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martedì 7 luglio 2015

11 maggio 2015 - Benvenuti a 'Ndranghote

Tutte le regole di Hotel comune sono in vigore, alle quali si aggiungono le seguenti istruzioni.



Istruzioni del gioco

Si devono creare 2 casse: una per il denaro sporco, una per il denaro regolare.

Quando un giocatore dovrà il pedaggio per il vostro hotel, per ogni ogni soggiorno in uno dei tuoi hotel puoi scegliere:
  • se richiedere il pedaggio regolare, versando così il 20% della cifra richiesta alla Cassa dello Stato
oppure
  • ottenere pedaggio in nero, per il quale non dovrai versare nulla allo Stato, ma andrà versato nella cassa del denaro sporco.

Quando si capita sulla casella per costruire per conquistare un APPALTO si può scegliere 4 strade:
1. Tutti i giocatori tirano il dado (il numero più alto si conquista l’appalto), chi lo indice (e cioè chi è arrivato sulla casella) però tira due volte... (ottieni 1 voto)
2. Convinci gli avversari a non partecipare al bando (attraverso denaro o voti) (1 punto mafia) (ottieni 1 voto se corrompi con soldi)
3. Offri 3 voti al Comune per vincere l’appalto (1 punto mafia)
4. Usa la VIOLENZA (2 punti mafia)

Vendita voti
Ad alcune scelte nel gioco corrisponde la conquista di 1 voto. I voti possono essere usati in diversi modi all’interno del gioco: ti permettono di vincere le elezioni oppure permettono di essere usati come merce di scambio. 1 voto vale 800 €, vendere voti fa acquisire 1 punto mafia per ogni voto venduto.


Se sei in difficoltà puoi chiedere un prestito...
  • Alla Banca: tira il dado appalti se ottieni verde ottieni il prestito e a ogni giro dovrai dare 50€ fino all’estinzione del debito più il 5%
  • A un avversario: che stabilirà le condizioni
  • Alla Mafia: ti darà subito la cifra che desideri, ma dovrai dare 100€ a ogni giro fino all’estinzione del debito più il 20%

Punti MAFIA
Ogni volta che fai azioni mafiose all’interno del gioco ottieni punti MAFIA.
ATTENZIONE: troppi punti MAFIA potrebbero avviare un’azione da parte della Magistratura.

Ogni 6 punti Mafia, pesca 1 tra una le 4 CARTE GIUSTIZIA:
1. Magistrato corrotto → sei libero
2. Minimo della pena → paghi 400 €
3. Pena media → paghi 2000 €
4. Confisca di un bene → cede una proprietà e tutti i soldi sporchi


MAZZO delle carte PROBABILITÀ 

1 Carta Tassa dei Rifiuti
Tutti i giocatori devono pagare la tassa dei rifiuti da 1800 €. Si possono scegliere le seguenti opzioni:
1. Pagare la tassa dello smaltimento rifiuti. (ottieni 1 voto)
2. Pagare una discarica abusiva per 500 € e 1 carta voto, oppure 1.000 € e nessuna carta voto. (1 punto Mafia)
3. Crea una discarica abusiva, ritira i rifiuti degli avversari per denaro (500 €) e punti voto. (2 punti Mafia )

1 Carta Paradiso fiscale
Crea un Paradiso fiscale, se accetti tutti i tuoi soldi sporchi saranno ripuliti (3 punti Mafia).
Denuncia il Paradiso fiscale, ottieni 1 voto.

2 Carte Elezioni
Chi ha più carte voto vince le elezioni e vince 3 carte speciali (leggi sotto “Carte Speciali”). 

3 Carte Speciali 
Ottieni carta speciale dal mazzo che preferisci Legalità o Corruzione (leggi sotto “Carte Speciali”).

1 Carta Prostituzione
1. Sventa un giro di prostituzione: ottieni 1 voto e 200 €
2. Sfrutta un giro di prostituzione: ottieni 2 voti e 1.600 € (1 punto mafia)

1 Carta Traffico di stupefacenti
1. Denuncialo: assegna 1 punto mafia a chi vuoi
2. Sfruttalo: ottieni 3.000 €, 2 voti e 2 punti mafia
 
1 Carta Commercio illegale di armi:
1. Sventalo: ottieni 2 voti
2. Assorbilo nei tuoi traffici: guadagni 2.400 €

1 Carta Oneri di Urbanizzazione
Devi pagare gli oneri di urbanizzazione per 1.500 €. Scegli tra: 
1. Pagare (ottieni 1 voto). 
2. Corrompere un impiegato comunale con 800 € che non ti conteggi gli oneri (prendi 1 punto Mafia). 
3. Fingere di accollarsi la spesa di alcuni lavori pubblici in cambio del pagamento degli oneri e poi non fare i suddetti lavori (prendi 2 punti Mafia).

1 Carta Immigrazione Clandestina
1. Sventa un giro di immigrazione clandestina: ottieni 1 voto
2. Sfrutta l’immigrazione clandestina: guadagni 3.000 €  e prendi 2 punti mafia


2 Mazzi CARTE SPECIALI

Carte corruzione
1. Il prefetto ha una dipendenza da narcotici e tu lo sai: togliti 1 punto Mafia
2. Hai corrotto il Direttore sanitario: recicla metà del tuo denaro sporco
3. Hai creato un Paradiso Fiscale: recicla tutto il tuo denaro sporco
4. Ottieni 600 € dal Pizzo
5. Ottieni 1.800 € dal Pizzo
6. Ottieni 3.000 € dal Pizzo
7. Ottieni 800 € dal Pizzo
8. Ottieni 1.000 € dal Pizzo
9. Ottieni 1 voto per aver chiuso la bocca su alcuni traffici illeciti
10. Ottieni 2 voti per aver chiuso un occhio su alcuni debiti di gioco 
11. Ottieni 3 voti per aver rifornito di droga a prezzi modici alcuni membri del Consiglio Comunale 
12. Hai corrotto un magistrato: togliti 1 punto Mafia

