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martedì 11 marzo 2014

Una festa disastrosa

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

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Una festa disastrosa

Da quella misteriosa apparizione Nicolas e Nat sembravano pervasi da una fattura. Nicolas spariva sempre più frequentemente, nessuno dei Griffondorosapeva con chi o dove se ne andasse per interi pomeriggi. Quando lo si vedeva sembrava euforico e allegro, come non era mai apparso, ma se incontrava Nat si faceva cupo e una piega preoccupata ne increspava la fronte liscia.
Nat, dopo la rottura con Demelza, vagava smarrito sui lineamenti di tutte le studentesse di Hogwarts, cercando la “misteriosa cantante” come ormai lui, Nick e Lisa la chiamavano.
Per l’ennesima volta Nicolas cercava di portarlo sulla sua amata strada razionale.
- Ascoltami Nat, hai passato in rassegna tutte le ragazze di Hogwarts, non l’hai vista: è evidente che non è tra loro. Cerca di lasciare perdere - disse con una profonda voce convincente.
- Temo di avere dimenticato come era fatta, per questo non la trovo -
- Io credo che se tu la vedessi di nuovo te la ricorderesti Nat, ma non è una delle studentesse tutto qui - gli disse con fare consolatorio, vedendolo avvilito.
- Chi potrebbe essere allora? - domandò con veemenza l’altro.
Nicolas rimase zitto, poi cambiò discorso.
- Ti rifaccio la domanda di Lisa: qualora la trovassi cosa faresti? -
- Vorrei solo capire perché mi ha tanto colpito... A me piacciono le ragazze... -
- Come se non l’avessi capito - sorrise Nicolas sottolineando l’ovvietà.
- Ma lei era diversa -
- Come fai a dirlo Nat? Non le hai parlato, non sai cosa pensa, potrebbe anche essere la più superficiale ragazza della terra. Era solo carina e brava a cantare, come ce ne sono ovunque. Il nostro coro ne è pieno! - cercò di razionalizzare Nicolas agitato.
- Non era superficiale, - disse triste l’altro - cantava con così tanta emozione e trasporto. Una persona che riesce a cantare così non può essere superficiale. Forse è questo, vorrei capire perché era così triste, così malinconica, ma allo stesso tempo sembrava grata... Devo conoscerla! -
- Ok, Nat, ora però smettila di pensarci - fece il ragazzo greco, deglutendo - Parliamo d’altro ti va? - cercò di sorridere - Come va l’ES? -
- Bene - disse secco - e tu rimani un traditore -
- Mi dispiace, ma mi sembra di essere incapace quando frequento l’ES, in Difesa contro le Arti Oscure sono una frana, faccio perdere solo tempo a Neville o a Ginny - si giustificò l’altro.
- Che scuse assurde, praticamente adesso ci facciamo solo coraggio e ascoltiamo la Radio - ribatté Nat - Anzi in realtà adesso stiamo organizzando una festa! -
- Una festa? - chiese Nicolas.
- Una Festa Pro-Potter! -
- Nella Stanza delle Necessità? -
- No, vuole essere una festa allargata a tutti, anche ai non-ES, quindi non possiamo farla lì! -
- E dove allora? -
- Hagrid l’ha proposta, quindi la faremo da lui -
- Hagrid? Mi sembra pericoloso allargarla al di fuori dell’ES, qualcuno potrebbe venirlo a sapere e vendervi ai Carrow per un diploma - fece scettico Nicolas.
- Abbiamo steso una lista di persone da invitare che sono decisamente pro-Potter, dovevo invitarti... -
- Sarà ma non mi sembra una buona idea - rimase scettico Nicolas.
- Sai cosa mi è venuto in mente? Potrei proporre il karaoke! Magari scopro chi è la ragazza! - fece improvvisamente raggiante Nat.
- Ne dubito - sorrise scettico l’altro - comunque mi sembra molto rischioso -.

Pensatoio - Immagine da Web
Una settimana dopo, durante la quale si erano susseguiti preparativi segreti, mentre Nicolas continuava ad astenersi da ogni tipo di partecipazione all’ES, incentrando su di sé dubbi e perplessità, i tre nuovi amici si trovavano nella solita aula vuota vicino alla biblioteca. 
Walter era in disparte e leggeva un libro.
Nicolas era di fronte a Raymond con la bacchetta sguainata.
- No! Piantala di aver paura e cancellami quel dannato ricordo! - gli urlava il ragazzo Serpeverde.
- Ci sto provando! -
- Non ci stai provando, hai troppa paura di manipolare la mia testa! Renditi conto che tu potresti farcela tranquillamente, ne hai tutte le capacità -
Walter li interruppe: - Scusate io devo andare ho un appuntamento, mi pare che anche tu Nick avessi qualcosa da fare, o sei obliviato? -
- Non se ne parla Knightly sta qui finché non ha imparato l’incantesimo che mi ha supplicato di insegnargli, altrimenti si arrangia! - Raymond rispose a Walter, guardando il terzo ragazzo silenzioso.
- Allora Nicky cosa vuoi fare, vieni? - chiese Walter ignorando Raymond.
- Non posso Walter, vai tu, ti raggiungo più tardi se ci riesco... - fece a sguardo basso Nicolas, evitando l’occhiataccia di Raymond.
Walter uscì con un cenno.
- Non capisco perché te ne stai lì come se ti avessi messo in castigo - lo provocò Raymond.
- A volte ho l’impressione che tu faccia di tutto per allontanarmi dagli altri e legarmi al nostro trio -
- Non sono io: è il destino! E non è un trio: è un quartetto! Non dimenticarlo e fai dimenticare me! -
- Oblivion - rispose Nicolas concentrandosi.
- Ok! Non ricordo più il giorno della frase che dovevo tenere a mente, ma il resto è ancora presente, vuoi impegnarti! -
- Oblivion -.
In un bacile di pietra vagavano i pensieri di Raymond e i due ragazzi continuavano a guardarsi storto, dopo due ore di allenamento.
- Allora dove dovevi andare stasera di così importante? -
- Lascia stare -
- Tu lascia stare: se non te lo levi dalla testa e non ti concentri non mi oblivierai mai! Allora dove volevi andare stasera -
- Senti tu hai detto che questa tecnica me la potevi insegnare solo oggi, quindi continuiamo finché ti leverò quel ricordo -
- Ti infastidisce molto la mia insistenza, io voglio solo sapere cosa avevi da fare: è un segreto? -
- Oblivion! -
Un soffio di vento scompigliò il ciuffo di Raymond.
- Ti ho detto di concentrarti. La frase la so ancora! - sbottò l’altro.
Nicolas sorrise.
- Ancora per poco, visto che non ti ricordi cosa mi stavi chiedendo -
- Cosa? -
- Oblivion! -
Il Griffondoro fissava il ragazzo Serpeverde, che era fermo a meditare qualcosa. Poi lo guardò e gli disse: - Ce l’hai fatta non mi ricordo cosa dovevo ricordare! -
- Evvai! Finalmente! Ora scappo che sono in ritardo - Nicolas prese la sua borsa e si voltò verso il ragazzo rosso - Grazie Ray! Ti devo un enorme favore! -
- Prego -
Nicolas uscì dalla classe insonorizzata diretto furtivamente alla capanna di Hagrid, ma si arrestò quando vide i Carrow e Piton con la bacchetta puntata dietro ad una schiera di studenti di Hogwarts, tra cui anche Nat e Neville.
Il ragazzo greco si appiattì dietro ad una colonna, seguendo il corteo con lo sguardo. Corse poi verso la propria Sala Comune.
- Nicolas dove eri finito!? - gli chiese un gruppo di Griffondoro.
- Cosa è successo? - domandò senza rispondere il ragazzo greco.
- Qualcuno ha fatto una soffiata e ci hanno scoperto - spiegò Etty - noi siamo riusciti a scappare grazie all’intervento di alcuni, come Neville -
- Hagrid come sta? -
- È riuscito a scappare nella foresta in groppa a suo fratello -
- In groppa a suo fratello? -
- Un gigante... ma non è importante adesso! -
- Già! Ho visto i Carrow e Piton portare via i nostri compagni - disse Nicolas.
Numerose domande preoccupate si levarono, domandandosi cosa avrebbero fatto ai colpevoli presi. Dopo un’ora rientrarono i Griffondoro dall’ufficio del Preside, accolti da un milione di domande. Neville prese la parola cupo e calò il silenzio.
- Fra una settimana ci puniranno in modo esemplare davanti a tutta la scuola, credo con una esecuzione Crucio da parte degli studenti, in modo da prostraci fisicamente e moralmente - poi si guardò attorno e aggiunse - chi denuncerà almeno altri tre amici che erano alla Festa sarà risparmiato -
I ragazzi presenti si guardarono l’un l’altro, poi si dispersero mogi e taciturni di fronte alla loro impotenza.
Nat si pose davanti a Nicolas e lo squadrò con rabbia.
- Dov’eri stasera? -
- Io ero... -
- Dove, Knightly, a venderci? Magari non direttamente, è bastato raccontarlo al tuo grande amico Ray? Walter c’era e tu? -
- Io non... -.
Nicolas trasse la bacchetta come a difendersi, ma gli arrivò prima il pugno di Nat in piena mandibola.
A terra il ragazzo si teneva la parte lesa con la sinistra, stringendo nella destra la bacchetta, in silenzio. Poi si alzò e si diresse alla propria porta.
- Non vi tradirei mai - e chiuse la porta dietro di sé.
Nella sua camera non riuscì a trattenere le lacrime. Lio gli volò sulla spalla, strofinando il becco nella sua tempia.
- Non potevo fare diversamente stasera Lio! Dovevo imparare l’Oblivion il prima possibile... Non potevo permettere che Nat scoprisse che la ragazza che ha visto in realtà è Ann! -.

