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mercoledì 24 febbraio 2016

16 febbraio 2016 - Che diavolo vuoi?

Viene affidato al gruppo un test. Ad ogni risposta, a seconda della risposta, si creeranno delle fazioni, chi è per la risposta 1 e chi per la risposta 2. Le domande porteranno ad una diramazione e mai ad un ricongiungimento. Si specifica che le risposte non soddisferanno mai pienamente, ma si dovrà comunque propendere per una delle due affermazioni.

Secondo te la Bibbia: 
1. dice la verità 
2. è “inquinata” dalle credenze e dal pensiero dei suoi autori umani 

Secondo te Dio nelle guerre dovrebbe: 
1. portare in salvo le persone 
2. fermare i violenti 

 Secondo te Dio per risolvere la misera nel mondo dovrebbe: 
1. rendere gli uomini più generosi 
2. aumentare le risorse del mondo 

Secondo te Dio nella Seconda Guerra Mondiale avrebbe dovuto: 
1. far morire Hitler in uno dei numerosi attentati alla sua vita 
2. attivare una rivolta del popolo tedesco 

Secondo te Dio contro i terroristi dell'ISIS dovrebbe: 
1. accendere in loro i sentimenti di meraviglia, bellezza, tenerezza che possiedono verso il resto dell'umanità 
2. risvegliare negli occidentali le proprie responsabilità riguardo l'uso indebito di quei territori 

Secondo te Dio contro l'ateismo dilagante di oggi: 
1. dovrebbe essere più evidente
2. premiare con una vita più facile e bella chi lo crede 

Secondo te Dio nella questione del DDL Cirinnà dà ragione: 
1. ai favorevoli 
2. ai contrari 

Secondo te Dio si è espresso: 
1. più o meno in tutte le religioni, ma in nessuna in modo particolare 
2. in modo particolare in una sola 

Secondo te Dio è: 
1. conoscibile all'uomo 
2. imperscrutabile all'uomo 

Secondo te Dio sull'ecologia dovrebbe: 
1. suggerire agli uomini delle tecnologie pulite che permettono di non inquinare 
2. impedire che gli uomini consumino il suo creato con cataclismi 

Secondo te Dio dovrebbe: 
1. aprire le porte del Paradiso a tutti gli uomini 
2. giudicare secondo giustizia le azioni di ciascuno 

Secondo te Dio doveva essere: 
1. più chiaro nei suoi insegnamenti 
2. meno severo nelle sue prescrizioni 

Secondo te Dio doveva: 
1. lasciare meno libero l'uomo in modo che fosse un po' costretto a comportarsi bene
2. rendere l'uomo immune dalle azioni negative degli altri uomini

Secondo te la tua educatrice è:
1. impazzita per aver creato questo test
2. non sapeva cosa farci fare all'incontro 

A conclusione del test vediamo che sono rimaste 2 coppie e 4 situazioni singole.
Viene chiesto ai giovani quale difficoltà si è avuta nella realizzazione del test. La maggiore era che spesso la risposta che si voleva dare era un misto di entrambe le risposte, oppure nessuna delle due sembrava giusta. Anche nel dialogo si cercava di argomentare sempre a favore della nostra opinione, oppure si sceglieva la meno peggio.
S. intuisce che l'inghippo stava nel nostro desiderio di decidere noi la soluzione giusta per Dio. La grande tentazione, che è alla radice del peccato originale, è quella di metterci al posto di Dio, di voler dettare noi le regole del gioco.
Cominciamo a rilevare così due comportamenti tipici di Satana:
  • punta sempre sulla nostra opinione, ma non intesa in senso positivo, ma come "nostro egoismo"
  • punta a creare una divisione, una frattura, tra l'uomo e Dio e tra l'uomo e l'uomo

Passiamo a discutere insieme del Vangelo.


Preghiera

Canto di inizio: Ad una voce 

Con un cuore solo, figli dello stesso Padre vogliamo vivere Signore, 
Con un cuore solo, figli dello stesso Padre per adorare Te. 

A TE GRIDIAMO ABBÀ, RENDICI UNO IN TE, CON IL TUO SANTO SPIRITO
A TE GRIDIAMO ABBÀ, RENDICI UNO IN TE, CON IL TUO SANTO SPIRITO
CANTEREMO A TE AD UNA VOCE. 

Nel tuo nome Padre, facci segno del tuo Amore, perché il mondo creda in te, Nel tuo nome Padre, facci segno del tuo Amore, per annunciare Te. Rit. 

Con un cuore solo, figli dello stesso Padre per adorare Te. Rit. 
Con un cuore solo, (Con un cuore solo), Con un cuore solo… 

Dal Vangelo di Luca (Lc 4, 1-13)

1 Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, 2 per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. 
3 Allora il diavolo gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, di' a questa pietra che diventi pane". 
4 Gesù gli rispose: "Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo". 
5 Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra 6 e gli disse: "Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. 7 Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo". 
8 Gesù gli rispose: "Sta scritto: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto". 
9 Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; 10 sta scritto infatti: 
Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano; 
11 e anche: 
Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra". 
12 Gesù gli rispose: "È stato detto: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo". 
13 Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato. 

Discussione sul Vangelo

Una delle prime cose che viene segnalata è la debolezza di Gesù dopo 40 giorni nel deserto e Satana si "approfitta" proprio di quel momento. Altra cosa che viene notata è che Gesù non risponde mai direttamente, ma cita sempre le Scritture, tant'è che il diavolo, furbissimo, usa lo stesso espediente per farlo cadere in tentazione. 
Altra annotazione è quella di vedere un Gesù molto fragile che ha dei "cattivi pensieri", questo lo rende più accomunabile all'esperienza umana.
Inoltre Satana mente perché dice che il mondo è suo e può darlo a chi vuole, ma in realtà il mondo non è in mano di Satana.
L'educatrice spiega come questo vangelo sia molto interessante per cogliere la figura di Cristo e la sua missione. Infatti questo brano si colloca dopo il Battesimo e prima della missione pubblica di Gesù. Gesù ha fatto prima un atto pubblico, quale il Battesimo, che ha moltissime valenze, tra cui mettersi allo stesso livello dell'uomo, ma anche caricarsi di Spirito Santo, che lo guida nel deserto.
Nel deserto Gesù, si legge nel primo versetto per ben due volte, era guidato e pieno di Spirito Santo. Dopo quaranta giorni "ebbe fame" e sarebbe terminato il digiuno, quindi in un certo modo Gesù è autorizzato a mangiare, proprio lì in quel frangente la prima tentazione: il diavolo non suggerisce un atto illecito a Gesù, ma la modalità con cui Egli otterrebbe il pane è "straordinaria", sovrumana.
Allora Satana non vuole semplicemente far peccare Gesù, lo vuole allontanare da Dio e quindi desidera allontanare Gesù dal compito che Dio gli ha dato.
Gesù con le tentazioni mostra che tipo di salvatore non vuole essere e negandole rivela realmente il senso della sua missione.
Gesù rifiuta di trasformare le pietre in pane, perché Egli non è venuto a saziare i bisogni dell'uomo, non vuole essere colui che semplicemente con un colpo di bacchetta magica dà la soluzione alle esigenze elementari umane. Dice infatti: "Non di solo pane vive l'uomo", nell'uomo c'è molto di più da salvare!
Quante volte vorremmo un Dio che esaudisca i nostri desideri, anche legittimi: una guarigione, un lavoro, una casa, dei figli… ma Dio non funziona come la lampada di Aladino, Dio guarda molto più in là dei nostri desideri e punta a ciò che ci salva "tutti interi"
Gesù rifiuta di ottenere il potere sull'uomo "piegandosi" alla logica del mondo, prostrandosi a Satana, che effettivamente ha in mano il mondo, perché la redenzione non è ancora avvenuta, ma vuole che il mondo riconosca non Satana ma Dio come unico Signore.
Tantissime volte gli uomini rimproverano a Dio e chi lo segue di fare scelte troppo estreme, troppo anticonvenzionali, si dice spesso che la "Chiesa dovrebbe stare al passo con i tempi", ma non sarebbe un "piegarsi alla logica del mondo"?
Infine Gesù non intende conquistare l'uomo con l'evidenza del miracolo, non vuole obbligare l'uomo a credergli di fronte all'evidenza, vuole che l'uomo costruisca dentro di sé il rapporto con Gesù e con Dio. Spesso noi uomini vorremmo un Dio che si palesi senza ombra di dubbio, così potremmo finalmente credergli, ma Dio non vuole convincerci con la forza, vuole conquistarci con l'amore.
L'educatrice dice, in uno stupore generale, che Satana è una presenza spirituale dotata di volontà, cioè una presenza separata dall'uomo, non è semplicemente la personificazione poetica di un'atteggiamento morale o del male. Se si crede alla Bibbia, si crede anche agli angeli e ai demoni e Gesù Cristo in prima persona si confronta con entrambe queste figure incorporee ma presenti. Satana quindi esiste e condiziona l'uomo, non può obbligare l'uomo a fare del male, ma tende e tenderà sempre a separarlo da Dio. Si è parlato anche di questa entità tra fede e superstizione e su come in effetti agisca, l'educatrice tende a sottolineare che se è bene prendere consapevolezza che questa presenza ci sia e agisca e altrettanto bene prenderne le debite distanze, senza crogiolarsi in pensieri e suggestioni su di essa.
Si discute anche sul perché nella Messa, i sacerdoti non spieghino questo vangelo così famoso, ma anche importante, rilevando alcuni dei punti emersi. Non sempre è facile e durante la Messa non si possono chiarire alcuni punti che se non chiariti potrebbero portare in confusione, però c'è tanto da lavorare sulla cultura generale cristiana.

