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domenica 1 maggio 2016

15 marzo 2016 - Una più del diavolo

Ai giovani è stato richiesto di portare due oggetti: un oggetto a cui tengono e un portafortuna.
Le sei partecipanti hanno portato: Oceano Mare di Baricco, l'orologio del papà, una spilla legata ad un ricordo, un anello di legno di cocco ed un solo portafortuna, che era un braccialetto di brillantini.

A ciascuna delle partecipanti ho affidato un cartoncino rotondo, chiamandolo "credito", che ho chiesto di personalizzare.

Poi, divise in tre coppie, due coppie hanno dovuto scegliere un oggetto del gruppo "oggetti a cui teniamo" e l'ultima coppia ha dovuto lavorare con il "portafortuna".
Ogni coppia doveva trovare il modo per convincere le altre partecipanti a scegliere il proprio oggetto attraverso degli spot, infatti alla fine degli spot ogni partecipante doveva dare il proprio credito per uno o per l'altro oggetto.

Abbiamo letto la premessa del libro Lettere di Berlicche di C.S.Lewis
"Non ho intenzione di narrare come mi capitò nelle mani la corrispondenza che offro ora al pubblico.
Vi sono due errori, uguali e opposti, nei quali la nostra razza può cadere nei riguardi dei Diavoli. Uno è di non credere alla loro esistenza. L'altro, di credervi, e di sentire per essi un interesse eccessivo e non sano. I Diavoli sono contenti d'ambedue gli errori e salutano con la stessa gioia il materialista e il mago. Quel genere di scrittura convenzionale usato in questo libro può essere facilmente imparato da chiunque ne abbia una volta appreso il congegno; ma le persone malevole ed eccitabili, che potrebbero farne un uso cattivo, non l'apprenderanno da me.
I lettori sono pregati di ricordare che il Demonio è un bugiardo. Non si deve ritener vero, neppure dal suo punto di vista, tutto ciò che Berlicche dice. Io non ho fatto alcun tentativo per identificare l'uno o l'altro degli esseri umani ricordati nelle letture; ma ritengo che non sia probabile che ritratti come quelli, ad esempio, di P. Spike e della madre del paziente, siano del tutto in- giusti. V'è un modo di pensare pieno di desiderio al- l'Inferno come sulla Terra.
Infine, dovrei aggiungere che non è stato fatto nessuno sforzo per stabilire la cronologia delle lettere. Il numero XVII si presenta come scritto prima che il razionamento diventasse una cosa preoccupante; ma in generale il metodo diabolico di datare pare che non abbia relazione con il tempo terrestre e io non mi sono sforzato di riprodurlo. La storia della guerra in Europa, eccetto nei casi sporadici in cui interferisce nella condizione spirituale di un essere umano, è evidente che non interessava Berlicche.
Magdalen College 5 luglio 1941
C.S. Lewis"

[A questo link potrete trovare l'intero libro --> http://www.chiesariformatasalerno.net/media/le_lettere_di_be.pdf]

A questo punto abbiamo osservato come il diavolo giochi su queste due posizioni: materialismo e magia/superstizione. Già dall'introduzione vedendo gli oggetti portati, abbiamo capito che sono due condizioni che non appartengono molto al gruppo. Gli oggetti portati non avevano un grande valore in sé, ma erano pieni di valore per ciò che rappresentavano. Nessuno eccetto una persona ha portato il portafortuna, ma era chiaro che legasse l'oggetto non tanto alla superstizione quanto al ricordo e all'incoraggiamento di una relazione che esso rappresentava.
Satana punta sul materialismo e sulla magia perché punta all'illusione di controllo che queste dimensioni ci offrono. Il materialista si circonda di beni per essere "sicuro" che non gli manchi mai nulla, di essere accettato, di apparire forte, separarsi dalle sue cose lo rende instabile, si smarrisce se capita qualsiasi cosa al suo gruzzoletto, e il gruzzoletto che gli garantisce la solidità. Il superstizioso cerca di controllare il futuro, attraverso riti scaramantici tiene lontana la cattiva sorte. Entrambi questi soggetti fanno affidamento su altro che non è Dio e questo piace molto a satana.

Il credito rappresenta proprio questa scelta: di chi ci vogliamo fidare? Qui il credito era "affidato" allo spot più convincente o all'oggetto più utile. Ma nella nostra vita è necessario capire su chi vogliamo fare affidamento, di chi ci fidiamo?

La preghiera

Come preghiera abbiamo recitato il Compieta del martedì, che infatti parla del diavolo. Il Compieta fa parte della Liturgia delle Ore che è la Preghiera universale della Chiesa e che usa i salmi che era lo stesso modo di pregare di Gesù. Facendo questa preghiera abbiamo fatto unità con tutta quanta la Chiesa.

Conclusione

Infine abbiamo fatto un gesto, abbiamo incollato due crediti fra loro, formando una medaglia con due facce. Diavolo deriva da due parole greche dia è una preposizione greca che indica "allontanamento", separazione e ballo è un verbo greco che indica movimento, quindi diavolo significa "portare lontano", "spingere via". Diavolo è l'esatto contrario del "simbolo" che viene da syn particella greca che significa "con" "unione"; simbolo significa quindi "portare insieme" "congiungere" "unire". Il simbolo richiama una realtà, si lega ad un concetto preciso. Satana non è l'opposto di Dio, è l'opposto del Symbolum, che è il nostro "Credo", il nostro Simbolo apostolico che nella messa recitiamo insieme e che ci tiene uniti alla verità della Trinità. Alla fine abbiamo spezzato il credito unito e abbiamo dato una metà a ciascun componente presente. Se questa metà potrà riunirsi con la propria metà sarà un "simbolo", altrimenti no.

mercoledì 24 febbraio 2016

16 febbraio 2016 - Che diavolo vuoi?

Viene affidato al gruppo un test. Ad ogni risposta, a seconda della risposta, si creeranno delle fazioni, chi è per la risposta 1 e chi per la risposta 2. Le domande porteranno ad una diramazione e mai ad un ricongiungimento. Si specifica che le risposte non soddisferanno mai pienamente, ma si dovrà comunque propendere per una delle due affermazioni.