Continua...

domenica 9 marzo 2014

La visione

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

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Immagine dal web - Potrebbe essere così il luogo della "visione"


La visione

Il rapimento di alcuni studenti di Hogwarts durante le vacanze di Natale, in particolare quello di Luna Lovegood, aveva sconvolto moltissimo tutti. Gli studenti vivevano ormai nel terrore per le loro famiglie e per loro stessi. Le punizioni erano diventate sempre più severe e scatenate per un nulla, solo un’occhiata o un’espressione fraintesa dei vice presidi poteva significare giorni di digiuno legati come animali o bieche torture in cui si confessavano i crimini più assurdi pur di far smettere il tormento della maledizione. Neville per dare coraggio ai suoi compagni era diventato la cavia personale delle maledizioni dei Carrow e ogni giorno aveva una ferita diversa in corpo, missione in cui gli si erano associati anche Seamus e Terry Steeval.
Nicolas frequentava sempre meno gli incontri dell’ES e sempre più Walter Waterman e, con grande disappunto di Etty e Nat, Raymond Emberce. Questo trio si isolava molto rispetto agli altri compagni e sembrava non essere interessato al generale malumore e dissenso contro il nuovo ordine scolastico.
Era la fine di febbraio e un cielo azzurro spazzato da un vento frizzante sembrava offendere con la sua indifferenza il morale a terra dei giovani studenti.
Nicolas guardava il cielo splendete a naso in sù, con uno sguardo piuttosto nostalgico, mentre concludeva la sua solitaria colazione. Etty gli si sedette accanto.
- Come va, Nicky? Tutto bene? - gli fece gioviale.
- Bene, grazie. Tu? - rispose gentilmente l’altro.
- Insomma... Questa atmosfera mi sta logorando un pezzo alla volta, sapere di Luna rinchiusa non mi va giù - disse giocando con il suo galeone.
- Ma sta ancora bene? - disse apprensivo l’altro.
- Per adesso, ma è rinchiusa con Olivander, che invece è stato parecchio maltrattato. Io pavento ogni attimo che le possano fare del male - la voce le si incrinò.
Seguì un lungo silenzio e un grosso sospiro di Nicolas.
- Olivander, il fabbricante inglese di bacchette - meditò il ragazzo - Mi chiedo che cosa vogliano da lui... -
- A proposito come va la tua attività? - chiese l’altra abbassando la voce in un bisbiglio.
Nicolas fece un’alzata di spalle, ma rimase zitto.
- Perché non facciamo insieme la ricerca di Storia della Magia, oggi? - gli propose.
- Non posso, ho un impegno -
- Non stai andando bene negli scritti ultimamente, fai sempre compiti molto brevi... -
- Etty, senza offenderti ma tu non sei la mia insegnante -
- Volevo solo aiutarti - si scusò seccata.
- Sì, scusa, ma non ti devi preoccupare la situazione è sotto controllo -.
Seguì un altro lungo silenzio.
- Tu, Walter e Raymond state aprendo l’ennesimo Fans Club di Lisa e Sandy? - fece scherzosa la ragazza.
- Di cosa stai parlando? - rispose l’altro stupito.
- Ti ho salutato ieri, ma eri intento a tenere banco con Sandy -
- Scusami non ti ho vista, in realtà la stavo consolando: è preoccupata per la sua famiglia -
- Come tutti, Nicky, ma starsene in disparte a piangersi addosso non aiuta di certo - fece scocciata - Perché non vieni più all’ES? -
- Ho altro da fare - rispose secco, guardando fisso davanti a lui.
- Ci saresti di aiuto con la tua capacità strategica -
- Non potrei aiutare proprio nessuno adesso... Ora devo andare, ci vediamo a lezione - si affrettò a dire il compagno di Casa e scappò via dalla mensa, scansando così una proposta alternativa. Allontanandosi incrociò Nat.
- Ciao Nat - fece educato e continuò nella sua direzione.
- Ciao - fece l’altro.
- Hai provato a parlargli? - chiese Nat ad Etty.
- Non lo capisco più, da Natale è un altro, sembra in ansia per qualcosa -
- Da prima di Natale - corresse Nat - è quel Raymond che lo sta traviando! -
- Credi? -
- Ne sono sicuro! -
- Tu come stai invece? Ieri tu e Demelza non mi sembravate gioviali... - disse delicata.
- Lasciamo stare - grugnì - diciamo solo che mi piacerebbe avere un confronto verbale stimolante a volte... -
- È troppo dolce per te - cecò di sdrammatizzare l’amica - dovresti fare una passeggiata all’aperto e pensare un po’ - gli sorrise confortante.
- È un buon consiglio - la guardò grato, ma con il solito sguardo furbo aggiunse - Sei abituata a queste passeggiate chiarificatorie? -.
Etty alzò lo sguardo al cielo e salutò il ragazzo - Adesso andiamo a lezione! -

Nat passeggiava pensieroso nel Parco di Hogwarts, respirando l’aria fresca avvolto nel suo mantello. Si allontanò dagli altri compagni di scuola, sparsi all’esterno del Castello per godere dello stesso timido tepore di quella giornata, camminò lungo la costa del Lago nero, costeggiando la Foresta proibita e si avventurò per una radura, dove alberi giovani e un declivio scosceso nascondevano l’edificio scolastico.
Evidentemente quell’area era esente dalle cure di Hagrid e l’erba secca copriva alta tutto lo spazio, ondeggiando ai colpi di vento che si alzavano vivaci.
All’improvviso quello spazio isolato fu riempito da un canto, Nat si nascose di istinto abbassandosi nell’erba. Si volse guardingo per trovare l’origine della delicata e vibrante melodia. Più a valle rispetto alla sua posizione, a pochi metri della Foresta proibita, una ragazza cantava a voce chiara e piena con una dolcezza e una malinconia commoventi, grazie alla capace modulazione della voce.
La figura era aggraziata, ondeggiava come il vento nell’erba, e i suoi passi incedevano delicati come le note della sua voce. La ragazza era alta di statura, le forme morbide e slanciate, l’incarnato chiaro, il collo ben tornito, la curva delle spalle e delle braccia delicata si intravedeva negli spazi lasciati liberi dai bottoni dorati che chiudevano una tunica bianca. La veste si stringeva alla vita con una fascia e si perdeva nell’erba alta, che nascondeva anche le gambe.
Il volto era luminoso, gli occhi erano chiusi dietro alle lunghe ciglia scure, come se la ragazza leggesse dentro di sé il testo della canzone. La bocca carnosa e piccola si muoveva sorridente, mentre cantava, lasciando comparire i denti bianchi. Il naso non era piccolo e infantile, ma deciso e grazioso, con una piccola cunetta al centro. I capelli castani rilucevano di riflessi ramati giocando nella brezza e accarezzando a malapena la nuca.
Nat era arrossito e, rimanendo nascosto, non si perdeva una mossa della ragazza.
Ci fu un soffio di vento forte e prolungato, uno stormo di passeri volò via cinguettando da un albero al fianco di Nat, il ragazzo si girò a guardarli colto di sorpresa, ma quando riportò lo sguardo alla ragazza, quella era scomparsa.
Il ragazzo cercò di ritrovarla dalla sua posizione, ma non vi era traccia di lei. Scese circospetto al punto dove pochi attimi prima era comparsa la misteriosa cantante, trovò l’erba schiacciata del percorso fatto, ma le tracce suggerivano l’unica idea che fosse ritornata sui suoi passi e fuggita nella Foresta nera.

