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martedì 7 luglio 2015

25 maggio 2015 - Maria Stella della Speranza (incontro di preghiera)

Nell'incontro precedente i giovani hanno vissuto la Festa Zonale, che ha offerto diversi spunti di legalità, ha ospitato i testimoni dell'Associazione Libera contro le Mafie.
Per concludere l'anno è stat proposta una veglia di preghiera come efficace modo per contrastare l'azione mafiosa, perché la preghiera tiene viva la speranza nell'uomo e nell'azione di Dio nel mondo e, inoltre, la religiosità autentica contrasta quella artificiosa che molta mafia strumentalizza per "lavarsi la coscienza".


Maria Stella della Speranza

Canto di inizio: Ecco il nostro sì

Fra tutte le donne scelta in Nazareth,
sul tuo volto risplende il coraggio di quando hai detto “Sì”.
Insegna a questo cuore l’umiltà,
il silenzio d’amore, la Speranza nel figlio tuo Gesù

RIT. Ecco il nostro Sì, nuova luce che rischiara il giorno,
è bellissimo regalare al mondo la Speranza.
Ecco il nostro Sì, camminiamo insieme a te Maria,
Madre di Gesù, madre dell’umanità.

Nella tua casa il verbo si rivelò
nel segreto del cuore il respiro del figlio Emmanuel.
In segna a queste mani la fedeltà,
a costruire la pace, una casa comune insieme a te. RIT.

Donna dei nostri giorni sostienici,
guida il nostro cammino con la forza di quando hai detto “Sì”.
Insegnaci ad accogliere Gesù,
noi saremo Dimora, la più bella poesia dell’anima. RIT.

Nel nome del Padre ….

Introduzione

La via del male ruba la speranza
Papa Francesco

Guida:
“Da più di mille anni, la Chiesa saluta Maria, come “stella del mare”: Ave maris stella. Le vere stelle della nostra vita sono le persone che hanno saputo vivere rettamente, […] persone che donano luce traendola dalla vera luce che è Gesù, ed offrono così orientamento per la nostra vita. Quale persona potrebbe più di Maria essere per noi stella di speranza, lei che con il suo “sì“ aprì a Dio stesso la porta del nostro mondo; lei che diventò la vivente Arca dell'Alleanza, in cui Dio si fece carne, divenne uno di noi, piantò la sua tenda in mezzo a noi (cfr Gv 1,14)?" (Benedetto XVI, Enciclica Spe Salvi, n. 49)

Questa sera vogliamo affidare a Maria le ansie che ci portiamo nel cuore. La nostra società è vittima dell’illegalità che vuole costruire un mondo senza sacrificio e con prepotenza. L’illegalità è uno strumento con uno scopo ben preciso: ottenere il più velocemente possibile dei privilegi. Potere e denaro, essere il primo, il più importante, possedere sempre più beni. Alla luce di quanto stiamo vivendo, come gruppo vogliamo ribadire il mostro impegno a costruire un mondo più giusto. La speranza per noi cristiani è un presente intessuto di futuro, uno spiraglio di luce nell'oscurità. Essa è una timida fiammella che riscalda le tenebre. È il dolore superato, disperazione sanata, certezza fiorita sul dubbio. Vita che attende il nuovo, il diverso. È una voce che implora aiuto. Fede proiettata nel domani. Sospiro. Attesa di gioia. La speranza è desiderio di amore. 

In questi misteri del Rosario, preghiamo con Maria, stella della Speranza, come la definisce Benedetto XVI, a lei chiediamo di aprirci a una speranza nuova, capace a non arrendersi di fronte a “tanto non cambia nulla”, “tanto fanno tutti così”, “tanto è inutile, vincono sempre loro”.

1 mistero: Maria, donna del “sì”

Noi, pastori delle Chiese della Campania, non intendiamo limitarci a denunciare queste situazioni;
ma, nell’ambito delle nostre competenze e possibilità, intendiamo contribuire al loro superamento,
anche mediante una revisione e integrazione dei contenuti e dei metodi dell’azione pastorale.
don Peppino Diana

Dal Vangelo di Luca (Lc 1, 27-38)
L'angelo andò da una fanciulla che era fidanzata con un certo Giuseppe, discendente del re Davide. La fanciulla si chiamava Maria. L'angelo entrò in casa e le disse:
- Ti saluto, Maria! Il Signore è con te: egli ti ha colmata di grazia.
A queste parole Maria rimase sconvolta e si domandava che significato poteva avere quel saluto.
Ma l'angelo le disse:
- Non temere, Maria! Tu hai trovato grazia presso Dio. Avrai un figlio, lo darai alla luce e gli metterai nome Gesù. Egli sarà grande: Dio, l'Onnipotente, lo chiamerà suo Figlio; il Signore lo farà re, lo porrà sul trono di Davide, suo padre, ed egli regnerà per sempre sul popolo d'Israele. Il suo regno non finirà mai.
Allora Maria disse all'angelo:
- Come è possibile questo, dal momento che io sono vergine? 
L'angelo rispose:
- Lo Spirito Santo verrà su di te, l'Onnipotente Dio, come una nube, ti avvolgerà. Per questo il bambino che avrai sarà santo, Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, alla sua età aspetta un figlio. Tutti pensavano che non potesse avere bambini, eppure è già al sesto mese. Nulla è impossibile a Dio!
Allora Maria disse:
- Eccomi, sono la serva del Signore. Dio faccia con me come tu hai detto.
Poi l'angelo la lasciò.

