembravano detestarlo con animosità, appena si avvicinava alla loro cassa questi cominciavano ad agitarsi in feroci mugolii sinistri e alzavano le code in segno di attacco, più di una volta il mantello di Nicolas aveva preso fuoco, facendo sbiancare il povero ragazzo.
- Nicky - gli disse benignamente il professore dopo l’ennesimo incendio - c’è qualcosa in te che li fa uscire fuori di matto, povere bestiole, non è che ci hai qualcosa addosso che li disturba? -
Nicolas perplesso, guardando gli abiti dei compagni e concentrandosi sui suoi, scosse la testa.
- Non credo professore -
- Forse è il cappellino... - fece Natalie con tono incerto.
- Ma certo, forse è quello! - confermò raggiante il professore - Toglilo Nicky, vediamo se funziona -
Nicolas incerto si levò il suo solito cappellino scuro afflosciato sulla nuca, da cui uscirono abbondanti capelli dalle mille sfumature castane, e incerto si avvicinò alla cassa. Gli Schiopodi Sparacoda però si animarono ancora di più e furibondi cominciarono a lanciare come impazziti altissime fiammate, distruggendo le loro casse. Finalmente liberi composero una mandria imbufalita e corsero minacciosi contro Nicolas, che terrorizzato scappò cercando rifugio verso il Lago nero.
Anche il professor Hagrid si lanciò in soccorso del ragazzo, che presto sarebbe stato raggiunto dalle creature informi. Nicolas, nella sua corsa scoordinata e buffa, inciampò e cadde a pelle di leopardo steso sull’erba bagnata, mentre gli orrendi crostacei lo stavano per ricoprire.
- Petrificus Totalus! - urlò una voce profonda come l’abisso, proveniente dal Lago nero.
- Nooo! Walter! Perché non l’hai lasciato divorare da quelle bestiacce - fece un’altra voce tra le risate a crepapelle proveniente dalla stessa direzione.
- Non dire scemenze Nat! - rispose severo Walter, aiutando Nicolas a rialzarsi, che nel frattempo lanciò un’occhiata inviperita al compagno di Casa.
- Grazie mille Walter! È la seconda volta che mi soccorri -
- Sei incredibilmente bravo a cacciarti nei guai - gli sorrise Walter.
Nel frattempo sopraggiunse Hagrid.
- Bravissimo Walter! Ora chiudiamo gli Schiopodi nelle loro casse prima che l’incantesimo finisca - fece affannato il professore - E tu Nicolas perdonami, non pensavo si infuriassero così -.
La lezione era finita ma l’enorme professore di Cura delle Creature magiche insistette per invitare Nicolas nel suo capanno per bere un buon tè ristoratore e calmante, vista la brutta esperienza. Nicolas ancora un po’ scosso e tremante accettò l’invito entrando nel capanno ai margini della Foresta Proibita.
L’ambiente era molto accogliente, sebbene in disordine. Era un’unica stanza circolare con un grande fuoco che ardeva sulla parete, un tavolaccio al centro e in un angolo un enorme letto ricoperto da una trapunta fatta in patchwork. Hagrid lo fece accomodare su di un grande sgabello, gli mise davanti una tazza grande come un secchio e un piatto di biscotti che sembravano estremamente pastosi. Il ragazzo guardò il piatto, guardò il faccione sorridente di Hagrid, riguardò il piatto e, infine, ne prese uno un po’ perplesso.
- Allora Nicky come ti sembra Hogwarts? -
- Una meraviglia professore, anche se mi raccontano che ha avuto tempi migliori - rispose educatamente il ragazzo.
- Eh, già! - fece cupo il gigante, poi cambiò discorso, forse sopraffatto da un ricordo doloroso - Ma eri tu che chiedevi al Cedro di darti del legno da bacchetta? - chiese Hagrid scrutando il volto del ragazzino.
- Sì, ero io, - arrossì visibilmente - non potevo? - chiese con un filo di voce, cercando di sfuggire al suo sguardo.
- Certo, certo - rispose allegro il gigante - ma conosco poche persone che si procurano il legno da bacchetta in quel modo e nessuno poi ha la tua età, ma costruisci bacchette? - domandò leggero Hagrid.
- Per lo più le riparo, mi ci vuole molto tempo per riprodurne una -
- Caspita, credo che tu sia il più giovane in questo mestiere, chi ti ha insegnato tuo padre? Tuo nonno? - fece Hagrid sempre più curioso sull’argomento.
- No - Nicky sembrò farsi evasivo nel rispondere - il custode... è molto famoso in Grecia e nel Mediterraneo, si chiama Arboreos! -
- Ah! Lo conosco è amico di Olivander, infatti la tecnica è la stessa... e da grande pensi di continuare questo mestiere, è molto nobile... - disse il gigante, dopodiché buttò giù una lunga sorsata di tè.
- Pensavo di sì, soprattutto perché è un mestiere abbastanza raro e qualcuno lo deve fare, anche se ultimamente... - si ammutolì.
- Ultimamente... - incalzò l’altro.
- ... bè! Pensavo... sarà impossibile, naturalmente... pensavo l’auror - e arrossì.
- Perché no, al diavolo, chi dice che devi fare per forza il costruttore di bacchette! Se desideri altro! - fece con forza Hagrid
- Però il mio maestro non vorrà che la sua arte vada persa, lui non ha eredi a cui trasmetterla, e poi è un lavoro indispensabile... - ribatté Nicky fissandosi le ginocchia. Hagrid lo squadrò.
- Il primo di una famiglia numerosa, vero? - concluse - Bravo ragazzo, ma pensa bene a cosa vuoi fare della tua vita, senza fartelo dire dagli altri! Ok!? - Nicky annuì.
- Professore, questa mia attività di fabbricatore di bacchette... vede il Preside Piton - qui Hagrid fece una smorfia come se gli avessero lanciato contemporaneamente una decina di maledizioni Cruciatus - non vuole che si sappia in giro, quindi non gli dica che lo sa... - finì speranzoso Nicolas.
- Ci mancherebbe che io faccio la spia a quello là - disse quasi offeso, poi gli rivolse un’occhiata carica di affetto attraverso il pelame.
- Vorrei capire perché i miei Schiopodi ce l’hanno tanto con te... - fece pensieroso - comunque ho trovato un buon affare al banco dei pegni di Hogsmade “Incantesimi di Terza”, queste uova, sembrerebbero uova di fate, che ne dici forse sono meglio degli Schiopodi -.
Nicolas fece un sorriso smagliante alla proposta di Hagrid e il professore avvedutosene ne fu molto compiaciuto.
- Ora è meglio che vada, devo fare i compiti e devo sistemare un paio di bacchette - disse Nicolas, bevendo l’ultimo sorso di tè.
– Spero che tu torni ancora a trovarmi, non sei bravo con le Creature magiche, ma sei un bravo ragazzo -
- Grazie, professore -.

