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domenica 1 maggio 2016

19 aprile 2016 - Amore senza rimorsi

Questo incontro è stato molto semplice, ai giovani è stato proposta la visione del seguente filmato:
abbiamo visto il seguente filmato:


Sotto il filmato integrale:










La preghiera

Dai «Discorsi» di san Pietro Crisologo, vescovo
Vi prego per la misericordia di Dio (cfr. Rm 12, 1). È Paolo che chiede, anzi è Dio per mezzo di Paolo che chiede, perché vuole essere più amato che temuto. Dio chiede perché vuol essere non tanto Signore, quanto Padre. Il Signore chiede per misericordia, per non punire nel rigore. Ascolta il Signore che chiede: vedete, vedete in me il vostro corpo, le vostre membra, il vostro cuore, le vostre ossa, il vostro sangue. E se temete ciò che è di Dio, perché non amate almeno ciò che è vostro? Se rifuggite dal padrone, perché non ricorrete al congiunto? Ma forse vi copre di confusione la gravità della passione che mi avete inflitto. Non abbiate timore. Questa croce non è un pungiglione per me, ma per la morte. Questi chiodi non mi procurano tanto dolore, quanto imprimono più profondamente in me l’amore verso di voi. Queste ferite non mi fanno gemere, ma piuttosto introducono voi nel mio interno. Il mio corpo disteso anziché accrescere la pena, allarga gli spazi del cuore per accogliervi. Il mio sangue non è perduto per me, ma è donato in riscatto per voi. Venite, dunque, ritornate. Sperimentate almeno la mia tenerezza paterna, che ricambia il male col bene, le ingiurie con l’amore, ferite tanto grandi con una carità così immensa.

Le mani della preghiera di Jean-Luc Lefrancois
O Dio, tu ci hai creati con un corpo, con i piedi per venire incontro a te, 
con la testa per pensare, con il cuore per imparare ad amare. 
O Dio, tu ci hai dato le mani per stringere altre mani, e non per serrarle in pugni violenti. 
Mani aperte come un’offerta come una preghiera di domanda e di grazie. 
Mani che benedicono, mani che accolgono, mani che ricevono il pane di vita. 
O Gesù, con le tue mani, hai innalzato il povero e l’escluso, 
non hai gettato la pietra ma condiviso il pane, hai portato la croce... 
O Gesù, con le tue mani, hai fatto passare Tommaso dal dubbio alla fede. 
Le mani del Risorto ci invitano a sperare a prenderci per mano, 
a non far cadere le braccia davanti alla morte e all’isolamento. 
O Dio, insegnaci a condividere di più, 
perché le nostre mani sono il prolungamento del cuore 
e diventano le tue mani, quelle che danno vita. 


Emmanuel 
Dall’orizzonte una grande luce viaggia nella storia e lungo gli anni ha vinto il buio facendosi Memoria, e illuminando la nostra vita chiaro ci rivela che non si vive se non si cerca la Verità...

RIT: Siamo qui sotto la stessa luce sotto la sua croce cantando ad una voce. 
È l’Emmanuel Emmanuel, Emmanuel. È l’Emmanuel, Emmanuel. 

Dalla città di chi ha versato il sangue per amore ed ha cambiato il vecchio mondo vogliamo ripartire. Seguendo Cristo, insieme a Pietro, rinasce in noi la fede, Parola viva che ci rinnova e cresce in noi. RIT. 

Un grande dono che Dio ci ha fatto è Cristo il suo Figlio, e l’umanità è rinnovata, è in Lui salvata. È vero uomo, è vero Dio, è il Pane della Vita, che ad ogni uomo ai suoi fratelli ridonerà. RIT. 

La morte è uccisa, la vita ha vinto, è Pasqua in tutto il mondo, un vento soffia in ogni uomo lo Spirito fecondo. Che porta avanti nella storia la Chiesa sua sposa, sotto lo sguardo di Maria comunità. RIT.

5 aprile 2016 - Che corpo!

Lavoro individuale 

1) Distesi a terra si comincia chiudendo gli occhi e respirando con il diaframma: si inspira con la bocca, gonfiando la pancia il più possibile ma senza sentire dolore, si espira dalla bocca dischiusa senza emettere suono.

Mentre si fa l'esercizio al punto 1, chi conduce legge un versetto dalla Genesi (Gen 2, 7).
Allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente. 

2) Immaginare il proprio respiro come se fosse colorato e quando entra nel corpo si colora.

3) Mandare il respiro colorato a colorare il piede destro, caviglia, polpaccio, stinco ginocchio, coscia, gluteo; poi si passa al piede sinistro, caviglia, polpaccio, stinco ginocchio, coscia, gluteo.

4) Poi il respiro colora il bacino, il coccige, la colonna vertebrale, il petto le scapole il centro della schiena.

5) Entra nel braccio sinistro: dita, mano, polso, avambraccio, braccio, spalla. Così per il destro.

6) Infine nel naso, nelle labbra, negli occhi, nel cervello e dal cervello porta via i pensieri e le preoccupazioni.

Chi guida legge con calma la seguente invocazione allo Spirito Santo:
Vieni o Spirito Santo in me con il tuo fuoco ardente,
con la tua luce che risplende.
Accendi il mio cuore e rendilo capace di amare,
la mia mente e rendila capace di capire quello che devo fare,
i miei occhi e rendili capaci di vedere le cose meravigliose che mi doni,
la mia vita e rendila capace di comunicare gioia a quelli che mi sono accanto
e accendi la mia voglia di fare e rendila capace di collaborare
per un mondo più bello. 

7) Sentite il vostro corpo è rilassato, ma sentite quanta energia scorre:
- sentite le vostre gambe sono distese e morbide, ma potrebbero guizzare, correre, saltare, ballare. Che potere che hanno le vostre gambe.
- sentite le vostre braccia, sono inermi, ma potrebbero alzarsi, spingere, tirare, abbracciare, scrivere, sollevare
- sentite la vostra schiena che vi sostiene sempre, il centro del vostro movimento, permette ogni gesto, ogni azione.
- sentite il vostro cuore, che vi pompa nel corpo tutta l'energia, concentratevi sul suo battito.

Chi guida legge con molta calma un brano tratto dalla Prima Lettera ai Corinzi di San Paolo (1 Cor 15, 44-54)
Se c'è un corpo animale, vi è anche un corpo spirituale. Sta scritto infatti che 45 il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente, ma l'ultimo Adamo divenne spirito datore di vita. 46 Non vi fu prima il corpo spirituale, ma quello animale, e poi lo spirituale. 47 Il primo uomo, tratto dalla terra, è fatto di terra; il secondo uomo viene dal cielo. 48 Come è l'uomo terreno, così sono quelli di terra; e come è l'uomo celeste, così anche i celesti. 49 E come eravamo simili all'uomo terreno, così saremo simili all'uomo celeste. 50 Vi dico questo, o fratelli: carne e sangue non possono ereditare il regno di Dio, né ciò che si corrompe può ereditare l'incorruttibilità. 51 Ecco, io vi annuncio un mistero: noi tutti non moriremo, ma tutti saremo trasformati, 52 in un istante, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba. Essa infatti suonerà e i morti risorgeranno incorruttibili e noi saremo trasformati. 53 È necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta d'incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta d'immortalità. 54 Quando poi questo corpo corruttibile si sarà vestito d'incorruttibilità e questo corpo mortale d'immortalità, si compirà la parola della Scrittura. 

8) aprite gli occhi, piegatevi su un lato, mettetevi in posizione fetale e, molto lentamente, issatevi sulle braccia per sollevarvi, fatelo molto lentamente.

9) tenete gli occhi bassi fino all'accensione della luce.

Prima condivisione

Prima di proseguire abbiamo condiviso un po' di sensazione, chi si è rilassato fino al momento della testa, che ha invece evocato pensieri e preoccupazioni. Qualcuno ha avuto difficoltà a gestire il respiro. Qualcuno ha sentito molto l'energia del corpo pronta a guizzare, qualcuno no.

Commento alla Lettura

Abbiamo commentato la difficile lettera di San Paolo, poco nota in questa parte. L'interesse era per afferrare la questione della resurrezione della carne. Stiamo vivendo la Pasqua in cui il Risorto è dotato di corpo, quindi il nostro corpo non sarà perso, ma verrà ripristinato, perché parte imprescindibile della nostra identità, così fondamentale da essere previsto per il compimento del disegno di Dio su di noi.

Lavoro a coppie

1) Specchio
Uno dei due fa lo specchio imitando i gesti dell'altro, prima solo usando il viso, quindi con la mimica. Poi usando le braccia e la parte alta del corpo.

2) Individuo i tratti del viso dell'altro mentre tengo gli occhi chiusi (prima uno poi l'altro)

3) Si sceglie chi nella coppia avrà il ruolo dell'angelo e chi invece del custodito (nel turno successivo i ruoli si scambieranno).

4) Le coppie iniziano a camminare. Per la prima parte con l'angelo che tiene la mano sulla spalla del suo custodito, sente il calore della mano sulla spalla, percepisce la sicurezza di avere sempre qualcuno vicino che lo guida

5) L'angelo cammina sempre dietro al suo assistito che si sente libero di girare ma appena vuole di nuovo la sicurezza della presenza del l'angelo si può fermare e subito sentirà la sua mano che si appoggia rassicurante

6) L'angelo rimane fermo e segue con lo sguardo il suo assistito, ora è libero di girare ma comunque sperimenta la presenza dell'angelo che pur rimanendo fermo continua a tenere gli occhi fissi sul suo assistito, prendendosene cura.