Fede e Mafia
“Ha quindi luogo la cerimonia del giuramento che consiste nel chiedere a ognuno con quale mano spara e nel praticargli una piccola incisione sul dito indice della mano indicata, per fare uscire una goccia di sangue con cui viene imbrattata una immagine sacra: molto spesso quella dell'Annunziata, (…) che è ritenuta la patrona di Cosa Nostra.” (Giovanni Falcone – Cose di Cosa Nostra)

Attività antimafiosa: Mobilitazione antimafia
È fondamentale dare visibilità alle imprese anti-mafia e non permetterne l'isolamento. Le autorità pubbliche devono difendere un bene che è prezioso per tutti e che deve essere valorizzato come attrazione nazionale. È necessario anche porre attenzione al lavoro volontario estivo che tanti giovani fanno sui beni confiscati (liberamente tratto dagli Appunti di Laura Calabria).

Guida
L'Annunziata è patrona di Cosa Nostra perché ha detto “sì”, ma il “sì” di Maria è un “sì” alla via del bene, un “sì” che a permesso l'ingresso di Dio nella storia degli uomini, è un “sì” colmo di SPERANZA per il futuro degli uomini. È un “sì” diverso quello che pronuncia il mafioso è un “sì” che lo condanna, è un “sì” che gli “toglie la speranza”. 
A turno sarete chiamati a dire il vostro sì, alzandovi in piedi.

SEGNO
N. vuoi fare entrare la speranza nel mondo? (a turno ci si alza in piedi e si risponde “Sì” oppure “No”)

Padre nostro, Ave Maria, Gloria


2 mistero: Maria, donna del coraggio

Non ho paura delle cattiverie dei malvagi, ma del silenzio degli onesti
Martin Luther King

Dal Vangelo di Luca (Lc 1, 46-55)
Allora Maria disse:
«L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
 D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome;
 di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
 Ha spiegato la potenza del suo braccio, 
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
 ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
 ha ricolmato di beni gli affamati,
 ha rimandato i ricchi a mani vuote.
 Ha soccorso Israele, suo servo, 
ricordandosi della sua misericordia,
 come aveva detto ai nostri padri,
 per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Fede e Mafia
A Pignato Maggiore il clan Lubrano fece restaurare a proprie spese un affresco raffigurante una madonna. È detta la “Madonna della camorra”, poiché a lei si sono rivolti per chiedere protezione i più importanti latitanti di Cosa Nostra fuggiti dalla Sicilia a Pignataro Maggiore.
Attività Antimafiosa: Punizione dell'accumulazione mafiosa
Togliere la terra alla Mafia, significa colpire queste organizzazioni criminose in ciò che hanno di più caro. Questa punizione rende più debole la mafia nel prestigio, cosa che non fa neppure il carcere. Le aziende anti-mafiose che lavorano sui beni confiscati devono combattere quotidianamente la pressione psicologica e il vandalismo che attua l'organizzazione criminale contro le terre che erano loro (liberamente tratto dagli Appunti di Laura Calabria).

Guida
Maria non è una sottomessa, ma è una collaboratrice della rivoluzione di Dio. Nel Magnificat emerge tutta la sua forza e la sua speranza per un mondo dove le ingiustizie vengono spazzate via e i poveri della terra riconquistano la propria dignità...

Riflessione silenziosa

A MARIA, DONNA CORAGGIOSA
Ispira la protesta di tante vittime dei soprusi e della prepotenza

Maria, donna coraggiosa, a Zapopan nel Messico, Giovanni Paolo Il ha scolpito il monumento più bello che il magistero della Chiesa abbia mai elevato alla tua umana fierezza, quando disse che tu ti presenti come modello «per coloro che non accettano passivamente le avverse circostanze della vita personale e sociale, né sono vittime dell'alienazione».
Dunque, tu non ti sei rassegnata a subire l'esistenza. Hai combattuto. Hai affrontato gli ostacoli a viso aperto. Hai reagito di fronte alle difficoltà personali e ti sei ribellata dinanzi alle ingiustizie sociali del tuo tempo. Non sei stata, cioè, quella donna tutta casa e chiesa che certe immagini devozionali vorrebbero farci passare. Sei scesa sulla strada e ne hai affrontato i pericoli, con la consapevolezza che i tuoi privilegi di madre di Dio non ti avrebbero offerto isole pedonali capaci di preservarti dal traffico violento della vita.
Perciò, Santa Maria, donna coraggiosa, tu che nelle tre ore di agonia sotto la croce hai assorbito come una spugna le afflizioni di tutte le madri della terra, prestaci un po' della tua fortezza. Nel nome di Dio, vendicatore del poveri, alimenta i moti di ribellione di chi si vede calpestato nella sua dignità. Alleggerisci le pene di tutte le vittime dei soprusi. E conforta il pianto nascosto di tante donne che, nell'intimità della casa, vengono sistematicamente oppresse dalla prepotenza del maschio.
Ma ispira anche la protesta delle madri lacerate negli affetti dal sistemi di forza e dalle ideologie di potere. Tu, simbolo delle donne irriducibili alla logica della violenza, guida i passi delle madri coraggio perché scuotano l'omertà di tanti complici silenzi. Scendi in tutte le piazze di maggio del mondo per confortare coloro che piangono i figli desaparecidos. E quando suona la diana di guerra, convoca tutte le figlie di Eva perché si mettano sulla porta di casa e impediscano ai loro uomini di uscire, armati come Caino, ad ammazzare il fratello.
Santa Maria, donna coraggiosa, tu che sul Calvario, pur senza morire hai conquistato la palma del martirio, rincuoraci col tuo esempio a non lasciarci abbattere dalle avversità. Aiutaci a portare il fardello delle tribolazioni quotidiane, non con l'anima dei disperati, ma con la serenità di chi sa di essere custodito nel cavo della mano di Dio. E se ci sfiora la tentazione di farla finita perché non ce la facciamo più, mettiti accanto a noi. Siediti sui nostri sconsolati marciapiedi. Ripetici parole di speranza.
E allora, confortati dal tuo respiro, ti invocheremo con la preghiera più antica che sia stata scritta in tuo onore: «Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio; non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta». Così sia. (don Tonino Bello, Maria donna dei nostri giorni)

Padre nostro, Ave Maria, Gloria

3 mistero: Maria, donna dell'accoglienza e della verità

È importante parlare di mafia, soprattutto nelle scuole, per combattere contro la mentalità mafiosa, che è poi qualunque ideologia disposta a svendere la dignità dell'uomo per soldi.