Nat ritornò di corsa al Castello, cercando di vedere se qualche sua compagna fosse trafelata per una corsa. Si diresse alla Sala Comune, dove trovò Lisa.
- Ti cercavo, vieni con me! - e afferrandola per la mano la tirò dietro di sé davanti alla porta di Nicolas. Bussò con veemenza. Dopo qualche minuto comparve dalla fessura della porta un occhio, dietro una lente e poi l’intera faccia di Nicolas.
- Dimmi - disse il ragazzo gettando fuori dalla porta solo la testa.
- Possiamo entrare? - fece ansioso l’altro.
- Eh... - prese tempo Nicolas - un attimo che sistemo questa confusione - disse gettando un occhio dietro le proprie spalle.
Dopo pochi minuti Nat e Lisa salivano i pochi gradini della camera di Nicolas ricoperti da un lungo tappeto rosso che si alzava e irrigidiva diventando una sorta di tavolino da tè, con appoggiati sopra un piano, una teiera e tre tazze.
- Prego! - sorrise Nicolas, mentre chiudeva le ante della sua finestra, per evitare che il vento spazzasse la sua stanza.
- Però che accoglienza - si complimentò la biondina.
- Allora? - domandò Nicolas rivolto ad un Nat piuttosto nervoso - Cosa c’è? -
- Bene... Ho visto una ragazza... - cominciò Nat.
- Tutto qui? - sbuffò ironica la compagna - Guarda che la tua scappatella la devi giustificare con Demelza e non con noi - saltò alle conclusioni Lisa.
- Non dire scemenze e ascolta - Nat cominciò il racconto del suo pomeriggio con dovizia di particolari sulla fanciulla incontrata.
- Posso sapere perché ne parli a noi due? - chiese un Nicolas piuttosto imbarazzato, non sapendo bene se guardare gli occhi sconvolti dell’amico o lo sguardo scettico della ragazza.
- Lisa mi deve aiutare a capire chi potrebbe essere questa ragazza, visto che conosce tutte le studentesse della Scuola - guardò l’amica con sguardo supplice.
- E io? - insistette Nicolas.
- Avevo bisogno di un supporto psicologico maschile contro Lisa - fece ironico il ragazzo.
Lisa lo saettò con lo sguardo. - Secondo me ti sei bevuto il cervello! -
- Non mi credi? - fece quasi indignato Nat.
- Non è che non ti crediamo Nat è che... -
- È una cosa semplicemente assurda - sentenziò Lisa.
- Vi sto dicendo che l’ho vista, l’ho sentita cantare e ho visto le sue tracce - si scaldò Nat.
- Non ti arrabbiare Nat, è che da come la descrivi non sembra vera... -
- Secondo me te la sei sognata, hai bevuto del Whisky incendiario? - lo fissò la ragazza con un sopracciglio alzato.
- Smettila di prendermi in giro e aiutami a capire - disse rivolto a Lisa.
- Magari è una creatura della Foresta, una ninfa o una driade, e il canto ti ha stregato -
- No, questa ragazza era bella, ma in modo umano, l’ho vista bene - affermò con convinzione.
Nicolas, nuovamente arrossito, si aggiustò il cappellino e gli occhiali, cercando nuovi argomenti, ma evidentemente senza trovarli.
- Dalla discrezione, piuttosto dettagliata, anche se su di essa riservo qualche dubbio per la tua oggettività, non mi viene in mente nessuna studentessa della nostra Scuola. Almeno sai di che anno potrebbe essere? -
- Forse ha la tua età, forse la mia, difficile dirlo, era piuttosto alta, o almeno mi sembrava da quella distanza -
- Non può essere Edwin Rochester, anche se è la più brava corista di Hogwarts, magari Judy McPherson è molto graziosa, però è bassetta... - meditava Lisa poi interruppe il suo pensiero - Ma se dovessi capire chi è, cosa farai? -
Nat rimase immobile e colto alla sprovvista. Nicolas lo guardava in silenzio in attesa della sua risposta. Nat ricambiò il suo sguardo.
- Non lo so... in effetti non ci avevo pensato -
- Già l’ho notato - fece ironica - e ti ricordo che hai anche una ragazza, sguinzaglierai anche lei alla ricerca della fantomatica cantante lirica? - rise Lisa.
- Non era lirica, anzi non so neppure cosa stesse cantando, era una lingua strana, aveva un sapore arcaico, forse era runico o addirittura elfico - Nat si perse ripensando al canto.
- Se davvero fosse un canto stregato - fece seria Lisa a Nicolas.
- Non saprei, ma sinceramente questa storia mi preoccupa non poco - meditò il ragazzo più giovane.
- Sono sano e assolutamente in me! - esclamò l’altro, innervosito.
- Sei solo completamente perso? - fece ironica la biondina.
- Sì, mi sento smarrito - fece categorico Nat.

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giovedì 6 marzo 2014

Bacchette e spie

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

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Knigtly spia… o no?

Bacchette e spie

- Nicky dove te ne vai così di fretta? -.
Etty rincorreva le lunghe falcate del compagno attraverso i corridoi di Hogwarts.
- Vado a chiedere ai professori Carrow di ridarmi il mio materiale magico -.
Etty lo bloccò per il braccio e gli sibilò a bassissima voce:
- Sei impazzito. Non si ritorna mai sul luogo del crimine -
- Non credi che sarebbe sospetto se io non battessi ciglio per quel sequestro -
- Questa pretesa potrebbe metterli sul chi vive e magari... - si ammutolì capendo il preciso calcolo che l’amico aveva fatto.
- ... nasconderebbero meglio il pacchetto, già è una possibilità che avevo pensato, ma oramai... - e fece un largo sorriso.
- A volte mi spaventi terribilmente: sei machiavellico! -
- Macchia... cosa? -
- Un babbano ingegnoso... un giorno te ne parlerò... -
- Ah! Un complimento... Vieni con me? - notando che la ragazza continuava a seguirlo.
- Credi che sia meglio di no? -
- Decisamente meglio di no -
- Ok, allora mi trovi in biblioteca. Il pacchetto l’hai spedito vero? -
- Stamattina ho enucleato il tutto e prima di colazione l’ho spedito ad un fasullo indirizzo di Arcadia, ovviamente ho mandato Lio, non può sbagliare! - fece l’occhiolino.
- Ottimo! A dopo! -
- A dopo! - il ragazzo rispose al gesto e riprese la propria direzione.
Arrivato alla stessa porta, aperta lo stesso giorno, anche se nelle sue prime ore, bussò.
- Avanti! - grugnì una voce dall’atra parte.
Nicolas entrò e trovò entrambi i professori che stavano per sedersi alle relative scrivanie. Sembravano entrambi piuttosto nervosi.
- Knightly ti aspettavamo! -
- Buongiorno professori - cominciò con una titubanza che doveva essere simulata - ieri ho ricevuto questo bigliettino e vorrei chiederne la ragione - mostrò a loro l’annuncio del sequestro del materiale “Tocco di fata”.
I due insegnanti sghignazzarono, come compiaciuti di una marachella.
- La tua attività di bacchettaio non può essere più svolta a scuola! -
- Perché? - fece basito Nicolas.
- Lo riteniamo uno spreco di tempo portato via ai tuoi studi - disse la professoressa Carrow con una nota di falsa premura nella voce - e inoltre ci sembra un comportamento eversivo... - indirizzò al ragazzo un lampo di sospetto.
- Quindi - specificò il fratello - se ti dovessimo cogliere a riparare bacchette, sappi che incorrerai in una punizione severa -.
- Ma come posso mantenermi negli studi, non ho altro denaro se non i proventi della mia professione! - Nicolas era sopraffatto.
- A questo proposito vorremmo farti una vantaggiosa proposta: - sorrise maligna la donna - potresti controllare per noi i tuoi compagni e se vedi qualche irregolarità, o qualche azione che potrebbe sembrarti sovversiva nei confronti del Preside o del Ministero, dovresti farcela sapere immediatamente, ne riceveresti un premio in denaro, diciamo una borsa di studio aggiuntiva! -.
Nicolas li guardò con uno sguardo di puro odio. Le candele dello studio dei Carrow improvvisamente cominciarono a traballare come sottoposte ad un soffio di vento e le pagine di un libro aperto si sfogliarono.
- Maledetti spifferi - imprecò Amycus Carrow.
- Quando ti serve ci trovi qui - lo congedò Alecto con un orribile sorriso.
Nicolas uscì fremente e corse al primo bagno dove rivide la sua colazione.
- Ora sono proprio nei guai! - affermò pulendosi la bocca.

- Torni dai tuoi per le feste? - chiese Etty interrompendo la sua relazione di Antiche Rune.
- Eh? - chiese Nicolas - No, no, starò qui. Tu torni a casa? - aggiunse il ragazzo greco.
- Sì, non vedo l’ora! A casa mia si fa sempre un’enorme festa per la Vigilia, con milioni di regali per tutti, vado a pattinare sul ghiaccio con i miei cugini e insieme giriamo tutti i mercatini magici del mio quartiere. Compriamo sempre quantità industriali di dolci. Ehi! Perché non vieni a casa mia? -
Nicolas si trovò spiazzato di fronte a quell’invito.
- Oh no, grazie, non posso accettare... - fece rosso in volto.
- Ti meriti un po’ di divertimento Nicolas! - lo rimproverò la ragazza con vivacità.
- Non posso proprio Etty -
- Perché? -
- Prima di tutti devo essere rintracciabile a Hogwarts per ogni eventualità “liesca”, poi devo assolutamente recuperare lo studio di dicembre e inoltre le bacchette... -
- Ok! Ho capito uomo d’affari! - lo prese in giro la compagna - Però mi mancherai - gli sorrise Etty.
- Anche tu Etty, ma promettimi che ti divertirai, perché anche tu lo meriti - e le scompigliò affettuosamente la frangia.
- Promesso! - Etty intravide Nat alle spalle di Nicolas - Ciao Nat, tu cosa fai a Natale? Resti o torni? -
- Torno! -
- Oh! Povero Nicky tutto solo alle feste! - fece compresa Etty.
- Non torni a casa Knightly? -
- Ehm! No! -
- Comunque anche Neville e molti del ... - diede un’occhiata silenziosa ad un galeone sul tavolo - rimangono, quindi non sarai troppo solo, anzi potresti esercitarti nel Patronus: sei un vero schifo! - lo prese in giro bonariamente il ragazzo più alto.
Nicolas fece una linguaccia scherzosa in risposta.
- Non te la prendere Nicky, Nat lascia sola anche me! Ci divertiremo senza lui - appuntò Demelza, sopraggiunta nel frattempo, dando un colpetto al gomito del suo ragazzo.
- Illusa! Knightly è... - Nat si spense ricordando improvvisamente qualcosa, forse il suo ultimo litigio con l’amico.
- È...? - cercò di continuare la cacciatrice Griffondoro.
- ... un totale impiastro a tenere compagnia alle ragazze! Ovvio! - rise l’altro.
- Potrei offendermi! Io sto benissimo con Nicolas! - fece falsamente offesa Etty.
- Ma tu sei una ragazza strana - la prese in giro Nat - almeno quanto lui! - e Nat gli strizzò l’occhio, ma Nicolas era completamente assente dalla discussione, con lo sguardo perso nel vuoto.
Improvvisamente si voltò con uno scatto verso i compagni che lo guardavano in attesa.
- Ciao Walter! - Nicolas salutò il ragazzo che era capitato silenziosamente dietro il gruppetto e di cui nessuno si era accorto.
- Ciao a tutti, Nicolas avresti tempo per me? Vorrei chiederti un parere... -
- Sì, certo! Ragazzi ci si vede più tardi - Nicky chiuse i libri e si allontanò dalla biblioteca, a fianco del giovane Corvonero.
- Non vi sembra che quei due si comportino in modo strano? E come se fossero amici, ma allo stesso tempo non si conoscessero... - disse pensosa Etty guardandoli allontanarsi.
- Loro due insieme non mi preoccupano e del terzo che non mi fido - commentò Nat, notando che ai due si stava aggiungendo Raymond Emberce.