Preghiera comunitaria: La speranza basta 

Sì, lo so, Signore, la mancanza di fiducia è peccato. 
Il peccato è allontanamento da te, è separazione, è distanza, e la distanza è la nostra colpa, la mia colpa. Tu l'hai scavalcata con la tua sofferenza per tutti gli uomini. 
Tu hai messo dei punti fermi: le tue parole. 
Tu hai acceso delle luci: le tue opere. 
Il tuo Vangelo è verità e via: cosa potrei desiderare di più?
La speranza basta. 
Magdalena Altwegg 

Padre Nostro

mercoledì 4 novembre 2015

27 ottobre 2015 - Che cos'è la felicità?

Obiettivo: Capire cosa intendiamo noi con il termine “felicità” e cominciare a capire che cosa intende Dio quando parla di “felicità”. 

Canto alla preghiera: Cantiamo a Te
Cantiamo Te, Signore della vita:
il nome Tuo è grande sulla terra tutto parla di Te
e canta la Tua Gloria grande Tu sei e compi meraviglie, Tu sei Dio. 

Cantiamo Te, Signore Gesù Cristo,
Figlio di Dio venuto sulla terra, fatto uomo per noi nel grembo di Maria. 
Dolce Gesù risorto dalla morte sei con noi. 

Cantiamo Te, amore senza fine: Tu che sei Dio lo Spirito del Padre. 
Vivi dentro di noi e guida i nostri passi, 
accendi in noi il fuoco dell’eterna carità. 

Attività: Facciamo il gioco del personaggio sulla fronte che ognuno deve riconoscere attraverso una serie di domande a cui si deve rispondere con Sì e con No. Invece di avere dei personaggi avremmo sulla fronte le emoticon positive di whatsapp. Ogni partecipante avrà anche un foglio davanti a sé, su cui scriverà le risposte positive che corrispondono alla propria faccina (es: “facciamo questa emoticon quando qualcuno fa una battuta divertente?”). Non si po' fare una domanda sull'elemento fisico (“ha gli occhi chiusi?” “si vede la lingua?”), obiettivo oltre indovinare è individuare come e quando usiamo la corrispettiva faccina, così da capire quali occasioni ci rendono "felici". Quando tutti hanno fatto le domande, si cerca di capire chi ha indovinato e chi è stato più utile nel dare le risposte. Infine selezioniamo la meno felice (28) e la più felice (1).


Nella condivisione scopriamo che non sempre le faccine corrispondono ad un'intensità reale di felicità, che spesso le usiamo “truccandole” e cominceremo quindi a scoprire che la natura della felicità ha più profondità di quanto possiamo pensare. 

Dal libro del Qòelet (Qo 8, 10-15)
Frattanto ho visto malvagi condotti alla sepoltura; ritornando dal luogo santo, in città ci si dimentica del loro modo di agire. Anche questo è vanità. Poiché non si pronuncia una sentenza immediata contro una cattiva azione, per questo il cuore degli uomini è pieno di voglia di fare il male; infatti il peccatore, anche se commette il male cento volte, ha lunga vita. Tuttavia so che saranno felici coloro che temono Dio, appunto perché provano timore davanti a lui, e non sarà felice l'empio e non allungherà come un'ombra i suoi giorni, perché egli non teme di fronte a Dio. Sulla terra c'è un'altra vanità: vi sono giusti ai quali tocca la sorte meritata dai malvagi con le loro opere, e vi sono malvagi ai quali tocca la sorte meritata dai giusti con le loro opere. Io dico che anche questo è vanità. Perciò faccio l'elogio dell'allegria, perché l'uomo non ha altra felicità sotto il sole che mangiare e bere e stare allegro. Sia questa la sua compagnia nelle sue fatiche, durante i giorni di vita che Dio gli concede sotto il sole.

Commento: Questo brano ci colpisce perché non ci sembra tanto coerente con i discorsi che siamo abituati a sentire normalmente.
Questo brano in effetti sembra dirci fare il bene non rende felici: il giovane ricco ad esempio faceva tutte le cose giuste e osservava tutte le leggi, ma allora perché se ne va triste? Dice invece che la felicità sta nell'avere timore di Dio, cioè nell'avere una relazione con Dio… ma siamo d'accordo e cosa significa tutto questo? Lo scopriremo!

L'educatrice ha poi chiesto di fare un confronto tra la faccia più felice e quella meno felice. Ne è venuto fuori che la faccina era identica tranne che per il gocciolone che colava.
Che significato ha? Uno è infelice quando c'è distacco con l'altra persona (il gocciolone indica imbarazzo quindi distanza): se sono felice con quella persona, sono più vicina a lei e lei lo percepisce. Quando siamo tristi ci sentiamo più distanti dalle persone e se loro si avvicinano a me, mi rincuora che io sia triste per loro.
Felicità è (o centra con) una relazione interpersonale (esempio: una persona che diventa felice facendo volontariato, non intesse un rapporto di relazione intima, ma si fa vicino a qualcuno o a qualcosa, si fa Prossimo). Vivendo nuove esperienze con delle persone, mi avvicino a loro, creo un legame con loro e quindi il mio rapporto si rafforza e io sono più felice quando sto con loro.

GESTO: Ognuno doveva inviare un messaggio su whatsapp in cui si faceva un augurio di felicità, mettendo anche una faccina tra quelle usate durante l'incontro.

Preghiera corale: Brillare veramente
Signore, facci ricordare
che il tuo primo miracolo,

alle nozze di Cana,
 lo facesti per aiutare
alcuni uomini a fare festa.

Facci ricordare
che chi ama gli uomini,
ama anche la loro gioia,

perché senza gioia
non si può vivere…

Fammi comprendere, Signore,

che il Paradiso è nascosto 
dentro di noi.

Ecco, ora è qui, 
nascosto dentro di me.

Se voglio, domani stesso,
 comincerà a brillare veramente
per me

e durerà tutta la vita.
(Fëdor Dostoevskij)

martedì 7 luglio 2015

25 maggio 2015 - Maria Stella della Speranza (incontro di preghiera)

Nell'incontro precedente i giovani hanno vissuto la Festa Zonale, che ha offerto diversi spunti di legalità, ha ospitato i testimoni dell'Associazione Libera contro le Mafie.
Per concludere l'anno è stat proposta una veglia di preghiera come efficace modo per contrastare l'azione mafiosa, perché la preghiera tiene viva la speranza nell'uomo e nell'azione di Dio nel mondo e, inoltre, la religiosità autentica contrasta quella artificiosa che molta mafia strumentalizza per "lavarsi la coscienza".


Maria Stella della Speranza

Canto di inizio: Ecco il nostro sì

Fra tutte le donne scelta in Nazareth,
sul tuo volto risplende il coraggio di quando hai detto “Sì”.
Insegna a questo cuore l’umiltà,
il silenzio d’amore, la Speranza nel figlio tuo Gesù

RIT. Ecco il nostro Sì, nuova luce che rischiara il giorno,
è bellissimo regalare al mondo la Speranza.
Ecco il nostro Sì, camminiamo insieme a te Maria,
Madre di Gesù, madre dell’umanità.

Nella tua casa il verbo si rivelò
nel segreto del cuore il respiro del figlio Emmanuel.
In segna a queste mani la fedeltà,
a costruire la pace, una casa comune insieme a te. RIT.

Donna dei nostri giorni sostienici,
guida il nostro cammino con la forza di quando hai detto “Sì”.
Insegnaci ad accogliere Gesù,
noi saremo Dimora, la più bella poesia dell’anima. RIT.

Nel nome del Padre ….

