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martedì 20 ottobre 2015

13 ottobre 2015 - Che Magnificat!

Ci siamo trovati in cappella e abbiamo cominciato con la lettura del Vangelo recitata a parti.


Dal Vangelo di Luca (Lc 1,26-45)

26 Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, 27 a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28 Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». 29 A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. 30 L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32 Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
34 Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». 35 Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. 36 Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: 37 nulla è impossibile a Dio». 38 Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.
39 In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. 40 Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41 Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo 42 ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43 A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? 44 Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. 45 E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore».


Canto: MAGNIFICAT



Commento:

Maria in questo Vangelo è fantastica perché non è che semplicemente remissiva, ma ascolta tanto anche da porre una domanda intelligente all'angelo. Maria non è sprovveduta, pone subito una questione sostanziale. Altra cosa strabella è che Maria, dopo l'annuncio, parte subito per visitare Maddalena.
Maria vuole assicurarsi che ciò che gli ha detto l'angelo è davvero reale. Se ci pensiamo un attimo per Maria era una notizia bomba, perché lei era ebrea e i suoi avi aspettavano il Messia da tempo: scoprire che proprio lei sarebbe stata madre della promessa del Dio di Israele era il sogno che si realizzava! Quando poi Maria vede il pancione di Elisabetta, realizza che è tutto vero e la preghiera del Magnificat testimonia tutta questa gioia esplosiva di tutta la bellezza di Dio che si manifesta in questo canto che prepara a un mondo meraviglioso per tutti.
Viene chiesto se Maddalena sapeva che Maria era destinata ad essere madre di Dio. L'educatrice dice che nel Vangelo non è riportato, ma come l'angelo ha parlato a Zaccaria, il marito di Maddalena, forse una comunicazione angelica è avvenuta anche con Maddalena, non lo sappiamo. Laura C osserva magari Maddalena lo ha letto in faccia a Maria tanto era raggiante

Mostra Magnificat:

Abbiamo chiesto a ogni partecipante di portare un qualcosa di meraviglioso, che pensandolo guardandolo o ascoltandolo lo avesse "staccato da terra"
Libretto del campeggio – G
Album delle fotografia dei primi anni di vita – CB
Quadernetto – AL
Pallone - LC
Tramonto – AM
Foto DNA del kiwi – MT
Cielo stellato – SF
Foto del nipote – AS
Primo disegno delle superiori - MB
Anello - CZ

Aggiunte la sera del 20/10/15 anche:
Oceano Mare di Baricco – AF
Foto con amiche – I


Alla fine è stato presentato il Magnificat di Dio. 
I ragazzi vedevano la cornice da dietro, l'educatrice ha spiegato che questa opera famosissima, vista moltissime volte da tutti, spesso non viene considerata come l'opera che Dio ci ha indicato come il suo Magnificat nelle Scritture. Ha detto anche che l'opera presente è una copia dell'originale, perché è illegale prendersela ed esporla. Ha detto che Dio ogni volta che guarda questa opera il suo cuore si "stacca da terra" tanto lo "innamora". L'educatrice chiedeva di mettersi in ginocchio davanti a questa opera e di fare una preghiera personale. L'opera era uno specchio, in cui ogni ragazzo ha visto la propria immagine riflessa.

Condivisione
Abbiamo detto che molti magnificat degli altri potevano essere i nostri. Raccontando ognuno il proprio Magnificat si è avuta l'opportunità di conoscere gli altri meglio, anche perché inizialmente non si avrebbe avuto un confronto così profondo con tutti.

Si conclude la preghiera leggendo ognuno un pezzetto del Salmo 138 e concludendo tutti insieme con il Gloria.

Salmo 138

Signore, tu mi scruti e mi conosci,

tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,


intendi da lontano i miei pensieri,

osservi il mio cammino e il mio riposo,
ti sono note tutte le mie vie.


La mia parola non è ancora sulla lingua

ed ecco, Signore, già la conosci tutta.



Alle spalle e di fronte mi circondi 
e poni su di me la tua mano.



Meravigliosa per me la tua conoscenza,
troppo alta, per me inaccessibile.


Dove andare lontano dal tuo spirito?
Dove fuggire dalla tua presenza?



Se salgo in cielo, là tu sei;

se scendo negli inferi, eccoti.

Se prendo le ali dell'aurora
per abitare all'estremità del mare,

anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.

Se dico: “Almeno le tenebre mi avvolgano
e la luce intorno a me sia notte”,

 
nemmeno le tenebre per te sono tenebre


e la notte è luminosa come il giorno;
per te le tenebre sono come luce.



Sei tu che hai formato i miei reni

e mi hai tessuto nel grembo di mia madre.


Io ti rendo grazie:
hai fatto di me una meraviglia stupenda;


meravigliose sono le tue opere,

le riconosce pienamente l'anima mia.

Non ti erano nascoste le mie ossa 
quando venivo formato nel segreto,
ricamato nelle profondità della terra.


Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi;
erano tutti scritti nel tuo libro i giorni che furono fissati
quando ancora non ne esisteva uno.


Quanto profondi per me i tuoi pensieri,

quanto grande il loro numero, o Dio!


Se volessi contarli, sono più della sabbia. 

Mi risveglio e sono ancora con te.


Scrutami, o Dio, e conosci il mio cuore,

provami e conosci i miei pensieri;

vedi se percorro una via di dolore 
e guidami per una via di eternità.


Tutti: O Signore, nostro Dio,
 quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.
Gloria...


CANTO: Ave Maria

6 ottobre 2015 - Start!!

Ci siamo introdotti nel gruppo con il “simpatico” gioco delle sedie “olmo”, che ha riscosso un notevole successo, anche perché mi/ci ha fatto imparare tutti i nomi.

Speed Date (2' a coppia)

Divisi in coppia con 1 minuto a testa si rispondeva a 3 domande. Sotto abbiamo inserito le risposte che abbiamo sentito più o meno.

I Vecchi
Domanda:
Che cosa ti piace di questo gruppo?
Risposta: L'educatrice (). Quando non c'era il gruppo d'estate ne sentivano la mancanza. Insieme di persone improbabili, che non sono una compagnia di amici, ma nel gruppo funzionano. Argomenti coinvolgenti affrontati in maniera dinamica e trasversale.

Domanda: Che cosa ti aspetti quest'anno?
Risposta: Conoscere nuovi arrivati e quindi nuovi punti di vista. Temi nuovi e affrontati in maniera dinamica e trasversale.

Domanda: Che valore aggiunto ha l'AC per te?
Risposta: Gli incontri zonali (ndEdu Qui devo lavorare sull'identità associativa ) .


I Nuovi
Domanda: Come mai stai entrando in questo gruppo?
Risposta: Per far parte di un gruppo. Per confrontarmi con altre persone su problemi attuali. Dopo averne sentito parlare ho deciso di provare.

Domanda: Che cosa ti aspetti da noi?
Risposta: Temi nuovi e affrontati in maniera dinamica e trasversale. Confronto e non cose calate dall'alto.

Domanda: Come vedi l'AC da fuori?
Risposta: Gruppo molto organizzato, con una buona base e una storia, che ha temi interessanti.


Lo Speed Date ha avuto qualche lato negativo: era troppo poco il tempo, lasciava il discorso a metà. Dal lavoro comunque si è evinto che le risposte date erano piuttosto coerenti tra di loro e questo era sintomo di una buona condivisione. Chiara B dice che le risposte non erano tutte uguali infatti molti vecchi con vecchi, si "completavano" rispetto alcuni concetti.


Giro dei titoli del gruppo scorso!