Secondo te la Bibbia: 
1. dice la verità 
2. è “inquinata” dalle credenze e dal pensiero dei suoi autori umani 

Secondo te Dio nelle guerre dovrebbe: 
1. portare in salvo le persone 
2. fermare i violenti 

 Secondo te Dio per risolvere la misera nel mondo dovrebbe: 
1. rendere gli uomini più generosi 
2. aumentare le risorse del mondo 

Secondo te Dio nella Seconda Guerra Mondiale avrebbe dovuto: 
1. far morire Hitler in uno dei numerosi attentati alla sua vita 
2. attivare una rivolta del popolo tedesco 

Secondo te Dio contro i terroristi dell'ISIS dovrebbe: 
1. accendere in loro i sentimenti di meraviglia, bellezza, tenerezza che possiedono verso il resto dell'umanità 
2. risvegliare negli occidentali le proprie responsabilità riguardo l'uso indebito di quei territori 

Secondo te Dio contro l'ateismo dilagante di oggi: 
1. dovrebbe essere più evidente
2. premiare con una vita più facile e bella chi lo crede 

Secondo te Dio nella questione del DDL Cirinnà dà ragione: 
1. ai favorevoli 
2. ai contrari 

Secondo te Dio si è espresso: 
1. più o meno in tutte le religioni, ma in nessuna in modo particolare 
2. in modo particolare in una sola 

Secondo te Dio è: 
1. conoscibile all'uomo 
2. imperscrutabile all'uomo 

Secondo te Dio sull'ecologia dovrebbe: 
1. suggerire agli uomini delle tecnologie pulite che permettono di non inquinare 
2. impedire che gli uomini consumino il suo creato con cataclismi 

Secondo te Dio dovrebbe: 
1. aprire le porte del Paradiso a tutti gli uomini 
2. giudicare secondo giustizia le azioni di ciascuno 

Secondo te Dio doveva essere: 
1. più chiaro nei suoi insegnamenti 
2. meno severo nelle sue prescrizioni 

Secondo te Dio doveva: 
1. lasciare meno libero l'uomo in modo che fosse un po' costretto a comportarsi bene
2. rendere l'uomo immune dalle azioni negative degli altri uomini

Secondo te la tua educatrice è:
1. impazzita per aver creato questo test
2. non sapeva cosa farci fare all'incontro 

A conclusione del test vediamo che sono rimaste 2 coppie e 4 situazioni singole.
Viene chiesto ai giovani quale difficoltà si è avuta nella realizzazione del test. La maggiore era che spesso la risposta che si voleva dare era un misto di entrambe le risposte, oppure nessuna delle due sembrava giusta. Anche nel dialogo si cercava di argomentare sempre a favore della nostra opinione, oppure si sceglieva la meno peggio.
S. intuisce che l'inghippo stava nel nostro desiderio di decidere noi la soluzione giusta per Dio. La grande tentazione, che è alla radice del peccato originale, è quella di metterci al posto di Dio, di voler dettare noi le regole del gioco.
Cominciamo a rilevare così due comportamenti tipici di Satana:
  • punta sempre sulla nostra opinione, ma non intesa in senso positivo, ma come "nostro egoismo"
  • punta a creare una divisione, una frattura, tra l'uomo e Dio e tra l'uomo e l'uomo

Passiamo a discutere insieme del Vangelo.


Preghiera

Canto di inizio: Ad una voce 

Con un cuore solo, figli dello stesso Padre vogliamo vivere Signore, 
Con un cuore solo, figli dello stesso Padre per adorare Te. 

A TE GRIDIAMO ABBÀ, RENDICI UNO IN TE, CON IL TUO SANTO SPIRITO
A TE GRIDIAMO ABBÀ, RENDICI UNO IN TE, CON IL TUO SANTO SPIRITO
CANTEREMO A TE AD UNA VOCE. 

Nel tuo nome Padre, facci segno del tuo Amore, perché il mondo creda in te, Nel tuo nome Padre, facci segno del tuo Amore, per annunciare Te. Rit. 

Con un cuore solo, figli dello stesso Padre per adorare Te. Rit. 
Con un cuore solo, (Con un cuore solo), Con un cuore solo… 

Dal Vangelo di Luca (Lc 4, 1-13)

1 Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, 2 per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. 
3 Allora il diavolo gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, di' a questa pietra che diventi pane". 
4 Gesù gli rispose: "Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo". 
5 Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra 6 e gli disse: "Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. 7 Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo". 
8 Gesù gli rispose: "Sta scritto: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto". 
9 Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; 10 sta scritto infatti: 
Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano; 
11 e anche: 
Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra". 
12 Gesù gli rispose: "È stato detto: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo". 
13 Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato. 

Discussione sul Vangelo

Una delle prime cose che viene segnalata è la debolezza di Gesù dopo 40 giorni nel deserto e Satana si "approfitta" proprio di quel momento. Altra cosa che viene notata è che Gesù non risponde mai direttamente, ma cita sempre le Scritture, tant'è che il diavolo, furbissimo, usa lo stesso espediente per farlo cadere in tentazione. 
Altra annotazione è quella di vedere un Gesù molto fragile che ha dei "cattivi pensieri", questo lo rende più accomunabile all'esperienza umana.
Inoltre Satana mente perché dice che il mondo è suo e può darlo a chi vuole, ma in realtà il mondo non è in mano di Satana.
L'educatrice spiega come questo vangelo sia molto interessante per cogliere la figura di Cristo e la sua missione. Infatti questo brano si colloca dopo il Battesimo e prima della missione pubblica di Gesù. Gesù ha fatto prima un atto pubblico, quale il Battesimo, che ha moltissime valenze, tra cui mettersi allo stesso livello dell'uomo, ma anche caricarsi di Spirito Santo, che lo guida nel deserto.
Nel deserto Gesù, si legge nel primo versetto per ben due volte, era guidato e pieno di Spirito Santo. Dopo quaranta giorni "ebbe fame" e sarebbe terminato il digiuno, quindi in un certo modo Gesù è autorizzato a mangiare, proprio lì in quel frangente la prima tentazione: il diavolo non suggerisce un atto illecito a Gesù, ma la modalità con cui Egli otterrebbe il pane è "straordinaria", sovrumana.
Allora Satana non vuole semplicemente far peccare Gesù, lo vuole allontanare da Dio e quindi desidera allontanare Gesù dal compito che Dio gli ha dato.
Gesù con le tentazioni mostra che tipo di salvatore non vuole essere e negandole rivela realmente il senso della sua missione.
Gesù rifiuta di trasformare le pietre in pane, perché Egli non è venuto a saziare i bisogni dell'uomo, non vuole essere colui che semplicemente con un colpo di bacchetta magica dà la soluzione alle esigenze elementari umane. Dice infatti: "Non di solo pane vive l'uomo", nell'uomo c'è molto di più da salvare!
Quante volte vorremmo un Dio che esaudisca i nostri desideri, anche legittimi: una guarigione, un lavoro, una casa, dei figli… ma Dio non funziona come la lampada di Aladino, Dio guarda molto più in là dei nostri desideri e punta a ciò che ci salva "tutti interi"
Gesù rifiuta di ottenere il potere sull'uomo "piegandosi" alla logica del mondo, prostrandosi a Satana, che effettivamente ha in mano il mondo, perché la redenzione non è ancora avvenuta, ma vuole che il mondo riconosca non Satana ma Dio come unico Signore.
Tantissime volte gli uomini rimproverano a Dio e chi lo segue di fare scelte troppo estreme, troppo anticonvenzionali, si dice spesso che la "Chiesa dovrebbe stare al passo con i tempi", ma non sarebbe un "piegarsi alla logica del mondo"?
Infine Gesù non intende conquistare l'uomo con l'evidenza del miracolo, non vuole obbligare l'uomo a credergli di fronte all'evidenza, vuole che l'uomo costruisca dentro di sé il rapporto con Gesù e con Dio. Spesso noi uomini vorremmo un Dio che si palesi senza ombra di dubbio, così potremmo finalmente credergli, ma Dio non vuole convincerci con la forza, vuole conquistarci con l'amore.
L'educatrice dice, in uno stupore generale, che Satana è una presenza spirituale dotata di volontà, cioè una presenza separata dall'uomo, non è semplicemente la personificazione poetica di un'atteggiamento morale o del male. Se si crede alla Bibbia, si crede anche agli angeli e ai demoni e Gesù Cristo in prima persona si confronta con entrambe queste figure incorporee ma presenti. Satana quindi esiste e condiziona l'uomo, non può obbligare l'uomo a fare del male, ma tende e tenderà sempre a separarlo da Dio. Si è parlato anche di questa entità tra fede e superstizione e su come in effetti agisca, l'educatrice tende a sottolineare che se è bene prendere consapevolezza che questa presenza ci sia e agisca e altrettanto bene prenderne le debite distanze, senza crogiolarsi in pensieri e suggestioni su di essa.
Si discute anche sul perché nella Messa, i sacerdoti non spieghino questo vangelo così famoso, ma anche importante, rilevando alcuni dei punti emersi. Non sempre è facile e durante la Messa non si possono chiarire alcuni punti che se non chiariti potrebbero portare in confusione, però c'è tanto da lavorare sulla cultura generale cristiana.