Condivisione finale delle sensazioni ed esperienze 

Durante la condivisione si è rivelato come alcune ragazze avessero provato un po' di imbarazzo con il contatto del volto, oppure pensare che l'altro vedesse le proprie smorfie. Altre ragazze invece hanno sentito maggiore imbarazzo sentendo lo sguardo dell'angelo che le seguiva. I ragazzi invece si sono detti assolutamente non imbarazzati durante il lavoro. Il lavoro era proprio percepire che il corpo non è uno strumento da utilizzare, ma parte integrante della mia stessa identità: io non "ho un corpo", io "sono un corpo". Allo stesso tempo io non "ho un'anima", io "sono un'anima" che pervade il mio corpo e che il corpo pervade l'anima. Sant'Agostino diceva "corpore et anima unus". La nostra società, sulla scorta della filosofia greca decisamente dualista (io sono anima, imprigionata nel corpo), ci suggerisce di strumentalizzare il corpo, di usarlo per rilassarci, per divertirci, di tenerne bene la manutenzione, in modo che sia prestante e performante, ma non valorizza affatto che ciò che il mio corpo fa segna inesorabilmente la mia anima e viceversa. Ne sono esempio la ferita che riceve il mio corpo, magari guarisce anche, ma la mia identità ne rimane segnata, oppure le malattie psico-somatiche, quanto il corpo riflette uno stato di squilibrio psicologico o emotivo. Anche l'atto sessuale che prevede l'intimità più profonda del nostro corpo, non possiamo davvero credere che rimanga sulla superficie della nostra identità, ma ci segna nell'intimità della nostra stessa anima. Se diventa banale e ripetitivo, quale tipo di identità produrrà in noi? Da cui abbiamo dialogato sulle diversità di uomo e donna, i due ragazzi presenti hanno messo in evidenza quanto noi donne tendiamo a ponderare troppo a lungo oppure che tendiamo a farci troppo condizionare dal nostro aspetto fisico. Anche se si ribatteva però quanto la società tenda a strumentalizzare il corpo della donna molto più di quello dell'uomo. Le ragazze hanno dichiarato di invidiare un po' la leggerezza degli uomini. Si è comunque decretato praticamente all'unanimità che uomini e donne sono strutturalmente diversi oltre che nel corpo nell'anima, a conferma del precedente discorso.

15 marzo 2016 - Una più del diavolo

Ai giovani è stato richiesto di portare due oggetti: un oggetto a cui tengono e un portafortuna.
Le sei partecipanti hanno portato: Oceano Mare di Baricco, l'orologio del papà, una spilla legata ad un ricordo, un anello di legno di cocco ed un solo portafortuna, che era un braccialetto di brillantini.

A ciascuna delle partecipanti ho affidato un cartoncino rotondo, chiamandolo "credito", che ho chiesto di personalizzare.

Poi, divise in tre coppie, due coppie hanno dovuto scegliere un oggetto del gruppo "oggetti a cui teniamo" e l'ultima coppia ha dovuto lavorare con il "portafortuna".
Ogni coppia doveva trovare il modo per convincere le altre partecipanti a scegliere il proprio oggetto attraverso degli spot, infatti alla fine degli spot ogni partecipante doveva dare il proprio credito per uno o per l'altro oggetto.

Abbiamo letto la premessa del libro Lettere di Berlicche di C.S.Lewis
"Non ho intenzione di narrare come mi capitò nelle mani la corrispondenza che offro ora al pubblico.
Vi sono due errori, uguali e opposti, nei quali la nostra razza può cadere nei riguardi dei Diavoli. Uno è di non credere alla loro esistenza. L'altro, di credervi, e di sentire per essi un interesse eccessivo e non sano. I Diavoli sono contenti d'ambedue gli errori e salutano con la stessa gioia il materialista e il mago. Quel genere di scrittura convenzionale usato in questo libro può essere facilmente imparato da chiunque ne abbia una volta appreso il congegno; ma le persone malevole ed eccitabili, che potrebbero farne un uso cattivo, non l'apprenderanno da me.
I lettori sono pregati di ricordare che il Demonio è un bugiardo. Non si deve ritener vero, neppure dal suo punto di vista, tutto ciò che Berlicche dice. Io non ho fatto alcun tentativo per identificare l'uno o l'altro degli esseri umani ricordati nelle letture; ma ritengo che non sia probabile che ritratti come quelli, ad esempio, di P. Spike e della madre del paziente, siano del tutto in- giusti. V'è un modo di pensare pieno di desiderio al- l'Inferno come sulla Terra.
Infine, dovrei aggiungere che non è stato fatto nessuno sforzo per stabilire la cronologia delle lettere. Il numero XVII si presenta come scritto prima che il razionamento diventasse una cosa preoccupante; ma in generale il metodo diabolico di datare pare che non abbia relazione con il tempo terrestre e io non mi sono sforzato di riprodurlo. La storia della guerra in Europa, eccetto nei casi sporadici in cui interferisce nella condizione spirituale di un essere umano, è evidente che non interessava Berlicche.
Magdalen College 5 luglio 1941
C.S. Lewis"

[A questo link potrete trovare l'intero libro --> http://www.chiesariformatasalerno.net/media/le_lettere_di_be.pdf]

A questo punto abbiamo osservato come il diavolo giochi su queste due posizioni: materialismo e magia/superstizione. Già dall'introduzione vedendo gli oggetti portati, abbiamo capito che sono due condizioni che non appartengono molto al gruppo. Gli oggetti portati non avevano un grande valore in sé, ma erano pieni di valore per ciò che rappresentavano. Nessuno eccetto una persona ha portato il portafortuna, ma era chiaro che legasse l'oggetto non tanto alla superstizione quanto al ricordo e all'incoraggiamento di una relazione che esso rappresentava.
Satana punta sul materialismo e sulla magia perché punta all'illusione di controllo che queste dimensioni ci offrono. Il materialista si circonda di beni per essere "sicuro" che non gli manchi mai nulla, di essere accettato, di apparire forte, separarsi dalle sue cose lo rende instabile, si smarrisce se capita qualsiasi cosa al suo gruzzoletto, e il gruzzoletto che gli garantisce la solidità. Il superstizioso cerca di controllare il futuro, attraverso riti scaramantici tiene lontana la cattiva sorte. Entrambi questi soggetti fanno affidamento su altro che non è Dio e questo piace molto a satana.

Il credito rappresenta proprio questa scelta: di chi ci vogliamo fidare? Qui il credito era "affidato" allo spot più convincente o all'oggetto più utile. Ma nella nostra vita è necessario capire su chi vogliamo fare affidamento, di chi ci fidiamo?

La preghiera

Come preghiera abbiamo recitato il Compieta del martedì, che infatti parla del diavolo. Il Compieta fa parte della Liturgia delle Ore che è la Preghiera universale della Chiesa e che usa i salmi che era lo stesso modo di pregare di Gesù. Facendo questa preghiera abbiamo fatto unità con tutta quanta la Chiesa.

Conclusione

Infine abbiamo fatto un gesto, abbiamo incollato due crediti fra loro, formando una medaglia con due facce. Diavolo deriva da due parole greche dia è una preposizione greca che indica "allontanamento", separazione e ballo è un verbo greco che indica movimento, quindi diavolo significa "portare lontano", "spingere via". Diavolo è l'esatto contrario del "simbolo" che viene da syn particella greca che significa "con" "unione"; simbolo significa quindi "portare insieme" "congiungere" "unire". Il simbolo richiama una realtà, si lega ad un concetto preciso. Satana non è l'opposto di Dio, è l'opposto del Symbolum, che è il nostro "Credo", il nostro Simbolo apostolico che nella messa recitiamo insieme e che ci tiene uniti alla verità della Trinità. Alla fine abbiamo spezzato il credito unito e abbiamo dato una metà a ciascun componente presente. Se questa metà potrà riunirsi con la propria metà sarà un "simbolo", altrimenti no.

martedì 19 aprile 2016

1 marzo 2016 - Satan's Tales

I giovani sono stati invitati a trovare un brano della Bibbia che parlasse di Satana, Demonio, Diavolo da portare e condividere anche attraverso una semplice ricerca in internet.

Esempi
Satana: http://www.bibbiaedu.it/testi/Bibbia_CEI_2008.RicercaAvanzata?parola=+satana+&testo=1&libro=0&libroOm=&capitolo=0&layout=2&tipo_ricerca=0
Diavolo: http://www.bibbiaedu.it/testi/Bibbia_CEI_2008.RicercaAvanzata?parola=diavolo&testo=1&libro=0&libroOm=&capitolo=0&layout=2&tipo_ricerca=0
Demonio: http://www.bibbiaedu.it/testi/Bibbia_CEI_2008.RicercaAvanzata?parola=demonio&testo=1&libro=0&libroOm=&capitolo=0&layout=2&tipo_ricerca=0

Sono stati portati i seguenti brani, ma credo ne manchino due.

Gb 1, 5-12

Quando avevano compiuto il turno dei giorni del banchetto, Giobbe li mandava a chiamare per purificarli; si alzava di buon mattino e offriva olocausti per ognuno di loro. Giobbe infatti pensava: "Forse i miei figli hanno peccato e hanno maledetto Dio nel loro cuore". Così era solito fare Giobbe ogni volta.
6Ora, un giorno, i figli di Dio andarono a presentarsi al Signore e anche Satana andò in mezzo a loro. 7Il Signore chiese a Satana: "Da dove vieni?". Satana rispose al Signore: "Dalla terra, che ho percorso in lungo e in largo". 8Il Signore disse a Satana: "Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male". 9Satana rispose al Signore: "Forse che Giobbe teme Dio per nulla? 10Non sei forse tu che hai messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quello che è suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e i suoi possedimenti si espandono sulla terra. 11Ma stendi un poco la mano e tocca quanto ha, e vedrai come ti maledirà apertamente!". 12Il Signore disse a Satana: "Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stendere la mano su di lui". Satana si ritirò dalla presenza del Signore.

Lc 8, 27-33

Era appena sceso a terra, quando dalla città gli venne incontro un uomo posseduto dai demòni. Da molto tempo non portava vestiti, né abitava in casa, ma in mezzo alle tombe. 28Quando vide Gesù, gli si gettò ai piedi urlando, e disse a gran voce: "Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti prego, non tormentarmi!". 29Gesù aveva ordinato allo spirito impuro di uscire da quell'uomo. Molte volte infatti si era impossessato di lui; allora lo tenevano chiuso, legato con catene e con i ceppi ai piedi, ma egli spezzava i legami e veniva spinto dal demonio in luoghi deserti. 30Gesù gli domandò: "Qual è il tuo nome?". Rispose: "Legione", perché molti demòni erano entrati in lui. 31 E lo scongiuravano che non ordinasse loro di andarsene nell'abisso. 32Vi era là una grande mandria di porci, al pascolo sul monte. I demòni lo scongiurarono che concedesse loro di entrare nei porci. Glielo permise. 33 I demòni, usciti dall'uomo, entrarono nei porci e la mandria si precipitò, giù dalla rupe, nel lago e annegò.
34Quando videro ciò che era accaduto, i mandriani fuggirono e portarono la notizia nella città e nelle campagne. 35La gente uscì per vedere l'accaduto e, quando arrivarono da Gesù, trovarono l'uomo dal quale erano usciti i demòni, vestito e sano di mente, che sedeva ai piedi di Gesù, ed ebbero paura. 36Quelli che avevano visto riferirono come l'indemoniato era stato salvato. 37Allora tutta la popolazione del territorio dei Gerasèni gli chiese che si allontanasse da loro, perché avevano molta paura. Egli, salito su una barca, tornò indietro. 38L'uomo dal quale erano usciti i demòni gli chiese di restare con lui, ma egli lo congedò dicendo: 39"Torna a casa tua e racconta quello che Dio ha fatto per te". E quello se ne andò, proclamando per tutta la città quello che Gesù aveva fatto per lui.

