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lunedì 22 giugno 2015

13 aprile 2015 - LiturgicaMENTE: un po' di testa nella messa

I giovani hanno trovato la stanza in cui avremmo tenuto l'incontro incasinatissima e disordinata, l'idea del testimone era che puzzasse anche un po', ma nonostante il tentativo la stanza era abbastanza inodore.
L'obiettivo era mettere in ordine prima che arrivasse l'ospite-testimone per accoglierlo in maniera dignitosa. In un attimo la stanza è stata riordinata. A questo punto Mauro, un giovane di 27 anni che fa il cerimoniere presso la propria parrocchia, ha spiegato alcune scelte della Liturgia, rispondendo alle domande che avevano fatto i giovani l'incontro precedente.
Intanto ha sottolineato il fatto che l'ambiente andasse riordinato, perché è normale che quando si incontra qualcuno di speciale lo si vuole accogliere in modo dignitoso. Ha spiegato poi che avrebbe voluto che l'ambiente puzzasse perché avrebbe odorato la stanza grazie all'incenso e ha cominciato spiegando proprio la funzione dell'inceso, sia storica che simbolica.
L'inceso è sempre stato usato nelle funzioni religiose, perché simboleggia la preghiera che sale a Dio, ma anche perché durante i riti e i sacrifici gli odori erano acri e venivano coperti con il profumo dell'inceso. Ha fatto anche l'esempio del “Buta fuego”, il grande incensiere appeso nel Santuario di San Tiago de Compostela, che serviva a cospargere le centinaia di fedeli, arrivate dopo il lungo pellegrinaggio e ovviamente non privi di olezzi vari... ;)
Adesso il turibolo e l'incenso hanno solo un significato simbolico e Mauro ci ha spiegato che sono codificati anche molti movimenti con cui il turibolo viene gestito (apertura, chiusura, giro) e, con molta maestria, ce li ha mostrati.
Ha spiegato poi che il rito liturgico ha subito notevoli cambiamenti con il Concilio Vaticano II, il rito dunque è in evoluzione cercando nei suoi segni e nei suoi simboli di poter comunicare a tutte le età e a tutte le persone differenti. Infatti ha spiegato i vari “accessori” della Messa con le loro funzioni, che spesso derivavano dai retaggi della vita contadina. Purificatoio, palla, pisside, patena, calice, manutergi, corporale sono tutti accessori che si trovano sull'altare al momento della transustanziazione (quando pane e vino diventano corpo e sangue), alcuni dei quali sono oggetti pratici che servivano a una reale esigenza. Il manutergi asciuga le mani al sacerdote prima che inizi il rito eucaristico, ma se una volta era perché poteva avere le mani sporche, ora ha più una valenza devozionale. La “palla”, ad esempio, è un centrino rigido che si posava sopra il calice per evitare che nel sangue di Cristo entrassero insetti, ora è rimasto, ma ovviamente ha perduto il suo utilizzo. Il corporale invece raccoglie le briciole e le gocce che accidentalmente possono cadere sull'altare, nel suo caso è corretto che il sangue e il corpo di Cristo vada preservato e non cada per terra.
Mentre Mauro spiegava ai giovani, rispondeva all'interno del suo discorso le domande poste l'incontro precedente:

 1. Perché ci sono delle “formule segrete” che il prete dice e non si sentono? Che cosa dice e perché non le dice ad alta voce? 

Mauro ha spiegato che anche il sacerdote vive la relazione tra lui e Dio, come possiamo fare noi all'interno della liturgia. Se il sacerdote ritiene poi che abbia senso per la comunità far sentire quelle formule le pronuncia a voce alta, inoltre queste formule “segrete” richiamano anche esse un retaggio pre conciliare, nel quale la stragrande maggioranza delle parole pronunciate, ad alta o a bassa voce, non avevano significato per l'assemblea, quindi era anche inutile farle sentire. Commento di Mauro a lato, spesso sono anche belle preghiere che potremmo dire anche noi! ;)

 2. Che cosa vogliono dire i colori della Liturgia, perché quei colori e non altri? In che periodi sono?

Anche i colori dei momenti liturgici sono collegati alla vita contadina: il verde è il colore normale dell'erba e della campagna quindi il tempo ordinario è verde; il viola è una sorta di edulcorazione del nero, il colore del lutto e del dolore per eccellenza, quindi il tempo dell'attesa e della conversione della Quaresima; il rosa è il viola “sbiadito”, quindi indica quella “pausa” in avvento e in quaresima che anticipa la festa del Natale e della Pasqua; il rosso è il sangue quindi si celebra il sacrificio di Cristo o dei martiri; il bianco indica la luce, quindi Dio che illumina con la sua presenza nelle feste solenni.

 3. Perché e quando ci si mette in ginocchio, in piedi, seduti? In concomitanza di cosa?

Mauro spiega che stare in piedi indica stare “alla presenza di Dio”. L'ascolto del Vangelo, che è il racconto della vita diretta di Gesù, le tre preghiere anticipate dal “Preghiamo...” all'inizio della Messa, dal “Pregate...” all'inizio del Rito Eucaristico e dal “Preghiamo...” dopo la Comunione, le preghiere dei fedeli, il Credo sono tutti momenti in cui l'Assemblea in piedi si pone alla Presenza di Dio, per relazionarsi a tu per tu con questo Dio che si è fatto vicino. Lo stare seduto è la posizione dell'ascolto e dell'essere discepolo e infatti avviene durante le letture, la predica, la presentazione dei doni.
Il porsi in ginocchio è retaggio medievale e vuole indicare la sudditanza con l'imperatore, che teneva tra le sue mani, le mani congiunte del suo suddito. Durante la consacrazione e dopo la comunione il mettersi in ginocchio significa riconoscere la grandezza e l'autorità di Dio su di noi. 

 4. Quando bisogna alzarsi nel momento in cui ci si alza “a canone” e cioè dopo la preghiera “sulle offerte” o prima?

Mauro riprende la risposta precedente e chiarisce che ci si alza alle parole del sacerdote “Pregate...” che sono pronunciate subito dopo il canto dell'offertorio, anzi ci invita a farlo nonostante tutta l'assemblea tenda ad alzarsi a “...in alto i nostri cuori...” 
I ragazzi dicono di alzarsi sempre adesso in quel punto della Messa, poiché ne hanno riconosciuto il valore.

 5. In quale momento è opportuno fare il segno di croce sulla fronte, sulla bocca e sul cuore prima del Vangelo?

Mauro spiega che questo è indifferente, l'importante è farlo perché è un bel gesto che indica che la Parole di Dio deve entrare nella mente, sulle labbra e nel cuore; ma che si faccia prima, dopo o durante la lettura del “Dal Vangelo di...” o prima, dopo o durante la frase “Gloria a Te, o Signore” è indifferente.

 6. Quando, come e per quali esigenze cambia il rito della Messa?

Questo è a discrezione del sacerdote, che può scegliere a piacere personale, oppure, sarebbe meglio, perché trova che la comunità necessiti di una soluzione piuttosto che di un'altra, perché sta vivendo un momento particolare.

 7. Perché alcune Messe, soprattutto solenni sembrano fatte per le persone dai 60 anni in su?

Questo è dovuto appunto al rettaggio, all'eredità che la Messa porta con sé, poiché la Santa Messa è frutto della relazione di Dio con gli uomini si modifica nell'arco degli anni, si cambia, assume nuovi segni e ne perde altri. Se una Messa ci sembra particolarmente “vecchia” è dato dal fatto che parte dell'assemblea che la segue sente ancora quei gesti e quei segni. Dal Concilio Vaticano II a oggi si sono fatti molti passi, a volte anche troppi e si è tornati indietro perché ci si rendeva conto che si eccedeva esasperando un po' il tutto. Ogni età dell'uomo trova in qualche segno un modo per esprimersi a Dio all'interno della Messa e anche ogni sensibilità, alcuni segni ci aiutano di più a entrare in relazione con Dio, altri aiuteranno di più qualcun altro. Magari il segno della pace in alcuni momenti è giusto che si enfatizzi di più, perché c'è particolare bisogno di quel gesto, piuttosto che dello spezzare il pane? Bene, ogni percorso troverà i suoi segni, così come ogni cultura e ogni età.