Preghiera comunitaria: La speranza basta 

Sì, lo so, Signore, la mancanza di fiducia è peccato. 
Il peccato è allontanamento da te, è separazione, è distanza, e la distanza è la nostra colpa, la mia colpa. Tu l'hai scavalcata con la tua sofferenza per tutti gli uomini. 
Tu hai messo dei punti fermi: le tue parole. 
Tu hai acceso delle luci: le tue opere. 
Il tuo Vangelo è verità e via: cosa potrei desiderare di più?
La speranza basta. 
Magdalena Altwegg 

Padre Nostro

mercoledì 6 gennaio 2016

1 dicembre 2015 – Quanto costa la felicità?!

Obiettivo:

Capire che per Dio la felicità corrisponde all'espressione Regno di Dio o Regno dei Cieli. Capire che la felicità non è “solo” la ricompensa del fare il bene, ma il fare bene il bene è già felicità. 

Si comincia con la lettura del Vangelo, senza nessun commento. 

 Preghiera I parte: Dal Vangelo di Matteo (Mt 20, 1-16)

“Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: «Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò». Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: «Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?». Gli risposero: «Perché nessuno ci ha presi a giornata». Ed egli disse loro: «Andate anche voi nella vigna». Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: «Chiama i lavoratori e da' loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi». Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch'essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: «Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo». Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: «Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?». Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi”. 

Attività: Gara di areoplanini


Si divide il gruppo in squadre, premettendo che ci sarà un bellissimo premio. Si affidano alle squadre diversi modelli di areoplanini tra cui scegliere (http://www.toysblog.it/post/8327/come-fare-aeroplani-di-carta-le-istruzioni-per-undici-modelli-diversi) il modello o i modelli di areoplanino con cui la squadra vuole gareggiare. Ogni componente della squadra avrà il proprio areoplanino, ma si vincerà in squadra... Vince l'areoplanino che arriva più lontano. Alla fine della gara si proclama la squadra vincitrice, ma si premiano tutti. 




Condivisione: 


  • Vi è piaciuto questo lavoro?
  • Vi ha divertito la gara di areoplanini?
  • Che cosa pensate del Vangelo che abbiamo letto? 
  • Che cosa centra? Come c'entra? 


I ragazzi si dividono a grandi linee in due fazioni: 

  • quelli che ritengono un po' meschino l'arrabbiarsi dei primi lavoratori, perché dopotutto il Signore della vigna così aveva pattuito, non ha fatto nulla di sbagliato;
  • quelli invece che pur ammettendo il tutto ragionevole ammettono che ci rimarrebbero male, perché insomma non è giusto neppure non riconoscere il lavoro fatto tutto il giorno. Altrimenti non si va a lavorare se il proprio lavoro non viene riconosciuto. Dio non è meritocratico. 


Il punto sta proprio nel capire però cos'è questo lavorare nella vigna... Commento: Per Dio, per Gesù, per lo Spirito Santo il Regno di Dio è lavorare nella Vigna, la felicità, la ricompensa è lavorare nella vigna, è l'opportunità di lavorare nella vigna. “Che brutta cosa era meglio stare svaccati in spiaggia” pensa l'uomo e il mondo. Invece nella storiella chi è a bambanare mentre aspetta qualcuno che lo prenda “a giornata” non è felice, sta vivendo una condizione di vita senza senso, senza una meta, senza un orizzonte. È vero non lavora, ma non è felice, non sta dando senso alla sua vita. Il regno di Dio è trovare senso nella propria esistenza e questo è un lavoro, costa fatica, ma quella fatica produce felicità, produce un senso, un orizzonte di vita. Dio non è sciocco e non ci illude, Dio sa che la condizione dell'uomo è una condizione faticosa: l'uomo è limitato e quindi destinato a vivere con fatica e con dolore. Dio non ci dà la felicità togliendoci i nostri limiti, togliendoci le nostre fatiche di ogni giorno, ma ce le rende sopportabili, spalancando in noi l'infinita bellezza del dare alla nostra dimensione di vita un senso, un fine a cui tendere, per il quale migliorare. Sì, costa fatica, ma in realtà anche se non lavorassimo nella vigna, noi faticheremmo, il problema che lo faremmo senza un senso. Lavorare nella vigna vuol quindi “dare spessore” alla nostra esistenza, dare “ali” alla nostra vita. Per questo l'attività non era noiosa, ma divertente, doveva dare l'idea di qualcosa di piacevole anche se doveva essere “ben fatta”. 