Is 14, 11-15

11Negli inferi è precipitato il tuo fasto
e la musica delle tue arpe.
Sotto di te v'è uno strato di marciume,
e tua coltre sono i vermi.
12Come mai sei caduto dal cielo,
astro del mattino, figlio dell'aurora?
Come mai sei stato gettato a terra,
signore di popoli?
13Eppure tu pensavi nel tuo cuore:
"Salirò in cielo,
sopra le stelle di Dio
innalzerò il mio trono,
dimorerò sul monte dell'assemblea,
nella vera dimora divina.
14Salirò sulle regioni superiori delle nubi,
mi farò uguale all'Altissimo".
15E invece sei stato precipitato negli inferi,
nelle profondità dell'abisso!


Gn 3, 1-15

1Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: "È vero che Dio ha detto: "Non dovete mangiare di alcun albero del giardino"?". 2Rispose la donna al serpente: "Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, 3ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: "Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete"". 4Ma il serpente disse alla donna: "Non morirete affatto! 5Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male". 6Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò. 7Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.
8Poi udirono il rumore dei passi del Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno, e l'uomo, con sua moglie, si nascose dalla presenza del Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino. 9Ma il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: "Dove sei?". 10Rispose: "Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto". 11Riprese: "Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?". 12Rispose l'uomo: "La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato". 13Il Signore Dio disse alla donna: "Che hai fatto?". Rispose la donna: "Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato".
14Allora il Signore Dio disse al serpente:
"Poiché hai fatto questo,
maledetto tu fra tutto il bestiame
e fra tutti gli animali selvatici!
Sul tuo ventre camminerai
e polvere mangerai
per tutti i giorni della tua vita.
15Io porrò inimicizia fra te e la donna,
fra la tua stirpe e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno".

Mt 4, 1-11

1 Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. 2Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. 3Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, di' che queste pietre diventino pane". 4Ma egli rispose: "Sta scritto:
Non di solo pane vivrà l'uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio ".
5Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio 6e gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti:
Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo
ed essi ti porteranno sulle loro mani
perché il tuo piede non inciampi in una pietra ".
7Gesù gli rispose: "Sta scritto anche:
Non metterai alla prova il Signore Dio tuo ".
8Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria 9e gli disse: "Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai". 10Allora Gesù gli rispose: "Vattene, Satana! Sta scritto infatti:
Il Signore, Dio tuo, adorerai:
a lui solo renderai culto ".
11Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Mt 16, 21-25 (simile Mc 8, 31-36)

21Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. 22Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: "Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai". 23Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: "Va' dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!".
24Allora Gesù disse ai suoi discepoli: "Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 25Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.

Gv 13, 23-30 (simile in Lc 22,3)

Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. 24Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. 25Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: "Signore, chi è?". 26Rispose Gesù: "È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò". E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariota. 27Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Gli disse dunque Gesù: "Quello che vuoi fare, fallo presto". 28Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; 29alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: "Compra quello che ci occorre per la festa", oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. 30Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.

2Cor 11, 13-15

Questi tali sono falsi apostoli, lavoratori fraudolenti, che si mascherano da apostoli di Cristo. 14Ciò non fa meraviglia, perché anche Satana si maschera da angelo di luce. 15 Non è perciò gran cosa se anche i suoi ministri si mascherano da ministri di giustizia; ma la loro fine sarà secondo le loro opere.

Li abbiamo presentati brevemente dando loro un titolato.

Divisi in 3 squadre da 4, abbiamo giocato a Pictionary, pescando i titoli creati prima e cercando di disegnarli per farli indovinare alla propria squadra. L'obiettivo era fissare alcuni concetti e alcune scene bibliche.

Infine abbiamo commentato i testi, cercando di trovare in essi il "modus operandi" diabolico.
Il diavolo, come dicevamo nel primo incontro, tende a separarci tra di noi e da Dio, quindi ci spinge a isolarci (Giobbe, Legione, Giuda, Pietro).
Altra dimensione diaboliche è l'inganno, satana tende a mostrarci Dio come colui che ci sta ingannando (peccato originale e falsi profeti), mentre in realtà è lui che ci inganna e che si manifesta come "angelo di luce".
Satana è caduto, come ci racconta Isaia, perché invidioso di Dio si voleva sostituire a Lui, allo stesso modo ci spinge a sostituirci a Dio ("diventerete come Dio, conoscendo il bene e il male") e quindi a porci noi stessi come la "regola del gioco", come misura di tutte le cose (conoscere il bene e il male, significa dire noi cosa è bene e cosa è male, i farisei "figlio del diavolo" decidono loro cosa significa il comandamento del sabato).
Su una domanda abbiamo anche cominciato a capire le origini del male: satana non è il male, satana fa il male! Il male, infatti, non è una forza contrastante il bene, come vorrebbe il dualismo manicheo. Non sono due forze alla pari che si combattono, ma esiste il Bene che è Dio, mentre il male è l'allontanamento da Dio e la scelta di fare a meno di Dio. Dio non permette il male, permette la nostra libertà, noi scegliamo il male, cioè di allontanarci da Dio.

Preghiera

Come preghiera finale, molto semplicemente avendo letto tanti testi biblici, abbiamo cercato di fare unità (cosa che il diavolo non sopporta) affidando alla preghiera di tutto il gruppo un'intenzione particolare e individuale.





mercoledì 24 febbraio 2016

16 febbraio 2016 - Che diavolo vuoi?

Viene affidato al gruppo un test. Ad ogni risposta, a seconda della risposta, si creeranno delle fazioni, chi è per la risposta 1 e chi per la risposta 2. Le domande porteranno ad una diramazione e mai ad un ricongiungimento. Si specifica che le risposte non soddisferanno mai pienamente, ma si dovrà comunque propendere per una delle due affermazioni.

Secondo te la Bibbia: 
1. dice la verità 
2. è “inquinata” dalle credenze e dal pensiero dei suoi autori umani 

Secondo te Dio nelle guerre dovrebbe: 
1. portare in salvo le persone 
2. fermare i violenti 

 Secondo te Dio per risolvere la misera nel mondo dovrebbe: 
1. rendere gli uomini più generosi 
2. aumentare le risorse del mondo 

Secondo te Dio nella Seconda Guerra Mondiale avrebbe dovuto: 
1. far morire Hitler in uno dei numerosi attentati alla sua vita 
2. attivare una rivolta del popolo tedesco 

Secondo te Dio contro i terroristi dell'ISIS dovrebbe: 
1. accendere in loro i sentimenti di meraviglia, bellezza, tenerezza che possiedono verso il resto dell'umanità 
2. risvegliare negli occidentali le proprie responsabilità riguardo l'uso indebito di quei territori 

Secondo te Dio contro l'ateismo dilagante di oggi: 
1. dovrebbe essere più evidente
2. premiare con una vita più facile e bella chi lo crede 

Secondo te Dio nella questione del DDL Cirinnà dà ragione: 
1. ai favorevoli 
2. ai contrari 

Secondo te Dio si è espresso: 
1. più o meno in tutte le religioni, ma in nessuna in modo particolare 
2. in modo particolare in una sola 

Secondo te Dio è: 
1. conoscibile all'uomo 
2. imperscrutabile all'uomo 

Secondo te Dio sull'ecologia dovrebbe: 
1. suggerire agli uomini delle tecnologie pulite che permettono di non inquinare 
2. impedire che gli uomini consumino il suo creato con cataclismi 

Secondo te Dio dovrebbe: 
1. aprire le porte del Paradiso a tutti gli uomini 
2. giudicare secondo giustizia le azioni di ciascuno 

Secondo te Dio doveva essere: 
1. più chiaro nei suoi insegnamenti 
2. meno severo nelle sue prescrizioni 

Secondo te Dio doveva: 
1. lasciare meno libero l'uomo in modo che fosse un po' costretto a comportarsi bene
2. rendere l'uomo immune dalle azioni negative degli altri uomini

Secondo te la tua educatrice è:
1. impazzita per aver creato questo test
2. non sapeva cosa farci fare all'incontro 

A conclusione del test vediamo che sono rimaste 2 coppie e 4 situazioni singole.
Viene chiesto ai giovani quale difficoltà si è avuta nella realizzazione del test. La maggiore era che spesso la risposta che si voleva dare era un misto di entrambe le risposte, oppure nessuna delle due sembrava giusta. Anche nel dialogo si cercava di argomentare sempre a favore della nostra opinione, oppure si sceglieva la meno peggio.
S. intuisce che l'inghippo stava nel nostro desiderio di decidere noi la soluzione giusta per Dio. La grande tentazione, che è alla radice del peccato originale, è quella di metterci al posto di Dio, di voler dettare noi le regole del gioco.
Cominciamo a rilevare così due comportamenti tipici di Satana:
  • punta sempre sulla nostra opinione, ma non intesa in senso positivo, ma come "nostro egoismo"
  • punta a creare una divisione, una frattura, tra l'uomo e Dio e tra l'uomo e l'uomo

Passiamo a discutere insieme del Vangelo.


Preghiera

Canto di inizio: Ad una voce 

Con un cuore solo, figli dello stesso Padre vogliamo vivere Signore, 
Con un cuore solo, figli dello stesso Padre per adorare Te. 

A TE GRIDIAMO ABBÀ, RENDICI UNO IN TE, CON IL TUO SANTO SPIRITO
A TE GRIDIAMO ABBÀ, RENDICI UNO IN TE, CON IL TUO SANTO SPIRITO
CANTEREMO A TE AD UNA VOCE. 

Nel tuo nome Padre, facci segno del tuo Amore, perché il mondo creda in te, Nel tuo nome Padre, facci segno del tuo Amore, per annunciare Te. Rit. 