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martedì 4 marzo 2014

Un Natale movimentato

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

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Un Natale movimentato

Finalmente arrivò la risposta di Dannis.
Il viso di Etty divenne raggiante quando vide planare la grande massa piumosa di Lio sulla tavolata dei Griffondoro. Nicolas si illuminò di colpo, prendendo tra le mani tremanti la busta paglierina e incrociando lo sguardo di Etty.
- Stai bene Lio? - disse accarezzando il volatile.
Lio arruffò le piume.
- Controllo della posta pesante? -
L'uccello gorgogliò.
- Ok, piccolo! Vai a riposarti e grazie mille - gli suggerì con dolcezza.
- Nicky potresti leggermela subito? - gli chiese supplice la ragazza.
- Troviamo un posto tranquillo - annuì il ragazzo.
I due lasciarono la Sala Grande ed entrarono impazienti nella deserta Sala dei Trofei. Nicolas aprì la busta all’interno c’erano due fogli scritti fittamente in caratteri greci.
- Questa è la mia e questa - disse scorrendo velocemente le righe - è la trascrizione della lettera di Dannis -.
Prese in mano il secondo foglio, mentre teneva tra la fessura dell’indice e del medio il foglio piegato indirizzato a lui. Etty non stava più nella pelle.
Nicolas leggeva a bassa voce, quasi un mormorio nell’orecchio di Etty, facendo qualche piccola pausa per elaborare la traduzione a braccio.
“Carissimi Etty e Nicolas, mai mi sarei aspettato di ricevere una lettera da parte vostra e non posso davvero dire cosa questo abbia significato per me e per Colin. Sapere che ci pensate e che fate il tifo per noi è molto consolatorio.
Abbiamo passato dei brutti momenti e rischiato in molte situazioni.
Non so se siete a conoscenza del fatto che, oltre a squadre di Mangiamorte, ci sono dei gruppi chiamati Ghermidori che danno la caccia ai Nati-babbani su ricompensa. Nello scontro con uno di questi gruppi Colin ha perduto la propria bacchetta e questo ci ha creato dei problemi in più. Ma adesso stiamo bene e questo lo dobbiamo al suggerimento di Etty di recarci al vecchio capanno di caccia alle fate di suo nonno. Qui abbiamo finalmente trovato un luogo nascosto e isolato dove ripararci e tenerci pronti ad un’eventuale riscossa.
Ascoltiamo Radio Potter grazie ad una radio magica, tenendoci cosi’ in contatto con il mondo magico.
Immagino che tu, Nicky, stia traducendo questa lettera per Etty. Anche se sono molto imbarazzato a scrivere quello che sto per scrivere e dal fatto che poi un’altra persona lo leggerà...”.
Nicolas si interruppe in un momento di incertezza. Etty lo guardò incuriosita mentre gli stringeva forte l’avambraccio.
- Perché ti fermi? - gli fece impaziente.
- Scusa Etty - le sorrise un po’ imbarazzato - ma ho avuto un piccolo dubbio di traduzione... Ah! Ecco! - e riprese.
“...dille che questo momento un po’ difficile mi ha svegliato e mi ha aperto gli occhi su tante cose, su di lei in particolare. Non vedo l’ora di poterle parlare a tu per tu. In effetti sono un po’ geloso di te che in questo momento le sei così vicino...”
Nicolas alzò un attimo gli occhi su Etty, che in effetti era completamente protratta verso di lui a fissare una lettera di cui non poteva leggere neppure mezza parola. Arrossì lievemente e continuò.
“... comunque sono sicuro di potermi fidare di te, che sei davvero un amico straordinario. Non dare un bacio da parte mia a Etty, anche se è quello che vorrei fare io. Credo invece che una calorosa stretta di mano possa bastare da parte tua. Vi voglio bene.
Dannis
P.S.: Vi saluta anche Colin.”
I due ragazzi avevano riso dell’ultima frase di Dannis, ma nonostante questo gli occhi di Etty erano pieni di lacrime e ora singhiozzava sulla spalla dell'amico.
- Stanno bene Etty, - gli fece coraggio - grazie alla tua idea ora sono al sicuro -.
Etty annuì nella sua spalla continuando a piangere. Nicolas la strinse, forse comprendendo che aveva bisogno di sfogarsi. Dopo qualche momento Etty si calmò e alzò lo sguardo sul compagno.
- Sei davvero un ottimo amico, Nicky. Non saprò mai come ringraziarti -
- Forse un giorno troveremo un modo - gli sorrise Nicolas - Ma adesso mi devi dare una mano a fare un’altra cosa per i nostri due amici -.
Etty lo guardò incuriosita, ma Nicolas non rispose a quello sguardo.
- Dopo, ora andiamo a lezione -.

- Cosa?! Tu costruisci bacchette?!? - esclamò Etty nel corridoio.
- Sei impazzita! Abbassa la voce! Piton mi ha proibito di farne parola - le gridò Nicolas guardandosi in giro per accertarsi che nessuno avesse sentito.
- Scusa - bisbigliò Etty.
- E comunque non le costruisco, in genere le riparo solamente. Nella mia vita ne ho costruita solo una -
- Davvero e funzionava? - chiese Etty interessata.
- Fino ad oggi non mi ha mai dato problemi - Nicolas trasse dal mantello la propria bacchetta e la porse a Etty.
Etty la rigirò ammirata tra le dita. Era davvero una bacchetta molto particolare. Il manico era formato da due colonnine in legno, che si avvolgevano a spirale l’una sull’altra, lasciando però tra di loro una fessura e creando così un manico cavo e leggero. Agli estremi le colonnine si chiudevano in due bulbi tondeggianti: quello sul fondo riportava una specie di marchio inciso, mentre dall’altro partiva una punta che si assottigliava, percorsa anch’essa da un filo legnoso che si svolgeva a spirale fino all’estremità più sottile.
- È meravigliosa! Quanto hai impiegato per fabbricarla? -
- Quattro mesi di intenso lavoro, con quattordici diversi tentativi, prima di arrivare a lei -
- Forse fra quattro mesi a Colin non servirà più... - obiettò Etty decisamente depressa.
- Ehi! Avevo solo dieci anni quando ho fatto la mia! Vedrai che sarò più veloce a costruire quella di Colin, solo che mi servono delle indicazioni precise su di lui, per fabbricargliene una che possa usare senza difficoltà -
- Che tipo di informazioni -
- Devo capire che genere di mago è, per esempio attraverso le magie che gli vengono meglio -
- Chiaro, non è troppo difficile scoprirlo -
- E poi c’è un altro problema serio: i materiali per creare i nuclei di bacchetta sono in genere piuttosto costosi - sospirò - dovrò escogitare un modo per racimolare qualcosa velocemente, credo che sarà la cosa che mi porterà via più tempo -.
- Fra poco è Natale! - esclamò felice Etty.
- Già... - disse Nicolas perplesso non cogliendo il nesso.
- Ci faremo aiutare dai membri dell’ES, molti riceveranno dai parenti qualche soldo, faremo una colletta per Colin, saranno felici di aiutarci -
- È troppo rischioso Etty, se saltasse fuori che ho detto a qualcuno di saper riparare bacchette mi caccerei nei guai -.
Etty lo guardò quasi tradita, forse non si aspettava questa eccessiva prudenza da parte dell’amico.
- Ok, Etty, sono nelle tue mani - cedette il ragazzo.
- Sei un vero tesoro! - disse entusiasta.
Nicolas scorse in lontananza Nat.
- Nat aspetta! - gli urlò alle spalle.
- Che vuoi, Knightly - rispose duramente il ragazzo. Nicolas sembrò indietreggiare al suo tono, forse si aspettava maggiore clemenza, ma si riscosse paziente - Posso parlarti un attimo? -
Nat sembrava piuttosto spazientito all’idea e Nicky insistette gentile - Per favore -.
- Cosa vuoi? - fece scocciato l’altro.
- Chiederti scusa per ieri, non ho attenuanti, ti ho risposto male e non ne avevi colpa. Sono in una situazione confusa e non riesco ad orientarmici, ma tu non centri. So che non ho il diritto di chiedertelo, ma vorresti metterci l’ennesima pietra sopra? -
- Non lo so, Knightly? Per una volta vorrei che tu fossi completamente sincero con me e invece ho sempre l’impressione che me ne manchi un pezzo... -
- Te ne manchi un pezzo? Di cosa? -
- Di chi diavolo tu sia! - lo trafisse con lo sguardo e Nicolas avvampò - Comunque vedremo, per adesso è bene che mi giri un po’ alla larga - aggiunse allontanandosi.
- D’accordo - rispose triste il ragazzo più giovane.
- Perché ti ha trattato in quel modo? - fece seccata Etty.
- Ha ragione su tutto ed è meglio che per un po’ io non gli dia fastidio - asserì Nicolas.

Elaborazione di una bacchetta - Immagine da web


Seguirono settimane frenetiche per tutta la scuola: molti ragazzi si preparavano per tornare a casa durante le vacanze di Natale, nonostante nessuno sembrasse sentire il calore delle feste alle porte. Le punizioni dei Carrow non si fecero più lievi, ma tutti gli altri insegnanti spalleggiavano gli studenti, evitando in ogni modo di dare loro punizioni. Qualcuno ne approfittava vigliaccamente.
Nicolas ed Etty erano i più frenetici di tutti, l’uno intento a trovare la formula della bacchetta, l’altra gli dava una mano a fare le domande ai membri dell’ES, a raccogliere i fondi pro Colin e faceva copiare i compiti all’amico che nel frattempo si stava studiando diversi Manuali per la costruzione di Bacchette.
Con una serie di domande su Colin, Nicolas pensava di aver trovato la ricetta giusta per la preparazione della bacchetta. Anche Raymond aveva dato un contributo non indifferente, senza sapere il perché della domanda di Nicolas, aveva garantito al nuovo amico che Colin possedeva un’ottima percentuale di elemento fuoco.