La storiella
Un visitatore entrò nel cantiere dove nel Medioevo si stava costruendo una cattedrale. Incontrò un tagliapietre e gli chiese: “Che cosa stai facendo?"
L’altro rispose di malumore: “Non vedi, sto tagliando delle pietre”.
Così egli mostrava che considerava quel lavoro increscioso e di poco valore.
Il visitatore passò oltre e incontrò un secondo tagliapietre; anche a questo egli chiese cosa faceva.
“Sto guadagnando di che vivere per me e per la mia famiglia”, rispose l’operaio in tono calmo, mostrando una certa soddisfazione.
L’altro proseguì ancora e, trovato un terzo tagliapietre, gli rivolse la stessa domanda.
Questi rispose gioiosamente: “Sto costruendo una cattedrale”.

Ecco lavorare nella vigna è avere questa dimensione di vita di vedersi operosi per una "cattedrale", cioè l'opera grande della nostra esistenza.

Preghiera finale

Signore, accetto di tacere per sentire ciò che non è udibile.

Accetto di fare silenzio per ascoltare una voce che non sia la mia soltanto.

Accetto di non sapere per accogliere un messaggio misterioso della vita.
Ecco, con pazienza sto in ascolto:
vieni, Signore della vita, perché io viva la vita per intero;
vieni, Dio della felicità, perché io gusti per intero la felicità;

vieni, Dio della speranza, perché io lotti con speranza per la vita e la felicità di ogni creatura;

vieni, Dio della meraviglia e della certezza,

ma insieme poni nel cuore di ciascuno la consapevolezza che felicità è vivere alla tua presenza. 

Amen.
- Centro Salesiano Pastorale Giovanile - 

Ecco le tappe percorse da questo modulo: 


  • la felicità è legata a relazioni positive con gli altri → lavoro sulle emoticon 
  • cercare la felicità significa cercare Gesù, felici per Gesù sono quelli che hanno le condizioni che li spingono a cercarlo → lavoro sulle beatitudini
  • la felicità è lavorare nella vigna, dare spessore alla propria vita, stare alla sua presenza. 


Per l'Avvento l'educatrice propone di trovare ogni giorno un motivo di felicità, mettere testa a “che cosa ci rende felice”, da qui la proposta di inserire immagini e “momenti” sui social con un #hashtag particolare. Se troviamo questi motivi potremmo leggerli secondo alcune chiavi di lettura che scopriremo riprendendo il gruppo.

martedì 20 ottobre 2015

13 ottobre 2015 - Che Magnificat!

Ci siamo trovati in cappella e abbiamo cominciato con la lettura del Vangelo recitata a parti.


Dal Vangelo di Luca (Lc 1,26-45)

26 Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, 27 a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28 Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». 29 A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. 30 L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32 Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
34 Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». 35 Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. 36 Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: 37 nulla è impossibile a Dio». 38 Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.
39 In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. 40 Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41 Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo 42 ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43 A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? 44 Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. 45 E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore».


Canto: MAGNIFICAT



Commento:

Maria in questo Vangelo è fantastica perché non è che semplicemente remissiva, ma ascolta tanto anche da porre una domanda intelligente all'angelo. Maria non è sprovveduta, pone subito una questione sostanziale. Altra cosa strabella è che Maria, dopo l'annuncio, parte subito per visitare Maddalena.
Maria vuole assicurarsi che ciò che gli ha detto l'angelo è davvero reale. Se ci pensiamo un attimo per Maria era una notizia bomba, perché lei era ebrea e i suoi avi aspettavano il Messia da tempo: scoprire che proprio lei sarebbe stata madre della promessa del Dio di Israele era il sogno che si realizzava! Quando poi Maria vede il pancione di Elisabetta, realizza che è tutto vero e la preghiera del Magnificat testimonia tutta questa gioia esplosiva di tutta la bellezza di Dio che si manifesta in questo canto che prepara a un mondo meraviglioso per tutti.
Viene chiesto se Maddalena sapeva che Maria era destinata ad essere madre di Dio. L'educatrice dice che nel Vangelo non è riportato, ma come l'angelo ha parlato a Zaccaria, il marito di Maddalena, forse una comunicazione angelica è avvenuta anche con Maddalena, non lo sappiamo. Laura C osserva magari Maddalena lo ha letto in faccia a Maria tanto era raggiante

Mostra Magnificat:

Abbiamo chiesto a ogni partecipante di portare un qualcosa di meraviglioso, che pensandolo guardandolo o ascoltandolo lo avesse "staccato da terra"
Libretto del campeggio – G
Album delle fotografia dei primi anni di vita – CB
Quadernetto – AL
Pallone - LC
Tramonto – AM
Foto DNA del kiwi – MT
Cielo stellato – SF
Foto del nipote – AS
Primo disegno delle superiori - MB
Anello - CZ

Aggiunte la sera del 20/10/15 anche:
Oceano Mare di Baricco – AF
Foto con amiche – I


Alla fine è stato presentato il Magnificat di Dio. 
I ragazzi vedevano la cornice da dietro, l'educatrice ha spiegato che questa opera famosissima, vista moltissime volte da tutti, spesso non viene considerata come l'opera che Dio ci ha indicato come il suo Magnificat nelle Scritture. Ha detto anche che l'opera presente è una copia dell'originale, perché è illegale prendersela ed esporla. Ha detto che Dio ogni volta che guarda questa opera il suo cuore si "stacca da terra" tanto lo "innamora". L'educatrice chiedeva di mettersi in ginocchio davanti a questa opera e di fare una preghiera personale. L'opera era uno specchio, in cui ogni ragazzo ha visto la propria immagine riflessa.

Condivisione
Abbiamo detto che molti magnificat degli altri potevano essere i nostri. Raccontando ognuno il proprio Magnificat si è avuta l'opportunità di conoscere gli altri meglio, anche perché inizialmente non si avrebbe avuto un confronto così profondo con tutti.

Si conclude la preghiera leggendo ognuno un pezzetto del Salmo 138 e concludendo tutti insieme con il Gloria.

Salmo 138

Signore, tu mi scruti e mi conosci,

tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,


intendi da lontano i miei pensieri,

osservi il mio cammino e il mio riposo,
ti sono note tutte le mie vie.


La mia parola non è ancora sulla lingua

ed ecco, Signore, già la conosci tutta.



Alle spalle e di fronte mi circondi 
e poni su di me la tua mano.



Meravigliosa per me la tua conoscenza,
troppo alta, per me inaccessibile.