Carte legalità 
1. Carta di LIBERA: ottieni un bene confiscato o la metà della cassa nera di un avversario (carta valida quando un avversario ha un bene o parte del nero confiscato per Mafia)
2. Agevolazioni fiscali: per questo intero giro dovrai versare solo metà tassa del pedaggio
3. Conguaglio: hai pagato più tasse di quelle che dovevi ti vengono restituiti 1.000 €
4. Conguaglio: hai pagato più tasse di quelle che dovevi ti vengono restituiti 1.600 €
5. Conguaglio: hai pagato più tasse di quelle che dovevi ti vengono restituiti 400 €
6. Conguaglio: hai pagato più tasse di quelle che dovevi ti vengono restituiti 1.600 €
7. Ottieni 1 voto per il sostegno alla scuola
8. Ottieni 2 voti per l'impegno profuso alla trasparenza della burocrazia
9. Ottieni 3 voti per l'impegno a difesa dell'ambiente
10. Denuncia la Mafia: puoi assegnare a un avversario 1 punto Mafia
11. Denuncia la Mafia: puoi assegnare ai tuoi avversario 2 punti Mafia
12. Denuncia la Mafia: puoi assegnare ai tuoi avversario 3 punti Mafia

Lo scopo del gioco è far capire che il giocatore che seguirà il percorso più mafioso vincerà senza nessun problema. I giocatori che vorranno essere sempre legali, perderanno tantissimo e alla fine cadranno nella tentazione di fare azioni poco lecite pur di rimanere a galla. Solo con molta fortuna sarà possibile per un giocatore legale vincere la partita.
Questo gioco vuole essere una provocazione tosta su una realtà piuttosto inconfutabile: la mafia “paga”, comportarsi in modo mafioso fa guadagnare soldi con più facilità e, purtroppo, raramente si cade nelle maglie della giustizia. Chiaro che l'invito non è “diventate mafiosi”, ma capire e accettare che la via della legalità non porta gli stessi successi e più faticosa e meno appetibile, ma è quella che siamo invitati a percorrere per 
Le carte raccontano fatti reali e sono anch'esse una provocazione. L'idea era quella di mostrare anche le storture della società e cercare di dare indicazioni sulle vie di legalità possibili e, soprattutto, di stimolare a tenere alta la guardia come opinione pubblica, come bene comune, come ricerca della giustizia sociale.

La Preghiera è proprio un invito a questa consapevolezza e alla perseveranza nel bene.

Canto: Gloria dal basso della terra (del Sermig)
Gloria dal basso della Terra,
gloria dal più infame degli stermini.
Gloria nella carestia,
gloria nella guerra più atroce.
Gloria, gloria, gloria,
solo tu hai la forza con la tua gloria
di asciugare le lacrime, di portare nella tua gloria
nell'alto dei cieli i vinti della terra,
i vinti della terra, i vinti della terra.


Dalla seconda Lettera ai Tessalonicesi (2Ts 3, 6-13)
Vi ordiniamo pertanto, fratelli, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, di tenervi lontani da ogni fratello che si comporta in maniera indisciplinata e non secondo la tradizione che ha ricevuto da noi. Sapete infatti come dovete imitarci: poiché noi non abbiamo vissuto oziosamente fra voi, [8]né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato con fatica e sforzo notte e giorno per non essere di peso ad alcuno di voi. Non che non ne avessimo diritto, ma per darvi noi stessi come esempio da imitare. E infatti quando eravamo presso di voi, vi demmo questa regola: chi non vuol lavorare neppure mangi. [11]Sentiamo infatti che alcuni fra di voi vivono disordinatamente, senza far nulla e in continua agitazione. [12]A questi tali ordiniamo, esortandoli nel Signore Gesù Cristo, di mangiare il proprio pane lavorando in pace. [13]Voi, fratelli, non lasciatevi scoraggiare nel fare il bene. 


Ogni guerriero della luce ha avuto paura di affrontare un combattimento.
Ogni guerriero della luce ha tradito e mentito in passato.
Ogni guerriero della luce ha imboccato un cammino che non era il suo.
Ogni guerriero della luce ha sofferto per cose prive di importanza.
Ogni guerriero della luce ha pensato di non essere guerriero della luce.
Ogni guerriero della luce ha mancato ai suoi doveri spirituali.
Ogni guerriero della luce ha detto "sì" quando avrebbe dovuto dire "no".
Ogni guerriero della luce ha ferito qualcuno che amava.
Perciò è un guerriero della luce: perché ha passato queste esperienze, e non ha perduto la speranza di essere migliore.
Paulo Coelho

domenica 28 giugno 2015

27 aprile 2015 - Cosa Nostra? Cos'è nostro?

Durante l'anno abbiamo avuto molte provocazioni sul tema della Mafia:
  • la scelta dell'iniziativa di solidarietà di AC triennale è a favore di Libera, associazione contro la Mafia, per cui abbiamo fatto la bancarella dei peluches;
  • al pizza e cinema, incontro zonale di febbraio, abbiamo visto il film “La Mafia uccide solo d'Estate”;
  • c'è stato l'incontro a Villa Pace con Rita Borsellino, sorella di Paolo e vicepresidente dell'Associazione LIBERA.


Il primo incontro del primo modulo sul tema MAFIA voleva essere una contestualizzazione di alcuni eventi e di alcune dinamiche della Mafia, grazie al prezioso contributo di un componente del gruppo, si voleva dare alcune notizie e nozioni su cos'è la Mafia, cosa ha fatto e come lo Stato e la società civile si sono confrontati con questo problema.
Per rendere la cosa più dinamica, visto che l'incontro di fatto era nozionistico, l'educatrice ha creato una specie di quizzone, attraverso il quale i giovani, divisi in squadre, dovevano associare evento a data.