Nicolas ed Etty discutevano all’aperto e, stretti nel mantello, camminavano verso le sponde ghiacciate del Lago Nero.
- Pensi di riuscire a fabbricarla, ora? - gli chiese Etty.
- Ho solo un dubbio, capisci Etty devo avere la certezza che vada bene: non posso fargliela provare e poi aggiustargliela... -
- Pensi di riuscire a levarti questo dubbio? -
- C’è solo una persona che può levarmelo e spero sia in grado di farlo -.
Nicolas seguiva con lo sguardo un’alta figura solitaria poco lontana da loro.
- Grazie per avermi accompagnato, ma è meglio che gli parli in privato - si rivolse all’amica con tono cortese.
- Come vuoi, Nicky - la ragazza ritornò sui suoi passi.
- Sapevo di trovarti qui -
Walter alzò lo sguardo a quelle parole.
- Ciao Nicolas, mi cercavi? -
- Sì! In realtà è da un po’ che volevo parlarti -
- Anch’io ne avrei bisogno. Mi sembra di intuire che anche tu fai quello strano sogno -.
Nicolas si fermò, sorpreso.
- Da cosa l’hai capito? -
- Questa è una domanda interessante, a cui proprio non so rispondere. È come se lo avessi letto nel tuo sguardo l’ultima volta che ci siamo incrociati... come se ti avessi letto nel pensiero... - fece preoccupato e pensoso Walter.
Nicolas sorrise comprensivo.
- Vedi Walter non so rispondere a tutti i tuoi dubbi, ma a quanto pare e anche se sembra incredibile, noi siamo una specie di incarnazione dei poteri elementari della magia: tu l’acqua, io l’aria, Raymond il fuoco e Sandy la terra... -
- Sei impazzito? Di cosa stai parlando -
- Neanch’io ci volevo credere, ma mi rendevo conto che quando Raymond mi parlava di questa stramba teoria, sentivo che era vera, per quanto razionalmente non volevo crederci. Ora i dettagli della storia sono molto oscuri e francamente non so cosa questo in realtà significhi per noi, anche se Raymond ha una sua idea precisa, ma su questo io ho ancora dei forti dubbi -
- Raymond? Sandy? Ma di cosa stai parlando! - fece sempre più confuso Walter.
- Ascolta Walter purtroppo io non ho molto tempo per discuterne con te oggi e mi rendo conto che questa richiesta sia molto egoista da parte mia. Ti ho scritto una lettera che spiega quello che so e quanto mi ha spiegato Raymond. Leggila con calma e poi ne discuteremo con maggiore lucidità. Ma adesso ho bisogno di farti una domanda per me importantissima e tu devi sforzarti di rispondermi nel modo più preciso possibile -
- Ma?! Scusa Nicolas, tu arrivi qui, mi fai una rivelazione oltremodo assurda, non me la spieghi e pretendi che io ti assecondi in tutto... è molto scorretto da parte tua! - fece alterato il ragazzo Corvonero.
- Hai perfettamente ragione e ti chiedo di perdonarmi, ma tu adesso hai bisogno di leggere da solo il contenuto di quel messaggio e io ho bisogno di quella risposta. Ti prego di fidarti di me - guardò l'altro con intensità.
- D’accordo Nicolas, cosa vuoi? -
- Tu conosci Colin Canon? -
- Certo! Frequentava il mio corso, ragazzo molto generoso... spero stia bene! - aggiunse leggermente in ansia Walter.
- Sta bene... vorrei chiederti una cosa che ti sembrerà strana: lo sentivi affine? -
- Cosa? - fece turbato l’altro.
- Non pensare a nulla di strano! Intendo dire se sentivi una buona sintonia con lui, ti riconoscevi nel suo modo di esprimere la magia, oppure lo sentivi piuttosto estraneo? -
- Parli di una sensazione a pelle? -
- Precisamente! - asserì Nicolas soddisfatto della domanda.
- Sì, mi sembra che mi fosse affine come tipo di magia - disse pensoso Walter, ponderando ogni parola - anche se non so bene cosa significhi... -
- Ottimo! Grazie! - fece visibilmente riconoscente Nicolas - Ora leggi la lettera, poi ne riparliamo! E ti assicuro che stanotte dormirai meglio -.
Nicolas si allontanò di corsa.
- Ora so perfettamente cosa devo ordinare! -.

L’ordine sarebbe arrivato presto e, grazie a Hagrid, Nicolas aveva trovato un giovane acero che gli aveva ceduto con gioia il legno per la bacchetta di Colin. Aveva creato una bella bacchetta con il manico percorso da piccole onde irregolari, intermezzate da frange sottili. Nicolas doveva solo infondergli il nucleo, quando lo avesse ricevuto.
Il gufo delle consegne “Tocco di fata” arrivò con un biglietto giallastro.
- Perché un biglietto? Dov’è il mio ordine? - chiese al gufo un Nicolas agitato.
Ma il gufo, ceduto il biglietto, se ne volò via velocemente.
SIGNOR NICOLAS,LEI NON HA DIRITTO DI FAR ENTRARE NELLA SCUOLA UN SIMILE MATERIALE PER QUESTO MOTIVO È STATO REQUISITO.PROFESSOR CARROW - RESPONSABILE DISCIPLINARE”.
Nicolas aveva il capo chino, fremeva di rabbia.
- Che c’è Nicky? - gli chiese Etty.
Nicolas non disse una parola ma le porse il biglietto.
- Ma non può farlo, questo è un furto! -
Il ragazzo annuì taciturno.
- Che possiamo fare? -
- Ce lo riprenderemo! Stanotte! - fece determinato il ragazzo, stringendo i pugni.

Era da poco passata l’una di notte e due figure uscivano silenziose e al buio dal ritratto della Signora Grassa.
Nicolas ed Etty si parlavano a gesti e mormorii, diretti verso gli uffici dei professori.
- E se non fosse lì? - mormorò preoccupata la ragazza.
Nicolas la guardò con uno sguardo sarcastico.
- Che fantasia pensi abbiano quei due? È lì di certo! -
- In effetti... - fece rassicurata.
Girarono un angolo e Nicolas fece cenno di tacere: un suono felino raggiunse i ragazzi. Nicky mise a terra un paio di calzini bianchi arrotolati e li trasfigurò in due simpatici topini bianchi.
- In bocca al lupo - gli augurò la ragazza.
I topi corsero lungo il corridoio e Mrs Purr gli corse appresso lasciando libero il campo.
- Siamo fortunati, se Mrs Purr ispezionava questa ala vuol dire che Gaza è dall’altra parte: per coprire il doppio dello spazio -
- Probabile, ma non credo siano i soli a perlustrare la zona: non dopo le recenti escursioni notturne dell’ES - commentò Nicolas.
- Il problema sarà la porta - meditò Etty. Nicolas annuì.
Camminando nel buio senza ausilio delle bacchette, erano comunque giunti velocemente nell’ala centrale del Castello, nei pressi dell’ufficio del preside e dell’ufficio dei Carrow. Improvvisamente il mantello di Etty cominciò a vibrare in modo insolito. Con un movimento repentino della bacchetta la ragazza lo bloccò.
- Il mio spioscopio. Qualcuno è vicino -.
I ragazzi erano in un corridoio piuttosto stretto senza statue o nicchie, ma Nicolas non si scompose. Trasse da sotto il mantello una scopina minuta e le lanciò un “Engorgio”. Una Comet della scuola recuperò le sue dimensioni normali, Nicolas la inforcò e fece salire velocemente Etty. Si elevarono sui cornicioni dell’alto corridoio, dondolando leggermente per il peso di entrambi. La scopa frusciava con la coda le pietre della parte alta del corridoio.
Poco dopo passò la Carrow con la bacchetta illuminata, ma non alzando lo sguardo non colse i due ragazzi nascosti nell’ombra del soffitto. La scopa era difficile da manovrare nello stretto corridoio e cigolava leggermente, ma il pesante passo della donna nel silenzio addormentato di Hogwarts copriva quel suono lieve. Il ragazzo manovrò con abilità il manico e atterrò silenziosamente non appena la strega scomparve in fondo al corridoio.
La porta dell’ufficio era ormai a pochi passi.
- Ci siamo quasi - osservò Etty emozionata.
- Cosa ci sarà oltre quella porta? - domandò dubbioso Nicolas.
- Forse nulla - sperò la ragazza.
- Pronta? - Nicolas fece cenno alla ragazza. Entrambe le bacchette sguainate.
- Alohomora - disse Etty e la serratura scattò.
Nicolas spinse la porta che si aprì velocemente fino a metà corsa. L’interno dell’ufficio era completamente immerso nel buio, un buio ancora maggiore di quello in corridoio.
- Lumos - continuò la ragazza e un lieve bagliore rischiarò l’interno, mentre Nicolas scrutava con sospetto ogni angolo con la bacchetta pronta.
- Eccolo - gli indicò Etty. Su una delle scrivanie c’era un pacchetto con il marchio del negozio “Tocco di fata”.
- Perfetto - disse il ragazzo traendo da sotto il mantello un pacchetto molto simile a quello che era stato appena individuato.
- Prendiamolo! - fece Etty entusiasta, ma Nicolas la trattenne per un braccio.
- C’è qualcosa che non mi convince, sento una strana forza magica che percorre questo pavimento - sembrava riflettere, scrutando il tappeto color sangue che si stendeva davanti a loro.
- Wingardium leviosa - sussurrò Nicolas al pacchetto e quello si alzò leggero dalla scrivania per cadere lieve nel palmo aperto del Griffondoro. Al chiarore della bacchetta di Etty il pacco rivelò essere un po’ diverso dalla copia preparata dai ragazzi, ma nulla che non si potesse aggiustare con un tocco di trasfigurazione. Dopo che il duplicato fu rimesso a posto, i ragazzi richiusero la porta a chiave e ritornarono sui loro passi.
Non erano molto lontani dal loro dormitorio. Etty sentendosi forse al sicuro cominciò a diventare ciarliera.
- Cosa pensi di aver sentito nell’ufficio dei Carrow - sussurrò a Nick.
- Non lo so, ho come avuto la sensazione che un incantesimo di fuoco ci avrebbe colpito se avessimo toccato il pavimento, ne avvertivo la presenza - rispose l’altro, meditabondo, rimanendo in guardia.
- Chissà magari era solo suggestione... - ipotizzò Etty.
- Magari... Sh! - le fece cenno Nicolas, ma era troppo tardi. Due lunghe braccia afferrarono i due alle spalle, chiudendo loro la bocca per impedirgli di urlare e tirandoli in una nicchia buia nella parete.
Poco dopo sopraggiunse di corsa Gaza con una lanterna che scrutava il fondo del corridoio.
- Ero certo di aver sentito degli studenti andarsene in giro da questa parte -.
Nicolas ed Etty erano aggrappati in silenzio all’avambraccio del loro assalitore, che però li aveva nascosti in tempo dal custode. Quando quest’ultimo scomparve, i tre uscirono allo scoperto.
- Nat – disse con entusiasmo sussurato la giovane Griffondoro.
- Grazie Nat, sei stato provvidenziale - lo guardò riconoscente Nicolas.
- Cosa volevate combinare? -
- Cosa abbiamo combinato - sorrise Etty, felice.
Gaza ricomparve sul fondo del corridoio i tre tacquero.
- Mi metterò qui ad aspettarli, vorranno tornare a dormire - e si piazzò proprio davanti al ritratto della Signora Grassa.
I tre ragazzi si guardarono ammutoliti: li aspettava una notte sul freddo pavimento di una nicchia di Hogwarts.
Etty si era accoccolata sul fianco di Nicolas e questi era appoggiato sulla spalla di Nat, mentre il maggiore si era sistemato nell'angolo della nicchia. Nicolas si era svegliato e ora temeva che un suo movimento potesse destare anche i due amici. Non riuscendo a prendere sonno, si ricordò che ancora non aveva letto la lettera per lui, quella che aveva accompagnato la lettera di Dannis.
In silenzio trasse con un fruscio la pergamena e la spiegò, accendendo di un lieve bagliore la punta della sua bacchetta. Mentre leggeva la sua espressione si fece sempre più grave, fino ad emettere una forte e soffocata ispirazione.
- Sta per fare una sciocchezza, me lo sento! -.