Introduzione

La via del male ruba la speranza
Papa Francesco

Guida:
“Da più di mille anni, la Chiesa saluta Maria, come “stella del mare”: Ave maris stella. Le vere stelle della nostra vita sono le persone che hanno saputo vivere rettamente, […] persone che donano luce traendola dalla vera luce che è Gesù, ed offrono così orientamento per la nostra vita. Quale persona potrebbe più di Maria essere per noi stella di speranza, lei che con il suo “sì“ aprì a Dio stesso la porta del nostro mondo; lei che diventò la vivente Arca dell'Alleanza, in cui Dio si fece carne, divenne uno di noi, piantò la sua tenda in mezzo a noi (cfr Gv 1,14)?" (Benedetto XVI, Enciclica Spe Salvi, n. 49)

Questa sera vogliamo affidare a Maria le ansie che ci portiamo nel cuore. La nostra società è vittima dell’illegalità che vuole costruire un mondo senza sacrificio e con prepotenza. L’illegalità è uno strumento con uno scopo ben preciso: ottenere il più velocemente possibile dei privilegi. Potere e denaro, essere il primo, il più importante, possedere sempre più beni. Alla luce di quanto stiamo vivendo, come gruppo vogliamo ribadire il mostro impegno a costruire un mondo più giusto. La speranza per noi cristiani è un presente intessuto di futuro, uno spiraglio di luce nell'oscurità. Essa è una timida fiammella che riscalda le tenebre. È il dolore superato, disperazione sanata, certezza fiorita sul dubbio. Vita che attende il nuovo, il diverso. È una voce che implora aiuto. Fede proiettata nel domani. Sospiro. Attesa di gioia. La speranza è desiderio di amore. 

In questi misteri del Rosario, preghiamo con Maria, stella della Speranza, come la definisce Benedetto XVI, a lei chiediamo di aprirci a una speranza nuova, capace a non arrendersi di fronte a “tanto non cambia nulla”, “tanto fanno tutti così”, “tanto è inutile, vincono sempre loro”.

1 mistero: Maria, donna del “sì”

Noi, pastori delle Chiese della Campania, non intendiamo limitarci a denunciare queste situazioni;
ma, nell’ambito delle nostre competenze e possibilità, intendiamo contribuire al loro superamento,
anche mediante una revisione e integrazione dei contenuti e dei metodi dell’azione pastorale.
don Peppino Diana

Dal Vangelo di Luca (Lc 1, 27-38)
L'angelo andò da una fanciulla che era fidanzata con un certo Giuseppe, discendente del re Davide. La fanciulla si chiamava Maria. L'angelo entrò in casa e le disse:
- Ti saluto, Maria! Il Signore è con te: egli ti ha colmata di grazia.
A queste parole Maria rimase sconvolta e si domandava che significato poteva avere quel saluto.
Ma l'angelo le disse:
- Non temere, Maria! Tu hai trovato grazia presso Dio. Avrai un figlio, lo darai alla luce e gli metterai nome Gesù. Egli sarà grande: Dio, l'Onnipotente, lo chiamerà suo Figlio; il Signore lo farà re, lo porrà sul trono di Davide, suo padre, ed egli regnerà per sempre sul popolo d'Israele. Il suo regno non finirà mai.
Allora Maria disse all'angelo:
- Come è possibile questo, dal momento che io sono vergine? 
L'angelo rispose:
- Lo Spirito Santo verrà su di te, l'Onnipotente Dio, come una nube, ti avvolgerà. Per questo il bambino che avrai sarà santo, Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, alla sua età aspetta un figlio. Tutti pensavano che non potesse avere bambini, eppure è già al sesto mese. Nulla è impossibile a Dio!
Allora Maria disse:
- Eccomi, sono la serva del Signore. Dio faccia con me come tu hai detto.
Poi l'angelo la lasciò.

Fede e Mafia
“Ha quindi luogo la cerimonia del giuramento che consiste nel chiedere a ognuno con quale mano spara e nel praticargli una piccola incisione sul dito indice della mano indicata, per fare uscire una goccia di sangue con cui viene imbrattata una immagine sacra: molto spesso quella dell'Annunziata, (…) che è ritenuta la patrona di Cosa Nostra.” (Giovanni Falcone – Cose di Cosa Nostra)

Attività antimafiosa: Mobilitazione antimafia
È fondamentale dare visibilità alle imprese anti-mafia e non permetterne l'isolamento. Le autorità pubbliche devono difendere un bene che è prezioso per tutti e che deve essere valorizzato come attrazione nazionale. È necessario anche porre attenzione al lavoro volontario estivo che tanti giovani fanno sui beni confiscati (liberamente tratto dagli Appunti di Laura Calabria).

Guida
L'Annunziata è patrona di Cosa Nostra perché ha detto “sì”, ma il “sì” di Maria è un “sì” alla via del bene, un “sì” che a permesso l'ingresso di Dio nella storia degli uomini, è un “sì” colmo di SPERANZA per il futuro degli uomini. È un “sì” diverso quello che pronuncia il mafioso è un “sì” che lo condanna, è un “sì” che gli “toglie la speranza”. 
A turno sarete chiamati a dire il vostro sì, alzandovi in piedi.

SEGNO
N. vuoi fare entrare la speranza nel mondo? (a turno ci si alza in piedi e si risponde “Sì” oppure “No”)

Padre nostro, Ave Maria, Gloria


2 mistero: Maria, donna del coraggio

Non ho paura delle cattiverie dei malvagi, ma del silenzio degli onesti
Martin Luther King

Dal Vangelo di Luca (Lc 1, 46-55)
Allora Maria disse:
«L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
 D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome;
 di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
 Ha spiegato la potenza del suo braccio, 
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
 ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
 ha ricolmato di beni gli affamati,
 ha rimandato i ricchi a mani vuote.
 Ha soccorso Israele, suo servo, 
ricordandosi della sua misericordia,
 come aveva detto ai nostri padri,
 per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Fede e Mafia
A Pignato Maggiore il clan Lubrano fece restaurare a proprie spese un affresco raffigurante una madonna. È detta la “Madonna della camorra”, poiché a lei si sono rivolti per chiedere protezione i più importanti latitanti di Cosa Nostra fuggiti dalla Sicilia a Pignataro Maggiore.
Attività Antimafiosa: Punizione dell'accumulazione mafiosa
Togliere la terra alla Mafia, significa colpire queste organizzazioni criminose in ciò che hanno di più caro. Questa punizione rende più debole la mafia nel prestigio, cosa che non fa neppure il carcere. Le aziende anti-mafiose che lavorano sui beni confiscati devono combattere quotidianamente la pressione psicologica e il vandalismo che attua l'organizzazione criminale contro le terre che erano loro (liberamente tratto dagli Appunti di Laura Calabria).

Guida
Maria non è una sottomessa, ma è una collaboratrice della rivoluzione di Dio. Nel Magnificat emerge tutta la sua forza e la sua speranza per un mondo dove le ingiustizie vengono spazzate via e i poveri della terra riconquistano la propria dignità...

Riflessione silenziosa

A MARIA, DONNA CORAGGIOSA
Ispira la protesta di tante vittime dei soprusi e della prepotenza

Maria, donna coraggiosa, a Zapopan nel Messico, Giovanni Paolo Il ha scolpito il monumento più bello che il magistero della Chiesa abbia mai elevato alla tua umana fierezza, quando disse che tu ti presenti come modello «per coloro che non accettano passivamente le avverse circostanze della vita personale e sociale, né sono vittime dell'alienazione».
Dunque, tu non ti sei rassegnata a subire l'esistenza. Hai combattuto. Hai affrontato gli ostacoli a viso aperto. Hai reagito di fronte alle difficoltà personali e ti sei ribellata dinanzi alle ingiustizie sociali del tuo tempo. Non sei stata, cioè, quella donna tutta casa e chiesa che certe immagini devozionali vorrebbero farci passare. Sei scesa sulla strada e ne hai affrontato i pericoli, con la consapevolezza che i tuoi privilegi di madre di Dio non ti avrebbero offerto isole pedonali capaci di preservarti dal traffico violento della vita.
Perciò, Santa Maria, donna coraggiosa, tu che nelle tre ore di agonia sotto la croce hai assorbito come una spugna le afflizioni di tutte le madri della terra, prestaci un po' della tua fortezza. Nel nome di Dio, vendicatore del poveri, alimenta i moti di ribellione di chi si vede calpestato nella sua dignità. Alleggerisci le pene di tutte le vittime dei soprusi. E conforta il pianto nascosto di tante donne che, nell'intimità della casa, vengono sistematicamente oppresse dalla prepotenza del maschio.
Ma ispira anche la protesta delle madri lacerate negli affetti dal sistemi di forza e dalle ideologie di potere. Tu, simbolo delle donne irriducibili alla logica della violenza, guida i passi delle madri coraggio perché scuotano l'omertà di tanti complici silenzi. Scendi in tutte le piazze di maggio del mondo per confortare coloro che piangono i figli desaparecidos. E quando suona la diana di guerra, convoca tutte le figlie di Eva perché si mettano sulla porta di casa e impediscano ai loro uomini di uscire, armati come Caino, ad ammazzare il fratello.
Santa Maria, donna coraggiosa, tu che sul Calvario, pur senza morire hai conquistato la palma del martirio, rincuoraci col tuo esempio a non lasciarci abbattere dalle avversità. Aiutaci a portare il fardello delle tribolazioni quotidiane, non con l'anima dei disperati, ma con la serenità di chi sa di essere custodito nel cavo della mano di Dio. E se ci sfiora la tentazione di farla finita perché non ce la facciamo più, mettiti accanto a noi. Siediti sui nostri sconsolati marciapiedi. Ripetici parole di speranza.
E allora, confortati dal tuo respiro, ti invocheremo con la preghiera più antica che sia stata scritta in tuo onore: «Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio; non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta». Così sia. (don Tonino Bello, Maria donna dei nostri giorni)