Nicolas era immobile, affondato nella poltrona e completamente immerso in un pensiero, fissava il fuoco del caminetto della Sala Comune e si faceva passare da un dito all’altro della mano destra la medaglietta d’oro con inciso il proprio nome.
- Che peccato Nick che quelle orribili creature non siano riuscite a farti la festa – lo burlò Nat appena arrivato alle sue spalle.
Nicolas lo ignorò, alzandosi per ravvivare un po’ il fuoco del cammino, soffiando lievemente sulle braci che si fecero splendenti e dettero subito dopo una bella fiamma scoppiettante.
Nat alzò la voce.
- Ehi! Damerino! Subito dopo Halloween arriva il tuo ordine, vedi di avere i soldi pronti -.
Nicolas si fece buio in viso e, rimessosi a sedere, ricominciò a giochinare con la sua medaglietta, nel tentativo di ignorare il ragazzo più grande.
- Mi hai capito?! – urlò Nat sul naso a Nick dopo aver girato verso sé con violenza la poltrona, presa per i braccioli.
Occhi negli occhi Nicolas arrossì per l’estrema vicinanza e per l’improvvisa azione del compagno, ma si ricompose subito fissando glaciale lo sguardo del compagno.
- Non ti preoccupare i soldi ci saranno... - mormorò in risposta - E ora ti secca proprio lasciarmi in pace? – chiese retoricamente Nick.
Nat colpito da quello sguardo e dalla freddezza di quelle parole si allontanò.
- Damerino! – finse di ridergli dietro, forse per dimostrare di fronte agli altri Griffondoro di avere avuto lui l’ultima parola.
- I soldi ci saranno... – bisbigliò Nicolas, stringendo forte nella mano destra la medaglietta.