Dove andare lontano dal tuo spirito?
Dove fuggire dalla tua presenza?



Se salgo in cielo, là tu sei;

se scendo negli inferi, eccoti.

Se prendo le ali dell'aurora
per abitare all'estremità del mare,

anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.

Se dico: “Almeno le tenebre mi avvolgano
e la luce intorno a me sia notte”,

 
nemmeno le tenebre per te sono tenebre


e la notte è luminosa come il giorno;
per te le tenebre sono come luce.



Sei tu che hai formato i miei reni

e mi hai tessuto nel grembo di mia madre.


Io ti rendo grazie:
hai fatto di me una meraviglia stupenda;


meravigliose sono le tue opere,

le riconosce pienamente l'anima mia.

Non ti erano nascoste le mie ossa 
quando venivo formato nel segreto,
ricamato nelle profondità della terra.


Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi;
erano tutti scritti nel tuo libro i giorni che furono fissati
quando ancora non ne esisteva uno.


Quanto profondi per me i tuoi pensieri,

quanto grande il loro numero, o Dio!


Se volessi contarli, sono più della sabbia. 

Mi risveglio e sono ancora con te.


Scrutami, o Dio, e conosci il mio cuore,

provami e conosci i miei pensieri;

vedi se percorro una via di dolore 
e guidami per una via di eternità.


Tutti: O Signore, nostro Dio,
 quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.
Gloria...


CANTO: Ave Maria

6 ottobre 2015 - Start!!

Ci siamo introdotti nel gruppo con il “simpatico” gioco delle sedie “olmo”, che ha riscosso un notevole successo, anche perché mi/ci ha fatto imparare tutti i nomi.

Speed Date (2' a coppia)

Divisi in coppia con 1 minuto a testa si rispondeva a 3 domande. Sotto abbiamo inserito le risposte che abbiamo sentito più o meno.

I Vecchi
Domanda:
Che cosa ti piace di questo gruppo?
Risposta: L'educatrice (). Quando non c'era il gruppo d'estate ne sentivano la mancanza. Insieme di persone improbabili, che non sono una compagnia di amici, ma nel gruppo funzionano. Argomenti coinvolgenti affrontati in maniera dinamica e trasversale.

Domanda: Che cosa ti aspetti quest'anno?
Risposta: Conoscere nuovi arrivati e quindi nuovi punti di vista. Temi nuovi e affrontati in maniera dinamica e trasversale.

Domanda: Che valore aggiunto ha l'AC per te?
Risposta: Gli incontri zonali (ndEdu Qui devo lavorare sull'identità associativa ) .


I Nuovi
Domanda: Come mai stai entrando in questo gruppo?
Risposta: Per far parte di un gruppo. Per confrontarmi con altre persone su problemi attuali. Dopo averne sentito parlare ho deciso di provare.

Domanda: Che cosa ti aspetti da noi?
Risposta: Temi nuovi e affrontati in maniera dinamica e trasversale. Confronto e non cose calate dall'alto.

Domanda: Come vedi l'AC da fuori?
Risposta: Gruppo molto organizzato, con una buona base e una storia, che ha temi interessanti.


Lo Speed Date ha avuto qualche lato negativo: era troppo poco il tempo, lasciava il discorso a metà. Dal lavoro comunque si è evinto che le risposte date erano piuttosto coerenti tra di loro e questo era sintomo di una buona condivisione. Chiara B dice che le risposte non erano tutte uguali infatti molti vecchi con vecchi, si "completavano" rispetto alcuni concetti.


Giro dei titoli del gruppo scorso!

I ragazzi in cerchio dovevano ricordare i titoli degli incontri: il primo diceva il primo, il secondo diceva il primo e il secondo, il terzo diceva il primo, il secondo e il terzo... in questo modo si poteva percepire il percorso fatto l'anno scorso dal gruppo.

Incontro 1 - Se ho paura… (Tema dell'anno)
Incontro 2 - Meglio soli? (Comunità)
Incontro 3 - Cos'è la comunità? (Comunità)
Incontro 4 - Mai da soli! (Comunità)
Incontro 5 - Basta fare i cattivi (Mese della Pace)
Incontro 6 - Ridare dignità a… (Mese della Pace)
Incontro 7 - A Memoria! (Liturgia)
Incontro 8 - Sacrificio per passione (Liturgia)
Incontro 9 - Riti di Miti (Liturgia)
Incontro 10 - misTEro? (Liturgia)
Incontro 11 - LiturgicaMENTE: un po' di testa nella Messa (Liturgia)
Incontro 12 - Cosa Nostra? Cosa è nostro? (Mafia-Legalità)
Incontro 13 - Benvenuti a 'Ndraghotel (Mafia-Legalità)
Incontro 14 - Maria Stella della Speranza (Mafia-Legalità)


Momento finale conviviale con cibo!

lunedì 20 luglio 2015

Sondaggio per i temi 2015/2016


martedì 7 luglio 2015

11 maggio 2015 - Benvenuti a 'Ndranghote

Tutte le regole di Hotel comune sono in vigore, alle quali si aggiungono le seguenti istruzioni.



Istruzioni del gioco

Si devono creare 2 casse: una per il denaro sporco, una per il denaro regolare.

Quando un giocatore dovrà il pedaggio per il vostro hotel, per ogni ogni soggiorno in uno dei tuoi hotel puoi scegliere:
  • se richiedere il pedaggio regolare, versando così il 20% della cifra richiesta alla Cassa dello Stato
oppure
  • ottenere pedaggio in nero, per il quale non dovrai versare nulla allo Stato, ma andrà versato nella cassa del denaro sporco.

Quando si capita sulla casella per costruire per conquistare un APPALTO si può scegliere 4 strade:
1. Tutti i giocatori tirano il dado (il numero più alto si conquista l’appalto), chi lo indice (e cioè chi è arrivato sulla casella) però tira due volte... (ottieni 1 voto)
2. Convinci gli avversari a non partecipare al bando (attraverso denaro o voti) (1 punto mafia) (ottieni 1 voto se corrompi con soldi)
3. Offri 3 voti al Comune per vincere l’appalto (1 punto mafia)
4. Usa la VIOLENZA (2 punti mafia)

Vendita voti
Ad alcune scelte nel gioco corrisponde la conquista di 1 voto. I voti possono essere usati in diversi modi all’interno del gioco: ti permettono di vincere le elezioni oppure permettono di essere usati come merce di scambio. 1 voto vale 800 €, vendere voti fa acquisire 1 punto mafia per ogni voto venduto.