Padre nostro, Ave Maria, Gloria

3 mistero: Maria, donna dell'accoglienza e della verità

È importante parlare di mafia, soprattutto nelle scuole, per combattere contro la mentalità mafiosa, che è poi qualunque ideologia disposta a svendere la dignità dell'uomo per soldi.

Non ci si fermi però ai cortei, alle denunce, alle proteste.
Padre Pino Puglisi

Dal Vangelo di Luca (Lc 2,33-35)
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”.

Fede e Mafia
In terra di camorra il messaggio cristiano non viene visto in contraddizione con l’attività camorristica: il clan che finalizza la propria attività al vantaggio di tutti gli affiliati considera il bene cristiano rispettato e perseguito dall’organizzazione.

Attività antimafiosa: Sconfessione della Cultura Mafiosa
La Mafia deve essere rivelata per ciò che è realmente un'organizzazione CRIMINALE. Spesso invece le viene attribuita LEGGITTIMITÀ, perché offre lavoro e servizi con maggiore efficacia dello Stato. L'economia antimafia, attraverso le le imprese nate dalla confisca dei beni mafiosi, offre lavoro ai giovani con competenze e non con conoscenze e garantisce salari regolari, coinvolgendo anche quella quota debole di lavoratori come disabili ed ex-carcerati, riducendo ulteriormente la LEGGITTIMITÀ della Mafia (liberamente tratto dagli Appunti di Laura Calabria).

Guida
Maria, fin dall'inizio, è partecipe del mistero e delle sofferenze di Gesù. Vede in Lui il “segno di contraddizione”, e ne condivide la missione. Non teme il dolore della verità, ma lo accoglie tra le sue braccia, come il corpo di Gesù deposto dalla croce. Maria alimenta con la sua vita la verità, ne è figlia e madre.

SEGNO
Mentre recitiamo le preghiere accendiamo le nostre candeline per imparare “a fare luce” e vedere il bene e il male nelle nostre azioni.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria

4 mistero: Maria donna della memoria

Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali
e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.
Giovanni Falcone

Dal Vangelo di Luce (Lc 2, 46-51)
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo". Ed egli rispose loro: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.

Fede e Mafia
A Scampia nei laboratori di stoccaggio della droga spesso vengono tagliati 33 panetti di hashish per volta, come gli anni di Cristo. Poi ci si ferma per 33 minuti, si fa il segno della croce e si ritorna al lavoro.

Attività antimafiosa: Valore della Memoria
Punto di forza della Cultura mafiosa è l'INVISIBILITÀ, quindi fa molto comodo all'organizzazione criminale la costante assenza di MEMORIA della Società Civile. Invece la memoria della Mafia è importante: punisce tutti i torti subiti anche a distanza di anni (liberamente tratto dagli Appunti di Laura Calabria).

Guida
Il cuore di Maria diviene custode della grandezza imprevedibile di Dio, raccoglie gli avvenimenti e li tramanda. Il Vangelo di Giovanni, l'ultimo ad essere scritto, nasce proprio dalla condivisione che il discepolo amato ha avuto con Maria. Maria diventa per noi il modello e lo strumento per ricordarci le azioni di Dio nella nostra vita, per ricordare qualcuno nella nostra preghiera, per imparare da lei a contemplare e ricordare.

SEGNO
Mentre recitiamo le preghiere ci facciamo “un nodo al fazzoletto”: ci salviamo un memo sul cellulare per ricordarci di pregare per le stragi di Mafia ogni 23 maggio...

Padre nostro, Ave Maria, Gloria

5 mistero: Maria, donna e madre dell’umanità

Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo.
Paolo Borsellino

Dal Vangelo di Giovanni (Gv 2,1-5)
Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: "Non hanno vino". E Gesù le rispose: "Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora". Sua madre disse ai servitori: "Qualsiasi cosa vi dica, fatela".

Fede e Mafia
Nelle sale ex voto dei santuari di Pompei e di Madonna dell’Arco, tra i più visitati al mondo, non si contano gli oggetti in oro e i costosi regali che noti malavitosi hanno offerto alla madonna in segno di gratitudine per essersi salvati da un agguato. O per aver concluso un affare milionario. O perché il loro rivale è morto ammazzato.

Attività antimafiosa: Rispetto dell'ambiente
I prodotti provenienti dai beni confiscati a volte hanno un prezzo maggiore degli analoghi del mercato, ciò avviene perché vengono rispettate le regole che garantiscono la qualità biologica del prodotto. L'organizzazione mafiosa ha invece un RAPPORTO PREDATORIO con il territorio, non lo rispetta, al contrario l'impresa antimafiosa non è pericolosa né per il presente, né per il futuro (liberamente tratto dagli Appunti di Laura Calabria).

Guida
Maria ha a cuore tutta l'umanità, è attenta ai problemi e alle difficoltà di tutti, per questo è “ausiliatrice”, “colei che aiuta”. Maria è stata generosa, offrendo la sua vita a Dio per il bene del mondo, per il futuro dell'umanità. Impariamo da lei a non essere egoisti con le risorse che ci vengono date, ma preserviamole per il futuro dei nostri figli e impariamo a condividerle in modo equo, creando una rete di solidarietà reciproca.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria

SEGNO e PREGHIERA
Recitiamo ora delle litanie spontanee alla Madonna, a cui risponderemo coralmente “Prega per noi!”, passandoci un gomitolo che creerà una rete.
Appellativi a Maria: Madre..., Vergine..., Regina..., ma potete anche spaziare oltre questi!

Preghiera conclusiva
Tu, o Maria, donna della speranza,
rimani in mezzo ai discepoli come la loro Madre,
come Madre della speranza.
Santa Maria, Madre di Dio, Madre nostra,
insegnaci a credere, sperare ed amare con te.
Indicaci la via verso il suo regno!
Stella del mare, brilla su di noi
e guidaci nel nostro cammino! 
Benedetto XVI


Canto finale: Ave Maria

Ave Maria, ave. Ave maria, ave.

Donna dell'attesa e madre di speranza, ora pro nobis.
Donna del sorriso e madre del silenzio, ora pro nobis.
Donna di frontiera e madre dell'ardore, ora pro nobis.
Donna del riposo e madre del sentiero, ora pro nobis.

Ave Maria, ave. Ave maria, ave.

Donna del deserto e madre del respiro, ora pro nobis.
Donna della sera e madre del ricordo, ora pro nobis.
Donna del presente e madre del ritorno, ora pro nobis.
Donna della terra e madre dell'amore, ora pro nobis.

Ave Maria, ave. Ave maria, ave. Ave Maria, ave. Ave maria, ave.

domenica 28 giugno 2015

27 aprile 2015 - Cosa Nostra? Cos'è nostro?

Durante l'anno abbiamo avuto molte provocazioni sul tema della Mafia:
  • la scelta dell'iniziativa di solidarietà di AC triennale è a favore di Libera, associazione contro la Mafia, per cui abbiamo fatto la bancarella dei peluches;
  • al pizza e cinema, incontro zonale di febbraio, abbiamo visto il film “La Mafia uccide solo d'Estate”;
  • c'è stato l'incontro a Villa Pace con Rita Borsellino, sorella di Paolo e vicepresidente dell'Associazione LIBERA.


Il primo incontro del primo modulo sul tema MAFIA voleva essere una contestualizzazione di alcuni eventi e di alcune dinamiche della Mafia, grazie al prezioso contributo di un componente del gruppo, si voleva dare alcune notizie e nozioni su cos'è la Mafia, cosa ha fatto e come lo Stato e la società civile si sono confrontati con questo problema.
Per rendere la cosa più dinamica, visto che l'incontro di fatto era nozionistico, l'educatrice ha creato una specie di quizzone, attraverso il quale i giovani, divisi in squadre, dovevano associare evento a data.