Continua 

venerdì 31 gennaio 2014

Un rapporto difficile


Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

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Un rapporto difficile

Erano passati un paio di giorni dall’arrivo della lettera da Arcadia e ancora il barbagianni che l’aveva recata non era ripartito con la risposta.
Nicolas, infatti, non solo si era impegnato a organizzare il controllo del “qualcuno” visto da Lio a Hogsmade e che sembrava, fortunatamente, vivere stabilmente nel villaggio magico, ma aveva dovuto riparare tutte le bacchette arretrate per fronteggiare la spesa del nuovo manico di scopa e che non sarebbero comunque bastate per sopperire all’inaspettato acquisto del Calmante per bacchette.
Ben presto il ragazzo sarebbe potuto uscire con il resto della scuola per la gita del fine settimana nell’unico luogo inglese interamente abitato da maghi e questo pensiero sembrava consolarlo dal fatto che non sapeva dove tirare fuori altri soldi e dal fatto che Nat non gli perdonava il semplice fatto di esistere, inoltre questo risentimento era evidentemente peggiorato dalla forte simpatia che Lisa provava nei suoi confronti.
Era una mattina in cui Nicolas era sceso tra i primi per la colazione e aveva trovato al posto che in genere occupava lui la bella ragazza bionda, causa di tanti sospiri tra i Griffondoro.
- Buongiorno Nicolas - sorrise la ragazza.
- Ciao Lisa, dormito bene? - rispose Nick.
- Non troppo, ultimamente stavo andando così bene in trasfigurazione e incantesimi, riuscivo ad eseguire gli esercizi con estrema facilità, ma questa mia abilità sta improvvisamente calando e non capisco perché... - fece accigliata.
- Magari ti serve solo un po’ di esercizio - la consolò Nick.
- Magari se tu mi aiutassi, sarebbe meglio - ammiccò la ragazza.
Il volto di Nicolas si imporporò notevolmente, il ragazzo si concentrò su un’invisibile macchiolina della tovaglia e si schiarì la voce.
- Ehm... scusa Lisa... non vorrei darti l’impressione sbagliata... peccare di presunzione... o altro… - Nicolas prese una strana e acuta nota imbarazzata nella voce - ma ho l’impressione che io... sì, insomma... - e rise alzando gli occhi al cielo - mi sembra impossibile - scuotendo la testa - io... possa in qualche modo... piacerti? - quest’ultima parola la mormorò a bassissima voce, ma sempre con un tono un po’ acuto.
Lisa non poté far a meno di sorriderne, perché era davvero buffo.
- Scusa, non volevo ridere... - si controllò - comunque volevo precisare che non è un’impressione e che, di fatto, vorrei poterti conoscere un po’ meglio per decidere se confermare o no questa impressione - sorrise attraete.
- Oh! - fece cupo Nicky.
- Oh?! - domandò Lisa - In genere non è su un’affermazione simile che i ragazzi reagiscono a questo modo - fece perplessa.
Nicolas d’un tratto era incredibilmente serio e triste, molto triste.
- Mi dispiace - disse con uno sguardo comprensivo a Lisa.
- Non capisco - rise nervosamente Lisa - forse non capisci bene ancora la nostra lingua... - disse sorpresa e incredula - Sei sicuro di aver capito ciò che ho detto? -
- Sì - fece Nicolas, guardando intensamente gli occhi grigi e velati della ragazza, e continuò con un tono carico di tensione e preoccupazione - non può esserci tra noi che amicizia, Lisa, nulla di più ed è possibile che questa sarà, visto questo dialogo, compromessa per sempre, quando si chiarirà la situazione inglese -.
La ragazza era ammutolita e confusa.
- Ma di che diavolo stai parlando? Non capisco cosa tu voglia dire! - fece arrabbiata.
- Non posso spiegarti ora, spero di poterlo fare più in là, ma ciò non cambia il fatto che... -
- No, guarda, quella parte l’ho capita fin troppo bene - e si alzò - devo andare a rileggere il mio tema, scusami! -.
Con la sua bella camminata flessuosa, anche se particolarmente nervosa in quel momento, si allontanò velocemente.
- Sempre più difficile - sospirò Nicolas, con un’espressione così triste che sembrava invecchiato.
Alla tavola dei Serpeverde l’intera scena era stata seguita dagli occhi ambrati di Raymond, che ne sorrideva, sebbene da quella distanza era decisamente poco probabile che ne avesse colto il dialogo.