Regole del gioco:
Ogni squadra sceglieva l'evento sul tabellone, l'educatrice dava quattro possibili date presenti su un altro tabellone, loro potevano decidere se passare la domanda o provare a rispondere. Se davano la risposta, continuavano fino allo sbaglio. Nel frattempo ogni data giusta veniva staccata da un tabellone e associata all'evento quindi le possibili risposte rimanevano sempre meno.

Ogni squadra aveva 3 Jolly:
  • il 50-50, forniva loro solo 2 date invece di quattro
  • l'aiuto dell'esperto
  • carta cambio-domanda: che permetteva loro di cambiare domanda senza perdere il turno


Dinamica educativa:
Questa modalità permetteva di conoscere alcuni eventi importanti e distribuirli nel tempo, permetteva all'educatrice e a Laura di fare anche delle osservazioni e dare spunti di riflessione su molti eventi. Anche il fatto di sbagliare spesso le risposte, perché l'argomento era poco conosciuto, ha permesso di mettere a fuoco meglio alcuni eventi e, spero, interiorizzarli.

Lista degli eventi e delle date proposte:
1875-76 – Commissione d'inchiesta Franchetti-Sonnino: interesse episodico dello Stato sulla MAFIA soprattutto a livello personale di Franchetti e Sonnino

1893 – Omicidio di Emanuele Notabartolo ex sindaco di Palermo ed ex direttore del Banco di Sicilia → 1° reato di Mafia nelle indagini della Commissione Parlamentare Anti-mafia.

1956 – Procura generale di Palermo: “delinquenza mafiosa scomparsa” → scontri bande rivali

1962 – Legge 1720 viene istituita la Commisisone Parlamentare d'inchiesta sul Fenomeno della Mafia in Sicilia
1962 – 1a Guerra di MAFIA: Badalamenti vs Rina per commercio di droga

1963 – 1a strage di MAFIA: Strage di Ciaciulli per colpire Salvatore Greco, boss mafioso. Viene fatto saltare un ordigno che uccide 7 tra carabinieri, poliziotti e forze dell'ordine.
1963 – 1° MAXI PROCESSO per la strage di Ciaciulli: 144 imputati di cui SOLO 10 condannati.

1967 – Prefetto Generale Di Palermo dichiara: “la criminalità mafiosa è in una fase di lento declino”
1968 – Si ritiene che l'allontanamento del mafioso dalla Sicilia risolva il problema: sottovalutazione del problema mafioso

1969 – Strage di Viale Lazio contro i boss mafioso Cavatoio → Ascesa dei Corleonesi (evento con cui inizia il film “La mafia uccide solo d'Estate”)

1970 – tentativo di colpo di stato: Golpe Borghese

1971 – Omicidio di Pietro Scaglione, procuratore della repubblica di Palermo

1973 – Leonardo Vitale è il primo “collaboratore di giustizia”, non viene creduto e finisce in manicomio

1974-77 – Mafia diventa molto attiva in campo economico (anni del Terrorismo e Brigate Rosse)

1977 – sentenza di Cassazione dichiara: “La vecchia Mafia non era associazione criminale, la nuova sì”

1978 – Viene ucciso Peppino Impastato

1979 – Chiedono a Falcone: “Tu credi davvero che la Mafia esista?

1980 – Omicidio di Piersanti Mattarella, Presidente della Regione Sicilia
1980 – CosaNostra controlla gran parte del traffico mondiale di droga destinato agli USA

1981-83 – Guerra tra bande: sono uccisi tutti coloro che erano contrapposti ai Corleonesi: CosaNostra unita e ben assestata sul territorio

1982 – Omicidio di Pio La Torre, la cui legge, Legge La Torre, introduce il nuovo reato di associazione a delinquere di stampo mafioso e che permette la possibilità di svolgere accertamenti patrimoniali e la confisca dei beni

1982 – Omicidio del Generale Dalla Chiesa, prefetto di Sicilia

1983 – È ucciso Rocco Chinnici, capo dell'Ufficio Istruzione del tribunale di Palermo

1986-87 – Maxi Processo alla Mafia: 474 imputati, di cui assolti 114, 8.00 pagine di ordinanza redatte da Falcone e Borsellino nel Carcere di Asinara. Questo processo dimostra l'esistenza di CosaNostra come associazione criminale unica e verticistica e ne condanna i membri. Questo mette in crisi uno dei capisaldi di Cosanostra: l'impunibilità dei membri

1989 – 1° tentativo di attentato a Falcone

1990 – Omicidio di Rosario Livatino, magistrato, membro di Azione Cattolica e beato

1991 – Nasce la DIA (Direzione Investigativa Anti-mafia), poi divenuta DNA (Direzione Nazionale Anti-mafia)

1992 – Stragi di Capaci e di via D'Amelio, nelle quali perdono la vita Giovanni Falcone, sua moglie e la scorta  e Paolo Borsellino e la sua scorta

1993 – Commissione parlamentare antimafia procede con un'inchiesta sui rapporti Stato-Mafia

1993 – Giovanni Paolo II si scaglia contro la Mafia in visita in Sicilia

1993 – Omicidio di Padre Pino Puglisi

1995 – Nasce l'associazione LIBERA dalle Mafie

1996 – Legge Anti-Usura → Legge 109/96 destina a fini sociali i beni confiscati alla Mafia grazie alla raccolta di 1 milione di firme

Bibliografia:
- Cose di Cosa Nostra di Giovanni Falcone e Marcelle Padovani, BUR editore (consigliatissimo)
- Sito della Camera che però attualmente ha rimosso la cronologia utilizzata per lo schema sopra (???) → http://www.camera.it/leg17/436?shadow_organo_parlamentare=2328&natura=B
- Appunti di Laura Calabria (consigliatissimi ;) )

Preghiera conclusiva:
Dal Vangelo di Matteo (Mt 5, 33-37)
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.