Con un cuore solo, figli dello stesso Padre per adorare Te. Rit. 
Con un cuore solo, (Con un cuore solo), Con un cuore solo… 

Dal Vangelo di Luca (Lc 4, 1-13)

1 Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, 2 per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. 
3 Allora il diavolo gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, di' a questa pietra che diventi pane". 
4 Gesù gli rispose: "Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo". 
5 Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra 6 e gli disse: "Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. 7 Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo". 
8 Gesù gli rispose: "Sta scritto: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto". 
9 Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; 10 sta scritto infatti: 
Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano; 
11 e anche: 
Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra". 
12 Gesù gli rispose: "È stato detto: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo". 
13 Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato. 

Discussione sul Vangelo

Una delle prime cose che viene segnalata è la debolezza di Gesù dopo 40 giorni nel deserto e Satana si "approfitta" proprio di quel momento. Altra cosa che viene notata è che Gesù non risponde mai direttamente, ma cita sempre le Scritture, tant'è che il diavolo, furbissimo, usa lo stesso espediente per farlo cadere in tentazione. 
Altra annotazione è quella di vedere un Gesù molto fragile che ha dei "cattivi pensieri", questo lo rende più accomunabile all'esperienza umana.
Inoltre Satana mente perché dice che il mondo è suo e può darlo a chi vuole, ma in realtà il mondo non è in mano di Satana.
L'educatrice spiega come questo vangelo sia molto interessante per cogliere la figura di Cristo e la sua missione. Infatti questo brano si colloca dopo il Battesimo e prima della missione pubblica di Gesù. Gesù ha fatto prima un atto pubblico, quale il Battesimo, che ha moltissime valenze, tra cui mettersi allo stesso livello dell'uomo, ma anche caricarsi di Spirito Santo, che lo guida nel deserto.
Nel deserto Gesù, si legge nel primo versetto per ben due volte, era guidato e pieno di Spirito Santo. Dopo quaranta giorni "ebbe fame" e sarebbe terminato il digiuno, quindi in un certo modo Gesù è autorizzato a mangiare, proprio lì in quel frangente la prima tentazione: il diavolo non suggerisce un atto illecito a Gesù, ma la modalità con cui Egli otterrebbe il pane è "straordinaria", sovrumana.
Allora Satana non vuole semplicemente far peccare Gesù, lo vuole allontanare da Dio e quindi desidera allontanare Gesù dal compito che Dio gli ha dato.
Gesù con le tentazioni mostra che tipo di salvatore non vuole essere e negandole rivela realmente il senso della sua missione.
Gesù rifiuta di trasformare le pietre in pane, perché Egli non è venuto a saziare i bisogni dell'uomo, non vuole essere colui che semplicemente con un colpo di bacchetta magica dà la soluzione alle esigenze elementari umane. Dice infatti: "Non di solo pane vive l'uomo", nell'uomo c'è molto di più da salvare!
Quante volte vorremmo un Dio che esaudisca i nostri desideri, anche legittimi: una guarigione, un lavoro, una casa, dei figli… ma Dio non funziona come la lampada di Aladino, Dio guarda molto più in là dei nostri desideri e punta a ciò che ci salva "tutti interi"
Gesù rifiuta di ottenere il potere sull'uomo "piegandosi" alla logica del mondo, prostrandosi a Satana, che effettivamente ha in mano il mondo, perché la redenzione non è ancora avvenuta, ma vuole che il mondo riconosca non Satana ma Dio come unico Signore.
Tantissime volte gli uomini rimproverano a Dio e chi lo segue di fare scelte troppo estreme, troppo anticonvenzionali, si dice spesso che la "Chiesa dovrebbe stare al passo con i tempi", ma non sarebbe un "piegarsi alla logica del mondo"?
Infine Gesù non intende conquistare l'uomo con l'evidenza del miracolo, non vuole obbligare l'uomo a credergli di fronte all'evidenza, vuole che l'uomo costruisca dentro di sé il rapporto con Gesù e con Dio. Spesso noi uomini vorremmo un Dio che si palesi senza ombra di dubbio, così potremmo finalmente credergli, ma Dio non vuole convincerci con la forza, vuole conquistarci con l'amore.
L'educatrice dice, in uno stupore generale, che Satana è una presenza spirituale dotata di volontà, cioè una presenza separata dall'uomo, non è semplicemente la personificazione poetica di un'atteggiamento morale o del male. Se si crede alla Bibbia, si crede anche agli angeli e ai demoni e Gesù Cristo in prima persona si confronta con entrambe queste figure incorporee ma presenti. Satana quindi esiste e condiziona l'uomo, non può obbligare l'uomo a fare del male, ma tende e tenderà sempre a separarlo da Dio. Si è parlato anche di questa entità tra fede e superstizione e su come in effetti agisca, l'educatrice tende a sottolineare che se è bene prendere consapevolezza che questa presenza ci sia e agisca e altrettanto bene prenderne le debite distanze, senza crogiolarsi in pensieri e suggestioni su di essa.
Si discute anche sul perché nella Messa, i sacerdoti non spieghino questo vangelo così famoso, ma anche importante, rilevando alcuni dei punti emersi. Non sempre è facile e durante la Messa non si possono chiarire alcuni punti che se non chiariti potrebbero portare in confusione, però c'è tanto da lavorare sulla cultura generale cristiana.

Preghiera comunitaria: La speranza basta 

Sì, lo so, Signore, la mancanza di fiducia è peccato. 
Il peccato è allontanamento da te, è separazione, è distanza, e la distanza è la nostra colpa, la mia colpa. Tu l'hai scavalcata con la tua sofferenza per tutti gli uomini. 
Tu hai messo dei punti fermi: le tue parole. 
Tu hai acceso delle luci: le tue opere. 
Il tuo Vangelo è verità e via: cosa potrei desiderare di più?
La speranza basta. 
Magdalena Altwegg 

Padre Nostro

mercoledì 6 gennaio 2016

1 dicembre 2015 – Quanto costa la felicità?!

Obiettivo:

Capire che per Dio la felicità corrisponde all'espressione Regno di Dio o Regno dei Cieli. Capire che la felicità non è “solo” la ricompensa del fare il bene, ma il fare bene il bene è già felicità. 

Si comincia con la lettura del Vangelo, senza nessun commento. 

 Preghiera I parte: Dal Vangelo di Matteo (Mt 20, 1-16)

“Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: «Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò». Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: «Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?». Gli risposero: «Perché nessuno ci ha presi a giornata». Ed egli disse loro: «Andate anche voi nella vigna». Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: «Chiama i lavoratori e da' loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi». Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch'essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: «Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo». Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: «Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?». Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi”. 

Attività: Gara di areoplanini


Si divide il gruppo in squadre, premettendo che ci sarà un bellissimo premio. Si affidano alle squadre diversi modelli di areoplanini tra cui scegliere (http://www.toysblog.it/post/8327/come-fare-aeroplani-di-carta-le-istruzioni-per-undici-modelli-diversi) il modello o i modelli di areoplanino con cui la squadra vuole gareggiare. Ogni componente della squadra avrà il proprio areoplanino, ma si vincerà in squadra... Vince l'areoplanino che arriva più lontano. Alla fine della gara si proclama la squadra vincitrice, ma si premiano tutti. 




Condivisione: 


  • Vi è piaciuto questo lavoro?
  • Vi ha divertito la gara di areoplanini?
  • Che cosa pensate del Vangelo che abbiamo letto? 
  • Che cosa centra? Come c'entra? 


I ragazzi si dividono a grandi linee in due fazioni: 

  • quelli che ritengono un po' meschino l'arrabbiarsi dei primi lavoratori, perché dopotutto il Signore della vigna così aveva pattuito, non ha fatto nulla di sbagliato;
  • quelli invece che pur ammettendo il tutto ragionevole ammettono che ci rimarrebbero male, perché insomma non è giusto neppure non riconoscere il lavoro fatto tutto il giorno. Altrimenti non si va a lavorare se il proprio lavoro non viene riconosciuto. Dio non è meritocratico. 


Il punto sta proprio nel capire però cos'è questo lavorare nella vigna... Commento: Per Dio, per Gesù, per lo Spirito Santo il Regno di Dio è lavorare nella Vigna, la felicità, la ricompensa è lavorare nella vigna, è l'opportunità di lavorare nella vigna. “Che brutta cosa era meglio stare svaccati in spiaggia” pensa l'uomo e il mondo. Invece nella storiella chi è a bambanare mentre aspetta qualcuno che lo prenda “a giornata” non è felice, sta vivendo una condizione di vita senza senso, senza una meta, senza un orizzonte. È vero non lavora, ma non è felice, non sta dando senso alla sua vita. Il regno di Dio è trovare senso nella propria esistenza e questo è un lavoro, costa fatica, ma quella fatica produce felicità, produce un senso, un orizzonte di vita. Dio non è sciocco e non ci illude, Dio sa che la condizione dell'uomo è una condizione faticosa: l'uomo è limitato e quindi destinato a vivere con fatica e con dolore. Dio non ci dà la felicità togliendoci i nostri limiti, togliendoci le nostre fatiche di ogni giorno, ma ce le rende sopportabili, spalancando in noi l'infinita bellezza del dare alla nostra dimensione di vita un senso, un fine a cui tendere, per il quale migliorare. Sì, costa fatica, ma in realtà anche se non lavorassimo nella vigna, noi faticheremmo, il problema che lo faremmo senza un senso. Lavorare nella vigna vuol quindi “dare spessore” alla nostra esistenza, dare “ali” alla nostra vita. Per questo l'attività non era noiosa, ma divertente, doveva dare l'idea di qualcosa di piacevole anche se doveva essere “ben fatta”. 

La storiella
Un visitatore entrò nel cantiere dove nel Medioevo si stava costruendo una cattedrale. Incontrò un tagliapietre e gli chiese: “Che cosa stai facendo?"
L’altro rispose di malumore: “Non vedi, sto tagliando delle pietre”.
Così egli mostrava che considerava quel lavoro increscioso e di poco valore.
Il visitatore passò oltre e incontrò un secondo tagliapietre; anche a questo egli chiese cosa faceva.
“Sto guadagnando di che vivere per me e per la mia famiglia”, rispose l’operaio in tono calmo, mostrando una certa soddisfazione.
L’altro proseguì ancora e, trovato un terzo tagliapietre, gli rivolse la stessa domanda.
Questi rispose gioiosamente: “Sto costruendo una cattedrale”.

Ecco lavorare nella vigna è avere questa dimensione di vita di vedersi operosi per una "cattedrale", cioè l'opera grande della nostra esistenza.

Preghiera finale

Signore, accetto di tacere per sentire ciò che non è udibile.