 8. Perché le due frasi dell'Agnello di Dio si ripetono? Quale significato assume questa ripetizione?

Anche questa formula deriva dal fatto che la pagnotta, tempo addietro, era enorme e andava spezzettata in tante parti prima di distribuirla, quindi le parole “Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi” si ripetevano ad libitum, finché la pagnotta era tutta spezzettata. Oggi è rimasta questa semplice ripetizione che rievoca quella infinita dei tempi passati.

 9. Qual è il centro della Messa, il momento topico?

Poiché nella Liturgia si spezza la Parola di Dio, che è Gesù Cristo, il momento centrale sono le letture e la comunione. E la parte della lettura dei testi sacri non è meno valevole della comunione perché ha l'identica valenza, Mauro accenna anche al fatto che i divorziati non possono accedere alla comunione, in realtà possono accedere alla Parola spezzata delle letture, che hanno l'identico significato.
Mauro parla anche dell'offertorio, spiegando che non avrebbe poi tanto senso portare tutta quella moltitudine di segni che si portano sull'altare (il pallone simbolo del gioco, il libro simbolo dello studio...) che spesso fanno le catechiste perché è un segno sterile, poiché arriva all'altare ma non ne acquisisce il significato. Ciò che viene portato all'altare in realtà dovrebbe essere santificato e distribuito all'assemblea, per questo ha senso che si portino il pane e il vino che verranno poi distribuito all'assemblea santificati dalla presenza di Dio, ma anche le offerte per i poveri o, come avviene per l'AC, le tessere associative... ;)

Ci sono stati numerosi altri appunti e spiegazioni, che purtroppo non ricordo e che purtroppo non abbiamo immortalato in una registrazione, come è invece avvenuto altre volte =(. I giovani erano parecchio soddisfatti e stupiti di quante nozioni e di quale qualità di significati ha la Liturgia. In particolare sono rimasti colpiti dal pensiero di un retaggio così ricco di segni antichi e “moderni” che si mescolano e da un'unione sorprendente per una relazione che deve abbracciare da anziani a bambini. La questione generazionale è una delle cose che sembra aver molto colpito e che abbiamo affrontato anche con il gruppo delle adultissime in un incontro in cui abbiamo dato testimonianza del cammino fatto sulla liturgia. È piaciuta l'idea di una Messa che segue un cammino graduale, che si renda accessibile a tutti. La consapevolezza del fatto che all'interno della Liturgia si sviluppi la relazione personale con Dio non è ancora permeata, ma la comprensione e la consapevolezza dei momenti e delle azioni (mettersi alla presenza, lo spezzare il pane, l'offertorio) sta rendendo la Messa un po' più interessante del solito. ;)
Quindi ringraziamo ancora e sempre Mauro di questo bellissimo momento per il quale si è reso disponibile, anche con simpatia e spigliatezza retorica.

Come preghiera conclusiva abbiamo recitato il Compieta, una preghiera che fa parte della Liturgia delle Ore e che va recitata prima di coricarsi. È una preghiera piuttosto breve, composta da un inno, l'esame di coscienza, una brevissima antifona, uno o al massimo due salmi brevi, una lettura breve, il Cantico di Simeone (cortissimo), la benedizione e una preghiera a Maria. La Liturgia delle Ore è una preghiera antichissima, si basa sui salmi (che sono le parole che Dio stesso ci ha suggerito per pregarLo), scandisce la giornata ed è universale, tutta la Chiesa prega secondo quelle parole, è un modo per entrare in unione con il resto della Chiesa.
La trovate a questo link (cambia a seconda del giorno), potete anche scaricare la app per il cellulare.



martedì 4 marzo 2014

Un Natale movimentato

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

Leggi il I capitolo

Leggi il capitolo precedente

Un Natale movimentato

Finalmente arrivò la risposta di Dannis.
Il viso di Etty divenne raggiante quando vide planare la grande massa piumosa di Lio sulla tavolata dei Griffondoro. Nicolas si illuminò di colpo, prendendo tra le mani tremanti la busta paglierina e incrociando lo sguardo di Etty.
- Stai bene Lio? - disse accarezzando il volatile.
Lio arruffò le piume.
- Controllo della posta pesante? -
L'uccello gorgogliò.
- Ok, piccolo! Vai a riposarti e grazie mille - gli suggerì con dolcezza.
- Nicky potresti leggermela subito? - gli chiese supplice la ragazza.
- Troviamo un posto tranquillo - annuì il ragazzo.
I due lasciarono la Sala Grande ed entrarono impazienti nella deserta Sala dei Trofei. Nicolas aprì la busta all’interno c’erano due fogli scritti fittamente in caratteri greci.
- Questa è la mia e questa - disse scorrendo velocemente le righe - è la trascrizione della lettera di Dannis -.
Prese in mano il secondo foglio, mentre teneva tra la fessura dell’indice e del medio il foglio piegato indirizzato a lui. Etty non stava più nella pelle.
Nicolas leggeva a bassa voce, quasi un mormorio nell’orecchio di Etty, facendo qualche piccola pausa per elaborare la traduzione a braccio.
“Carissimi Etty e Nicolas, mai mi sarei aspettato di ricevere una lettera da parte vostra e non posso davvero dire cosa questo abbia significato per me e per Colin. Sapere che ci pensate e che fate il tifo per noi è molto consolatorio.
Abbiamo passato dei brutti momenti e rischiato in molte situazioni.
Non so se siete a conoscenza del fatto che, oltre a squadre di Mangiamorte, ci sono dei gruppi chiamati Ghermidori che danno la caccia ai Nati-babbani su ricompensa. Nello scontro con uno di questi gruppi Colin ha perduto la propria bacchetta e questo ci ha creato dei problemi in più. Ma adesso stiamo bene e questo lo dobbiamo al suggerimento di Etty di recarci al vecchio capanno di caccia alle fate di suo nonno. Qui abbiamo finalmente trovato un luogo nascosto e isolato dove ripararci e tenerci pronti ad un’eventuale riscossa.
Ascoltiamo Radio Potter grazie ad una radio magica, tenendoci cosi’ in contatto con il mondo magico.
Immagino che tu, Nicky, stia traducendo questa lettera per Etty. Anche se sono molto imbarazzato a scrivere quello che sto per scrivere e dal fatto che poi un’altra persona lo leggerà...”.
Nicolas si interruppe in un momento di incertezza. Etty lo guardò incuriosita mentre gli stringeva forte l’avambraccio.
- Perché ti fermi? - gli fece impaziente.
- Scusa Etty - le sorrise un po’ imbarazzato - ma ho avuto un piccolo dubbio di traduzione... Ah! Ecco! - e riprese.
“...dille che questo momento un po’ difficile mi ha svegliato e mi ha aperto gli occhi su tante cose, su di lei in particolare. Non vedo l’ora di poterle parlare a tu per tu. In effetti sono un po’ geloso di te che in questo momento le sei così vicino...”
Nicolas alzò un attimo gli occhi su Etty, che in effetti era completamente protratta verso di lui a fissare una lettera di cui non poteva leggere neppure mezza parola. Arrossì lievemente e continuò.
“... comunque sono sicuro di potermi fidare di te, che sei davvero un amico straordinario. Non dare un bacio da parte mia a Etty, anche se è quello che vorrei fare io. Credo invece che una calorosa stretta di mano possa bastare da parte tua. Vi voglio bene.
Dannis
P.S.: Vi saluta anche Colin.”
I due ragazzi avevano riso dell’ultima frase di Dannis, ma nonostante questo gli occhi di Etty erano pieni di lacrime e ora singhiozzava sulla spalla dell'amico.
- Stanno bene Etty, - gli fece coraggio - grazie alla tua idea ora sono al sicuro -.
Etty annuì nella sua spalla continuando a piangere. Nicolas la strinse, forse comprendendo che aveva bisogno di sfogarsi. Dopo qualche momento Etty si calmò e alzò lo sguardo sul compagno.
- Sei davvero un ottimo amico, Nicky. Non saprò mai come ringraziarti -
- Forse un giorno troveremo un modo - gli sorrise Nicolas - Ma adesso mi devi dare una mano a fare un’altra cosa per i nostri due amici -.
Etty lo guardò incuriosita, ma Nicolas non rispose a quello sguardo.
- Dopo, ora andiamo a lezione -.