domenica 2 marzo 2014

Incontro 14 - 17 febbraio 2014

Nell'incontro di oggi si sono raccolte i tre temi che più ci mettono in crisi e abbiamo discusso riguardo le domande che vogliamo porre ai nostri relatori. L'educatrice le ha riordinate e ha integrato (colore diverso) con le domande che vengono dai giovani-adulti.

SACERDOZIO

Celibato dei Preti

  • In quale contesto storico la Chiesa ha preso la decisione di imporre il celibato ai preti?
  • Perché essere prete preclude il fatto di avere una famiglia?
  • La Chiesa ha fatto questa scelta per prevenire comportamenti poco ortodossi da parte del prete? (ad esempio un prete che ci prova con le ragazze, legittimato dal fatto di trovare una moglie)
  • Può diventare prete uno che ha avuto rapporti sessuali?
  • Perché alcune religioni permettono il matrimonio dei preti?
  • Avere una famiglia potrebbe costituire un ostacolo o un punto d'appoggio?
  • Non sarebbe meglio che i preti vivessero l'esperienza della famiglia per poter meglio aiutare fedeli?
  • Spesso si sente dire che il matrimonio dei preti ridurrebbe i casi di pedofilia, cosa ne pensi?
  • Permettere il matrimonio non risolverebbe il problema delle scarse vocazioni?
  • Cosa succede se un sacerdote è omosessuale?


Sacerdozio Femminile

  • La donna e l'uomo sono uguali?
  • Magari non sono uguali ma hanno la stessa parità di diritti, perché la donna non può svolgere il ruolo del prete?
  • Vocazione tra uomo e donna è la stessa, ma perché i ruoli sono diversi?
  • Perché è stata presa questa decisione?
  • È una questione religiosa o più legata alla tradizione?
  • Perché anche la suora non può fare Messa visto che è un “ruolo” creato dall'uomo?
  • La suora è una figura, un ruolo creato dall'uomo?
  • C'è mai stata una donna che abbia voluto diventare prete e le è stato impedito?



BIOETICA

Eutanasia e accanimento terapeutico

  • Quale iter ha seguito la Chiesa per prendere posizione su questi temi? 
  • Quale è la differenza fra eutanasia e accanimento terapeutico? Non è un controsenso essere contrari ad entrambi? Qual è il confine?
  • L'eutanasia viene considerata suicidio?
  • Perché andare contro la volontà del malato?
  • Negare l'eutanasia non impedisce la libertà dell'individuo?
  • Perché accettare che le persone vivano una così grande sofferenza?
  • Che standard di vita ha la Chiesa per accettare anche vite che sono proprio al limite?
  • Come viene vista la persona che stacca la spina/dà il farmaco per “terminare”?


DOMANDA A MARGINE: Perché è considerata più gravosa la “malattia fisica” piuttosto che qualsiasi altro malessere?

Cellule staminali e ricerca

  • Quali distinzioni fa la Chiesa? 
  • Cos'è permesso?



MATRIMONIO e SESSUALITÀ

  • In che contesto la Chiesa ha preso le decisioni sulla vita matrimoniale?


Rapporti sessuali

  • Perché non si può avere un rapporto prima del matrimonio?
  • Che significato dà la Chiesa al rapporto sessuale? E dopo il matrimonio?
  • Come mai non si possono utilizzare i contraccettivi?
  • I “preliminari” come sono considerati dalla Chiesa?
  • Come viene considerata la masturbazione?


Convivenza

  • Perché non si può avere un “periodo di prova” di convivenza prima del matrimonio?
  • Il rapporto pre-matrimoniale e la convivenza sono considerati “peccati”? Quanto pesano?


Divorzio “subìto”

  • Come mai non è possibile accedere all'Eucaristia?
  • Perché non permettere di rifarsi una vita e, quindi, reintegrarsi nella vita comunitaria?
  • Quali condizioni permettono l'annullamento del matrimonio?
  • Perché la Chiesa appare così poco “accogliente” rispetto a queste situazioni di fragilità?




Preghiera: !!!

Dal Vangelo di Matteo (Mt 5, 20-22.27-30.33-37.43-45)
Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.
Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.
Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.
Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.


Riflessione: Ogni società si trova a dover scegliere
Ogni società si trova a dover scegliere fra una legge di vita e di pace, e una legge di morte e di odio. La legge di morte è quella che dice: i forti devono essere i primi. Ciò fa sì che tutti lottino per essere forti, in modo da essere serviti. Questa legge è disperata, perché anche il forte un giorno diverrà debole, e i deboli che lui non ha amato lo lasceranno morire abbandonato. C’è solo una via d’uscita a questa disperazione: obbedire alla legge della vita e dell’amore. Questa legge è il contrario della prima: dice che i poveri e deboli debbono essere serviti per primi. Questa legge porta pace, perché nessuno competerà mai con gli altri, lotterà contro gli altri, ucciderà gli altri per divenire debole e povero. Ed è una legge di vita, perché quando il forte diverrà debole, sarà sostenuto dai deboli che lui ha aiutato quand’era forte.

Commento: Tralasciando i commenti sulle mani che peccano e quindi da mutilare… è stato chiesto cosa fosse la Geena, era la discarica del tempo, tutti i rifiuti finivano lì e venivano bruciati. In questo brano la Geena è l'inferno, ma Gesù non vuole veramente che uno si mutili per essere giusto, anche perché è ovvio che la mano non compie che la volontà di chi la guida… Gesù ci chiede di "tagliare" tutte quelle situazioni che ci possono condurre a dei comportamenti malvagi. Contrastare il peccato è difficile è meglio "evitarlo", ad esempio se andare in un posto mi porta a fare qualcosa di male per svariati motivi è meglio non andarci, se parlare di una persona me ne fa parlare male è meglio non parlarne affatto.
Altro commento è dato dal fatto che Gesù qui è veramente tosto, altro che i "no" impegnativi della Chiesa, qui alcune cose che vediamo come leggerezze "dare dello stupido al fratello" è considerato un grosso sbaglio! Cosa ci suggerisce questo? 
E' stato chiesto perché dare del "pazzo" è più grave che dare dello "stupido". Presumo perché lo "stupido" sbaglia a fare un ragionamento, il "pazzo" è proprio incapace di ragionare e quindi lo taglio fuori da ogni possibilità di relazione intelligente.
Si era perplessi riguardo al testo proposto nella riflessione, che presenta una società fondata sulla legge di vita, quindi molto utopica. L'educatrice fa notare che se però uno stato si desse come legge (al di là della religione che non impone legge in uno stato laico) una legge a tutela degli ultimi e indifesi, quindi con un codice civile e penale strutturato in questo senso, la questione sarebbe un po' meno utopica, certo si deve intervenire sulla politica.

sabato 1 marzo 2014

Solo

Introduzione alla Fan Fiction 

Questa Fan Fiction è strettamente legata al 7° libro di Harry Potter, quindi a coloro che non l’hanno ancora letto sconsiglio caldamente la lettura. L’universo in cui è ambientata l’intera vicenda e moltissimi personaggi che la animano sono opera della straordinaria Rowling, che ha saputo creare un mondo affascinante e ricco di spunti così originali da riuscire a scatenare l’immaginazione dei suoi affezionati lettori, tuttavia ho voluto narrare una storia che non avesse come protagonisti gli stessi creati da questa autrice fantastica, ma di nuovi nati comunque per diretta ispirazione.