Regole del gioco:
Ogni squadra sceglieva l'evento sul tabellone, l'educatrice dava quattro possibili date presenti su un altro tabellone, loro potevano decidere se passare la domanda o provare a rispondere. Se davano la risposta, continuavano fino allo sbaglio. Nel frattempo ogni data giusta veniva staccata da un tabellone e associata all'evento quindi le possibili risposte rimanevano sempre meno.

Ogni squadra aveva 3 Jolly:
  • il 50-50, forniva loro solo 2 date invece di quattro
  • l'aiuto dell'esperto
  • carta cambio-domanda: che permetteva loro di cambiare domanda senza perdere il turno


Dinamica educativa:
Questa modalità permetteva di conoscere alcuni eventi importanti e distribuirli nel tempo, permetteva all'educatrice e a Laura di fare anche delle osservazioni e dare spunti di riflessione su molti eventi. Anche il fatto di sbagliare spesso le risposte, perché l'argomento era poco conosciuto, ha permesso di mettere a fuoco meglio alcuni eventi e, spero, interiorizzarli.

Lista degli eventi e delle date proposte:
1875-76 – Commissione d'inchiesta Franchetti-Sonnino: interesse episodico dello Stato sulla MAFIA soprattutto a livello personale di Franchetti e Sonnino

1893 – Omicidio di Emanuele Notabartolo ex sindaco di Palermo ed ex direttore del Banco di Sicilia → 1° reato di Mafia nelle indagini della Commissione Parlamentare Anti-mafia.

1956 – Procura generale di Palermo: “delinquenza mafiosa scomparsa” → scontri bande rivali

1962 – Legge 1720 viene istituita la Commisisone Parlamentare d'inchiesta sul Fenomeno della Mafia in Sicilia
1962 – 1a Guerra di MAFIA: Badalamenti vs Rina per commercio di droga

1963 – 1a strage di MAFIA: Strage di Ciaciulli per colpire Salvatore Greco, boss mafioso. Viene fatto saltare un ordigno che uccide 7 tra carabinieri, poliziotti e forze dell'ordine.
1963 – 1° MAXI PROCESSO per la strage di Ciaciulli: 144 imputati di cui SOLO 10 condannati.

1967 – Prefetto Generale Di Palermo dichiara: “la criminalità mafiosa è in una fase di lento declino”
1968 – Si ritiene che l'allontanamento del mafioso dalla Sicilia risolva il problema: sottovalutazione del problema mafioso

1969 – Strage di Viale Lazio contro i boss mafioso Cavatoio → Ascesa dei Corleonesi (evento con cui inizia il film “La mafia uccide solo d'Estate”)

1970 – tentativo di colpo di stato: Golpe Borghese

1971 – Omicidio di Pietro Scaglione, procuratore della repubblica di Palermo

1973 – Leonardo Vitale è il primo “collaboratore di giustizia”, non viene creduto e finisce in manicomio

1974-77 – Mafia diventa molto attiva in campo economico (anni del Terrorismo e Brigate Rosse)

1977 – sentenza di Cassazione dichiara: “La vecchia Mafia non era associazione criminale, la nuova sì”

1978 – Viene ucciso Peppino Impastato

1979 – Chiedono a Falcone: “Tu credi davvero che la Mafia esista?

1980 – Omicidio di Piersanti Mattarella, Presidente della Regione Sicilia
1980 – CosaNostra controlla gran parte del traffico mondiale di droga destinato agli USA

1981-83 – Guerra tra bande: sono uccisi tutti coloro che erano contrapposti ai Corleonesi: CosaNostra unita e ben assestata sul territorio

1982 – Omicidio di Pio La Torre, la cui legge, Legge La Torre, introduce il nuovo reato di associazione a delinquere di stampo mafioso e che permette la possibilità di svolgere accertamenti patrimoniali e la confisca dei beni

1982 – Omicidio del Generale Dalla Chiesa, prefetto di Sicilia

1983 – È ucciso Rocco Chinnici, capo dell'Ufficio Istruzione del tribunale di Palermo

1986-87 – Maxi Processo alla Mafia: 474 imputati, di cui assolti 114, 8.00 pagine di ordinanza redatte da Falcone e Borsellino nel Carcere di Asinara. Questo processo dimostra l'esistenza di CosaNostra come associazione criminale unica e verticistica e ne condanna i membri. Questo mette in crisi uno dei capisaldi di Cosanostra: l'impunibilità dei membri

1989 – 1° tentativo di attentato a Falcone

1990 – Omicidio di Rosario Livatino, magistrato, membro di Azione Cattolica e beato

1991 – Nasce la DIA (Direzione Investigativa Anti-mafia), poi divenuta DNA (Direzione Nazionale Anti-mafia)

1992 – Stragi di Capaci e di via D'Amelio, nelle quali perdono la vita Giovanni Falcone, sua moglie e la scorta  e Paolo Borsellino e la sua scorta

1993 – Commissione parlamentare antimafia procede con un'inchiesta sui rapporti Stato-Mafia

1993 – Giovanni Paolo II si scaglia contro la Mafia in visita in Sicilia

1993 – Omicidio di Padre Pino Puglisi

1995 – Nasce l'associazione LIBERA dalle Mafie

1996 – Legge Anti-Usura → Legge 109/96 destina a fini sociali i beni confiscati alla Mafia grazie alla raccolta di 1 milione di firme

Bibliografia:
- Cose di Cosa Nostra di Giovanni Falcone e Marcelle Padovani, BUR editore (consigliatissimo)
- Sito della Camera che però attualmente ha rimosso la cronologia utilizzata per lo schema sopra (???) → http://www.camera.it/leg17/436?shadow_organo_parlamentare=2328&natura=B
- Appunti di Laura Calabria (consigliatissimi ;) )

Preghiera conclusiva:
Dal Vangelo di Matteo (Mt 5, 33-37)
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.

Riflessione di Rita Borsellino (link fonte):
Cosa vuol dire perdono? Ho dovuto misurarmi con questa domanda terribile subito dopo la morte di Paolo. Mentre mi aggiravo tra le macerie della mia casa e dei miei affetti, un giornalista impietoso mi chiese: "Lei perdona gli assassini di suo fratello?". Mi turbò profondamente quella domanda, mi obbligò a riflettere. Era difficile per me in quel momento anche soltanto prendere coscienza di ciò che stavo vivendo. Mi interrogai sui miei sentimenti e ringraziai Dio di non provare odio nei confronti di chi tanto male mi aveva fatto. Pensavo che il fatto di non conoscere il volto di quelle persone fosse la causa di ciò.
E quando l'anno successivo fu catturato Totò Riina, il capo dei capi, e potei vederne le immagini trasmesse dai telegiornali, ancora una volta mi interrogai senza sapermi dare risposta. Fu mia madre, che a 85 anni aveva visto morire il figlio amatissimo e aveva vissuto l'esperienza terribile dell'esplosione, che sussurrò alle mie spalle: "Che pena mi fa quell'uomo", illuminando i primi passi di quello che sarebbe stato il cammino difficile e bellissimo del perdono. Bisogna mettere insieme la testa e il cuore, bisogna essere capaci di vedere in chi ti ha fatto del male l'uomo, l'uomo con le sue colpe, i suoi errori, ma uomo da conoscere, da capire e alla fine da amare.
Lo faceva Paolo quando si trovava a interrogare uomini che si erano macchiati di delitti anche gravi, talvolta suoi ex compagni di gioco nel quartiere povero e degradato dove eravamo cresciuti. Noi in una condizione di privilegio perché figli del farmacista, loro figli di pescatori o di povera gente. "Quando", si chiedeva Paolo, "avevano preso una strada sbagliata e nessuno se ne era accorto?". Mia madre aveva capito e provava pena per un uomo che si era abbrutito tanto di rischiare di spegnere la scintilla divina che come ogni uomo aveva dentro. Perdonare allora non significa far finta che non sia successo nulla. Nessuno può chiedere questo. Significa volere fortemente giustizia, non vendetta. Far sì che chi ha sbagliato prenda coscienza del male fatto e sentirsi disposti ad accompagnare in questo difficile percorso chi ti ha fatto del male. Operare in modo che non si ricreino le condizioni per cui altri possano scegliere di intraprendere strade sbagliate. Accompagnar chi per condizioni sociali, economiche, familiari, può più facilmente incorrere nella tentazione di scegliere scorciatoie pericolose. Condividere, insomma, un cammino comune con la consapevolezza che ognuno ha qualcosa da dare e da ricevere.
Diceva Papa Giovanni Paolo II "Non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono" ma è pur vero che non può esserci perdono senza giustizia.
E da lì che bisogna partire, dalla giustizia, dal bisogno di giustizia della vittima che deve trovare pace dentro di sé per potere costruire pace attorno a sé. Pace da vivere, da donare, da condividere. Pace e perdono, i soli capaci di interrompere quei circuiti di odio e di vendetta che provocano solo altro odio in una spirale di violenza e di abbrutimento senza fine.