I ragazzi in cerchio dovevano ricordare i titoli degli incontri: il primo diceva il primo, il secondo diceva il primo e il secondo, il terzo diceva il primo, il secondo e il terzo... in questo modo si poteva percepire il percorso fatto l'anno scorso dal gruppo.

Incontro 1 - Se ho paura… (Tema dell'anno)
Incontro 2 - Meglio soli? (Comunità)
Incontro 3 - Cos'è la comunità? (Comunità)
Incontro 4 - Mai da soli! (Comunità)
Incontro 5 - Basta fare i cattivi (Mese della Pace)
Incontro 6 - Ridare dignità a… (Mese della Pace)
Incontro 7 - A Memoria! (Liturgia)
Incontro 8 - Sacrificio per passione (Liturgia)
Incontro 9 - Riti di Miti (Liturgia)
Incontro 10 - misTEro? (Liturgia)
Incontro 11 - LiturgicaMENTE: un po' di testa nella Messa (Liturgia)
Incontro 12 - Cosa Nostra? Cosa è nostro? (Mafia-Legalità)
Incontro 13 - Benvenuti a 'Ndraghotel (Mafia-Legalità)
Incontro 14 - Maria Stella della Speranza (Mafia-Legalità)


Momento finale conviviale con cibo!

lunedì 20 luglio 2015

Sondaggio per i temi 2015/2016


martedì 7 luglio 2015

25 maggio 2015 - Maria Stella della Speranza (incontro di preghiera)

Nell'incontro precedente i giovani hanno vissuto la Festa Zonale, che ha offerto diversi spunti di legalità, ha ospitato i testimoni dell'Associazione Libera contro le Mafie.
Per concludere l'anno è stat proposta una veglia di preghiera come efficace modo per contrastare l'azione mafiosa, perché la preghiera tiene viva la speranza nell'uomo e nell'azione di Dio nel mondo e, inoltre, la religiosità autentica contrasta quella artificiosa che molta mafia strumentalizza per "lavarsi la coscienza".


Maria Stella della Speranza

Canto di inizio: Ecco il nostro sì

Fra tutte le donne scelta in Nazareth,
sul tuo volto risplende il coraggio di quando hai detto “Sì”.
Insegna a questo cuore l’umiltà,
il silenzio d’amore, la Speranza nel figlio tuo Gesù

RIT. Ecco il nostro Sì, nuova luce che rischiara il giorno,
è bellissimo regalare al mondo la Speranza.
Ecco il nostro Sì, camminiamo insieme a te Maria,
Madre di Gesù, madre dell’umanità.

Nella tua casa il verbo si rivelò
nel segreto del cuore il respiro del figlio Emmanuel.
In segna a queste mani la fedeltà,
a costruire la pace, una casa comune insieme a te. RIT.

Donna dei nostri giorni sostienici,
guida il nostro cammino con la forza di quando hai detto “Sì”.
Insegnaci ad accogliere Gesù,
noi saremo Dimora, la più bella poesia dell’anima. RIT.

Nel nome del Padre ….

Introduzione

La via del male ruba la speranza
Papa Francesco

Guida:
“Da più di mille anni, la Chiesa saluta Maria, come “stella del mare”: Ave maris stella. Le vere stelle della nostra vita sono le persone che hanno saputo vivere rettamente, […] persone che donano luce traendola dalla vera luce che è Gesù, ed offrono così orientamento per la nostra vita. Quale persona potrebbe più di Maria essere per noi stella di speranza, lei che con il suo “sì“ aprì a Dio stesso la porta del nostro mondo; lei che diventò la vivente Arca dell'Alleanza, in cui Dio si fece carne, divenne uno di noi, piantò la sua tenda in mezzo a noi (cfr Gv 1,14)?" (Benedetto XVI, Enciclica Spe Salvi, n. 49)

Questa sera vogliamo affidare a Maria le ansie che ci portiamo nel cuore. La nostra società è vittima dell’illegalità che vuole costruire un mondo senza sacrificio e con prepotenza. L’illegalità è uno strumento con uno scopo ben preciso: ottenere il più velocemente possibile dei privilegi. Potere e denaro, essere il primo, il più importante, possedere sempre più beni. Alla luce di quanto stiamo vivendo, come gruppo vogliamo ribadire il mostro impegno a costruire un mondo più giusto. La speranza per noi cristiani è un presente intessuto di futuro, uno spiraglio di luce nell'oscurità. Essa è una timida fiammella che riscalda le tenebre. È il dolore superato, disperazione sanata, certezza fiorita sul dubbio. Vita che attende il nuovo, il diverso. È una voce che implora aiuto. Fede proiettata nel domani. Sospiro. Attesa di gioia. La speranza è desiderio di amore. 

In questi misteri del Rosario, preghiamo con Maria, stella della Speranza, come la definisce Benedetto XVI, a lei chiediamo di aprirci a una speranza nuova, capace a non arrendersi di fronte a “tanto non cambia nulla”, “tanto fanno tutti così”, “tanto è inutile, vincono sempre loro”.

1 mistero: Maria, donna del “sì”

Noi, pastori delle Chiese della Campania, non intendiamo limitarci a denunciare queste situazioni;
ma, nell’ambito delle nostre competenze e possibilità, intendiamo contribuire al loro superamento,
anche mediante una revisione e integrazione dei contenuti e dei metodi dell’azione pastorale.
don Peppino Diana

Dal Vangelo di Luca (Lc 1, 27-38)
L'angelo andò da una fanciulla che era fidanzata con un certo Giuseppe, discendente del re Davide. La fanciulla si chiamava Maria. L'angelo entrò in casa e le disse:
- Ti saluto, Maria! Il Signore è con te: egli ti ha colmata di grazia.
A queste parole Maria rimase sconvolta e si domandava che significato poteva avere quel saluto.
Ma l'angelo le disse:
- Non temere, Maria! Tu hai trovato grazia presso Dio. Avrai un figlio, lo darai alla luce e gli metterai nome Gesù. Egli sarà grande: Dio, l'Onnipotente, lo chiamerà suo Figlio; il Signore lo farà re, lo porrà sul trono di Davide, suo padre, ed egli regnerà per sempre sul popolo d'Israele. Il suo regno non finirà mai.
Allora Maria disse all'angelo:
- Come è possibile questo, dal momento che io sono vergine? 
L'angelo rispose:
- Lo Spirito Santo verrà su di te, l'Onnipotente Dio, come una nube, ti avvolgerà. Per questo il bambino che avrai sarà santo, Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, alla sua età aspetta un figlio. Tutti pensavano che non potesse avere bambini, eppure è già al sesto mese. Nulla è impossibile a Dio!
Allora Maria disse:
- Eccomi, sono la serva del Signore. Dio faccia con me come tu hai detto.
Poi l'angelo la lasciò.

Fede e Mafia
“Ha quindi luogo la cerimonia del giuramento che consiste nel chiedere a ognuno con quale mano spara e nel praticargli una piccola incisione sul dito indice della mano indicata, per fare uscire una goccia di sangue con cui viene imbrattata una immagine sacra: molto spesso quella dell'Annunziata, (…) che è ritenuta la patrona di Cosa Nostra.” (Giovanni Falcone – Cose di Cosa Nostra)

Attività antimafiosa: Mobilitazione antimafia
È fondamentale dare visibilità alle imprese anti-mafia e non permetterne l'isolamento. Le autorità pubbliche devono difendere un bene che è prezioso per tutti e che deve essere valorizzato come attrazione nazionale. È necessario anche porre attenzione al lavoro volontario estivo che tanti giovani fanno sui beni confiscati (liberamente tratto dagli Appunti di Laura Calabria).