Non ci si fermi però ai cortei, alle denunce, alle proteste.
Padre Pino Puglisi

Dal Vangelo di Luca (Lc 2,33-35)
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”.

Fede e Mafia
In terra di camorra il messaggio cristiano non viene visto in contraddizione con l’attività camorristica: il clan che finalizza la propria attività al vantaggio di tutti gli affiliati considera il bene cristiano rispettato e perseguito dall’organizzazione.

Attività antimafiosa: Sconfessione della Cultura Mafiosa
La Mafia deve essere rivelata per ciò che è realmente un'organizzazione CRIMINALE. Spesso invece le viene attribuita LEGGITTIMITÀ, perché offre lavoro e servizi con maggiore efficacia dello Stato. L'economia antimafia, attraverso le le imprese nate dalla confisca dei beni mafiosi, offre lavoro ai giovani con competenze e non con conoscenze e garantisce salari regolari, coinvolgendo anche quella quota debole di lavoratori come disabili ed ex-carcerati, riducendo ulteriormente la LEGGITTIMITÀ della Mafia (liberamente tratto dagli Appunti di Laura Calabria).

Guida
Maria, fin dall'inizio, è partecipe del mistero e delle sofferenze di Gesù. Vede in Lui il “segno di contraddizione”, e ne condivide la missione. Non teme il dolore della verità, ma lo accoglie tra le sue braccia, come il corpo di Gesù deposto dalla croce. Maria alimenta con la sua vita la verità, ne è figlia e madre.

SEGNO
Mentre recitiamo le preghiere accendiamo le nostre candeline per imparare “a fare luce” e vedere il bene e il male nelle nostre azioni.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria

4 mistero: Maria donna della memoria

Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali
e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.
Giovanni Falcone

Dal Vangelo di Luce (Lc 2, 46-51)
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo". Ed egli rispose loro: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.

Fede e Mafia
A Scampia nei laboratori di stoccaggio della droga spesso vengono tagliati 33 panetti di hashish per volta, come gli anni di Cristo. Poi ci si ferma per 33 minuti, si fa il segno della croce e si ritorna al lavoro.

Attività antimafiosa: Valore della Memoria
Punto di forza della Cultura mafiosa è l'INVISIBILITÀ, quindi fa molto comodo all'organizzazione criminale la costante assenza di MEMORIA della Società Civile. Invece la memoria della Mafia è importante: punisce tutti i torti subiti anche a distanza di anni (liberamente tratto dagli Appunti di Laura Calabria).

Guida
Il cuore di Maria diviene custode della grandezza imprevedibile di Dio, raccoglie gli avvenimenti e li tramanda. Il Vangelo di Giovanni, l'ultimo ad essere scritto, nasce proprio dalla condivisione che il discepolo amato ha avuto con Maria. Maria diventa per noi il modello e lo strumento per ricordarci le azioni di Dio nella nostra vita, per ricordare qualcuno nella nostra preghiera, per imparare da lei a contemplare e ricordare.

SEGNO
Mentre recitiamo le preghiere ci facciamo “un nodo al fazzoletto”: ci salviamo un memo sul cellulare per ricordarci di pregare per le stragi di Mafia ogni 23 maggio...

Padre nostro, Ave Maria, Gloria

5 mistero: Maria, donna e madre dell’umanità

Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo.
Paolo Borsellino

Dal Vangelo di Giovanni (Gv 2,1-5)
Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: "Non hanno vino". E Gesù le rispose: "Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora". Sua madre disse ai servitori: "Qualsiasi cosa vi dica, fatela".

Fede e Mafia
Nelle sale ex voto dei santuari di Pompei e di Madonna dell’Arco, tra i più visitati al mondo, non si contano gli oggetti in oro e i costosi regali che noti malavitosi hanno offerto alla madonna in segno di gratitudine per essersi salvati da un agguato. O per aver concluso un affare milionario. O perché il loro rivale è morto ammazzato.

Attività antimafiosa: Rispetto dell'ambiente
I prodotti provenienti dai beni confiscati a volte hanno un prezzo maggiore degli analoghi del mercato, ciò avviene perché vengono rispettate le regole che garantiscono la qualità biologica del prodotto. L'organizzazione mafiosa ha invece un RAPPORTO PREDATORIO con il territorio, non lo rispetta, al contrario l'impresa antimafiosa non è pericolosa né per il presente, né per il futuro (liberamente tratto dagli Appunti di Laura Calabria).

Guida
Maria ha a cuore tutta l'umanità, è attenta ai problemi e alle difficoltà di tutti, per questo è “ausiliatrice”, “colei che aiuta”. Maria è stata generosa, offrendo la sua vita a Dio per il bene del mondo, per il futuro dell'umanità. Impariamo da lei a non essere egoisti con le risorse che ci vengono date, ma preserviamole per il futuro dei nostri figli e impariamo a condividerle in modo equo, creando una rete di solidarietà reciproca.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria

SEGNO e PREGHIERA
Recitiamo ora delle litanie spontanee alla Madonna, a cui risponderemo coralmente “Prega per noi!”, passandoci un gomitolo che creerà una rete.
Appellativi a Maria: Madre..., Vergine..., Regina..., ma potete anche spaziare oltre questi!