Se sei in difficoltà puoi chiedere un prestito...
  • Alla Banca: tira il dado appalti se ottieni verde ottieni il prestito e a ogni giro dovrai dare 50€ fino all’estinzione del debito più il 5%
  • A un avversario: che stabilirà le condizioni
  • Alla Mafia: ti darà subito la cifra che desideri, ma dovrai dare 100€ a ogni giro fino all’estinzione del debito più il 20%

Punti MAFIA
Ogni volta che fai azioni mafiose all’interno del gioco ottieni punti MAFIA.
ATTENZIONE: troppi punti MAFIA potrebbero avviare un’azione da parte della Magistratura.

Ogni 6 punti Mafia, pesca 1 tra una le 4 CARTE GIUSTIZIA:
1. Magistrato corrotto → sei libero
2. Minimo della pena → paghi 400 €
3. Pena media → paghi 2000 €
4. Confisca di un bene → cede una proprietà e tutti i soldi sporchi


MAZZO delle carte PROBABILITÀ 

1 Carta Tassa dei Rifiuti
Tutti i giocatori devono pagare la tassa dei rifiuti da 1800 €. Si possono scegliere le seguenti opzioni:
1. Pagare la tassa dello smaltimento rifiuti. (ottieni 1 voto)
2. Pagare una discarica abusiva per 500 € e 1 carta voto, oppure 1.000 € e nessuna carta voto. (1 punto Mafia)
3. Crea una discarica abusiva, ritira i rifiuti degli avversari per denaro (500 €) e punti voto. (2 punti Mafia )

1 Carta Paradiso fiscale
Crea un Paradiso fiscale, se accetti tutti i tuoi soldi sporchi saranno ripuliti (3 punti Mafia).
Denuncia il Paradiso fiscale, ottieni 1 voto.

2 Carte Elezioni
Chi ha più carte voto vince le elezioni e vince 3 carte speciali (leggi sotto “Carte Speciali”). 

3 Carte Speciali 
Ottieni carta speciale dal mazzo che preferisci Legalità o Corruzione (leggi sotto “Carte Speciali”).

1 Carta Prostituzione
1. Sventa un giro di prostituzione: ottieni 1 voto e 200 €
2. Sfrutta un giro di prostituzione: ottieni 2 voti e 1.600 € (1 punto mafia)

1 Carta Traffico di stupefacenti
1. Denuncialo: assegna 1 punto mafia a chi vuoi
2. Sfruttalo: ottieni 3.000 €, 2 voti e 2 punti mafia
 
1 Carta Commercio illegale di armi:
1. Sventalo: ottieni 2 voti
2. Assorbilo nei tuoi traffici: guadagni 2.400 €

1 Carta Oneri di Urbanizzazione
Devi pagare gli oneri di urbanizzazione per 1.500 €. Scegli tra: 
1. Pagare (ottieni 1 voto). 
2. Corrompere un impiegato comunale con 800 € che non ti conteggi gli oneri (prendi 1 punto Mafia). 
3. Fingere di accollarsi la spesa di alcuni lavori pubblici in cambio del pagamento degli oneri e poi non fare i suddetti lavori (prendi 2 punti Mafia).

1 Carta Immigrazione Clandestina
1. Sventa un giro di immigrazione clandestina: ottieni 1 voto
2. Sfrutta l’immigrazione clandestina: guadagni 3.000 €  e prendi 2 punti mafia


2 Mazzi CARTE SPECIALI

Carte corruzione
1. Il prefetto ha una dipendenza da narcotici e tu lo sai: togliti 1 punto Mafia
2. Hai corrotto il Direttore sanitario: recicla metà del tuo denaro sporco
3. Hai creato un Paradiso Fiscale: recicla tutto il tuo denaro sporco
4. Ottieni 600 € dal Pizzo
5. Ottieni 1.800 € dal Pizzo
6. Ottieni 3.000 € dal Pizzo
7. Ottieni 800 € dal Pizzo
8. Ottieni 1.000 € dal Pizzo
9. Ottieni 1 voto per aver chiuso la bocca su alcuni traffici illeciti
10. Ottieni 2 voti per aver chiuso un occhio su alcuni debiti di gioco 
11. Ottieni 3 voti per aver rifornito di droga a prezzi modici alcuni membri del Consiglio Comunale 
12. Hai corrotto un magistrato: togliti 1 punto Mafia

Carte legalità 
1. Carta di LIBERA: ottieni un bene confiscato o la metà della cassa nera di un avversario (carta valida quando un avversario ha un bene o parte del nero confiscato per Mafia)
2. Agevolazioni fiscali: per questo intero giro dovrai versare solo metà tassa del pedaggio
3. Conguaglio: hai pagato più tasse di quelle che dovevi ti vengono restituiti 1.000 €
4. Conguaglio: hai pagato più tasse di quelle che dovevi ti vengono restituiti 1.600 €
5. Conguaglio: hai pagato più tasse di quelle che dovevi ti vengono restituiti 400 €
6. Conguaglio: hai pagato più tasse di quelle che dovevi ti vengono restituiti 1.600 €
7. Ottieni 1 voto per il sostegno alla scuola
8. Ottieni 2 voti per l'impegno profuso alla trasparenza della burocrazia
9. Ottieni 3 voti per l'impegno a difesa dell'ambiente
10. Denuncia la Mafia: puoi assegnare a un avversario 1 punto Mafia
11. Denuncia la Mafia: puoi assegnare ai tuoi avversario 2 punti Mafia
12. Denuncia la Mafia: puoi assegnare ai tuoi avversario 3 punti Mafia

Lo scopo del gioco è far capire che il giocatore che seguirà il percorso più mafioso vincerà senza nessun problema. I giocatori che vorranno essere sempre legali, perderanno tantissimo e alla fine cadranno nella tentazione di fare azioni poco lecite pur di rimanere a galla. Solo con molta fortuna sarà possibile per un giocatore legale vincere la partita.
Questo gioco vuole essere una provocazione tosta su una realtà piuttosto inconfutabile: la mafia “paga”, comportarsi in modo mafioso fa guadagnare soldi con più facilità e, purtroppo, raramente si cade nelle maglie della giustizia. Chiaro che l'invito non è “diventate mafiosi”, ma capire e accettare che la via della legalità non porta gli stessi successi e più faticosa e meno appetibile, ma è quella che siamo invitati a percorrere per 
Le carte raccontano fatti reali e sono anch'esse una provocazione. L'idea era quella di mostrare anche le storture della società e cercare di dare indicazioni sulle vie di legalità possibili e, soprattutto, di stimolare a tenere alta la guardia come opinione pubblica, come bene comune, come ricerca della giustizia sociale.