Anche se aveva mangiato in abbondanza Nicolas era salito presto nella Torre dei Griffondoro. La Sala comune era deserta per via dell’ora e del fatto che gli ultimi caldi raggi di ottobre riscaldavano ancora un po’ il parco di Hogwarts, spingendo molti degli studenti blasonati di oro e scarlatto ad accoccolarsi ancora per poco al sole.
Nicolas, con qualche libro di Magia, un paio di pergamene pulite, penne e calamaio posati davanti, stava rileggendo con attenzione un foglio. Così concentrato nella lettura si accorse all’ultimo momento dell’ingresso nella Sala Comune di Nat e Lisa, nascondendo velocemente il foglio della sua attenzione nel libro di Trasfigurazione e lanciando uno sguardo di sottecchi a una Lisa che appariva piuttosto glaciale.
Un lampo passò nello sguardo di Nat.
- Ciao Knightly! Progetti di fregare qualcun altro oggi? -
- No - disse freddamente l’altro, cominciando a raccogliere le sue cose nella borsa.
Altri Griffondoro ritornavano dal parco e si fermarono curiosi, dopo il saluto provocatorio di Nat.
- Te ne vai di già? Non credo... Wingardium leviosa - con una mossa fulminea Nat aveva tirato fuori la bacchetta e aveva fatto fluttuare, lontano dalla portata di Nicolas, le sue pergamene nuove.
- Divertente Nat, ma forse un po’ infantile - aveva commentato sarcastico Nick, ma mentre osservava le proprie pergamene volteggiare ed estraeva la bacchetta per un contro incantesimo, non si accorse che con un incantesimo non verbale Nat aveva richiamato la pergamena nascosta poco prima e cominciava a leggerla ad alta voce al pubblico Griffondoro.
- “Mia carissima Ann, è semplicemente meraviglioso ...” - Nicolas si lanciò furibondo verso Nat.
- Impendimenta! - lo bloccò l’altro divertendosi un mondo - dicevo “...poterti scrivere nella lingua che abbiamo imparato insieme...”-
I risolini e i mormorii divertiti facevano da sottofondo alla lettura di Nat.
- Ac... -
- Silencio - rispose prontamente Nat al tentativo di Nicolas e aggiunse con un ghigno - un po’ di rispetto sto leggendo, ah ecco il punto “... Ultimamente sto pensando a te sempre più spesso e...
- Accio! - fece sicura la voce di Etty, mentre la sua mano si impossessava della pergamena, e aggiunse - Sei un idiota Nat! -, restituendo la lettera al legittimo proprietario.
Nicolas era davvero molto arrabbiato e, preso da una forte frustrazione, tentò di lanciare una fattura Orcovolante, ma si trovò a testa in giù per via di un “Levicorpus” non verbale di Nat che lo minacciò:
- Non dovresti metterti contro di me, ragazzino! -
Poi lo lasciò andare bruscamente, facendolo cadere di schiena sul duro e freddo pavimento di pietra, attutito solo dal tappeto con il leone rampante che copriva gran parte del pavimento.
Nat se ne andò ridendo della grossa, seguito da una Lisa ancora più livida di quando era entrata. Gli altri, dopo aver assistito alla scena, ripresero le loro mete, chiacchierando vivacemente tra loro.
Nicolas era supino e dolorante, stava cercando di riprendersi dalla botta, quando gli apparve la piccola mano bianca di Etty che lo invitava ad alzarsi.
- Grazie! - tentò di sorridere, con scarsi risultati.
- Figurati! - rispose l’altra invece con un bel sorriso consolatore.
- No, davvero grazie! Grazie di tutto! -.
Da una parte Nicolas era grato, ma nello stesso tempo faticava a trattenere un pianto, certamente di rabbia.
- Nicky non badargli, capisco che ha ferito la tua intimità, a cui sei evidentemente attaccato, vista la tua riservatezza, ma prestargli il fianco così lo soddisfa ancora di più! -
- Certo, hai ragione Etty! Presterò più attenzione! - lo disse con un tono di rimprovero a se stesso molto ruvido.
- Dopo tutto non è successo niente di grave - tentò ancora di consolarlo.
- No, infatti! - rispose meccanicamente Nicolas - Ora devo andare a lezione -.
Mise in ordine la sua borsa e oltrepassò il dipinto della Signora Grassa.

Nicolas stava ritornando dalla guferia, quando incrociò Lisa per la terza volta quel giorno.
- Ciao - fece il ragazzo a occhi bassi.
La ragazza tirò avanti senza salutare, come se non si fosse accorta del compagno e del saluto.
Lisa si era improvvisamente fermata e si girò a guardare il ragazzo che, stupito, la stava guardando a sua volta.
- Sai cosa mi dà veramente fastidio? – disse in un tono arcigno e seccato - Stamattina sembrava che fosse una questione di Stato, non potevi dirmi semplicemente che stavi con un’altra? -
- Lisa... -
- Lasciami finire - lo interruppe bruscamente - Cosa pensavi “Manteniamo l’affascinante alone di mistero, così se il rapporto a distanza non riesce, c’è sempre la biondina invaghita”? -
- Mi dispiace... - disse Nicolas a bassa voce.
- Pensavo tu fossi diverso, che vedessi oltre quello che vedono tutti? Invece... -
- Invece sono come tutti gli altri, Lisa - disse con sarcasmo e aggiunse - te compresa... -
Lisa gli rispose una parolaccia e i due si allontanarono nelle direzioni opposte.
- Ciao “Ann”! - fece il tono irritante e ironico di Nat, che aveva raggiunto per un’altra scala Lisa.
Nicolas si girò verso quel saluto, per un attimo stupito, poi decisamente furibondo. Si lanciò con foga verso Nat con la bacchetta sguainata, lanciando all’impazzata fatture e proteggendosi dai contro-incantesimi del compagno.
Una delle fatture riuscì a colpire il ghigno di Nat, sbattendolo per terra.
In un attimo Nicolas era sopra di lui con la bacchetta puntata.
- Non permetterti mai più di pronunciare quel nome in mia presenza! -.
Nat era senza parole. Lisa, che era rasente il muro per evitare gli incantesimi, era rimasta di sasso, quasi fosse stata colpita da un incantesimo della pastoia.
Nicolas rimise al suo posto la bacchetta e se ne andò pallido e irato.