Preghiera conclusiva
Tu, o Maria, donna della speranza,
rimani in mezzo ai discepoli come la loro Madre,
come Madre della speranza.
Santa Maria, Madre di Dio, Madre nostra,
insegnaci a credere, sperare ed amare con te.
Indicaci la via verso il suo regno!
Stella del mare, brilla su di noi
e guidaci nel nostro cammino! 
Benedetto XVI


Canto finale: Ave Maria

Ave Maria, ave. Ave maria, ave.

Donna dell'attesa e madre di speranza, ora pro nobis.
Donna del sorriso e madre del silenzio, ora pro nobis.
Donna di frontiera e madre dell'ardore, ora pro nobis.
Donna del riposo e madre del sentiero, ora pro nobis.

Ave Maria, ave. Ave maria, ave.

Donna del deserto e madre del respiro, ora pro nobis.
Donna della sera e madre del ricordo, ora pro nobis.
Donna del presente e madre del ritorno, ora pro nobis.
Donna della terra e madre dell'amore, ora pro nobis.

Ave Maria, ave. Ave maria, ave. Ave Maria, ave. Ave maria, ave.

domenica 28 giugno 2015

27 aprile 2015 - Cosa Nostra? Cos'è nostro?

Durante l'anno abbiamo avuto molte provocazioni sul tema della Mafia:
  • la scelta dell'iniziativa di solidarietà di AC triennale è a favore di Libera, associazione contro la Mafia, per cui abbiamo fatto la bancarella dei peluches;
  • al pizza e cinema, incontro zonale di febbraio, abbiamo visto il film “La Mafia uccide solo d'Estate”;
  • c'è stato l'incontro a Villa Pace con Rita Borsellino, sorella di Paolo e vicepresidente dell'Associazione LIBERA.


Il primo incontro del primo modulo sul tema MAFIA voleva essere una contestualizzazione di alcuni eventi e di alcune dinamiche della Mafia, grazie al prezioso contributo di un componente del gruppo, si voleva dare alcune notizie e nozioni su cos'è la Mafia, cosa ha fatto e come lo Stato e la società civile si sono confrontati con questo problema.
Per rendere la cosa più dinamica, visto che l'incontro di fatto era nozionistico, l'educatrice ha creato una specie di quizzone, attraverso il quale i giovani, divisi in squadre, dovevano associare evento a data.

Regole del gioco:
Ogni squadra sceglieva l'evento sul tabellone, l'educatrice dava quattro possibili date presenti su un altro tabellone, loro potevano decidere se passare la domanda o provare a rispondere. Se davano la risposta, continuavano fino allo sbaglio. Nel frattempo ogni data giusta veniva staccata da un tabellone e associata all'evento quindi le possibili risposte rimanevano sempre meno.

Ogni squadra aveva 3 Jolly:
  • il 50-50, forniva loro solo 2 date invece di quattro
  • l'aiuto dell'esperto
  • carta cambio-domanda: che permetteva loro di cambiare domanda senza perdere il turno


Dinamica educativa:
Questa modalità permetteva di conoscere alcuni eventi importanti e distribuirli nel tempo, permetteva all'educatrice e a Laura di fare anche delle osservazioni e dare spunti di riflessione su molti eventi. Anche il fatto di sbagliare spesso le risposte, perché l'argomento era poco conosciuto, ha permesso di mettere a fuoco meglio alcuni eventi e, spero, interiorizzarli.

Lista degli eventi e delle date proposte:
1875-76 – Commissione d'inchiesta Franchetti-Sonnino: interesse episodico dello Stato sulla MAFIA soprattutto a livello personale di Franchetti e Sonnino

1893 – Omicidio di Emanuele Notabartolo ex sindaco di Palermo ed ex direttore del Banco di Sicilia → 1° reato di Mafia nelle indagini della Commissione Parlamentare Anti-mafia.

1956 – Procura generale di Palermo: “delinquenza mafiosa scomparsa” → scontri bande rivali

1962 – Legge 1720 viene istituita la Commisisone Parlamentare d'inchiesta sul Fenomeno della Mafia in Sicilia
1962 – 1a Guerra di MAFIA: Badalamenti vs Rina per commercio di droga

1963 – 1a strage di MAFIA: Strage di Ciaciulli per colpire Salvatore Greco, boss mafioso. Viene fatto saltare un ordigno che uccide 7 tra carabinieri, poliziotti e forze dell'ordine.
1963 – 1° MAXI PROCESSO per la strage di Ciaciulli: 144 imputati di cui SOLO 10 condannati.

1967 – Prefetto Generale Di Palermo dichiara: “la criminalità mafiosa è in una fase di lento declino”
1968 – Si ritiene che l'allontanamento del mafioso dalla Sicilia risolva il problema: sottovalutazione del problema mafioso

1969 – Strage di Viale Lazio contro i boss mafioso Cavatoio → Ascesa dei Corleonesi (evento con cui inizia il film “La mafia uccide solo d'Estate”)

1970 – tentativo di colpo di stato: Golpe Borghese

1971 – Omicidio di Pietro Scaglione, procuratore della repubblica di Palermo

1973 – Leonardo Vitale è il primo “collaboratore di giustizia”, non viene creduto e finisce in manicomio

1974-77 – Mafia diventa molto attiva in campo economico (anni del Terrorismo e Brigate Rosse)

1977 – sentenza di Cassazione dichiara: “La vecchia Mafia non era associazione criminale, la nuova sì”

1978 – Viene ucciso Peppino Impastato

1979 – Chiedono a Falcone: “Tu credi davvero che la Mafia esista?