Leggi il I capitolo

Leggi il capitolo precedente



Immagine da web - Il potere di Raymond

Solo

Il Natale era pressoché alle porte, ma niente a Hogwarts suggeriva aria di festa e di calore natalizio. La situazione si faceva di settimana in settimana sempre più opprimente, dopo Nicolas altri studenti erano stati puniti durante le ore di Difesa contro le Arti Oscure da studenti stessi, che, impratichiti con la maledizione Imperio, stavano cominciando ad affrontare la maledizione Crucio. Neville aveva subito la prima “lezione dimostrativa” per essersi opposto apertamente e direttamente contro l’insegnante.
Questo aveva reso sempre più pericoloso ritrovarsi per le riunioni all’ES, ma anche più necessario. La maledizione subita da Paciock aveva sortito gli effetti opposti e il ragazzo organizzava con maggiore caparbietà numerose uscite notturne con Ginny, Luna, Semus e Micheal Steeval, durante le quali lasciavano sui muri della scuola, in particolare nei pressi dell’ufficio del Preside, slogan per l’iscrizione al particolare circolo privato.
Il Cavillo nel frattempo continuava i propri attacchi nei confronti del nuovo Ministro, riportava continuamente, dati alla mano, le uccisioni tra Nati-babbani, i Babbani e gli oppositori storici di Voi-Sapete-Chi, elogiava pubblicamente Radio Potter e faceva continui appelli alla fedeltà verso Harry. Luna Lovegood veniva per questo attaccata spesso in corridoio da molte battute, ma anche da veri e propri incantesimi, molto crudeli. Ginny fu punita per aver risposto ad uno di quegli attacchi con una spettacolare Fattura Orcolvolante, che gli costò però due ore di presenza come cavia nella lezione del professor Carrow, durante la quale Goyle si guadagnò i suoi primi dieci punti per i Serpeverde in sette anni e Neville una profonda ferita sulla guancia destra.
Nicolas aveva uno sguardo carico di preoccupazione e si muoveva lentamente nella propria stanza, si allacciò il mantello e si infagottò dentro, poiché i rigori dell’inverno inglese si facevano sempre più implacabili. A fatica staccò gli occhi, profondamente segnati da notti insonni, dal trespolo vuoto di Lio, poi con estrema lentezza si mise sulla spalla la borsa e uscì dalla sua stanza.
Da qualche settimana Etty lo cercava tutte le mattine, ma incrociando il suo sguardo che faceva un diniego silenzioso, apprendeva la notizia che più le premeva, gli rispondeva con il tentativo di un sorriso rassicurante, per non mortificarlo ulteriormente, e cercava di discutere con l’amico del più e del meno. Però alla prima occasione buona entrambi facevano di tutto per separarsi, almeno per evitare di dover fingere che tutto stesse andando tranquillamente.
Anche i pomeriggi con Nat erano diventati sempre più radi e corti, ora che il maggiore dei due ragazzi frequentava sempre più spesso la cacciatrice dei Griffondoro. Inoltre i loro dialoghi si limitavano sempre di più a questa nuova relazione. Nicolas sembrava un po’ infastidito da quella continua argomentazione e si rifugiava in biblioteca tra i libri di storia della magia, macinando pagine e pagine, alla ricerca di qualche notizia sulla “Setta dei quattro poteri”, ma nessun fatto storico ne riportava notizia alcuna.
Dopo aver abbandonato la sua stanza, aveva raggiunto la biblioteca semi-deserta e, piegato su un enorme volume dal titolo “Classi, Club e Circoli Magici: tutte le Storie sotterranee” del professor J. Nova, scorreva con attenzione il capitolo sulle sette. Lo raggiunse un Nat sorridente.
- Ciao! Che fai? -
- Gioco a gobbiglie - rispose con un certo sarcasmo tra sé e sé il ragazzo greco.
- Spiritoso! Lo vedo che leggi, ma cosa? - si interessò l’amico.
- Un libro di Storia della Magia -
- Altra materia più interessante non l’avevi? -
- No... -
- Ehi! Hai un pessimo aspetto, dormi male? -
- Cosa ti serve Nat? - gli rispose sbuffando Nicolas finalmente alzando la testa dal volume.
- Ma che hai?! Sono settimane che sei inavvicinabile, ne parlavamo ieri io e Demy -
- Bene allora puoi continuare a parlarne con Demy e lasciarmi leggere! - rispose nervosamente il ragazzo più giovane.
- Ma si può sapere che ti ho fatto? -
Si udì un risolino alle loro spalle. Nat si girò nervoso.
- Che cavolo vuoi Emberce! -
A quel nome anche Nicolas si voltò, inquadrando il ragazzo Serpeverde che con aria di sfida sfogliava un libro, fissando Nat.
- Io niente... - fece in tono falso l’altro.
- Bene, allora ti consiglio di farti i fatti tuoi e di starci alla larga, possibilmente! - grugnì Nat.
- Raymond io ho bisogno di parlarti invece - affermò Nicolas, mentre l’altro Griffondoro sembrò rimanere di sasso a quell’affermazione del Compagno di casa.
- Non saprei Knightly sono appena stato minacciato - disse con un ghigno rivolto a Nat.
- Non dire assurdità, hai tempo adesso? -
- Io sì, ma non vorrei distrarti dalla tua discussione... -
- Ciao Nat, ci vediamo - fece di botto Nicolas, recuperò il suo libro e se ne andò, seguito dal passo elegante e sicuro di Raymond, lasciando Nat tremante di rabbia.
I due ragazzi si chiusero nelle classe vicina alla biblioteca, dove si erano lasciati l’ultima volta.
- Allora ci hai ripensato? - fece sornione Raymond.
- La storia che mi hai raccontato fa acqua da tutte le parti, più ci ripenso più credo che tu abbia qualche serio problema - fece irritato Nicolas.
- Allora spiegami perché siamo in questa stanza a parlarne - gli occhi ambrati di Raymon squadrarono la figura infagottata del ragazzo più giovane.
- Fatto primo: non c’è nulla che testimoni l’attività di questa Setta; fatto secondo: se anche fosse esistita una tale setta, ho letto milioni di storie di invasati che credevano le cose più folli; fatto terzo: la meravigliosa epoca dopo Merlino e Morgana di cui mi avevi parlato sembra non esserci mai stata; fatto quarto: io non sento affatto tutto questo potere che dovrei avere -.
Raymon rise e rise sinceramente, come lo scoppiettio improvviso di un caminetto.
- Per quanto vuoi ignorare la realtà, Knightly? - smise di ridere. Nicolas lo fissò senza proferire una parola.
- Va bene, procediamo come vuoi tu! Il fatto che non ci siano testimonianze storiche di questa setta, dimostra il grande potere che essa ha sempre avuto. Per definizione una setta mantiene il più assoluto riserbo sulle sue azioni e se riesce a mantenerlo dimostra la sua potenza. Se ti interessa però c’è un evento documentato: la distruzione del Tempio dedicato agli Elementi intorno al 1500, se non erro, con quelli che erano creduti i suoi sacerdoti all’interno -
- Nel 1518, con all’interno i quattro sacerdoti, custodi del tempio - rispose senza pensare Nicolas.
- Vedo che questo evento ti ha colpito - osservò con un sorrisetto compiaciuto l’altro e continuò - anche il fatto che il periodo di pace e tranquillità non sia documentato è facile da spiegare: quando mai la pace fa notizia? -
- Hai saltato un passaggio: la setta di esaltati! - puntualizzò Nicolas.
- Beh! Su questo dovresti verificare con i tuoi occhi, anche se il fatto che non si sia alleata con Tu-Sai-Chi in questi tempi, mi sembra una buona dimostrazione, anzi io per primo ti invito a contrastarlo, come loro invitano me -
- E perché non si schierano apertamente contro -
- Prima di tutto “segretezza”, anche con il Signore Oscuro la setta deve garantire la sua esistenza e poi non hanno ancora il potere dei quattro elementi - accompagnando le parole con un ampio gesto del palmo aperto che indicava il proprio interlocutore.
- Sarebbe una bella mano per Harry Potter - pensò Nicolas.
- Sì, sono d’accordo - annuì l’altro.
- E la tua ultima argomentazione invece è proprio assurda... e tu lo sai - lo scrutò attentamente.
- Che intendi? - disse sincero l’altro.
- Non dirmi che davvero quella classe del settimo anno è riuscita a controllarti con le sue scarse maledizioni Imperio, appena imparate! Un altro sì, ma tu, no! Se è così dovrò obliarti subito dalla memoria tutto quello che ci siamo detti sulla Setta dei quattro poteri -
- Come sai che ho solo finto di resistere alla maledizione Imperio? - mormorò il ragazzo senza voce.
- Ne ero sicuro, la maledizione Imperio attinge direttamente dall’unico elemento d’aria, per questo è così potente e sempre per questo era impossibile che tu cedessi sotto il tuo stesso elemento. E credo anche di avere intuito il perché tu abbia finto... -
- Ho sentito subito di poter resistere facilmente agli ordini impostimi nella testa, ma mi è sembrato più saggio assecondarli e fingere di resistervi in modo da prendere tempo e allo stesso tempo soddisfarli in quello che mi costava poco -
- L’avevo immaginato... - e rifletté ad alta voce - Aria e acqua gli elementi razionali. A proposito evita che ti puniscano con la maledizione Crucio: sfrutta l’elemento diretto del fuoco ed essendo il tuo elemento opposto ti farebbe davvero molto male. Anzi non farti proprio punire in qualsiasi modo o mi terrai in pensiero - disse serio.
- In pensiero? Per questo ti eri arrabbiato dopo le lezioni di Babbanologia... Perché? -
- Tu ed io siamo legati. Ci tengo a te - gli sorrise.
Nicolas era ammutolito e un po’ imbarazzato, cambiò argomento.
- Hai detto che aria e acqua sono elementi razionali, che intendevi? -
- Il tuo potere si concentra nella sfera razionale, tutti gli incantesimi che sfruttano questo potere ti risultano immediatamente apprendibili: Trasfigurazione ad esempio, per non parlare di Occlumanzia e di Legimanzia, in cui saresti insuperabile se ti applicassi, come Walter d’altro canto. Terra e fuoco sono elementi emotivi. Io e Sandy siamo invece molto empatici: percepiamo le emozioni di chi ci sta attorno. Lo siamo, al contrario di voi, in modo istintivo. E' un vantaggio dei nostri poteri. Ogni elemento a grandi potenzialità, ma anche limiti. Comunque affronteremo ogni cosa a suo tempo. Allora sei disponibile ad unirti a me? -
Nicolas era confuso e disorientato.
- Stai correndo troppo, non so neppure cosa mi stai chiedendo... Grazie intanto per aver risposto alle mie domande, ma ora devo andare... - e si avvicinò alla porta.
- Certo che la fuga ti riesce sempre molto bene, con me, con Nat, con Etty e poi non credi a quanto ti dico riguardo ai rapporti di amicizia dei portatori... - disse ironico.
- No, non c’entra - tentò di ribattere insicuro Nicolas.
- Allora ciao, tanto so che ci rivedremo presto! - sorrise Raymond. Nicolas uscì dalla porta e si allontanò a grandi passi.
- Quando non ne potrai più degli incubi, tornerai e seguirai il tuo destino - pensò ad alta voce il ragazzo Serpeverde rimasto solo.