Riflessione di Rita Borsellino (link fonte):
Cosa vuol dire perdono? Ho dovuto misurarmi con questa domanda terribile subito dopo la morte di Paolo. Mentre mi aggiravo tra le macerie della mia casa e dei miei affetti, un giornalista impietoso mi chiese: "Lei perdona gli assassini di suo fratello?". Mi turbò profondamente quella domanda, mi obbligò a riflettere. Era difficile per me in quel momento anche soltanto prendere coscienza di ciò che stavo vivendo. Mi interrogai sui miei sentimenti e ringraziai Dio di non provare odio nei confronti di chi tanto male mi aveva fatto. Pensavo che il fatto di non conoscere il volto di quelle persone fosse la causa di ciò.
E quando l'anno successivo fu catturato Totò Riina, il capo dei capi, e potei vederne le immagini trasmesse dai telegiornali, ancora una volta mi interrogai senza sapermi dare risposta. Fu mia madre, che a 85 anni aveva visto morire il figlio amatissimo e aveva vissuto l'esperienza terribile dell'esplosione, che sussurrò alle mie spalle: "Che pena mi fa quell'uomo", illuminando i primi passi di quello che sarebbe stato il cammino difficile e bellissimo del perdono. Bisogna mettere insieme la testa e il cuore, bisogna essere capaci di vedere in chi ti ha fatto del male l'uomo, l'uomo con le sue colpe, i suoi errori, ma uomo da conoscere, da capire e alla fine da amare.
Lo faceva Paolo quando si trovava a interrogare uomini che si erano macchiati di delitti anche gravi, talvolta suoi ex compagni di gioco nel quartiere povero e degradato dove eravamo cresciuti. Noi in una condizione di privilegio perché figli del farmacista, loro figli di pescatori o di povera gente. "Quando", si chiedeva Paolo, "avevano preso una strada sbagliata e nessuno se ne era accorto?". Mia madre aveva capito e provava pena per un uomo che si era abbrutito tanto di rischiare di spegnere la scintilla divina che come ogni uomo aveva dentro. Perdonare allora non significa far finta che non sia successo nulla. Nessuno può chiedere questo. Significa volere fortemente giustizia, non vendetta. Far sì che chi ha sbagliato prenda coscienza del male fatto e sentirsi disposti ad accompagnare in questo difficile percorso chi ti ha fatto del male. Operare in modo che non si ricreino le condizioni per cui altri possano scegliere di intraprendere strade sbagliate. Accompagnar chi per condizioni sociali, economiche, familiari, può più facilmente incorrere nella tentazione di scegliere scorciatoie pericolose. Condividere, insomma, un cammino comune con la consapevolezza che ognuno ha qualcosa da dare e da ricevere.
Diceva Papa Giovanni Paolo II "Non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono" ma è pur vero che non può esserci perdono senza giustizia.
E da lì che bisogna partire, dalla giustizia, dal bisogno di giustizia della vittima che deve trovare pace dentro di sé per potere costruire pace attorno a sé. Pace da vivere, da donare, da condividere. Pace e perdono, i soli capaci di interrompere quei circuiti di odio e di vendetta che provocano solo altro odio in una spirale di violenza e di abbrutimento senza fine.

Canto: A te vorrei
Se il sole non illuminasse più questo pallido pianeta,
se il silenzio della morte ammutolisse il mio canto,
se il cuore della terra non riscaldasse più,
non dispererei,perché troppo grande è in me
la Tua presenza perché so, Dio, che Tu sei amore.

A te che ascolti vorrei dire: Dio è amore, amore.
A te che piangi vorrei dire: Dio è amore, amore.
A te che lotti vorrei dire: Dio è amore, amore.

Non ci sarà amore più grande di chi dà la vita per gli amici suoi.
E noi abbiamo creduto e conosciuto l’amore che Dio ha per tutti noi.

Ad ogni uomo vorrei dire: Dio è amore, amore. (3v)

lunedì 23 febbraio 2015

21 gennaio 2015 - Ridare dignità a...

Incontro assai particolare perché è stato vissuto con il gruppo ACG di Sale. Tema sempre il messaggio di Papa Francesco per la pace.

Abbiamo cominciato con un simpatico giro di nomi, visto che eravamo in un po' e non ci conoscevamo tutti, seguita da un'emozionante partitella a Olmo (chi non sa cosa sia si faccia avanti e chieda delucidazioni commentando qui sotto… XD).

Quando la saggia edu M. ha notato che i posti si erano ben mescolati tra appartenenti di gruppi diversi, si è dato avvio all'incontro vero e proprio.

Abbiamo dato un post-it a ciascuno chiedendo di scrivere la prima parola che venisse in mente pensando alla DIGNITÀ: #il giusto valore di una persona, uomo, diritto universale, persona (x4), vita, valore (x3), rispetto (x3), libertà, tutti, correttezza, diritti, essere umano, serata, impegno, valore, immagine, personalità, vita, riconoscimento, solidarietà, lavoro, fratelli.



È seguita la preghiera:

“Dal messaggio del Papa per la 48 Giornata della Pace: NON PIU’ SCHIAVI MA FRATELLI”… Essendo l’uomo un essere relazionale, destinato a realizzarsi nel contesto di rapporti interpersonali ispirati a giustizia e carità, è fondamentale per il suo sviluppo che siano riconosciute e rispettate la sua dignità, libertà e autonomia. Purtroppo, la sempre diffusa piaga dello sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo ferisce gravemente la vita di comunione e la vocazione a tessere relazioni interpersonali improntate a rispetto, giustizia e carità. Tale abominevole fenomeno, che conduce a calpestare i diritti fondamentali dell’altro e ad annientarne la libertà e dignità, assume molteplici forme ….sulle quali desidero brevemente riflettere, affinché, alla luce della Parola di Dio, possiamo considerare tutti gli uomini “non più schiavi, ma fratelli”.
In quanto fratelli e sorelle,  tutte le persone sono per natura in relazione con le altre, dalle quali si differenziano ma con cui condividono la stessa origine, natura e dignità. E’ in forza di ciò che la fraternità costituisce la rete di relazioni fondamentali per la costruzione della famiglia umana creata da Dio, ma purtroppo  esiste la realtà negativa del peccato, che più volte interrompe la fraternità creaturale e continuamente deforma la bellezza e la nobiltà dell’essere fratelli e sorelle della stessa famiglia umana.
 I molteplici volti della schiavitù ieri e oggi
Malgrado la comunità internazionale abbia adottato numerosi accordi al fine di porre un termine alla schiavitù in tutte le sue forme e avviato diverse strategie per combattere questo fenomeno, ancora oggi milioni di persone – bambini, uomini e donne di ogni età – vengono private della libertà e costrette a vivere in condizioni assimilabili a quelle della schiavitù.
Penso a tanti lavoratori e lavoratrici, anche minori, asserviti nei diversi settori, a livello formale e informale, dal lavoro domestico a quello agricolo, da quello nell’industria manifatturiera a quello minerario, tanto nei Paesi in cui la legislazione del lavoro non è conforme alle norme e agli standard minimi internazionali, quanto, sia pure illegalmente, in quelli la cui legislazione tutela il lavoratore.
Penso anche alle condizioni di vita di molti migranti che, nel loro drammatico tragitto, soffrono la fame, vengono privati della libertà, spogliati dei loro beni o abusati fisicamente e sessualmente. Penso a quelli tra di loro che, giunti a destinazione dopo un viaggio durissimo e dominato dalla paura e dall’insicurezza, sono detenuti in condizioni a volte disumane. Penso a quelli tra loro che le diverse circostanze sociali, politiche ed economiche spingono alla clandestinità, e a quelli che, per rimanere nella legalità, accettano di vivere e lavorare in condizioni indegne … Sì, penso al “lavoro schiavo”.
Penso alle persone costrette a prostituirsi, tra cui ci sono molti minori, ed alle schiave e agli schiavi sessuali; alle donne forzate a sposarsi, a quelle vendute in vista del matrimonio o a quelle trasmesse in successione ad un familiare alla morte del marito senza che abbiano il diritto di dare o non dare il proprio consenso.
Non posso non pensare a quanti, minori e adulti, sono fatti oggetto di traffico e di mercimonio per l’espianto di organi, per essere arruolati come soldati, per l’accattonaggio, per attività illegali come la produzione o vendita di stupefacenti, o per forme mascherate di adozione internazionale.
Penso infine a tutti coloro che vengono rapiti e tenuti in cattività da gruppi terroristici, asserviti ai loro scopi come combattenti o, soprattutto per quanto riguarda le ragazze e le donne, come schiave sessuali. Tanti di loro spariscono, alcuni vengono venduti più volte, seviziati, mutilati, o uccisi.
Alcune cause profonde della schiavitù
Oggi come ieri, alla radice della schiavitù si trova una concezione della persona umana che ammette la possibilità di trattarla come un oggetto. Quando il peccato corrompe il cuore dell’uomo e lo allontana dal suo Creatore e dai suoi simili, questi ultimi non sono più percepiti come esseri di pari dignità, come fratelli e sorelle in umanità, ma vengono visti come oggetti. La persona umana, creata ad immagine e somiglianza di Dio, con la forza, l’inganno o la costrizione fisica o psicologica viene privata della libertà, mercificata, ridotta a proprietà di qualcuno; viene trattata come un mezzo e non come un fine.
Anche la corruzione di coloro che sono disposti a tutto per arricchirsi va annoverata tra le cause della schiavitù. «Questo succede quando al centro di un sistema economico c’è il dio denaro e non l’uomo, la persona umana
Altre cause della schiavitù sono i conflitti armati, le violenze, la criminalità e il terrorismo. Numerose persone vengono rapite per essere vendute, oppure arruolate come combattenti, oppure sfruttate sessualmente, mentre altre si trovano costrette a emigrare, lasciando tutto ciò che possiedono: terra, casa, proprietà, e anche i familiari. Queste ultime sono spinte a cercare un’alternativa a tali condizioni terribili anche a rischio della propria dignità e sopravvivenza, rischiando di entrare, in tal modo, in quel circolo vizioso che le rende preda della miseria, della corruzione e delle loro perniciose conseguenze.
Un impegno comune per sconfiggere la schiavitù
Gli Stati dovrebbero vigilare affinché le proprie legislazioni nazionali sulle migrazioni, sul lavoro, sulle adozioni, sulla delocalizzazione delle imprese e sulla commercializzazione di prodotti realizzati mediante lo sfruttamento del lavoro siano realmente rispettose della dignità della persona. Sono necessarie leggi giuste, incentrate sulla persona umana, che difendano i suoi diritti fondamentali e li ripristinino se violati, riabilitando chi è vittima e assicurandone l’incolumità, nonché meccanismi efficaci di controllo della corretta applicazione di tali norme, che non lascino spazio alla corruzione e all’impunità. E’ necessario anche che venga riconosciuto il ruolo della donna nella società, operando anche sul piano culturale e della comunicazione per ottenere i risultati sperati.
Le organizzazioni intergovernative, conformemente al principio di sussidiarietà, sono chiamate ad attuare iniziative coordinate per combattere le reti transnazionali del crimine organizzato che gestiscono la tratta delle persone umane ed il traffico illegale dei migranti
Le imprese, hanno il dovere di garantire ai loro impiegati condizioni di lavoro dignitose e stipendi adeguati, ma anche di vigilare affinché forme di asservimento o traffico di persone umane non abbiano luogo nelle catene di distribuzione.
Alla responsabilità sociale dell’impresa si accompagna poi la responsabilità sociale del consumatore. Infatti, ciascuna persona dovrebbe avere la consapevolezza che «acquistare è sempre un atto morale, oltre che economico».
Globalizzare la fraternità, non la schiavitù né l’indifferenza
Desidero invitare ciascuno, nel proprio ruolo e nelle proprie responsabilità particolari, a operare gesti di fraternità nei confronti di coloro che sono tenuti in stato di asservimento. Chiediamoci come noi, in quanto comunità o in quanto singoli, ci sentiamo interpellati quando, nella quotidianità, incontriamo o abbiamo a che fare con persone che potrebbero essere vittime del traffico di esseri umani, o quando dobbiamo scegliere se acquistare prodotti che potrebbero ragionevolmente essere stati realizzati attraverso lo sfruttamento di altre persone. Alcuni di noi, per indifferenza, o perché distratti dalle preoccupazioni quotidiane, o per ragioni economiche, chiudono un occhio. Altri, invece, scelgono di fare qualcosa di positivo, di impegnarsi nelle associazioni della società civile o di compiere piccoli gesti quotidiani – questi gesti hanno tanto valore! – come rivolgere una parola, un saluto, un “buongiorno” o un sorriso, che non ci costano niente ma che possono dare speranza, aprire strade, cambiare la vita ad una persona che vive nell’invisibilità, e anche cambiare la nostra vita nel confronto con questa realtà.
Dobbiamo riconoscere che siamo di fronte ad un fenomeno mondiale che supera le competenze di una sola comunità o nazione. Per sconfiggerlo, occorre una mobilitazione di dimensioni comparabili a quelle del fenomeno stesso. Per questo motivo lancio un pressante appello a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, e a tutti coloro che, da vicino o da lontano, anche ai più alti livelli delle istituzioni, sono testimoni della piaga della schiavitù contemporanea, di non rendersi complici di questo male, di non voltare lo sguardo di fronte alle sofferenze dei loro fratelli e sorelle in umanità, privati della libertà e della dignità, ma di avere il coraggio di toccare la carne sofferente di Cristo, che si rende visibile attraverso i volti innumerevoli di coloro che Egli stesso chiama «questi miei fratelli più piccoli» (Mt 25,40.45).
Sappiamo che Dio chiederà a ciascuno di noi: “Che cosa hai fatto del tuo fratello?” (cfr Gen 4,9-10). La globalizzazione dell’indifferenza, che oggi pesa sulle vite di tante sorelle e di tanti fratelli, chiede a tutti noi di farci artefici di una globalizzazione della solidarietà e della fraternità, che possa ridare loro la speranza e far loro riprendere con coraggio il cammino attraverso i problemi del nostro tempo e le prospettive nuove che esso porta con sé e che Dio pone nelle nostre mani.
Dal Vaticano, 8 dicembre 2014                                                           FRANCISCUS 
Signore insegnaci 
(Raoul Follerau)
Signore insegnaci
a non amare noi stessi, a non amare soltanto i nostri, 
a non amare soltanto quelli che amiamo. 
Insegnaci a pensare agli altri
ed amare in primo luogo 
quelli che nessuno ama.
 Signore, facci soffrire
 della sofferenza altrui.
 Facci la grazia di capire
 che ad ogni istante, 
mentre noi viviamo una vita troppo felice,
 protetta da Te, 
ci sono milioni di esseri umani,
 che sono pure tuoi figli e nostri fratelli, 
che muoiono di fame
 senza aver meritato di morire di fame, 
che muoiono di freddo 
senza aver meritato di morire di freddo.
 Signore, abbi pietà
di tutti i poveri del mondo. 
E perdona a noi di averli,
 per una irragionevole paura, abbandonati,
 e non permettere più, Signore, 
che noi viviamo felici da soli.
 Facci sentire l'angoscia
 della miseria universale,
 e liberaci da noi stessi.
 Così sia.