1980 – Omicidio di Piersanti Mattarella, Presidente della Regione Sicilia
1980 – CosaNostra controlla gran parte del traffico mondiale di droga destinato agli USA

1981-83 – Guerra tra bande: sono uccisi tutti coloro che erano contrapposti ai Corleonesi: CosaNostra unita e ben assestata sul territorio

1982 – Omicidio di Pio La Torre, la cui legge, Legge La Torre, introduce il nuovo reato di associazione a delinquere di stampo mafioso e che permette la possibilità di svolgere accertamenti patrimoniali e la confisca dei beni

1982 – Omicidio del Generale Dalla Chiesa, prefetto di Sicilia

1983 – È ucciso Rocco Chinnici, capo dell'Ufficio Istruzione del tribunale di Palermo

1986-87 – Maxi Processo alla Mafia: 474 imputati, di cui assolti 114, 8.00 pagine di ordinanza redatte da Falcone e Borsellino nel Carcere di Asinara. Questo processo dimostra l'esistenza di CosaNostra come associazione criminale unica e verticistica e ne condanna i membri. Questo mette in crisi uno dei capisaldi di Cosanostra: l'impunibilità dei membri

1989 – 1° tentativo di attentato a Falcone

1990 – Omicidio di Rosario Livatino, magistrato, membro di Azione Cattolica e beato

1991 – Nasce la DIA (Direzione Investigativa Anti-mafia), poi divenuta DNA (Direzione Nazionale Anti-mafia)

1992 – Stragi di Capaci e di via D'Amelio, nelle quali perdono la vita Giovanni Falcone, sua moglie e la scorta  e Paolo Borsellino e la sua scorta

1993 – Commissione parlamentare antimafia procede con un'inchiesta sui rapporti Stato-Mafia

1993 – Giovanni Paolo II si scaglia contro la Mafia in visita in Sicilia

1993 – Omicidio di Padre Pino Puglisi

1995 – Nasce l'associazione LIBERA dalle Mafie

1996 – Legge Anti-Usura → Legge 109/96 destina a fini sociali i beni confiscati alla Mafia grazie alla raccolta di 1 milione di firme

Bibliografia:
- Cose di Cosa Nostra di Giovanni Falcone e Marcelle Padovani, BUR editore (consigliatissimo)
- Sito della Camera che però attualmente ha rimosso la cronologia utilizzata per lo schema sopra (???) → http://www.camera.it/leg17/436?shadow_organo_parlamentare=2328&natura=B
- Appunti di Laura Calabria (consigliatissimi ;) )

Preghiera conclusiva:
Dal Vangelo di Matteo (Mt 5, 33-37)
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.

Riflessione di Rita Borsellino (link fonte):
Cosa vuol dire perdono? Ho dovuto misurarmi con questa domanda terribile subito dopo la morte di Paolo. Mentre mi aggiravo tra le macerie della mia casa e dei miei affetti, un giornalista impietoso mi chiese: "Lei perdona gli assassini di suo fratello?". Mi turbò profondamente quella domanda, mi obbligò a riflettere. Era difficile per me in quel momento anche soltanto prendere coscienza di ciò che stavo vivendo. Mi interrogai sui miei sentimenti e ringraziai Dio di non provare odio nei confronti di chi tanto male mi aveva fatto. Pensavo che il fatto di non conoscere il volto di quelle persone fosse la causa di ciò.
E quando l'anno successivo fu catturato Totò Riina, il capo dei capi, e potei vederne le immagini trasmesse dai telegiornali, ancora una volta mi interrogai senza sapermi dare risposta. Fu mia madre, che a 85 anni aveva visto morire il figlio amatissimo e aveva vissuto l'esperienza terribile dell'esplosione, che sussurrò alle mie spalle: "Che pena mi fa quell'uomo", illuminando i primi passi di quello che sarebbe stato il cammino difficile e bellissimo del perdono. Bisogna mettere insieme la testa e il cuore, bisogna essere capaci di vedere in chi ti ha fatto del male l'uomo, l'uomo con le sue colpe, i suoi errori, ma uomo da conoscere, da capire e alla fine da amare.
Lo faceva Paolo quando si trovava a interrogare uomini che si erano macchiati di delitti anche gravi, talvolta suoi ex compagni di gioco nel quartiere povero e degradato dove eravamo cresciuti. Noi in una condizione di privilegio perché figli del farmacista, loro figli di pescatori o di povera gente. "Quando", si chiedeva Paolo, "avevano preso una strada sbagliata e nessuno se ne era accorto?". Mia madre aveva capito e provava pena per un uomo che si era abbrutito tanto di rischiare di spegnere la scintilla divina che come ogni uomo aveva dentro. Perdonare allora non significa far finta che non sia successo nulla. Nessuno può chiedere questo. Significa volere fortemente giustizia, non vendetta. Far sì che chi ha sbagliato prenda coscienza del male fatto e sentirsi disposti ad accompagnare in questo difficile percorso chi ti ha fatto del male. Operare in modo che non si ricreino le condizioni per cui altri possano scegliere di intraprendere strade sbagliate. Accompagnar chi per condizioni sociali, economiche, familiari, può più facilmente incorrere nella tentazione di scegliere scorciatoie pericolose. Condividere, insomma, un cammino comune con la consapevolezza che ognuno ha qualcosa da dare e da ricevere.
Diceva Papa Giovanni Paolo II "Non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono" ma è pur vero che non può esserci perdono senza giustizia.
E da lì che bisogna partire, dalla giustizia, dal bisogno di giustizia della vittima che deve trovare pace dentro di sé per potere costruire pace attorno a sé. Pace da vivere, da donare, da condividere. Pace e perdono, i soli capaci di interrompere quei circuiti di odio e di vendetta che provocano solo altro odio in una spirale di violenza e di abbrutimento senza fine.