- Cosa?! Tu costruisci bacchette?!? - esclamò Etty nel corridoio.
- Sei impazzita! Abbassa la voce! Piton mi ha proibito di farne parola - le gridò Nicolas guardandosi in giro per accertarsi che nessuno avesse sentito.
- Scusa - bisbigliò Etty.
- E comunque non le costruisco, in genere le riparo solamente. Nella mia vita ne ho costruita solo una -
- Davvero e funzionava? - chiese Etty interessata.
- Fino ad oggi non mi ha mai dato problemi - Nicolas trasse dal mantello la propria bacchetta e la porse a Etty.
Etty la rigirò ammirata tra le dita. Era davvero una bacchetta molto particolare. Il manico era formato da due colonnine in legno, che si avvolgevano a spirale l’una sull’altra, lasciando però tra di loro una fessura e creando così un manico cavo e leggero. Agli estremi le colonnine si chiudevano in due bulbi tondeggianti: quello sul fondo riportava una specie di marchio inciso, mentre dall’altro partiva una punta che si assottigliava, percorsa anch’essa da un filo legnoso che si svolgeva a spirale fino all’estremità più sottile.
- È meravigliosa! Quanto hai impiegato per fabbricarla? -
- Quattro mesi di intenso lavoro, con quattordici diversi tentativi, prima di arrivare a lei -
- Forse fra quattro mesi a Colin non servirà più... - obiettò Etty decisamente depressa.
- Ehi! Avevo solo dieci anni quando ho fatto la mia! Vedrai che sarò più veloce a costruire quella di Colin, solo che mi servono delle indicazioni precise su di lui, per fabbricargliene una che possa usare senza difficoltà -
- Che tipo di informazioni -
- Devo capire che genere di mago è, per esempio attraverso le magie che gli vengono meglio -
- Chiaro, non è troppo difficile scoprirlo -
- E poi c’è un altro problema serio: i materiali per creare i nuclei di bacchetta sono in genere piuttosto costosi - sospirò - dovrò escogitare un modo per racimolare qualcosa velocemente, credo che sarà la cosa che mi porterà via più tempo -.
- Fra poco è Natale! - esclamò felice Etty.
- Già... - disse Nicolas perplesso non cogliendo il nesso.
- Ci faremo aiutare dai membri dell’ES, molti riceveranno dai parenti qualche soldo, faremo una colletta per Colin, saranno felici di aiutarci -
- È troppo rischioso Etty, se saltasse fuori che ho detto a qualcuno di saper riparare bacchette mi caccerei nei guai -.
Etty lo guardò quasi tradita, forse non si aspettava questa eccessiva prudenza da parte dell’amico.
- Ok, Etty, sono nelle tue mani - cedette il ragazzo.
- Sei un vero tesoro! - disse entusiasta.
Nicolas scorse in lontananza Nat.
- Nat aspetta! - gli urlò alle spalle.
- Che vuoi, Knightly - rispose duramente il ragazzo. Nicolas sembrò indietreggiare al suo tono, forse si aspettava maggiore clemenza, ma si riscosse paziente - Posso parlarti un attimo? -
Nat sembrava piuttosto spazientito all’idea e Nicky insistette gentile - Per favore -.
- Cosa vuoi? - fece scocciato l’altro.
- Chiederti scusa per ieri, non ho attenuanti, ti ho risposto male e non ne avevi colpa. Sono in una situazione confusa e non riesco ad orientarmici, ma tu non centri. So che non ho il diritto di chiedertelo, ma vorresti metterci l’ennesima pietra sopra? -
- Non lo so, Knightly? Per una volta vorrei che tu fossi completamente sincero con me e invece ho sempre l’impressione che me ne manchi un pezzo... -
- Te ne manchi un pezzo? Di cosa? -
- Di chi diavolo tu sia! - lo trafisse con lo sguardo e Nicolas avvampò - Comunque vedremo, per adesso è bene che mi giri un po’ alla larga - aggiunse allontanandosi.
- D’accordo - rispose triste il ragazzo più giovane.
- Perché ti ha trattato in quel modo? - fece seccata Etty.
- Ha ragione su tutto ed è meglio che per un po’ io non gli dia fastidio - asserì Nicolas.

Elaborazione di una bacchetta - Immagine da web


Seguirono settimane frenetiche per tutta la scuola: molti ragazzi si preparavano per tornare a casa durante le vacanze di Natale, nonostante nessuno sembrasse sentire il calore delle feste alle porte. Le punizioni dei Carrow non si fecero più lievi, ma tutti gli altri insegnanti spalleggiavano gli studenti, evitando in ogni modo di dare loro punizioni. Qualcuno ne approfittava vigliaccamente.
Nicolas ed Etty erano i più frenetici di tutti, l’uno intento a trovare la formula della bacchetta, l’altra gli dava una mano a fare le domande ai membri dell’ES, a raccogliere i fondi pro Colin e faceva copiare i compiti all’amico che nel frattempo si stava studiando diversi Manuali per la costruzione di Bacchette.
Con una serie di domande su Colin, Nicolas pensava di aver trovato la ricetta giusta per la preparazione della bacchetta. Anche Raymond aveva dato un contributo non indifferente, senza sapere il perché della domanda di Nicolas, aveva garantito al nuovo amico che Colin possedeva un’ottima percentuale di elemento fuoco.