Canto: A te vorrei
Se il sole non illuminasse più questo pallido pianeta,
se il silenzio della morte ammutolisse il mio canto,
se il cuore della terra non riscaldasse più,
non dispererei,perché troppo grande è in me
la Tua presenza perché so, Dio, che Tu sei amore.

A te che ascolti vorrei dire: Dio è amore, amore.
A te che piangi vorrei dire: Dio è amore, amore.
A te che lotti vorrei dire: Dio è amore, amore.

Non ci sarà amore più grande di chi dà la vita per gli amici suoi.
E noi abbiamo creduto e conosciuto l’amore che Dio ha per tutti noi.

Ad ogni uomo vorrei dire: Dio è amore, amore. (3v)

lunedì 22 giugno 2015

13 aprile 2015 - LiturgicaMENTE: un po' di testa nella messa

I giovani hanno trovato la stanza in cui avremmo tenuto l'incontro incasinatissima e disordinata, l'idea del testimone era che puzzasse anche un po', ma nonostante il tentativo la stanza era abbastanza inodore.
L'obiettivo era mettere in ordine prima che arrivasse l'ospite-testimone per accoglierlo in maniera dignitosa. In un attimo la stanza è stata riordinata. A questo punto Mauro, un giovane di 27 anni che fa il cerimoniere presso la propria parrocchia, ha spiegato alcune scelte della Liturgia, rispondendo alle domande che avevano fatto i giovani l'incontro precedente.
Intanto ha sottolineato il fatto che l'ambiente andasse riordinato, perché è normale che quando si incontra qualcuno di speciale lo si vuole accogliere in modo dignitoso. Ha spiegato poi che avrebbe voluto che l'ambiente puzzasse perché avrebbe odorato la stanza grazie all'incenso e ha cominciato spiegando proprio la funzione dell'inceso, sia storica che simbolica.
L'inceso è sempre stato usato nelle funzioni religiose, perché simboleggia la preghiera che sale a Dio, ma anche perché durante i riti e i sacrifici gli odori erano acri e venivano coperti con il profumo dell'inceso. Ha fatto anche l'esempio del “Buta fuego”, il grande incensiere appeso nel Santuario di San Tiago de Compostela, che serviva a cospargere le centinaia di fedeli, arrivate dopo il lungo pellegrinaggio e ovviamente non privi di olezzi vari... ;)
Adesso il turibolo e l'incenso hanno solo un significato simbolico e Mauro ci ha spiegato che sono codificati anche molti movimenti con cui il turibolo viene gestito (apertura, chiusura, giro) e, con molta maestria, ce li ha mostrati.
Ha spiegato poi che il rito liturgico ha subito notevoli cambiamenti con il Concilio Vaticano II, il rito dunque è in evoluzione cercando nei suoi segni e nei suoi simboli di poter comunicare a tutte le età e a tutte le persone differenti. Infatti ha spiegato i vari “accessori” della Messa con le loro funzioni, che spesso derivavano dai retaggi della vita contadina. Purificatoio, palla, pisside, patena, calice, manutergi, corporale sono tutti accessori che si trovano sull'altare al momento della transustanziazione (quando pane e vino diventano corpo e sangue), alcuni dei quali sono oggetti pratici che servivano a una reale esigenza. Il manutergi asciuga le mani al sacerdote prima che inizi il rito eucaristico, ma se una volta era perché poteva avere le mani sporche, ora ha più una valenza devozionale. La “palla”, ad esempio, è un centrino rigido che si posava sopra il calice per evitare che nel sangue di Cristo entrassero insetti, ora è rimasto, ma ovviamente ha perduto il suo utilizzo. Il corporale invece raccoglie le briciole e le gocce che accidentalmente possono cadere sull'altare, nel suo caso è corretto che il sangue e il corpo di Cristo vada preservato e non cada per terra.
Mentre Mauro spiegava ai giovani, rispondeva all'interno del suo discorso le domande poste l'incontro precedente:

 1. Perché ci sono delle “formule segrete” che il prete dice e non si sentono? Che cosa dice e perché non le dice ad alta voce? 

Mauro ha spiegato che anche il sacerdote vive la relazione tra lui e Dio, come possiamo fare noi all'interno della liturgia. Se il sacerdote ritiene poi che abbia senso per la comunità far sentire quelle formule le pronuncia a voce alta, inoltre queste formule “segrete” richiamano anche esse un retaggio pre conciliare, nel quale la stragrande maggioranza delle parole pronunciate, ad alta o a bassa voce, non avevano significato per l'assemblea, quindi era anche inutile farle sentire. Commento di Mauro a lato, spesso sono anche belle preghiere che potremmo dire anche noi! ;)

 2. Che cosa vogliono dire i colori della Liturgia, perché quei colori e non altri? In che periodi sono?

Anche i colori dei momenti liturgici sono collegati alla vita contadina: il verde è il colore normale dell'erba e della campagna quindi il tempo ordinario è verde; il viola è una sorta di edulcorazione del nero, il colore del lutto e del dolore per eccellenza, quindi il tempo dell'attesa e della conversione della Quaresima; il rosa è il viola “sbiadito”, quindi indica quella “pausa” in avvento e in quaresima che anticipa la festa del Natale e della Pasqua; il rosso è il sangue quindi si celebra il sacrificio di Cristo o dei martiri; il bianco indica la luce, quindi Dio che illumina con la sua presenza nelle feste solenni.

 3. Perché e quando ci si mette in ginocchio, in piedi, seduti? In concomitanza di cosa?

Mauro spiega che stare in piedi indica stare “alla presenza di Dio”. L'ascolto del Vangelo, che è il racconto della vita diretta di Gesù, le tre preghiere anticipate dal “Preghiamo...” all'inizio della Messa, dal “Pregate...” all'inizio del Rito Eucaristico e dal “Preghiamo...” dopo la Comunione, le preghiere dei fedeli, il Credo sono tutti momenti in cui l'Assemblea in piedi si pone alla Presenza di Dio, per relazionarsi a tu per tu con questo Dio che si è fatto vicino. Lo stare seduto è la posizione dell'ascolto e dell'essere discepolo e infatti avviene durante le letture, la predica, la presentazione dei doni.
Il porsi in ginocchio è retaggio medievale e vuole indicare la sudditanza con l'imperatore, che teneva tra le sue mani, le mani congiunte del suo suddito. Durante la consacrazione e dopo la comunione il mettersi in ginocchio significa riconoscere la grandezza e l'autorità di Dio su di noi. 

 4. Quando bisogna alzarsi nel momento in cui ci si alza “a canone” e cioè dopo la preghiera “sulle offerte” o prima?

Mauro riprende la risposta precedente e chiarisce che ci si alza alle parole del sacerdote “Pregate...” che sono pronunciate subito dopo il canto dell'offertorio, anzi ci invita a farlo nonostante tutta l'assemblea tenda ad alzarsi a “...in alto i nostri cuori...” 
I ragazzi dicono di alzarsi sempre adesso in quel punto della Messa, poiché ne hanno riconosciuto il valore.

 5. In quale momento è opportuno fare il segno di croce sulla fronte, sulla bocca e sul cuore prima del Vangelo?

Mauro spiega che questo è indifferente, l'importante è farlo perché è un bel gesto che indica che la Parole di Dio deve entrare nella mente, sulle labbra e nel cuore; ma che si faccia prima, dopo o durante la lettura del “Dal Vangelo di...” o prima, dopo o durante la frase “Gloria a Te, o Signore” è indifferente.

 6. Quando, come e per quali esigenze cambia il rito della Messa?

Questo è a discrezione del sacerdote, che può scegliere a piacere personale, oppure, sarebbe meglio, perché trova che la comunità necessiti di una soluzione piuttosto che di un'altra, perché sta vivendo un momento particolare.