Guida
L'Annunziata è patrona di Cosa Nostra perché ha detto “sì”, ma il “sì” di Maria è un “sì” alla via del bene, un “sì” che a permesso l'ingresso di Dio nella storia degli uomini, è un “sì” colmo di SPERANZA per il futuro degli uomini. È un “sì” diverso quello che pronuncia il mafioso è un “sì” che lo condanna, è un “sì” che gli “toglie la speranza”. 
A turno sarete chiamati a dire il vostro sì, alzandovi in piedi.

SEGNO
N. vuoi fare entrare la speranza nel mondo? (a turno ci si alza in piedi e si risponde “Sì” oppure “No”)

Padre nostro, Ave Maria, Gloria


2 mistero: Maria, donna del coraggio

Non ho paura delle cattiverie dei malvagi, ma del silenzio degli onesti
Martin Luther King

Dal Vangelo di Luca (Lc 1, 46-55)
Allora Maria disse:
«L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
 D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome;
 di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
 Ha spiegato la potenza del suo braccio, 
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
 ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
 ha ricolmato di beni gli affamati,
 ha rimandato i ricchi a mani vuote.
 Ha soccorso Israele, suo servo, 
ricordandosi della sua misericordia,
 come aveva detto ai nostri padri,
 per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Fede e Mafia
A Pignato Maggiore il clan Lubrano fece restaurare a proprie spese un affresco raffigurante una madonna. È detta la “Madonna della camorra”, poiché a lei si sono rivolti per chiedere protezione i più importanti latitanti di Cosa Nostra fuggiti dalla Sicilia a Pignataro Maggiore.
Attività Antimafiosa: Punizione dell'accumulazione mafiosa
Togliere la terra alla Mafia, significa colpire queste organizzazioni criminose in ciò che hanno di più caro. Questa punizione rende più debole la mafia nel prestigio, cosa che non fa neppure il carcere. Le aziende anti-mafiose che lavorano sui beni confiscati devono combattere quotidianamente la pressione psicologica e il vandalismo che attua l'organizzazione criminale contro le terre che erano loro (liberamente tratto dagli Appunti di Laura Calabria).

Guida
Maria non è una sottomessa, ma è una collaboratrice della rivoluzione di Dio. Nel Magnificat emerge tutta la sua forza e la sua speranza per un mondo dove le ingiustizie vengono spazzate via e i poveri della terra riconquistano la propria dignità...

Riflessione silenziosa

A MARIA, DONNA CORAGGIOSA
Ispira la protesta di tante vittime dei soprusi e della prepotenza

Maria, donna coraggiosa, a Zapopan nel Messico, Giovanni Paolo Il ha scolpito il monumento più bello che il magistero della Chiesa abbia mai elevato alla tua umana fierezza, quando disse che tu ti presenti come modello «per coloro che non accettano passivamente le avverse circostanze della vita personale e sociale, né sono vittime dell'alienazione».
Dunque, tu non ti sei rassegnata a subire l'esistenza. Hai combattuto. Hai affrontato gli ostacoli a viso aperto. Hai reagito di fronte alle difficoltà personali e ti sei ribellata dinanzi alle ingiustizie sociali del tuo tempo. Non sei stata, cioè, quella donna tutta casa e chiesa che certe immagini devozionali vorrebbero farci passare. Sei scesa sulla strada e ne hai affrontato i pericoli, con la consapevolezza che i tuoi privilegi di madre di Dio non ti avrebbero offerto isole pedonali capaci di preservarti dal traffico violento della vita.
Perciò, Santa Maria, donna coraggiosa, tu che nelle tre ore di agonia sotto la croce hai assorbito come una spugna le afflizioni di tutte le madri della terra, prestaci un po' della tua fortezza. Nel nome di Dio, vendicatore del poveri, alimenta i moti di ribellione di chi si vede calpestato nella sua dignità. Alleggerisci le pene di tutte le vittime dei soprusi. E conforta il pianto nascosto di tante donne che, nell'intimità della casa, vengono sistematicamente oppresse dalla prepotenza del maschio.
Ma ispira anche la protesta delle madri lacerate negli affetti dal sistemi di forza e dalle ideologie di potere. Tu, simbolo delle donne irriducibili alla logica della violenza, guida i passi delle madri coraggio perché scuotano l'omertà di tanti complici silenzi. Scendi in tutte le piazze di maggio del mondo per confortare coloro che piangono i figli desaparecidos. E quando suona la diana di guerra, convoca tutte le figlie di Eva perché si mettano sulla porta di casa e impediscano ai loro uomini di uscire, armati come Caino, ad ammazzare il fratello.
Santa Maria, donna coraggiosa, tu che sul Calvario, pur senza morire hai conquistato la palma del martirio, rincuoraci col tuo esempio a non lasciarci abbattere dalle avversità. Aiutaci a portare il fardello delle tribolazioni quotidiane, non con l'anima dei disperati, ma con la serenità di chi sa di essere custodito nel cavo della mano di Dio. E se ci sfiora la tentazione di farla finita perché non ce la facciamo più, mettiti accanto a noi. Siediti sui nostri sconsolati marciapiedi. Ripetici parole di speranza.
E allora, confortati dal tuo respiro, ti invocheremo con la preghiera più antica che sia stata scritta in tuo onore: «Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio; non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta». Così sia. (don Tonino Bello, Maria donna dei nostri giorni)

Padre nostro, Ave Maria, Gloria

3 mistero: Maria, donna dell'accoglienza e della verità

È importante parlare di mafia, soprattutto nelle scuole, per combattere contro la mentalità mafiosa, che è poi qualunque ideologia disposta a svendere la dignità dell'uomo per soldi.

Non ci si fermi però ai cortei, alle denunce, alle proteste.
Padre Pino Puglisi

Dal Vangelo di Luca (Lc 2,33-35)
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”.

Fede e Mafia
In terra di camorra il messaggio cristiano non viene visto in contraddizione con l’attività camorristica: il clan che finalizza la propria attività al vantaggio di tutti gli affiliati considera il bene cristiano rispettato e perseguito dall’organizzazione.

Attività antimafiosa: Sconfessione della Cultura Mafiosa
La Mafia deve essere rivelata per ciò che è realmente un'organizzazione CRIMINALE. Spesso invece le viene attribuita LEGGITTIMITÀ, perché offre lavoro e servizi con maggiore efficacia dello Stato. L'economia antimafia, attraverso le le imprese nate dalla confisca dei beni mafiosi, offre lavoro ai giovani con competenze e non con conoscenze e garantisce salari regolari, coinvolgendo anche quella quota debole di lavoratori come disabili ed ex-carcerati, riducendo ulteriormente la LEGGITTIMITÀ della Mafia (liberamente tratto dagli Appunti di Laura Calabria).

Guida
Maria, fin dall'inizio, è partecipe del mistero e delle sofferenze di Gesù. Vede in Lui il “segno di contraddizione”, e ne condivide la missione. Non teme il dolore della verità, ma lo accoglie tra le sue braccia, come il corpo di Gesù deposto dalla croce. Maria alimenta con la sua vita la verità, ne è figlia e madre.

SEGNO
Mentre recitiamo le preghiere accendiamo le nostre candeline per imparare “a fare luce” e vedere il bene e il male nelle nostre azioni.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria

4 mistero: Maria donna della memoria

Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali
e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.
Giovanni Falcone

Dal Vangelo di Luce (Lc 2, 46-51)
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo". Ed egli rispose loro: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.