Nicolas ed Etty discutevano all’aperto e, stretti nel mantello, camminavano verso le sponde ghiacciate del Lago Nero.
- Pensi di riuscire a fabbricarla, ora? - gli chiese Etty.
- Ho solo un dubbio, capisci Etty devo avere la certezza che vada bene: non posso fargliela provare e poi aggiustargliela... -
- Pensi di riuscire a levarti questo dubbio? -
- C’è solo una persona che può levarmelo e spero sia in grado di farlo -.
Nicolas seguiva con lo sguardo un’alta figura solitaria poco lontana da loro.
- Grazie per avermi accompagnato, ma è meglio che gli parli in privato - si rivolse all’amica con tono cortese.
- Come vuoi, Nicky - la ragazza ritornò sui suoi passi.
- Sapevo di trovarti qui -
Walter alzò lo sguardo a quelle parole.
- Ciao Nicolas, mi cercavi? -
- Sì! In realtà è da un po’ che volevo parlarti -
- Anch’io ne avrei bisogno. Mi sembra di intuire che anche tu fai quello strano sogno -.
Nicolas si fermò, sorpreso.
- Da cosa l’hai capito? -
- Questa è una domanda interessante, a cui proprio non so rispondere. È come se lo avessi letto nel tuo sguardo l’ultima volta che ci siamo incrociati... come se ti avessi letto nel pensiero... - fece preoccupato e pensoso Walter.
Nicolas sorrise comprensivo.
- Vedi Walter non so rispondere a tutti i tuoi dubbi, ma a quanto pare e anche se sembra incredibile, noi siamo una specie di incarnazione dei poteri elementari della magia: tu l’acqua, io l’aria, Raymond il fuoco e Sandy la terra... -
- Sei impazzito? Di cosa stai parlando -
- Neanch’io ci volevo credere, ma mi rendevo conto che quando Raymond mi parlava di questa stramba teoria, sentivo che era vera, per quanto razionalmente non volevo crederci. Ora i dettagli della storia sono molto oscuri e francamente non so cosa questo in realtà significhi per noi, anche se Raymond ha una sua idea precisa, ma su questo io ho ancora dei forti dubbi -
- Raymond? Sandy? Ma di cosa stai parlando! - fece sempre più confuso Walter.
- Ascolta Walter purtroppo io non ho molto tempo per discuterne con te oggi e mi rendo conto che questa richiesta sia molto egoista da parte mia. Ti ho scritto una lettera che spiega quello che so e quanto mi ha spiegato Raymond. Leggila con calma e poi ne discuteremo con maggiore lucidità. Ma adesso ho bisogno di farti una domanda per me importantissima e tu devi sforzarti di rispondermi nel modo più preciso possibile -
- Ma?! Scusa Nicolas, tu arrivi qui, mi fai una rivelazione oltremodo assurda, non me la spieghi e pretendi che io ti assecondi in tutto... è molto scorretto da parte tua! - fece alterato il ragazzo Corvonero.
- Hai perfettamente ragione e ti chiedo di perdonarmi, ma tu adesso hai bisogno di leggere da solo il contenuto di quel messaggio e io ho bisogno di quella risposta. Ti prego di fidarti di me - guardò l'altro con intensità.
- D’accordo Nicolas, cosa vuoi? -
- Tu conosci Colin Canon? -
- Certo! Frequentava il mio corso, ragazzo molto generoso... spero stia bene! - aggiunse leggermente in ansia Walter.
- Sta bene... vorrei chiederti una cosa che ti sembrerà strana: lo sentivi affine? -
- Cosa? - fece turbato l’altro.
- Non pensare a nulla di strano! Intendo dire se sentivi una buona sintonia con lui, ti riconoscevi nel suo modo di esprimere la magia, oppure lo sentivi piuttosto estraneo? -
- Parli di una sensazione a pelle? -
- Precisamente! - asserì Nicolas soddisfatto della domanda.
- Sì, mi sembra che mi fosse affine come tipo di magia - disse pensoso Walter, ponderando ogni parola - anche se non so bene cosa significhi... -
- Ottimo! Grazie! - fece visibilmente riconoscente Nicolas - Ora leggi la lettera, poi ne riparliamo! E ti assicuro che stanotte dormirai meglio -.
Nicolas si allontanò di corsa.
- Ora so perfettamente cosa devo ordinare! -.

L’ordine sarebbe arrivato presto e, grazie a Hagrid, Nicolas aveva trovato un giovane acero che gli aveva ceduto con gioia il legno per la bacchetta di Colin. Aveva creato una bella bacchetta con il manico percorso da piccole onde irregolari, intermezzate da frange sottili. Nicolas doveva solo infondergli il nucleo, quando lo avesse ricevuto.
Il gufo delle consegne “Tocco di fata” arrivò con un biglietto giallastro.
- Perché un biglietto? Dov’è il mio ordine? - chiese al gufo un Nicolas agitato.
Ma il gufo, ceduto il biglietto, se ne volò via velocemente.
SIGNOR NICOLAS,LEI NON HA DIRITTO DI FAR ENTRARE NELLA SCUOLA UN SIMILE MATERIALE PER QUESTO MOTIVO È STATO REQUISITO.PROFESSOR CARROW - RESPONSABILE DISCIPLINARE”.
Nicolas aveva il capo chino, fremeva di rabbia.
- Che c’è Nicky? - gli chiese Etty.
Nicolas non disse una parola ma le porse il biglietto.
- Ma non può farlo, questo è un furto! -
Il ragazzo annuì taciturno.
- Che possiamo fare? -
- Ce lo riprenderemo! Stanotte! - fece determinato il ragazzo, stringendo i pugni.

Era da poco passata l’una di notte e due figure uscivano silenziose e al buio dal ritratto della Signora Grassa.
Nicolas ed Etty si parlavano a gesti e mormorii, diretti verso gli uffici dei professori.
- E se non fosse lì? - mormorò preoccupata la ragazza.
Nicolas la guardò con uno sguardo sarcastico.
- Che fantasia pensi abbiano quei due? È lì di certo! -
- In effetti... - fece rassicurata.
Girarono un angolo e Nicolas fece cenno di tacere: un suono felino raggiunse i ragazzi. Nicky mise a terra un paio di calzini bianchi arrotolati e li trasfigurò in due simpatici topini bianchi.
- In bocca al lupo - gli augurò la ragazza.