Nicolas raggiunse il dipinto della Signora Grassa, ma ad aspettarlo fuori c’era Nat.
- È da un sacco che ti aspetto! - gli fece il ragazzo appoggiato al muro di pietra - Dove ti sei nascosto con il tuo nuovo amico? -
- Ciao Nat -
- Seguimi per cortesia - intimò il cacciatore Griffondoro.
Nat si allontanò verso il piccolo laboratorio di pozioni, quasi personale, e cominciò attaccando l’amico - “Ciao Nat”!? Mi tratti come un idiota e poi ti ripresenti e mi dici “Ciao Nat”?! - il ragazzo era visibilmente alterato. - Senza contare che te ne vai in giro con quel Serpeverde subdolo e sinistro. Inoltre quando lo definisco “tuo amico”, invece di indignarti, mi rispondi “Ciao Nat”, ma che ti è preso Knighty mi sembra che tu sia in un mondo tutto tuo! -
Nicolas, che appariva già spossato dopo il dialogo con Raymond, riuscì comunque ad ergersi in tutta la sua altezza e contrastare il suo accusatore.
- In primo luogo io vedo chi voglio e quando voglio, senza alcun bisogno di avere una sorta di controllo. Secondo Raymond è meno mefistofelico di quello che pensi, anzi! -
- Siamo arrivati a questo, difendiamo “Raymond”? E con che tono! Mi sembra che tu stia diventando un’altra persona e quella persona non mi piace! -
- Puoi anche non fartela piacere, non ne hai bisogno, hai altre compagnie... -
Nat gli rise quasi in faccia: - Oddio un’altra scenata di gelosia! Come se non ci fosse già Lisa a fare la gelosa -.
- Io non sono... - Nicolas si trattenne dal ricoprirlo di chissà quali imprecazioni. - Non c’entra affatto la gelosia!! Tu mi chiedi se io vivo in un altro mondo? Tu?! Da quando ti sei imbarcato in questa tua romantica avventura, per cui ti auguro ogni bene - fece con finta vocetta mielosa - non ti accorgi che il mondo ci sta crollando letteralmente addosso: le punizioni terribili, le riunioni tra gli studenti sempre più osteggiate, notizie di morte e distruzione da ogni dove, la lettera di Colin che non arriva... -
- Allora è questo il problema, sei in questo stato nevrotico perché non ti arrivano notizie da Ann -
Se Nicolas avesse potuto uccidere con lo sguardo, Nat sarebbe stato incenerito in quel momento.
- Piantala di tirare fuori Ann ogni momento - Nicolas era visibilmente sconvolto e cominciò a straparlare - Tu non capisci niente, non sai niente, smettila di parlarne a sproposito, non voglio più sentirne parlare. Lei è... io sono... Non palarmene più, non voglio più che parli di lei, tu non ne devi più parlare, hai capito?! -.
Nicolas si allontanò con le lacrime agli occhi e Nat rimase fermo e incapace di reagire.
Il ragazzo greco entrò nella propria stanza, sbattendo la porta, si mise a rovesciare la sedia e la stampella della divisa. Si gettò carponi ai piedi del letto, con la testa appoggiata sul materasso, gridando nelle coperte.
- Basta parlare di Ann! Non voglio più sentirlo quel nome! Ogni volta che lo sento pronunciare così lo sento sempre più estraneo, come se mi strapassero un pezzo di me ogni volta e lo gettassero lontano... Come fa a non capire che mi manca, mi manca così tanto che mi manca il respiro... -
Improvvisamente le coperte si alzarono come percorse da una folata di vento sotto le lenzuola e la stanza fu invasa da una corrente che fece mulinare i fogli di carta di pergamena che erano appoggiati nel baule aperto. Nicolas per lo stupore si calmò, così come il lieve turbine nella stanza. Si asciugò le abbondanti lacrime, che nel frattempo aveva soffocato nel letto, e si sedette esterrefatto.
- Devo calmarmi o impazzirò! Sono davvero nei pasticci! Devo recuperare il mio controllo e il mio distacco altrimenti potrebbe essere davvero pericoloso per tutti quelli che mi stanno attorno - e si strinse nelle spalle. Poi si buttò sul letto sfinito e sicuramente senza accorgersene si addormentò.
Si svegliò per il freddo verso l’una e mezza. Si mise velocemente il pigiama al buio e si avvolse in due vestaglie di lana. Stette per un po’ silenzioso e supino sul letto, meditando sul suo baldacchino.
- Adesso mi ci vorrà una vita per addormentarmi - sbuffò.
Scese i pochi gradini che lo portavano al livello della Sala Comune e aprì la porta silenziosamente.
Nella grande stanza circolare non si vedeva nessuno, ma provenivano bisbigli di due persone diverse da dietro il divano davanti al camino. Erano Nat e Demelza.
- Nicky non è come te, Nat. È introverso e timido, tiene tutto per sé. È normale che ad un certo punto e con una simile tensione sbotti, dovresti capirlo non tormentarlo - diceva piano Demelza accarezzando con dolcezza i capelli mossi e castani del ragazzo. Nat inclinò la testa appoggiata sulla spalla di lei, per guardarla negli occhi.
- Ma perché li devo sempre capire io? So bene che la situazione è messa male, ma è così terribile se cerchiamo di vivere con un po’ di serenità lo stesso? -
Demelza gli sorrise e scosse la testa in senso negativo. Nat continuò.
- Voglio bene a quel ragazzo, ho capito che è spaventato, ma non capisco da che cosa e lui non me lo vuole dire. E poi mi ha fatto imbestialire con quell’accusa contro noi due -
- Forse non gli piaccio... -
- No, ti assicuro che quello non è il problema, so che ti stima e molto -
- Davvero?! - fece sorpresa la ragazza e rifletté meglio - Forse si sente lasciato in disparte, prima aveva stretto un legame con Dannis e se ne andato, poi con Etty, ma lei è una ragazza ed entrambi soffrono per Canon, parlarne tra loro potrebbe essere ancora più doloroso. Tu eri il suo unico amico e adesso ti sei un po’ allontanato. Ne avrà risentito un po’ -
- Non troppo visto che ne ha trovato subito un altro -
- Ora chi è geloso di chi? - fece Demelza sorridente.
- Non mi piace Emberce, mi sembra che voglia qualcosa da lui, e mi sento sempre spinto a un istinto di protezione nei suoi confronti e non capisco perché! -
- Forse lo vedi come un fratellino minore - Demelza continuava ad accarezzargli la testa, mentre lo sguardo di Nat era perso nelle fiamme del camino.
- No, non direi: non lo sento affatto come un fratellino. Lui è un amico fantastico, quando sto con lui tira fuori il meglio di me e non capisco come faccia. La cosa ancora più strana e che riesce ad irritarmi con una velocità impressionante, ma anche ad entusiasmarmi altrettanto velocemente - il ragazzo stava tentando di esprimere un pensiero che probabilmente ponderava da tempo, ma Demelza sembrava non aver afferrato. Nat se ne accorse, si alzò dal divano e si inginocchiò presso il camino.
Nicolas sulla porta si ritrasse per non far scorgere la sua presenza.
- È come un soffio sulle braci: il ceppo può scoppiettare improvvisamente, l’irritazione, ma farsi anche più vivo e caloroso -
Demelza era ammirata.
- Che parole splendide - fece con sguardo appassionato e un velo di commozione.
- In effetti... - arrossì Nat.
I due tacquero e Nicolas si rifugiò come un’ombra dietro alla porta, lasciando i due ragazzi intenti ad altre occupazioni.
Gli occhiali di Nicolas si appannarono e due grossi lacrimoni scesero lungo le guance accese.
- Come farò a tenerlo lontano e vicino allo stesso tempo? Non può sapere nulla, ma non posso rinunciare alla sua amicizia. La sua, quella di Etty, di Dannis... -.
Si sdraiò sul letto e con lo sguardo perso nel buio sospirò.
- Cosa devo fare? -

Continua...