 7. Perché alcune Messe, soprattutto solenni sembrano fatte per le persone dai 60 anni in su?

Questo è dovuto appunto al rettaggio, all'eredità che la Messa porta con sé, poiché la Santa Messa è frutto della relazione di Dio con gli uomini si modifica nell'arco degli anni, si cambia, assume nuovi segni e ne perde altri. Se una Messa ci sembra particolarmente “vecchia” è dato dal fatto che parte dell'assemblea che la segue sente ancora quei gesti e quei segni. Dal Concilio Vaticano II a oggi si sono fatti molti passi, a volte anche troppi e si è tornati indietro perché ci si rendeva conto che si eccedeva esasperando un po' il tutto. Ogni età dell'uomo trova in qualche segno un modo per esprimersi a Dio all'interno della Messa e anche ogni sensibilità, alcuni segni ci aiutano di più a entrare in relazione con Dio, altri aiuteranno di più qualcun altro. Magari il segno della pace in alcuni momenti è giusto che si enfatizzi di più, perché c'è particolare bisogno di quel gesto, piuttosto che dello spezzare il pane? Bene, ogni percorso troverà i suoi segni, così come ogni cultura e ogni età.

 8. Perché le due frasi dell'Agnello di Dio si ripetono? Quale significato assume questa ripetizione?

Anche questa formula deriva dal fatto che la pagnotta, tempo addietro, era enorme e andava spezzettata in tante parti prima di distribuirla, quindi le parole “Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi” si ripetevano ad libitum, finché la pagnotta era tutta spezzettata. Oggi è rimasta questa semplice ripetizione che rievoca quella infinita dei tempi passati.

 9. Qual è il centro della Messa, il momento topico?

Poiché nella Liturgia si spezza la Parola di Dio, che è Gesù Cristo, il momento centrale sono le letture e la comunione. E la parte della lettura dei testi sacri non è meno valevole della comunione perché ha l'identica valenza, Mauro accenna anche al fatto che i divorziati non possono accedere alla comunione, in realtà possono accedere alla Parola spezzata delle letture, che hanno l'identico significato.
Mauro parla anche dell'offertorio, spiegando che non avrebbe poi tanto senso portare tutta quella moltitudine di segni che si portano sull'altare (il pallone simbolo del gioco, il libro simbolo dello studio...) che spesso fanno le catechiste perché è un segno sterile, poiché arriva all'altare ma non ne acquisisce il significato. Ciò che viene portato all'altare in realtà dovrebbe essere santificato e distribuito all'assemblea, per questo ha senso che si portino il pane e il vino che verranno poi distribuito all'assemblea santificati dalla presenza di Dio, ma anche le offerte per i poveri o, come avviene per l'AC, le tessere associative... ;)

Ci sono stati numerosi altri appunti e spiegazioni, che purtroppo non ricordo e che purtroppo non abbiamo immortalato in una registrazione, come è invece avvenuto altre volte =(. I giovani erano parecchio soddisfatti e stupiti di quante nozioni e di quale qualità di significati ha la Liturgia. In particolare sono rimasti colpiti dal pensiero di un retaggio così ricco di segni antichi e “moderni” che si mescolano e da un'unione sorprendente per una relazione che deve abbracciare da anziani a bambini. La questione generazionale è una delle cose che sembra aver molto colpito e che abbiamo affrontato anche con il gruppo delle adultissime in un incontro in cui abbiamo dato testimonianza del cammino fatto sulla liturgia. È piaciuta l'idea di una Messa che segue un cammino graduale, che si renda accessibile a tutti. La consapevolezza del fatto che all'interno della Liturgia si sviluppi la relazione personale con Dio non è ancora permeata, ma la comprensione e la consapevolezza dei momenti e delle azioni (mettersi alla presenza, lo spezzare il pane, l'offertorio) sta rendendo la Messa un po' più interessante del solito. ;)
Quindi ringraziamo ancora e sempre Mauro di questo bellissimo momento per il quale si è reso disponibile, anche con simpatia e spigliatezza retorica.

Come preghiera conclusiva abbiamo recitato il Compieta, una preghiera che fa parte della Liturgia delle Ore e che va recitata prima di coricarsi. È una preghiera piuttosto breve, composta da un inno, l'esame di coscienza, una brevissima antifona, uno o al massimo due salmi brevi, una lettura breve, il Cantico di Simeone (cortissimo), la benedizione e una preghiera a Maria. La Liturgia delle Ore è una preghiera antichissima, si basa sui salmi (che sono le parole che Dio stesso ci ha suggerito per pregarLo), scandisce la giornata ed è universale, tutta la Chiesa prega secondo quelle parole, è un modo per entrare in unione con il resto della Chiesa.
La trovate a questo link (cambia a seconda del giorno), potete anche scaricare la app per il cellulare.



lunedì 23 febbraio 2015

9 febbraio 2015 - A Memoria!

Avevo chiesto a tutti i giovani partecipanti di pensare a un ricordo qualsiasi, ma che potesse essere raccontato/narrato ad altre persone.
Arrivata nella stanza ho preparato le sedie e i tavoli e ho accesso dell'incenso nella stanza in modo che il luogo avesse un buon profumo.
Arrivati abbiamo cominciato con la preghiera per la quale non avevo preparato un foglietto come al solito. Dopo il canto “Come fuoco vivo” che si sa ormai a memoria, ho chiesto di prestare attenzione al brano del vangelo che avevo scelto. Dovevano ascoltarlo e ricordarlo dopo l'attività.

Vangelo di Luca (Lc 24, 1-12)
Il primo giorno della settimana, al mattino presto esse si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. 
Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: "Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: "Bisogna che il Figlio dell'uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno". Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli. Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l'accaduto. 

Abbiamo diviso a sorte il gruppo in 3 gruppetti.

Ogni componente del gruppo #1 avrebbe dovuto raccontare il proprio ricordo, servendosi di un supporto visivo (mimo, immagini, oggetti scenici).

Ogni componente del gruppo #3 avrebbe dovuto raccontare il proprio ricordo, cercando di coinvolgere gli ascoltatori, attivandoli e facendoli muovere o dire o fare qualcosa di inerente al proprio ricordo.

Il gruppo #2 era formato da un solo componente (volutamente ovvio!). Questa persona ha dovuto scegliere tra i presenti, qualcuno che ritenesse particolarmente appropriato per raccontare il suo ricordo. Di conseguenza colui (in questo caso “colei”) avrebbe dovuto raccontare il ricordo della persona scelta.

Ho lasciato un po' di tempo e spazio in modo che ognuno si organizasse al meglio e soprattuto in modo che le 2 giovani del gruppo #2 avessero tempo di raccontare il proprio ricordo.

Ora ogni componente ha seguito le indicazioni. Il gruppo #1 con molti gesti, ma anche con disegni e cartelli. Un componente del gruppo #2 ha deciso di raccontare il ricordo non suo in prima persona, mentre l'altro componente l'ha raccontato in terza persona. 

Il terzo gruppo ha cercato di coinvolgere gli ascoltatori o facendo dire cose, o facendo fare gesti, oppure in un caso facendo proprio interpretare il racconto, mentre il narratore dava le direttive su cosa fare.

Il tema dei ricordi scelti sono stati: un viaggio e la visita di un luogo fantastico, una giornata intesa e particolare dalla mattina scolastica alla sera con il gruppo, le amiche e i giochi dell'infanzia, il matrimonio della propria sorella, un grave incidente, una visita con varie sfortune ma con una rivelazione mistica, una gita e la visita in un luogo magnifico, due momenti che hanno cambiato la vita.

Infine ho distribuito una listarella di carta ciascuno in cui avevo precedentemente impresso un profumo o un odore particolari. Ho spiegato che l'olfatto è il senso della memoria e che molti ricordi affiorano, quando lo si sollecita. Ho chiesto a ciascuno dei presenti di dirmi che ricordo suscitava il profumo. Tutti hanno saputo evocare un momento piuttosto preciso, alcuni anche molto remoto dell'infanzia.

Quello che volevo fargli esperire era il discorso del RICORDO e della MEMORIA di un evento tramandato a qualcuno. Nella Messa c'è una persona scelta per tramandare il ricordo di un Altro, nella Messa il ricordo viene visualizzato con gesti, immagini e accessori. Nella Messa si invita l'assemblea a partecipare di questo ricordo, tutte condizioni che abbiamo giocosamente attuato durante il gruppo.
Nella Liturgia infatti ciò che si celebra, tra le altre cose, è il RICORDO, la MEMORIA di un evento che ha segnato la storia dell'umanità. Non è ovviamente solo un ricordo, ma questo primo aspetto è fondamentale da tenere presente quando ci si approccia alla Liturgia. 
Il brano del Vangelo scelto per la preghiera racconta della Resurrezione e ho fatto notare come tutti i brani della resurrezione abbiano al centro il ricordo: “Ricordatevi” ammonisce l'angelo alle donne, i discepoli di Emmaus si ricordano, Giovanni capisce ciò che trovano nel sepolcro perché ricorda le parole del Maestro ecc… 
Il ricordo, la memoria non è solo un riportare l'evento passato, ma contiene anche tutta l'elaborazione che personalmente ho fatto su quell'evento particolare. Il ricordo quindi non è l'evento, ma è arricchito dalla mia storia legata a quell'evento. 
Ho affidato ai giovani il compito di vivere le prossime messe ricordando la propria vita con Gesù, cercando di ricordare quando lo hanno incontrato, dove, come. Dio spesso ci parla attraverso il ricordo , facendoci venire in mente della parole importanti, degli avvenimenti, delle persone, “si ricordarono ciò che Egli aveva detto...” è una frase che ricorre nei Vangeli seguenti alla Resurrezione. Non possiamo vivere la fede senza provare a ricordaci questo cammino nella nostra storia con Dio, si può dire che la fede è anche Memoria.