I topi corsero lungo il corridoio e Mrs Purr gli corse appresso lasciando libero il campo.
- Siamo fortunati, se Mrs Purr ispezionava questa ala vuol dire che Gaza è dall’altra parte: per coprire il doppio dello spazio -
- Probabile, ma non credo siano i soli a perlustrare la zona: non dopo le recenti escursioni notturne dell’ES - commentò Nicolas.
- Il problema sarà la porta - meditò Etty. Nicolas annuì.
Camminando nel buio senza ausilio delle bacchette, erano comunque giunti velocemente nell’ala centrale del Castello, nei pressi dell’ufficio del preside e dell’ufficio dei Carrow. Improvvisamente il mantello di Etty cominciò a vibrare in modo insolito. Con un movimento repentino della bacchetta la ragazza lo bloccò.
- Il mio spioscopio. Qualcuno è vicino -.
I ragazzi erano in un corridoio piuttosto stretto senza statue o nicchie, ma Nicolas non si scompose. Trasse da sotto il mantello una scopina minuta e le lanciò un “Engorgio”. Una Comet della scuola recuperò le sue dimensioni normali, Nicolas la inforcò e fece salire velocemente Etty. Si elevarono sui cornicioni dell’alto corridoio, dondolando leggermente per il peso di entrambi. La scopa frusciava con la coda le pietre della parte alta del corridoio.
Poco dopo passò la Carrow con la bacchetta illuminata, ma non alzando lo sguardo non colse i due ragazzi nascosti nell’ombra del soffitto. La scopa era difficile da manovrare nello stretto corridoio e cigolava leggermente, ma il pesante passo della donna nel silenzio addormentato di Hogwarts copriva quel suono lieve. Il ragazzo manovrò con abilità il manico e atterrò silenziosamente non appena la strega scomparve in fondo al corridoio.
La porta dell’ufficio era ormai a pochi passi.
- Ci siamo quasi - osservò Etty emozionata.
- Cosa ci sarà oltre quella porta? - domandò dubbioso Nicolas.
- Forse nulla - sperò la ragazza.
- Pronta? - Nicolas fece cenno alla ragazza. Entrambe le bacchette sguainate.
- Alohomora - disse Etty e la serratura scattò.
Nicolas spinse la porta che si aprì velocemente fino a metà corsa. L’interno dell’ufficio era completamente immerso nel buio, un buio ancora maggiore di quello in corridoio.
- Lumos - continuò la ragazza e un lieve bagliore rischiarò l’interno, mentre Nicolas scrutava con sospetto ogni angolo con la bacchetta pronta.
- Eccolo - gli indicò Etty. Su una delle scrivanie c’era un pacchetto con il marchio del negozio “Tocco di fata”.
- Perfetto - disse il ragazzo traendo da sotto il mantello un pacchetto molto simile a quello che era stato appena individuato.
- Prendiamolo! - fece Etty entusiasta, ma Nicolas la trattenne per un braccio.
- C’è qualcosa che non mi convince, sento una strana forza magica che percorre questo pavimento - sembrava riflettere, scrutando il tappeto color sangue che si stendeva davanti a loro.
- Wingardium leviosa - sussurrò Nicolas al pacchetto e quello si alzò leggero dalla scrivania per cadere lieve nel palmo aperto del Griffondoro. Al chiarore della bacchetta di Etty il pacco rivelò essere un po’ diverso dalla copia preparata dai ragazzi, ma nulla che non si potesse aggiustare con un tocco di trasfigurazione. Dopo che il duplicato fu rimesso a posto, i ragazzi richiusero la porta a chiave e ritornarono sui loro passi.
Non erano molto lontani dal loro dormitorio. Etty sentendosi forse al sicuro cominciò a diventare ciarliera.
- Cosa pensi di aver sentito nell’ufficio dei Carrow - sussurrò a Nick.
- Non lo so, ho come avuto la sensazione che un incantesimo di fuoco ci avrebbe colpito se avessimo toccato il pavimento, ne avvertivo la presenza - rispose l’altro, meditabondo, rimanendo in guardia.
- Chissà magari era solo suggestione... - ipotizzò Etty.
- Magari... Sh! - le fece cenno Nicolas, ma era troppo tardi. Due lunghe braccia afferrarono i due alle spalle, chiudendo loro la bocca per impedirgli di urlare e tirandoli in una nicchia buia nella parete.
Poco dopo sopraggiunse di corsa Gaza con una lanterna che scrutava il fondo del corridoio.
- Ero certo di aver sentito degli studenti andarsene in giro da questa parte -.
Nicolas ed Etty erano aggrappati in silenzio all’avambraccio del loro assalitore, che però li aveva nascosti in tempo dal custode. Quando quest’ultimo scomparve, i tre uscirono allo scoperto.
- Nat – disse con entusiasmo sussurato la giovane Griffondoro.
- Grazie Nat, sei stato provvidenziale - lo guardò riconoscente Nicolas.
- Cosa volevate combinare? -
- Cosa abbiamo combinato - sorrise Etty, felice.
Gaza ricomparve sul fondo del corridoio i tre tacquero.
- Mi metterò qui ad aspettarli, vorranno tornare a dormire - e si piazzò proprio davanti al ritratto della Signora Grassa.
I tre ragazzi si guardarono ammutoliti: li aspettava una notte sul freddo pavimento di una nicchia di Hogwarts.
Etty si era accoccolata sul fianco di Nicolas e questi era appoggiato sulla spalla di Nat, mentre il maggiore si era sistemato nell'angolo della nicchia. Nicolas si era svegliato e ora temeva che un suo movimento potesse destare anche i due amici. Non riuscendo a prendere sonno, si ricordò che ancora non aveva letto la lettera per lui, quella che aveva accompagnato la lettera di Dannis.
In silenzio trasse con un fruscio la pergamena e la spiegò, accendendo di un lieve bagliore la punta della sua bacchetta. Mentre leggeva la sua espressione si fece sempre più grave, fino ad emettere una forte e soffocata ispirazione.
- Sta per fare una sciocchezza, me lo sento! -.