Con le parole del Papa nella testa e nel cuore, ci siamo divisi in gruppetti di 2/3 persone e ogni gruppetto doveva trovare il modo di togliere schiavitù e ridare dignità a:
- tempo
- spiritualità
- valori e tradizioni
- parole
- territorio
- corpo
- scelte

Tutti i gruppetti hanno tratto delle riflessioni molto interessanti, di cui riportiamo qui immagine dei cartelloni.

Ridare dignità al tempo

Ridare dignità ai valori e alla tradizioni --> Domanda difficile: perché dove c'è poca istruzione le tradizioni sono fondamentali, mentre dove ve ne è di più le tradizioni vengono abbandonate?


Ridare dignità alle parole

Ridare dignità al corpo: se barcolla uno dei bicchieri, l'impianto non si regge più...

Ridare dignità al territorio: Nazione

Ridare dignità al territorio: Provincia

Ridare dignità alla spiritualità


Infine il gruppetto educatori, ha improvvisato 3 situazioni in cui alcune scelte portavano all'illegalità e quindi ad alimentare la criminalità organizzata (Mafia). Le tre situazioni erano: una riparazione di un elettrodomestico senza fattura, un'assunzione per un numero di ore inferiori alle effettive, una situazione di turismo che sfrutta lavoro. 
Si è conclusa con una presentazione (fallimentare per via dell'apparato tecnologico) dell'Associazione LIBERA, che è l'associazione che l'AC diocesana ha scelto come percorso per l'iniziativa di solidarietà triennale. 
Ecco i video e il documento di presentazione, che non siamo riusciti a vedere…

 


L'incontro è piaciuto molto, per i temi che hanno colpito molto i ragazzi, per la questione della Mafia, di cui si sono dichiarati poco consapevoli e dell'opportunità di dialogare con un gruppo più allargato di questioni "importanti"...



domenica 2 marzo 2014

Incontro 14 - 17 febbraio 2014

Nell'incontro di oggi si sono raccolte i tre temi che più ci mettono in crisi e abbiamo discusso riguardo le domande che vogliamo porre ai nostri relatori. L'educatrice le ha riordinate e ha integrato (colore diverso) con le domande che vengono dai giovani-adulti.

SACERDOZIO

Celibato dei Preti

  • In quale contesto storico la Chiesa ha preso la decisione di imporre il celibato ai preti?
  • Perché essere prete preclude il fatto di avere una famiglia?
  • La Chiesa ha fatto questa scelta per prevenire comportamenti poco ortodossi da parte del prete? (ad esempio un prete che ci prova con le ragazze, legittimato dal fatto di trovare una moglie)
  • Può diventare prete uno che ha avuto rapporti sessuali?
  • Perché alcune religioni permettono il matrimonio dei preti?
  • Avere una famiglia potrebbe costituire un ostacolo o un punto d'appoggio?
  • Non sarebbe meglio che i preti vivessero l'esperienza della famiglia per poter meglio aiutare fedeli?
  • Spesso si sente dire che il matrimonio dei preti ridurrebbe i casi di pedofilia, cosa ne pensi?
  • Permettere il matrimonio non risolverebbe il problema delle scarse vocazioni?
  • Cosa succede se un sacerdote è omosessuale?