Continua 

domenica 26 gennaio 2014

Missive

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.



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Missive

Durante la settimana che seguì, tutta la scuola aveva saputo del tentativo di furto a Hogwarts, era a conoscenza che i responsabili erano stati puniti e aveva rabbrividito nell’apprendere che la punizione era stata davvero terribile, anche se nessuno sapeva di che cosa si trattasse e ancora se ne discuteva animatamente. Inoltre c’era anche un po’ di astio nei confronti dei colpevoli, perché, a causa di questa “azione sovversiva” come fu definita dalla professoressa di Babbanologia, il Preside Piton aveva investito i Carrow responsabili della disciplina, per la gioia di Gazza.
Etty fissava Neville preoccupata, troppo riservata per chiedergli cosa avevano dovuto subire, o ancora stavano subendo, lui e le altre due ragazze.
Neville, forse avvertendo il pizzicorino che si prova, quando qualcuno ti fissa troppo insistentemente, alzò lo sguardo e le sorrise per rassicurarla, ma Etty non si sentì evidentemente troppo sollevata dal sorriso un po’ cupo del ragazzo.
Natalie in particolare non riusciva più a trattenere la curiosità di sapere cosa era realmente successo ai suoi compagni di Casa, tormentata però da preoccupazioni ben diverse da quelle di Etty. Stava giusto chiedendo per l’ennesima volta all’amica cosa secondo lei fosse successo quel fatidico martedì, quando sopraggiunse Nicolas.
- Buongiorno ragazze - sorrise.
Etty sembrò felice di cambiare discorso.
- Buongiorno Nicky! Vedo che hai dormito? -
- Fin troppo! - si stirò le braccia dietro la schiena.
- Certo che Nicolas hai un insolito orologio biologico - fece Etty.
- Che intendi? - chiese l’altro.
- O sei tra i primi a scendere o tra gli ultimi - rispose la ragazza con ovvietà.
- Beh! - scherzò il ragazzo - diciamo che la puntualità non è il mio forte! Cambiando discorso – si fece serio - come stanno i nostri compagni di Casa - e fece un cenno verso Neville.
- Stavamo giusto parlando di quello... - disse Natalie con un’espressione un po’ troppo ghiotta in viso.
- Io vado! Ci vediamo a lezione - disse Etty chiaramente in fuga dalla tavolata.
- Tu che ne pensi, perché avranno tentato di rubare quella spada? Cosa gli avrà fatto Piton? Credi li stia ancora punendo? -
- Credo non siano argomenti da pettegolezzo, Natalie! - li fece sobbalzare una voce imperante dietro di loro. Ginny era visibilmente arrabbiata e Natalie si sarebbe fatta volentieri piccola, piccola. Anche Nicolas, investito suo malgrado dalle domande della compagna, appariva colpevole e, per questo, desideroso di scomparire sotto il tavolo. Fortunatamente un enorme nugolo di gufi planò sulle quattro grandi tavolate delle relative case, lasciando cadere da becchi e artigli buste, lettere, pacchetti di varie forme e colori addosso ai sottostanti e pronti destinatari. Ginny prestò attenzione ad un vecchio gufo che aveva lasciato per lei una busta, dimenticandosi così dei compagni che si salvarono da una ben scomoda situazione. Anche Nicky ricevette un paio di missive: uno era un biglietto di avviso portato da un allocco d’ufficio, l’altra era una busta giallognola dall’aria un po’ sciupata lasciata cadere da un Barbagianni dal piumaggio marrone chiaro.
Nicky, sbiancato improvvisamente e altrettanto improvvisamente arrossito nell’inquadrare il mittente della seconda busta, nascose il tutto con un guizzo sotto la giacca dal distintivo rosso e oro. Interruppe subito la colazione, come se avesse perso d’un tratto l’appetito e lasciò il Salone di gran carriera. Natalie, che si era distratta per un attimo da un pacco ricevuto, si stupì voltandosi e non vedendo più il ragazzo greco.
Uscendo dall’imponente portone che dava sull’atrio e poi alle scale, Nicolas aggrottò la fronte e sbuffò. Si premurò di non essere osservato da nessuno e poi tolse da sotto la giacca la busta e fuggevolmente controllò ancora l’indirizzo del mittente, accigliandosi di nuovo in volto.
La busta recava il seguente indirizzo:

“Opera Santa Ermenegilda
Brefotrofio Statale
Arcadia - GRECIA”

Nicky aveva passato le lezioni quasi come se sotto la giacca portasse una cacca-bomba pronta ad esplodere invece che un’innocua missiva. Dopo essersi assicurato di essere ben chiuso nella sua camera, aveva tirato fuori la misteriosa e spaventosa busta.
Guardandola sicuro nella solitudine della sua stanza, sorrise dolcemente. La busta ingiallita riportava in greco caratteri pasticciati di una grafia piuttosto infantile e rotonda.
Nicolas aprì le ante della sua finestra ed emise un forte fischio, soffiando con il pollice e l’indice chiusi a cerchio tra le labbra. Il suo enorme pennuto planò qualche istante più tardi sul braccio del padrone.
- Ciao Lio, abbiamo posta da Arcadia -.
Il gufo trillò di assenso, mentre il suo padrone richiudeva prudentemente la finestra e feceva accomodare Lio sul trespolo della divisa.
Lesse con un tono di voce più delicato del solito, come se stesse raccontando una storia a un bambino per farlo addormentare. Le parole seguivano il suono piuttosto melodico della lingua greca, la traduzione faceva più o meno così.

Ciao Nicky,
Come stai? Come sta Lio? - Nicolas fece un cenno al gufo - Per cominciare ti mandiamo le nostre congratulazioni più sentite per la tua borsa di studio in Inghilterra, purtroppo non possiamo inviarti nessun regalo, come sai bene non ci è permesso possedere denaro.
Hai visto? Continuo ad esercitarmi nello scrivere, se non fosse per te non avrei mai imparato… Qui non è cambiato molto da quando hai tagliato la corda, se la Timeos sapesse dove sei adesso, impazzirebbe di rabbia. Non ti preoccupare nessuno sa di questa nostra lettera, abbiamo trovato un modo infallibile per spedirti le lettere.
Ti ricordi la radura segreta dove ti allenavi a volare? Abbiamo catturato un barbagianni selvatico e lo abbiamo ammaestrato, da lì possiamo spedire le nostre lettere, ma solo raramente riusciamo a farlo...

La lettera continuava, ma Nicolas si fermò, accorgendosi di un secondo foglio che si era incollato per via dell’inchiostro al primo. La calligrafia era più sottile e le lettere diverse. Nicky non lo lesse subito, ma lo odorò per un attimo e sorrise dolcemente non più a Lio, ma alla pagina, poi, rimessi i fogli nella busta, la nascose nell’angolo più remoto del proprio baule.
Seduto per terra ai piedi del letto con le punta delle dita che gli sorreggevano la fronte, stette immobile per qualche istante.
- Poco per volta Lio, per farla durare di più! -
- Uh! - fece il pennuto.
- Aspetta mi era arrivato anche qualcos’altro ora che mi viene in mente... - e così dicendo trasse con un po’ di fatica dalla tasca interna della giacca il biglietto che gli era arrivato quella mattina stessa.
Emise uno sbuffo di riso dal naso.
- Con quello che è successo a Luna, Ginny e Neville, diventa per noi sempre più rischioso... è sempre più difficile per me mentire, ho il terrore di tradirmi... -
- Guh! Guh! - gorgheggiò il gufo con uno strano sguardo severo negli occhi.
- Tu ti fidi troppo di me, ok! Vediamo cosa dice il biglietto “Gentile Sig. Knightly La informiamo che il suo ordine al “Tocco di fata - Tutto per la manutenzione magica” è arrivato e La invitiamo a recuperare il suo pacco presso l’ufficio di Hogsmade il prima possibile”... Ottimo! - esclamò Nicolas - È arrivato il materiale nuovo per la riparazione di bacchette e visto che ho ancora qualche bacchetta in sospeso ti manderei subito a prenderlo -.
Dicendo ciò, spalancò con un colpo di bacchetta la finestra e guardò il suo gufo porgendogli il biglietto per ritirare il pacco, ma questi si girò dall’altra parte.
- Ehi Lio, mi hai sentito? Per cortesia andresti a prendere il pacco? - ma quello rimase immobile, quasi fosse impagliato. Nick sorrise e alzò le sopracciglia, probabilmente capendo la ragione che faceva desistere il suo gufo ad abbandonare la stanza.
- Non leggerò la lettera dei bambini senza di te... -
- Uh! - si girò il gufo con aria soddisfatta.
- Ma non ti aspettare che ti legga la seconda! - e dicendo così arrossì.
Il gufo spiccò immediatamente il volo verso l’ufficio postale di Hogsmade, tra le risa di Nicolas.
- Che pennuto insolito! - disse il ragazzo ancora sorridente, mentre con un movimento di polso inverso al primo, chiudeva fuori l’aria gelida di quella giornata.
Poi, probabilmente preso da una curiosità implacabile, aprì nuovamente il suo baule e frugò nell’angolino più recondito.