sabato 1 marzo 2014

Solo

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

Leggi il I capitolo

Leggi il capitolo precedente



Immagine da web - Il potere di Raymond

Solo

Il Natale era pressoché alle porte, ma niente a Hogwarts suggeriva aria di festa e di calore natalizio. La situazione si faceva di settimana in settimana sempre più opprimente, dopo Nicolas altri studenti erano stati puniti durante le ore di Difesa contro le Arti Oscure da studenti stessi, che, impratichiti con la maledizione Imperio, stavano cominciando ad affrontare la maledizione Crucio. Neville aveva subito la prima “lezione dimostrativa” per essersi opposto apertamente e direttamente contro l’insegnante.
Questo aveva reso sempre più pericoloso ritrovarsi per le riunioni all’ES, ma anche più necessario. La maledizione subita da Paciock aveva sortito gli effetti opposti e il ragazzo organizzava con maggiore caparbietà numerose uscite notturne con Ginny, Luna, Semus e Micheal Steeval, durante le quali lasciavano sui muri della scuola, in particolare nei pressi dell’ufficio del Preside, slogan per l’iscrizione al particolare circolo privato.
Il Cavillo nel frattempo continuava i propri attacchi nei confronti del nuovo Ministro, riportava continuamente, dati alla mano, le uccisioni tra Nati-babbani, i Babbani e gli oppositori storici di Voi-Sapete-Chi, elogiava pubblicamente Radio Potter e faceva continui appelli alla fedeltà verso Harry. Luna Lovegood veniva per questo attaccata spesso in corridoio da molte battute, ma anche da veri e propri incantesimi, molto crudeli. Ginny fu punita per aver risposto ad uno di quegli attacchi con una spettacolare Fattura Orcolvolante, che gli costò però due ore di presenza come cavia nella lezione del professor Carrow, durante la quale Goyle si guadagnò i suoi primi dieci punti per i Serpeverde in sette anni e Neville una profonda ferita sulla guancia destra.
Nicolas aveva uno sguardo carico di preoccupazione e si muoveva lentamente nella propria stanza, si allacciò il mantello e si infagottò dentro, poiché i rigori dell’inverno inglese si facevano sempre più implacabili. A fatica staccò gli occhi, profondamente segnati da notti insonni, dal trespolo vuoto di Lio, poi con estrema lentezza si mise sulla spalla la borsa e uscì dalla sua stanza.
Da qualche settimana Etty lo cercava tutte le mattine, ma incrociando il suo sguardo che faceva un diniego silenzioso, apprendeva la notizia che più le premeva, gli rispondeva con il tentativo di un sorriso rassicurante, per non mortificarlo ulteriormente, e cercava di discutere con l’amico del più e del meno. Però alla prima occasione buona entrambi facevano di tutto per separarsi, almeno per evitare di dover fingere che tutto stesse andando tranquillamente.
Anche i pomeriggi con Nat erano diventati sempre più radi e corti, ora che il maggiore dei due ragazzi frequentava sempre più spesso la cacciatrice dei Griffondoro. Inoltre i loro dialoghi si limitavano sempre di più a questa nuova relazione. Nicolas sembrava un po’ infastidito da quella continua argomentazione e si rifugiava in biblioteca tra i libri di storia della magia, macinando pagine e pagine, alla ricerca di qualche notizia sulla “Setta dei quattro poteri”, ma nessun fatto storico ne riportava notizia alcuna.
Dopo aver abbandonato la sua stanza, aveva raggiunto la biblioteca semi-deserta e, piegato su un enorme volume dal titolo “Classi, Club e Circoli Magici: tutte le Storie sotterranee” del professor J. Nova, scorreva con attenzione il capitolo sulle sette. Lo raggiunse un Nat sorridente.
- Ciao! Che fai? -
- Gioco a gobbiglie - rispose con un certo sarcasmo tra sé e sé il ragazzo greco.
- Spiritoso! Lo vedo che leggi, ma cosa? - si interessò l’amico.
- Un libro di Storia della Magia -
- Altra materia più interessante non l’avevi? -
- No... -
- Ehi! Hai un pessimo aspetto, dormi male? -
- Cosa ti serve Nat? - gli rispose sbuffando Nicolas finalmente alzando la testa dal volume.
- Ma che hai?! Sono settimane che sei inavvicinabile, ne parlavamo ieri io e Demy -
- Bene allora puoi continuare a parlarne con Demy e lasciarmi leggere! - rispose nervosamente il ragazzo più giovane.
- Ma si può sapere che ti ho fatto? -
Si udì un risolino alle loro spalle. Nat si girò nervoso.
- Che cavolo vuoi Emberce! -
A quel nome anche Nicolas si voltò, inquadrando il ragazzo Serpeverde che con aria di sfida sfogliava un libro, fissando Nat.
- Io niente... - fece in tono falso l’altro.
- Bene, allora ti consiglio di farti i fatti tuoi e di starci alla larga, possibilmente! - grugnì Nat.
- Raymond io ho bisogno di parlarti invece - affermò Nicolas, mentre l’altro Griffondoro sembrò rimanere di sasso a quell’affermazione del Compagno di casa.
- Non saprei Knightly sono appena stato minacciato - disse con un ghigno rivolto a Nat.
- Non dire assurdità, hai tempo adesso? -
- Io sì, ma non vorrei distrarti dalla tua discussione... -
- Ciao Nat, ci vediamo - fece di botto Nicolas, recuperò il suo libro e se ne andò, seguito dal passo elegante e sicuro di Raymond, lasciando Nat tremante di rabbia.
I due ragazzi si chiusero nelle classe vicina alla biblioteca, dove si erano lasciati l’ultima volta.
- Allora ci hai ripensato? - fece sornione Raymond.
- La storia che mi hai raccontato fa acqua da tutte le parti, più ci ripenso più credo che tu abbia qualche serio problema - fece irritato Nicolas.
- Allora spiegami perché siamo in questa stanza a parlarne - gli occhi ambrati di Raymon squadrarono la figura infagottata del ragazzo più giovane.
- Fatto primo: non c’è nulla che testimoni l’attività di questa Setta; fatto secondo: se anche fosse esistita una tale setta, ho letto milioni di storie di invasati che credevano le cose più folli; fatto terzo: la meravigliosa epoca dopo Merlino e Morgana di cui mi avevi parlato sembra non esserci mai stata; fatto quarto: io non sento affatto tutto questo potere che dovrei avere -.
Raymon rise e rise sinceramente, come lo scoppiettio improvviso di un caminetto.
- Per quanto vuoi ignorare la realtà, Knightly? - smise di ridere. Nicolas lo fissò senza proferire una parola.
- Va bene, procediamo come vuoi tu! Il fatto che non ci siano testimonianze storiche di questa setta, dimostra il grande potere che essa ha sempre avuto. Per definizione una setta mantiene il più assoluto riserbo sulle sue azioni e se riesce a mantenerlo dimostra la sua potenza. Se ti interessa però c’è un evento documentato: la distruzione del Tempio dedicato agli Elementi intorno al 1500, se non erro, con quelli che erano creduti i suoi sacerdoti all’interno -
- Nel 1518, con all’interno i quattro sacerdoti, custodi del tempio - rispose senza pensare Nicolas.
- Vedo che questo evento ti ha colpito - osservò con un sorrisetto compiaciuto l’altro e continuò - anche il fatto che il periodo di pace e tranquillità non sia documentato è facile da spiegare: quando mai la pace fa notizia? -
- Hai saltato un passaggio: la setta di esaltati! - puntualizzò Nicolas.
- Beh! Su questo dovresti verificare con i tuoi occhi, anche se il fatto che non si sia alleata con Tu-Sai-Chi in questi tempi, mi sembra una buona dimostrazione, anzi io per primo ti invito a contrastarlo, come loro invitano me -
- E perché non si schierano apertamente contro -
- Prima di tutto “segretezza”, anche con il Signore Oscuro la setta deve garantire la sua esistenza e poi non hanno ancora il potere dei quattro elementi - accompagnando le parole con un ampio gesto del palmo aperto che indicava il proprio interlocutore.
- Sarebbe una bella mano per Harry Potter - pensò Nicolas.
- Sì, sono d’accordo - annuì l’altro.
- E la tua ultima argomentazione invece è proprio assurda... e tu lo sai - lo scrutò attentamente.
- Che intendi? - disse sincero l’altro.
- Non dirmi che davvero quella classe del settimo anno è riuscita a controllarti con le sue scarse maledizioni Imperio, appena imparate! Un altro sì, ma tu, no! Se è così dovrò obliarti subito dalla memoria tutto quello che ci siamo detti sulla Setta dei quattro poteri -
- Come sai che ho solo finto di resistere alla maledizione Imperio? - mormorò il ragazzo senza voce.
- Ne ero sicuro, la maledizione Imperio attinge direttamente dall’unico elemento d’aria, per questo è così potente e sempre per questo era impossibile che tu cedessi sotto il tuo stesso elemento. E credo anche di avere intuito il perché tu abbia finto... -
- Ho sentito subito di poter resistere facilmente agli ordini impostimi nella testa, ma mi è sembrato più saggio assecondarli e fingere di resistervi in modo da prendere tempo e allo stesso tempo soddisfarli in quello che mi costava poco -
- L’avevo immaginato... - e rifletté ad alta voce - Aria e acqua gli elementi razionali. A proposito evita che ti puniscano con la maledizione Crucio: sfrutta l’elemento diretto del fuoco ed essendo il tuo elemento opposto ti farebbe davvero molto male. Anzi non farti proprio punire in qualsiasi modo o mi terrai in pensiero - disse serio.
- In pensiero? Per questo ti eri arrabbiato dopo le lezioni di Babbanologia... Perché? -
- Tu ed io siamo legati. Ci tengo a te - gli sorrise.
Nicolas era ammutolito e un po’ imbarazzato, cambiò argomento.
- Hai detto che aria e acqua sono elementi razionali, che intendevi? -
- Il tuo potere si concentra nella sfera razionale, tutti gli incantesimi che sfruttano questo potere ti risultano immediatamente apprendibili: Trasfigurazione ad esempio, per non parlare di Occlumanzia e di Legimanzia, in cui saresti insuperabile se ti applicassi, come Walter d’altro canto. Terra e fuoco sono elementi emotivi. Io e Sandy siamo invece molto empatici: percepiamo le emozioni di chi ci sta attorno. Lo siamo, al contrario di voi, in modo istintivo. E' un vantaggio dei nostri poteri. Ogni elemento a grandi potenzialità, ma anche limiti. Comunque affronteremo ogni cosa a suo tempo. Allora sei disponibile ad unirti a me? -
Nicolas era confuso e disorientato.
- Stai correndo troppo, non so neppure cosa mi stai chiedendo... Grazie intanto per aver risposto alle mie domande, ma ora devo andare... - e si avvicinò alla porta.
- Certo che la fuga ti riesce sempre molto bene, con me, con Nat, con Etty e poi non credi a quanto ti dico riguardo ai rapporti di amicizia dei portatori... - disse ironico.
- No, non c’entra - tentò di ribattere insicuro Nicolas.
- Allora ciao, tanto so che ci rivedremo presto! - sorrise Raymond. Nicolas uscì dalla porta e si allontanò a grandi passi.
- Quando non ne potrai più degli incubi, tornerai e seguirai il tuo destino - pensò ad alta voce il ragazzo Serpeverde rimasto solo.