Accetto di fare silenzio per ascoltare una voce che non sia la mia soltanto.

Accetto di non sapere per accogliere un messaggio misterioso della vita.
Ecco, con pazienza sto in ascolto:
vieni, Signore della vita, perché io viva la vita per intero;
vieni, Dio della felicità, perché io gusti per intero la felicità;

vieni, Dio della speranza, perché io lotti con speranza per la vita e la felicità di ogni creatura;

vieni, Dio della meraviglia e della certezza,

ma insieme poni nel cuore di ciascuno la consapevolezza che felicità è vivere alla tua presenza. 

Amen.
- Centro Salesiano Pastorale Giovanile - 

Ecco le tappe percorse da questo modulo: 


  • la felicità è legata a relazioni positive con gli altri → lavoro sulle emoticon 
  • cercare la felicità significa cercare Gesù, felici per Gesù sono quelli che hanno le condizioni che li spingono a cercarlo → lavoro sulle beatitudini
  • la felicità è lavorare nella vigna, dare spessore alla propria vita, stare alla sua presenza. 


Per l'Avvento l'educatrice propone di trovare ogni giorno un motivo di felicità, mettere testa a “che cosa ci rende felice”, da qui la proposta di inserire immagini e “momenti” sui social con un #hashtag particolare. Se troviamo questi motivi potremmo leggerli secondo alcune chiavi di lettura che scopriremo riprendendo il gruppo.

mercoledì 18 novembre 2015

10 novembre 2015 - Meglio felici che fortunati!

Obiettivo: 

Fare una riflessione sul concetto di felicità, capire quali immagini di felicità vengono proposti e cercare di discernere al meglio gli oggetti della felicità: cosa cattura il nostro cuore? 

Preghiera I parte: Grandi cose 

RIT: Grandi cose ha fatto il Signore per noi 
ha fatto germogliare i fiori tra le rocce.
 
Grandi cose ha fatto il Signore per noi
 
ci ha riportati liberi alla nostra terra. 
Ed ora possiamo cantare, 
possiamo gridare l'amore 
che Dio ha versato su noi. 

Tu che sai strappare dalla morte
hai sollevato il nostro viso dalla polvere.
 
Tu che hai sentito il nostro pianto nel nostro cuore 
hai messo un seme di felicità.  RIT:

FOTOLINGUAGGIO 

La stanza viene riempita di immagini. Ogni ragazzo deve scegliere 3 immagini che rappresentano secondo lui tre cose: 
  1. L'immagine della felicità per la “Società”.
  2. La sua immagine personale di felicità.
  3. L'immagine della felicità per la “comunità cristiana”.

[Prima di continuare a leggere prova a vedere quali sono le immagini che penseresti per ogni indicazione ;) ]

Condivisione

  1. Le immagini che dipingono la felicità per la società sono immagini richiamano i concetti di: ricchezza, successo, bellezza, apparenza, realizzazione personale, identità sociale, unità e condivisione, sicurezza, pace, sviluppo tecnologico e culturale, pace… 
  2. Le immagini scelte per la felicità personale rappresentano: il cammino/percorso/viaggio, il superare gli ostacoli, raggiungere gli obiettivi, anche insieme alle altre persone, il sentirsi prezioso, il dare il massimo, la famiglia e le persone vicine, condividere con gli altri, l'amore… 
  3. Le immagini scelte per descrivere la felicità della comunità evocano: la preghiera, la liturgia come cuore della vita di fede, la condivisione, andare insieme verso un obiettivo, la speranza, una figura forte che traccia un cammino, la libertà e la resurrezione… 

Viene quindi letto il Vangelo. 

Preghiera II parte: Dal Vangelo di Luca (Lc 6, 20-23)

In quel tempo, alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva: 
“Beati voi poveri,
 perché vostro è il regno di Dio.

Beati voi che ora avete fame,
perché sarete saziati.

Beati voi che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v’insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell’uomo. 
Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti.
 
Ma guai a voi, ricchi,
 perché avete già la vostra consolazione.

Guai a voi che ora siete sazi, 
perché avrete fame.

Guai a voi che ora ridete,
perché sarete afflitti e piangerete.
Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti”. 

Divisi in quattro gruppi, si invitano i giovani a cercare le quattro immagini di felicità di Gesù presentate da Luca nelle sue beatitudini: i poveri, gli affamati, chi piange, i perseguitati. Alcune delle immagini scelte presentano più che una condizione di mancanza fisica, una condizione di mancanza spirituale.

Nella condivisione emerge che questo Vangelo è molto duro, perché in fondo i ricchi non hanno colpa perché devono essere “maledetti” con queste minacce. 

Commento
In questo vangelo Gesù è quasi incomprensibile, va bene tutto, però sembra quasi che ci voglia fregare e alla fine non voglia mai che noi siamo felici. Ci dice che siamo “beati” se siamo poveri, affamati, piangenti e perseguitati, perché in un futuro imprecisato (forse) saremo saziati, rideremo e la ricompensa sarà grande. L'unico presente è quello di essere poveri che rende nostro il Regno di Dio, che però non sappiamo neppure cosa sia e che utilità abbia. Segue la minaccia di quando siamo ricchi, ridiamo o siamo sazi, ci maledice, insomma questo Gesù non ci vuole mai felici!! 
Eppure no... non è così ANZI Gesù ci sta avvertendo e ci sta dando l'indicazione per essere VERAMENTE FELICI. 
Questa pagina di Vangelo si colloca dopo diverse guarigioni di persone e dopo che tanta folla cerca Gesù perché venga guarita. Dice Luca “sanava tutti”. Aveva anche guarito l'uomo con la mano inaridita, sentendole su dai farisei perché l'aveva fatto di sabato. Ad un certo punto Gesù in mezzo alla folla che lo cerca piazza questo discorso. 
La lettura abituale che si fa di questo vangelo è quella della giustizia sociale, in una società come quella di Gesù divisa tra poveri e ricchi. C'è però un'altra lettura altrettanto interessante. 
Gesù ha negli occhi queste folle sofferenti che lo cercano per essere guarite. Poi fissa i discepoli e parte in quarta “Beati voi”. I discepoli non sono particolarmente poveri, né affamati, né piangenti, ma allora cosa voleva dire Gesù?
Gesù vuole dire a noi che quando siamo in una condizione di privazione esistenziale, allora è più facile mettersi in ricerca e in ricerca di Lui. Questo ci rende “Regno di Dio” e ci renderà davvero sazi, davvero ridenti, ma farà anche sì che il mondo ci perseguiterà perché saremo in cerca di Lui. 
Gesù lo stava vedendo in quel momento: chi soffriva lo cercava per essere guarito, facendo così lo trovava e lo incontrava!! “Beati voi che siete in cerca di me!” Questo ci dice Gesù! 
Se vi sentiste sazi, “pieni”, senza alcun problema al mondo, nulla vi spinge a “disturbarvi” nella ricerca di me. Chi invece è sazio, non si accorge che la sua esistenza manca di qualcosa, quando poi la vita porrà il conto, quando ci si accorgerà che l'essere ricco, sazio e compagnone non basta per rendere felice allora queste persone si renderanno conto di non aver speso la loro vita a cercare ciò che li poteva rendere davvero felici.
Quanti uomini e donne ricche e di successo sono morte suicide, disperate, perché hanno scoperto che tutte le loro ricchezze, la loro fama, il loro successo, anche il loro talento in realtà non bastava loro, continuavano a sentire un vuoto nella loro esistenza. Anche il giovane ricco era bravo, era ricco, ma sente che “non gli basta”. 
Gesù non ci sta maledicendo, non ci fa terrorismo psicologico ci avverte del grande pericolo di non avere il giusto stimolo che ci induce a cercarLo. “Guai” = “Attenti” perché prima o dopo sentirete quel vuoto esistenziale e allora? Sarete capace di sentirvi “poveri”, “afflitti”, “piangenti” e riuscirete a mettervi alla ricerca di Gesù? 
Infatti dopo queste parole Gesù parte con le indicazioni: come si cerca Gesù? Quale strada percorrere? Lo vedremo il prossimo incontro!

Domanda
Ma perché “guai se parleranno bene di voi”?
Gesù sa bene che chi è per la verità, non incontra benevolenza, chi ripeterà come lui “beati i poveri...” invitando gli altri a cercare Gesù, sarà calunniato, perché è molto più comodo sentirsi dire ciò che si vuole sentire! Chi ha il piede in tutte le scarpe è lodato e si fa amico di tutti, chi è coerente e dice le cose come stanno, sta sulle scatole ad un sacco di persone. Gesù è onesto, sa che sarà così, anche perché sarà poi il motivo della sua morte in croce. 

Preghiera finale: Chiesi a Dio

Chiesi a Dio di essere forte
per eseguire progetti grandiosi:
Egli mi rese debole per conservarmi nell'umiltà.
 
Domandai a Dio che mi desse la salute
per realizzare grandi imprese:
Egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio.
 
Gli domandai la ricchezza per possedere tutto:

Mi ha fatto povero per non essere egoista.

Gli domandai il potere perché gli uomini avessero bisogno di me:

Egli mi ha dato l'umiliazione perché io avessi bisogno di loro.

Domandai a Dio tutto per godere la vita:

Mi ha lasciato la vita perché potessi apprezzare tutto.

Signore, non ho ricevuto niente di quello che chiedevo,

ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno 
e quasi contro la mia volontà.

Le preghiere che non feci furono esaudite.

Sii lodato; o mio Signore, fra tutti gli uomini

nessuno possiede quello che ho io! 
Kirk Kilgour

mercoledì 4 novembre 2015

27 ottobre 2015 - Che cos'è la felicità?

Obiettivo: Capire cosa intendiamo noi con il termine “felicità” e cominciare a capire che cosa intende Dio quando parla di “felicità”. 

Canto alla preghiera: Cantiamo a Te
Cantiamo Te, Signore della vita:
il nome Tuo è grande sulla terra tutto parla di Te
e canta la Tua Gloria grande Tu sei e compi meraviglie, Tu sei Dio. 

Cantiamo Te, Signore Gesù Cristo,
Figlio di Dio venuto sulla terra, fatto uomo per noi nel grembo di Maria. 
Dolce Gesù risorto dalla morte sei con noi. 

Cantiamo Te, amore senza fine: Tu che sei Dio lo Spirito del Padre. 
Vivi dentro di noi e guida i nostri passi, 
accendi in noi il fuoco dell’eterna carità. 