Canto: A te vorrei
Se il sole non illuminasse più questo pallido pianeta,
se il silenzio della morte ammutolisse il mio canto,
se il cuore della terra non riscaldasse più,
non dispererei,perché troppo grande è in me
la Tua presenza perché so, Dio, che Tu sei amore.

A te che ascolti vorrei dire: Dio è amore, amore.
A te che piangi vorrei dire: Dio è amore, amore.
A te che lotti vorrei dire: Dio è amore, amore.

Non ci sarà amore più grande di chi dà la vita per gli amici suoi.
E noi abbiamo creduto e conosciuto l’amore che Dio ha per tutti noi.

Ad ogni uomo vorrei dire: Dio è amore, amore. (3v)

giovedì 19 marzo 2015

2 marzo 2015 - Sacrificio per passione


L'incontro è cominciato con la Lettura scelta per la Preghiera

Dalla prima Lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi (1Cor 11, 23-29)
Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga. Perciò chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna. 

Questo brano di San Paolo è il primo testo che i cristiani hanno conosciuto sull'Ultima Cena e in particolar modo sul rito dell'Eucarestia. Paolo è piuttosto severo riguardo all'atteggiamento da assumere rispetto alla Liturgia eucaristica e le sue parole ci spaventano un po': "mangia e beve la propria condanna" è piuttosto forte. Paolo è contemporaneo di Gesù e conosce molto bene la crocifissione e la flagellazione, aveva bene negli occhi quello che Gesù, che è Dio, aveva patito. Pensiamo alle parole di San Paolo mentre vediamo alcune parti scelte dal film The Passion.

Introduzione alle parti

Questo film è stato molto discusso, in particolare per l'eccessività di alcune scene, molti pezzi sono esasperati ed esagerati, però sono molto interessanti le scelte fate per il montaggio. Il film narra dall'arresto fino alla morte in croce, con una rapidissima scena sulla resurrezione. 
Durante la Passione ci sono interessanti flashback in punti salienti, la scelta è stata legare la morte di Gesù sulla croce al rito eucaristico e questi rimandi vogliono proprio dare un evidente collegamento tra le due cose. 
In particolare vediamo come la figura di Giovanni sia quasi assente rispetto alla tragedia che si consuma, quasi "imbambolato", in realtà la figura di Giovanni, su cui spesso partono questi flashback, sembra che stia rievocando la passione attraverso una Messa postuma, come se stia rielaborando il lutto della morte di Gesù in una contemplazione mistica del suo significato salvifico.
Nella liturgia infatti noi non facciamo tanto MEMORIA dell'Ultima Cena, ma facciamo MEMORIA della morte in croce di Gesù e della sua vittoria sulla morte. Quando Gesù insegna agli apostoli il segno del pane e del vino, insegna loro come ricordare correttamente la sua morte e la sua resurrezione, perché è la sua morte, il suo SACRIFICIO, a dare significato allo spezzare del pane e al versare del vino.

Primo spezzone: La flagellazione

La tortura è esasperata dalle scene di sangue, nel senso che se fosse stato realmente così Gesù sarebbe morto prima di dissanguamento, certo è che il regista Gibson h voluto coinvolgere il pubblico nel dolore con lo strumento visivo, perché non poteva coinvolgerlo altrimenti. Ma al di là della forte impressione fisica che ci dà assistere alla tortura, ci sono quattro cose molto interessanti per capire la Liturgia e quindi il senso:
  1. la presenza continua del diavolo a rappresentare "l'ultima tentazione". Quando pensiamo alla morte in croce di Gesù dobbiamo tenere ben presente il Vangelo delle tentazioni (infatti è il primo Vangelo dell'inizio della Quaresima): le tentazioni infatti ci fanno capire qual è l'idea di Dio che Gesù intende trasmetterci. La richiesta diabolica di trasformare i sassi i pietre vorrebbe un Dio che deve soccorrere le mie esigenze: se ho fame mi deve nutrire, se sono malato mi deve guarire, se non ho un lavoro me lo deve far trovare, ma il Dio di Gesù non è così. La richiesta di saltare giù dal tempo e sopravvivere vorrebbe un Dio super-eroe, che fa miracoli, magico, ma il Dio di Gesù non è neppure questo. La richiesta di adorare il diavolo vorrebbe un Dio che pur di conquistare gli uomini, cede al male, ma il Dio di Gesù non ci vuole sudditi o schiavi, vuole che impariamo ad amarlo liberamente.
  2. la flagellazione ci mostra quindi qual è la vera natura del Dio di Gesù: un Dio che pur di non violentare la nostra libertà ci permette di violentarlo, ha un tale rispetto del nostro libero arbitrio che se noi decidiamo di picchiarlo, lui si fa picchiare, se noi desideriamo ucciderlo, lui si fa uccidere, ma non ferma la nostra volontà, non limita la nostra libertà. Questo è il Dio di Gesù.
  3. Maria non capisce come mai il Figlio accetta questa tortura (infatti dice più o meno che il Figlio può fare cessare tutto quando lo avrebbe ritenuto opportuno). Neppure Maria, che è l'essere umano in assoluto più consapevole della divinità del Figlio, riesce a capire perché il Figlio di Dio accetti tutto questo. L'immagine di Dio che Gesù ci restituisce è quindi originale, nuova, lontana da ogni logica umana: è una RIVELAZIONE. Noi esseri umani non saremmo mai giunti a una tale consapevolezza del significato e dell'identità divina senza Gesù, infatti la religione cristiana è l'unica rivelata, cioè Dio stesso si è rivelato!! E quale strumento ha scelto per protrarre questa rivelazione? La liturgia: il pane e il vino.
  4. - il flashback sulla lavanda dei piedi riprende il concetto sopra detto sul rispetto della nostra libertà e un altro: nel Vangelo di Giovanni, prima della Passione di Cristo, non c'è il pane e il vino, ma la lavanda dei piedi. Essa è un altro segno che Gesù compie come MEMORIALE del suo SACRIFICIO, ci indica la via per conoscerLo: mettersi a servizio dei fratelli, questo santifica (=rende di Dio) la nostra esistenza.