Nicolas raggiunse il dipinto della Signora Grassa, ma ad aspettarlo fuori c’era Nat.
- È da un sacco che ti aspetto! - gli fece il ragazzo appoggiato al muro di pietra - Dove ti sei nascosto con il tuo nuovo amico? -
- Ciao Nat -
- Seguimi per cortesia - intimò il cacciatore Griffondoro.
Nat si allontanò verso il piccolo laboratorio di pozioni, quasi personale, e cominciò attaccando l’amico - “Ciao Nat”!? Mi tratti come un idiota e poi ti ripresenti e mi dici “Ciao Nat”?! - il ragazzo era visibilmente alterato. - Senza contare che te ne vai in giro con quel Serpeverde subdolo e sinistro. Inoltre quando lo definisco “tuo amico”, invece di indignarti, mi rispondi “Ciao Nat”, ma che ti è preso Knighty mi sembra che tu sia in un mondo tutto tuo! -
Nicolas, che appariva già spossato dopo il dialogo con Raymond, riuscì comunque ad ergersi in tutta la sua altezza e contrastare il suo accusatore.
- In primo luogo io vedo chi voglio e quando voglio, senza alcun bisogno di avere una sorta di controllo. Secondo Raymond è meno mefistofelico di quello che pensi, anzi! -
- Siamo arrivati a questo, difendiamo “Raymond”? E con che tono! Mi sembra che tu stia diventando un’altra persona e quella persona non mi piace! -
- Puoi anche non fartela piacere, non ne hai bisogno, hai altre compagnie... -
Nat gli rise quasi in faccia: - Oddio un’altra scenata di gelosia! Come se non ci fosse già Lisa a fare la gelosa -.
- Io non sono... - Nicolas si trattenne dal ricoprirlo di chissà quali imprecazioni. - Non c’entra affatto la gelosia!! Tu mi chiedi se io vivo in un altro mondo? Tu?! Da quando ti sei imbarcato in questa tua romantica avventura, per cui ti auguro ogni bene - fece con finta vocetta mielosa - non ti accorgi che il mondo ci sta crollando letteralmente addosso: le punizioni terribili, le riunioni tra gli studenti sempre più osteggiate, notizie di morte e distruzione da ogni dove, la lettera di Colin che non arriva... -
- Allora è questo il problema, sei in questo stato nevrotico perché non ti arrivano notizie da Ann -
Se Nicolas avesse potuto uccidere con lo sguardo, Nat sarebbe stato incenerito in quel momento.
- Piantala di tirare fuori Ann ogni momento - Nicolas era visibilmente sconvolto e cominciò a straparlare - Tu non capisci niente, non sai niente, smettila di parlarne a sproposito, non voglio più sentirne parlare. Lei è... io sono... Non palarmene più, non voglio più che parli di lei, tu non ne devi più parlare, hai capito?! -.
Nicolas si allontanò con le lacrime agli occhi e Nat rimase fermo e incapace di reagire.
Il ragazzo greco entrò nella propria stanza, sbattendo la porta, si mise a rovesciare la sedia e la stampella della divisa. Si gettò carponi ai piedi del letto, con la testa appoggiata sul materasso, gridando nelle coperte.
- Basta parlare di Ann! Non voglio più sentirlo quel nome! Ogni volta che lo sento pronunciare così lo sento sempre più estraneo, come se mi strapassero un pezzo di me ogni volta e lo gettassero lontano... Come fa a non capire che mi manca, mi manca così tanto che mi manca il respiro... -
Improvvisamente le coperte si alzarono come percorse da una folata di vento sotto le lenzuola e la stanza fu invasa da una corrente che fece mulinare i fogli di carta di pergamena che erano appoggiati nel baule aperto. Nicolas per lo stupore si calmò, così come il lieve turbine nella stanza. Si asciugò le abbondanti lacrime, che nel frattempo aveva soffocato nel letto, e si sedette esterrefatto.
- Devo calmarmi o impazzirò! Sono davvero nei pasticci! Devo recuperare il mio controllo e il mio distacco altrimenti potrebbe essere davvero pericoloso per tutti quelli che mi stanno attorno - e si strinse nelle spalle. Poi si buttò sul letto sfinito e sicuramente senza accorgersene si addormentò.
Si svegliò per il freddo verso l’una e mezza. Si mise velocemente il pigiama al buio e si avvolse in due vestaglie di lana. Stette per un po’ silenzioso e supino sul letto, meditando sul suo baldacchino.
- Adesso mi ci vorrà una vita per addormentarmi - sbuffò.
Scese i pochi gradini che lo portavano al livello della Sala Comune e aprì la porta silenziosamente.
Nella grande stanza circolare non si vedeva nessuno, ma provenivano bisbigli di due persone diverse da dietro il divano davanti al camino. Erano Nat e Demelza.
- Nicky non è come te, Nat. È introverso e timido, tiene tutto per sé. È normale che ad un certo punto e con una simile tensione sbotti, dovresti capirlo non tormentarlo - diceva piano Demelza accarezzando con dolcezza i capelli mossi e castani del ragazzo. Nat inclinò la testa appoggiata sulla spalla di lei, per guardarla negli occhi.
- Ma perché li devo sempre capire io? So bene che la situazione è messa male, ma è così terribile se cerchiamo di vivere con un po’ di serenità lo stesso? -
Demelza gli sorrise e scosse la testa in senso negativo. Nat continuò.
- Voglio bene a quel ragazzo, ho capito che è spaventato, ma non capisco da che cosa e lui non me lo vuole dire. E poi mi ha fatto imbestialire con quell’accusa contro noi due -
- Forse non gli piaccio... -
- No, ti assicuro che quello non è il problema, so che ti stima e molto -
- Davvero?! - fece sorpresa la ragazza e rifletté meglio - Forse si sente lasciato in disparte, prima aveva stretto un legame con Dannis e se ne andato, poi con Etty, ma lei è una ragazza ed entrambi soffrono per Canon, parlarne tra loro potrebbe essere ancora più doloroso. Tu eri il suo unico amico e adesso ti sei un po’ allontanato. Ne avrà risentito un po’ -
- Non troppo visto che ne ha trovato subito un altro -
- Ora chi è geloso di chi? - fece Demelza sorridente.
- Non mi piace Emberce, mi sembra che voglia qualcosa da lui, e mi sento sempre spinto a un istinto di protezione nei suoi confronti e non capisco perché! -
- Forse lo vedi come un fratellino minore - Demelza continuava ad accarezzargli la testa, mentre lo sguardo di Nat era perso nelle fiamme del camino.
- No, non direi: non lo sento affatto come un fratellino. Lui è un amico fantastico, quando sto con lui tira fuori il meglio di me e non capisco come faccia. La cosa ancora più strana e che riesce ad irritarmi con una velocità impressionante, ma anche ad entusiasmarmi altrettanto velocemente - il ragazzo stava tentando di esprimere un pensiero che probabilmente ponderava da tempo, ma Demelza sembrava non aver afferrato. Nat se ne accorse, si alzò dal divano e si inginocchiò presso il camino.
Nicolas sulla porta si ritrasse per non far scorgere la sua presenza.
- È come un soffio sulle braci: il ceppo può scoppiettare improvvisamente, l’irritazione, ma farsi anche più vivo e caloroso -
Demelza era ammirata.
- Che parole splendide - fece con sguardo appassionato e un velo di commozione.
- In effetti... - arrossì Nat.
I due tacquero e Nicolas si rifugiò come un’ombra dietro alla porta, lasciando i due ragazzi intenti ad altre occupazioni.
Gli occhiali di Nicolas si appannarono e due grossi lacrimoni scesero lungo le guance accese.
- Come farò a tenerlo lontano e vicino allo stesso tempo? Non può sapere nulla, ma non posso rinunciare alla sua amicizia. La sua, quella di Etty, di Dannis... -.
Si sdraiò sul letto e con lo sguardo perso nel buio sospirò.
- Cosa devo fare? -

Continua...

venerdì 13 dicembre 2013

Incontro 9 - 2 dicembre

Ultima foto all'unico dei presenti a essere manchevole di scatto, abbiamo proceduto con organizzazione dell'8 dicembre segue programma con incarichi!

Immagine dal Web - Adesione 2014 dell'Azione Cattolica


• Presentazione dei gruppi ppt con nostre foto con breve balletto sulle note di "Everybody (+presentazione Andrea Longhi):
• Si esce alla battuta "me… you… everybody! Everybody"
• Si balla solo il ritornello...