Fede e Mafia
A Scampia nei laboratori di stoccaggio della droga spesso vengono tagliati 33 panetti di hashish per volta, come gli anni di Cristo. Poi ci si ferma per 33 minuti, si fa il segno della croce e si ritorna al lavoro.

Attività antimafiosa: Valore della Memoria
Punto di forza della Cultura mafiosa è l'INVISIBILITÀ, quindi fa molto comodo all'organizzazione criminale la costante assenza di MEMORIA della Società Civile. Invece la memoria della Mafia è importante: punisce tutti i torti subiti anche a distanza di anni (liberamente tratto dagli Appunti di Laura Calabria).

Guida
Il cuore di Maria diviene custode della grandezza imprevedibile di Dio, raccoglie gli avvenimenti e li tramanda. Il Vangelo di Giovanni, l'ultimo ad essere scritto, nasce proprio dalla condivisione che il discepolo amato ha avuto con Maria. Maria diventa per noi il modello e lo strumento per ricordarci le azioni di Dio nella nostra vita, per ricordare qualcuno nella nostra preghiera, per imparare da lei a contemplare e ricordare.

SEGNO
Mentre recitiamo le preghiere ci facciamo “un nodo al fazzoletto”: ci salviamo un memo sul cellulare per ricordarci di pregare per le stragi di Mafia ogni 23 maggio...

Padre nostro, Ave Maria, Gloria

5 mistero: Maria, donna e madre dell’umanità

Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo.
Paolo Borsellino

Dal Vangelo di Giovanni (Gv 2,1-5)
Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: "Non hanno vino". E Gesù le rispose: "Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora". Sua madre disse ai servitori: "Qualsiasi cosa vi dica, fatela".

Fede e Mafia
Nelle sale ex voto dei santuari di Pompei e di Madonna dell’Arco, tra i più visitati al mondo, non si contano gli oggetti in oro e i costosi regali che noti malavitosi hanno offerto alla madonna in segno di gratitudine per essersi salvati da un agguato. O per aver concluso un affare milionario. O perché il loro rivale è morto ammazzato.

Attività antimafiosa: Rispetto dell'ambiente
I prodotti provenienti dai beni confiscati a volte hanno un prezzo maggiore degli analoghi del mercato, ciò avviene perché vengono rispettate le regole che garantiscono la qualità biologica del prodotto. L'organizzazione mafiosa ha invece un RAPPORTO PREDATORIO con il territorio, non lo rispetta, al contrario l'impresa antimafiosa non è pericolosa né per il presente, né per il futuro (liberamente tratto dagli Appunti di Laura Calabria).

Guida
Maria ha a cuore tutta l'umanità, è attenta ai problemi e alle difficoltà di tutti, per questo è “ausiliatrice”, “colei che aiuta”. Maria è stata generosa, offrendo la sua vita a Dio per il bene del mondo, per il futuro dell'umanità. Impariamo da lei a non essere egoisti con le risorse che ci vengono date, ma preserviamole per il futuro dei nostri figli e impariamo a condividerle in modo equo, creando una rete di solidarietà reciproca.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria

SEGNO e PREGHIERA
Recitiamo ora delle litanie spontanee alla Madonna, a cui risponderemo coralmente “Prega per noi!”, passandoci un gomitolo che creerà una rete.
Appellativi a Maria: Madre..., Vergine..., Regina..., ma potete anche spaziare oltre questi!

Preghiera conclusiva
Tu, o Maria, donna della speranza,
rimani in mezzo ai discepoli come la loro Madre,
come Madre della speranza.
Santa Maria, Madre di Dio, Madre nostra,
insegnaci a credere, sperare ed amare con te.
Indicaci la via verso il suo regno!
Stella del mare, brilla su di noi
e guidaci nel nostro cammino! 
Benedetto XVI


Canto finale: Ave Maria

Ave Maria, ave. Ave maria, ave.

Donna dell'attesa e madre di speranza, ora pro nobis.
Donna del sorriso e madre del silenzio, ora pro nobis.
Donna di frontiera e madre dell'ardore, ora pro nobis.
Donna del riposo e madre del sentiero, ora pro nobis.

Ave Maria, ave. Ave maria, ave.

Donna del deserto e madre del respiro, ora pro nobis.
Donna della sera e madre del ricordo, ora pro nobis.
Donna del presente e madre del ritorno, ora pro nobis.
Donna della terra e madre dell'amore, ora pro nobis.

Ave Maria, ave. Ave maria, ave. Ave Maria, ave. Ave maria, ave.

11 maggio 2015 - Benvenuti a 'Ndranghote

Tutte le regole di Hotel comune sono in vigore, alle quali si aggiungono le seguenti istruzioni.



Istruzioni del gioco

Si devono creare 2 casse: una per il denaro sporco, una per il denaro regolare.

Quando un giocatore dovrà il pedaggio per il vostro hotel, per ogni ogni soggiorno in uno dei tuoi hotel puoi scegliere:
  • se richiedere il pedaggio regolare, versando così il 20% della cifra richiesta alla Cassa dello Stato
oppure
  • ottenere pedaggio in nero, per il quale non dovrai versare nulla allo Stato, ma andrà versato nella cassa del denaro sporco.

Quando si capita sulla casella per costruire per conquistare un APPALTO si può scegliere 4 strade:
1. Tutti i giocatori tirano il dado (il numero più alto si conquista l’appalto), chi lo indice (e cioè chi è arrivato sulla casella) però tira due volte... (ottieni 1 voto)
2. Convinci gli avversari a non partecipare al bando (attraverso denaro o voti) (1 punto mafia) (ottieni 1 voto se corrompi con soldi)
3. Offri 3 voti al Comune per vincere l’appalto (1 punto mafia)
4. Usa la VIOLENZA (2 punti mafia)

Vendita voti
Ad alcune scelte nel gioco corrisponde la conquista di 1 voto. I voti possono essere usati in diversi modi all’interno del gioco: ti permettono di vincere le elezioni oppure permettono di essere usati come merce di scambio. 1 voto vale 800 €, vendere voti fa acquisire 1 punto mafia per ogni voto venduto.


Se sei in difficoltà puoi chiedere un prestito...
  • Alla Banca: tira il dado appalti se ottieni verde ottieni il prestito e a ogni giro dovrai dare 50€ fino all’estinzione del debito più il 5%
  • A un avversario: che stabilirà le condizioni
  • Alla Mafia: ti darà subito la cifra che desideri, ma dovrai dare 100€ a ogni giro fino all’estinzione del debito più il 20%

Punti MAFIA
Ogni volta che fai azioni mafiose all’interno del gioco ottieni punti MAFIA.
ATTENZIONE: troppi punti MAFIA potrebbero avviare un’azione da parte della Magistratura.

Ogni 6 punti Mafia, pesca 1 tra una le 4 CARTE GIUSTIZIA:
1. Magistrato corrotto → sei libero
2. Minimo della pena → paghi 400 €
3. Pena media → paghi 2000 €
4. Confisca di un bene → cede una proprietà e tutti i soldi sporchi


MAZZO delle carte PROBABILITÀ 

1 Carta Tassa dei Rifiuti
Tutti i giocatori devono pagare la tassa dei rifiuti da 1800 €. Si possono scegliere le seguenti opzioni:
1. Pagare la tassa dello smaltimento rifiuti. (ottieni 1 voto)
2. Pagare una discarica abusiva per 500 € e 1 carta voto, oppure 1.000 € e nessuna carta voto. (1 punto Mafia)
3. Crea una discarica abusiva, ritira i rifiuti degli avversari per denaro (500 €) e punti voto. (2 punti Mafia )

1 Carta Paradiso fiscale
Crea un Paradiso fiscale, se accetti tutti i tuoi soldi sporchi saranno ripuliti (3 punti Mafia).
Denuncia il Paradiso fiscale, ottieni 1 voto.