Nicky stava studiando in biblioteca, concentrato su un grosso libro di incantesimi. Un’ombra apparve dietro l’alta vetrata che gettava una luce piatta all’interno dello stanzone, proprio di fianco al ragazzo. Nicolas, inizialmente non accortosi di quella presenza, girò meccanicamente la testa verso l’abbassamento di luminosità, ma non staccando ancora gli occhi dalla pagina. Quando finalmente girò anche lo sguardo, si ritrovò davanti gli enormi occhi gialli del suo pennuto amico, che appariva molto agitato.
- Che c’è Lio!? - chiese.
- Sssh! - fece imperiosa la vecchia bibliotecaria seduta alla sua scrivania.
Nick fece cenno all’animale di portarsi alla finestra del corridoio e si diresse velocemente ad accoglierlo. Aprì la finestra, porgendo al gufo il braccio, ma l’animale continuava a sbattere le ali, senza accennare minimamente a calmarsi.
- Cosa è successo, perché sei così scosso? Non ti hanno dato il pacco? - ma il gufo era sempre più agitato e, dopo una breve riflessione, Nicky sembrò capire.
- Ti ho già visto in questo stato Lio... tu hai visto qualcuno che conosci... non è vero! - subito il pennuto rispose con un suono stridulo, che Nick interpretò come un assenso.
- Allora fammi strada! -
Lio si lanciò per il corridoio e poi per le scale, alle sue spalle Nicolas cercava di stargli dietro. Si lanciò oltre il grande portone della scuola aperto, giù lungo il viale, e poi in alto, oltrepassando con un colpo delle grandi ali il cancello chiuso tra i due cinghiali alati. Ma qui la voce di Nicolas lo raggiunse.
- Lio dove mi stai portando? Non posso uscire dalla scuola! - fece il ragazzo trafelato e con il fiatone, piegato sulle proprie ginocchia, mentre cercava di recuperare il respiro.
Lio ancora agitato, tornò indietro, sbattendo le ali e gettando continue occhiate alle sue spalle.
Sembrava dire con lo sguardo ansioso “Per di là! Per di là!”.
Nicolas, preoccupato per il pennuto, lo fece appoggiare sul braccio e con un tono molto dolce gli sussurrò:
- Ho capito Lio, adesso calmati! È a Hogsmade? Mi vuoi dire che chi hai visto è al villaggio magico? -
Lio ancora piuttosto agitato, si muoveva a destra e a sinistra del braccio di Nick, costando fatica al padrone che sosteneva il peso con un notevole sforzo ad ogni movimento del pennuto.
- Ok! Riflettiamo un attimo, torniamo in camera mia... ti va? -
Lio spiccò il volo dal suo trespolo di carne e Nick, dopo un grosso respiro, riprese a correre verso la propria stanza. Quando Nick riuscì a raggiungerla, trovò Lio che continuava a muoversi lateralmente e nervosamente sull’appendino della sua divisa. Il pavimento era cosparso di fogli di pergamena accartocciati e sul letto era appoggiato un grosso pacco incartato, con un grande biglietto che titolava “Tocco di fata”, ma Nicolas era maggiormente preso dal proprio famiglio.
- Allora Lio, riflettiamo un attimo - Nicolas si mise a girare per la stanza, calciando i fogli di pergamena e ragionando ad alta voce.
- Con la formazione della nuova squadra disciplinare è semplicemente impossibile per me “evadere” dalla scuola oggi per vedere chi hai visto a Hogsmade - poi aggiunse pensoso - c’è solo da sperare che quel tale non sia semplicemente di passaggio, ma che viva lì... Intanto dovremmo appurare questo fatto! Dunque dovresti tornare a Hogsmade e sorvegliare chiunque tu abbia visto, controllando che non se ne vada... - Lio guardava come un gatto le palline di carta rotolare sul freddo pavimento di pietra, mentre il padroncino continuava a parlare - ... se ti sembra intenzionato a lasciare Hogsmade, vola il prima possibile qui, intanto penserò a un modo “alternativo” a quella che viene definita la solita gita al villaggio - si interruppe e, seguendo lo sguardo del proprio gufo sulle cartacce paglierine, si giustificò - Stavo tentando di rispondere alla seconda lettera... -