Attività: Facciamo il gioco del personaggio sulla fronte che ognuno deve riconoscere attraverso una serie di domande a cui si deve rispondere con Sì e con No. Invece di avere dei personaggi avremmo sulla fronte le emoticon positive di whatsapp. Ogni partecipante avrà anche un foglio davanti a sé, su cui scriverà le risposte positive che corrispondono alla propria faccina (es: “facciamo questa emoticon quando qualcuno fa una battuta divertente?”). Non si po' fare una domanda sull'elemento fisico (“ha gli occhi chiusi?” “si vede la lingua?”), obiettivo oltre indovinare è individuare come e quando usiamo la corrispettiva faccina, così da capire quali occasioni ci rendono "felici". Quando tutti hanno fatto le domande, si cerca di capire chi ha indovinato e chi è stato più utile nel dare le risposte. Infine selezioniamo la meno felice (28) e la più felice (1).


Nella condivisione scopriamo che non sempre le faccine corrispondono ad un'intensità reale di felicità, che spesso le usiamo “truccandole” e cominceremo quindi a scoprire che la natura della felicità ha più profondità di quanto possiamo pensare. 

Dal libro del Qòelet (Qo 8, 10-15)
Frattanto ho visto malvagi condotti alla sepoltura; ritornando dal luogo santo, in città ci si dimentica del loro modo di agire. Anche questo è vanità. Poiché non si pronuncia una sentenza immediata contro una cattiva azione, per questo il cuore degli uomini è pieno di voglia di fare il male; infatti il peccatore, anche se commette il male cento volte, ha lunga vita. Tuttavia so che saranno felici coloro che temono Dio, appunto perché provano timore davanti a lui, e non sarà felice l'empio e non allungherà come un'ombra i suoi giorni, perché egli non teme di fronte a Dio. Sulla terra c'è un'altra vanità: vi sono giusti ai quali tocca la sorte meritata dai malvagi con le loro opere, e vi sono malvagi ai quali tocca la sorte meritata dai giusti con le loro opere. Io dico che anche questo è vanità. Perciò faccio l'elogio dell'allegria, perché l'uomo non ha altra felicità sotto il sole che mangiare e bere e stare allegro. Sia questa la sua compagnia nelle sue fatiche, durante i giorni di vita che Dio gli concede sotto il sole.

Commento: Questo brano ci colpisce perché non ci sembra tanto coerente con i discorsi che siamo abituati a sentire normalmente.
Questo brano in effetti sembra dirci fare il bene non rende felici: il giovane ricco ad esempio faceva tutte le cose giuste e osservava tutte le leggi, ma allora perché se ne va triste? Dice invece che la felicità sta nell'avere timore di Dio, cioè nell'avere una relazione con Dio… ma siamo d'accordo e cosa significa tutto questo? Lo scopriremo!

L'educatrice ha poi chiesto di fare un confronto tra la faccia più felice e quella meno felice. Ne è venuto fuori che la faccina era identica tranne che per il gocciolone che colava.
Che significato ha? Uno è infelice quando c'è distacco con l'altra persona (il gocciolone indica imbarazzo quindi distanza): se sono felice con quella persona, sono più vicina a lei e lei lo percepisce. Quando siamo tristi ci sentiamo più distanti dalle persone e se loro si avvicinano a me, mi rincuora che io sia triste per loro.
Felicità è (o centra con) una relazione interpersonale (esempio: una persona che diventa felice facendo volontariato, non intesse un rapporto di relazione intima, ma si fa vicino a qualcuno o a qualcosa, si fa Prossimo). Vivendo nuove esperienze con delle persone, mi avvicino a loro, creo un legame con loro e quindi il mio rapporto si rafforza e io sono più felice quando sto con loro.

GESTO: Ognuno doveva inviare un messaggio su whatsapp in cui si faceva un augurio di felicità, mettendo anche una faccina tra quelle usate durante l'incontro.

Preghiera corale: Brillare veramente
Signore, facci ricordare
che il tuo primo miracolo,

alle nozze di Cana,
 lo facesti per aiutare
alcuni uomini a fare festa.

Facci ricordare
che chi ama gli uomini,
ama anche la loro gioia,

perché senza gioia
non si può vivere…

Fammi comprendere, Signore,

che il Paradiso è nascosto 
dentro di noi.

Ecco, ora è qui, 
nascosto dentro di me.

Se voglio, domani stesso,
 comincerà a brillare veramente
per me

e durerà tutta la vita.
(Fëdor Dostoevskij)

martedì 20 ottobre 2015

13 ottobre 2015 - Che Magnificat!

Ci siamo trovati in cappella e abbiamo cominciato con la lettura del Vangelo recitata a parti.


Dal Vangelo di Luca (Lc 1,26-45)

26 Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, 27 a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28 Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». 29 A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. 30 L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32 Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
34 Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». 35 Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. 36 Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: 37 nulla è impossibile a Dio». 38 Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.
39 In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. 40 Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41 Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo 42 ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43 A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? 44 Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. 45 E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore».


Canto: MAGNIFICAT



Commento:

Maria in questo Vangelo è fantastica perché non è che semplicemente remissiva, ma ascolta tanto anche da porre una domanda intelligente all'angelo. Maria non è sprovveduta, pone subito una questione sostanziale. Altra cosa strabella è che Maria, dopo l'annuncio, parte subito per visitare Maddalena.
Maria vuole assicurarsi che ciò che gli ha detto l'angelo è davvero reale. Se ci pensiamo un attimo per Maria era una notizia bomba, perché lei era ebrea e i suoi avi aspettavano il Messia da tempo: scoprire che proprio lei sarebbe stata madre della promessa del Dio di Israele era il sogno che si realizzava! Quando poi Maria vede il pancione di Elisabetta, realizza che è tutto vero e la preghiera del Magnificat testimonia tutta questa gioia esplosiva di tutta la bellezza di Dio che si manifesta in questo canto che prepara a un mondo meraviglioso per tutti.
Viene chiesto se Maddalena sapeva che Maria era destinata ad essere madre di Dio. L'educatrice dice che nel Vangelo non è riportato, ma come l'angelo ha parlato a Zaccaria, il marito di Maddalena, forse una comunicazione angelica è avvenuta anche con Maddalena, non lo sappiamo. Laura C osserva magari Maddalena lo ha letto in faccia a Maria tanto era raggiante

Mostra Magnificat:

Abbiamo chiesto a ogni partecipante di portare un qualcosa di meraviglioso, che pensandolo guardandolo o ascoltandolo lo avesse "staccato da terra"
Libretto del campeggio – G
Album delle fotografia dei primi anni di vita – CB
Quadernetto – AL
Pallone - LC
Tramonto – AM
Foto DNA del kiwi – MT
Cielo stellato – SF
Foto del nipote – AS
Primo disegno delle superiori - MB
Anello - CZ

Aggiunte la sera del 20/10/15 anche:
Oceano Mare di Baricco – AF
Foto con amiche – I


Alla fine è stato presentato il Magnificat di Dio. 
I ragazzi vedevano la cornice da dietro, l'educatrice ha spiegato che questa opera famosissima, vista moltissime volte da tutti, spesso non viene considerata come l'opera che Dio ci ha indicato come il suo Magnificat nelle Scritture. Ha detto anche che l'opera presente è una copia dell'originale, perché è illegale prendersela ed esporla. Ha detto che Dio ogni volta che guarda questa opera il suo cuore si "stacca da terra" tanto lo "innamora". L'educatrice chiedeva di mettersi in ginocchio davanti a questa opera e di fare una preghiera personale. L'opera era uno specchio, in cui ogni ragazzo ha visto la propria immagine riflessa.

Condivisione
Abbiamo detto che molti magnificat degli altri potevano essere i nostri. Raccontando ognuno il proprio Magnificat si è avuta l'opportunità di conoscere gli altri meglio, anche perché inizialmente non si avrebbe avuto un confronto così profondo con tutti.

Si conclude la preghiera leggendo ognuno un pezzetto del Salmo 138 e concludendo tutti insieme con il Gloria.

Salmo 138

Signore, tu mi scruti e mi conosci,

tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,


intendi da lontano i miei pensieri,

osservi il mio cammino e il mio riposo,
ti sono note tutte le mie vie.


La mia parola non è ancora sulla lingua

ed ecco, Signore, già la conosci tutta.



Alle spalle e di fronte mi circondi 
e poni su di me la tua mano.



Meravigliosa per me la tua conoscenza,
troppo alta, per me inaccessibile.


Dove andare lontano dal tuo spirito?
Dove fuggire dalla tua presenza?



Se salgo in cielo, là tu sei;

se scendo negli inferi, eccoti.

Se prendo le ali dell'aurora
per abitare all'estremità del mare,

anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.

Se dico: “Almeno le tenebre mi avvolgano
e la luce intorno a me sia notte”,

 
nemmeno le tenebre per te sono tenebre


e la notte è luminosa come il giorno;
per te le tenebre sono come luce.



Sei tu che hai formato i miei reni

e mi hai tessuto nel grembo di mia madre.


Io ti rendo grazie:
hai fatto di me una meraviglia stupenda;


meravigliose sono le tue opere,

le riconosce pienamente l'anima mia.

Non ti erano nascoste le mie ossa 
quando venivo formato nel segreto,
ricamato nelle profondità della terra.


Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi;
erano tutti scritti nel tuo libro i giorni che furono fissati
quando ancora non ne esisteva uno.


Quanto profondi per me i tuoi pensieri,

quanto grande il loro numero, o Dio!


Se volessi contarli, sono più della sabbia. 

Mi risveglio e sono ancora con te.


Scrutami, o Dio, e conosci il mio cuore,

provami e conosci i miei pensieri;

vedi se percorro una via di dolore 
e guidami per una via di eternità.


Tutti: O Signore, nostro Dio,
 quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.
Gloria...


CANTO: Ave Maria

6 ottobre 2015 - Start!!

Ci siamo introdotti nel gruppo con il “simpatico” gioco delle sedie “olmo”, che ha riscosso un notevole successo, anche perché mi/ci ha fatto imparare tutti i nomi.

Speed Date (2' a coppia)

Divisi in coppia con 1 minuto a testa si rispondeva a 3 domande. Sotto abbiamo inserito le risposte che abbiamo sentito più o meno.

I Vecchi
Domanda:
Che cosa ti piace di questo gruppo?
Risposta: L'educatrice (). Quando non c'era il gruppo d'estate ne sentivano la mancanza. Insieme di persone improbabili, che non sono una compagnia di amici, ma nel gruppo funzionano. Argomenti coinvolgenti affrontati in maniera dinamica e trasversale.