Per concludere la preghiera e l'incontro ho chiesto a ciascuno di citare una preghiera, un versetto di Scrittura, un qualcosa che sentivano importante nella loro vita di fede.
Quindi abbiamo concluso l'incontro.

mercoledì 3 dicembre 2014

Mai da soli - 24 novembre 2014


Grande sorpresa Luca Tarantino di Castegnato, Consigliere Diocesano dell'AC, e Andrea Bertocchi, VicePresidente Giovani di AC, sono venuti a trovarci e a portarci un po' la loro esperienza, ma andiamo con ordine.

- Siamo arrivati e abbiamo proposto un mini AC-Factor, dove l'edu folle che vi ritrovate chiedeva di dare prova del Fattore AC che era in voi, ma a parte un mitico Stefano Bonazza che ha sfoderato le sue meravigliose tessere da quando aveva 6 anni a oggi, nessuno si è voluto cimentare... continuate a prepararvi perché sarà il contributo video che faremo l'anno prossimo al tesseramento...

- Ognuno era invitato a compilare su una mappa della Provincia di Brescia, quali altri associati conoscevano fuori da Gussago, gli educatori ACR si sono difesi alla grande con le loro esperienze diocesane!

- Infine è stato il momento di Luca e Andrea che hanno raccontato come sono entrati a far parte del Settore, o meglio dell'AC Diocesana e cosa hanno trovato (oltre morosa e futura moglie, lo ripeto non funziona sempre per tutti!!! -_-”). Qui siete intervenuti alcuni dei giovani del gruppo per chiedere le difficoltà che ci sono nelle altre parrocchie, la difficoltà con i parrocci per proporre l'AC, se è meglio fare AC e il gruppo parrocchiale giovani o non è meglio unire le forze, soprattutto la fatica di avere una realtà ricca in Parrocchia come Gussago e frequentare anche le proposte in Diocesi...
Emergeva nell'incontro del 1° dicembre che i membri del Settore (non Andrea e Luca, ma nelle iniziative) tendono a sottolineare un po' troppo il loro impegno e ruolo diocesano, eppure anche gli educatori hanno il loro bel da fare in Parrocchia...

- Si è conclusa con la preghiera qui riportata:

Dagli Atti degli Apostoli (At 2, 1-13)
Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi.
Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: «Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com'è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio». Tutti erano stupiti e perplessi, chiedendosi l'un l'altro: «Che significa questo?». Altri invece li deridevano e dicevano: «Si sono ubriacati di mosto».

Commento alla parola: l'educatrice spiega come in questo testo si veda la nascita concreta della comunità che si basa sulla presenza dello Spirito, poi chiede cosa li colpisce. ST nota che questo Vangelo è l'opposto della Torre di Babele, mentre nel passo dell'Antico Testamento le lingue degli uomini si mescolano e non si capiscono più tra loro, qui mantengono la loro lingua ma si capiscono. La edu dice che questa è una delle letture più profonde di questo testo, il centro dell'essere comunità, mantenere la diversità di ciascuno, ma avere un dialogo con tutti! Un'altra cosa che viene sottolineata è come gli apostoli sembrano ubriachi di mosto, perché chi si lascia conquistare dallo Spirito è talmente entusiasta e talmente coinvolto che a volte sembra addirittura un po' fuori!!

Canto “La preghiera di Gesù è la nostra” (con il testo sbagliato) e insieme il gesto (molto semplice, ma un evergreen). Si distribuiscono delle candeline e si spiega che se io cedo la mia candelina, la candelina io non l'ho più, ma se io accendo la candelina e cedo il fuoco, la luce, l'energia della mia candelina ecco che questa non si perde ma raddoppia con quella che ho acceso. Allora da un'unica candelina posso contagiare tante candeline e accrescere la luce e il calore, arricchendo i luogo che abito.

Preghiera “Adoro il lunedì” recitata tutti insieme - http://adoroillunedi.azionecattolica.it





lunedì 1 dicembre 2014

Incontro 3 (10/1114): Cos'è la comunità

ACG2, 10 novembre 2mila14


Cos'è la comunità?


Esercizi di teatro:
camminare senza scontrarsi
andare alla stessa velocità
fermarsi insieme e ripartire insieme
contare fino a 20 senza raddoppiarsi (quasi fatta)
partire insieme in linea (prima piano, poi di cammino sostenuto, poi di corsa)

Testo su Nomadelfia
http://www.nomadelfia.it/ita/
Sulla comunità di Nomadelfia il gruppo rimane alquanto sconcertato per la drasticità della proposta nomadelfa.

Condivisione su cos'è la comunità:
Che cosa vi ha suggerito il lavoro fatto rispetto al concetto di comunità?
Quale differenza c'è tra il concetto di società e di comunità? Per esempio pensate anche al concetto di “comunità europea”...


Segue una discussione su che cosa sia comunità, la differenza con società e quale valore questi gruppi hanno. La maggior parte dei presenti connota la comunità con un valore più positivo di società. La comunità è un gruppo più ristretto della società, lo si sceglie, si vivono le relazioni in modo più stretto, AF ha collegato la comunità all'Oratorio e alla Parrocchia. ES, riallacciandosi a Nomadelfia, aveva considerato il fatto che non c'è una legge impositiva nella comunità, ma spontaneamente si chiede il giudizio ad altri. Molti si riallacciano agli esercizi di teatro, sulla difficoltà di fermarsi insieme, che ci vuole attenzione e ascolto degli altri. AM dice che alla fine uno si fermava e gli altri di conseguenza lo seguivano, inoltre sostiene che la società abbia un valore più positivo di comunità, perché meno inclusivo e ristretto, più libera. LF invece si oppone affermando che la comunità è meno indifferente alle esigenze del singolo.

Miriam spiega la funzione delle suore e dei monaci di clausura e degli eremiti: essi sono in continuo dialogo con lo Spirito e si allontanano dalle logiche e dai ritmi del mondo per essere più attenti alla vita spirituale che è preponderante. La Chiesa poi interpella queste figure, che sono e rimangono in seno alla Chiesa, per conoscere la vita dello Spirito. Miriam risponde ad alcune domande sulla vita monastica e di clausura.
Si pensa ad incontrare una comunità di clausura questa primavera.

La conclusione è che la comunità è necessaria per conoscere e vivere Dio, perché essendo Dio amore è necessario amare gli altri per vivere la relazione amorosa che è Dio.

PREGHIERA: Insieme per credere


CANTO+segno: Jubilate Deo (cantato a più voci)
Jubilate Deo omnis terra.
Servite Domino in laetitia.
Alleluia, alleluia, in laetitia.
Alleluia, alleluia, in laetitia

Dagli Atti degli apostoli (At 4, 32-35)
La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un'anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune. Con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti essi godevano di grande simpatia. Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l'importo di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno.

Preghiera comunitaria:

  • Se la nota dicesse: “Non è una nota che fa la musica...”, non ci sarebbero le sinfonie.
  • Se la parola dicesse: “Non è una parola che può fare una pagina...”, non ci sarebbero i libri.
  • Se la pietra dicesse: “Non è una pietra che può alzare un muro...”, non ci sarebbero le case.
  • Se la goccia d'acqua dicesse: “Non è una goccia d'acqua che può fare il fiume…”, non ci sarebbe l'oceano.
  • Se il chicco di grano dicesse: “Non è un chicco di grano che può seminare il campo…”, non ci sarebbe il pane.
  • Se l'uomo dicesse: “Non è un gesto d'amore che può salvare l'umanità…”, non ci sarebbero mai né giustizia né pace, né dignità né felicità nella terra degli uomini.
  • Come la sinfonia ha bisogno di ogni nota,
  • Come il libro ha bisogno di ogni parola,
  • Come la casa ha bisogno di ogni pietra,
  • Come l'oceano ha bisogno di ogni goccia d'acqua,
  • Come la messe ha bisogno di ogni chicco,
  • L'umanità intera ha bisogno di te, qui dove sei, unico, e perciò insostituibile.
Amen.

M. Quoist


Padre nostro