Secondo spezzone: l'incontro con la Madre sulla Via Crucis

Il pezzo preferito dalla educatrice, la quale sostiene che solo questo pezzo renderebbe degna tutta la pellicola. In questo pezzo si vede che Maria soccorre Gesù caduto sotto la croce e il ricordo di lei che soccorre il piccolo Gesù, ma la parte interessante è Gesù che le dice "Ecco io faccio nuove tutte le cose". Questo verso è dell'Apocalisse di Giovanni (guarda caso nel film Giovanni è proprio lì che vede e ascolta tutto, furbetto!), messo qui assume un significato spettacolare poiché spiega come Gesù stia con la sua Passione rinnovando non solo l'immagine che gli uomini devono avere di Dio (vedi spiegazione precedente), ma rinnova anche la morte e, quindi, rinnova anche la vita e quindi rende nuova anche la nostra natura umana e quindi… (potrei andare avanti all'infinito).

Terzo spezzone: spoliazione, crocifissione, morte, deposizione dalla croce e resurrezione.

La scena di Gesù spogliato delle vesti intervallata dalla scena del pane scoperto nel cestino, la scena di Gesù steso sulla croce con la scena dell'Ultima Cena, la scena dei chiodi che trafiggono le mani di Gesù con la scena del vino versato nel calice, Gesù innalzato sulla croce con Gesù che alza il pane e dice "Questo è il mio corpo reso in sacrificio per voi", il sangue che scorre dalla croce con la scena in cui Gesù parla del sangue versato per la Nuova Alleanza. 
Il pane è formato da grani di frumento macinati e impastati, poi viene ulteriormente spezzato per essere mangiato. Il vino è formato da chicchi di uva spremuti, lasciati riposare (3 giorni nel sepolcro) e poi versati nei calici per essere bevuto. Entrambi questi segni evocano lo strazio, la lacerazione, il morire e il trasformarsi in qualcosa d'altro per essere condiviso e nutrire gli uomini, questa è la via che Dio ha scelto per farsi conoscere dagli uomini.
La costruzione delle scene della crocifissione di The Passion, decisamente ben pensata, fa emergere chiaramente quanto la liturgia eucaristica (lo spezzare del pane e il versare del vino) sia collegata alla morte in croce di Gesù. Il sacrificio di Gesù non è inteso che ha fatto una cosa sgradevole per salvarci, ma è sacrificio inteso come "sacrum facere" = rendere sacro! Con il SACRIFICIO liturgico, Gesù rende sacro il pane e il vino che diventano il suo corpo e il suo sangue, nutrendoci di questi noi stessi diventiamo sacri, perché questi alimenti si mescolano al nostro corpo e al nostro sangue. Gesù rende sacra la morte, che è il luogo della non relazione, con la morte non è possibile nessuna relazione neanche noi con il nostro corpo, Gesù entra nella morte, si fa inghiottire dalla morte per potere dire all'uomo che anche lì, nel luogo della non relazione, l'uomo può avere una relazione con Dio, Dio può andare anche lì, può superare anche questo confine. 
Quando Gesù entra nella morte diventa il passaggio che permette all'uomo morto di mantenere un legame con Dio ("Io sono la via, la verità e la vita") e quindi di ritornare alla vita per mezzo di lui che è il Signore della Vita. Allo stesso modo, anche se in modo "separato" Gesù entra nel peccato, si fa peccato (che è il luogo della non relazione con Dio) per permettere a chi è nel peccato di passare attraverso di Lui per ritornare a Dio. Tutto questo entrare nella morte e nel peccato, per Gesù, che è il Signore della Vita ed è l'Agnello senza macchia, è assolutamente lacerante, straziante. Egli ha compromesso la sua intera essenza per permettere all'uomo la redenzione, noi non possiamo lontanamente immaginarci quale sofferenza esistenziale Gesù ha sofferto con la morte di croce ("Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato", per questo nessun essere umano potrà mai soffrire una morte simile.
Altra chiarificazione indispensabile, durante l'Ultima Cena non avviene una liturgia sacramentale, perché non essendo ancora morto in croce il SACRIFICIO non era ancora compiuto. Con l'Ultima Cena Gesù spiega ai discepoli quali gesti dovranno compiere per fare MEMORIA del SACRIFICIO e quindi rendere possibile la Sua Presenza Reale nel pane e nel vino. Per questo motivo la Liturgia Eucaristica è MEMORIA del Passione, Morte e Resurrezione non tanto la Memoria dell'Ultima Cena.
Un'altra esagerazione di Mel Gibson è il tempio che si spezza a metà per il terremoto, i Vangeli scrivono "il velo del tempio si squarciò", solo il velo, che era la tenda dietro la quale era presente il Santo dei Santi (Dio). Quando Gesù muore sulla croce, Dio non è più presente nel tempio, ma ovunque avvenga il SACRIFICIO LITURGICO che diventa il nuovo modo di evocare la presenza di Dio. Quando Gesù ribalta il mercato nel tempio (guarda caso il Vangelo della 3^ domenica di Quaresima), non lo fa perché in Chiesa non bisogna fare casino, lo fa perché con il suo avvento quel modo di pregare non servirà più, non sarà più quello! Giovanni nel suo Vangelo dice infatti "<<Distruggete questo tempio e io lo ricostruirò in tre giorni>> parlava infatti del tempio del suo corpo". Quale sarà quindi il nuovo modo per invocare la presenza di Dio? La Liturgia eucaristica, cioè la frazione del pane e il versare del vino.
Ultima cos a interessante partendo dal film è la scena in cui il sudario di Gesù si affloscia, evoca ancora il Vangelo di Giovanni che dice che il sudario non era "in terra con le bende, ma stava da un parte, piegato", dove quel piegato è una vecchia traduzione imprecisa dal termine greco che significa appunto "ripiegato su se stesso, afflosciato su se stesso", come se il corpo che conteneva fosse mancato improvvisamente e il sudario si fosse svuotato senza svolgersi. Il film di Gibson prende largo spunto dallo studio della Sindone, il Gesù di The Passion subisce le stesse ferite, contusioni e lacerazioni subite dall'uomo della Sindone. La Sindone non è verità di fede, ma rimane un riferimento molto interessante, la educatrice invita i giovani a osservare con attenzione la bella stampa che durante la Quaresima è stata esposta in fondo alla Chiesa.