2 Carte Elezioni
Chi ha più carte voto vince le elezioni e vince 3 carte speciali (leggi sotto “Carte Speciali”). 

3 Carte Speciali 
Ottieni carta speciale dal mazzo che preferisci Legalità o Corruzione (leggi sotto “Carte Speciali”).

1 Carta Prostituzione
1. Sventa un giro di prostituzione: ottieni 1 voto e 200 €
2. Sfrutta un giro di prostituzione: ottieni 2 voti e 1.600 € (1 punto mafia)

1 Carta Traffico di stupefacenti
1. Denuncialo: assegna 1 punto mafia a chi vuoi
2. Sfruttalo: ottieni 3.000 €, 2 voti e 2 punti mafia
 
1 Carta Commercio illegale di armi:
1. Sventalo: ottieni 2 voti
2. Assorbilo nei tuoi traffici: guadagni 2.400 €

1 Carta Oneri di Urbanizzazione
Devi pagare gli oneri di urbanizzazione per 1.500 €. Scegli tra: 
1. Pagare (ottieni 1 voto). 
2. Corrompere un impiegato comunale con 800 € che non ti conteggi gli oneri (prendi 1 punto Mafia). 
3. Fingere di accollarsi la spesa di alcuni lavori pubblici in cambio del pagamento degli oneri e poi non fare i suddetti lavori (prendi 2 punti Mafia).

1 Carta Immigrazione Clandestina
1. Sventa un giro di immigrazione clandestina: ottieni 1 voto
2. Sfrutta l’immigrazione clandestina: guadagni 3.000 €  e prendi 2 punti mafia


2 Mazzi CARTE SPECIALI

Carte corruzione
1. Il prefetto ha una dipendenza da narcotici e tu lo sai: togliti 1 punto Mafia
2. Hai corrotto il Direttore sanitario: recicla metà del tuo denaro sporco
3. Hai creato un Paradiso Fiscale: recicla tutto il tuo denaro sporco
4. Ottieni 600 € dal Pizzo
5. Ottieni 1.800 € dal Pizzo
6. Ottieni 3.000 € dal Pizzo
7. Ottieni 800 € dal Pizzo
8. Ottieni 1.000 € dal Pizzo
9. Ottieni 1 voto per aver chiuso la bocca su alcuni traffici illeciti
10. Ottieni 2 voti per aver chiuso un occhio su alcuni debiti di gioco 
11. Ottieni 3 voti per aver rifornito di droga a prezzi modici alcuni membri del Consiglio Comunale 
12. Hai corrotto un magistrato: togliti 1 punto Mafia

Carte legalità 
1. Carta di LIBERA: ottieni un bene confiscato o la metà della cassa nera di un avversario (carta valida quando un avversario ha un bene o parte del nero confiscato per Mafia)
2. Agevolazioni fiscali: per questo intero giro dovrai versare solo metà tassa del pedaggio
3. Conguaglio: hai pagato più tasse di quelle che dovevi ti vengono restituiti 1.000 €
4. Conguaglio: hai pagato più tasse di quelle che dovevi ti vengono restituiti 1.600 €
5. Conguaglio: hai pagato più tasse di quelle che dovevi ti vengono restituiti 400 €
6. Conguaglio: hai pagato più tasse di quelle che dovevi ti vengono restituiti 1.600 €
7. Ottieni 1 voto per il sostegno alla scuola
8. Ottieni 2 voti per l'impegno profuso alla trasparenza della burocrazia
9. Ottieni 3 voti per l'impegno a difesa dell'ambiente
10. Denuncia la Mafia: puoi assegnare a un avversario 1 punto Mafia
11. Denuncia la Mafia: puoi assegnare ai tuoi avversario 2 punti Mafia
12. Denuncia la Mafia: puoi assegnare ai tuoi avversario 3 punti Mafia

Lo scopo del gioco è far capire che il giocatore che seguirà il percorso più mafioso vincerà senza nessun problema. I giocatori che vorranno essere sempre legali, perderanno tantissimo e alla fine cadranno nella tentazione di fare azioni poco lecite pur di rimanere a galla. Solo con molta fortuna sarà possibile per un giocatore legale vincere la partita.
Questo gioco vuole essere una provocazione tosta su una realtà piuttosto inconfutabile: la mafia “paga”, comportarsi in modo mafioso fa guadagnare soldi con più facilità e, purtroppo, raramente si cade nelle maglie della giustizia. Chiaro che l'invito non è “diventate mafiosi”, ma capire e accettare che la via della legalità non porta gli stessi successi e più faticosa e meno appetibile, ma è quella che siamo invitati a percorrere per 
Le carte raccontano fatti reali e sono anch'esse una provocazione. L'idea era quella di mostrare anche le storture della società e cercare di dare indicazioni sulle vie di legalità possibili e, soprattutto, di stimolare a tenere alta la guardia come opinione pubblica, come bene comune, come ricerca della giustizia sociale.

La Preghiera è proprio un invito a questa consapevolezza e alla perseveranza nel bene.

Canto: Gloria dal basso della terra (del Sermig)
Gloria dal basso della Terra,
gloria dal più infame degli stermini.
Gloria nella carestia,
gloria nella guerra più atroce.
Gloria, gloria, gloria,
solo tu hai la forza con la tua gloria
di asciugare le lacrime, di portare nella tua gloria
nell'alto dei cieli i vinti della terra,
i vinti della terra, i vinti della terra.


Dalla seconda Lettera ai Tessalonicesi (2Ts 3, 6-13)
Vi ordiniamo pertanto, fratelli, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, di tenervi lontani da ogni fratello che si comporta in maniera indisciplinata e non secondo la tradizione che ha ricevuto da noi. Sapete infatti come dovete imitarci: poiché noi non abbiamo vissuto oziosamente fra voi, [8]né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato con fatica e sforzo notte e giorno per non essere di peso ad alcuno di voi. Non che non ne avessimo diritto, ma per darvi noi stessi come esempio da imitare. E infatti quando eravamo presso di voi, vi demmo questa regola: chi non vuol lavorare neppure mangi. [11]Sentiamo infatti che alcuni fra di voi vivono disordinatamente, senza far nulla e in continua agitazione. [12]A questi tali ordiniamo, esortandoli nel Signore Gesù Cristo, di mangiare il proprio pane lavorando in pace. [13]Voi, fratelli, non lasciatevi scoraggiare nel fare il bene. 


Ogni guerriero della luce ha avuto paura di affrontare un combattimento.
Ogni guerriero della luce ha tradito e mentito in passato.
Ogni guerriero della luce ha imboccato un cammino che non era il suo.
Ogni guerriero della luce ha sofferto per cose prive di importanza.
Ogni guerriero della luce ha pensato di non essere guerriero della luce.
Ogni guerriero della luce ha mancato ai suoi doveri spirituali.
Ogni guerriero della luce ha detto "sì" quando avrebbe dovuto dire "no".
Ogni guerriero della luce ha ferito qualcuno che amava.
Perciò è un guerriero della luce: perché ha passato queste esperienze, e non ha perduto la speranza di essere migliore.
Paulo Coelho

domenica 28 giugno 2015

27 aprile 2015 - Cosa Nostra? Cos'è nostro?