La Preghiera è proprio un invito a questa consapevolezza e alla perseveranza nel bene.

Canto: Gloria dal basso della terra (del Sermig)
Gloria dal basso della Terra,
gloria dal più infame degli stermini.
Gloria nella carestia,
gloria nella guerra più atroce.
Gloria, gloria, gloria,
solo tu hai la forza con la tua gloria
di asciugare le lacrime, di portare nella tua gloria
nell'alto dei cieli i vinti della terra,
i vinti della terra, i vinti della terra.


Dalla seconda Lettera ai Tessalonicesi (2Ts 3, 6-13)
Vi ordiniamo pertanto, fratelli, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, di tenervi lontani da ogni fratello che si comporta in maniera indisciplinata e non secondo la tradizione che ha ricevuto da noi. Sapete infatti come dovete imitarci: poiché noi non abbiamo vissuto oziosamente fra voi, [8]né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato con fatica e sforzo notte e giorno per non essere di peso ad alcuno di voi. Non che non ne avessimo diritto, ma per darvi noi stessi come esempio da imitare. E infatti quando eravamo presso di voi, vi demmo questa regola: chi non vuol lavorare neppure mangi. [11]Sentiamo infatti che alcuni fra di voi vivono disordinatamente, senza far nulla e in continua agitazione. [12]A questi tali ordiniamo, esortandoli nel Signore Gesù Cristo, di mangiare il proprio pane lavorando in pace. [13]Voi, fratelli, non lasciatevi scoraggiare nel fare il bene. 


Ogni guerriero della luce ha avuto paura di affrontare un combattimento.
Ogni guerriero della luce ha tradito e mentito in passato.
Ogni guerriero della luce ha imboccato un cammino che non era il suo.
Ogni guerriero della luce ha sofferto per cose prive di importanza.
Ogni guerriero della luce ha pensato di non essere guerriero della luce.
Ogni guerriero della luce ha mancato ai suoi doveri spirituali.
Ogni guerriero della luce ha detto "sì" quando avrebbe dovuto dire "no".
Ogni guerriero della luce ha ferito qualcuno che amava.
Perciò è un guerriero della luce: perché ha passato queste esperienze, e non ha perduto la speranza di essere migliore.
Paulo Coelho

domenica 28 giugno 2015

27 aprile 2015 - Cosa Nostra? Cos'è nostro?

Durante l'anno abbiamo avuto molte provocazioni sul tema della Mafia:
  • la scelta dell'iniziativa di solidarietà di AC triennale è a favore di Libera, associazione contro la Mafia, per cui abbiamo fatto la bancarella dei peluches;
  • al pizza e cinema, incontro zonale di febbraio, abbiamo visto il film “La Mafia uccide solo d'Estate”;
  • c'è stato l'incontro a Villa Pace con Rita Borsellino, sorella di Paolo e vicepresidente dell'Associazione LIBERA.


Il primo incontro del primo modulo sul tema MAFIA voleva essere una contestualizzazione di alcuni eventi e di alcune dinamiche della Mafia, grazie al prezioso contributo di un componente del gruppo, si voleva dare alcune notizie e nozioni su cos'è la Mafia, cosa ha fatto e come lo Stato e la società civile si sono confrontati con questo problema.
Per rendere la cosa più dinamica, visto che l'incontro di fatto era nozionistico, l'educatrice ha creato una specie di quizzone, attraverso il quale i giovani, divisi in squadre, dovevano associare evento a data.

Regole del gioco:
Ogni squadra sceglieva l'evento sul tabellone, l'educatrice dava quattro possibili date presenti su un altro tabellone, loro potevano decidere se passare la domanda o provare a rispondere. Se davano la risposta, continuavano fino allo sbaglio. Nel frattempo ogni data giusta veniva staccata da un tabellone e associata all'evento quindi le possibili risposte rimanevano sempre meno.

Ogni squadra aveva 3 Jolly:
  • il 50-50, forniva loro solo 2 date invece di quattro
  • l'aiuto dell'esperto
  • carta cambio-domanda: che permetteva loro di cambiare domanda senza perdere il turno


Dinamica educativa:
Questa modalità permetteva di conoscere alcuni eventi importanti e distribuirli nel tempo, permetteva all'educatrice e a Laura di fare anche delle osservazioni e dare spunti di riflessione su molti eventi. Anche il fatto di sbagliare spesso le risposte, perché l'argomento era poco conosciuto, ha permesso di mettere a fuoco meglio alcuni eventi e, spero, interiorizzarli.

Lista degli eventi e delle date proposte:
1875-76 – Commissione d'inchiesta Franchetti-Sonnino: interesse episodico dello Stato sulla MAFIA soprattutto a livello personale di Franchetti e Sonnino

1893 – Omicidio di Emanuele Notabartolo ex sindaco di Palermo ed ex direttore del Banco di Sicilia → 1° reato di Mafia nelle indagini della Commissione Parlamentare Anti-mafia.

1956 – Procura generale di Palermo: “delinquenza mafiosa scomparsa” → scontri bande rivali

1962 – Legge 1720 viene istituita la Commisisone Parlamentare d'inchiesta sul Fenomeno della Mafia in Sicilia
1962 – 1a Guerra di MAFIA: Badalamenti vs Rina per commercio di droga

1963 – 1a strage di MAFIA: Strage di Ciaciulli per colpire Salvatore Greco, boss mafioso. Viene fatto saltare un ordigno che uccide 7 tra carabinieri, poliziotti e forze dell'ordine.
1963 – 1° MAXI PROCESSO per la strage di Ciaciulli: 144 imputati di cui SOLO 10 condannati.

1967 – Prefetto Generale Di Palermo dichiara: “la criminalità mafiosa è in una fase di lento declino”
1968 – Si ritiene che l'allontanamento del mafioso dalla Sicilia risolva il problema: sottovalutazione del problema mafioso

1969 – Strage di Viale Lazio contro i boss mafioso Cavatoio → Ascesa dei Corleonesi (evento con cui inizia il film “La mafia uccide solo d'Estate”)

1970 – tentativo di colpo di stato: Golpe Borghese

1971 – Omicidio di Pietro Scaglione, procuratore della repubblica di Palermo

1973 – Leonardo Vitale è il primo “collaboratore di giustizia”, non viene creduto e finisce in manicomio

1974-77 – Mafia diventa molto attiva in campo economico (anni del Terrorismo e Brigate Rosse)

1977 – sentenza di Cassazione dichiara: “La vecchia Mafia non era associazione criminale, la nuova sì”

1978 – Viene ucciso Peppino Impastato

1979 – Chiedono a Falcone: “Tu credi davvero che la Mafia esista?