Questioni finali:

Uno dei giovani chiede all'educatrice se il film è un riferimento autorevole, l'educatrice risponde che ci sono delle evidenti esagerazione e diverse inesattezze, tuttavia è uno strumento interessante per cogliere alcuni significati. Anche lo studio su alcuni personaggi sono particolarmente belli, Maria è un personaggio splendido del film, ma anche lo stesso Gesù è ben reso, per non parlare dell'inquietante diavolo.

Preghiera:

Si rilegge la Lettera di San Paolo ai Corinzi.

Alla luce di quanto letto San Paolo non aveva tutti i torti ad essere severo, per due motivi:
- il SACRIFICIO compiuto da Gesù è una cosa a cui prestare attenzione, quella sofferenza subita per noi non può renderci indifferenti davanti al banchetto eucaristico;
- sopratutto se non riusciamo a cogliere che nel pane e nel vino c'è la presenza santificante di Gesù, non riusciamo a vedere la salvezza e ad usare il corpo e sangue di Gesù come strumento che ci libera dalla morte e dal peccato e per questa non consapevolezza ci condanniamo, perché non cogliamo la salvezza preparata per noi, Gesù/Dio ci lascia liberi anche di scegliere di non salvarci.
Per questo San Paolo non è tanto bacchettone, ma ci spiega chiaramente come stanno le cose.

Gesto: spezzare il pane e bere il vino. La educatrice non aveva il pane in casa, ma aveva solo un po' di vino per cucinare. Gesù ha saputo trovare segni facili da reperire (pane e vino) presenti addirittura nella sfornita casa dell'educatrice. Si assaggia il vino per evocare il sapore, il gusto di questa scelta divina di esserci vicino.

Preghiera Comunitaria
La tua, la mia messa
Quando soffro e il mio soffrire è tale
 che mi impedisce ogni attività,
 mi ricordo della messa.

Tu nella messa, Signore Gesù,
 oggi come allora,
 non lavori, non predichi:
t i sacrifichi per amore.

Nella vita si possono fare tante cose, 
dire tante parole,
 ma la voce del dolore,
 del dolore offerto per amore,
 è la parola più forte, 
quella che ferisce il cielo.

Quando soffro, 
immergo il mio dolore nel tuo: 
dico la mia messa;
 e lascio scorrere la mia sofferenza
a beneficio dell'umanità:
 come hai fatto tu, mio Signore!
Chiara Lubich

Canto: Piccolo pane bianco
Quella sera Signore già pensavi a me,
follia dell’amore di un Dio che si fa pane;
quella sera Signore ero insieme a Te,
dovevi morire, ma Tu pensavi a me, Signore
credo e adoro te Signore
io credo che tu sei lì presente
in quel piccolo pane bianco per me!

Ed eccomi Signore a contemplarti,
Tu Dio in questo pane, frammento d’infinito!
Ed eccomi Signore ad adorarti,
Tu Dio sei l’immenso ti fai piccolo per me, Signore
credo a te che ti nascondi nel mio cuore,
a te che sei presente
in quel piccolo pane bianco per me!

E’ bello stare qui per me Signore,
presenza silenziosa, che sai di me ogni cosa!
Io dono a Te Signore la mia vita,
per Te è il mio amore, le mani, gli occhi e il cuore, sì io
credo a te che vivi in me, Signore
credo a te che sei presente
in quel piccolo pane bianco per me!  

Ed anche nella notte del mio cuore,
quando la mia mente non ti sa più pensare,
quando io non sento che ci sei, a Te
io grido ancora con la forza dell’amore, sì io
credo che oltre la mia notte
tu ci sei e sempre sei presente
in quel piccolo pane bianco per me!

Credo che oltre la mia notte
Tu ci sei e sempre sei presente
In quel piccolo pane bianco per me!

Nel mondo io con gioia andrò
E piccolo pane bianco sarò!