Durante l'anno abbiamo avuto molte provocazioni sul tema della Mafia:
  • la scelta dell'iniziativa di solidarietà di AC triennale è a favore di Libera, associazione contro la Mafia, per cui abbiamo fatto la bancarella dei peluches;
  • al pizza e cinema, incontro zonale di febbraio, abbiamo visto il film “La Mafia uccide solo d'Estate”;
  • c'è stato l'incontro a Villa Pace con Rita Borsellino, sorella di Paolo e vicepresidente dell'Associazione LIBERA.


Il primo incontro del primo modulo sul tema MAFIA voleva essere una contestualizzazione di alcuni eventi e di alcune dinamiche della Mafia, grazie al prezioso contributo di un componente del gruppo, si voleva dare alcune notizie e nozioni su cos'è la Mafia, cosa ha fatto e come lo Stato e la società civile si sono confrontati con questo problema.
Per rendere la cosa più dinamica, visto che l'incontro di fatto era nozionistico, l'educatrice ha creato una specie di quizzone, attraverso il quale i giovani, divisi in squadre, dovevano associare evento a data.

Regole del gioco:
Ogni squadra sceglieva l'evento sul tabellone, l'educatrice dava quattro possibili date presenti su un altro tabellone, loro potevano decidere se passare la domanda o provare a rispondere. Se davano la risposta, continuavano fino allo sbaglio. Nel frattempo ogni data giusta veniva staccata da un tabellone e associata all'evento quindi le possibili risposte rimanevano sempre meno.

Ogni squadra aveva 3 Jolly:
  • il 50-50, forniva loro solo 2 date invece di quattro
  • l'aiuto dell'esperto
  • carta cambio-domanda: che permetteva loro di cambiare domanda senza perdere il turno


Dinamica educativa:
Questa modalità permetteva di conoscere alcuni eventi importanti e distribuirli nel tempo, permetteva all'educatrice e a Laura di fare anche delle osservazioni e dare spunti di riflessione su molti eventi. Anche il fatto di sbagliare spesso le risposte, perché l'argomento era poco conosciuto, ha permesso di mettere a fuoco meglio alcuni eventi e, spero, interiorizzarli.

Lista degli eventi e delle date proposte:
1875-76 – Commissione d'inchiesta Franchetti-Sonnino: interesse episodico dello Stato sulla MAFIA soprattutto a livello personale di Franchetti e Sonnino

1893 – Omicidio di Emanuele Notabartolo ex sindaco di Palermo ed ex direttore del Banco di Sicilia → 1° reato di Mafia nelle indagini della Commissione Parlamentare Anti-mafia.

1956 – Procura generale di Palermo: “delinquenza mafiosa scomparsa” → scontri bande rivali

1962 – Legge 1720 viene istituita la Commisisone Parlamentare d'inchiesta sul Fenomeno della Mafia in Sicilia
1962 – 1a Guerra di MAFIA: Badalamenti vs Rina per commercio di droga

1963 – 1a strage di MAFIA: Strage di Ciaciulli per colpire Salvatore Greco, boss mafioso. Viene fatto saltare un ordigno che uccide 7 tra carabinieri, poliziotti e forze dell'ordine.
1963 – 1° MAXI PROCESSO per la strage di Ciaciulli: 144 imputati di cui SOLO 10 condannati.

1967 – Prefetto Generale Di Palermo dichiara: “la criminalità mafiosa è in una fase di lento declino”
1968 – Si ritiene che l'allontanamento del mafioso dalla Sicilia risolva il problema: sottovalutazione del problema mafioso

1969 – Strage di Viale Lazio contro i boss mafioso Cavatoio → Ascesa dei Corleonesi (evento con cui inizia il film “La mafia uccide solo d'Estate”)

1970 – tentativo di colpo di stato: Golpe Borghese

1971 – Omicidio di Pietro Scaglione, procuratore della repubblica di Palermo

1973 – Leonardo Vitale è il primo “collaboratore di giustizia”, non viene creduto e finisce in manicomio

1974-77 – Mafia diventa molto attiva in campo economico (anni del Terrorismo e Brigate Rosse)

1977 – sentenza di Cassazione dichiara: “La vecchia Mafia non era associazione criminale, la nuova sì”

1978 – Viene ucciso Peppino Impastato

1979 – Chiedono a Falcone: “Tu credi davvero che la Mafia esista?

1980 – Omicidio di Piersanti Mattarella, Presidente della Regione Sicilia
1980 – CosaNostra controlla gran parte del traffico mondiale di droga destinato agli USA

1981-83 – Guerra tra bande: sono uccisi tutti coloro che erano contrapposti ai Corleonesi: CosaNostra unita e ben assestata sul territorio

1982 – Omicidio di Pio La Torre, la cui legge, Legge La Torre, introduce il nuovo reato di associazione a delinquere di stampo mafioso e che permette la possibilità di svolgere accertamenti patrimoniali e la confisca dei beni

1982 – Omicidio del Generale Dalla Chiesa, prefetto di Sicilia

1983 – È ucciso Rocco Chinnici, capo dell'Ufficio Istruzione del tribunale di Palermo

1986-87 – Maxi Processo alla Mafia: 474 imputati, di cui assolti 114, 8.00 pagine di ordinanza redatte da Falcone e Borsellino nel Carcere di Asinara. Questo processo dimostra l'esistenza di CosaNostra come associazione criminale unica e verticistica e ne condanna i membri. Questo mette in crisi uno dei capisaldi di Cosanostra: l'impunibilità dei membri

1989 – 1° tentativo di attentato a Falcone

1990 – Omicidio di Rosario Livatino, magistrato, membro di Azione Cattolica e beato

1991 – Nasce la DIA (Direzione Investigativa Anti-mafia), poi divenuta DNA (Direzione Nazionale Anti-mafia)

1992 – Stragi di Capaci e di via D'Amelio, nelle quali perdono la vita Giovanni Falcone, sua moglie e la scorta  e Paolo Borsellino e la sua scorta

1993 – Commissione parlamentare antimafia procede con un'inchiesta sui rapporti Stato-Mafia

1993 – Giovanni Paolo II si scaglia contro la Mafia in visita in Sicilia

1993 – Omicidio di Padre Pino Puglisi

1995 – Nasce l'associazione LIBERA dalle Mafie

1996 – Legge Anti-Usura → Legge 109/96 destina a fini sociali i beni confiscati alla Mafia grazie alla raccolta di 1 milione di firme

Bibliografia:
- Cose di Cosa Nostra di Giovanni Falcone e Marcelle Padovani, BUR editore (consigliatissimo)
- Sito della Camera che però attualmente ha rimosso la cronologia utilizzata per lo schema sopra (???) → http://www.camera.it/leg17/436?shadow_organo_parlamentare=2328&natura=B
- Appunti di Laura Calabria (consigliatissimi ;) )

Preghiera conclusiva:
Dal Vangelo di Matteo (Mt 5, 33-37)
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.