1980 – Omicidio di Piersanti Mattarella, Presidente della Regione Sicilia
1980 – CosaNostra controlla gran parte del traffico mondiale di droga destinato agli USA

1981-83 – Guerra tra bande: sono uccisi tutti coloro che erano contrapposti ai Corleonesi: CosaNostra unita e ben assestata sul territorio

1982 – Omicidio di Pio La Torre, la cui legge, Legge La Torre, introduce il nuovo reato di associazione a delinquere di stampo mafioso e che permette la possibilità di svolgere accertamenti patrimoniali e la confisca dei beni

1982 – Omicidio del Generale Dalla Chiesa, prefetto di Sicilia

1983 – È ucciso Rocco Chinnici, capo dell'Ufficio Istruzione del tribunale di Palermo

1986-87 – Maxi Processo alla Mafia: 474 imputati, di cui assolti 114, 8.00 pagine di ordinanza redatte da Falcone e Borsellino nel Carcere di Asinara. Questo processo dimostra l'esistenza di CosaNostra come associazione criminale unica e verticistica e ne condanna i membri. Questo mette in crisi uno dei capisaldi di Cosanostra: l'impunibilità dei membri

1989 – 1° tentativo di attentato a Falcone

1990 – Omicidio di Rosario Livatino, magistrato, membro di Azione Cattolica e beato

1991 – Nasce la DIA (Direzione Investigativa Anti-mafia), poi divenuta DNA (Direzione Nazionale Anti-mafia)

1992 – Stragi di Capaci e di via D'Amelio, nelle quali perdono la vita Giovanni Falcone, sua moglie e la scorta  e Paolo Borsellino e la sua scorta

1993 – Commissione parlamentare antimafia procede con un'inchiesta sui rapporti Stato-Mafia

1993 – Giovanni Paolo II si scaglia contro la Mafia in visita in Sicilia

1993 – Omicidio di Padre Pino Puglisi

1995 – Nasce l'associazione LIBERA dalle Mafie

1996 – Legge Anti-Usura → Legge 109/96 destina a fini sociali i beni confiscati alla Mafia grazie alla raccolta di 1 milione di firme

Bibliografia:
- Cose di Cosa Nostra di Giovanni Falcone e Marcelle Padovani, BUR editore (consigliatissimo)
- Sito della Camera che però attualmente ha rimosso la cronologia utilizzata per lo schema sopra (???) → http://www.camera.it/leg17/436?shadow_organo_parlamentare=2328&natura=B
- Appunti di Laura Calabria (consigliatissimi ;) )

Preghiera conclusiva:
Dal Vangelo di Matteo (Mt 5, 33-37)
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.

Riflessione di Rita Borsellino (link fonte):
Cosa vuol dire perdono? Ho dovuto misurarmi con questa domanda terribile subito dopo la morte di Paolo. Mentre mi aggiravo tra le macerie della mia casa e dei miei affetti, un giornalista impietoso mi chiese: "Lei perdona gli assassini di suo fratello?". Mi turbò profondamente quella domanda, mi obbligò a riflettere. Era difficile per me in quel momento anche soltanto prendere coscienza di ciò che stavo vivendo. Mi interrogai sui miei sentimenti e ringraziai Dio di non provare odio nei confronti di chi tanto male mi aveva fatto. Pensavo che il fatto di non conoscere il volto di quelle persone fosse la causa di ciò.
E quando l'anno successivo fu catturato Totò Riina, il capo dei capi, e potei vederne le immagini trasmesse dai telegiornali, ancora una volta mi interrogai senza sapermi dare risposta. Fu mia madre, che a 85 anni aveva visto morire il figlio amatissimo e aveva vissuto l'esperienza terribile dell'esplosione, che sussurrò alle mie spalle: "Che pena mi fa quell'uomo", illuminando i primi passi di quello che sarebbe stato il cammino difficile e bellissimo del perdono. Bisogna mettere insieme la testa e il cuore, bisogna essere capaci di vedere in chi ti ha fatto del male l'uomo, l'uomo con le sue colpe, i suoi errori, ma uomo da conoscere, da capire e alla fine da amare.
Lo faceva Paolo quando si trovava a interrogare uomini che si erano macchiati di delitti anche gravi, talvolta suoi ex compagni di gioco nel quartiere povero e degradato dove eravamo cresciuti. Noi in una condizione di privilegio perché figli del farmacista, loro figli di pescatori o di povera gente. "Quando", si chiedeva Paolo, "avevano preso una strada sbagliata e nessuno se ne era accorto?". Mia madre aveva capito e provava pena per un uomo che si era abbrutito tanto di rischiare di spegnere la scintilla divina che come ogni uomo aveva dentro. Perdonare allora non significa far finta che non sia successo nulla. Nessuno può chiedere questo. Significa volere fortemente giustizia, non vendetta. Far sì che chi ha sbagliato prenda coscienza del male fatto e sentirsi disposti ad accompagnare in questo difficile percorso chi ti ha fatto del male. Operare in modo che non si ricreino le condizioni per cui altri possano scegliere di intraprendere strade sbagliate. Accompagnar chi per condizioni sociali, economiche, familiari, può più facilmente incorrere nella tentazione di scegliere scorciatoie pericolose. Condividere, insomma, un cammino comune con la consapevolezza che ognuno ha qualcosa da dare e da ricevere.
Diceva Papa Giovanni Paolo II "Non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono" ma è pur vero che non può esserci perdono senza giustizia.
E da lì che bisogna partire, dalla giustizia, dal bisogno di giustizia della vittima che deve trovare pace dentro di sé per potere costruire pace attorno a sé. Pace da vivere, da donare, da condividere. Pace e perdono, i soli capaci di interrompere quei circuiti di odio e di vendetta che provocano solo altro odio in una spirale di violenza e di abbrutimento senza fine.

Canto: A te vorrei
Se il sole non illuminasse più questo pallido pianeta,
se il silenzio della morte ammutolisse il mio canto,
se il cuore della terra non riscaldasse più,
non dispererei,perché troppo grande è in me
la Tua presenza perché so, Dio, che Tu sei amore.

A te che ascolti vorrei dire: Dio è amore, amore.
A te che piangi vorrei dire: Dio è amore, amore.
A te che lotti vorrei dire: Dio è amore, amore.

Non ci sarà amore più grande di chi dà la vita per gli amici suoi.
E noi abbiamo creduto e conosciuto l’amore che Dio ha per tutti noi.

Ad ogni uomo vorrei dire: Dio è amore, amore. (3v)