Domanda: Che cosa ti aspetti quest'anno?
Risposta: Conoscere nuovi arrivati e quindi nuovi punti di vista. Temi nuovi e affrontati in maniera dinamica e trasversale.

Domanda: Che valore aggiunto ha l'AC per te?
Risposta: Gli incontri zonali (ndEdu Qui devo lavorare sull'identità associativa ) .


I Nuovi
Domanda: Come mai stai entrando in questo gruppo?
Risposta: Per far parte di un gruppo. Per confrontarmi con altre persone su problemi attuali. Dopo averne sentito parlare ho deciso di provare.

Domanda: Che cosa ti aspetti da noi?
Risposta: Temi nuovi e affrontati in maniera dinamica e trasversale. Confronto e non cose calate dall'alto.

Domanda: Come vedi l'AC da fuori?
Risposta: Gruppo molto organizzato, con una buona base e una storia, che ha temi interessanti.


Lo Speed Date ha avuto qualche lato negativo: era troppo poco il tempo, lasciava il discorso a metà. Dal lavoro comunque si è evinto che le risposte date erano piuttosto coerenti tra di loro e questo era sintomo di una buona condivisione. Chiara B dice che le risposte non erano tutte uguali infatti molti vecchi con vecchi, si "completavano" rispetto alcuni concetti.


Giro dei titoli del gruppo scorso!

I ragazzi in cerchio dovevano ricordare i titoli degli incontri: il primo diceva il primo, il secondo diceva il primo e il secondo, il terzo diceva il primo, il secondo e il terzo... in questo modo si poteva percepire il percorso fatto l'anno scorso dal gruppo.

Incontro 1 - Se ho paura… (Tema dell'anno)
Incontro 2 - Meglio soli? (Comunità)
Incontro 3 - Cos'è la comunità? (Comunità)
Incontro 4 - Mai da soli! (Comunità)
Incontro 5 - Basta fare i cattivi (Mese della Pace)
Incontro 6 - Ridare dignità a… (Mese della Pace)
Incontro 7 - A Memoria! (Liturgia)
Incontro 8 - Sacrificio per passione (Liturgia)
Incontro 9 - Riti di Miti (Liturgia)
Incontro 10 - misTEro? (Liturgia)
Incontro 11 - LiturgicaMENTE: un po' di testa nella Messa (Liturgia)
Incontro 12 - Cosa Nostra? Cosa è nostro? (Mafia-Legalità)
Incontro 13 - Benvenuti a 'Ndraghotel (Mafia-Legalità)
Incontro 14 - Maria Stella della Speranza (Mafia-Legalità)


Momento finale conviviale con cibo!

lunedì 20 luglio 2015

Sondaggio per i temi 2015/2016


martedì 7 luglio 2015

25 maggio 2015 - Maria Stella della Speranza (incontro di preghiera)

Nell'incontro precedente i giovani hanno vissuto la Festa Zonale, che ha offerto diversi spunti di legalità, ha ospitato i testimoni dell'Associazione Libera contro le Mafie.
Per concludere l'anno è stat proposta una veglia di preghiera come efficace modo per contrastare l'azione mafiosa, perché la preghiera tiene viva la speranza nell'uomo e nell'azione di Dio nel mondo e, inoltre, la religiosità autentica contrasta quella artificiosa che molta mafia strumentalizza per "lavarsi la coscienza".


Maria Stella della Speranza

Canto di inizio: Ecco il nostro sì

Fra tutte le donne scelta in Nazareth,
sul tuo volto risplende il coraggio di quando hai detto “Sì”.
Insegna a questo cuore l’umiltà,
il silenzio d’amore, la Speranza nel figlio tuo Gesù

RIT. Ecco il nostro Sì, nuova luce che rischiara il giorno,
è bellissimo regalare al mondo la Speranza.
Ecco il nostro Sì, camminiamo insieme a te Maria,
Madre di Gesù, madre dell’umanità.

Nella tua casa il verbo si rivelò
nel segreto del cuore il respiro del figlio Emmanuel.
In segna a queste mani la fedeltà,
a costruire la pace, una casa comune insieme a te. RIT.

Donna dei nostri giorni sostienici,
guida il nostro cammino con la forza di quando hai detto “Sì”.
Insegnaci ad accogliere Gesù,
noi saremo Dimora, la più bella poesia dell’anima. RIT.

Nel nome del Padre ….

Introduzione

La via del male ruba la speranza
Papa Francesco

Guida:
“Da più di mille anni, la Chiesa saluta Maria, come “stella del mare”: Ave maris stella. Le vere stelle della nostra vita sono le persone che hanno saputo vivere rettamente, […] persone che donano luce traendola dalla vera luce che è Gesù, ed offrono così orientamento per la nostra vita. Quale persona potrebbe più di Maria essere per noi stella di speranza, lei che con il suo “sì“ aprì a Dio stesso la porta del nostro mondo; lei che diventò la vivente Arca dell'Alleanza, in cui Dio si fece carne, divenne uno di noi, piantò la sua tenda in mezzo a noi (cfr Gv 1,14)?" (Benedetto XVI, Enciclica Spe Salvi, n. 49)

Questa sera vogliamo affidare a Maria le ansie che ci portiamo nel cuore. La nostra società è vittima dell’illegalità che vuole costruire un mondo senza sacrificio e con prepotenza. L’illegalità è uno strumento con uno scopo ben preciso: ottenere il più velocemente possibile dei privilegi. Potere e denaro, essere il primo, il più importante, possedere sempre più beni. Alla luce di quanto stiamo vivendo, come gruppo vogliamo ribadire il mostro impegno a costruire un mondo più giusto. La speranza per noi cristiani è un presente intessuto di futuro, uno spiraglio di luce nell'oscurità. Essa è una timida fiammella che riscalda le tenebre. È il dolore superato, disperazione sanata, certezza fiorita sul dubbio. Vita che attende il nuovo, il diverso. È una voce che implora aiuto. Fede proiettata nel domani. Sospiro. Attesa di gioia. La speranza è desiderio di amore. 

In questi misteri del Rosario, preghiamo con Maria, stella della Speranza, come la definisce Benedetto XVI, a lei chiediamo di aprirci a una speranza nuova, capace a non arrendersi di fronte a “tanto non cambia nulla”, “tanto fanno tutti così”, “tanto è inutile, vincono sempre loro”.

1 mistero: Maria, donna del “sì”

Noi, pastori delle Chiese della Campania, non intendiamo limitarci a denunciare queste situazioni;
ma, nell’ambito delle nostre competenze e possibilità, intendiamo contribuire al loro superamento,
anche mediante una revisione e integrazione dei contenuti e dei metodi dell’azione pastorale.
don Peppino Diana

Dal Vangelo di Luca (Lc 1, 27-38)
L'angelo andò da una fanciulla che era fidanzata con un certo Giuseppe, discendente del re Davide. La fanciulla si chiamava Maria. L'angelo entrò in casa e le disse:
- Ti saluto, Maria! Il Signore è con te: egli ti ha colmata di grazia.
A queste parole Maria rimase sconvolta e si domandava che significato poteva avere quel saluto.
Ma l'angelo le disse:
- Non temere, Maria! Tu hai trovato grazia presso Dio. Avrai un figlio, lo darai alla luce e gli metterai nome Gesù. Egli sarà grande: Dio, l'Onnipotente, lo chiamerà suo Figlio; il Signore lo farà re, lo porrà sul trono di Davide, suo padre, ed egli regnerà per sempre sul popolo d'Israele. Il suo regno non finirà mai.
Allora Maria disse all'angelo:
- Come è possibile questo, dal momento che io sono vergine? 
L'angelo rispose:
- Lo Spirito Santo verrà su di te, l'Onnipotente Dio, come una nube, ti avvolgerà. Per questo il bambino che avrai sarà santo, Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, alla sua età aspetta un figlio. Tutti pensavano che non potesse avere bambini, eppure è già al sesto mese. Nulla è impossibile a Dio!
Allora Maria disse:
- Eccomi, sono la serva del Signore. Dio faccia con me come tu hai detto.
Poi l'angelo la lasciò.

Fede e Mafia
“Ha quindi luogo la cerimonia del giuramento che consiste nel chiedere a ognuno con quale mano spara e nel praticargli una piccola incisione sul dito indice della mano indicata, per fare uscire una goccia di sangue con cui viene imbrattata una immagine sacra: molto spesso quella dell'Annunziata, (…) che è ritenuta la patrona di Cosa Nostra.” (Giovanni Falcone – Cose di Cosa Nostra)

Attività antimafiosa: Mobilitazione antimafia
È fondamentale dare visibilità alle imprese anti-mafia e non permetterne l'isolamento. Le autorità pubbliche devono difendere un bene che è prezioso per tutti e che deve essere valorizzato come attrazione nazionale. È necessario anche porre attenzione al lavoro volontario estivo che tanti giovani fanno sui beni confiscati (liberamente tratto dagli Appunti di Laura Calabria).

Guida
L'Annunziata è patrona di Cosa Nostra perché ha detto “sì”, ma il “sì” di Maria è un “sì” alla via del bene, un “sì” che a permesso l'ingresso di Dio nella storia degli uomini, è un “sì” colmo di SPERANZA per il futuro degli uomini. È un “sì” diverso quello che pronuncia il mafioso è un “sì” che lo condanna, è un “sì” che gli “toglie la speranza”. 
A turno sarete chiamati a dire il vostro sì, alzandovi in piedi.

SEGNO
N. vuoi fare entrare la speranza nel mondo? (a turno ci si alza in piedi e si risponde “Sì” oppure “No”)

Padre nostro, Ave Maria, Gloria


2 mistero: Maria, donna del coraggio

Non ho paura delle cattiverie dei malvagi, ma del silenzio degli onesti
Martin Luther King

Dal Vangelo di Luca (Lc 1, 46-55)
Allora Maria disse:
«L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
 D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome;
 di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
 Ha spiegato la potenza del suo braccio, 
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
 ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
 ha ricolmato di beni gli affamati,
 ha rimandato i ricchi a mani vuote.
 Ha soccorso Israele, suo servo, 
ricordandosi della sua misericordia,
 come aveva detto ai nostri padri,
 per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Fede e Mafia
A Pignato Maggiore il clan Lubrano fece restaurare a proprie spese un affresco raffigurante una madonna. È detta la “Madonna della camorra”, poiché a lei si sono rivolti per chiedere protezione i più importanti latitanti di Cosa Nostra fuggiti dalla Sicilia a Pignataro Maggiore.
Attività Antimafiosa: Punizione dell'accumulazione mafiosa
Togliere la terra alla Mafia, significa colpire queste organizzazioni criminose in ciò che hanno di più caro. Questa punizione rende più debole la mafia nel prestigio, cosa che non fa neppure il carcere. Le aziende anti-mafiose che lavorano sui beni confiscati devono combattere quotidianamente la pressione psicologica e il vandalismo che attua l'organizzazione criminale contro le terre che erano loro (liberamente tratto dagli Appunti di Laura Calabria).