• Messa
- Lettura assegnata ad AM (link alle letture della messa)
- Preghiere dei fedeli
• Per il Papa e tutto l'ordine dei sacerdoti, sappiano sempre offrirci la dimensione dell'ecclesialità, comunione della Chiesa. Preghiamo. ---> ES
• Per i governanti del mondo, sentano la responsabilità del bene universale e della cura dell'uomo. Preghiamo. ---> CB
• Per i poveri e gli ultimi, possano sempre contare sulla nostra fraternità e la nostra capacità di condivisione. Preghiamo ---> AL
• Per l'Ac, che oggi festeggi la giornata dell'adesione. Nell'interiorità di ogni tesserato e simpatizzante si accenda la partecipazione ad un progetto più grande. Preghiamo. --> MM

Aperitivo:
girelle con prosciutto
Briochine salate
Pizzette
Torta salata
Torta salata
ES acquisto da bere
MM acquisto patatine e salatini


Finalmente la preghiera! Una Sfida a Settimana

Canto (bellissimo): O cieli piovete dall'alto!

Introduzione all'Avvento
L'avvento si muove su due poli:
il dolore, la difficoltà dell'attesa perché Dio sembra lontano e non ancora presente
la gioia, la felicità del Signore che viene

Gesto: Spazio bianco per fare memoria delle preghiera fatte fino ad esso, è una prassi spirituale normale quella di verificare la propria vita di fede, cosa ho affrontato, cosa mi ricordo? Si condivide insieme.

Lettura della 1 domenica di Avvento Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Commento:  Un Vangelo che sembra inquietante e drammatico (avvento tra due poli) e il gesto riprendeva proprio queste parole "e non si accorsero di nulla"… molto spesso la vita ci sfugge e non ci siamo neanche accorti di viverla, impariamo a fare attenzione ai segni, a riveverli, ad accorgerci della nostra vita di fede!

Festeggiamenti del compleanno di AL con torta super-buona e pastine cremosissime!!

Chiusi in Oratorio attendiamo che AF il nostro eroe ci apra

Scopriamo che il cancello era aperto… (Peong!)

giovedì 17 ottobre 2013

Sulla via del Natale

Piccolo sketch teatrale scritto da me nel 2002 per la Parrocchia, pubblicato qui in ricordo di Mario Roncati



Entrano due personaggi, con indosso giacconi pesanti e infreddoliti, in mezzo alla scena una panchina.

A - Ci fermiamo un attimo su quella panchina, perché mi fanno un po’ male i piedi…

C - Sì, sì fermiamoci che tiriamo il fiato.


Si siedono e intanto C. apre il giornale e legge ad alta voce…

C- Guarda qua! (indica la pagina del giornale al compare e legge) “Gli italiani spendono di media due milioni per le feste di Natale”!

A - Già, altro che festa del Salvatore, festa del Consumismo!! È una cosa disgustosa!!!

C- Per non dire deprimente! Lo sentiranno solo loro tutto questo “calore natalizio”, ma ti pare che per festeggiare la nascita di Gesù devo mettere insegne luminose in ogni angolo della città!

A - Tra il calore natalizio e le luci ci si dimentica che Lui è nato in una notte buia e fredda, in una stalla buia e fredda per poi finire in un sepolcro ancora più buio e più freddo!! Per non parlare poi delle abbuffate di dolci che si fanno… 

C- I dolci! I dolci! Sembra che a nessuno importi che il Cristo abbia patito ogni tipo di amarezza su questa terra, durante la Passione!…E poi guai se non fai i regali, la fine del mondo!! 

A- Semplicemente incoerente! Noi qui a nuotare nei regali e Gesù nato povero in una mangiatoia e morto, nudo, su una rude croce!!! …Poi tutta questa musica che ti stordisce e non ti permette di meditare… 

C- Mentre la voce del Natale dovrebbe essere il silenzio, quel silenzio che regnava la notte di Betlemme e come quello della morte di croce! (sarcastico) Bé certo non farebbe molto “atmosfera” natalizia! 

A - Eh no! Non creerebbe la gioia del Natale… (sospirando) anche se invece si dovrebbe riscoprire il dolore del Natale, perché Gesù si è dovuto sacrificare per noi!!!

Sospirano entrambi.
Arriva un Signore, tutto imbacuccato in un cappottone, con una sciarpa che gli copre metà volto, un cappello e un paio di guanti.

Signore - Fa freddo vero? Posso sedermi lì due minuti con voi sono un po’ stanco!

C - Ma certo venga qui!

A - Si sieda! Si sieda!

Signore - Che bello il Natale! È una delle mie feste preferite!

C- Ah, guardi, non ce ne parli! Ce ne stavamo appunto lamentando!!!

Signore - Perché lamentando?

A- Ma faccia un po’ lei! Prima di tutto le sembra giusto festeggiare con i dolci Gesù Cristo che ha patito ogni amarezza possibile e immaginabile!?! 

Signore- Certo è vero! Ma non doveva forse il Cristo sopportare tutte quelle amarezze per donare agli uomini la dolcezza della Resurrezione?

C- (spiazzato) Bè! Sì… in effetti! Però non trova molto retorico usare tutte queste lucette natalizie, quando dovremmo ricordarci che Gesù è nato nel buio e nel freddo?

Signore- Mi scusi, ma con il Natale non festeggiamo forse la Luce che viene nel mondo?

A - Sì, magari le luci vanno bene e sono anche carine…però il chiasso! Non ti permette neanche di raccoglierti un momento e pensare al silenzio di Betlemme nella nascita e il silenzio del Calvario nella morte!

Signore- È giusto raccogliersi per apprendere la buona novella, ma poi come si fa a tacere quando si è capito che è nato il Verbo, la Parola viva di Dio, non solo non si riesce a tacere ma si deve cantare!

C- Bè, non mi dica che lei è d’accordo con tutto questo consumismo e tutti questi regali superflui!

Signore- È vero, i regali vanno fatti con un po’ più di morale! Ma trovo giusto che si festeggi anche con un buon regalo. Esso infatti rappresenta il sacrificio e la generosità di che si priva di qualcosa per donarlo e l’atteggiamento di gratitudine e accoglienza di chi lo riceve. Nel Natale non si festeggia forse Dio Padre che ci dona suo Figlio, Gesù Cristo che ci donerà la vita e ci manderà lo Spirito Santo, ricco anche Lui di doni?!

A - Non ci sono altre obiezioni, lei ci ha proprio convinto! Altro che dolore del Natale, Natale è pura gioia!!!

Signore - Non fraintendetemi comunque le vostre obiezioni su come si vive il Natale erano tutte motivate, si vive tutto con troppa superficialità e per questo che i cristiani neanche a Natale devono scordarsi il grande sacrificio di Gesù, nato proprio per morire nella sofferenza, ma è proprio il suo sacrificio di morte che può dare la grande gioia della Resurrezione!!! Ma ormai si è fatto tardi e io devo proprio sparire. (si toglie i guanti e stringe la mano a A e C, sulle sue mani si vedono ora le stigmate) Allora vi auguro soprattutto un Santo Natale!! 

Buio veloce, quando c'è di nuovo luce il Signore è scomparso.

C e A – Non se ne vada!

A - Era un tipo veramente in gamba!

C- Poi che bella sensazione! Mi sembrava di conoscerlo da tempo e quando parlava il cuore mi esplodeva di gioia!!

A - Davvero! … Ma scusa Caifa dobbiamo proprio andare a Emmaus?! Torniamo a casa a festeggiare il Natale con tutti i nostri cari!

C- Sì! Torniamo e raccontiamo loro cosa quel Signore ci ha fatto!!!

Escono.
FINE