Riflessione di Rita Borsellino (link fonte):
Cosa vuol dire perdono? Ho dovuto misurarmi con questa domanda terribile subito dopo la morte di Paolo. Mentre mi aggiravo tra le macerie della mia casa e dei miei affetti, un giornalista impietoso mi chiese: "Lei perdona gli assassini di suo fratello?". Mi turbò profondamente quella domanda, mi obbligò a riflettere. Era difficile per me in quel momento anche soltanto prendere coscienza di ciò che stavo vivendo. Mi interrogai sui miei sentimenti e ringraziai Dio di non provare odio nei confronti di chi tanto male mi aveva fatto. Pensavo che il fatto di non conoscere il volto di quelle persone fosse la causa di ciò.
E quando l'anno successivo fu catturato Totò Riina, il capo dei capi, e potei vederne le immagini trasmesse dai telegiornali, ancora una volta mi interrogai senza sapermi dare risposta. Fu mia madre, che a 85 anni aveva visto morire il figlio amatissimo e aveva vissuto l'esperienza terribile dell'esplosione, che sussurrò alle mie spalle: "Che pena mi fa quell'uomo", illuminando i primi passi di quello che sarebbe stato il cammino difficile e bellissimo del perdono. Bisogna mettere insieme la testa e il cuore, bisogna essere capaci di vedere in chi ti ha fatto del male l'uomo, l'uomo con le sue colpe, i suoi errori, ma uomo da conoscere, da capire e alla fine da amare.
Lo faceva Paolo quando si trovava a interrogare uomini che si erano macchiati di delitti anche gravi, talvolta suoi ex compagni di gioco nel quartiere povero e degradato dove eravamo cresciuti. Noi in una condizione di privilegio perché figli del farmacista, loro figli di pescatori o di povera gente. "Quando", si chiedeva Paolo, "avevano preso una strada sbagliata e nessuno se ne era accorto?". Mia madre aveva capito e provava pena per un uomo che si era abbrutito tanto di rischiare di spegnere la scintilla divina che come ogni uomo aveva dentro. Perdonare allora non significa far finta che non sia successo nulla. Nessuno può chiedere questo. Significa volere fortemente giustizia, non vendetta. Far sì che chi ha sbagliato prenda coscienza del male fatto e sentirsi disposti ad accompagnare in questo difficile percorso chi ti ha fatto del male. Operare in modo che non si ricreino le condizioni per cui altri possano scegliere di intraprendere strade sbagliate. Accompagnar chi per condizioni sociali, economiche, familiari, può più facilmente incorrere nella tentazione di scegliere scorciatoie pericolose. Condividere, insomma, un cammino comune con la consapevolezza che ognuno ha qualcosa da dare e da ricevere.
Diceva Papa Giovanni Paolo II "Non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono" ma è pur vero che non può esserci perdono senza giustizia.
E da lì che bisogna partire, dalla giustizia, dal bisogno di giustizia della vittima che deve trovare pace dentro di sé per potere costruire pace attorno a sé. Pace da vivere, da donare, da condividere. Pace e perdono, i soli capaci di interrompere quei circuiti di odio e di vendetta che provocano solo altro odio in una spirale di violenza e di abbrutimento senza fine.

Canto: A te vorrei
Se il sole non illuminasse più questo pallido pianeta,
se il silenzio della morte ammutolisse il mio canto,
se il cuore della terra non riscaldasse più,
non dispererei,perché troppo grande è in me
la Tua presenza perché so, Dio, che Tu sei amore.

A te che ascolti vorrei dire: Dio è amore, amore.
A te che piangi vorrei dire: Dio è amore, amore.
A te che lotti vorrei dire: Dio è amore, amore.

Non ci sarà amore più grande di chi dà la vita per gli amici suoi.
E noi abbiamo creduto e conosciuto l’amore che Dio ha per tutti noi.

Ad ogni uomo vorrei dire: Dio è amore, amore. (3v)

lunedì 22 giugno 2015

13 aprile 2015 - LiturgicaMENTE: un po' di testa nella messa

I giovani hanno trovato la stanza in cui avremmo tenuto l'incontro incasinatissima e disordinata, l'idea del testimone era che puzzasse anche un po', ma nonostante il tentativo la stanza era abbastanza inodore.
L'obiettivo era mettere in ordine prima che arrivasse l'ospite-testimone per accoglierlo in maniera dignitosa. In un attimo la stanza è stata riordinata. A questo punto Mauro, un giovane di 27 anni che fa il cerimoniere presso la propria parrocchia, ha spiegato alcune scelte della Liturgia, rispondendo alle domande che avevano fatto i giovani l'incontro precedente.
Intanto ha sottolineato il fatto che l'ambiente andasse riordinato, perché è normale che quando si incontra qualcuno di speciale lo si vuole accogliere in modo dignitoso. Ha spiegato poi che avrebbe voluto che l'ambiente puzzasse perché avrebbe odorato la stanza grazie all'incenso e ha cominciato spiegando proprio la funzione dell'inceso, sia storica che simbolica.
L'inceso è sempre stato usato nelle funzioni religiose, perché simboleggia la preghiera che sale a Dio, ma anche perché durante i riti e i sacrifici gli odori erano acri e venivano coperti con il profumo dell'inceso. Ha fatto anche l'esempio del “Buta fuego”, il grande incensiere appeso nel Santuario di San Tiago de Compostela, che serviva a cospargere le centinaia di fedeli, arrivate dopo il lungo pellegrinaggio e ovviamente non privi di olezzi vari... ;)
Adesso il turibolo e l'incenso hanno solo un significato simbolico e Mauro ci ha spiegato che sono codificati anche molti movimenti con cui il turibolo viene gestito (apertura, chiusura, giro) e, con molta maestria, ce li ha mostrati.
Ha spiegato poi che il rito liturgico ha subito notevoli cambiamenti con il Concilio Vaticano II, il rito dunque è in evoluzione cercando nei suoi segni e nei suoi simboli di poter comunicare a tutte le età e a tutte le persone differenti. Infatti ha spiegato i vari “accessori” della Messa con le loro funzioni, che spesso derivavano dai retaggi della vita contadina. Purificatoio, palla, pisside, patena, calice, manutergi, corporale sono tutti accessori che si trovano sull'altare al momento della transustanziazione (quando pane e vino diventano corpo e sangue), alcuni dei quali sono oggetti pratici che servivano a una reale esigenza. Il manutergi asciuga le mani al sacerdote prima che inizi il rito eucaristico, ma se una volta era perché poteva avere le mani sporche, ora ha più una valenza devozionale. La “palla”, ad esempio, è un centrino rigido che si posava sopra il calice per evitare che nel sangue di Cristo entrassero insetti, ora è rimasto, ma ovviamente ha perduto il suo utilizzo. Il corporale invece raccoglie le briciole e le gocce che accidentalmente possono cadere sull'altare, nel suo caso è corretto che il sangue e il corpo di Cristo vada preservato e non cada per terra.
Mentre Mauro spiegava ai giovani, rispondeva all'interno del suo discorso le domande poste l'incontro precedente:

 1. Perché ci sono delle “formule segrete” che il prete dice e non si sentono? Che cosa dice e perché non le dice ad alta voce? 

Mauro ha spiegato che anche il sacerdote vive la relazione tra lui e Dio, come possiamo fare noi all'interno della liturgia. Se il sacerdote ritiene poi che abbia senso per la comunità far sentire quelle formule le pronuncia a voce alta, inoltre queste formule “segrete” richiamano anche esse un retaggio pre conciliare, nel quale la stragrande maggioranza delle parole pronunciate, ad alta o a bassa voce, non avevano significato per l'assemblea, quindi era anche inutile farle sentire. Commento di Mauro a lato, spesso sono anche belle preghiere che potremmo dire anche noi! ;)

 2. Che cosa vogliono dire i colori della Liturgia, perché quei colori e non altri? In che periodi sono?

Anche i colori dei momenti liturgici sono collegati alla vita contadina: il verde è il colore normale dell'erba e della campagna quindi il tempo ordinario è verde; il viola è una sorta di edulcorazione del nero, il colore del lutto e del dolore per eccellenza, quindi il tempo dell'attesa e della conversione della Quaresima; il rosa è il viola “sbiadito”, quindi indica quella “pausa” in avvento e in quaresima che anticipa la festa del Natale e della Pasqua; il rosso è il sangue quindi si celebra il sacrificio di Cristo o dei martiri; il bianco indica la luce, quindi Dio che illumina con la sua presenza nelle feste solenni.