Sacerdozio Femminile

  • La donna e l'uomo sono uguali?
  • Magari non sono uguali ma hanno la stessa parità di diritti, perché la donna non può svolgere il ruolo del prete?
  • Vocazione tra uomo e donna è la stessa, ma perché i ruoli sono diversi?
  • Perché è stata presa questa decisione?
  • È una questione religiosa o più legata alla tradizione?
  • Perché anche la suora non può fare Messa visto che è un “ruolo” creato dall'uomo?
  • La suora è una figura, un ruolo creato dall'uomo?
  • C'è mai stata una donna che abbia voluto diventare prete e le è stato impedito?



BIOETICA

Eutanasia e accanimento terapeutico

  • Quale iter ha seguito la Chiesa per prendere posizione su questi temi? 
  • Quale è la differenza fra eutanasia e accanimento terapeutico? Non è un controsenso essere contrari ad entrambi? Qual è il confine?
  • L'eutanasia viene considerata suicidio?
  • Perché andare contro la volontà del malato?
  • Negare l'eutanasia non impedisce la libertà dell'individuo?
  • Perché accettare che le persone vivano una così grande sofferenza?
  • Che standard di vita ha la Chiesa per accettare anche vite che sono proprio al limite?
  • Come viene vista la persona che stacca la spina/dà il farmaco per “terminare”?


DOMANDA A MARGINE: Perché è considerata più gravosa la “malattia fisica” piuttosto che qualsiasi altro malessere?

Cellule staminali e ricerca

  • Quali distinzioni fa la Chiesa? 
  • Cos'è permesso?



MATRIMONIO e SESSUALITÀ

  • In che contesto la Chiesa ha preso le decisioni sulla vita matrimoniale?


Rapporti sessuali

  • Perché non si può avere un rapporto prima del matrimonio?
  • Che significato dà la Chiesa al rapporto sessuale? E dopo il matrimonio?
  • Come mai non si possono utilizzare i contraccettivi?
  • I “preliminari” come sono considerati dalla Chiesa?
  • Come viene considerata la masturbazione?


Convivenza

  • Perché non si può avere un “periodo di prova” di convivenza prima del matrimonio?
  • Il rapporto pre-matrimoniale e la convivenza sono considerati “peccati”? Quanto pesano?


Divorzio “subìto”

  • Come mai non è possibile accedere all'Eucaristia?
  • Perché non permettere di rifarsi una vita e, quindi, reintegrarsi nella vita comunitaria?
  • Quali condizioni permettono l'annullamento del matrimonio?
  • Perché la Chiesa appare così poco “accogliente” rispetto a queste situazioni di fragilità?




Preghiera: !!!

Dal Vangelo di Matteo (Mt 5, 20-22.27-30.33-37.43-45)
Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.
Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.
Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.
Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.


Riflessione: Ogni società si trova a dover scegliere
Ogni società si trova a dover scegliere fra una legge di vita e di pace, e una legge di morte e di odio. La legge di morte è quella che dice: i forti devono essere i primi. Ciò fa sì che tutti lottino per essere forti, in modo da essere serviti. Questa legge è disperata, perché anche il forte un giorno diverrà debole, e i deboli che lui non ha amato lo lasceranno morire abbandonato. C’è solo una via d’uscita a questa disperazione: obbedire alla legge della vita e dell’amore. Questa legge è il contrario della prima: dice che i poveri e deboli debbono essere serviti per primi. Questa legge porta pace, perché nessuno competerà mai con gli altri, lotterà contro gli altri, ucciderà gli altri per divenire debole e povero. Ed è una legge di vita, perché quando il forte diverrà debole, sarà sostenuto dai deboli che lui ha aiutato quand’era forte.

Commento: Tralasciando i commenti sulle mani che peccano e quindi da mutilare… è stato chiesto cosa fosse la Geena, era la discarica del tempo, tutti i rifiuti finivano lì e venivano bruciati. In questo brano la Geena è l'inferno, ma Gesù non vuole veramente che uno si mutili per essere giusto, anche perché è ovvio che la mano non compie che la volontà di chi la guida… Gesù ci chiede di "tagliare" tutte quelle situazioni che ci possono condurre a dei comportamenti malvagi. Contrastare il peccato è difficile è meglio "evitarlo", ad esempio se andare in un posto mi porta a fare qualcosa di male per svariati motivi è meglio non andarci, se parlare di una persona me ne fa parlare male è meglio non parlarne affatto.
Altro commento è dato dal fatto che Gesù qui è veramente tosto, altro che i "no" impegnativi della Chiesa, qui alcune cose che vediamo come leggerezze "dare dello stupido al fratello" è considerato un grosso sbaglio! Cosa ci suggerisce questo? 
E' stato chiesto perché dare del "pazzo" è più grave che dare dello "stupido". Presumo perché lo "stupido" sbaglia a fare un ragionamento, il "pazzo" è proprio incapace di ragionare e quindi lo taglio fuori da ogni possibilità di relazione intelligente.
Si era perplessi riguardo al testo proposto nella riflessione, che presenta una società fondata sulla legge di vita, quindi molto utopica. L'educatrice fa notare che se però uno stato si desse come legge (al di là della religione che non impone legge in uno stato laico) una legge a tutela degli ultimi e indifesi, quindi con un codice civile e penale strutturato in questo senso, la questione sarebbe un po' meno utopica, certo si deve intervenire sulla politica.

domenica 19 gennaio 2014

Incontro 10 - 13 gennaio

Pre-attività:
Divisi in squadre si è scelto un volontario che attraverso la sfida "Faccia golosa" ha decretato l'ordine di priorità.
Nota: "Faccia golosa" consiste nel appoggiare una caramella gommosa sulla fronte dei prescelti che con smaccate smorfie facciali dovranno condurre la caramella alla bocca. Da vedere è particolarmente divertente!