Il ragazzo aveva nuovamente infilato la testa nel proprio baule, traendone un sacchetto blu di tessuto grezzo con ricamate, non troppo elegantemente, le sue iniziali, in cui custodiva i propri risparmi.
- Così pagherai anche l’ordine... - avvicinandosi finalmente al pacco sul letto.
- COSA?! - imprecò Nick - Come mai gli devo tutti quei soldi - fissando stupefatto la bolla applicata al pacco. Scartò con furia il voluminoso involucro.
- Cento flaconi di Calmante per bacchette! Io ne avevo ordinato una confezio... - la voce si spense.
- Che totale idiota! Ne ho ordinato “una confezione” non “un flacone” e loro per “confezione” intendono proprio il pacco da cento... - continuando a confrontare la bolla dell’ordine con il pacchetto di Calmante. Arresosi all’evidenza, Nicolas piegò il capo sul suo borsino, scrutandone con uno sguardo mesto il contenuto.
- Addio manico... avevo appena confermato a Nat il prezzo! Mi userà come mazza da bolide... -
disse gettandosi supino sul letto e soffocandosi la faccia nel cuscino.
- Meglio parlargliene subito -
Si alzò si sistemò la divisa e fece i pochi gradini che dividevano la sua stanza dalla Sala comune. Lì trovò Nat e Lisa che ridevano sopra il tema di incantesimi.
- Ancora non capisco come hai fatto a prendere tanti punti in questo mese e mezzo - stava dicendo stupito Nat.
- Non stupirti troppo - fece falsamente indispettita Lisa - mi sono applicata! -
- Non dire scemenze, nei temi non sei migliorata di un’h, di’ la verità hai trovato qualche formula strana... -
- In realtà non so spiegarmelo neanch’io - si arrese la ragazza bionda spostandosi una ciocca dietro l’orecchio.
Nicolas si avvicinò imbarazzato.
- Scusami? - fece timidamente.
- Oh! Ciao Nick! Ti serviva qualcosa? - gli si rivolse cortese e con un po’ di imbarazzo Lisa.
- Veramente dovrei parlare con Nat - si rivolse gentilmente al ragazzo seduto, subendo un’occhiata di vivo stupore negli occhi azzurro-grigi della ragazza.
- Che c’è Knightly? - fece con un’ostentata indifferenza Nat.
- In privato per cortesia... -
- Umpf! - sbuffò il ragazzo avviandosi in un angolo isolato della stanza.
- Allora? - disse Nat.
Dalla selezione della squadra di Quidditch tra i due ragazzi si era instaurata una certa tolleranza, con addirittura qualche accenno di simpatia durante l’ordine del manico, in cui Nat aveva prestato una consulenza molto particolareggiata a Nicolas per la scelta della sua scopa.
- Avrei un problema con il pagamento del manico - fece Nicky terribilmente imbarazzato.
- Stai scherzando vero? - domandò più sbalordito che adirato l’altro.
- È che ho avuto una spesa imprevista e che... - ma Nicolas ormai color rosso peperone si fermò notando che il compagno stava fremendo d’ira nei suoi confronti.
- Come non detto cercherò di trovare un altro modo per fronteggiare il problema - si rimangiò tutto, volgendo lo sguardo in basso a sinistra senza riuscire ad alzare lo sguardo negli occhi nocciola di Nat.
- Ti conviene! - fece l’altro con una nota severa e di puro disprezzo nella voce più profonda.
- Ok! Scusami... - si allontanò il ragazzo greco senza altre parole.
Nat ritornò al suo posto al fianco di Lisa arrabbiato e scuro in volto.
Lisa anche se aveva notato il cambiamento di umore tra i due cercò ugualmente di trattenere il ragazzo più giovane.
- Nicky! Devi andartene subito, non puoi rimanere un po’ qui? -
Nicolas scosse la testa e si allontanò facendole un cenno con la mano.
- Te l’avevo detto Lisa di quel ragazzo non ti devi fidare, sembra tanto ingenuo, ma in realtà ci vuole fregare - fece con un tono di scherno rabbioso Nat.
A quella frase Nicolas accelerò il passo e si rifugiò nella propria stanza.
Decisamente di pessimo umore tirò un’occhiata tra il truce e il disperato alla confezione, causa di tanta disperazione.
- Che me ne faccio di 100 flaconi di Calmante per bacchette! Almeno servissero per i maghi!! -


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