 3. Perché e quando ci si mette in ginocchio, in piedi, seduti? In concomitanza di cosa?

Mauro spiega che stare in piedi indica stare “alla presenza di Dio”. L'ascolto del Vangelo, che è il racconto della vita diretta di Gesù, le tre preghiere anticipate dal “Preghiamo...” all'inizio della Messa, dal “Pregate...” all'inizio del Rito Eucaristico e dal “Preghiamo...” dopo la Comunione, le preghiere dei fedeli, il Credo sono tutti momenti in cui l'Assemblea in piedi si pone alla Presenza di Dio, per relazionarsi a tu per tu con questo Dio che si è fatto vicino. Lo stare seduto è la posizione dell'ascolto e dell'essere discepolo e infatti avviene durante le letture, la predica, la presentazione dei doni.
Il porsi in ginocchio è retaggio medievale e vuole indicare la sudditanza con l'imperatore, che teneva tra le sue mani, le mani congiunte del suo suddito. Durante la consacrazione e dopo la comunione il mettersi in ginocchio significa riconoscere la grandezza e l'autorità di Dio su di noi. 

 4. Quando bisogna alzarsi nel momento in cui ci si alza “a canone” e cioè dopo la preghiera “sulle offerte” o prima?

Mauro riprende la risposta precedente e chiarisce che ci si alza alle parole del sacerdote “Pregate...” che sono pronunciate subito dopo il canto dell'offertorio, anzi ci invita a farlo nonostante tutta l'assemblea tenda ad alzarsi a “...in alto i nostri cuori...” 
I ragazzi dicono di alzarsi sempre adesso in quel punto della Messa, poiché ne hanno riconosciuto il valore.

 5. In quale momento è opportuno fare il segno di croce sulla fronte, sulla bocca e sul cuore prima del Vangelo?

Mauro spiega che questo è indifferente, l'importante è farlo perché è un bel gesto che indica che la Parole di Dio deve entrare nella mente, sulle labbra e nel cuore; ma che si faccia prima, dopo o durante la lettura del “Dal Vangelo di...” o prima, dopo o durante la frase “Gloria a Te, o Signore” è indifferente.

 6. Quando, come e per quali esigenze cambia il rito della Messa?

Questo è a discrezione del sacerdote, che può scegliere a piacere personale, oppure, sarebbe meglio, perché trova che la comunità necessiti di una soluzione piuttosto che di un'altra, perché sta vivendo un momento particolare.

 7. Perché alcune Messe, soprattutto solenni sembrano fatte per le persone dai 60 anni in su?

Questo è dovuto appunto al rettaggio, all'eredità che la Messa porta con sé, poiché la Santa Messa è frutto della relazione di Dio con gli uomini si modifica nell'arco degli anni, si cambia, assume nuovi segni e ne perde altri. Se una Messa ci sembra particolarmente “vecchia” è dato dal fatto che parte dell'assemblea che la segue sente ancora quei gesti e quei segni. Dal Concilio Vaticano II a oggi si sono fatti molti passi, a volte anche troppi e si è tornati indietro perché ci si rendeva conto che si eccedeva esasperando un po' il tutto. Ogni età dell'uomo trova in qualche segno un modo per esprimersi a Dio all'interno della Messa e anche ogni sensibilità, alcuni segni ci aiutano di più a entrare in relazione con Dio, altri aiuteranno di più qualcun altro. Magari il segno della pace in alcuni momenti è giusto che si enfatizzi di più, perché c'è particolare bisogno di quel gesto, piuttosto che dello spezzare il pane? Bene, ogni percorso troverà i suoi segni, così come ogni cultura e ogni età.

 8. Perché le due frasi dell'Agnello di Dio si ripetono? Quale significato assume questa ripetizione?

Anche questa formula deriva dal fatto che la pagnotta, tempo addietro, era enorme e andava spezzettata in tante parti prima di distribuirla, quindi le parole “Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi” si ripetevano ad libitum, finché la pagnotta era tutta spezzettata. Oggi è rimasta questa semplice ripetizione che rievoca quella infinita dei tempi passati.

 9. Qual è il centro della Messa, il momento topico?

Poiché nella Liturgia si spezza la Parola di Dio, che è Gesù Cristo, il momento centrale sono le letture e la comunione. E la parte della lettura dei testi sacri non è meno valevole della comunione perché ha l'identica valenza, Mauro accenna anche al fatto che i divorziati non possono accedere alla comunione, in realtà possono accedere alla Parola spezzata delle letture, che hanno l'identico significato.
Mauro parla anche dell'offertorio, spiegando che non avrebbe poi tanto senso portare tutta quella moltitudine di segni che si portano sull'altare (il pallone simbolo del gioco, il libro simbolo dello studio...) che spesso fanno le catechiste perché è un segno sterile, poiché arriva all'altare ma non ne acquisisce il significato. Ciò che viene portato all'altare in realtà dovrebbe essere santificato e distribuito all'assemblea, per questo ha senso che si portino il pane e il vino che verranno poi distribuito all'assemblea santificati dalla presenza di Dio, ma anche le offerte per i poveri o, come avviene per l'AC, le tessere associative... ;)

Ci sono stati numerosi altri appunti e spiegazioni, che purtroppo non ricordo e che purtroppo non abbiamo immortalato in una registrazione, come è invece avvenuto altre volte =(. I giovani erano parecchio soddisfatti e stupiti di quante nozioni e di quale qualità di significati ha la Liturgia. In particolare sono rimasti colpiti dal pensiero di un retaggio così ricco di segni antichi e “moderni” che si mescolano e da un'unione sorprendente per una relazione che deve abbracciare da anziani a bambini. La questione generazionale è una delle cose che sembra aver molto colpito e che abbiamo affrontato anche con il gruppo delle adultissime in un incontro in cui abbiamo dato testimonianza del cammino fatto sulla liturgia. È piaciuta l'idea di una Messa che segue un cammino graduale, che si renda accessibile a tutti. La consapevolezza del fatto che all'interno della Liturgia si sviluppi la relazione personale con Dio non è ancora permeata, ma la comprensione e la consapevolezza dei momenti e delle azioni (mettersi alla presenza, lo spezzare il pane, l'offertorio) sta rendendo la Messa un po' più interessante del solito. ;)
Quindi ringraziamo ancora e sempre Mauro di questo bellissimo momento per il quale si è reso disponibile, anche con simpatia e spigliatezza retorica.

Come preghiera conclusiva abbiamo recitato il Compieta, una preghiera che fa parte della Liturgia delle Ore e che va recitata prima di coricarsi. È una preghiera piuttosto breve, composta da un inno, l'esame di coscienza, una brevissima antifona, uno o al massimo due salmi brevi, una lettura breve, il Cantico di Simeone (cortissimo), la benedizione e una preghiera a Maria. La Liturgia delle Ore è una preghiera antichissima, si basa sui salmi (che sono le parole che Dio stesso ci ha suggerito per pregarLo), scandisce la giornata ed è universale, tutta la Chiesa prega secondo quelle parole, è un modo per entrare in unione con il resto della Chiesa.
La trovate a questo link (cambia a seconda del giorno), potete anche scaricare la app per il cellulare.