Quiz "Guerre nel mondo":
A turno ogni squadra dopo aver sorteggiato un continente dovevano segnalare uno stato in guerra (1 punto) e i due fronti di scontro (5 punti).
Veniva così compilato un planisfero delle guerre attualmente presenti sul globo.
Materiale di riferimento trovato su: www.guerrenelmondo.it.

Guerre nel mondo - Gennaio 2014


Obiettivo: Almeno una volta l'anno, durante il mese della pace, è bene rendersi conto che nel mondo ci sono violenza, povertà e miseria scaturite dalle guerre, è necessario non dimenticarlo mai per portare avanti una cultura della Pace, anche qui dove non subiamo direttamente gli scontri, ma con l'immigrazione ne vediamo le tragiche conseguenze.


Preghiera:

Gn 4, 1-12
“Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo dal Signore». Poi partorì ancora suo fratello Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.
Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto. Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dòminalo». Caino disse al fratello Abele: «Andiamo in campagna!». Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. Allora il Signore disse a Caino: «Dov'è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?». Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello. Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra».”

Dal Messaggio del Santo Padre Francesco per la 57a Giornata Mondiale della Pace:
“Secondo il racconto delle origini, tutti gli uomini derivano da genitori comuni, da Adamo ed Eva, coppia creata da Dio a sua immagine e somiglianza (cfr Gen 1,26), da cui nascono Caino e Abele. Nella vicenda della famiglia primigenia leggiamo la genesi della società, l’evoluzione delle relazioni tra le persone e i popoli.
Abele è pastore, Caino è contadino. La loro identità profonda e, insieme, la loro vocazione, è quella di essere fratelli, pur nella diversità della loro attività e cultura, del loro modo di rapportarsi con Dio e con il creato. Ma l’uccisione di Abele da parte di Caino attesta tragicamente il rigetto radicale della vocazione ad essere fratelli. La loro vicenda (cfr Gen 4,1-16) evidenzia il difficile compito a cui tutti gli uomini sono chiamati, di vivere uniti, prendendosi cura l’uno dell’altro. [...]
Il racconto di Caino e Abele insegna che l’umanità porta inscritta in sé una vocazione alla fraternità, ma anche la possibilità drammatica del suo tradimento. Lo testimonia l’egoismo quotidiano, che è alla base di tante guerre e tante ingiustizie: molti uomini e donne muoiono infatti per mano di fratelli e di sorelle che non sanno riconoscersi tali, cioè come esseri fatti per la reciprocità, per la comunione e per il dono.”
Commento: Caino si è "sfogato" su Abele che in realtà non gli aveva fatto proprio nulla, le cose andavano male a Caino, "il male era sulla sua porta", non dentro di lui, ma sulla porta e Caino gli ha aperto e con chi se l'è presa? Con chi gli era vicino, il fratello! Caino si chiude in sé stesso, non prova a parlare a condividere il suo dolore con Abele, lo usa solo come suo sfogo. L'unico che mantiene i rapporti con Caino, che gli parla, che si informa è Dio e lo fa anche dopo che Caino fa il suo gesto orribile, Dio continua a cercarlo, Dio continua a mantenere la sua relazione con Caino.
Il Papa ci scrive nel suo messaggio che la fraternità porta la Pace, eppure già nella Genesi risulta che proprio con i fratelli siamo i primi a scontrarci. Nel prossimo incontro cercheremo la via per essere "FRATELLI" in modo maiuscolo, sarà interessante visto che i partecipanti del gruppo hanno tutti fratelli.

Canto: Ad una voce

Padre Nostro

giovedì 17 ottobre 2013

Elezioni 2013: perché avere paura della Democrazia?

Post in facebook del 26 febbraio 2013

Tutti i politici sono sconvolti, i dibattiti in TV si scontrano sui risultati, continuano a contare e ricontare i seggi in Senato: c'è o non c'è la maggioranza? 
Coloro che si sentono sconfitti rilasciano dichiarazioni affrante “Questo è un duro colpo per l'Italia che attendeva di essere risollevata dalla crisi...”.

Io li guardo e non capisco, per l'ennesima volta non capisco i nostri politici, non capisco perché non capiscono. Un po' mi sento Nostradamus, da due mesi ero certa che l'Italia avrebbe votato come ha poi votato, devo essere sincera avevo pronosticato un po' meno voti al PdL e un po' di più alla lista Monti, ma anche questo dato non mi sconcerta, per niente.
Eppure loro sono sconvolti! Perché siete sconvolti? Come fate a essere sconvolti quando anche una donna comune, con un lavoro normale e neppure troppo tempo per informarsi a dovere aveva capito che l'Italia aveva preso questa direzione, com'è possibile che voi che vivete di pronostici e di bilancini sugli indecisi non avevate letto questo dato? Come?!


Poi amo quelle dichiarazioni, copiose su facebook, sugli Italiani stolti che votano il male, mentre sorrido pensando a chi ancora crede che il male sia sempre da una sola parte (quella degli altri)... magari!


Dato che io avevo già capito come gli Italiani avrebbero votato, quindi forse sono un'autorevole genio politico (a questo punto perché no?), ho un suggerimento da dare ai primi tre partiti italiani, PD, Movimento 5 stelle e PdL, sedetevi intorno a un tavolo e cominciate a vedere tutti quei punti che avete in comune nel vostro programma, c'è ne sono alcuni, primi tra tutti e piuttosto consonanti quelli sulla corruzione e sulle misure anti-casta, cominciate a dialogare e ad ascoltarvi, vedrete che alla fine di questo lavoro faticoso che si chiama “fare politica” non avrete più paura della democrazia.
Cordialmente.