Guida
Maria non è una sottomessa, ma è una collaboratrice della rivoluzione di Dio. Nel Magnificat emerge tutta la sua forza e la sua speranza per un mondo dove le ingiustizie vengono spazzate via e i poveri della terra riconquistano la propria dignità...

Riflessione silenziosa

A MARIA, DONNA CORAGGIOSA
Ispira la protesta di tante vittime dei soprusi e della prepotenza

Maria, donna coraggiosa, a Zapopan nel Messico, Giovanni Paolo Il ha scolpito il monumento più bello che il magistero della Chiesa abbia mai elevato alla tua umana fierezza, quando disse che tu ti presenti come modello «per coloro che non accettano passivamente le avverse circostanze della vita personale e sociale, né sono vittime dell'alienazione».
Dunque, tu non ti sei rassegnata a subire l'esistenza. Hai combattuto. Hai affrontato gli ostacoli a viso aperto. Hai reagito di fronte alle difficoltà personali e ti sei ribellata dinanzi alle ingiustizie sociali del tuo tempo. Non sei stata, cioè, quella donna tutta casa e chiesa che certe immagini devozionali vorrebbero farci passare. Sei scesa sulla strada e ne hai affrontato i pericoli, con la consapevolezza che i tuoi privilegi di madre di Dio non ti avrebbero offerto isole pedonali capaci di preservarti dal traffico violento della vita.
Perciò, Santa Maria, donna coraggiosa, tu che nelle tre ore di agonia sotto la croce hai assorbito come una spugna le afflizioni di tutte le madri della terra, prestaci un po' della tua fortezza. Nel nome di Dio, vendicatore del poveri, alimenta i moti di ribellione di chi si vede calpestato nella sua dignità. Alleggerisci le pene di tutte le vittime dei soprusi. E conforta il pianto nascosto di tante donne che, nell'intimità della casa, vengono sistematicamente oppresse dalla prepotenza del maschio.
Ma ispira anche la protesta delle madri lacerate negli affetti dal sistemi di forza e dalle ideologie di potere. Tu, simbolo delle donne irriducibili alla logica della violenza, guida i passi delle madri coraggio perché scuotano l'omertà di tanti complici silenzi. Scendi in tutte le piazze di maggio del mondo per confortare coloro che piangono i figli desaparecidos. E quando suona la diana di guerra, convoca tutte le figlie di Eva perché si mettano sulla porta di casa e impediscano ai loro uomini di uscire, armati come Caino, ad ammazzare il fratello.
Santa Maria, donna coraggiosa, tu che sul Calvario, pur senza morire hai conquistato la palma del martirio, rincuoraci col tuo esempio a non lasciarci abbattere dalle avversità. Aiutaci a portare il fardello delle tribolazioni quotidiane, non con l'anima dei disperati, ma con la serenità di chi sa di essere custodito nel cavo della mano di Dio. E se ci sfiora la tentazione di farla finita perché non ce la facciamo più, mettiti accanto a noi. Siediti sui nostri sconsolati marciapiedi. Ripetici parole di speranza.
E allora, confortati dal tuo respiro, ti invocheremo con la preghiera più antica che sia stata scritta in tuo onore: «Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio; non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta». Così sia. (don Tonino Bello, Maria donna dei nostri giorni)

Padre nostro, Ave Maria, Gloria

3 mistero: Maria, donna dell'accoglienza e della verità

È importante parlare di mafia, soprattutto nelle scuole, per combattere contro la mentalità mafiosa, che è poi qualunque ideologia disposta a svendere la dignità dell'uomo per soldi.

Non ci si fermi però ai cortei, alle denunce, alle proteste.
Padre Pino Puglisi

Dal Vangelo di Luca (Lc 2,33-35)
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”.

Fede e Mafia
In terra di camorra il messaggio cristiano non viene visto in contraddizione con l’attività camorristica: il clan che finalizza la propria attività al vantaggio di tutti gli affiliati considera il bene cristiano rispettato e perseguito dall’organizzazione.

Attività antimafiosa: Sconfessione della Cultura Mafiosa
La Mafia deve essere rivelata per ciò che è realmente un'organizzazione CRIMINALE. Spesso invece le viene attribuita LEGGITTIMITÀ, perché offre lavoro e servizi con maggiore efficacia dello Stato. L'economia antimafia, attraverso le le imprese nate dalla confisca dei beni mafiosi, offre lavoro ai giovani con competenze e non con conoscenze e garantisce salari regolari, coinvolgendo anche quella quota debole di lavoratori come disabili ed ex-carcerati, riducendo ulteriormente la LEGGITTIMITÀ della Mafia (liberamente tratto dagli Appunti di Laura Calabria).

Guida
Maria, fin dall'inizio, è partecipe del mistero e delle sofferenze di Gesù. Vede in Lui il “segno di contraddizione”, e ne condivide la missione. Non teme il dolore della verità, ma lo accoglie tra le sue braccia, come il corpo di Gesù deposto dalla croce. Maria alimenta con la sua vita la verità, ne è figlia e madre.

SEGNO
Mentre recitiamo le preghiere accendiamo le nostre candeline per imparare “a fare luce” e vedere il bene e il male nelle nostre azioni.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria

4 mistero: Maria donna della memoria

Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali
e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.
Giovanni Falcone

Dal Vangelo di Luce (Lc 2, 46-51)
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo". Ed egli rispose loro: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.

Fede e Mafia
A Scampia nei laboratori di stoccaggio della droga spesso vengono tagliati 33 panetti di hashish per volta, come gli anni di Cristo. Poi ci si ferma per 33 minuti, si fa il segno della croce e si ritorna al lavoro.

Attività antimafiosa: Valore della Memoria
Punto di forza della Cultura mafiosa è l'INVISIBILITÀ, quindi fa molto comodo all'organizzazione criminale la costante assenza di MEMORIA della Società Civile. Invece la memoria della Mafia è importante: punisce tutti i torti subiti anche a distanza di anni (liberamente tratto dagli Appunti di Laura Calabria).

Guida
Il cuore di Maria diviene custode della grandezza imprevedibile di Dio, raccoglie gli avvenimenti e li tramanda. Il Vangelo di Giovanni, l'ultimo ad essere scritto, nasce proprio dalla condivisione che il discepolo amato ha avuto con Maria. Maria diventa per noi il modello e lo strumento per ricordarci le azioni di Dio nella nostra vita, per ricordare qualcuno nella nostra preghiera, per imparare da lei a contemplare e ricordare.

SEGNO
Mentre recitiamo le preghiere ci facciamo “un nodo al fazzoletto”: ci salviamo un memo sul cellulare per ricordarci di pregare per le stragi di Mafia ogni 23 maggio...

Padre nostro, Ave Maria, Gloria

5 mistero: Maria, donna e madre dell’umanità

Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo.
Paolo Borsellino

Dal Vangelo di Giovanni (Gv 2,1-5)
Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: "Non hanno vino". E Gesù le rispose: "Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora". Sua madre disse ai servitori: "Qualsiasi cosa vi dica, fatela".

Fede e Mafia
Nelle sale ex voto dei santuari di Pompei e di Madonna dell’Arco, tra i più visitati al mondo, non si contano gli oggetti in oro e i costosi regali che noti malavitosi hanno offerto alla madonna in segno di gratitudine per essersi salvati da un agguato. O per aver concluso un affare milionario. O perché il loro rivale è morto ammazzato.

Attività antimafiosa: Rispetto dell'ambiente
I prodotti provenienti dai beni confiscati a volte hanno un prezzo maggiore degli analoghi del mercato, ciò avviene perché vengono rispettate le regole che garantiscono la qualità biologica del prodotto. L'organizzazione mafiosa ha invece un RAPPORTO PREDATORIO con il territorio, non lo rispetta, al contrario l'impresa antimafiosa non è pericolosa né per il presente, né per il futuro (liberamente tratto dagli Appunti di Laura Calabria).

Guida
Maria ha a cuore tutta l'umanità, è attenta ai problemi e alle difficoltà di tutti, per questo è “ausiliatrice”, “colei che aiuta”. Maria è stata generosa, offrendo la sua vita a Dio per il bene del mondo, per il futuro dell'umanità. Impariamo da lei a non essere egoisti con le risorse che ci vengono date, ma preserviamole per il futuro dei nostri figli e impariamo a condividerle in modo equo, creando una rete di solidarietà reciproca.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria

SEGNO e PREGHIERA
Recitiamo ora delle litanie spontanee alla Madonna, a cui risponderemo coralmente “Prega per noi!”, passandoci un gomitolo che creerà una rete.
Appellativi a Maria: Madre..., Vergine..., Regina..., ma potete anche spaziare oltre questi!

Preghiera conclusiva
Tu, o Maria, donna della speranza,
rimani in mezzo ai discepoli come la loro Madre,
come Madre della speranza.
Santa Maria, Madre di Dio, Madre nostra,
insegnaci a credere, sperare ed amare con te.
Indicaci la via verso il suo regno!
Stella del mare, brilla su di noi
e guidaci nel nostro cammino! 
Benedetto XVI


Canto finale: Ave Maria

Ave Maria, ave. Ave maria, ave.

Donna dell'attesa e madre di speranza, ora pro nobis.
Donna del sorriso e madre del silenzio, ora pro nobis.
Donna di frontiera e madre dell'ardore, ora pro nobis.
Donna del riposo e madre del sentiero, ora pro nobis.

Ave Maria, ave. Ave maria, ave.

Donna del deserto e madre del respiro, ora pro nobis.
Donna della sera e madre del ricordo, ora pro nobis.
Donna del presente e madre del ritorno, ora pro nobis.
Donna della terra e madre dell'amore, ora pro nobis.

Ave Maria, ave. Ave maria, ave. Ave Maria, ave. Ave maria, ave.